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WordCamp 2010: Catania

A distanza di una settimana (circa) dall’evento catanese sono qui a scrivere giusto due righe sul WordCamp 2010 siculo che tanto ha di diverso rispetto all’edizione milanese, sia tra i pro che tra i contro.

Innanzi tutto un doveroso ringraziamento a Roberto, sempre fantastico, per avermi recuperato in aeroporto alle 22.30 dopo un’ora di volo che oserei definire perfetta (grazie Windjet) e -soprattutto- per avermi fatto inaugurare la trasferta catanese con la prima di tante granite sparite in pochi giorni di permanenza nella splendida isola. A questo aggiungete una stanza con un buon letto e aria sana di campagna per ottenere un quadretto completo. Un peccato dover abbandonare così presto Catania, la promessa è quella di non far passare così tanti anni prima di tornarci :(

WordCamp 2010 WordCamp 2010

Riguardo il WordCamp?

Credetemi quando vi dico che è stata un’ottima occasione di dimagrimento. Non mi sono fermato un attimo. L’evento è stato totalmente organizzato da Roberto. Ciò si traduce con un “one-man-show“. Dato che sono arrivate tv e radio locali (nonché una buona dose di partecipanti per essere la prima edizione, in un giorno feriale poi!) ho dovuto sostituire l’organizzatore sia in sala che all’accoglienza per i nuovi arrivati. A questo va aggiunto un sano gironzolare per uffici alla ricerca del responsabile della rete wireless (inesorabilmente crollata dopo il primo arrivo massivo richieste di connessione da parte dei partecipanti) e problemi di focus con il proiettore fornito in sala.

WordCamp 2010 WordCamp 2010

Nonostante tutto ho potuto apprezzare qualche talk e intervenire al sorgere di eventuali dubbi. Nota di merito per coloro che hanno deciso di approfittare dell’evento per farsi un giro in Sicilia, splendida terra per la quale voglio riservare un apposito post, tra i tanti ” i Francesco” (il CEO & il CTO, giusto per non farsi mancare nulla), Tommaso e consorte al seguito (ottima occasione per conoscersi dal vivo, finalmente). Un saluto inoltre a chi era di casa e si è fatto riconoscere (vero Aldolat? :)), c’era davvero tanta gente … nel frattempo avrò certamente dimenticato qualcuno (siete autorizzati a bastonarmi nei commenti).

Tutti i talk (tranne l’ultimo, solo chi era presente potrà capire :mrgreen:) hanno trattato qualcosa di relativo al mondo WordPress (esperienze, case history ora in costante crescita, miglioramenti, suggerimenti per un utilizzo migliore), decisamente azzeccato quindi il target iniziale imposto.

Pochissimi gli scatti, proprio per il motivo sopra citato, in compenso avrete certamente più fortuna lanciando una ricerca per tag “wcct2010:

flickr.com/gioxxswall/sets/72157624359619442

Grazie, grazie, grazie. E’ stata una bellissima esperienza e spero di poterla ripetere anche il prossimo anno (magari portando Ilaria per farle apprezzare le meraviglie che la Sicilia offre) :)

WordCamp Catania 2010: si parte per la Sicilia!

Lascio una Ravenna uggiosa per questo fine settimana (abbondante direi), partenza prevista per le 21.35 con arrivo alle 23.05 all’aeroporto di Catania, dopo tanti (ma davvero tanti) anni di promesse mai mantenute (mea culpa) rimetto piede nella bella Sicilia, in occasione del WordCamp 2010 edizione sicula organizzato da Roberto Chibbaro.

Ci vediamo domattina all’evento? :-)

Per tutti gli altri: fate i bravi, ci si risente martedì mattina, approfitto della trasferta per passare un lungo fine settimana nell’isola sicula! Chi mi volesse raggiungere potrà semplicemente mandarmi una mail o usare Twitter (in pubblica o via DM), sarò raggiungibile tramite telefono ;)

http://it.wikipedia.org/wiki/Catania

Scacco matto alla pubblicità invasiva

Altro giro, altro articolo. Seconda mia realizzazione pubblicata su Wired, dedicato alle polemiche riguardo la scelta di ospitare pubblicità invasiva su siti web parecchio conosciuti e visitati, il caso Corriere di qualche tempo fa e il caso Repubblica di oggi, perfettamente descritto dall’intervento di Livia su Friendfeed:

Oggi La Repubblica si fa pubblicità sul sito di Vodafone. Non viceversa :)

AdBlock Plus: X Files

Che la pubblicità sia un tassello fondamentale della nuova economia fatta di siti web e portali sociali lo sanno un po’ tutti. E’ grazie a lei se il consumatore può usufruire di contenuti gratuiti sempre aggiornati, senza la necessità di abbandonare la propria poltrona. Cosa succede però quando la pubblicità arriva ad occupare più spazio dei contenuti? Casi come quello del Corriere (successo poco tempo fa) e di Repubblica (oggi) sono due di tanti, magari più eclatanti del dovuto perché si tratta di testate giornalistiche visitate da tantissimi utenti.

Che siano piccoli o grandi popup, pagine aggiuntive aperte a nostra insaputa o banner in mezzo alla pagina o ancora peggio degli sfondi che riempiono la pagina e appesantiscono notevolmente la navigazione non ha importanza, è sempre bene fare pulizia!

AdBlock Plus per Firefox

AdBlock Plus è un’estensione progettata e realizzata inizialmente per Mozilla Firefox, portata poi su diversi altri browser come Google Chrome o Apple Safari con diversi nomi. La sua funzione principale? Bloccare pubblicità e parti di codice CSS indesiderate nelle pagine web che quotidianamente visitiamo. Il funzionamento è estremamente semplice ed efficace: attraverso una lista di filtri (raccolti in un file di puro testo) bloccherà il caricamento di immagini, video, animazioni flash e tanto altro ancora. Si risparmierà banda e si potrà finalmente dire stop alla pubblicità invasiva!

Vi rimando all’articolo pubblicato su Wired:

wired.it/news/archivio/2010-04/21/pubblicita-invasive-ecco-il-modo-per-bloccarle.aspx

Buona lettura :)

Di soldi e santoni: il caso PromoDigital / Wikio

Non starò qui a parlarvi di cosa ha comprato chi (e viceversa) né tanto meno cosa è accaduto durante il fine settimana. Semplicemente -a mente abbastanza fredda- vi racconterò il mio punto di vista (quindi occhio a misurare bene eventuali risposte che pretendono di aver ragione per partito preso) riguardo la questione. Magari vi dirò cosa ne penso, perché ho fatto sparire un post del quale in realtà non mi vergognavo (e non mi vergogno tutt’ora) e cosucce così, mettetevi comodi.

Di cosa stai blaterando?

Della fusione tra Wikio e Promodigital ne ha parlato Elena in un post abbastanza completo che esprime dei dubbi sicuramente rispettabili anche se non condivisibili (per ciò che dice la mia testa, sia chiaro):

delymyth.net/blog/2010/3/18/video-wikio-compra-promodigital-le-mie-lunghe-considerazioni.html

Un post che ha dato l’avvio ad una discussione piuttosto animata tra blog, social network vari e incontri reali. Basti pensare alla tavola rotonda organizzata ieri pomeriggio negli uffici di The Fool (azienda con a capo Matteo Flora). Per chi volesse dare una occhiata in differita, qui c’è la registrazione.

Hai venduto il blog?

Qualcuno mi ha accusato di aver venduto il blog, mai frase fu più sbagliata.

Il blog è mio e tale resta, l’unico accesso secondario a questa piattaforma è in mano a quello strano essere che abita dalle parti di Chieti che probabilmente si è anche dimenticato di averlo. Non voglio soffermarmi particolarmente su quanto mi è stato detto perché potrei diventare inutilmente scurrile e immagino non ne valga assolutamente la pena, soprattutto se si pensa che le accuse sono state avanzate senza neanche provare a partecipare al nuovo programma proposto da Promodigital.

Il mio pensiero sembra invece averlo interpretato benissimo Roberto Dadda (sto ancora stupendomi di ciò, non te la prendere Bob) che ringrazio per aver messo i puntini sulle “i” anche quando il sottoscritto ha deciso di prendersi del tempo prima di sfogare la rabbia e i ragionamenti in questo articolo ;)

robertodadda.blogspot.com/2010/03/wikio-e-promodigital-dove-sta-il.html

Riassumo io senza creare sforzo inutile a chi non vuole sorbirsi le righe di Roberto: patetici, saccenti, moralizzatori della domenica. Ecco, parole chiave che caratterizzano esattamente ciò che penso di parte delle persone in questione. Sono le stesse persone che -contrariamente ad Elena- non sono tornati sui propri passi, quelli che hanno accusato per generare polemica.

La colpa è di chi azzarda

Collaboro con Promodigital dalla loro nascita, ho quasi sempre preso parte alle loro campagne, talvolta azzardando e mettendoci la mia faccia anche quando si doveva parlare di cose non propriamente legate agli argomenti che adoro trattare per competenza o per pura passione, magari sbagliando, ma sperimentando continuamente (e cercando di capire anche dove poteva arrivare la critica altrui), scusandomi quando necessario.

Andrea Colaianni (staff Promodigital) aveva già dato la notizia della fusione ad alcuni blogger diverso tempo fa, si parla del 26 gennaio 2010, ben distante dall’evento di qualche giorno fa. Avevo già dato una occhiata alla nuova piattaforma, avevo già iscritto il mio blog, ero interessato a testare “anche questa“. L’occasione è arrivata proprio con la sponsorizzazione Sony. Una traccia dalla quale partire, del materiale, uno stupido widget da provare e magari recensire.

Ho realizzato l’articolo e -come faccio da sempre- ho specificato ad inizio post che si trattava di un post sponsorizzato. In casi come questo il lettore può:

  • leggere e magari esprimere un proprio giudizio, una critica costruttiva;
  • andare avanti magari segnando come letto l’articolo (nel caso utilizzi un feed reader);
  • chiudere la pagina web nel caso in cui stia leggendo il blog tramite un browser.

Di queste 3 opzioni evidentemente nessuna è piaciuta, ecco quindi partire la polemica. Nell’occhio del ciclone il sottoscritto e Andrea Contino. In seguito una serie di altri blog come riportati in un articolo di Matteo:

lastknight.com/2010/03/20/kratorize

Ancora oggi devo capire che colpa ne hanno avuto le persone che hanno deciso di partecipare alla campagna rispettando il lettore e dichiarando che quanto pubblicato era frutto di una sponsorizzazione. Devo anche capire quanto è stato deciso e / o quanto verrà fatto in seguito all’incontro di ieri pomeriggio, perché se ben ricordo il suono fastidioso del campanello dell’ufficio di Matteo, difficilmente riesco a ricordare decisioni prese durante la tavola rotonda (oltre al fatto di dover sicuramente modificare le tanto criticate FAQ del servizio).

In conclusione

A me pare proprio -sfortunatamente- che si tratti di un cane che morde la propria coda. A questo punto vale quanto detto nel secondo paragrafo: in casa propria ciascuno è libero di fare esattamente ciò che desidera. Chi non lo apprezza potrà tranquillamente prendere la porta d’uscita, rimango dell’idea che se ci si scandalizza per così poco (o se si pensa che la credibilità possa venire a mancare per un post dichiarato) DEVE evitare di perdere tempo a leggere questo blog (e come questo, tanti altri) ;)

Giovanni

L’area commenti è a vostra disposizione. Eventuali accuse senza fondamento e / o offese gratuite saranno censurate  senza troppe spiegazioni, c’è un limite alla sopportazione.

Google Buzz: muovere i primi passi

Google ha presentato Buzz, ultimo dei tantissimi servizi sviluppati e resi pubblici, messi a disposizione gratuitamente dal colosso di Mountain View. Riporto la definizione comparsa sul blog italiano:

è un nuovo modo di condividere aggiornamenti, foto, video e altro ancora direttamente da Gmail e con i vostri contatti preferiti, sfruttando la rete sociale che da sempre è alla base della vostra casella di posta elettronica. Buzz porta in superficie questa rete, selezionando i contatti con cui vi relazionate più frequentemente ma lasciandovi decidere con chi e cosa condividere.

Si fa ovviamente riferimento all’interfaccia web di GMail (non valido quindi per chi utilizza un programma di posta elettronica che scarica in POP3 / IMAP i dati dai server Google) e ai dispositivi mobile, per il momento non esiste alcun client per controllare Google Buzz in modo “stand-alone“. Vorrei poter dare qualche consiglio per muovere i primi passi, integrarlo con ciò che abbiamo già a disposizione, magari chiudere completamente i ponti per chi proprio non lo sopporta.

# in sintesi

Una clone di FriendFeed? Un concorrente sleale per Twitter? L’anti-Facebook definitivo? In un periodo di continui investimenti e acquisizioni di piccole realtà che saranno poi inglobate in giri decisamente più grandi (si veda l’acquisizione di FriendFeed da parte di Facebook, giusto per citarne una importante e accaduta poco tempo fa), Google decide di costruirsi in completa autonomia una piattaforma già sperimentata e apprezzata dai navigatori, associandola al servizio forse più utilizzato dopo la ricerca sul web.

Google Buzz è l’ennesimo social-coso che si spera abbia più fortuna del fallimentare (almeno per il momento) Wave, presentato al Google I/O il 27 maggio dell’anno scorso. Uno strumento che permette di condividere idee, pensieri, posizioni, integrare altre piattaforme utilizzate, un lifestream insomma (volendola abbreviare). Ha chiaramente delle pecche, ampi margini di miglioramento, si prova quella sensazione dell’ospitare tanta gente in casa propria (mi pare che questa frase fosse del Conti … correggetemi se sbaglio!), tutti in una volta, quasi come ingestibili …

# integrazione

Google Buzz si integra nell’account di posta GMail, sarà quindi possibile utilizzarlo tramite l’interfaccia web accessibile da GMail.com. Si potrà inoltre sfruttare l’accesso via telefono, iPhone in prima linea, grazie alla WebApp disponibile all’indirizzo m.google.com/app/buzz, accessibile ovviamente con le vostre credenziali Google.

Google Buzz sul mio iPhone

Il meccanismo di follow-unfollow viene gestito in modo quasi del tutto automatico da parte di Google. Contatti di Google Talk o persone contattate tramite GMail compariranno come per magia. La bravura – ma soprattutto la pazienza- dell’utilizzatore sta proprio nel filtrare queste persone, cercando quindi di ottenere lo stesso funzionamento alla base di FriendFeed o Twitter, seguo chi mi pare, non chi mi viene imposto

# importazione dei Buzz

Per tutti coloro che desiderano importare i propri Buzz altrove, Google rilascia ovviamente un feed, tutto spiegato in documentazione (come sempre, fortunatamente):

code.google.com/intl/it-IT/apis/buzz/documentation/#syndication

Nicola Greco (ormai lo conoscono in tanti, non mi soffermo perciò sulla sua biografia) ha deciso di realizzare uno script (rilasciandone anche il codice sorgente) che genera un feed pulito, privo di riferimenti a Google Buzz, ripetitivi e fastidiosi quando vengono portati su FriendFeed o altri social network. Il servizio è chiaramente gratuito, tutti possono utilizzarlo, risponde all’indirizzo:

workingviral.com/buzz2ff

Trovare il proprio ID è semplice. Basta andare nella pagina del proprio profilo Google (tanto per dire, la mia è google.com/profiles/gioxx.gxware) e fermare il puntatore sul proprio nome in corrispondenza della colonna dei Buzz, notare l’immagine qui di seguito dove evidenzio l’URL:

Google Buzz: trovare l'ID utente

A questo punto, inserendo l’ID nell’apposito box della pagina messa in piedi da Nicola, dovreste ottenere un indirizzo valido del tipo:

http://workingviral.com/buzz2ff/vostro_ID

(nel mio caso workingviral.com/buzz2ff/107178787779670047565), chiaramente importabile in altri servizi.

# disattivare le notifiche nella posta

Stanchi di vedere il contatore mail alzarsi per colpa di Buzz? Problema risolvibile con un paio di semplici passaggi e quei filtri che fortunatamente GMail mette a disposizione degli utenti, magari si può approfittare della situazione per testare la Multiple Inbox. La soluzione proviene direttamente dal blog di Oskar, la riporto qui di seguito:

  • ho creato un filtro (in alto, vicino al tasto Cerca nel web)
  • in testo contenuto ho messo label:buzz (etichetta di default data alle mail provenienti da Buzz)
  • nella schermata seguente ho selezionato Salta posta in arrivo (archivia)
  • nelle opzioni di Gmail, in Labs, ho attivato Multiple inbox che permette di avere più inbox nella pagina principale
  • sempre nelle opzioni è apparsa la nuova voce, ho aggiunto label:buzz come nuova inbox
  • ecco che nella pagina principale abbiamo una seconda parte dedicata a Buzz

# occhio alla privacy

Poco tempo dopo il lancio del servizio è stato pubblicato un articolo di Business Insider che parla di quella privacy che Google Buzz sembra mettere in pericolo, da prendere con le pinze, non correte ad urlare subito “al lupo, al lupo“, l’importante è saper tenere a bada i propri dati:

businessinsider.com/warning-google-buzz-has-a-huge-privacy-flaw-2010-2

date magari una occhiata (e intervenite se volete) al thread che si è sviluppato su FriendFeed:

friendfeed.com/wolly/72ce65a1/warning-google-buzz-has-huge-privacy-flaw

# chiudere il Buzz nel ripostiglio

Stanchi di Buzz ancora prima di averlo provato in modo decente? Troppo invasivo? Richiede del tempo che non potete mettergli a disposizione? Nessun problema, la soluzione è semplice. Scorrete la finestra di GMail fino in fondo, troverete la chiave per chiudere il servizio nel ripostiglio fino a quando deciderete di dargli una seconda possibilità ;)

Google Buzz: spegnere il Buzz

Questo è quanto. Spero che la panoramica su Google Buzz vi sia piaciuta e vi possa tornare utile, magari suggerite nei commenti eventuali altri spunti di discussione, nessuno mi vieta di aggiungere altri paragrafi all’articolo no? :)

Ci vediamo su Buzz?

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