Una giornata, come tante altre

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Ultima modifica: 18/12/2007 ore 1.08


Capita quel periodo durante il quale ti secca scrivere nel blog. Non c’è un motivo preciso ma le tue mani sembrano prendere vita e nonostante il pulsante New Post sia stato già schiacciato si fa sempre in tempo a tornare indietro e cambiare pagina.

Capita che aprendo un particolare sito preghi che ci sia un suo aggiornamento, sue parole, suoi pensieri, che ti aiutino a capire il suo stato d’animo per offrirle quella spalla sulla quale sfogarsi, quella faccia nota e cara alla quale aprirsi e raccontare ciò che passa davvero per la testa, non le solite frottole che si raccontano a tutti.

Capita che giri per negozi e ti accorgi di un particolare oggetto che ti ricorda lei. Caso strano vuole che l’iPod in quel momento suoni una canzone apprezzata da entrambi, bellissima, profonda, quasi commovente. Non puoi rinunciare, fai due più due e ottieni che quello sarà il suo regalo di Natale. Certo che la musica quando vuole sa essere cattiva e malinconica…

Capita che già che ci sei ti affacci sugli altri negozi limitrofi per concludere altri acquisti e segui in diretta ben due tamponamenti a distanza di pochi metri e minuti l’uno dall’altro. Sembra quasi che il tuo umore vada di pari passo con il mondo che ti circonda, meglio evitare il molo e le ferrovie va!

Capita che una ragazza che adori, la tua migliore amica, ti faccia distrarre facendoti riparare il suo computer saltato la sera prima a causa dell’errore umano. La mamma e la sorella fanno a gara per accendere più elettrodomestici possibili e far saltare quindi il salvavita. Rimetti a posto il Windows XP ferito e regali all’amica un gruppo di continuità. Mai fatto un regalo così azzeccato!

Capita anche che quell’amica la porti fuori a cena e discutendo del più e del meno riesca a darti dei consigli che solo ad una persona cara si danno. Consigli preziosi che ti riempiono il cuore e ti fanno capire che “alcune particolari sfide che stanno alla base della mia vita non sono poi così anormali”.

Delirio? Probabile. A questo punto rimane solo una cosa da dire: fatti viva e non chiuderti in te stessa, non risolvi nulla. Fai in modo che non sia solo io a cercarti, sfogati e non perderai proprio nessuno.

Goodnight.

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I commenti da Facebook

12 Responses to “Una giornata, come tante altre”

  1. remynaNo Gravatar December 18, 2007 at 01:24 #

    è un post così personale che mi viene da entrare in punta di piedi e chiedere permesso… ma è anche così bello che non potevo non farti i complimenti…

  2. EmanueleNo Gravatar December 18, 2007 at 03:22 #

    Bello vedere ogni tanto anche il lato umano di questi blog prevalentemente tecnici.
    Uscire allo scoperto, parlare di se… può essere tanto interessante quanto l’ultima funzione implementata in Leopard. :-)
    Ciao,
    Emanuele

  3. A35GNo Gravatar December 18, 2007 at 10:06 #

    Ti conosco poco rispetto a molti altri…ti conosco poco ma conosco i tuoi momenti…

    Momenti che ci rendono tristi, malinconici…ma che segnano…e come in tutti noi, poi, ci “aiutano” ad andare avanti…sono situazioni che ci rendono deboli…ci fanno sentire inutili e insignificanti…ci uccidono dentro.

    Il tuo post Giò, è molto bello veramente…spero che si risolva presto tutto ;)

  4. GiovyNo Gravatar December 18, 2007 at 11:49 #

    Hey Gio, what happens?
    Spero tu possa passare questo momento un po’ così, e tornare ad avere la serenità che meriti (e cazzo… se la meriti).
    Un abbraccio fraterno!

  5. Stefano MainardiNo Gravatar December 18, 2007 at 14:19 #

    Per quanto possa essere sterile un commento in un blog, ti dico che sono vicino, e che questi momenti di malinconia passano e non possono far altro che rafforzarti, vedrai ;)

    Un abbraccio!

    Ste

  6. Ani~No Gravatar December 18, 2007 at 15:38 #

    “Certo che la musica quando vuole sa essere cattiva e malinconica…”
    Spesso e volentieri oserei dire.

    Bel post comunque.
    Complimenti. ;)

  7. napoleoneNo Gravatar December 18, 2007 at 16:15 #

    up…..

  8. MarilùNo Gravatar December 18, 2007 at 19:21 #

    questo “capita” mi è piuttosto familiare :)

  9. deckardNo Gravatar December 18, 2007 at 21:33 #

    Caro Gioxx se il tuo è un delirio io sarei da rinchiudere facendo buttare la chiave…
    nella vita le valvole di sfogo sono assai importanti, e bisogna rendersene conto fintanto che si è in tempo ;)
    Forse è vero che sono situazioni che ci rendono deboli…ci fanno sentire inutili e insignificanti…e ci uccidono dentro, ma certe cose ci fanno sentire veramente umani. (io la mattina nella mia pazzia ringrazio il cielo perché ho aperto ancora una volta gli occhi!!!)
    la musica quando vuole sa essere cattiva e malinconica…soprattutto perché la musica che mi piace di più è quella di una volta che mi fa venire alla testa tanti ricordi del passato ;)
    Il mio umore va di pari passo con il mondo che mi circonda, e se posso evitare il molo, mi tocca sorbirmi le ferrovie con i loro disagi :(

  10. peebleNo Gravatar December 19, 2007 at 00:01 #

    «Alcuni vedono le cose come sono e dicono ‘perché’? Io sogno cose non ancora esistite e chiedo ‘perché no’?»…
    finalmente un post vero ed emozionante…complimenti e in bocca al lupo per tutta la felicità del mondo!

  11. OverlordNo Gravatar December 19, 2007 at 10:49 #

    Un commento può aiutare, ma non può risolvere. Fortuna che hai persone affianco che possono starti vicino. Momenti così capitano. L’importante è non farsi trasportare delle emozioni negative, quindi: “Cuori duri come i cannoni”

  12. RNiKNo Gravatar December 19, 2007 at 12:06 #

    Subito pensavo di aver sbagliato blog…

    Comunque lei di iPod ne ha già due. :inn:

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