La maledizione dell’hosting perduto

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Ultima modifica: 20/03/2013 ore 17.17


Anche ieri mattina i clienti Aruba hanno avuto i loro bei problemi, stavolta non causati da attacchi mirati a parte delle loro macchine ma a causa di un errore umano dichiarato poi nelle notizie del loro sito web di assistenza:

Durante i lavori di ampliamento della Sala dati A della Nostra WebFarm 1 di Arezzo, a causa di un errore umano , si è verificato lo spegnimento di emergenza dell’impianto elettrico, con la conseguente momentanea irraggiungibilità dei servizi in essa ospitati.
La sala è stata immediatamente riattivata ed il down dei servizi si è limitato al tempo di riavvio dei server.Le altre Sale Dati del Data Center hanno, invece, continuato a funzionare regolarmente.
Ci scusiamo per i disagi arrecati e per la momentanea irreperibilità del nostro servizio assistenza on line, interessato in parte dai problemi di cui sopra.
Invitiamo i clienti che ancora dovessero avere dei problemi a comunicarcelo mediante l’apertura di un ticket di Assistenza.
Aruba S.p.A -Servizio Aruba.it

Discussioni su Aruba ne potete trovare migliaia in giro per il web, c’è chi lo odia, chi lo ama, chi lo sfrutta solo ed esclusivamente per la gestione dei DNS, chi ci si appoggia totalmente per il suo lavoro, la sua vita privata, il suo blog, il suo sito personale o aziendale che sia. Veder andare giù i server come pere cotte non è mai bello, non lo è mai. Io faccio parte della prima schiera citata, ho usato per qualche tempo Aruba (parlo di tanti anni fa) e dopo innumerevoli problemi ho deciso di portar via ciò che c’era di mio migrando verso altri provider (dapprima) ed in seguito su un server dedicato (ormai da diversi anni).

Ho voluto aprire una nuova discussione su Friendfeed. Un po’ per “sfottò” (senza alcun motivo particolare), un po’ per stuzzicare gli utenti che ancora oggi scelgono il provider di Arezzo come partner per la propria creatura sul web, qualunque essa sia:

friendfeed.com/gioxx/0bcd8b38/vedere-andare-down-aruba-e-notare-quanti-ancora

Ho poi ricevuto un tweet molto interessante di Donato via Twitter, per questo motivo ho deciso di provare a buttare giù due righe trattando uno degli argomenti più spinosi che esistano in questo panorama: la scelta del giusto piano hosting.

Qualità e quantità: il giusto prezzo

Il giusto prezzo per tutti non esiste. Toglietevelo dalla testa sin da subito. Non riuscirete mai e poi mai a mettere d’accordo nessuno sul prezzo per un piano di hosting, sia questo entry-level o professionale.

Quello che per me può essere un giusto compenso per ripagare chi mi offre spazio disco, banda e visibilità sul world wide web potrebbe essere “inarrivabile” per un altro utilizzatore con finanze più limitate o che semplicemente pensa di spendere troppo per ottenere un prodotto che “potrebbe costare di meno“.

Il costo del materiale hardware oggigiorno è decisamente più a buon mercato rispetto ad anni fa. Questo ha permesso a nuove aziende di nascere e introdursi nel mercato, nella competizione più sfrenata a chi più offre e meno vuole. Aziende low-cost (un esempio italiano è Tophost, oltre che la stessa Aruba) hanno iniziato a prendere piede e conquistare clientela che mai si sarebbe sognata di investire i propri soldi in un qualcosa di “immateriale“, che andrà poi rinnovato annualmente, che richiederà sacrifici, costante attenzione e aggiornamenti.

Eppure eccoci qui, nel fatato quanto complesso mondo delle tariffe e dei servizi messi a disposizione del cliente. Spazio disco, banda dedicata, traffico garantito, SLA e chi più ne ha più ne metta. Non è geroglifico, è solo un’infima parte della corposa lista che può comporre uno schema di pacchetto hosting acquistabile oggigiorno su internet. Ciò che fa la differenza è molto spesso il tipo di supporto offerto, le garanzie, la cura per il lavoro che portate avanti ogni giorno e che mai vorreste veder cadere inesorabilmente per cause altrui.

Qualità non si traduce con “soldi a catinelle“, non sempre almeno. Anche questa è una di quelle “leggende metropolitane” che andrebbe smentita una volta per tutte. Mi sembra chiaro che pacchetti di hosting professionale con una marea di garanzie e supporto erogato da personale qualificato possano costare parecchio, ma qui stiamo parlando di prodotti adatti a gente come me, quella desiderosa di tenere in piedi un blog, un sito personale, qualcosa che va indubbiamente preservato e protetto ma che potrebbe anche essere irraggiungibile per una manciata di minuti al mese che sarebbero tutto sommato sopportabili.

Lo scandalo Tophost scoppiato pochissimo tempo fa è l’esatta dimostrazione di quanto sia perfettamente inutile lamentarsi quando un provider perde tutto il vostro lavoro giustificandosi che è già tanto quello che vi viene dato e che non è affar loro tenere sotto backup parte del vostro lavoro (nella fattispecie, parte è sostituibile con database MySQL). E’ altrettanto difficoltoso magari combattere contro un provider che -facendo forza su mail generate automaticamente e supporto pressoché assente- chiude i rubinetti del vostro dominio senza alcun preavviso e lasciando in difficoltà chiunque non abbia competenze specifiche per potersela cavare, come successo ad Aurora pochi giorni fa.

Trovare l’ago nel pagliaio

Bene, hai fatto lo sborone, e ora cosa scelgo? Cosa mi consigli?

Tra blog di appassionati e siti web specializzati potrebbero saltare fuori un centinaio (se non più) di risposte possibili a questa domanda. E’ una richiesta che generalmente spiazza chiunque, anche perché ogni casistica meriterebbe uno studio a se. In linea di massima però si potrebbe provare ad identificare dei punti saldi che aiuterebbero a delineare un particolare tipo di offerta da confrontare tra i vari provider che si ha a disposizione.

Innanzi tutto: meglio l’Italia o meglio l’estero (America, Germania, Francia, ecc.)? E’ davvero necessario scegliere un provider italiano? Lo fate per il supporto in lingua madre? Lo fate perché potete in qualunque momento pretendere di andare a vedere il padre del vostro figlioccio sul web (il server fisico, per chi non lo avesse capito, ndr), lo fate per mandare avanti l’economia e sostenere il Made in Italy che Lapo adora così tanto propagandare in giro per il globo?

Si potrebbe pensare di partire da un semplice concetto: Italians not it better. E’ chiaramente un parere personale ma in tanti anni di permanenza e lavori a stretto contatto con provider di ogni tipo ho notato una sostanziale differenza tra gli italiani e il resto del mondo, identificando le migliori farm ed i migliori trattamenti in America e in Germania. Il server che ospita questo blog (e non solo) si trova a Norimberga, montato in uno dei tanti armadi messi a disposizione e costantemente controllati da Hetzner. Mozilla Italia (tanto per fare un altro esempio che probabilmente in tanti conoscono) si appoggia a Dreamhost.

In passato ho utilizzato con soddisfazione (e lo uso tutt’oggi per un progetto non troppo esigente) OVH, francese di origine ma sbarcato anche in Italia ultimamente con un sito web ufficiale ed un supporto dedicato in lingua nostrana, con offerte che molto somigliano a quelle proposte da Aruba ma degni di maggiore fiducia in quanto forse più presenti e più interessati alla felicità del cliente (sempre ed esclusivamente da mie esperienze, sia chiaro).

Concludo la lista inserendo un italiano di fascia media sul quale io e Andrea ci poggiamo molto spesso: WebPerTe. Lavoro sulle loro macchine da un anno circa e fino ad ora non posso lamentare alcun problema davvero bloccante. Ho trovato un supporto sempre pronto a portare a termine le mie richieste in tempi brevi  e la massima disponibilità in caso di difficoltà. Succede però che in alcuni casi potrebbero sorgere incomprensioni ed evidenti scontri che portano inevitabilmente alla chiusura del rapporto di collaborazione cliente-fornitore, come successo a Dania.

Chiaro che ciascun utilizzatore ha esigenze differenti, così come le soglie di sopportazione per i down non programmati e la pazienza nell’attesa che qualcuno con diritti di amministrazione maggiori dei suoi risolva un problema quando necessario. Se a questo aggiungete le tempistiche forse eccessive per un trasferimento da un provider ad un altro come successo poco tempo fa ai due blog di Myriam (e descritto in un mio articolo) potete ottenere un risultato che comprende le casistiche più comuni di problemi che si possono incontrare sulla propria via.

Come posso dire la mia?

Ho voluto realizzare una pagina della Wiki GxWare per tentare di raccogliere testimonianze e pareri riguardo i provider di tutto il mondo da voi quotidianamente utilizzati. Mi farebbe molto piacere se i miei lettori (occasionali o abitudinari) si registrassero e dicessero la loro:

dev.gxware.org/wiki/doku.php?id=collaborare:proposte_di_hosting

Mi pare non manchi nulla. Spero di aver fatto cosa gradita a tutti introducendo per l’ennesima volta la spinosa questione, con la speranza di aiutarsi e cercare sempre di ottenere il meglio per i propri siti web.

Buon lavoro! ;)

  • Alex M0rF3uS

    Anche io ho avuto un pò di esperienza con i vari hoster negli anni. Dopo aver constatato che il puro hosting condiviso free o a pagamento che sia non fa per me ho deciso di passare ai server dedicati.
    Anni fa ero con una società americana che offriva server decenti a prezzi bassi, e soprattutto li equipaggiava con una 100Mbit unmetered ossia senza soglia massima di traffico mensile. Purtroppo non ricordo il nome ma comunque sia dopo un annetto mi trasferii in Francia presso ovh (quando ancora era solo francese) perchè a parità di prezzo mi offriva macchine migliori (sempre 100mbit unmetered), purtroppo ho notato che da quando hanno aperto il sito italiano i prezzi si sono innalzati non di poco ed hanno aggiunto le metrature sulla banda.
    Alla fine dal 2007 sono sbarcato in Germania presso netdirekt che offrono macchine decisamente buone a prezzi bassi, anche loro con 100Mbit (si, è un parametro fisso che mi pongo al momento della scelta) ma limitata nel consumo dei dati, ma ci sto dentro tranquillamente perchè mi danno 5 tera di traffico/mese.
    In tre anni non ho mai avuto down, purtroppo però mi devo rimangiare le parole dopo l’esperienza di questi ultimi giorni, con Ciso di androidworld.it infatti abbiamo deciso di migrare ad un server più potente e da allora, poco più di un mese, ho avuto 3 down, 2 dovuti ad apparati loro che rebootavano inspiegabilmente ed uno a causa di un DDoS sui loro core switch che gli ha buttato giù tutto. Senza contare che per un disguido amministrativo mi hanno spento il server per tutta questa notte e ad un certo punto non mi hanno più risposto nemmeno alle mail (5 in totale, dalle 17:50 fino a mezzanotte). Ecco li mi sono incazzato come una bestia perchè di solito sono sempre veloci sia nel risolvere che nel rispondere. Le risposte le ho avute questa mattina dubito dopo che mi hanno riacceso il server. Ma insomma a parte questo disguido in 3 anni mi sono trovato da dio con netdirekt.
    Scusa il commento lungo.

  • Alex M0rF3uS

    @ Alex M0rF3uS:
    Mi rispondo da solo perchè mi sono dimenticato un appunto, sebbene lo dica a malincuore, devo confermare che gli hosting (mi riferisco ai server dedicati solo) italiani non vanno bene per utenti “entry-level” sono troppo costosi, e quelli a basso prezzo non hanno un supporto adeguato come tutti sappiamo.
    I migliori per quanto mi riguarda sono rispettivamente i tedeschi e gli americani.
    L’italia va bene solo per server dedicati costosi e professionali, mentre per hosting di puro spazio web e solo quello devo spezzare una lancia a favore di netsons, di quelli che io conosco è l’unico a cui vale la pena di dare i propri soldi, sono competenti, professionali e supportano la clientela in modo adeguato.

  • http://jaspp.net p@sco

    Io con aruba mi sono sempre trovato abbastanza bene, nonostante non siano mancati alcuni problemi, legati anche al fatto di non essere un esperto ma solo un utente avanzato.
    devo però riconoscere di non avere mai avuto problemi nè di banda nè di spazio, e nel 99% dei casi in cui mi sono dovuto rivolgere al servizio assistenza l’ho fatto per risolvere problemi creati da me stesso nelle mie sperimentazioni con wordpress e plugins vari.
    Ad ogni modo, anche nel periodo di maggior splendore del mio blog, con circa 10000 visite/die e picchi di 400 user connessi, non ho avuto grossi problemi.
    Per contro, su tophost, su uno dei miei altri blog che fa circa 60 visite/mese, ho avuto molte disavventure, mysql spariti, blackout e quasi totale assenza di assistenza per risolvere alcuni problemi delle loro macchine…

    Io pertanto, se si parla di utenze entrylevel, aruba mi sentirei di consigliarlo :)

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  • http://gioxx.org Gioxx

    @ p@sco:
    hai avuto un discreto culo nel non capitare nei nodi Lnx presi come bersaglio da chi ha penetrato più e più volte i sistemi Aruba :)

  • http://www.tomstardust.com/ Tommaso Baldovino

    Io in Italia mi sono sempre trovato bene con Serverplan, ma è caro rispetto alla media estera. Offre tempi di risposta decisamente migliori di Dreamhost e affini e lo uso tuttora per tomstardust.com. Per gli altri siti sono su Dreamhost, ma non sono così soddisfatto: molto dipende dal server dove ti mettono.

  • http://gioxx.org Gioxx

    @ Tommaso Baldovino:
    e -aggiungo- dal server SQL dove ti permettono di tenere il database (quello che più e più volte ha messo in ginocchio Mozilla Italia)

  • http://www.extrageek.com Sanghino

    Io ho 4 domini in hosting su Aruba, ieri mi segnalavano questi problemi, fortunatamente nessuno dei miei domini ha avuto problemi.
    Io di “mestiere” mi occupo di software (sia web che non), progettazione e sviluppo, lavorando però per aziende di dimensioni internazionali non ho mai avuto problemi di server avendo tutto l’occorrente in casa. Per i miei 4 domini, che poi non sono altro che 4 blog personali a basso traffico, Aruba ha sempre soddisfatto le mie aspettative (evidentemente sentendo le storie che raccontate sono proprio poche … ;).
    Io penso che non esista il servizio di hosting/housing perfetto per tutti, dipende da 10, 100, 1000 fattori diversi, ogni realtà avrà esigenze diverse e, per fortuna, il mercato offre tutto e di più.

  • http://gioxx.org Gioxx

    @ Sanghino:
    assolutamente d’accordo. Buon per te che -come Emanuele- non siete capitati in mezzo ai numerosi attacchi andati a buon fine ;)

  • miki64

    Complimenti per l’iniziativa, interessante.

  • http://flaz.biz Flaz

    Aruba lo uso quasi esclusivamente per gestione DNS (senza posta). Per quel che costa va bene, l’assistenza è il più delle volte lenta nelle risposte e, da quando è stata sostituita l’interfaccia di amministrazione del dns credo abbiano fatto un passo indietro (ennesimo sito in cui “l’ingegnere del web” andrebbe licenziato).

    D’altra parte, ho avuto fin’ora ottime esperienze con planetacom.biz, soprattutto sui VPS, che consiglio soprattutto per il (credo) ineguagliabile rapporto qualità/prezzo.