Archive - Foto RSS Feed

Banco prova: Microsoft Surface

bx_MicrosoftSurface

Ho avuto tra le mani Microsoft Surface (in versione RT) per qualche tempo, il nuovo tablet di Microsoft che sfida re iPad e qualsiasi altro concorrente in un mercato già in forte espansione (soprattutto negli ultimi tempi) e che non ammette né errori né compromessi proprio perché gli utenti vogliono poter lavorare in mobilità senza la necessità di un PC portatile. Vediamo insieme com’è andata :-)

Ah, prima di partire metto in chiaro una cosa che sfugge ancora a molti: è solo un tablet come tanti, uno della già lunga lista (almeno nella sua versione RT) e come tutti avrà pro e contro che si cuciono addosso alle necessità dell’acquirente.

La prima occhiata

In realtà la prima occhiata l’avevo già data all’evento di presentazione che Microsoft aveva organizzato qualche tempo fa a Milano.

In ogni caso è sempre bene “approfondire“. Surface RT si presenta in una elegante scatola che contiene al suo interno il tablet e la ormai famosa tastiera che farà anche da cover.

A tal proposito, personalmente ho apprezzato molto più la Type Cover rispetto alla scelta originale Microsoft. Se non ho tasti che posso sentir battere contro la plastica classica della tastiera l’abitudine gioca brutti scherzi e induce a pensare di non aver premuto correttamente qualche lettera. Chiaramente al confronto la nuova Touch Cover di Microsoft dallo spessore pressoché inesistente vince in fatto di design, comodità e praticità, la Type Cover potrà comunque essere tenuta a casa (o in ufficio) pronta per essere collegata al tablet (magari con l’aletta posteriore aperta per farlo assomigliare ancora più ad un vero portatile).

La robusta scocca della quale va molto fiera Microsoft è fatta di magnesio scuro e quel satinato le dona parecchio. Peccato per il peso, nonostante l’impegno posso assicurarvi che reggerlo può dare davvero fastidio al polso, non è certo una piuma, pesa più dell’iPad 3 tanto per farvi un’idea (nel caso in cui abbiate avuto modo di tenerlo in mano). Alla lunga stanca e l’utilizzo sul divano o nel letto (tipico per chi sceglie di prendere un tablet) è un pelo ostico, soprattutto per la scelta del giusto posizionamento. In ogni caso la sensazione è quella di robustezza e buona scelta dei materiali, magari non sarà il tablet da tenere nella borsetta ma ci si può anche passare sopra se questo non vi preoccupa.

Brillante, wide, sempre in landscape

L’ho notato immediatamente: la brillantezza del monitor e il fatto di nascere in 16:9 aiuta e migliora di molto l’esperienza di navigazione, la visione di contenuti multimediali, la videochiamata tramite il “pupillo di casa” (Skype, ndr), certo avrei preferito utilizzare il mio Firefox con preferiti sincronizzati e componenti aggiuntivi ma di questo parlerò nel paragrafo successivo, anche Internet Explorer 10 (non potendo avere altro, ndr) è una valida alternativa, un po’ come il dover utilizzare Safari su iPad.

Perché Landscape? Perché contrariamente al solito iPad o ad un qualsiasi altro tablet Android, Microsoft propone il suo unico “tasto” (è una piccola area sensibile al tocco) fronte macchina sulla parte inferiore del tablet a patto che questo venga tenuto -appunto- in orizzontale e non in verticale, anche perché questo sarebbe fortemente antiestetico e scomodo anche da reggere. Al contrario poggiarlo sul tavolo o sulla scrivania utilizzando l’aletta posteriore che permette di tenerlo nella giusta inclinazione è tutta un’altra cosa.

La migliore esperienza me l’ha data il nuovo Skype per Windows 8 (versione quindi per la nuova interfaccia e non per Desktop) in fase di videochiamata, dove la qualità video e audio viene ottimizzata molto per ottenere il miglior risultato tra massima fluidità e ottima qualità del video, la fotografia non rende giustizia, posso assicurarvelo:

Mi perdonerà il mio “anziano” se lo rendo protagonista non retribuito di questo articolo (si arrabbierà soprattutto per il non retribuito ;-). Ho notato qualche pecca solo nell’amplificazione dell’audio in ricezione. Se la persona dall’altro lato non è proprio vicina al microfono l’alzare completamente il vostro volume potrebbe non bastare nel caso in cui ci fosse un minimo rumore di sottofondo. Al contrario (stranamente, ndr) la stessa applicazione su iPad o Desktop sa far di meglio, evidentemente anche grazie all’hardware di base.

Quella sensazione di parziale libertà

Ce n’è un’altra di sensazione oltre quella di bellezza e nitidezza data dallo Skype in full screen, ed è quella della parziale libertà. Sia chiaro: Microsoft Surface RT è solo un altro tablet tra tanti, come abbondantemente sottolineato ad inizio articolo, bisogna ripeterselo in testa più e più volte per evitare di prenderlo e lanciarlo dalla finestra quando il processore Tegra alla base della versione RT non permetterà di installare nessuna applicazione all’infuori di quelle proposte nello store di Windows.

Si perché è chiaro: l’essere cresciuti con Windows ci mette tutti nella condizione del “posso installare quello che mi pare” e doversi limitare su Surface RT non è affatto semplice, almeno una volta proverete stupidamente a scaricare un eseguibile da installare su Desktop, ottenendo così il popup di errore e di obbligo a passare dallo Store, il quale ovviamente conta si moltissime applicazioni, ma è ricco inoltre di grandi assenze in attesa che le aziende e gli sviluppatori indipendenti vadano a colmare questa grave lacuna.

Niente di irrisolvibile in ogni caso, l’importante è aspettare e pensare che anche gli altri big di settore hanno avuto lo stesso problema in fase di avvio. Tanto per capirci: durante la mia fase di test prodotto ho utilizzato (e l’ho trovato molto valido, ndr) MetroTweet, giusto una manciata di giorni dopo Twitter ha lanciato l’applicazione ufficiale anche su Windows 8! :-)

Installazione, aggiornamento e rimozione delle applicazioni sono operazioni banali e così come vale per Apple o Google anche Microsoft richiederà l’utilizzo di un ID, quello Live per l’esattezza, lo stesso che avrete utilizzato in passato per collegarvi a MSN o passare a Skype in questi giorni, lo stesso di Outlook.com e di una miriade di altri servizi Microsoft, niente di nuovo fortunatamente!

Connessione wireless, bluetooth e USB

E’ fuori di dubbio che questo sia un punto di forza. Oltre lo standard che è ormai minimo sindacale su qualsiasi dispositivo trasportabile, Surface offre una porta USB che può essere sfruttata per collegare penne USB, dischi esterni, macchine fotografiche e molto altro ancora con la facilità d’importazione contenuti tipica di Windows. E nel caso in cui questo non bastasse, lo slot MicroSD per l’espansione di memoria vi convincerà con i suoi ulteriori 64 GB di spazio riservato in qualsiasi momento, una tra le cose più comode e uniche rispetto alla concorrenza.

In conclusione

La macchina fa la sua buona figura ma in ogni caso non la comprerei. Nonostante la presenza di Office 2013 on-board (il che non è affatto da sottovalutare) preferirei investire qualche soldino in più pur di andare sulla versione PRO che combina le qualità complessive di Surface RT con un Windows 8 ed un processore Intel i5 che permettono di installare qualsiasi applicazione di terze parti avendo inoltre delle prestazioni indubbiamente superiori al fratello minore: microsoft.com/surface/it-IT/surface-with-windows-8-pro.

Surface RT almeno nel mio caso non è il tablet adatto alla quotidianità, è meno supportato e meno comune (almeno per ora) di un iPad o di un Galaxy Tab (a livello di applicazioni intendo) e ha molto meno mercato, non basta l’Office a bordo per convincermi, contrariamente (come già detto) ad una macchina PRO che potrebbe trasformarsi in postazione di lavoro o tablet semplicemente staccando e attaccando la tastiera (oltre che il mouse in bluetooth o connesso alla porta USB del tablet, ndr).

Prima dell’addio

Per gli amici: “Come formattare un Microsoft Surface“. Dato che potrebbe capitarvi di voler vendere o regalare Surface RT, vi spiego come riportarlo allo stato “di fabbrica” così da non lasciar scappare via i vostri dati. Microsoft ha chiaramente previsto anche questo. Dalle impostazioni del sistema occorrerà andare in Generali quindi selezionare l’avvio avanzato di sistema (le fotografie sono state scattate al RT provato da me e tenuto in lingua inglese, ndr).

Quando richiesto occorrerà selezionare “Troubleshoot” (eliminazione / correzione del problema):

e procedere con un Reset della macchina perdendo così impostazioni e dati utente:

Il reset si compone di due passaggi e occorrerà prima prendere visione di quello che potrebbe accadere, quindi scegliere il tipo di reset da effettuare. Inutile dire che nel mio caso si è trattato del secondo:

Restart: fase 1 Reset: fase 2

All ready to go guys, We can start the process” o per meglio dire: premi il pulsante rosso e attendi il termine dell’autodistruzione:

Microsoft Surface partirà da una condizione di fabbrica, pronto per essere configurato come fosse la sua prima volta fuori dalla scatola. Giusto il tempo di impostare la lingua e l’account come succede per un qualsiasi Windows anche antecedente all’ultimo arrivato.

That’s all folks

Penso di aver fatto una sufficiente panoramica di pro & contro trovati, la mia esperienza è stata istruttiva e spero possa tornare utile a chi sta valutando l’acquisto del suo prossimo tablet. Fabio ha voluto sottolineare l’aspetto ludico collegato allo strumento, ne ha scritto pochi giorni fa su fuorigio.co, dateci un’occhiata magari :-)

Già che ci sono vi segnalo altri due articoli dedicati a Surface, li ha scritti Andrea: qui il primo, qui il secondo.

Nuova SEAT Leon: the Lion King is back!

E ora basta con i videogiochi e la realtà virtuale, parliamo di strada, di libertà di guida (tanto adorata quanto odiata in base a chi ti trovi nella corsia di fianco, ndr)! Ho avuto il piacere e l’onore di guidare una nuova SEAT Leon per una settimana, l’ho fatta correre sulle strade di Ravenna e Milano, l’ho mostrata ad amici e parenti raccogliendo approvazioni e critiche ma in ogni caso me la sono davvero goduta.

L’impegno e l’investimento del gruppo Volkswagen racchiusi nella nuova berlina che fa bella mostra di se anche al salone di Ginevra in questi giorni, nella sua nuova versione SC. Vediamo insieme com’è andata.

Nessuno ti conosce meglio di me

La proposta di mettere al volante della nuova Leon una serie di “interessati” è nata per caso al Motor Show di Bologna di qualche mese fa, la voglia di aiutare SEAT nel lancio di una macchina così importante per la casa è quasi d’obbligo quando fai parte dei club ufficialmente riconosciuti sul territorio italiano. Il sottoscritto è ancora parte integrante dell’ITC nonostante circa un anno fa abbia deciso di passare alla sorella maggiore: da Ibiza a Leon.

Uno dei punti salienti e vincenti della proposta è esattamente questo: chi meglio di un cliente può conoscere una SEAT? Il marchio spagnolo pesantemente influenzato dalla tecnologia e dall’esperienza tedesca è protagonista negli ultimi anni di realizzazioni fatte su misura di giovane (e non solo), segno distintivo che l’ha sempre fatta risaltare in mezzo a tante “giovani vecchie” . Quello che la nuova Leon fa è un po’ perdere quell’aggressività e design “diverso dal solito“, guadagnando però in altri dettagli e  caratteristiche che la rendono una vettura molto appetibile ad un prezzo assolutamente accessibile considerando che si tratta di una Golf ben mascherata, a tal proposito avevo tirato fuori qualche dubbio proprio poco tempo fa (ricordate questo articolo?).

La vettura

La vettura testata è la stessa che avevo avuto modo di provare in pista a Misano. Si tratta della versione 1.4 TSI ad iniezione diretta (benzina) con 122CV, Start/Stop e allestimento FR, il top di gamma in attesa dell’arrivo della versione Cupra non ancora annunciata (ma che tutti noi stiamo aspettando!), qui trovate il catalogo contenente anche le versioni disponibili: seat-italia.it/content/medialib/seat/it/models/nuova-leon/brochre/catalogo/_jcr_content/renditions/rendition.file/nuovaseatleon.pdf.

Certo in confronto alla mia FR 170CV CR con DSG è tutto un altro mondo, ma posso assicurarvi che anche questa “piccola” è abbastanza decisa e cattiva da divertire chi la guida, senza mai dimenticare la sicurezza ed il comfort.

Alla guida

Ho voluto viaggiare e segnare ogni particolare notato durante il tragitto, ogni dettaglio che potrebbe sfuggire durante il classico test da concessionario, la nuova Leon propone delle chicche che attualmente è difficile trovare su altre vetture della stessa categoria.

  • Volante: rinnovato per l’occasione rispetto a quello della serie subito precedente: comandi a pari delle plastiche laterali, sostituzione dei pulsanti volume e visualizzazioni funzioni nella strumentazione con gli scroll più precisi e comodi per un più rapido accesso alle risorse;
  • Cruise control: separato dall’asta frecce (posto subito sotto, ndr), così da potergli dedicare un suo spazio e qualche funzione in più per quello che riguarda la regolazione della velocità (basta tirarlo dolcemente verso il corpo per aumentare di 1km/h la velocità da tenere, dare un clic sul pulsante laterale per abbassare allo stesso modo, mandare l’asta verso l’alto per aumentare in un solo colpo di 10km/h o verso il basso per diminuire della stessa quantità), mandarlo completamente indietro per disattivare la funzione (per interromperla temporaneamente basta come al solito sfiorare il freno), un’idea molto valida. Quello che forse è un po’ meno valido è la velocità con la quale lo stesso Cruise è in grado di tornare alla velocità precedentemente stabilita quando la macchina è stata frenata (per traffico, semaforo rosso o chissà cos’altro), sono quasi certo che si tratti di una limitazione dovuta al motore della vettura provata, con qualche cavallo in più probabilmente il recupero è più rapido;
  • Lane Assist: forse la novità più discussa e apprezzata (ma allo stesso tempo temuta) da chi è entrato con me nella Leon. E’ il sistema di mantenimento della carreggiata, ben differente dal far tremare semplicemente il volante o il sedile guida, si tratta di un complesso meccanismo che permette di lasciare il volante e (se il sensore è in grado di rilevare correttamente la carreggiata) veder “guidare da sola” la vettura. La Leon infatti curverà da sola, si centrerà nella corsia, continuerà a procedere dritta in mancanza di impedimenti o cambi di direzione pre-annunciati (mettendo la freccia, per esempio):

  • Chiaramente più la strada è “in ordine”, meglio funzionerà il Lane Assist, la rapidità con la quale rileva la carreggiata e permette di “lasciare” il volante (avete una manciata di secondi prima che si attivi l’allarme e vi obblighi a rimettere le mani al loro posto) è molto superiore in autostrada e meno (se non addirittura assente) nelle strade di città o campagna, o per lo meno impiegherà più tempo per permettervi di sfruttarla. Mi premere segnalare che se -come me- siete abituati a tenere il volante con una sola mano e neanche troppo “pesante“, il Lane Assist potrebbe lamentarsi del fatto che queste non siano correttamente posizionate, come se non venissero rilevate, finirete probabilmente per disattivarlo nelle lunghe percorrenze;
  • Consumi: con i tempi che corrono, è chiaro che questo dettaglio assume particolare importanza nella valutazione complessiva dell’acquisto. La nuova Leon (almeno in questa versione) ha consumi accettabili se utilizzata in maniera corretta. Vengono dichiarati 6,5l per 100Km in ciclo urbano, 4,4 in extraurbano e 5,2 in combinato. Il mio risultato? Tra un viaggio in A1, diversi in città e qualche manovra rapida per divertirsi con la modalità sport non posso neanche lamentarmi così tanto:

  • Un totale di 640Km circa quasi a fondo serbatoio (calcolando ciò che rimaneva quando ho scattato la fotografia);
  • Profili di guida: si parlava di profili di guida proprio perché la nuova Leon permette di modificare il carattere e la risposta anche in corsa. Eco, Normale, Sport e Individuale, 4 le possibili scelte a disposizione del pilota. Se la Eco tende a preservare i consumi, la Sport lascia il guidatore libero di divertirsi come un bambino con il suo nuovo videogioco, si perché la colorazione dei led in portiera (solo nella versione FR) ricordano tanto un mezzo più da Fast & Furious che “sobrio Audi“:

  • Eppure fanno tanto “cosa figa” della quale vantarsi con chi sale e non capisce come mai “arriva quella luce dalla portiera“, un peccato poter apprezzare “la magia” solo alla sera :-)

Media & Tech

Forse la parte più interessante per chi è tutto “audio & video“. SEAT ha decisamente rinnovato l’intero “reparto“, il nuovo protagonista si chiama SEAT Sound System. 10 altoparlanti (8 nella versione FR, 6 nelle inferiori), schermo touch screen da 5,8″ a colori (nella versione FR, in B/N sulle versioni inferiori) con porta USB, AUX-in, Bluetooth Audio per lo streaming diretto della vostra musica da telefono o da iPod (Android / BlackBerry OS, ecc.), slot per SD Card e tanti formati pienamente compatibili. In questa versione “elitaria” da 10 altoparlanti è incluso il subwoofer che trova posto nel vano ruota di scorta nel baule.

Il risultato è una ricchezza e una precisione del suono che non vi aspettereste di certo su una macchina che esce dalla fabbrica, un lavoro degno di un installatore audio al quale chiedete un impianto che suoni “degnamente” senza troppo sforzo.

Lo stesso sistema include chiaramente navigazione, comandi vocali, radio e molto altro ancora. Qualche appunto veloce:

  • Calcolo dei percorsi: il nuovo sistema offre 3 diverse possibilità di percorso ogni volta che si sceglie una destinazione (le classiche: percorso più breve, più veloce o una via di mezzo). Questo calcolo impiega diverso tempo e nel caso in cui ci si trovi in emergenza con la necessità di sapere dove svoltare ecco, potreste non avere una risposta valida in tempi brevi. Rispetto al sistema di navigazione precedente la velocità si è ridotta sensibilmente, non è molto gradevole in corsa soprattutto se avete bisogno di un percorso alternativo in caso di traffico o incidente;
  • Aggiornamento delle mappe: non so perché (magari pura sfortuna) ma le mappe mi hanno tradito almeno in un paio di occasioni. Una volta imparato a scegliere il giusto percorso tra i 3 disponibili (il rosso vi è amico se avete necessità di velocità, ricordate questa frase) dovrete vedervela con le modifiche alla viabilità e ai sensi unici con conseguenti chiusure stradali. Nella zona di Valeggio (VR) avevo avuto giusto preavviso, a Lodi (MI) no, su altri percorsi invece nessun problema, calcoli sui tempi di arrivo molto puntuali e avvisi sul traffico abbastanza precisi, tutto come da copione se pensiamo agli attuali sistemi di navigazione. Decisamente ricco di informazioni su ciò che circonda l’auto in corsa, molto più che nelle vecchie versioni, può tornare sempre utile;
Please enable Javascript and Flash to view this Flash video.
  • Sensori di parcheggio e prossimità: posti sia davanti che dietro all’auto nella versione provata, tornano molto utili sia in fase di parcheggio che in prossimità di un ostacolo. L’attivazione è completamente automatica e le distanze compaiono immediatamente sul monitor per permettervi di capire fino a dove potete spingere l’automobile;
  • Ricezione radio / GPS: esteticamente molto valida la scelta di rimuovere l’antenna (generalmente ancora più grande se la macchina include il navigatore satellitare integrato), forse meno valida sul fronte ricezione. Dove la vecchia Leon riceve male alcune frequenze radio (zone non particolarmente coperte dal segnale), la nuova Leon salta a piè pari l’ostacolo, cambia stazione costringendo ad attendere che ritorni su quella corretta. Ho provato a riprodurre qualche volta l’errore riuscendoci sempre. Meno sensibile invece quella del navigatore, il rilevamento dell’automobile parte quasi immediatamente;
  • Comandi vocali: telefono, navigatore e altre funzioni dell’auto possono essere controllate tramite la voce e fin qui nulla di male e tutto di guadagnato. C’è un però. Una volta attivato il riconoscimento vocale da volante dovrete selezionare la funzione desiderata, quindi chiedere di eseguire l’azione, attendere che il computer di bordo chieda i dettagli e poi la conferma di esecuzione. Se questo dovesse tradursi in telefonata urgente senza però la possibilità di poter staccare le mani dal volante il risultato corrisponderebbe ad una grande perdita di tempo, quasi più che accostare, lanciare l’operazione direttamente da telefono e rimettersi in carreggiata sfruttando poi il sistema vivavoce. Sulla versione precedente dello stesso sistema tale azione impiega meno della metà del tempo.

Inutile dire che queste mie impressioni non corrispondono certo alla totalità dei casi. Fattori esterni e casualità varie giocano un discreto ruolo.

In conclusione

Una macchina che attira molto l’attenzione, non vi nascondo che in tanti si sono girati per osservare la bellezza di una fiammante FR rossa nuova di pacca, soprattutto con il suo gruppo ottico così particolare. Ah già, il gruppo ottico, quello Full Led, segno distintivo della berlina di punta di casa SEAT. Perché non ne ho voluto parlare fino ad ora? Perché ne parlano tutti, perché è forse il particolare più inflazionato insieme al sistema multimediale, perché non è un gruppo ottico -seppur così spettacolare- a fare una macchina, e poi perché per apprezzarlo davvero dovreste vederlo dal vivo, è un’emozione forte per chi adora le automobili :-)

Abbiamo dedicato all’intero progetto una pagina su Facebook che raccoglie tutto il materiale, le fotografie e le esperienze di chi ha potuto mettersi alla guida di questa brillante vettura: facebook.com/LeonSpecialAmbassadors. Visti i commenti, le approvazioni e il “rumore generato” posso dirmi (e penso di parlare a nome dell’intero club se non addirittura di tutti) di essere molto fiero di quanto realizzato e dei risultati ottenuti.

A me non resta che ringraziare tutti i partecipanti, Martina (gruppo VW Italia) che ci ha subito creduto e ci ha aiutato a mettere in piedi l’intera iniziativa, a SEAT tutta per la fiducia nei nostri confronti e la continua collaborazione, a tutti gli attuali e futuri clienti che vorranno avvicinarsi e scegliere di guidare una SEAT :-)

Grazie a voi lettori per essere arrivati a leggere fino a qua.

Games Week 2012: tiriamo le somme

Domenica sera è terminata la seconda edizione del weekend videoludico milanese, la “Games Week” in MiCo. Grandissima affluenza di persone, tanti piccoli e grandi eventi e le big dell’intrattenimento virtuale presenti all’appello con i loro lavori di punta e le anteprime immancabili per i veri intenditori e per i più curiosi. Tiriamo insieme le somme di questo evento davvero apprezzato.

Presenti a registro

Tutti coloro che costituiscono il panorama videoludico di ieri, di oggi e quasi sicuramente di domani salvo grandi cambiamenti: da Activision a EA passando da Ubisoft e Namco Bandai, non tralasciando i produttori di hardware come Microsoft, Sony e Nintendo e le loro esclusive, quest’ultima in particolare con diverse postazioni Wii-U, la nuova console che sarà disponibile ufficialmente in Europa dal 30 novembre.

“Ho provato Wii-U, chiedimi com’è!”

Così cita il biglietto che mi è stato dato alla fine della prova con la nuova console, ma soprattutto con il nuovo gamepad, realizzati da Nintendo, che proverà a replicare e superare il successo riscosso dalla prima Wii, console preferita dalle famiglie, adatta al gioco di gruppo e alle serate in casa.

Una vera rivoluzione costituita da una dotazione hardware di tutto rispetto, superiore alle attuali altre console in vendita, con titoli blockbuster già presenti sulle piattaforme competitor e già disponibili al lancio ufficiale. Ho potuto vedere e apprezzare la grafica molto definita (anche se il nuovo Mario sembrava -a tratti- non avere antialiasing attivo) e la fluidità del gioco, vedere girare Assassin’s Creed 3 su una console Nintendo fa un certo effetto!

Assassin’s Creed 3 su Nintendo Wii-U

Io ho avuto modo di mettere le mani sul nuovo (ed ennesimo) capitolo di Mario (New Super Mario Bros. U, ndr) che alla non più tenera età di 31 anni ancora salta, svolazza, mangia funghi e combatte strani esseri che continuano a sfidarlo, l’unico idraulico sulla faccia della terra ad avere così tanto tempo libero per rincorrere una principessa dalla facile vittimizzazione. In ogni caso è un titolo “Mario Based”, degno quindi del suo posto in bacheca e di quelle ore di spensieratezza che spettano un po’ a tutti, mi sono molto divertito nel giocarlo e non vedo l’ora di rifarlo :-)

L’attesa ripaga (?)

Un po’ il minimo comune denominatore della fiera tra primo e secondo anno. Le anteprime attirano molto l’attenzione del pubblico più giovane (e non solo) e su questo fanno leva un po’ tutte le grandi casate. Le file interminabili ed in costante crescita per provare Call of Duty Black Ops 2 o Crysis 3 (par condicio prima di tutto) ne sono state la dimostrazione più pura. Durante le ore trascorse in MiCo ho avuto modo di vedere quel costante numero di persone sempre diverse pronte a stare in piedi bloccate per ore pur di prendere un controller in mano e giocare la loro partita prima di tanti altri rimasti fuori.

Non so se l’attesa ripaghi davvero lo sforzo, ma avere la possibilità di provare titoli che usciranno (alcuni) tra parecchio tempo è sempre una bella esperienza e strappa quel sorriso tipico da fanciullo al quale è stato regalato il giocattolo nuovo fiammante.

E a proposito di Call of Duty Black Ops 2 vorrei ringraziare pubblicamente Activision per la bella seconda serata di lunedì dedicata al lancio ufficiale del gioco, nonostante qualcuno non collabori rompendo di fatto l’embargo e andando contro l’idea di attesa stessa, quella che dovrebbe poi spingere all’acquisto e al divertimento in contemporanea con tutti gli altri videogiocatori collegati alla rete, ma tant’è.

Spazio alle conferme

Che sono state davvero tante, titoli magari appena usciti portati in fiera proprio per essere mostrati e giocati. Microsoft ha avuto modo di portare con un se un bagaglio importante grazie alle sue due attuali punte di diamante composte da Halo 4 (rilasciato pochi giorni fa) e Forza Horizon (poco prima di Halo, ndr)

Microsoft: Forza Horizon per Xbox 360

Insieme al nuovo programma di allenamento in casa Nike+ Kinect Training, per chi vuole portarsi una palestra più o meno personalizzata nel proprio salotto:

YouTube Preview Image

Ultima, non certo per importanza, è Ubisoft, con il suo nuovo Assassin’s Creed 3 protagonista delle vendite di inizio novembre (uscito lo scorso 31 ottobre, ndr) e saldamente al comando nel suo segmento, “e ci mancherebbe” aggiungerei personalmente, avrò modo di parlarne più approfonditamente in un articolo che uscirà tra breve. La stessa azienda ha presentato al grande pubblico le prossime due uscite dedicate al mondo Rayman e Rabbids, rispettivamente Legends e Land.

Ubisoft: Rabbids Land per Wii-U

Senza dimenticare il titolo dedicato ai meno piccini e amanti dello sparatutto: Far Cry 3, anch’esso soggetto ad abbondante fila per poter mettere mano al pad! A tal proposito vorrei concludere l’articolo con un consiglio per l’azienda (e per future edizioni di questa fiera o altri eventi dedicati): mettere una bella ragazza ed un palo nello spazio dedicato ai test di gioco mi ha ricordato una scena della serie “The Big Bang Theory” in fatto di uomini, donne e videogiochi. Per capirci: questa è una fotografia “rubata” dell’area (grazie Vale):

Vorrei far notare che l’unica faccia non rivolta verso i monitor è quella del ragazzo sulla destra un po’ preso alla sprovvista dal flash del telefono, per il resto … buio totale e zero interesse verso la sexy fanciulla, vi ricorda forse qualcosa?

YouTube Preview Image

Capito come funziona? ;-)

That’s all folks, anche per quest’anno la Games Week è terminata tra plausi, critiche e accorgimenti per futuri miglioramenti. Grazie ancora una volta a tutti, in special modo ai miei compagni di viaggio ed alle aziende che hanno dato la possibilità di toccare con mano le loro novità e i loro cavalli di battaglia.

Banco prova: Feligan PowerBrick

Feligan è una nuova e piccola azienda di Reggio Emilia che ha come scopo unico quello di fornire soluzioni che possano facilitare la vita di tutti i giorni. Il loro primo prodotto è il protagonista dell’articolo di oggi: il PowerBrick.

In poche semplici parole? Una stazione di ricarica perfetta per ogni dispositivo.

6 connettori riavvolgibili e subito disponibili, così come i due attacchi USB frontali ad “alta potenza” (5V DC – 10W per canale) e le due prese elettriche universali che permettono di attaccare qualsiasi dispositivo (110/230V AC – 10A – 1500W). Per finire c’è anche una presa italiana a tre poli posta sul retro da 6A (110/230V AC – 6A – 1000W). Mi sembra un curriculum di tutto rispetto per un prodotto che intende prendere il posto dei molteplici caricabatterie tipicamente conservati nel cassetto della scrivania o in borsa o chissà dove.

Un solo dispositivo dalle molteplici facce, una sola spina in uscita per occupare un’unica presa di corrente, un “risparmio” notevole per chi non ha sufficienti punti corrente sparsi per l’ufficio o la casa. Di contro? Delle misure non esattamente “trasportabili” e un peso che non consente certo di tenerselo sempre in borsa senza risentirne almeno un po’. PowerBrick vuole i suoi spazi, cito da sito ufficiale: “Larghezza 24 cm Altezza 7.5 cm Profondità 12 cm”, giusto per farvi fare un’idea.

Sulla scrivania occupa un angolo che difficilmente utilizzerei e non da alcun fastidio, penso possa essere molto più utile in ufficio che a casa (a meno che non si abbia già una famiglia sotto allo stesso tetto, in tal caso i soli cellulari di chi la compone varrebbero il gioco), soprattutto perché qui dentro si ha spesso a che fare con i cellulari degli utenti, una varietà non indifferente che vede arrivare iPhone / iPad, vecchi Nokia e BlackBerry, posso assicurarvi che sto sfruttando al meglio questo ennesimo geek-tool :-)

La mia configurazione prevede tre connettori Apple, un Nokia sottile (per capirci, quello del vecchio N95), un Micro-USB e un Mini-USB, oltre al resto standard per ciascuna configurazione (le due porte USB frontali e le prese di corrente frontali e posteriore). Il prezzo è attualmente accessibile: si parla di 69 euro e la possibilità di personalizzare completamente i connettori a vostra disposizione, a quel punto l’azienda invierà la vostra stazione di carica personalizzata all’indirizzo di casa o dell’ufficio :-)

Quello che proverei a fare in una prossima eventuale versione? Magari “alleggerirne l’aspetto“, rendendolo più accattivante e forse meno esoso di spazio. Sicuramente i connettori occupano dello spazio ma probabilmente si riesce a fare di meglio nell’area anteriore. Un altro dettaglio che ho potuto notare è stato quello relativo alla differenza tra i cavi riavvolgibili: stranamente uno dei tre connettori Apple è meno lungo rispetto agli altri due, costringendomi a tenere il telefono più vicino alla stazione di ricarica, poco a portata di uso durante la fase di carica! Se poi si riuscisse a tenere l’accessorio al prezzo attuale sarebbe un ulteriore punto a favore: portare il costo finale a 99 euro (come è possibile vedere da listino non scontato)  potrebbe essere un forte deterrente per i curiosi disposti ad investire una cifra tutto sommato già “importante” per un simile accessorio.

A me non resta che ringraziare @Igor per avermi fornito il prodotto da testare e augurargli in bocca al lupo per la startup e per questo primo prodotto che promette bene :-)

La regia vi ha gentilmente offerto i consigli per gli acquisti:

Avete appena letto un post nato grazie alla collaborazione con aziende terze. Vi ricordo che le mie recensioni sono oggettive, in nessun modo contenenti baggianate gratuite solo perché qualcuno mi offre il gadget di ultima generazione o investe in questo piccolo blog. Leggete come sempre con fiducia, non mi risparmio per nessuno! ;)

Non c’è nulla per cui scherzare o scappare

Ditemi perché ancora oggi dobbiamo vedere certe schifezze ben esposte sui social network, a prescindere dal fatto che siano errori voluti o meno:

Siete delle persone pessime, piccole così, meritate tutto il disprezzo di questo mondo.

Anziché pensare alla pubblicità o a “devolvere” denaro dalle scrivanie, tiratevi su le maniche e andate ad aiutare chi realmente ne ha bisogno, senza pensare alle vacanze o alla prenotazione del ristorante o chissà a cos’altro. Non potete? Troppo lontani o impossibilitati da qualsiasi altro motivo? Pensate davvero che 1 euro sia sufficiente e che sia necessario farlo per ciascun deal acquistato?

Un errore può capitare a tutti, siamo umani, ed è proprio per questo che in momenti come quelli attuali NON dovremmo mai scrivere prima di aver acceso il cervello.

Non ho molte altre parole, solo brutti pensieri e tristezza infinita.

Page 1 of 2612345»...Last »