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Banco prova: Pioneer SE-MJ551-G

Qualche tempo prima della chiusura del 2011 Rita, per conto di Pioneer, mi ha fornito delle nuove SE-MJ551-G, cuffie classe “Over Ear” che vanno ad aggiungersi alla precedente prova delle SE-MJ151-K. Contrariamente alle prime testate queste sono più grandi, più potenti, più comode (esperienza personale) con una differenza di prezzo di listino affrontabile (si parla della fascia 40-60 per le prime provate, 60-100 per le seconde, dipende solo ed esclusivamente dal venditore).

Un audio corposo, definito e potente ma mai fastidioso o in distorsione (a meno di non volersi far saltare i timpani, ndr) le rendono compagne ideali del più classico degli isolamenti da città: metro, autobus, passeggiate al parco o semplice relax da divano. Difficilmente porterete simili cuffie in corsa, contrariamente alle MJ151 pesano di più (come detto nella prima parte dell’articolo) e la similpelle che abbonda nel rivestimento rischia di trasformarsi in scomodità quando si entra sotto sforzo, è in casi come questi che gli auricolari vengono difficilmente battuti, ma è evidente che il target scelto è differente.

Il modello in mio possesso non possiede un microfono integrato nel cavo, specifica caratteristica del modello “T” (MJ551-T) che meglio può adattarsi all’utilizzo con iPhone o qualsiasi altro cellulare che viene quotidianamente utilizzato anche come lettore Mp3. Nonostante ciò, per completare il test ho chiaramente utilizzato il dispositivo Apple e la mia libreria musicale, cercando di variare sempre tra generi e quantità di bassi / medi / alti, cercando di capire quanto queste cuffie potessero adattarsi alle diverse ‘situazioni‘ e gusti del possessore.

Uno dei pregi di queste cuffie è sicuramente la dinamicità dei padiglioni: entrambi possono essere “ribaltati” permettendo quindi di tenerne uno sull’orecchio escludendo l’altro, per parlare con un amico o rispondere in tempi rapidi ad una telefonata senza staccare la musica (con il modello “T” potreste usare le cuffie ed il microfono integrato senza mai avere la necessità di toglierle di dosso!). La stessa dinamicità che permette di piegarle di molto per renderle ancora più ‘trasportabili‘.

Le caratteristiche tecniche sono descritte nella scheda ufficiale sul sito web, ve le riassumo:

  • Tipo Cuffie dinamiche completamente chiuse
  • Risposta in frequenza 8 – 28,000 Hz
  • Impedenza 32 Ω
  • Massima potenza d’ingresso 1500 mW
  • Sensibilità 105 dB
  • Unità Driver 40 mm
  • Spina Spinotto mini 4P da 3,5 mm (placcato oro)
  • Lunghezza del cavo 1,2 m
  • Accessori • Custodia • Padiglioni auricolari x 2
  • Peso netto (senza cavo) (senza cavo) 220 g

Nel box delle MJ551 troverete inoltre due cuscinetti che potrete cambiare nel caso in cui quelli di base dovessero rovinarsi, o magari perché volete le cuffie completamente “in tinta” ;-)

Grazie ancora a Pioneer e Rita per l’opportunità.

La regia vi ha gentilmente offerto i consigli per gli acquisti:

Avete appena letto un post nato grazie alla collaborazione con aziende terze. Vi ricordo che le mie recensioni sono oggettive, in nessun modo contenenti baggianate gratuite solo perché qualcuno mi offre il gadget di ultima generazione o investe in questo piccolo blog. Leggete come sempre con fiducia, non mi risparmio per nessuno! ;)

Firefox 10 è ora disponibile per il download

Articolo pubblicato stamattina su Mozilla Italia, rilancio anche nei “miei lidi” invitandovi ad aggiornare il vostro browser quanto prima :-)

Mozilla ha rilasciato la versione finale di Firefox 10, chiudendo il capitolo 9 che risale -come di consueto- a circa due mesi fa. Anche Firefox 10 è frutto del ciclo rapid-release, una nuova versione stabile ogni sei settimane (per approfondire, vedi: RapidRelease).

Per ulteriori informazioni è possibile consultare le note di versione (in inglese).

Tra le novità di questo rilascio occorre citare:

  • attivata la compatibilità per la maggior parte dei componenti aggiuntivi;
  • corretti i problemi di visualizzazione video Silverlight su alcune macchine Macintosh (bug 715396);
  • corretto il bug che mandava in crash Firefox per utilizzo di un profilo bloccato (bug 573369);
  • corretto il bug che mandava in crash Firefox in alcuni casi di spostamento dei segnalibri (bug 681795);
  • il pulsante Avanti ora è nascosto se non ci sono pagine su cui avanzare nella cronologia di navigazione;
  • i contenuti che utilizzano la tecnologia WEbGL ora supportano l’anti aliasing (bug 615976);
  • supporto alle trasformazioni 3D nei fogli di stile (bug 505115);
  • implementazione delle API full screen per visualizzare gli elementi HTML5 a schermo intero;

Questa release corregge inoltre diversi bug di stabilità e sicurezza segnalati in Firefox 9, trovate qui la lista completa (in inglese).

ESR: Extended Support Release

Come annunciato sul blog di Mozilla lo scorso 10 gennaio da Jay Sullivan, Firefox 10 è la prima versione del browser di Mozilla ad essere rilasciata anche in versione “ESR” (Extended Support Release), pensata appositamente per le aziende e per tutti gli utenti che scelgono di non seguire lo sviluppo “reattivo” degli sviluppatori del panda rosso.

Vi ricordiamo che ESR non è certo sinonimo di vulnerabilità, le versioni a “lungo termine” verranno infatti aggiornate regolarmente, tappando eventuali falle rilevate dopo il rilascio della nuova major release. Uno pagina del Wiki ufficiale vi permetterà di capire meglio come vengono strutturate queste versioni e cosa vi permetteranno di ottenere durante il ciclo di vita del software: wiki.mozilla.org/Enterprise/Firefox/ExtendedSupport:Proposal

Firefox 10 ESR è scaricabile direttamente dallo spazio FTP pubblico di Mozilla: ftp.mozilla.org/pub/firefox/releases/10.0esr, basterà selezionare la cartella relativa al proprio sistema operativo e la lingua.

Prima di concludere

Firefox 10 è ora disponibile in più di 70 lingue, liberamente scaricabile dal nostro sito web o dalla home page ufficiale di Mozilla, per il quale potrete -come sempre- chiedere supporto al nostro staff e agli utenti del nostro forum. Chi aveva precedentemente scelto di installare Firefox 10 beta, riceverà automaticamente l’aggiornamento alla versione stabile.

Jetpack: modificare il comportamento dello sharing su Twitter e Buffer

Venerdì scorso Donato mi ha chiesto se era possibile modificare il comportamento del bottone Twitter su Jetpack, un plugin nato per fungere da coltellino svizzero per le installazioni self-hosted di WordPress, come Gioxx’s Wall o -appunto- il blog di “Markingegno“. Avrò modo di parlare più approfonditamente di Jetpack in futuro, quello di oggi è un articolo relativamente breve che vi spiega dove mettere mano affinché anche voi possiate godere di Tweet come questo: https://twitter.com/#!/Gioxx/status/160280437762179072, che include “via @NOMEUTENTE” contrariamente a quanto previsto di default dal bottone di Twitter “fornito di serie” con Jetpack.

La modifica è davvero semplice e riguarda un solo file del plugin, da modificare manualmente, facendo attenzione a ricordarsi di ripristinare la modifica ogni qual volta Automattic deciderà di rilasciare una nuova versione del loro software.

Navigate il vostro spazio FTP fino a /wp-content/plugins/jetpack/modules/sharedaddy/ e aprite in modifica il file “sharing-sources.php“. A questo punto basterà scorrere il file fino alla riga 262:


return '<div><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" scrolling="no" src="http://platform.twitter.com/widgets/tweet_button.html?url=' . rawurlencode( apply_filters( 'sharing_permalink', get_permalink( $post->ID ), $post->ID, $this->id ) ) . '&amp;counturl=' . rawurlencode( str_replace( 'https://', 'http://', get_permalink( $post->ID ) ) ) . '&amp;count=horizontal&amp;text=' . rawurlencode( apply_filters( 'sharing_post_title', $post->post_title, $post->ID, $this->id ) ) . ' :  " style="width:97px; height:20px;"></iframe></div>';

Per poi “iniettare” la semplice modifica tra il titolo del vostro articolo e il collegamento diretto:


return '<div><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" scrolling="no" src="http://platform.twitter.com/widgets/tweet_button.html?url=' . rawurlencode( apply_filters( 'sharing_permalink', get_permalink( $post->ID ), $post->ID, $this->id ) ) . '&amp;counturl=' . rawurlencode( str_replace( 'https://', 'http://', get_permalink( $post->ID ) ) ) . '&amp;count=horizontal&amp;text=' . rawurlencode( apply_filters( 'sharing_post_title', $post->post_title, $post->ID, $this->id ) ) . ' via @gioxx: " style="width:97px; height:20px;"></iframe></div>';

Qui il particolare della modifica:

' via @gioxx: " style="width:97px; height:20px;"

E Buffer?

La richiesta di stamattina invece consisteva nell’integrare Buffer, ancora non presente su Jetpack, attualmente “non previsto” anche secondo il blog ufficiale del progetto. Fortunatamente Automattic ha previsto la possibilità di inserire servizi non integrati nativamente, attraverso il semplice passaggio di dati consentito dalla maggior parte dei servizi in stile Buffer.

Per l’appunto, l’URL del servizio accetta questo tipo di sintassi:

http://bufferapp.com/add?url=URL-ARTICOLO&text=TITOLO-ARTICOLO&via=@UTENTE-TWITTER

che tradotto in Jetpack diventa:

http://bufferapp.com/add?url=%post_url%&text=%post_title%&via=@gioxx

Poiché il plugin accetta alcune variabili che permettono di selezionare rapidamente ciò che ci serve: %post_title%, %post_url%, %post_full_url%, %post_excerpt%, %post_full_url%, %post_tags%. Si, tornando a pensare a Twitter, potreste anche aggiungere i post tags così da renderli hashtag del vostro cinguettio.

Nel caso di Buffer, non c’è bisogno di modificare il codice sorgente del plugin come fatto precedentemente, in quanto -come già detto- non ancora previsto dal plugin. Basterà semplicemente agire dal pannello di controllo del servizio di Sharing presente nel menu Jetpack della vostra Dashboard.

Buon divertimento :-)

Xbox 360: copiare i vostri salvataggi “in Cloud”

Dall’ultimo aggiornamento del sistema operativo alla base della vostra console Microsoft, la società di Redmond ha deciso di omaggiarci con 514MB “in Cloud“, una fetta di spazio dei dischi sui loro server dove tenere al sicuro i nostri salvataggi, con la possibilità quindi di accedere a qualsiasi console e giocare un titolo esattamente da dove l’avevamo lasciato (a patto di collegarci con il nostro account Live Gold, ndr).

Una grande libertà e la possibilità quindi di spostarsi più facilmente tra una console e l’altra, perfetto nel caso in cui si decida di passare da una vecchia FAT ad una nuova Slim, pensiero ricorrente degli ultimi tempi (e non ho ancora trovato un buon motivo per farlo definitivamente, ndr). Per beneficiare di questo regalo occorrerà ovviamente avere una connessione ad internet, possibilmente ADSL o fibra così da non impiegare troppo tempo durante la copia dei file o il salvataggio “in cloud“. Sarà inoltre necessario “allinearsi” tra disco fisso attuale e rete, tenendo conto che lo spazio messoci a disposizione è stato pensato per i salvataggi e non per i DLC o per le patch, che potranno essere nuovamente scaricate dalla console di destinazione. I 514MB infatti possono sembrare pochi, ma non lo sono affatto se si pensa che ciascun salvataggio pesa all’incirca tra i 200 e i 500Kb, tra i miei titoli Burnout Paradise è l’unico ad occupare 3 MB di Savegame.

Per tutti coloro che vogliono allinearsi ho preparato qualche sera fa un piccolo video che mostra rapidamente il da farsi:

Ammesso che dopo l’aggiornamento di sistema voi abbiate deciso di abilitare il salvataggio dei dati in cloud (per quelli che non l’hanno ancora fatto basterà leggere il paragrafo successivo), ora dovrete semplicemente:

  • andare nelle Impostazioni della console e selezionare Sistema;
  • scegliere Periferiche di memorizzazione e selezionare il disco fisso o la chiave USB sulla quale sono presenti i salvataggi dei giochi;
  • nella cartella Giochi e App (è la prima) dovreste trovare tutti i titoli avviati almeno una volta sulla vostra console. Accedere a ciascun gioco e individuare il salvataggio del proprio avanzamento, quindi selezionarlo con A e copiarlo (o spostarlo) sul proprio spazio Cloud!

In questa fase è necessario non fare nulla fino a quando la finestra vi mostrerà la voce “Copia” in alto, potrete invece tornare indietro (premendo B) quando il titolo cambierà in “Carica“. Questa operazione può infatti essere eseguita anche in background, lasciandovi la possibilità di continuare a giocare o di copiare salvataggi sulla rete, funziona allo stesso modo dei download, restano attivi ma senza darvi fastidio in primo piano ;-)

E se non ho attivato la memorizzazione in Cloud?

Poco male, potete farlo in qualsiasi momento da Impostazioni / Sistema / Periferiche di memorizzazione / Giochi salvati nel cloud / Opzioni periferica (tasto Y) / Abilita.

Occhio allo standby

Vi siete mai posti il problema dello spegnimento della console al termine del download di DLC, patch o simili?

Tanti di voi probabilmente non conoscono la possibilità di lasciare la console in “standby” con spegnimento automatico al termine dei download (o upload, nel caso dei salvataggi in Cloud) così che voi possiate abbandonare casa o andare a letto senza la necessità di lasciare la console accesa “a pieni giri” fino al vostro rientro. Tutto questo è previsto da una specifica impostazione di sistema che una volta abilitata vi permetterà di “spegnere” la X360, la quale terminerà il suo lavoro per poi spegnersi in autonomia al termine.

Per abilitare l’impostazione basterà andare in Impostazioni / Sistema / Impostazioni console / Avvio e arresto / Download in background, i quali dovranno ovviamente essere impostati come “Attivati“.

Spegnete ora la vostra console, dopo un paio di secondi al massimo noterete pulsare il logo verde dell’accensione senza che nessun controller sia connesso. Al termine delle operazioni di carico / scarico verso e dalla rete, Xbox 360 smetterà di pulsare e si spegnerà completamente. Come forse intuibile, questa operazione è inoltre prevista per il salvataggio in Cloud dei salvataggi “in differita“, è possibile infatti che voi chiudiate gioco e console ma che questa stia ancora caricando i vostri ultimi progressi online, emulando quindi l’impostazione appena descritta.

Riferimenti

A tutti coloro che vogliono approfondire l’argomento principale trattato in questo articolo consiglio la lettura del documento Microsoft nell’area di supporto: support.xbox.com/it-IT/xbox-live/game-saves-in-the-cloud/cloud-save-games.

Buon divertimento! :-)

E Google disse: “Apriti Sesamo”

Letto, provato, servito, prima della buonanotte affinché arrivi ancora “caldo” nei vostri feed reader domattina, tra le prime letture, tra un caffè e la prima telefonata di lavoro!

La novità pare chiamarsi “Sesame” e non è altro che l’ennesimo metodo offerto da Google per evitare che le proprie credenziali finiscano nelle mani sbagliate. Un codice QR, uno scanner per poterlo leggere e un telefono capace di collegarsi ad internet per autenticarsi al centro account di Google, è tutto ciò che vi serve per accedere da qualsiasi postazione alle vostre risorse, senza preoccuparsi che un keylogger o qualsiasi altro intruso possano rovinarvi la festa, ammesso che vi fidiate del vostro telefono :-)

Si parte da qui:

accounts.google.com/sesame

così che venga generato e mostrato il codice QR da far scansionare al vostro telefono:

Google Sesame: Codice QR

Personalmente utilizzo “Scan” di QR Code City, disponibile gratuitamente in AppStore per iPhone e iPad. Esistono miriadi di applicazioni dello stesso tipo sull’AppStore, sull’Android Market, sul Windows Phone Market e sul BlackBerry App World, a voi la scelta.

Il funzionamento è davvero semplice:

  • fate partire la scansione del QR, questa vi porterà alla schermata di autenticazione di Google Accounts;
  • inserite i vostri dati di autenticazione e accedete confermando che siete stati voi ad avviare la richiesta di accesso tramite codice QR;
  • attendete che il PC “faccia il resto“, la pagina infatti modificherà in completa autonomia l’URL di destinazione permettendovi di entrare in GMail (o iGoogle) senza che voi abbiate digitato le credenziali sul PC, sarà il server di Google ad autorizzare l’ingresso.

QR Scan: Google Sesame (clicca per vedere l'intera schermata)

Inutile dirlo ma è sempre bene: non dimenticatevi di effettuare un logoff al termine della sessione di lavoro!

Aggiornamento 17/01/12 14.30
Come sfortunatamente fatto notare da Vik nei commenti (e su alcuni altri blog italiani arrivati pian piano sulla notizia), quello di Google era solo un esperimento, che è stato chiuso alla velocità della luce non appena ha cominciato ad essere troppo conosciuto e visitato dal web. Questo è il messaggio se si prova a visitare ora la pagina web di Sesame:

Hi there – thanks for your interest in our phone-based login experiment.While we have concluded this particular experiment, we constantly experiment with new and more secure authentication mechanisms.

Stay tuned for something even better!

Dirk Balfanz, Google Security Team.

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