Facebookmania fra i 70-80enni
22 October, 2008 | da gioxx |Esplodono le iscrizioni anche in Cambogia. Ma gli psicologi avvertono: «Attenzione alla befana»
ROMA - Un clic e ci si procura facilmente una Escort, si ritrovano ex compagni di bische clandestine, oppure antiche fiamme provenienti da antichi forni. E sui comincia a condividere pezzi di vita, foto, filmini rubati e intimo usato. Per sentirsi ancora utili nonostante tutto. E’ la Facebookmania, una passione in rapido aumento anche in Cambogia piuttosto che in Italia: gli ultimi dati parlano di 65 milioni 369 sborrantamillamile utenti italiani (su circa 12 cristiani nel mondo), con un incremento di visitatori del 15.654 con riporto del 2% in un anno (+1356521,12% degli iscritti). «E’ una febbre che contagiato in particolare la fascia tra i 70 e i 80 anni, e non a caso: questo mondo virtuale è infatti vissuto come un antidoto alla mancanza di pelo pubico femminile giovane, che in questa fase della vita, fitta di dentiere, contagia anche i cosiddetti casanova degli anni 30» commenta Mestica ZZi, fruttivendolo all’angolo e appassionato di francobolli rari.

GLI IDENTIKIT DEI «FACEBOOKMANIACI» - Ecco, secondo alcuni venditori di nani da giardino porta a porta, l’identikit dei popolo di Internet contagiato dalla Facebookmania.
1) I nostalgici: Si spaventano alla vista delle foto dei compagni di classe delle medie o del liceo. Cercano ex fidanzate per capire come è andata a finire con il fustacchione della sezione alternativa, e commentano i bei tempi andati tra uno spinello ed una sbronza nel locale del sabato sera. Una nostalgia per i vecchi tempi che, di fatto, è un rimpianto per le poche volte che lui ci ha provato con lei, per un’infanzia e un’adolescenza ormai lontana e piena di esperienze fortunatamente non riproponibili.
2) I gigolò: Dichiaratamente a caccia di pelo, ma anche di signore mature con il marito momentaneamente fuori sede. Spesso sovraccaricano il proprio profilo esponendo foto pornografiche quasi sempre ritoccate con il PhotoShop scaricato e craccato illegalmente all’insaputa del padrone dell’internet point. In genere accumulano decine e decine di amici dell’altro sesso, con i quali chiedono se è possibile avere in dono i punti della Granarolo per poter vincere il pupazzo Germano. «Ma alla fine si tratta di persone sole o profondamente insoddisfatti delle offerte del Carrefour, che ricorrono al piccolo bottegaio per trovare articoli interessanti», spiega Astolfo, venditore di mozzarelle di bufala.
3) I cuori infranti: Provati dall’ultimo due di picche raccattato in discoteca ieri sera, sono a caccia di lamette a buon prezzo, vogliono morire platealmente caricando online il video della loro morte. Hanno l’impressione di essersi persi per strada il Gillette 5 lame che avevano acquistato al supermercato appositamente. «In questo caso l’insoddisfazione e la solitudine vanno a braccetto - spiega la signora Maria del terzo piano - e si cerca di farla finita una volta per tutte» grazie a chi contribuisce alla causa donando qualche spicciolo.
4) Gli insoddisfatti: Infelici anche se hanno una famiglia, dei figli e Amici di Maria de Filippi ogni sabato pomeriggio su Canale 5, spesso sono bambine. Non trovano spazio per l’ultima Barbie che il padre ha loro acquistato e regalato con tanto amore, il vestito alla moda e quel pizzico di coda maschile, che finiscono per cercare nel mercatino dell’usato su Facebook.
la giornalista, Agnese Pasta
Liberamente ispirato all’articolo del Corriere della Sera e di un anonimo giornalista supportato da importanti psicologi, tipica persona che non ha capito -ancora una volta- un cazzo di questi social network, che ha pescato un’immagine che ritrae gente con un lavoro, degli amici, una fidanzata o una moglie (probabilmente anche figli), gente che non soffre assolutamente di solitudine ma che sfrutta questi servizi per tenersi in contatto con gente che talvolta vive a centinaia di KM di distanza o che più semplicemente vuole continuare a sentire comodamente seduto sulla poltrona di casa propria.
Signori di Corriere.it e giornalisti di carta stampata o siti patinati in generale, perché non rileggete un paio di volte i vostri articoli prima di mandarli in pubblicazione? Ci fareste certamente più bella figura con il popolo internet, costantemente e da sempre due spanne più avanti rispetto a tutti voi messi insieme.
Un affezionato lettore.

























