Pioneer SE-MJ151-K

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Premessa prima di cominciare:

state leggendo un post nato grazie alla collaborazione con aziende terze. Vi ricordo che le mie recensioni sono oggettive, in nessun modo contenenti baggianate gratuite solo perché qualcuno mi offre il gadget di ultima generazione o investe in questo piccolo blog. Leggete come sempre con fiducia, non mi risparmio per nessuno! ;)

Intorno alla fine di giugno ho iniziato a guardarmi in giro per capire cosa potesse prendere il posto dei miei auricolari in-ear dell’iPhone, decisamente troppo delicati per i miei gusti, possibilmente -dopo tanti anni passati senza il minimo dubbio in merito- qualcosa che non fosse più da infilare nelle orecchie, un po’ più ‘vecchia scuola‘, un po’ per voglia di cambiare e un po’ per moda, lo ammetto. Ho quindi cominciato a sfogliare recensioni e offerte, quando per puro caso ho ripescato una vecchia mail di Rita Duranti, nella quale veniva annunciata una nuova linea di cuffie della Pioneer. Ho fortunatamente trovato disponibilità al test e ho ricevuto le cuffie, messe immediatamente sotto torchio.

Si tratta del modello SE-MJ151-K, lo stesso provato da Andrea e recensito in un suo articolo, colorazione rosso-nera, senza volerlo Rita ha indovinato per quale squadra tifo e mi ha gentilmente omaggiato (non ci crede nessuno, ma la coincidenza è stata gradita :-P). Le caratteristiche sono tutto sommato valide per delle cuffie che di certo non vogliono e non possono sostituirsi a modelli ben più elaborati, per persone particolarmente esigenti, ma che portano comunque a termine il loro lavoro:

  • Tipo Cuffie dinamiche completamente chiuse
  • Risposta in frequenza 10 – 25,000 Hz
  • Impedenza 32 Ω
  • Massima potenza d’ingresso 1000 mW
  • Sensibilità 100
  • Unità Driver 40 mm
  • Spina Spinotto mini da 3,5 mm (placcato oro)
  • Lunghezza del cavo 1,2 m
  • Caratteristiche
  •      Grande unità driver da 40 mm
  •      Forte magnete di terre rare
  •      Leggera bobina voice coil CCAW
  • Peso netto (senza cavo) 135 g

Audio pieno e pulito, sufficientemente isolato dal resto ‘mondo esterno‘ ma senza esagerazione, probabilmente un pelo lontano dall’isolamento che concede un auricolare in-ear, forse la cosa che più mi è mancata nell’immediato, costringendomi ad alzare un pelo di più il volume nei primi giorni per sentirmi completamente immerso nelle note.

Eppure non mi dispiacciono affatto, si tratta sicuramente di un buon prodotto con piccoli accorgimenti apprezzabili: un cavo gommoso che rende difficile la vita ai nodi che solitamente affliggono qualsiasi tipo di auricolare o cuffia, padiglioni comodi che non premono eccessivamente sui lati della testa, l’archetto che permette di bilanciare correttamente il peso, bello anche questo voler spezzare il solito monocolore di cui vi ho già parlato ad inizio articolo.

Ci sono anche dei contro, tutto sommato riassumibili in un solo ‘macro-punto‘: caldo. Utilizzare questo tipo di cuffie sotto al sole o mentre si resta in piedi in metro sballottati tra le spalle di un passeggero e l’altro vi farà sudare, tanto, troppo! Forse l’averli utilizzati nel torrido fine luglio / inizio agosto milanese è stato l’errore più grosso. Soffro particolarmente il caldo, evidentemente questo tipo di cuffie non aiuta, contrariamente ai semplici auricolari che occupano poco spazio, stanno facilmente fermi nei padiglioni auricolari e non diventano sempre più pesanti con le alte temperature, un vero peccato, la similpelle è sicuramente un tocco elegante ma poco sopportabile in queste condizioni.

Per la regola del panino (prima una cosa buona, poi una cattiva ed infine una buona ancora una volta, per chiudere) posso invece rivolgere a Pioneer un ulteriore apprezzamento per la scelta di collegare il cavo audio ad un solo padiglione (non sta ‘in mezzo’, gran bella cosa) e per il prezzo tutto sommato valido per un dispositivo simile (date un’occhiata qui). Sono decisamente d’accordo con la recensione di Andrea anche se -contrariamente a lui- io ci vado in giro ben volentieri, i colori non mi disturbano affatto e posso -ancora per un po’- auto-classificarmi nel popolo giovane :-D

Grazie ancora a Rita e Pioneer per la possibilità! :-)