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AXA: #NatiPerProteggere, riportate la vostra storia di protezione per provare a vincere 50.000€

Un paio di sere fa ho preso parte ad un incontro con il gruppo AXA Italia in occasione del lancio di un progetto lodevole che si spera possa premiare un individuo o un’associazione che attraverso una storia di protezione toccherà il cuore del pubblico e di una giuria selezionata che andrà a bilanciare il voto pubblico portando la propria esperienza e sensibilità, il progetto è #NatiPerProteggere e il sito web ufficiale natiperproteggere.it.

natiperproteggere_homepage

Perché ne parlo e cosa c’entra con i temi trattati in questo mio spazio? Di certo non perché alla base c’è una società assicurativa che sappiamo essere spauracchio per molti clienti lì fuori (me compreso) e non mi soffermerò sulla solfa riguardo l’essere primo brand nel mondo o cose così. In tutta sincerità questo volersi mettere in gioco mi è piaciuto, non fosse perché la cifra messa a disposizione del vincitore è molto importante e può davvero far del bene, si parla di 50.000€ in servizi / attrezzature / supporto (non vi verranno consegnati contanti o fatto un assegno, ndr). Dal calderone contenente tutte le storie di protezione che perverranno durante il periodo riportato da regolamento solo 8 potranno emergere ed accedere ad una fase finale durante la quale ci si contenderà ogni voto e preferenza pubblica o della giuria, intorno alla fine di quest’anno (si parla di novembre) verrà annunciato il fortunato (o fortunati) vincitore del concorso. La mia sintesi trova in questa pagina una più dettagliata spiegazione a vostra disposizione.

All’indirizzo natiperproteggere.it/it/elencoStorie.html è disponibile l’elenco delle storie di tutti coloro che stanno già partecipando e di tutti coloro che arriveranno in futuro. Tutti abbiamo una storia da raccontare, tutti abbiamo un naturale istinto di protezione verso i nostri cari, verso chi è in difficoltà, i nostri figli, gli amici, ma anche gli sconosciuti che catturano la nostra attenzione e ci strappano un sorriso, un gesto nobile.

Volevo dedicargli qualche riga e spero che qualcuno di voi decida di partecipare, non si sa mai nella vita, questa potrebbe essere la vostra occasione, l’occasione della vostra associazione, del vostro gruppo. Personalmente credo che il team Mozilla Italia protegga ognuno di voi quotidianamente nella navigazione libera ma sempre sicura sul web grazie a Firefox, alla costante ricerca, al supporto, alla localizzazione per abbattere ogni barriera, dite che posso proporre questa storia? :-)

#ioSpillo la mia birra perfetta, posso offrirtene una?

Questo articolo nasce a corto raggio dalla serata appena passata in Heineken Italia dove ho incontrato vecchi e nuovi amici per una divertente sfida all’ultima spillatura ma voi lo leggerete solo tra qualche tempo (una manciata di giorni rispetto al 15 aprile, dai).

Grazie all’aiuto di Federico e alla sua lezione per profani io e altre 8 ambassador ci siamo messi alla prova davanti alla spina per spillare la “birra perfetta“, quella che esige il bicchiere ben sgrassato, inclinato di 45 gradi per ricevere in una sola mossa la giusta quantità di birra con il suo cappello di schiuma per rimuovere la Co2 in eccesso, la stessa che nella parte superiore fatta di grandi bolle andrà tagliata con l’apposito taglia-schiuma, per poi passare ancora una volta nel lavello per poter rimuovere l’eccesso colato sul bicchiere da mettere infine davanti al cliente, con il logo ben visibile. La nostra opera, la nostra birra.

Heineken mi ha scelto come vittima sacrificale ambasciatore, forse non si rendono conto di ciò che hanno fatto ma tutto sommato a me va bene così, mi sono divertito tantissimo e ho imparato nuovi dettagli sulla birra e sulla sua spillatura, mondo che mi piace tantissimo e dal quale sto apprendendo molto riguardo la bevanda. Questo è il mio video di presentazione, riporta qualche “scatto” direttamente dalla mia prova, il tutto dedicato al buon Stefano che era con me alla stessa serata ed è diventato protagonista non voluto del mio scherzare (Ste ti voglio bene, davvero :-D)

Le votazioni sono ora aperte e disponibili all’URL iospillo.it/blogger-contest

Da oggi e fino al 23 maggio potrete scegliere di votare la mia prova ma soprattutto seguire il progetto #ioSpillo che darà origine inoltre a più incontri sul territorio durante i quali tutti voi potrete imparare a spillare la vostra birra perfetta! Se vi state chiedendo perché perfetta e perché è così importante saper spillare la birra vi consiglio la lettura di un articolo ad-hoc: iospillo.it//educational/la-schiuma. Inutile ricordarvi che risorse come quelle messe a disposizione da ilovebeer.it o iospillo.it contengono davvero moltissimi spunti per chi vuole conoscere meglio la storia, il modo di spillare e di bere la birra, l’eccellente alternativa al vino durante il pasto con amici o con la famiglia. Spesso in passato ho sostenuto questa teoria e continuo a farlo più che volentieri, non è raro per me preferire una buona birra adatta al piatto cucinato, seguendo linee guida e consigli che i siti web sopra citati e le applicazioni sviluppate ad-hoc possono dare in qualsiasi momento.

Cin!

Facebook: bloccare la riproduzione automatica dei video (PC e Mobile)

Pillole

Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!

Di cosa parlo? Del fatto che l’ultimo aggiornamento fatto in casa a Palo Alto (arrivato a quasi tutti gli utenti iscritti) non è certo dei migliori, soprattutto per browser e per applicazioni mobili. Chiunque dei vostri amici / conoscenti pubblichi un video potrà mostrarlo automaticamente a tutti i suoi amici (nelle rispettive timeline) senza che questi debbano premere play, basterà semplicemente scrollare la pagina ed essere all’altezza (fisica) del video. Comodo? Utile? Di sicuro appesantisce la navigazione e consuma maggiore traffico se si usufruisce del social network da cellulare (e relativa applicazione).

Per fermare questo comportamento basterà andare all’indirizzo facebook.com/settings?tab=videos da PC e disattivare la riproduzione automatica dei video:

La modifica è immediata.

E sul cellulare?

Dalle Impostazioni del sistema (occhio, del sistema, non dell’applicazione di Facebook) andare in Facebook, quindi Impostazioni e disattivare la funzione di riproduzione automatica video (Riproduci automaticamente…):

Una di quelle modifiche semplici da operare che vi risparmieranno qualche sorpresa sgradita (più che altro fastidio, ma tant’è).

Restart.

sfiga

Definizioni web
  1. La sfortuna è la sorte avversa, la cattiva fortuna; Essa è un concetto non verificabile razionalmente ed oggettivamente, e consiste sempre nell’espressione soggettiva del punto di vista della persona che valuta gli eventi che stanno accadendo a se stesso o agli altri.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Sfiga

Anche se -nella sfiga- bisogna sempre cercare di vedere il bicchiere mezzo pieno, ed è un po’ quello che devo e voglio fare. Un paio di giorni fa il server che ospitava Gioxx’s Wall è defunto ed insieme a lui i suoi dischi dai quali apparentemente non è possibile recuperare nulla. File, database, account di posta e chissà quanta altra roba. In un solo colpo sono “venuti a mancare” questo spazio, gxware.org, supportoinformatico.org e portami.li. Gli ultimi due non verranno ripristinati mentre i primi due hanno subito lo spostamento verso altri lidi.

In teoria ogni giorno viene effettuato un backup del database di questo blog insieme alla copia di sicurezza di tutti i file presenti sullo spazio FTP. Questi ultimi sono stati recuperati facilmente, zero problemi. Lo stesso in teoria per il database, peccato però che negli ultimi mesi il download automatizzato della copia del DB abbia corrotto puntualmente il file ZIP rendendolo di fatto inutilizzabile. L’ultima copia funzionante risale al primo settembre dello scorso anno ed è quella che state vedendo ora.

Niente ultimi approfondimenti, niente articoli di fine anno, niente guide tecniche che avevo scritto nell’ultimo periodo. In Romagna si dice “Ah dì, piutost che gnit le mei piutost” (vogliate perdonare eventuali errori di scrittura) che è facilmente interpretabile / traducibile.

Sto recuperando gli articoli tramite archive.org e lentamente ricomparirà tutto quanto (almeno ci proverò :-)).

Si riparte quindi. Il “blocco note” non è del tutto nuovo e ha tutto uno storico dietro che mi ricorderà di controllare più spesso ciò che viene conservato in cloud e sui dischi di backup. Bentrovati quindi, perdonate eventuali link rotti o mail non risposte in queste 48 ore circa, dovrebbe tutto lentamente tornare a funzionare.

Grazie a questi signori (dell’immagine qui di seguito), tutto è stato recuperato e integrato nel blog come nulla fosse mai accaduto. Grazie davvero a tutti per il sostegno e per la collaborazione, è sempre bello sapere di avere lettori che ci tengono e che non passano solo di qui per caso :-)

Enjoy.

La blogosfera non è “cosa nostra”

The Godfather: la BlogosferaBlogosfera: è un argomento che ciclicamente -un po’ come la moda- torna in auge, viene discusso, viene criticato e continuamente preso come centro della polemica da chi i blog li vive, li porta avanti (con fatica, posso assicurarvelo) o li legge semplicemente, da quei giornalisti che sputano sentenze senza conoscere bene l’argomento o che pensano di avere in mano il pieno controllo della comunicazione su carta stampata (e qui hanno senza dubbio ragione) e sul web (ed è qui che casca l’asino, la presunzione non aiuta in questo campo).

Non è fortunatamente il caso di Valerio Visintin e del suo articolo-intervista che trovate all’indirizzo mangiare.milano.corriere.it/2013/06/18/foodblogger-opere-e-omissioni e che mi ha riportato alla mente le infinite discussioni con conoscenti e amici riguardo questo mondo, quello di chi possiede un blog, contatti e visibilità nel web, delle agenzie che ti cercano così come le aziende a patto (non scritto e spesso neanche detto, sottinteso, per l’appunto) che tu sia il loro volto, le parole, la credibilità nel quartiere della città, nella discussione al bar tra amici, quella tra colleghi, nella vita insomma.

L’articolo fa riferimento al mondo del foodblogging, ha preso molto piede negli ultimi tempi creando una sempre più grande macchia d’olio che probabilmente come tale verrà pulita tra qualche tempo, un po’ com’è successo con il blog tradizionale, quello dove sto scrivendo io, che di anni sulle spalle ne ha tanti e che è stato genericamente dichiarato morto molto spesso, e un po’ è vero, se penso a quanti “colleghi” avevo in passato e quanti ne ritrovo oggi, quelli che non demordono e decidono di investire il proprio tempo libero in scrittura e pensieri liberi che come tali vengono affidati al web, nella speranza di incontrare quelli dei propri lettori fedeli o occasionali che siano, così da instaurare un rapporto, lanciare una discussione.

Ciò che più mi lascia perplesso (e che ho poi ritrovato nei commenti dell’articolo originale, ndr) è lo stupirsi o lo “scoprire solo adesso” quanto le aziende e le grandi agenzie siano disponibili a mandare prodotti da testare con la speranza (spesso la quasi certezza) di ottenere tutto ciò che si lega al nuovo modo di fare informazione: tweet, stati di Facebook, fotografie su Instagram, articoli sui blog o su Tumblr o chissà cos’altro, in unico pacchetto facilmente “acquistabile“. Lo stesso dicasi per aperitivi, serate, viaggi fuori porta e chi più ne ha, più ne metta, cose che i giornalisti della carta stampata (o televisivi) conoscono bene già da molto tempo. Dato che come ho già detto l’argomento non è affatto nuovo seppur da poco (relativamente) applicato al foodblogging (inutile dire che la stessa cosa viene applicata ad ogni campo trattato dalle voci del web), la vera onestà sta tutta nelle mani (nelle dita, se penso alla tastiera ed al mouse) di chi quelle fotografie, quegli articoli e quegli stati li scatta o li scrive.

Da sempre ho voluto personalmente mettere in chiaro una costante valida con qualsiasi agenzia e qualunque azienda: parlerò di un prodotto solo ed esclusivamente se lo ritengo opportuno e in ogni caso il mio giudizio sarà imparziale ed in grado di mettere in evidenza pregi e difetti, mai e poi mai permetterò a nessuno di acquistare l’articolo su misura perché ho lettori che si fidano di me, del mio nome, della mia firma. Il blogger o “influencer“, come va molto di moda etichettarlo ultimamente, dovrebbe avere bene fisso in testa che per guadagnarsi una piccola o grande platea di lettori serve tanto sudore, tempo, costanza e qualità di ciò che viene prodotto, è un crescendo che non finisce mai (se vado a leggere i post del 2007 ho roba di cui vergognarmi, mi piace pensare che questo calderoni dimostri una maturità guadagnata proprio nel tempo) ma che a perdere quella platea bastano pochi minuti e un articolo falso, costruito, facilmente smentibile da qualcuno che ha la forza di commentare e dire la sua, e non è certo cancellando il commento o moderando quelli che vengono al seguito che si risolve il problema.

Non facciamo di tutta l’erba un fascio, cerchiamo di premiare le persone vere che qui sul web possono davvero generare un valore aggiunto per le aziende, le stesse che possono così porsi meglio e rendersi più raggiungibili, più a portata di cliente, è il cliente infatti che fa la loro vera forza.

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