Letture: Max Pezzali – Per prendersi una vita
gioxx, 11/07/2008 ore 10.30 | 98 views
ATTENZIONE: Questo post e' stato scritto piu' di 3 mesi fa. Potrebbe non essere aggiornato. Per qualsiasi dubbio ti invito a scrivere un commento per chiedere delucidazioni! :)Ultima modifica: 11/07/2008 ore 10.30
Era da tanto che non riuscivo a leggere un libro. Un paio di mesi fa, gironzolando per il magazzino di un mio cliente, ho visto il libro di Max tra i nuovi arrivi. Ho deciso di prenderlo a scatola chiusa e di portarmelo a casa speranzoso di potergli dedicare del tempo quanto prima. L’ho finalmente terminato e posso provare a buttare giù qualche riga in proposito.
Avvertenze prima dell’utilizzo: sono un fan di Max, uno dei tanti maledetti disgraziati che lo seguono da quando starnazzava di un certo uomo ragno ucciso dalle industrie di caffè insieme ad un poco utile Mauro Repetto nell’ormai lontano 1992. Conosco le canzoni, le realizzazioni cinematografiche e quelle editoriali, tutto è servito per la lettura di quest’ultimo libro.
Max è al suo secondo libro. Contrariamente alla scorsa pubblicazione, “Per prendersi una vita” non è autobiografico e non raccoglie i segreti per diventare un cantante di successo. E’ un romanzo, una storia inventata, tragica, prende in esame un’avventura di 4 ragazzi neo-diplomati che decidono di fare il viaggio della svolta, il viaggio di un “poker d’assi” per conquistare la libertà tanto cercata e mai avuta durante gli anni passati dietro i banchi.

Adamo, Marco, Andrea, Gianluca, questo il quartetto che a bordo di una vecchia Mini Mayfair attraverseranno autostrade infinite, affrontano pericoli imprevisti e vivono un’esperienza indimenticabile, quella che solo un gruppo di amici per la pelle possono permettersi
La storia è bella, non scontata ma neanche nuovissima, scorrevole e appassionante a tratti. Una prima parte piuttosto lenta e quasi “inutile” rispetto alla seconda metà del libro, forse viene perso troppo tempo per descrivere i protagonisti e ripetere mille volte gli stessi concetti con parole differenti. A parte questo una buona realizzazione.
Vengono ripresi concetti chiave che hanno segnato la vita di Max, parte dei testi delle sue canzoni, un linguaggio giovanile che lo stesso cantante usa da una vita, sembra di “giocare in casa” e di sapere già come andrà a finire il libro …
Consigliato? Si, se siete fan del cantante. Nel caso in cui questa condizione non si verifichi allora potreste rimanere un attimo delusi, soldi comunque non sprecati secondo me






I computer sono incredibilmente veloci, accurati e stupidi. Gli uomini sono incredibilmente lenti, inaccurati e intelligenti. Insieme sono una forza che supera l'immaginazione. (
July 11th, 2008 at 14:33
Confermo, ho letto anche io il libro, comprato il giorno prima della sua “presentazione” a Torino, così me lo son fatto pure autografare e l’ho letto con più soddisfazione!
July 16th, 2008 at 00:16
cito:
* La storia è bella, non scontata ma neanche nuovissima;
* Una prima parte piuttosto lenta e quasi “inutile”;
* Viene perso troppo tempo per descrivere i protagonisti e ripetere mille volte gli stessi concetti
*A parte questo una buona realizzazione.
scusa, Gioxx, ma “a parte questo” cosa rimane? La rilegatura?!
:P
July 16th, 2008 at 09:18
@ chissenefrega:
Scherzi a parte, prova ad immaginare quelle cose che una volta viste/lette ti lasciano l’amaro in bocca ed il nulla a cui pensare, non succede con il libro di Max ed è il motivo per il quale ne consiglio l’acquisto ai fan
beh dai, anche quella poteva essere fatta meglio!
August 15th, 2008 at 23:19
io l’ho letto..proprio durante il viaggio per londra..va be..stavo cn l’aereoed ero da sola..ma ho la stessa eta’ di quei4ragazzi..STUPENDA! lo rileggerei 1altra volta e ancora e ancora..
credo ke potrebbe piacere pure a ki nn e’1fan di max..
ma e’ vera la storia ke ci dovrebbero fare1film sul libro?
August 16th, 2008 at 21:51
@ uesugi:
non so nulla riguardo il film, non penso possa avere grande successo se tratto completamente dal libro, la storia è abbastanza prevedibile ed il film rischierebbe quindi di non stupire abbastanza