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Repubblica, chettefumi?

Chi sguazza quotidianamente nella rete saprà benissimo che ieri Twitter è rimasto sotto attacco DDOS per diverse ore, tornando ad essere nuovamente fruibile solo nelle ore serali. Classica pagina impossibile da caricare, comunicazione ufficiale nel blog del servizio e utenti riversati quasi completamente su friendfeed.

Nulla di preoccupante o nuovo se non fosse che -dato il recente boom mediatico smosso- Twitter è ora conosciuto a livello mondiale anche dalle testate giornalistiche e dalle agenzie stampa, italiane comprese.

Vorrei quindi focalizzare la vostra attenzione su un articolo uscito su Repubblica.it che parla proprio dell’accaduto:

repubblica.it/2009/06/sezioni/tecnologia/twitter/twitter-tilt/twitter-tilt.html

Nel caso in cui sparisca o venga ritoccata la versione originale, propongo un PNG fresco fresco dell’intera pagina web:

images.gxware.org/articoli/italia/twitter_ddos-repubblica.it_07082009.png

L’ignoranza che galoppa

Vorrei riproporre due passaggi dell’articolo e vi pregherei di fare attenzione a quanto riportato, leggete attentamente:

Quello lanciato dagli hacker è stato un attacco in piena regola, che ha costretto i gestori del network a sospendere il servizio. Dagli Stati Uniti al Brasile all’Europa il servizio elettronico è andato in tilt lasciando senza comunicazione milioni di utenti. A chi ha cercato di collegarsi via web è andata ancora peggio: il server ha rifiutato l’accesso costringendo a riavviare i computer per il pericolo di infezioni.

Pericolo di infezioni? Chi ha mai parlato di infezioni all’interno del sito web? L’attacco portato a compimento da “sconosciuti acari della polvere” (l’abuso del termine hacker in Italia è moda da sempre) ha semplicemente fatto cedere i server per il carico di richieste eccessivo.

Provate ad immaginare che effetto farebbero 2 milioni o più di utenti (tanto per sparare un numero a caso) collegati contemporaneamente su un unico sito web: esattamente ciò che è accaduto a Twitter. Nessuno ha “bucato” il loro spazio web inserendo codice malevolo che si sarebbe scaricato sulle macchine di ignari utenti capitati per caso da quelle parti.

E, come se non bastasse:

I responsabili del servizio hanno dovuto riconoscere di essere oggetto di un attacco rivelando al contempo anche la vulnerabilità di un sistema a cui milioni di persone affidano le proprie informazioni. Subito sul web si sono moltiplicati gli alert e gli inviti a non procedere con gli acquisti e le comunicazioni elettroniche che utilizzano questo servizio. Proprio l’ecommerce è stato uno dei volani principali del successo di Twitter. “Non potremo riprendere prima di aver assicurato la sicurezza ai nostri utenti”, hanno specificato dall’ufficio newyorchese

Qualcuno ha mai visto pagine dedicate all’e-commerce su Twitter? Io no, e forse neanche i milioni di utenti che lo utilizzano quotidianamente. Twitter è un sistema di microblogging, non un mirror di MediaShopping del “Papi“, a meno che il giornalista de La Repubblica non stia usando una versione Alpha di Twitter che uscirà nei prossimi anni.

La cosa ridicola e preoccupante allo stesso momento è sempre la stessa: ignari utenti che navigano sporadicamente nel web e magari hanno aperto tempo fa un account su Twitter perché costretti dal figlio / nipote / fratello / sorella / altro individuo, sentiranno quel sottile brivido percorrere la schiena per la paura di aver regalato i propri dati sensibili all’uomo nero, alzeranno la cornetta e chiameranno l’amico dell’amico che “è tanto bravo coi compiutérrrr e lo tortureranno con domande stupide per cercare di capire il da farsi, come se fosse successo chissà cosa.

Repubblica … un consiglio spassionato: magari fate aprire al giornalista un account sul noto Social Network, capirà da solo che razza di puttanate ha scritto, magari già che ci siete cambiate anche revisore, così forse certi articoli muoiono ancora prima di essere accettati e pubblicati sul web, dove “anarchici blogger saccenti pensano di saperne più di voi e osano correggere ciò che voi predicate“.

Con tanta stima e affetto.

Poi ci etichettano come terroni …

… e fanno bene, davvero, ce lo meritiamo … chi più chi meno. Provo a fare ordine e discutere con voi un pensiero che ho per la testa e che -ragionandoci e ri-ragionandoci- mi rendo conto possa essere alquanto preoccupante

immagine: Corpo Musicale Parrocchiale S.Cecilia

Intanto bentrovati. Il sottoscritto è ospite di una deserta (o quasi) Milano da ieri mattina, qualche goccia di pioggia e clima finto “rinfrescato”, in casa si continua a morire dal caldo, nulla quindi di realmente cambiato. Domenica (due giorni fa) sono stato nuovamente ad Aquafan, lo adoro e non smetterei mai di andarci se solo avessi un portafoglio a mantice e la Maserati come macchina aziendale (tanto per farvi capire eh …).

Ho raccattato gli amici e come al solito sono arrivato in discreto anticipo per poter iniziare a fare la fila davanti agli ingressi, così da mettercela tutta per recuperare ombrelloni e sdraio per tutti. Giusto al nostro fianco un gruppo numeroso di ragazzi del Sud, accento immediatamente identificato, pugliesi, restava solo da capire di dove fossero. Diciamo che il dubbio mi è passato (nel senso che poco ormai mi importava) nel momento in cui una ragazza (avrà avuto 20, 22 anni al massimo) ha chiamato sotto voce i suoi compagni … immagino che con quel tono anche un abitante del Sud Africa sarebbe stato capace di sentirla, senza considerare che nella stessa frase c’era una consistente farcitura di parole poco carine e qualche offesa qui & li, tanto per gradire …

Fin qui nessun problema direte voi. Sicuramente fastidiosi ma ignorabili no?

Ecco.

Non so voi ma personalmente odio in modo profondo (molto molto profondo) chi -per prendere posto alle attrazioni di un qualsivoglia parco divertimenti- prova a saltare code come nulla fosse, come se gli altri non fossero capaci di vederli o fossero totalmente rimbambiti per non fargli notare che forse hanno usato vie poco convenzionali per arrivare a destinazione. Arrivare quindi alla coda di uno scivolo notando un “piccolo salto di sole 3 corsie” fa effettivamente sorridere, soprattutto perché a passare davanti sono stati esattamente 9 individui in contemporanea, tutti facenti parte dell’allegro gruppo, approfittando della più piccola di loro (12 anni) che con un faccino “angelico“  (la figlia di Fantozzi era decisamente più affascinante, rendo l’idea a sufficienza?) ha dapprima guadagnato posti richiamando poi il resto della ciurma …

Un veloce fischio al ragazzo della security, un altrettanto veloce resoconto su quanto accaduto ed ecco servito il risultato: nessuno di loro ha chiaramente ammesso nulla (e ci mancherebbe), i ragazzi che sono stati superati si sono limitati a dire lo stesso senza però riuscire ad ottenere nulla. Qualche urlo, qualche protesta, tutti rimasti al proprio posto. Archiviato il tutto con qualche occhiataccia (verso il sottoscritto ovviamente) e via la paura, con la speranza che fosse l’unico “incrociarci” della giornata … vana.

Condite il tutto con schiamazzi vari sotto gli ombrelloni, urla per chiamarsi l’uno con l’altro con la stessa tonalità mantenuta all’ingresso e concludete il pranzo con uno dei “giovinotti” che durante gli otto minuti di onde nella piscina grande decide di mettermi le sue natiche sulla faccia per salire sul tubo dove solitamente ci si tiene per non andare a fondo … risultato di questo nuovo episodio?

L’ho tirato giù in acqua prendendolo direttamente dal costume in modo sicuramente poco carino ma molto diretto e funzionale per quel momento preciso. Inutile dire in cosa è sfociato il tutto, ci vuole ben poca fantasia. Sguardi poco carini, dialetto affilato e minacce gratuite, provo a riassumere, in italiano:

oh ancora tu, per me parli troppo… di dove sei? lo sai di dove sono io? conosci $nomequartierechenonhocapito? è il più malfamato di Bari, vedi di stare attento quindi.

Dopo aver archiviato il tutto con una risposta altrettanto cortese, chiara e concisa con il mio dialetto (evito dettagli in questo caso, sarei scurrile) il ragazzo ha deciso di allontanarsi e non avvicinarsi più.

Caro figliolo, se fare il bulletto di strada vantandoti dei tuoi tatuaggi trovati nelle patatine e dell’orecchino con il finto diamante attaccato al tuo lobo è lo scopo della tua vita accomodati, ma evita di fare il gradasso o minacciare gratuitamente chi non conosci. Potresti trovare persone che hanno ben poca paura di un bambino che a malapena ha dimenticato l’altro giorno come abbeverarsi al seno della madre. Portare come referenza principale un quartiere malfamato di Bari potrebbe non essere la soluzione adatta per evitare che qualcuno “a casoti prenda dai capelli e ti butti direttamente sott’acqua senza passare dal via. Capisci ora perché ci chiamano terroni? Perché l’educazione è un optional al contrario della prepotenza e della cafonaggine, cosa non buona, davvero.

Fortunatamente non tutti sono come te e come i tuoi fratelli / amici / conoscenti & parenti vari.

Prova a guardare l’immagine che ho inserito subito ad inizio post, le uniche bande di quartiere sono quelle che suonano zampogne e trombette varie, tutto il resto è meglio lasciarlo stare.

Con affetto.

my 2 cents.

Forza ragazzi, Don Alvaro ci chiama!

Mi perdoni qualsiasi individuo che fa “Alvaro” di nome e abbia deciso di dedicare la sua vita al Signore ma, detto senza colpo ferire, penso che quest’anno, con questo Milan (se la situazione dovesse rimanere invariata) potremmo al massimo ambire al premio per migliore squadra dell’oratorio.

Ho tralasciato ogni sconfitta sui campi estivi tentando di focalizzare l’attenzione su questo torneo “speciale” organizzato e svoltosi in Germania in occasione dei 100 anni di Audi: l’Audi Cup 2009.

La prima sfida con il Bayern Monaco è definibile più o meno con aggettivi come “deprimente & vergognosa“, due condizioni che -IMHO- possono essere calzate perfettamente dallo spettacolo offerto. La seconda partita con il Boca Juniors non è stata da meno, soprattutto se si pensa alla beffa del perdere tutto all’ultimo minuto (senza considerare neanche i rigori, dove abbiamo sofferto fino alla dura batosta del rientro a casa a mani vuote).

No Milan, così non ci siamo. D’accordo sui segnali di ripresa nella partita di ieri, d’accordo sull’affidarsi alle forze nuove affiancate a giocatori dall’indubbia professionalità guadagnata sul campo negli anni (si veda gente come Zambrotta o Ronaldinho, migliore in campo durante l’ultima prestazione) ma bisogna davvero crederci. Abbiamo ceduto un gioiello (Kakà) che non bisognava assolutamente toccare, traditi da un presidente (con soci annessi) con alcuni conti da pagare … si sa, le ville in Sardegna costano.

Eppure possiamo farcela, non facciamoci prendere dal panico, la fase di calciomercato non è ancora chiusa e potrebbe riservare qualche sorpresa dell’ultimo minuti (speranza ultima a morire, giusto?) … intanto torniamo a casa con il quarto posto … ce lo siamo “quasi meritato“, sigh!

Con 3, partirò! (andata a buon termine)

Poi non dite che non ci metto tanta fantasia nei titoli dei post di questo blog, ecco. Vogliamo fare del qualunquismo gratuito? Mi sono talmente invaghito di Fiammetta Cicogna -nuova testimonial TIM dalla “r” moscia ma dalle tette tutt’altro che mosce- che ho deciso di abbandonare per sempre H3G, l’ho detto. Basta Tre, mi hai deluso tantissimo, dopo anni passati sotto la tua ala protettrice ho deciso di tornare all’ovile, 7 anni di TIM non si dimenticano …

Non per nulla faccio parte (e ne vado fiero) di quei 17.000+ membri iscritti al fan club “Fiammetta entrerà nel gruppo…o il gruppo entrerà dentro Fiammetta??” (per chi desiderasse approfondire: facebook.com/group.php?gid=97382013853)

Ora basta cazzate.

H3G è finalmente riuscita ad accaparrarsi l’appalto per la vendita di Apple iPhone 3Gs, telefono arrivato (finalmente) ad uno standard più che accettabile per il sottoscritto che “appenderà l’E65 al chiodo” (si legga: “lo passo alla morosa”). Abbonamento Zero 6 Top, iPhone 3Gs da 16 GB ed il solito pagamento bimestrale comodamente onorato dal mio conto corrente.

# quindi, dov’è il problema?

E’ presto detto. La mia situazione attuale è la seguente: cliente H3G con piano ricaricabile, tariffa Super 7 (non più sottoscrivibile ora), telefono di mia proprietà. L’intenzione, come anticipato qualche riga fa, è proprio quella di trasformare il mio piano in abbonamento, fascia Zero 6 Top che con 29 euro al mese include 400 minuti di telefonate, 200 SMS, 4 GB di traffico dati e ottenere l’iPhone in comodato d’uso partendo da una quota di ingresso pari a 199€. Approfitterei dell’offerta per disdire anche la mia chiave UTMS / HSDPA proprio perché l’iPhone è in grado di condividere la propria connettività con altri dispositivi collegati in USB o via WiFi.

H3G non è però particolarmente d’accordo. Chi come me possiede una ricaricabile e vuole ottenere l’iPhone 3Gs ha due sole possibilità:

  • comprarlo a prezzo pieno e usare la propria SIM (nel mio caso non ho dati compresi nel piano, mi attacco al tram a voler essere gentili e non usare scurrilità gratuite)
  • passare all’offerta iPhone con ricaricabile con rogne annesse (SIM nuova nell’iPhone da attivare e utilizzare senza possibilità di portabilità, 3 GB di traffico dati mensile, 30 euro di ricarica obbligatoria mensile se si vuole ottenere l’iPhone 3Gs 16 GB a 199€ come quota di ingresso)

NON posso assolutamente cambiare numero di telefono e NON voglio ricordarmi ogni mese di ricaricare 30 euro avendo comunque meno risorse a disposizione rispetto ad un abbonamento, soprattutto se si pensa al fatto che le tariffe voce rimangono quelle del proprio piano, senza minuti compresi.

# come risolvere questo incidente di percorso?

Anche questo è presto detto: un up&down è più che sufficiente. L’up&down sta per “esci e rientra” … il classico gioco del passare verso un altro operatore, attendere la portabilità del proprio numero e poi ripassare sotto Tre attendendo ancora una volta la portabilità del numero. Così facendo si potrà facilmente sottoscrivere un abbonamento e ottenere l’iPhone in comodato d’uso legandosi per 24 mesi e pagando 199€ come quota di ingresso. Il nuovo cliente ha tutti i vantaggi possibili ed immaginabili mentre quello vecchio è solo “carta straccia, vecchia conquista“.

Ho provveduto quindi a portare me stesso, telefono e SIM presso un centro TIM per richiedere la portabilità, facendo finta di interessarmi particolarmente ai loro piani da ladri professionisti (“beh paghi 16 centesimi di scatto alla risposta, 16 centesimi per ciascun minuto ma se ricarichi di 20 euro te ne diamo 10!” … un vantaggione insomma se si considerano i tempi entro i quali sfruttare i bonus ed i numeri da poter chiamare), operazione avviata sabato mattina scorso (18.07.2009) e ancora “non entrata in vigore“. Non so se H3G proverà a chiamarmi offrendo oro, incenso e mirra per farmi rimanere fedele alla loro ciurma o se tutto filerà liscio come l’olio senza troppe perdite di tempo. Attendo fiducioso … ho un iPhone da andare a prendere.

# lavori in corso

Cercherò di tenere aggiornato il post giusto per farmi / farci un’idea di tempistiche e “scomodità varieper poter semplicemente “trasformare” una pratica, bah …

Grazie 3, tu si che pensi a trattare bene un cliente che hai già :-)

# update 28.07.09

Ore 9.00, la Tre mi ha staccato dalla propria rete e la scheda TIM porta ora il mio numero di telefono. 5 euro di credito a disposizione, una tariffa da ladri (16 cent. di scatto alla risposta e altri 16 per ciascun minuto di conversazione). Attendo che mi consegnino la carta di credito (Poste Italiane, Mastercard) per chiedere nuovamente portabilità e abbonamento con iPhone 3Gs …

# update 29.07.09

Ore 18.00 circa, l’ufficio centrale delle Poste Italiane di Ravenna (grazie Annalisa) mi ha confermato la spedizione dei documenti per la richiesta della Mastercard da affiancare alle carte che già ho, anch’essa collegata al mio conto corrente … ma vedi te che tocca fare per accontentare H3G e i suoi capricci … 10 giorni e dovrei poter ottenere la carta comodamente recapitata a casa mia. In attesa …

# update 08.08.09

Stamane è arrivata finalmente la Mastercard a casa, sorpresa trovata sulla mia scrivania al rientro pochi minuti fa. Firmata, il PIN ancora in viaggio (si sarà perso :P). A questo punto non resta che attendere anche l’ultima parte della spedizione e andare poi presso il Negozio 3 di Ravenna, con la speranza che sia rimasto ancora qualche iPhone 16 GB in attesa di un “papà“! :P In caso contrario lo ordinerò online dal sito della 3.

# update 11.08.09

Carta di credito alla mano, penna per le consuete mille firme (senza impegno eh) e finalmente ho potuto mettere mano al mio nuovo iPhone 32 GB bianco, mi sono lasciato convincere dalla gentile signorina del negozio 3 di Ravenna perché per i 16 GB c’era da aspettare ancora un pò (settembre?), abbonamento Zero 6 Top. E ora comincia il divertimento :)

Portabilità del mio numero prevista per il prossimo 20 agosto, intanto utilizzo i 3 GB di traffico mensile inclusi nella ricaricabile che si trova insieme all’iPhone.

# update 15.08.09

Ho scritto un post riguardo i dubbi sulla portabilità TIM / H3G.

# update 18.08.09

Arrivata finalmente via SMS la conferma di H3G riguardo la portabilità:

Come richiesto, il numero da lei indicato sarà attivo sulla sua scheda 3 entro 2 giorni. Riceverà un SMS a conferma dell’avvenuta attivazione.

3 – 18.08.2009 ore 18.46

Se così fosse la H3G sta rispettando realmente i tempi dichiarati durante la sottoscrizione del contratto di abbonamento fatto la scorsa settimana (portabilità attiva entro il 20 c.m., ricordate?), la cosa non può che farmi piacere.

# update 21.08.09

Come citato nell’elenco di update in testa all’articolo: “portabilità avvenuta, la fine dell’avventura, l’inizio di una nuova era“. Stamattina (intorno alle 8.00) il mio Nokia E65 ha perso completamente il segnale, ho quindi inserito la nuova SIM 3 all’interno dell’iPhone e come per magia il mio adorato numero è tornato ad essere operativo. “Qualche ora di slittamento” rispetto a quanto promesso ma tutto sommato va bene così. Benvenuto iPhone, ora sei a tutti gli effetti il mio telefono principale :P

Addio TIM, ancora una volta.

Symantec: Kart for Blogger

Giovedì scorso ho preso parte ad un evento tanto insolito quanto divertente. Symantec ha deciso di prendere una manciata di blogger e portarli in pista per sfidarli a suon di accelerate, derapate e curve affrontate al limite della decenza e del rischio

Tutti insieme appassionatamente alla pista MoKart, Cinisello Balsamo (qui la mappa). Non troppi gli intervenuti (c’è stato modo di divertirsi di più, IMHO), ho avuto modo di incontrare dopo tanto tempo quel maledetto neolaureato di Alessandro e ritrovare alcune conoscenze fatte allo scorso WordCamp 09 e per ultimo -non certo per importanza- non ho “dato pacco” alla povera Alessia (organizzatrice dell’evento per la Symantec) una volta tanto, dopo così tanti inviti! :P

Non ho avuto modo di fare fotografie perché non ero attrezzato (1) e poi perché ero andato lì solo ed esclusivamente per divertirmi (2)! Non ho potuto però evitare le paparazzate di Roberto che ha poi pubblicato le poche realizzazioni nel suo spazio Flickr:

flickr.com/photos/robyweb/sets/72157621212733962

Secondo classificato per la finale ma primo per la media tempi, ottimo risultato che mi ha permesso di portare a casa un week-end (il posto lo decido io … non ho ancora dato una occhiata però! :P) pagato dalla società ed il trofeo che vedete (forse sfocato, colpa dell’iPhone!) nella seconda fotografia proposta qui sopra.

C’è stato modo di chiacchierare, modo di scambiare idee con alcuni dipendenti della nota azienda, modo anche di far notare che i loro prodotti non sono poi così tanto apprezzati dalle persone comuni con un minimo di intelligenza o preparazione informatica (men che meno da coloro che lavorano in questo settore quotidianamente). Non ho in alcun modo nascosto il mio “status” attuale come certificato Sophos EndPoint S&C ed è proprio in quel caso che è scattata la richiesta forse più interessante. Salvatore Trombetta (Consumer Channel Sales Account) mi ha sfidato a provare Norton Antivirus 2009 per rendermi conto “dei sensibili miglioramenti” che ha “subito” rispetto alle precedenti versioni. Sfida raccolta, ho montato NAV09 su macchina virtuale Windows XP Sp3 e sto già provvedendo a farla girare per capire quanto può infastidirla l’AV (o quanta schifezza può lasciarsi sfuggire) ;)

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