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Cinema: Shrek e vissero felici e contenti

Nonostante le classifiche lo tengano ben saldo in vetta, Shrek e vissero felici e contenti (quarto ed ultimo capitolo della fortunata saga firmata DreamWorks) chiude con “un botto abbastanza contenuto” la storia di Shrek e Fiona, andando a scavare nel passato del primo citato.

ATTENZIONE: l’articolo potrebbe contenere spoiler, roba particolarmente sgradita ai fanatici di cinema nella maggior parte dei casi. Da qui in poi è tutto offerto “as-is“, fattazzi vostri se continuerete a leggere! ;-P

Rivedrete sul grande schermo tutti i vecchi protagonisti ed un nuovo personaggio ostile: Tremotino, un nano già visto (come parte minore) nel precedente episodio della saga, che non farà altro che esaudire un piccolo desiderio espresso da uno Shrek evidentemente annoiato dalla quotidianità alla quale è stato costretto dopo esser diventato padre e marito fedele.

Il clou della storia non è tanto nella semplice trama che finirà per forza di cose nel miglior modo possibile (altrimenti che “vissero felici e contenti” sarebbe stato?) quanto -ancora una volta- nella cura dei personaggi principali e non. Ecco quindi spuntare fuori un ciuchino inizialmente malfidente che rimarrà costantemente al fianco dello Shrek in difficoltà, una Fiona guerriera che difenderà con i denti i suoi seguaci e compagni di battaglia, un gatto con gli stivali “leggermente sovrappeso” e tanto altro ancora.

Una sola la missione finale: sconfiggere Tremotino, riconquistare ciò che è stato perduto e riportare la felicità e quella “maledetta ripetitività” tanto apprezzata nella terra di Molto Molto Lontano (Far Far Away).

Un lungometraggio da cinema? Forse, potreste lasciare la sala con l’amaro in bocca, tipico da chi si aspetta forse di più (e forse sbagliando) da un finale di “saga” tanto atteso e arrivato dopo 3 anni dal precedente episodio che aveva chiuso la cerchia della trilogia in modo decisamente più scoppiettante. Va da se che stiamo comunque parlando della banda di Shrek, il divertimento è assicurato, certo ancora di più a partire dall’ingresso in scena del gatto che riconquisterà -anch’esso- quella fiducia e quel fascino che tanto da rubacuori tanto faticato durante le precedenti puntate.

Che sia stata tutta una scusa per sfruttare la troppo pompata tecnologia 3D? A voi la parola! :)

Buona visione.

Cinema: Giustizia Privata

ATTENZIONE: l’articolo contiene spoiler, roba particolarmente sgradita ai fanatici di cinema nella maggior parte dei casi, da qui in poi è tutto offerto “as-is“, fattazzi vostri se continuerete a leggere! ;-P

Tanta pubblicità -e troppo spesso- durante l’arco dell’intera giornata: sui teleschermi, per radio, sul web. Giustizia Privata arriva e prende posto nella vostra testa senza neanche chiedere permesso, uno di quei film che ancora prima dell’esito del botteghino “ha già fatto successo” a dar retta agli uffici marketing cinematografici.

Eppure non si tratta ne più ne meno che dell’ennesima americanata che prende come argomento principale la scarsa efficienza dei canali ordinari che permettono a noi essere umani di ottenere giustizia per eventi che subiamo improvvisi, involontari, impotenti.

Se lo scopo è quello di portare gente all’interno del cinema per guadagnare soldi, allora posso affermare con una discreta certezza che la pubblicità -nonostante tutto- funziona ancora. Giustizia Privata, volenti o nolenti, è un po’ sulla bocca di tutti e la curiosità di andare a vedere una pellicola che si mostra aggressiva e decisa nei trailer attira molto, me compreso, data soprattutto la passione per i film d’azione e thriller (come in questo caso).

La fregatura nasce però nel momento in cui si scopre che il trailer ha già detto tutto mostrando il meglio di cento e più minuti dedicati alla trama che già dal primo tempo comincia ad essere assolutamente comprensibile e sulla quale si azzarda un risultato finale con un buon 50% di probabilità di prenderci (per la cronaca: ho tirato ad indovinare come sarebbe finito, ci ho preso in pieno).

Uscito lo scorso anno negli Stati Uniti, approdato solo una manciata di giorni fa in terra nostrana, Giustizia Privata potrebbe essere considerato un mix neanche tanto esplosivo ottenuto mischiando tra loro film già visti. Uno su tanti? The Punisher, lo ricordate? La storia della famiglia distrutta con  il sopravvissuto che si vendica di tutto e tutti è trita e ritrita, l’unica vera novità stavolta sta nel finale che vuole il protagonista come ultima vittima di se stesso.

Sicuramente buoni gli effetti speciali, buona anche la selezione degli attori, sufficientemente adatti ai ruoli ricoperti nel film (era da tanto che non vedevo Jamie Foxx sul grande schermo!), meno buona la trama -appunto- troppo prevedibile. Più o meno elaborate le morti scelte dallo stratega per le sue vittime, nota di merito però (anch’essa prevedibile ma comunque da applausi) per l’uccisione del giudice che aveva evidentemente mal sentenziato alla fine della causa di Clyde Shelton.

Un film da cinema quindi?

No, assolutamente, soprattutto se non avete a fianco qualcuno che apprezza realmente queste realizzazioni. Ha sicuramente più senso attendere che il film esca in DVD o in download digitale tramite canali convenzionali per poter pensare di noleggiarlo e goderselo in casa con la propria metà, vietati per ovvi motivi i più piccoli.

Buona visione!

Cinema: Sansone

Non so quanti di voi hanno letto (e magari leggono tutt’ora) Topolino (si, il settimanale Disney). Probabilmente vi ricorderete di quelle due pagine a metà settimanale con le vignette umoristiche dedicate a svariati personaggi secondari tra i quali Sansone, l’enorme alano incubo della famiglia che lo accudisce e tenta di tenerlo a bada tra passeggiate e postini ignari del destino che li attende.

Provate ora ad immaginare l’invasivo quattrozampe in una pellicola tutta sua, il risultato è ancora presente nelle sale cinematografiche italiane: “Sansone“!

Uscito lo scorso 13 agosto, classico film estivo dedicato ai pochi superstiti in città, Sansone prende vita e conquista il pubblico con la sua sbadataggine da primato oscar, un’altezza pari a quella di un piccolo pony tutto da cavalcare e il suo (non) savoir-faire che strapperà facilmente sane risate agli spettatori.

Tipico film da neuroni stanchi e inutilizzabili, magari dopo una dura giornata di lavoro, secondo me adatto più alla serata in famiglia che al cinema, potete tranquillamente attendere la sua uscita in DVD per poterlo noleggiare (nonostante BlockBuster stia facendo una cattiva fine …).

Nessun voto o nessuna raccomandazione particolare, è sicuramente una realizzazione divertente non intenta a raccogliere grandi folle ma che ha un suo perché all’interno del vasto panorama cinematografico americano ;)

Buona visione!

Cinema: Toy Story 3

E’ passato tanto tempo ma avevo completamente dimenticato di scrivere un paio di righe sul film. Toy Story 3 è la degna conclusione di una trilogia evidentemente non cercata ma realizzata passando dalla vecchia alla nuova tecnologia 3D, sempre e comunque basata su grafica computerizzata che ha reso Toy Story uno dei grandi capolavori Disney Pixar.

Sono passati 15 anni dal primo episodio, lo ricordate ancora? Una rivoluzione per quei tempi. Una storia davvero troppo carina per passare inosservata, quella conferma (seppur inventata) che anche i giocattoli hanno un’anima, che soffrono il distacco da chi li ha usati per anni e poi buttati in una soffitta (se non peggio). Il rapporto umano applicato a dei pezzi di plastica e ricordi che troppo spesso ignoriamo.

Toy Story 3 propone vecchi e nuovi personaggi stavolta alle prese con la normale evoluzione del loro Andy, quel bambino che più bambino non è, tempo del college, tempo di archiviare i ricordi e far spazio alla maturità. Nonostante ciò, Andy vorrà portare con se Woody, amico d’infanzia quasi tradito nel primo episodio, poi rivalutato nel corso del secondo (uscito solo in DVD in Italia, in 3D nelle sale cinematografiche americane lo scorso febbraio) e molto più nel terzo.

Contrariamente alle aspettative la trilogia si evolve e conclude degnamente. Ancora una volta una trama a tratti prevedibile ma comunque gradevole, una di quelle che apprezzi “nonostante tutto“, una che fa sorridere e commuovere alternando alti e bassi a situazioni critiche e inaspettate. Non volendo anticiparvi altro (la storia è bella se la si gode in poltrona con la persona cara e / o con i propri pargoli) vi invito a trascorrere una serata al cinema in compagnia di quest’ultima fatica Pixar (Dio la benedica), ne vale la pena e ad oggi la fila di coloro che hanno deciso di concedersi questo titolo sarà ormai smaltita ;)

Buona visione!

P.S. Ho pubblicato questa recensione anche su ScreenWeek Kids.

DvD: Alice in Wonderland

Un bel mea culpa tanto per cominciare il post. Nonostante i gadget stupendi che Disney mi aveva inviato poco prima dell’arrivo di Alice in Wonderland nelle sale italiane non sono riuscito ad andare al cinema per godermi l’ultima realizzazione di Tim Burton. Ho potuto recuperare giusto un paio di sere fa guardando il DVD che racconta le avventure della bambina che attraversa il “paese delle meraviglie” conoscendo strani personaggi e combattendo malefiche creature: Alice!

Nonostante le tante critiche (arrivate anche da amici e colleghi di lavoro) la pellicola è piacevole e scorre via abbastanza facilmente. Visto con gli occhi del bambino che è in noi si possono rivivere le emozioni del libro o delle precedenti realizzazioni (vedi lo stupendo lungometraggio animato sempre firmato Disney, 1951). Alice è un personaggio “inflazionato e parecchio ripreso dal cinema, dalla musica e dal panorama videoludico. L’ennesimo remake con tecnologia 3D (che va tanto di moda ultimamente) non fa altro che aggiungersi alla lunga lista. Ciò nonostante Tim Burton sceglie bene la “sua storia“, gli attori, le ambientazioni, gli effetti speciali. Un sapiente mix che permette di ottenere 110 minuti di gradevole intrattenimento. Sia chiaro: niente di speciale o inarrivabile, ha comunque il “suo perché” e merita di essere visto.

Una grande nota di merito alla quasi sconosciuta Mia Wasikowska (nel ruolo di Alice) particolarmente azzeccata nella figura della protagonista. Il solito inchino alla bravura di Johnny Depp (nel ruolo del Cappellaio matto) e alla bellissima (e ritrovata) Anne Hathaway (nel ruolo della Regina bianca). Una sicurezza vestita da Helena Bonham Carter si è perfettamente calata nella parte della Regina Rossa, al suo fianco Crispin Glover (il Fante di cuori) pronto a servirla per qualunque sua necessità.

Chiaramente si conosce l’inizio, l’evolversi e la fine del film, stupido quindi pensare all’imprevedibilità degli accadimenti durante la visione. Vi resta una serata in compagnia della vostra famiglia o della vostra consorte (come è capitato a me) desiderosa di vedere un lieto fine, perché non accontentarla? :-)

Buona visione.

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