Poste Italiane: storie di ordinaria inefficienza

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Buongiorno,
possiedo una carta BancoPosta Classica (Mastercard) che scadrà a giugno di quest’anno. Vorrei sapere cosa serve per ottenere una nuova carta con relativa nuova scadenza e che tempi sono previsti per l’operazione.

Ringrazio in anticipo e attendo fiducioso una risposta.

Buon lavoro.
Giovanni.

Questo è il testo che qualche giorno fa ho inserito in un form contatti del sito di Poste Italiane dopo non essere riuscito a trovare sufficienti informazioni riguardo il rinnovo della mia MasterCard da loro assegnatami. Nell’attesa che arrivasse una risposta ho deciso, cercato e provato a chiamare il numero verde dedicato all’eventuale blocco della carta smarrita o informazioni su di essa, lo avevo salvato in rubrica quando mi è stata assegnata la carta: 800 652653. Il risultato? Circa 40 minuti persi (stavo guidando e raggiungendo Fabio per un aperitivo, tutto in vivavoce, non sapete che goduria quella musichetta di attesa nel traffico) per un totale di 4 telefonate da circa 10 minuti ciascuna con casuale disconnessione o cornetta completamente muta (qui la mia felicità espressa su Twitter: twitter.com/#!/Gioxx/status/174919330566377472).

La risposta ufficiale di Poste Italiane è arrivata dopo un paio di giorni, è evidente che a farla da padrone c’è tutta la calma possibile ed immaginabile:

Gentile cliente, in riferimento alla sua richiesta con Oggetto: Prodotti BancoPosta
, da lei inviata il giorno 28/02/2012, la invitiamo a contattare il numero verde “Pronto BancoPosta” 800.00.33.22 ( opzione Servizio Privati).
Un nostro operatore sarà a sua completa disposizione, dal Lunedi al Sabato dalle ore 8.00 alle 20.00, per l’assistenza alla sua richiesta.
.

Distinti saluti
Poste Italiane

Ho sbagliato numero di telefono, poco male, a questo punto si va a colpo sicuro ed è impossibile sbagliare, giusto?

Due telefonate fatte intorno alle 9.30 del mattino, 14 minuti di attesa prima di sentire qualcosa dall’altro lato.  La prima volta la telefonata è andata giù dopo aver posto la domanda. La seconda volta, dopo aver insistito su una cornetta apparentemente muta, mi ha risposto una signora che dopo una decina di colpi di tosse ha ben pensato di buttare giù la chiamata perché evidentemente non era in grado di rispondermi.

Morale della favola? Durante il fine settimana sono rientrato a Ravenna, dove ho il mio conto corrente, e dopo dieci minuti ho saputo tutto ciò che mi serviva. Abiti fuori città per motivi di lavoro? Fatti tuoi. Sei in trasferta per mesi e hai bisogno di informazioni precise? Fatti tuoi. Pensi che una telefonata possa schiarirti le idee? Povero illuso.

Dopo anni di “esperienza” non ho ancora imparato che dall’altro lato della cornetta c’è gente (tanta, ma davvero tanta) che voglia di lavorare non ne ha, mischiata insieme a pochissime perle rare in grado di fare il proprio lavoro con il sorriso sulle labbra e felice di occupare un posto evidentemente meritato, contrariamente al resto dei colleghi. Io da correntista posso solo ritenermi insoddisfatto per questo tipo di trattamento, anche se questo non cambierà di certo una situazione che regna sovrana e incontrastata da … sempre.

Fortunatamente entro breve restituirò la carta di credito personale, una preoccupazione e una seccatura in meno sulla lista delle quotidianità, ma soprattutto meno fatica per queste persone così sovraccariche da non riuscire neanche a rispondere ad un telefono.