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Banco prova: HP Photosmart Premium C310

Premessa prima di cominciare:

state leggendo un post nato grazie alla collaborazione con aziende terze. Vi ricordo che le mie recensioni sono oggettive, in nessun modo contenenti baggianate gratuite solo perché qualcuno mi offre il gadget di ultima generazione o investe in questo piccolo blog. Leggete come sempre con fiducia, non mi risparmio per nessuno! ;)

Nonostante il ritardo di pubblicazione, immagino che qualcuno possa gradire un parere su un prodotto che potrebbe trovarsi ad acquistare prossimamente, mettetevi comodi e godetevi la recensione. Grazie a Lorena e HP sono riuscito a mettere le mani sulla nuova Photosmart Premium C310. All-in-one di fascia alta per la nota multinazionale statunitense, che integra tutto ciò di cui può necessitare l’utente di oggi, forse anche di più.

Hardware

Sostanzialmente la solita carcassa che vi occuperà tanto spazio sul mobile dove tenete la stampante (appunto), il gruppo di continuità e gli hard disk esterni (come il sottoscritto), o più semplicemente la scrivania dove riuscite grosso modo a far spazio a tutto ciò di cui non potete proprio fare a meno. Nonostante io adori HP e sia fedele cliente da diversi anni, non ho mai adorato particolarmente lo spazio richiesto dalle loro stampanti. Sono passato da una vecchia F380 (anch’essa all-in-one con connessione USB) ad una più ingombrante (anche se di poco) C310 che ha saputo propormi il meglio della tecnologia per la stampa casalinga. Una vera all-in-one, in grado di stampare comodamente fotografie, documenti, darmi la possibilità di sfruttare il veloce scanner e la comodità della connessione senza fili.

Sistema

Coadiuvato da un monitor touch-screen dallo stile made in Cupertino (un clone dell’iPhone, praticamente), sono riuscito a ritoccare la configurazione della stampante ancora prima di collegarla al mio PC attraverso il cavo USB (solo sulla postazione principale), non fornito in dotazione (occhio quando comprate stampanti HP), date sempre una occhiata al contenuto della scatola prima di passare in cassa.

Accesso immediato alle risorse, ai servizi web preimpostati, alla casella di posta elettronica privata che HP mette a disposizione dell’utente per mandare in stampa diretta tutto ciò che arriva dal server di posta.

Un po’ lenta in fase di boot (un difetto che personalmente sopporto ma che potrebbe non piacere a qualcun altro), carica e mette correttamente in posizione le testine, allaccia la periferica alla rete wireless di casa o del proprio ufficio (ammesso che questa esista e sia stata precedentemente configurata) e permette un totale controllo delle funzionalità dalla postazione scelta o dal touchscreen integrato. Ciò che ho più apprezzato durante questa lunga fase di test è la velocità dello scanner e la capacità di farmi decidere dove mandare la scansione (e in che formato) contemporaneamente al processo di scansione, così da farmi risparmiare tempo prezioso (sembra una ovvietà, ma il processo è molto rapido e mi consente di portare a termine velocemente il lavoro, contrariamente ad altre periferiche / produttori).

Consumabili

Attualmente non è possibile trovare facilmente cartucce ricaricabili per la stampante. Chi acquista queste periferiche “nelle realtà casalinghe” oggi vuole sentirsi dire queste cose, vuole sapere se sarà possibile risparmiare qualche soldino nel tempo grazie all’utilizzo di prodotti compatibili. Sono anni che le stampanti hanno prezzi decisamente accessibili per chiunque, contrariamente ai consumabili che finiscono per colmare quel gap che un tempo determinava il prezzo finito della stampante.

Un collega di lavoro monta nella sua stampante le stesse cartucce, ha già provato a ordinare delle alternative dalla Cina e dal Giappone riscontrando però difetti di produzione che non permettono di sfruttare appieno l’opzione. Posso pensare quindi di escludere per il momento la via del risparmio. La Photosmart Premium C310 lavora con cartucce colore separate, comprendendo inoltre una particolare cartuccia del nero dedicata specificatamente alla stampa fotografica.

In questa pagina sono raccolti i prezzi di ciascuna cartuccia, decisamente accessibili se non si produce un quantitativo elevato di pagine per mese: h10010.www1.hp.com/wwpc/it/it/ho/WF08a/18972-18972-238444-410635-410635-4023238.html

ePrint e la comodità del Wireless

Laddove è arrivato da qualche tempo Apple con i suoi dispositivi, HP aggira il problema con ePrint. Come già detto nel paragrafo “Sistema“, la società mette a disposizione gratuitamente un servizio di stampa “in-the-cloud” che permette di sfruttare la periferica anche da remoto, semplicemente inviando ciò che serve stampare ad un indirizzo di posta elettronica che verrà generato durante la fase di configurazione della stampante.

Per chiarirvi le idee vi invito caldamente a dare una occhiata a questo breve video che spiega in italiano di cosa si tratta: h41112.www4.hp.com/promo/photosmart/it/it/index.html?jumpid=ex_r2677_it/it/ps/ipg/photosmart-mu_chev/photosmart#/eprint/video1.

Ho già registrato il mio account e inserito delle limitazioni che mi permettono di usare la stampante partendo dagli indirizzi di posta elettronica della mia famiglia, escludendo tutti gli altri. La registrazione dell’account è ovviamente gratuita e necessiterà del codice dei Web Services della stampante per poter essere pienamente funzionante. Il pannello di controllo è estremamente intuitivo e permette -per ora- di fare ciò che è davvero necessario per “proteggere” la propria C310 e allo stesso tempo offrire la possibilità (comodissima, ndr) di lanciare stampe da remoto come se si stesse usando un fax :-)

Per i dispositivi Apple esiste già la possibilità di sfruttare “OTA” (Over The Air) le funzionalità di stampa senza necessità alcuna di installazione dei driver. Ho fatto un veloce test con una fotografia, mandata in stampa su carta fotografica e realizzata in meno di 5 minuti (tempo servito per l’intera operazione). Nell’eventualità voleste comunque utilizzare un applicativo sviluppato da HP stessa, potete dare una occhiata a iPrint: hp.com/global/it/it/consumer/digital_photography/free/software/iprint-photo.html?jumpid=in_r2677_it/it/hho/ipg/photosmartrl-ot-li-xx-/chev-printappsub/

In conclusione

Un’ottima stampante, davvero molto valida nonostante i pochi difetti che ho avuto modo di riscontrare. Il prezzo non è uno di quelli che si è abituati a vedere oggigiorno nella fascia economica: 199 € (iva inclusa, prezzo indicativo), è evidente che la qualità ha un costo “bilanciato” a ciò che offre. Adatta alla rete di casa propria tanto quanto a quella del piccolo ufficio, una inkjet veloce e pratica che basterà a soddisfare le vostre esigenze :-)

Altri pareri sull’oggetto sono stati precedentemente pubblicati da Andrea, Elena e Barbara.

Grazie ancora a Lorena & HP per l’opportunità :)

Xbox 360 – Tron: Evolution

Pubblicato in anteprima su Wired due giorni fa, dedico spazio a Tron: Evolution anche sulle mie pagine, provato per voi su Xbox 360, un sunto di questa recensione sarà pubblicato anche su XboxWay tra una manciata di giorni, giusto il tempo che la redazione torni operativa, ammesso che le feste non riducano Sergio al tappeto :mrgreen:

Buona lettura!

L’uscita di un nuovo film con annesso la massiccia produzione e pubblicizzazione del merchandising a tema è una cosa scontata, ormai da sempre. Se però nell’oggettistica compare anche un videogioco che ricalca la trama e le scene che potremo goderci comodamente accomodati in poltrona al cinema, non sempre l’impresa riesce.

Non è cosa semplice da spiegare, ancora meno da realizzare. Si chiamano “tie-in” e sono -appunto- i prodotti commerciali che nascono come opere secondarie e sono per antonomasia limitati, poco ricchi in fatto di dettagli e costringono il giocatore a seguire l’esatta trama della pellicola. Tron: Evolution nasce dalla nuova realizzazione DisneyTron Legacy” -nei cinema dal prossimo 29 dicembre- e sfortunatamente non fa eccezione.

Come quelli della mia generazione sapranno, il primo “Tron” è nato nel 1982 ed è uno dei film considerati “di culto” per le idee, tecnologie ed effetti speciali utilizzati all’epoca, qualcosa di assolutamente fuori dal normale, straordinario e inarrivabile per qualsivoglia altra produzione del tempo (si parla di primi tentativi riusciti di computer-grafica). Sono passati 28 anni da allora e la nuova tecnologia 3D ha permesso la realizzazione di Tron Legacy, che riproporrà quel mondo virtuale che Kevin Flynn aveva contribuito a realizzare e popolare, collocando il titolo videoludico a metà tra le due pellicole.

In Tron: Evolution assumeremo quindi le sembianze di “Anon” (Anonymous), software di controllo realizzato da Kevin per investigare sulla cospirazione all’interno di Tron.

Sistema di controllo e nemici

Forse la più grande pecca del gioco. Senza perdere troppo tempo descrivendo le ambientazioni tutto sommato ben riprodotte nonostante la poca cura del dettaglio rispetto a titoli che riproducono panorami simili (mai visto Halo durante una partita online multiplayer?), controllare Anon potrebbe non essere subito facile o potrebbe portarvi talvolta (nonostante l’esperienza maturata dopo una manciata di ore di gioco) a trattare poco bene controller, console e DVD del gioco. Salti sbagliati, scatti mai cominciati, attacchi assolutamente banali verso i nemici, un solo pulsante premuto ripetutamente per qualche minuto (senza neanche cercare la combo particolarmente complessa o spettacolare) vi permettono di raggiungere lo scopo prefisso per guadagnare il prossimo checkpoint.

La cosa più fastidiosa con la quale potreste essere costretti a far l’abitudine è l’irritante sequenza audio-video di recupero backup Anon dopo una mossa sbagliata o un’energia portata a zero tra tentativi di sopravvivenza ai nemici e salti acrobatici tra un muro e l’altro in stile Matrix. Da non sottovalutare (anch’esso soggetto a ripetute bestemmie da parte del giocatore) è il sistema di inquadramento del giocatore, le telecamere decidono in completa autonomia -talvolta, fortunatamente- di puntare ciò che avete davanti nel peggior modo possibile, giusto per complicarvi la vita e obbligarvi al repentino aggiustamento tramite il secondo joystick del vostro controller X360.

Queste poche righe permettono di capire quello che vi offre il sistema di controllo di Tron: Evolution, non c’è appello alcuno.

Riempire il vuoto

Ciò che dovrebbe concedere del valore aggiunto al titolo è proprio l’esser la via di mezzo tra il primo ed il secondo capitolo cinematografico, permettendo al giocatore spettatore di colmare quelle lacune che potrebbero sorgere andando a vedere Tron: Legacy. Le sequenze video sono marchiate Bink e sono fruibili ad inizio gioco e -chiaramente- tra un checkin e l’altro nel caso in cui ci sia qualche “evento particolare” o si arrivi al completamento del capitolo che porta inesorabilmente al combattimento con un nemico sempre più “potente e preparato” a sfidare Anon.

Mi sembra di essere tornato alla ripetitività e alla strana sensazione di già visto, già giocato, noioso. La stessa sensazione che ho avuto quando giocavo il primo episodio di Assassin’s Creed, almeno quello si faceva perdonare di gran lunga per ambientazioni, possibilità di esplorare (seppur ancora limitata) e novità.

A completare il quadretto c’è la possibilità di andare online per giocare in multiplayer. Le modalità sono le classiche DM (anche a squadre) o CTF, sono le uniche due che ho voluto provare per verificare la qualità del titolo e l’eventuale ritardo nei comandi. Daranno un po’ più di longevità al titolo in “carriera singola” con la speranza che non stanchi talmente presto da cominciare a trovare dei server sempre più vuoti dove organizzare sfide.

In conclusione

Certo ci si aspetterebbe di più da chi sfrutta un titolo tanto atteso ed una casa di produzione tutto sommato robusta, un motore Unreal alla base della grafica, la speranza che ciascun giocatore nutre nei confronti dei tie-in che spesso però deludono… eppure eccoci qui. In attesa di vedere la pellicola in 3D che probabilmente riserverà maggiori sorprese e soddisfazioni, archivio il gioco e ringrazio la Disney e la Propaganda Games per “averci provato“.

Una rivisitazione del mio articolo è stata pubblicata anche su XboxWay.com. Ai più curiosi segnalo il collegamento diretto alla recensione, disponibile dal 16 gennaio 2011: xboxway.com/recensioni/archive/2011/01/16/recensione_tron_evolution_xbox_360.aspx

Banco prova: LG E900, il Windows Phone 7

Premessa prima di cominciare:

state leggendo un post nato grazie alla collaborazione con aziende terze. Vi ricordo che le mie recensioni sono oggettive, in nessun modo contenenti baggianate gratuite solo perché qualcuno mi offre il gadget di ultima generazione o investe in questo piccolo blog. Leggete come sempre con fiducia, non mi risparmio per nessuno! ;)

Un articolo scritto a più riprese, cercando di curare ogni dettaglio e ogni problematica legata al telefono che ho avuto modo di provare grazie a Microsoft e Hagakure, come già detto in questo precedente post.

Voglio attraversare con voi questa avventura, un test fatto di passo-passo e nuove scoperte, partendo dal nulla e dalle speranze che nutrivo nell’intervista che mi ha visto protagonista insieme a Marco la sera della consegna:

Ciao!

E’ la prima parola detta al telefono una volta sveglio :mrgreen:

Si, l’ho davvero connesso al mio account Xbox Live come prima operazione, non c’è un motivo ben preciso, sarà stata sicuramente colpa della vicinanza alle diverse Xbox 360 con Kinect della Kinect House! L’avventura comincia, tra social network, collegamento costante alle proprie risorse e telefonia standard (ormai l’ultima citata quando si parla di smartphone simili).

Mettetevi comodi e godetevi il viaggio. Nell’articolo ho voluto analizzare tutto ciò che mi ha colpito -positivamente e non- del dispositivo, non pretendo di pubblicare la recensione più tecnica o più completa. Questa è la mia serie di impressioni e esperienza con Windows Phone 7, ciò che probabilmente vorrei trovare in qualche blog che seguo (o che riesco a individuare con Google sul momento) prima di effettuare un acquisto.

Perdere l’orientamento?

La diversa dashboard è l’elemento che per primo salta all’occhio. Gli utilizzatori Symbian, iOS e Android potrebbero non vedere di buon occhio questo volersi distinguere dalla massa ma -personalmente- ho trovato l’idea di un desktop diverso dal solito accattivante e funzionale. La schermata home di Windows Phone 7 ha un semplice sfondo nero, icone monocolore differenziate dal testo e dall’immagine contenuta, forme quadrate e rettangolari più o meno irregolari (dipende dalla loro funzione).

Il mosaico scelto per rappresentare ciò che più serve nel quotidiano ha uno stile assolutamente minimalista, talvolta forse troppo per chi si aspetta qualcosa di diverso (magari già collaudato?) e una maggiore possibilità di personalizzazione. Eppure, a patto che la scelta sia ponderata e bilanciata rispetto a ciò che può servire, questa non è così azzardata. Non c’è possibilità di “perdersi. Qualunque applicazione sia considerata secondaria troverà posto nel riepilogo globale delle installazioni accessibile semplicemente trascinando il dito la schermata verso sinistra, senza andare ad invadere prezioso terreno nella propria home.

L’utilizzatore potrà in qualunque momento decidere cosa tenere e cosa togliere con una facilità estrema. Il funzionamento è lo stesso di iOS, basterà tenere il dito puntato su un’icona per poterla rimuovere dalla home e riorganizzare lo spazio a disposizione.

Vorrei proporvi degli screenshot della mia attuale dashboard ma sono impossibilitato. Contrariamente all’iOS anche di prima generazione, Windows Phone 7 non prevede la possibilità di scattare istantanee del monitor, mi auguro davvero che Microsoft implementi la feature in un prossimo aggiornamento di sistema, una manna dal cielo per chi -come me- scrive articoli riguardo questo mondo e vorrebbe magari mostrarvi dei passo-passo anche grafici per mettere in pratica trucchi e personalizzazioni del proprio dispositivo.

Accedere al mio mondo

Il mondo di ciascun utente medio che fa uso di questo tipo di smartphone è fatto -con molta probabilità- di diverse caselle di posta elettronica, uno o più calendari da tenere d’occhio (e aggiornare quando necessario), dei feed da leggere ogni qual volta si può, telefonate e sms in entrata e uscita senza troppo soffermarsi sul contatore, la possibilità di gestire i propri documenti in mobilità, senza la costante necessità di avere un PC a portata di mano. Ecco, nel mio mondo questo si riassume quasi del tutto con “Google“, così come per tanti altri utenti sul web. Collegare Windows Phone 7 al mondo Google è semplice ogni oltre misura.

Ho aperto il client di posta elettronica “tanto per dare una occhiata” e come prima cosa ho ricevuto una richiesta a video: “Che tipo di account usi?” … specificando Google e inserendo il mio username e la mia password è bastato attendere due o tre minuti per vedere comparire le mie mail, il mio calendario, i miei contatti! Due o tre minuti che me ne hanno fatto risparmiare tanti, quelli che avrei dovuto magari utilizzare per inserire manualmente i dettagli di collegamento, le porte, la configurazione del cosa avere e cosa no.

Se Google non dovesse bastare, dalle impostazioni del telefono sarà possibile andare ad aggiungere altri servizi da tenere d’occhio: un account Exchange (presente -tipicamente- in ambienti aziendali), uno su Vodafone Mail (se siete già clienti Vodafone e scegliete di tenere questo carrier per dare connettività al vostro dispositivo) o addirittura Facebook, che vi consentirà di importare in rubrica tutti i vostri contatti pescati con tanto di fotografia e dettagli dal più noto social network attualmente esistente.

Il Marketplace

E’ diventato ormai il punto cardine per il successo di un nuovo sistema operativo per smartphone. E’ successo con l’iPhone, è successo con i telefoni basati su Android, sta succedendo anche con Windows Phone 7. Sia chiaro: la scelta a disposizione dell’utilizzatore iOS o Android è parecchio più ampia rispetto all’early-adopter del dispositivo Microsoft, è una cosa logica e dipende strettamente dagli sviluppatori, dalla loro quantità e dalla loro voglia di portare le applicazioni sul sistema operativo di Redmond.

Ho provato tutto ciò che c’era di disponibile gratuitamente nel Marketplace cercando di sfruttare Windows Phone 7 per gestire la mia presenza online (Twitter, Facebook, Foursquare, tanto per citare i primi tre che mi vengono in mente). Manca un’applicazione dedicata a Friendfeed (buco che spero Cristiano possa tappare presto con una sua realizzazione).

Grave pecca dell’applicazione Marketplace del telefono è la mancanza totale di un campo di ricerca che possa aiutare ad individuare più facilmente ciò che si desidera. O io non sono stato capace di trovare la funzionalità (grave anche questo, vorrebbe dire mancanza di immediatezza e posizione sbagliata della feature) oppure Microsoft ha scelto di non inserirla nativamente in questa versione del sistema operativo. Mi è toccato infatti esplorare le varie categorie per individuare ciò di cui potevo avere necessità. La storia cambia se si accede al Marketplace via Zune, solo non capisco perché questa differenziazione e questa necessità di doversi appoggiare ad un PC e ad un’applicazione ben specifica per poter cercare ciò che si vuole scaricare e installare.

UPDATE
Come mi hanno giustamente fatto notare nei commenti, il campo di ricerca non esiste ma si può lanciare una ricerca nel Marketplace (o in qualunque altra applicazione) partendo dal tasto Lente di ingrandimento presente sul telefono. Giusto, avevo dimenticato di specificarlo, mea culpa. Quello che volevo far notare è che non c’è un campo di ricerca a video, come invece “capita” (da sempre) con l’AppStore di Apple (tanto per citarne uno).

Nota di merito va invece alla facilità di installazione, all’aggiornamento e al limite imposto al download tramite rete 3G / UMTS per evitare che l’utente sfori senza volerlo le soglie previste dalla propria tariffa, costringendo l’utente ad utilizzare una connessione wireless (ammesso che la si abbia a casa o almeno in azienda) o un’installazione tramite cavo e Marketplace via Zune, come succede già da tempo su iPhone e iTunes (non so se accade la stessa cosa su Android).

Da non dimenticare che -per il momento- pur essendo il telefono provvisto di GPS, non c’è alcuna applicazione in grado di far da navigatore. Le mappe di Bing non possono certo sostituire Google Maps nativamente previsto da iOS e Android o qualunque altro navigatore punto-punto come TomTom, Navigon o altri della categoria, si spera che gli sviluppatori colmino questa lacuna nel più breve tempo possibile, anche perché sarebbe un peccato non sfruttare un monitor come quell0 dell’E900.

Hardware

Come da titolo, ho potuto provare questo nuovo sistema operativo mobile sfruttando un LG E900, uno dei primissimi modelli che sono nati sul mercato già provvisti di Windows Phone 7. Monitor davvero molto grande e luminoso, touchscreen capacitivo con una sensibilità al tocco straordinaria tanto quanto quella dell’iPhone, batteria più che accettabile in condizioni di utilizzo medio-basse e sufficiente (appena, ndr) sfruttando parecchio il dispositivo, tenendo magari accese le connessioni wireless e bluetooth per un corretto utilizzo in automobile tramite vivavoce.

Scocca robusta, peso forse eccessivo rispetto ad altri telefoni della stessa categoria (tutti coloro che hanno potuto toccare con mano il telefono durante il mio test lo hanno confermato), elegante e minimale, mi sembra un ottimo sunto dell’aspetto esteriore del telefono di LG.

Fa bella mostra di se il logo “Windows Phone” sulla copertura posteriore, la stessa che ospita l’ottica della fotocamera a 5 Mpixel con led ad alta luminosità sfruttato come flash. La lamiera è antigraffio e antiscivolo, se come me indossate un anello (o più), vi sembrerà di graffiarla ogni volta che fate scorrere in mano il telefono!

Qui di seguito voglio proporvi uno dei video che ho girato durante la presentazione ufficiale di Kinect a Milano lo scorso 9 novembre in condizioni di buio, audio abbastanza elevato nella stanza e quarta fila dal palco (non esattamente le migliori):

La batteria -come già detto- è sicuramente valida e usando il dispositivo al pari di quanto si possa fare con un iPhone, ha una durata un pelo superiore alla creazione di Cupertino, nonostante si faccia comunque fatica ad arrivare a fine giornata senza mai attaccarlo ad una presa USB del proprio PC o ad una presa a muro tramite il comodo caricabatterie. La storia cambia se di tanto in tanto si riesce a lasciare in pace l’apparato o -se non strettamente necessario- se si decide di tenere staccato il push delle posta elettronica, la connessione wireless o quella bluetooth (in questo caso i consumi tornano ad essere più che sopportabili).

La scatola del dispositivo è estremamente contenuta ma riesce a portare con se diversi accessori: il telefono con la sua batteria, auricolari, caricabatterie classico e un secondo con collegamento USB (come quello dell’iPhone), cavo USB per poter collegare il telefono al proprio PC e diversi piccoli manuali.

L’ufficio a portata di mano

Laddove un Google Docs arriva facilmente a colmare la lacuna, Windows Phone 7 propone nativamente un’installazione “base” di Microsoft Office 2010. Un bel passo in avanti per chi intende lavorare con il proprio telefono e impiegare poco tempo e fatica per l’apertura di documenti che possono essere comodamente ricevuti via posta elettronica, da consultare all’occorrenza.

Ho potuto provare Microsoft Word, Excel e Powerpoint all’opera rispettivamente con un documento (abbastanza corposo a dirla tutta), un foglio di calcolo semplice e una presentazione presa tra le tante messe a disposizione da siti web di umorismo (BastardiDentro, per la cronaca :mrgreen:) senza notare particolari rallentamenti o difficoltà nell’apertura / utilizzo. Non ho avuto modo di giocare più di tanto con la modifica dei file e la comodità (o meno) di una tastiera qwerty a video, quel poco che ho fatto non mi è sembrato tutto sommato male.

Le applicazioni non sono limitate alle 3 più conosciute. Office “mobile” integra anche OneNote e Sharepoint, come è possibile vedere nella scheda riepilogativa sul sito di Microsoft: microsoft.com/windowsphone/it-it/apps/office.aspx.

Difendere il brand

Chi possiede un iPod o un iPhone, nel 90% dei casi avrà una versione qualsiasi di iTunes installato sulla propria macchina, fatta eccezione per coloro che -con qualche ricerca andata a buon fine- si affidano ad applicativi gratuiti di terzi, molto spesso più leggeri della bestiola Apple che -nonostante funzioni benissimo- fa sentire il suo peso sulle risorse di sistema. Microsoft sembra non voler fare eccezione, Zune ne è la prova, sarete “costretti” a scaricarlo ed installarlo.

Il software vi permetterà di accedere ai contenuti multimediali salvati sul telefono e -chiaramente- di caricarne di nuovi partendo dalla vostra libreria. Non apprezzo particolarmente la scelta “obbligata (vale anche per Apple) e ho deciso quindi di seguire questo suggerimento per trasformare il telefono in un normale dispositivo USB sul quale poter operare tramite il solito Esplora Risorse di Windows:

windowsphoneitaly.com/articoli/44-consigli-e-trucchi/1836-tipsatricks-trasformare-lo-smartphone-con-windows-phone-7-in-una-pen-drive-usb.html

Inutile dire che Zune resta la via da percorrere per poter accedere alle altre risorse: Marketplace musica e applicazioni, gestione della libreria musicale del proprio computer, ecc.

Dubbi e perplessità

Ho letto diverse recensioni sul web e ciascuna di queste evidenzia pro & contro secondo un punto di vista a metà tra l’oggettivo e il soggettivo. Recensioni di persone che stimo e che seguo abitualmente. Tra le varie ne ho pescate due che riassumono piuttosto bene le caratteristiche di questo nuovo sistema operativo e “completano” questo mio articolo già sufficientemente lungo: aovestdipaperino.com/posts/nubi-grigie-su-wp7.aspx e malditech.corriere.it/2010/12/windows_phone_7_su_lg_optimus.html.

In particolare mancano (e si nota parecchio) le funzionalità che altri telefoni hanno già o possono acquisire tramite applicazioni di terze parti: niente tethering (fondamentale oggigiorno per chi lavora con il proprio telefono e necessita di una connessione per il proprio portatile), niente copia-incolla (come successe nelle prime versioni di iOS, poi corretto in seguito), niente multitasking (feature introdotta relativamente da poco tempo anche nell’iPhone) e niente Flash nella versione mobile di Internet Explorer (il male minore per come la penso io).

Manca inoltre lo scambio dei file via Bluetooth (abbastanza limitato anche negli iPhone) e la possibilità di allacciarsi a reti wireless che non pubblichino il proprio SSID (grave se si pensa alle reti aziendali che preferiscono tenere nascoste le proprie connessioni senza fili).

In conclusione

A metà tra fretta di arrivare sul mercato (perché poi? Ormai il boom è passato e Windows Phone 7 poteva attendere ancora un po’ prima di fare il suo esordio ufficiale in pista …) e voglia di dire la propria, Windows Phone 7 è un nuovo modo di intendere il lavoro e la mobilità in compagnia del proprio smartphone.

Ha difetti di gioventù come qualsiasi altra piattaforma appena uscita sul mercato ma ha anche a disposizione ampi margini di miglioramento che saranno sicuramente suggeriti dall’utenza che adotterà (o che ha già adottato) la piattaforma e dall’utilizzo continuo degli sviluppatori che stanno dietro al progetto.

Il telefono è già passato in mano a Stefano da pochi giorni, con la speranza che possa scovare ulteriori novità e fornire una sua recensione evidenziando i pro & contro secondo il suo punto di vista.

In bocca al lupo al nuovo tester :-)

Un morso alle nuove Pringles Multigrain

Presentate dapprima in America come Multicereal, poi approdate in Italia come “Pringles Multigrain“, sono le nuove patatine prodotte da Procter & Gamble. Grazie a Donato e Digital-PR sono riuscito ad accaparrarmi un set da 3 tubi per “provare la novità“.

Spendo giusto due righe per ringraziare del gentile omaggio e dire la mia, niente di particolare chiaramente, giusto un parere.

Strane, ma buone. Ho aperto in ufficio il tubo delle classiche e -a parte qualche bastian contrario fedele alla linea originale- l’alternativa è piaciuta. Simili in tutto e per tutto alle “sorelle maggiori” ormai sicurezza per coloro che soffrono di dipendenza da “salato“, danno la sensazione di essere più leggere e digeribili anche se non dovrebbero. Questo perché a veder gli ingredienti cambia ben poco dalle rosse standard, anzi, c’è anche qualcosa in più che tanto bene non fa! :mrgreen:

Ho googlato e fatto saltar fuori questo risultato, che vi invito a leggere:

ilfattoalimentare.it/arrivano-le-pringles-multigrain-continua-linvasione-del-junk-food-sostenuto-dal-marketing.html

Questo non impedirà a chi ne abusa di continuare ma può tornare utile a chi decide di togliersi uno sfizio di tanto in tanto ma senza esagerare!

Assassin’s Creed: Brotherhood

Pubblicato in anteprima su XboxWay (xboxway.com/recensioni/archive/2010/11/29/recensione_assassins_creed_brotherhood_xbox_360.aspx), propongo anche sul mio muro ciò che penso di Assassin’s Creed: Brotherhood, terzo capitolo della saga dedicata all’ordine degli assassini! :-)

Ricordi confusi, sangue e sudore di battaglie combattute, belle donne e armi letali. Ezio è tornato, vittorioso, pronto a godersi il meritato riposo a Monteriggioni, un riposo maturato sul numero delle vittime fatte sul campo di battaglia tra Firenze, Venezia, Forlì, San Gimignano e il Vaticano a Roma.

Assassin’s Creed: Brotherhood (da ora ACB per comodità) ricomincia da dove il giocatore aveva abbandonato “il palcoscenico” del precedente episodio della saga, arrivata ora ad un terzo risvolto tanto atteso e che fortunatamente -almeno dopo una prima sessione di gioco abbastanza intensiva- sembra non deludere le aspettative di chi segue con estremo piacere e coinvolgimento la naturale evoluzione dell’eterna lotta tra assassini e templari, associati alla ormai poco misteriosa Abstergo, un film che merita di essere giocato e vissuto sulla propria “pelle“.

Monteriggioni

Bentornato a casa Ezio. Monteriggioni ringrazia colui che è stato capace di sconfiggere il nemico tappa dopo tappa, vittima dopo vittima, fino ad arrivare allo “SpagnoloRodrigo Borgia, gran maestro dell’ordine dei Templari, colui che ha sapientemente macchinato una serie di complotti che hanno portato la sfida finale nella Cappella Sistina, dove è potuto rimanere in vita grazie alla tua clemenza, con la convinzione che una sconfitta così dolorosa potesse fermare una persona dall’animo spregevole, un uomo senza cuore, un essere convinto di essere il profeta e di meritare ogni potere, impresa cominciata con il conquistare i regni più importanti d’Italia e prendendo il posto di Papa.

E invece no, la sconfitta lascia rapidamente spazio alla rabbia e alla voglia di vendetta, quella che ti porterà via Mario Auditore, colui che ti ha raccolto tanto giovane e inesperto e ti ha concesso conoscenze e strumenti per diventare quello che sei ora. La tua gente sarà nuovamente in pericolo, e con lei il tuo adorato borgo che per tanto tempo è stato base dei tuoi spostamenti e posto sicuro dove custodire Maria e Claudia Auditore.

La sfida vera è appena cominciata, Roma aspetta la rivoluzione per mano degli assassini, tu ne sarai il principale protagonista

Ezio

Il solito ragazzo della porta accanto, bello e dannato, di poche parole e di tante provocazioni quando si tratta di sedurre una ragazza o di combattere per la salvezza della propria gente. Un ragazzo nato immaturo nel capitolo precedente, portato ad una capacità unica, velocità e precisione al servizio degli assassini, gli unici in grado di fermare i piani dei templari ancora una volta convinti di poter conquistare ogni cosa, di poter soggiogare chiunque.

ACB ci permetterà di indossare nuovamente i panni di Ezio, ulteriormente migliorato, capace di sferrare colpi mortali con maestria, movimenti più veloci, maggiore cattiveria e determinazione in ogni sua azione. Certo molto dipende dal giocatore ma vi posso assicurare che la facilità di controllo del personaggio è davvero prerogativa del titolo che -nonostante alcune critiche che attaccano la commercializzazione di un brand- merita un posto nella propria bacheca giochi, al fianco del suo degno predecessore.

La sfida

La voglia di non deludere e le certezze raccolte nei primi due capitoli sono il punto di forza principale di ACB.

Il team di Ubisoft Montreal difficilmente delude, Assassin’s Creed II ha raccolto tanta approvazione e Brotherhood ha raccolto onore e oneri mostrando da subito segni vincenti di una saga fortunata, cominciata con un primo capitolo sicuramente innovativo ma poco avvincente, troppo spesso ripetitivo, corretto poi con l’arrivo di Ezio, con la ricollocazione di Desmond Miles, con la trama molto ben studiata, la stessa che contribuirà all’acquisizione di capacità che Desmond mai avrebbe pensato di poter avere, appartenute in passato ai suoi antenati e che riaffiorano nella sua persona che potremo utilizzare maggiormente in questo capitolo.

Parlarvi della grafica e della cura del dettaglio è forse inutile, ma è sempre gradevole e adrenalinico provare quel senso di stupore nel vedere città facenti parte del nostro panorama storico e attuale riprodotte alla perfezione, la possibilità di correre e agire nell’ombra come mai potremmo permetterci di fare neanche per gioco oggigiorno …

Migliore è anche l’intelligenza artificiale del nemico che ora proverà ad attaccarci in massa, mancanza -seppur digeribile- del precedente AC II, dove si veniva attaccati generalmente da una guardia alla volta. Sarà quindi necessario imparare a sfuggire più velocemente, schivare i colpi e contrattaccare senza mai distrarsi così da non perdere energia vitale preziosa.

Utile e sicuramente carina -ma non fondamentale- la possibilità di acquistare attività commerciali e monumenti, anche sottraendoli al controllo dei Borgia con la forza, novità di Brotherhood che ci regalerà la possibilità di allungare la vita del titolo già sufficiente se si decide di seguire il normale corso degli eventi.

Un target in comune

Novità di un titolo che non può sicuramente essere chiamato spin-off è la modalità multiplayer. La possibilità di accettare contratti e portare gli omicidi dei propri obiettivi insieme ad altri giocatori collegati da tutto il mondo. A vostra volte sarete anche voi seguiti e ci sarà sempre qualcuno pronto a uccidervi per impedire che la missione venga portata a termine con successo. Bisognerà quindi mettere in gioco tutta la propria esperienza accumulata nel single-player e la bravura nell’inseguimento tanto quanto nella fuga dal pericolo.

Diverse le armi, diversi i personaggi, la scelta è vostra. Il controllo e la vittoria pure, basta non farsi cogliere impreparati …

Requiescat in pace.

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