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Microsoft Office 2010 in test, tempo di aggiornamenti in casa Microsoft!

Premessa prima di cominciare:

state leggendo un post sponsorizzato. No, stavolta no. Ho osato chiedere a Microsoft una copia del loro nuovo Office 2010 e chi si è trovato “dall’altro lato della barricata” -con estrema gentilezza e una puntualità svizzera- mi ha permesso di ottenere ciò che volevo. Una mossa tanto inaspettata quanto gradita. Inutile dire che nonostante ciò la recensione sarà come sempre imparziale e realizzata secondo i miei test, le mie abitudini, il mio “occhio critico“.

Come da intestazione. Grazie ad Andrea e a Barbara (Corporate & Business PR Manager di Microsoft Italia) ho potuto ricevere una copia di Microsoft Office Home and Student 2010, questo perché non utilizzo né PublisherAccess (e “mi limito” ad appoggiare i miei account di posta elettronica su GMail così da poterli raggiungere e gestire da qualunque postazione), due dei programmi inclusi invece nelle versioni superiori, come si può vedere in questa pagina:

office.microsoft.com/it-it/buy/pagina-confronto-tra-le-famiglie-di-prodotti-office-2010-FX101812900.aspx

La premessa

Sono passato da un “vecchio” Office 2007 (sempre Home and Student) a questo nuovo 2010 che introduce poche novità (confrontato ovviamente con la precedente versione) ma diversi piccoli e grandi accorgimenti che lo rendono davvero definitivo.

Chiariamo sin da subito: adoro gli applicativi Office di Microsoft. Nonostante io sostenga l’Open Source e abbia utilizzato in passato OpenOffice.org, ad oggi mi ritengo un utente molto più che soddisfatto delle suite sviluppata a Redmond. Non si tratta di presa di posizione, ma di giudizio personale maturato dopo anni di utilizzo di questi applicativi sia in ambito lavorativo che privato. Chi mi conosce bene lo sa: non mi risparmio generalmente per nessuno e in passato ho avanzato (come quasi tutti gli utenti) forti critiche per altri prodotti Microsoft (Vista è solo l’ultimo, tanto per dire), è evidente però che non ho avuto modo di trovare difetti grossolani in Office 2007 così come per -almeno per ora- Office 2010.

Il test su strada

Un veloce aggiornamento delle precedenti installazioni, la registrazione tramite internet del codice di licenza che mi è stato messo a disposizione, la sottoscrizione degli aggiornamenti che vengono costantemente rilasciati dalla casa madre. Il processo per il passaggio a Office 2010 è lo stesso che da anni siamo abituati a vedere, basta il solito avanti-avanti-fine a meno che non si voglia personalizzare -secondo esigenze proprie- l’installazione.

Tolto il dente ecco partire i programmi che siamo abituati a vedere, magari un po’ lentamente, è normale, si tratta di un primo avvio e bisogna avere giusto un attimo di pazienza. Si potrà immediatamente notare (finalmente, ndr) il pulsante di “start” non più presente, trasformato ora semplicemente in “File” (nostalgia eh? :) ) e con la possibilità di accedere al cuore di ciascun programma della suite, ivi comprese alcune funzionalità particolari non presenti nelle toolbar standard.

Informazioni

Un riepilogo davvero dettagliato del documento? Non è un problema. Funzione integrata nativamente, subito presente dal pannello File, proprio come in questa immagine:

Office 2010 - Pannello informazioni documenti

Nessun dubbio riguardo ciò che è inserito nel documento, il tempo impiegato per realizzarlo, le modifiche. Possibilità di convertire il documento, di proteggerlo, di gestire versioni precedenti del documento con possibilità di fare un “point-in-time” recuperando ciò che interessa.

Salvare e spedire i documenti

I plugin precedentemente installati su Office 2007 (ancora perfettamente compatibili, io continuo ad utilizzare il convertitore ODT e il plugin di salvataggio in PDF) si vanno ad aggiungere alle funzioni già presenti in Office 2010. Ciò vuol dire che nel pannello dedicato al salvataggio e alla spedizione del documento attraverso una moltitudine di metodi che dovrebbe essere in grado di soddisfare qualsiasi esigenza:

Office 2010 - Pannello salvataggio e spedizione documenti

La mia attenzione è stata attirata da due funzioni in particolare: la possibilità di inviare immediatamente il documento al proprio blog pubblicandolo come articolo e la possibilità di salvarlo all’interno del proprio spazio SkyDrive. La prima arriva direttamente dalla suite 2007 ed è stata modificata per una migliore compatibilità con tutte le piattaforme di publishing. La seconda invece è nuova, basterà avere un account Windows Live ID (o registrarlo sul momento) per poter accedere al proprio spazio e salvare facilmente qualsiasi documento. Inutile dirvi quanto sia altrettanto semplice andarlo a recuperare per eventuali modifiche in futuro utilizzando lo stesso metodo :)

Ulteriore chicca è la funzionalità Sharepoint che permette di condividere il documento con uno o più utenti, funzionalità che potrebbe evidentemente tornare molto utile ai team di lavoro che necessitano di utilizzare e modificare un documento comune all’interno della propria rete.

Recupero documenti non salvati

Una su tutte è il Recupero documenti non salvati, funzione che mi ha permesso (durante uno dei test, su un file chiaramente creato per l’occasione) di riaprire un modulo che avevo precedentemente compilato e poi non salvato in uscita, Word ne ha comunque tenuto una copia “di sicurezza” all’interno della cartella “UnsavedFiles“, come da immagine:

Office 2010 - File non salvati - Posizione predefinita

Certo questo succedeva anche con le vecchie versioni, all’atto della riapertura del programma questi proponevano il ripristino dell’ultimo documento utilizzato, provate ad immaginare però averne aperti più di uno e magari versioni differenti da recuperare, scoprirete quanto può essere utile questa novità. Trovate il collegamento alla funzione direttamente da File (in basso a destra nella finestra).

C’è altro?

C’è un piccolo parco software che riesce a coprire sostanzialmente le aree che possono interessare ad uno studente, ad un libero professionista senza particolari necessità, ad un utente qualunque.

Office 2010 mostra qualità e maturità guadagnata dopo tanti feedback arrivati dagli utilizzatori e dai suoi tester, dopo anni di tentativi e miglioramenti quasi sempre costanti, con quelle rare eccezioni magari non gradite come successe con quel “maledetto pulsantone” che tanti hanno criticato nella versione 2007, la stessa versione considerata inarrivabile da chi è stato abituato a lavorare meccanicamente con gli Office precedenti, spaventato quindi dalle nuove toolbar intelligenti.

Non ho volutamente parlato di occupazione Ram e CPU perché -dopo aver condotto test su 3 configurazioni completamente differenti tra di loro, di cui un netbook dalle prestazioni limitate- posso assicurarvi che non sono affatto aumentate. Macchine anche di generazione precedente potranno utilizzare Office 2010 senza notare alcun rallentamento, guadagnandone in salute durante il salvataggio o l’apertura di un documento ;)

Office 2010 - Microsoft Word: Occupazione RAM e CPU

Manca giusto il prezzo: 139€ la più piccola licenza (quella da me provata), pagamento non necessario nel caso in cui si sia iscritti all’università. La più costosa in listino è la Professional, costa 699€ e contiene tutti gli strumenti per il proprio lavoro.

Sembra non manchi nulla. Se avete domande, curiosità o dubbi lasciate un commento in coda al post, sarò felice di rispondere alle vostre domande.

Grazie ancora a Barbara e Microsoft Italia tutta.

Mappare stampanti di rete con VBScript

Problematica semplice: una stampante di rete nuova, diversi PC che devono poterla utilizzare, non c’è kix che può aiutarmi ma c’è Active Directory con il suo Netlogon sempre valido. Dato che spiegare agli utenti come mapparsi una stampante potrebbe diventare una delle missioni più difficili di questo mondo e data l’urgenza della cosa, un piccolo trucco in VBScript può venire in soccorso per mappare tutto ciò che desideriamo in pochissimi secondi.

Mano al codice!

Dando per scontato che la stampante sia correttamente installata (e quindi condivisa) su un server raggiungibile dagli utenti di dominio, aprite un qualunque editor di testo (io utilizzo Notepad++) e inserite questo semplice codice VBScript che servirà allo scopo:


'
' Printers.vbs - Windows Logon Script.
' Gioxx - giovanni@solone.it
' Stampante: NOME STAMPANTE, UFFICIO, PIANO, STABILE (varie informazioni che volete salvare)
'
Set objNetwork = CreateObject("WScript.Network")
objNetwork.AddWindowsPrinterConnection "\\SERVERSTAMPANTI\NomeCondivisioneStampante"

Ovviamente stando attenti a modificare il nome del server dove la stampante è installata (SERVERSTAMPANTI) e il nome della condivisione della stessa (NomeCondivisioneStampante). Salvate ora il file come “NomeChePreferite.vbs” (per comodità io continuerò a riportare il file come NomeCondivisioneStampante.vbs) e posizionatelo in una cartella raggiungibile dagli utenti di dominio (potreste tenere il VBS sullo stesso server stampanti, magari in una diversa cartella condivisa che chiamerete Script).

Due “stupide” righe che vi permettono di non fare intervenire l’utente e fargli comparire la stampante tra quelle per lui disponibili con il minimo sforzo. Per far si che questo accada in modo totalmente automatico e silente all’atto del login al dominio, sarà necessario andare a modificare il batch di netlogon inserendo in una qualsiasi posizione la seguente stringa:

Cscript \\SERVERSTAMPANTI\Script\NomeCondivisioneStampante.vbs

Ottenendo un risultato che potrebbe essere molto simile al seguente (è una semplice ipotesi, io mi baso su una situazione vista e gestita):

@echo off
net use X: /delete /y
net use X: \\SERVER\CARTELLA
call %logonserver%\netlogon\altroscript.bat
Cscript \\SERVERSTAMPANTI\Script\NomeCondivisioneStampante.vbs

Così facendo -a caricamento del proprio desktop terminato- si potrà notare la stampante appena mappata nella propria cartella Stampanti e Fax. L’utente potrà ora utilizzare la stampante e voi vi sarete risparmiati minuti di spiegazioni al telefono ;)

Buon lavoro.

P.S. Nel caso in cui questo articolo “non vi basti“, vi ricordo che qualche tempo fa ho spiegato come utilizzare il regedit per mappare qualsiasi stampante!

Nintendo Wii: godersi un buon DivX in salotto

La Wii è davvero una grandissima console: regina della serata in compagnia, ottima alternativa al film dato in TV mille volte o magari alla solitaria giornata di malattia che ti costringe a stare chiuso in casa. Ultima di sette generazioni di console sfornate da Nintendo, anch’essa invasa da titoli dedicati a Mario (quale console Nintendo non lo è?).

Di tanti pro e pochi contro che possiede, uno di questi ultimi mi infastidisce particolarmente: l’impossibilità di leggere nativamente file video (Divx, MKV, ecc.), tenendo quindi fuori la possibilità di godersi un buon film o qualche episodio della propria serie televisiva sfruttandola come semplice lettore anziché per le sue funzioni ludiche.

Vuoi per scelta, vuoi per “distrazione“, nonostante le porte USB poste sul retro della console consentano di collegare dispositivi esterni come chiavi o dischi esterni, la Wii non legge altro che fotografie, magari salvate sulla scheda SD per la quale esiste il comodo alloggiamento frontale, come in figura:

Alloggiamento SD frontale su Nintendo Wii

A questo punto urge un intervento a cuore aperto: una scheda SD pulita, i software giusti, un sistema in grado di integrare un buon lettore multimediale completo che permetterà a sua volta di leggere il contenuto dei dispositivi esterni di memorizzazione ottenendo il risultato voluto sul vostro televisore!

Largo a Homebrew Channel e MPlayerWii

In sintesi:

Un homebrew (letteralmente: “fermentare in casa”) è un lavoro sviluppato in casa per migliorare le funzionalità di un oggetto. Solitamente il termine viene usato nel campo del software, per indicare quei programmi sviluppati amatorialmente per piattaforme normalmente programmabili solo da chi è iscritto alla comunità di sviluppo sponsorizzata dalla casa produttrice. Nella maggior parte dei casi, sono solo gli sviluppatori ufficiali ad avere a disposizione il kit di sviluppo fornito dalla casa produttrice, e quindi i programmatori amatoriali devono fare ricorso a kit alternativi, che spesso consistono in versioni opportunamente modificate di software libero, come ad esempio il compilatore GCC.

Inutile dire che Homebrew Channel -una volta installato su Wii- consentirà di lanciare programmi di terze parti, caricati in precedenza su scheda SD, come se ci si trovasse di fronte ad un normale sistema operativo. Come già anticipato, vi servirà una scheda SD libera (anche piccola, è sufficiente da 1 GB) e un PC per poter caricare i dati su quest’ultima.

MPlayerWii è invece un porting nativo per Wii, nato dal ben più conosciuto MPlayer, gioia di tanti utilizzatori del pinguino sul proprio PC. Servirà a visualizzare i propri Divx sul televisore attraverso la console e Homebrew Channel.

Adoro smanettare, il passo-passo

Avrete necessità di circa 10 minuti comprensivi di formattazione SD, caricamento dei file necessari e avvio della scheda da console. Quest’ultima provvederà ad installare Homebrew Channel che a sua volta vi consentirà di utilizzare MPlayerWii e i vostri dispositivi esterni. Prima di partire la solita premessa:

ATTENZIONE: Prima di eseguire qualsiasi modifica ai vostri file e/o dispositivi siete pregati di effettuare un backup di questi. Solo così sarete capaci di tornare indietro riparando ad eventuali errori di distrazione. L’articolo e l’autore non possono essere ritenuti responsabili di alcun danno subito dalla vostra strumentazione. Buon lavoro.

Detto ciò vi ricordo che tutti i dispositivi (scheda SD, chiavetta USB, disco esterno USB) dovranno essere formattati nel tanto glorioso quanto obsoleto FAT32. In caso contrario la console non sarà capace di leggerne il contenuto.

Per tutti coloro che non adorano smanettare e vogliono andare sul sicuro, ho creato un pacchetto già pronto da caricare su SD, date una occhiata al prossimo paragrafo saltando questo :-)

1. Formattare la scheda SD

Procedimento rapido e indolore. Potrebbe tornarvi utile un programma rilasciato gratuitamente da Panasonic, appositamente realizzato per la formattazione delle schede SD. Necessita di installazione. Potete scaricarlo da qui:

downloads.gxware.org/index.php?dir=apps/wii.HDD_hack/MPlayerWii/&file=sdfv2000_formatter.zip

Una volta lanciato occorrerà indicare la lettera corrispondente alla scheda SD inserita precedentemente nel lettore del vostro PC e procedere quindi con la formattazione. Lasciate le opzioni di default proposte dal programma.

2. Copiare BannerBomb e HackMii Installer

Entrambi utili per poter installare Homebrew Channel, vanno copiati così come in sequenza suggerita nel titolo. HackMii Installer (arrivato alla versione 0.8) contiene un file di boot più aggiornato rispetto a quello inserito in BannerBomb. Scaricate quindi i due file zip (BannerBomb v.2, HackMii Installer v.0.8) e scompattateli nella scheda SD (nella root, non create altre cartelle per il momento). Vi verrà chiesto di sostituire un file nel momento in cui scompatterete HackMii Installer nella stessa posizione, confermate l’operazione.

Eseguendo tutto correttamente, questo dovrebbe essere il risultato parziale all’interno della vostra scheda:


 Il volume nell'unità C non ha etichetta.
 Numero di serie del volume: C8F5-F6F5

 Directory di C:\Documents and Settings\Giovanni\Desktop\mPlayerWii_SD4.2e

19/08/2010  17.39    <DIR>          .
19/08/2010  17.39    <DIR>          ..
14/08/2010  16.43         1.852.416 boot.elf
14/08/2010  16.43         1.848.944 bootmini.elf
14/08/2010  16.43            14.574 CREDITS.txt
17/08/2010  22.53            10.813 installer.log
14/08/2010  16.43             1.867 LICENSE.txt
19/08/2010  17.39    <DIR>          private
14/08/2010  16.43             5.003 README-BootMii.txt
14/08/2010  16.43             3.004 README-HBC.txt
14/08/2010  16.43             5.964 README.txt
19/08/2010  17.39    <DIR>          wiiload

Tutto regolare, si salta all’ultimo passaggio!

3. Copiare MPlayerWii

Scaricate MPlayerWii 0.07 da qui e aprite il file di archivio. Create nel frattempo una cartella “apps” all’interno della SD. Tornate ora al file ZIP e scompattate l’intera cartella MPlayerWii (cartella compresa) all’interno di apps mentre mplayerwii.conf all’interno della root della scheda. Dovreste quindi poter ottenere un risultato simile:


Il volume nell'unità C non ha etichetta.
 Numero di serie del volume: C8F5-F6F5

 Directory di C:\Documents and Settings\Giovanni\Desktop\mPlayerWii_SD4.2e

19/08/2010  17.39    <DIR>          .
19/08/2010  17.39    <DIR>          ..
19/08/2010  17.39    <DIR>          apps
14/08/2010  16.43         1.852.416 boot.elf
14/08/2010  16.43         1.848.944 bootmini.elf
14/08/2010  16.43            14.574 CREDITS.txt
17/08/2010  22.53            10.813 installer.log
14/08/2010  16.43             1.867 LICENSE.txt
15/08/2008  00.59             1.049 mplayerwii.conf
19/08/2010  17.39    <DIR>          private
14/08/2010  16.43             5.003 README-BootMii.txt
14/08/2010  16.43             3.004 README-HBC.txt
14/08/2010  16.43             5.964 README.txt
19/08/2010  17.39    <DIR>          wiiload
 9 File      3.743.634 byte

 Directory di C:\Documents and Settings\Giovanni\Desktop\mPlayerWii_SD4.2e\apps

19/08/2010  17.39    <DIR>          .
19/08/2010  17.39    <DIR>          ..
19/08/2010  17.39    <DIR>          MPlayerWii
 0 File              0 byte

 Directory di C:\Documents and Settings\Giovanni\Desktop\mPlayerWii_SD4.2e\apps\MPlayerWii

19/08/2010  17.39    <DIR>          .
19/08/2010  17.39    <DIR>          ..
09/10/2008  01.12         5.867.968 boot.dol
19/08/2010  17.39    <DIR>          font
05/07/2008  15.32            12.707 icon.png
09/10/2008  01.17               443 META.XML
 3 File      5.881.118 byte

 Directory di C:\Documents and Settings\Giovanni\Desktop\mPlayerWii_SD4.2e\apps\MPlayerWii\font

19/08/2010  17.39    <DIR>          .
19/08/2010  17.39    <DIR>          ..
07/04/2002  16.35           242.288 cp1250-a.raw
07/04/2002  16.35           242.288 cp1250-b.raw
14/07/2003  02.00             6.728 font.desc
13/07/2003  21.48            22.016 osd-mplayer-a.raw
13/07/2003  21.48            22.016 osd-mplayer-b.raw
 5 File        535.336 byte

E ora?

4. Installare Homebrew channel e iniziare ad utilizzare MPlayerWii

Inserite la scheda SD all’interno dell’alloggiamento presente nella Wii e avviate la console. Arrivati al menu principale fate clic sul simbolo della SD e vedrete comparire una richiesta di conferma per far partire “boot.dol/.elf“, chiaramente confermate.

A questo punto HackMii Installer vi chiederà quali file installare. Potete selezionarli tutti se avete il System Menu 4.2E Originale Nintendo, sarà poi necessario premere A per andare avanti.

Ad installazione terminata verrà immediatamente avviato Homebrew Channel e -a meno che non ci siano stati errori- vedrete immediatamente MPlayerWii come unico programma avviabile. Premendo A lo si farà partire e si avrà a disposizione un set di opzioni selezionabili. Se avete già inserito la vostra chiave USB (o disco esterno) in una porta USB della Wii dovreste poter lanciare il film che più preferite, proprio come in queste due immagini scattate al volo da iPhone la scorsa sera (lo so, la qualità è schifosa ;) ):

MPlayerWii su Nintendo Wii MPlayerWii su Nintendo Wii

Il gioco è fatto. A voi non resta che godervi il filmato :mrgreen:

Odio perdere tempo, la “pappa pronta”

Fate parte di quel corposo gruppo che adora avere la pappa pronta? Ho previsto anche questo e ho realizzato un breve documento Wiki riassuntivo (si, sto lentamente facendo prendere vita ad un Wiki ospitato su GxWare) che spiega in cosa consiste “mPlayerWii SD“, archivio pronto per essere copiato su SD ed immediatamente utilizzato sulla console. Date una occhiata a questa pagina:

dev.gxware.org/wiki/doku.php?id=mplayerwii_sd_4.2e

L’archivio va scompattato interamente sulla scheda SD, la procedura di installazione di Homebrew Channel e l’utilizzo di MPlayerWii sono descritti nel paragrafo #1.4 qualche riga più sopra.

Problemi? Dubbi? Richieste particolari? L’area commenti -come sempre- è a vostra totale disposizione.

Buon divertimento! :-)

Solo il meglio per la tua quotidianità: 10 estensioni consigliate per il tuo Firefox

Periodo di ferie, fiacco dal punto di vista delle pubblicazioni, mea culpa, sto giusto godendomi qualche giornata di mare e relax puro in attesa di rientrare in azienda per tirar poi dritto verso il periodo natalizio 2010. Voglio dedicarvi un articolo leggero, comparso in “anteprima” lo scorso 5 agosto su Wired.it, anche quest’ultimo in versione light estiva. Qui di seguito troverete la mia personale classifica di estensioni per Firefox, 10 buoni consigli per arricchire il vostro profilo e trarre quanti più vantaggi possibili dalla vostra quotidiana navigazione, accetto ben volentieri suggerimenti per un eventuale prossimo articolo con ulteriori 10 estensioni, l’area commenti è a vostra totale disposizione.

Buona lettura e buone vacanze! :)

Da poco meno di un mese gli utilizzatori del Panda Rosso ed in particolare delle estensioni realizzate per quest’ultimo hanno raggiunto un grande traguardo: più di 2 miliardi di download effettuati! Uno dei punti di forza da sempre di Firefox è proprio l’estrema flessibilità e la possibilità di personalizzazione che permettono di creare un browser su misura di navigatore. Ciascuno decide cosa utilizzare, quindi plasma il suo browser come meglio crede.

In questo articolo lancio uno spunto e una sfida ai lettori: quali sono secondo voi le migliori 10 estensioni per Firefox? Quelle alle quali non potete assolutamente rinunciare, che utilizzate quotidianamente e che non riuscireste ad abbandonare per nessun motivo al mondo …

La prima lista è quella attualmente operativa sulle mie postazioni, sui miei profili, dove quasi sempre carico le stesse identiche estensioni, eccezione fatta per qualche esigenza particolare.

Adblock Plus

Adblock Plus permette di riprendere il controllo di internet e cambiare il modo in cui si naviga sul web! È possibile scegliere fra più di quaranta sottoscrizioni di filtri in svariate lingue che si configurano automaticamente per spaziare dall’eliminazione della pubblicità presente nelle pagine web al blocco di tutti i domini noti per essere pericolosi (in quanto contenenti malware). E’ inoltre possibile personalizzare i filtri tramite svariate funzioni utili, tra cui voci di menu contestuale per bloccare immagini/oggetti/riquadri/video/audio, una linguetta per bloccare elementi Flash e Java ed infine una finestra -separabile- contenente gli elementi bloccabili per gestire script e fogli di stile.

E non dimenticatevi di X Files, la lista tutta italiana per filtrare la pubblicità indesiderata sui siti web che visitate ogni giorno! :-)

addons.mozilla.org/it/firefox/addon/1865

Firebug

Firebug si integra con Firefox per mettere a disposizione dello sviluppatore una miriade di strumenti utili a modificare “in corsa” il proprio lavoro evitando di fatto la fase di debug tramite gli ordinari editor di testo.

È possibile modificare, eseguire il debug e monitorare codice CSS, HTML e JavaScript mentre si osserva la pagina web realizzata, poi riportare le modifiche nel codice originale così da ottenere il risultato voluto!

addons.mozilla.org/it/firefox/addon/1843

Continua a leggere la mia personale classifica su Wired! :)

wired.it/news/archivio/2010-08/10/estensioni-firefox,-la-top-ten.aspx

Dropbox come backup: salvare cartelle fuori da “My Dropbox” tramite link simbolici

Torno ancora una volta sull’argomento Dropbox e la capacità di tenere sotto backup costante i vostri file più preziosi. Stavolta spenderò qualche riga per spiegarvi quanto sia semplice proteggere cartelle che non devono necessariamente far parte della “My Dropbox salvata sulle vostre postazioni.

Drop che?

Vi rinfresco la memoria: ne ho già parlato in questo post. Dropbox è un  software multipiattaforma cloud based che offre un servizio di file hosting e sincronizzazione automatica di file tramite Web. Si basa sul protocollo crittografico SSL ed i file immagazzinati -accessibili tramite password- vengono criptati tramite AES.

Chiunque decida di provarlo e si iscriva tramite questo link riceverà 250 MB in più rispetto a quelli che mette a disposizione Dropbox tramite iscrizione standard:

Backup dei dati salvati fuori dalla cartella My Dropbox

Avete mai sentito parlare di collegamenti simbolici? Ciò che inserirete in una data cartella del vostro disco corrisponderà ad una seconda posizione all’interno dello stesso disco. Se salvate i documenti in “C:\Documenti” una cartella “C:\Pippo” potrebbe mostrarvi lo stesso identico contenuto e portarvi alla stessa destinazione anche se chiamata in altro modo e presente in diversa posizione rispetto alla prima, grazie ad un collegamento simbolico appositamente creato (date una occhiata a questo documento di Wikipedia).

Il mio test è stato effettuato su Microsoft Windows XP ma un documento contenuto nella wiki di Dropbox spiega i vari metodi da utilizzare anche su Linux e OSX.

Contrariamente alle versioni Vista e 7 di Windows per i quali esiste nativamente l’opzione Mklink da Dos (analizzeremo dopo la sintassi), su XP avrete necessità di utilizzare un piccolo applicativo della Sysinternals: Junction. Una volta scaricato non sarà necessario installarlo, lo si potrà richiamare via Dos da qualsiasi location (per comodità potreste tenerlo comunque in C:\Windows\System32).

La sintassi è fin troppo semplice, qui un esempio che ho utilizzato sulla mia macchina:

Junction: creazione di un collegamento simbolico - Cliccare per ingrandire

junction “cartella-sorgente” “cartella-destinazione”

Così facendo tutto quello che verrà salvato nella cartella sorgente, in realtà comparirà anche nella cartella-destinazione e viceversa. Il risultato? Presto detto, Dropbox terrà sotto costante backup tutto ciò che inserirete in una delle tue cartelle. Fatica minima e nessuna necessità di modificare la posizione della cartella desiderata spostandola sotto “My Dropbox.

Su Windows Vista e Windows 7 la sintassi cambia e fa uso del comando Mklink (se volete saperne di più, date una occhiata alla scheda nella Technet di Microsoft) con questa modalità:

mklink /D “cartella-sorgente” “cartella-destinazione”

Attenzione: Ricordate (in entrambi i casi) di copiare tutto il contenuto della cartella sorgente all’interno della cartella destinazione che avrete precedentemente creato, prima di creare il collegamento simbolico (altrimenti vi darà errore).

Il gioco è fatto. Se doveste pensare che una semplice stringa lanciata da dos possa mettervi in difficoltà o possa creare problemi alla vostra macchina, potete scaricare e installare un tool grafico che fa quanto sopra riportato in modo totalmente automatico. Trovate maggiori dettagli in questa pagina wiki: wiki.dropbox.com/DropboxAddons/DropboxFolderSync

Buon lavoro! :-)

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