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Loro però ti cambiano le spazzole “gratuitamente”

Da diversi giorni (e molto probabilmente fino a fine mese data la promozione) sta passando in TV questa pubblicità:

Il video fa riferimento alla promozione dello scorso anno ma sostanzialmente è tutto rimasto invariato con la scadenza al maggio di quest’anno. Carglass è forse una delle aziende più conosciute vista la grande mole di pubblicità che viene trasmessa continuamente nel mainstream (radio, televisione, siti web specializzati e social network) oltre che per la diffusione delle sue filiali sul territorio.

Un paio di settimane fa ho trovato “un regalo” sulla mia auto: una crepa mica da ridere che non mi ha permesso alcuna riparazione, la sostituzione è stata obbligatoria e nonostante la mia polizza cristalli mi permetta di avere zero franchigia e 400€ di massimale ho deciso di fare un giro di telefonate per cercare di spendere meno possibile ottenendo comunque un buon servizio.

E dove sta il problema?

Ho chiamato per prima proprio Carglass che -nonostante l’aver specificato da subito l’intenzione di chiedere il prezzo prima di fissare qualsivoglia appuntamento- si è mostrata un pelo stizzita per non essere stata immediatamente scelta lasciandomi a bocca aperta con il prezzo del lavoro finito, chiavi nuovamente in mano: €682 iva inclusa, dato che possiedo una polizza cristalli (si, il prezzo cambia se non la si ha, si dovrebbe spendere di meno in teoria). Stiamo parlando del parabrezza della mia Seat Leon penultima serie, corredato di sensore luci / pioggia e senza bandella superiore parasole. Specifico che: il preventivo è stato fatto telefonicamente con una operatrice che mi ha comunicato il prezzo giusto o sbagliato che sia in base alle mie informazioni (come è successo per tutte le altre telefonate e gli altri operatori dall’altro lato della cornetta, ndr).

Fate bene attenzione alla cifra, perché ovviamente il giro telefonate si è fatto immediatamente necessario (in ogni caso non avrei voluto coprire la differenza tra 400€ di polizza cristalli a i 682 chiesti da loro) e i risultati sono stati molto simpatici oltre che inaspettati. Per la cronaca: i due migliori su Milano (l’ho sostituito dato che non c’era in previsione di scendere a Ravenna) sono stati Vetrocar (che ha diverse sedi sul territorio) e Cova Vetri in via Tortona. Quest’ultimo ha preventivato telefonicamente un lavoro da € 326 iva inclusa, chiavi riconsegnate al proprietario e pacca sulla spalla augurandosi (da ambo le parti) che da li a breve non ci si riveda. Vetri della Saint Gobain che -per la cronaca- la Seat ha utilizzato anche per il lunotto posteriore.

Si tratta di un prezzo più basso della metà del primo, eseguito in meno di due ore (ci sono andato il lunedì mattino successivo aver avuto il problema al venerdì precedente) con estrema cura del dettaglio e dell’automobile, con la giusta attenzione a ogni possibile difetto e con il vetro che ora ha anche la banda parasole superiore perché mi è stato offerto allo stesso prezzo di quello senza. Mario, il ragazzo che si è occupato del lavoro, mi ha spiegato ogni singolo passaggio (si, sono un noto scassaballe) senza mai perdere di vista però ciò che c’era da fare. Lavoro terminato, pagato, e ora non resta che attendere il rimborso dalla mia compagnia assicurativa che spero possa apprezzare anche il mio voler evitare di arrivare al massimale.

Sento di consigliarvi lo stesso tipo di ricerca in caso di danno (nella vostra città) o addirittura di andare a colpo sicuro da Cova Vetri se vi trovate a Milano? Assolutamente si. Mi è stata consigliata da un collega di lavoro che si era già trovato bene e personalmente mi sono trovato a meraviglia. Giusto per completezza e correttezza cito Vetrocar perché arrivata seconda di poco, il prezzo del preventivo si discostava molto poco da quello di Cova, da tenere quindi in considerazioni dato che possiedono diverse filiali sparse sul territorio: vetrocar.it/sito/it/ricercacentrimappa

Non so, non capisco e non penso neanche di voler sapere il perché determinate aziende applichino un tariffario decisamente fuori dalla portata delle nostre attuali tasche. Di sicuro c’è che diverse compagnie assicurative si associano a determinati partner costringendo il cliente finale a rivolgersi a questi per la sostituzione dei vetri della propria auto per ottenere il rimborso parziale o totale del danno, mettendo letteralmente “il coltello dalla parte del manico” a queste persone e i loro tariffari (un po’ come succede con il cartello della benzina).

Loro però ti cambiano le spazzole gratuitamente, ecco questo Cova non me lo ha offerto, che brutta gente ;-)

BitTorrent Sync: spostare dati facilmente ed in sicurezza

Se ne fa tanto discutere in questi giorni e svariati blog italiani molto conosciuti puntano il dito su quello che è l’ultimo dei diversi esperimenti disponibili nei laboratori dove nasce BitTorrent, si chiama Sync e potete facilmente immaginare quale sia il suo scopo.

Tutte le informazioni ufficiali sul progetto sono contenute all’indirizzo labs.bittorrent.com/experiments/sync.html. Vediamo insieme di cosa stiamo parlando, come funzione e come si è comportato alla fine di un test durato qualche giorno e che ha visto come protagoniste una macchina Desktop a Ravenna e una a Milano.

Setup & Go

Scaricate gratuitamente il file di installazione da labs.bittorrent.com/experiments/sync.html (scegliendo il sistema operativo, BTSync è già compatibile anche con sistemi per NAS!) e scegliete una nuova installazione senza chiave alcuna.

Il funzionamento è molto banale e una volta compreso abbatterà ogni limite di quantità dati che possono essere scambiati tra device che possiedono la stessa chiave generata dal “server” (se così si può chiamare, in realtà è la macchina che per prima condividerà il materiale permettendo alle altre di scaricare ed in seguito caricare ulteriori dati se l’accesso è lettura e scrittura). La prima cartella “gentilmente offerta” all’atto dell’installazione verrà stabilita dall’utente, potrà essere una cartella già esistente o creata ad-hoc per BTSync, non ha nessuna importanza, potrete cancellarla subito dopo il termine dell’installazione proprio perché non vincolata in nessun caso alla sopravvivenza del client.

Si tratta di un esperimento ed in quanto tale il client è estremamente scarno di opzioni e di finezze grafiche ma poco importa, la sostanza è ciò che conta e l’importante è che tutto funzioni no? Appunto, funziona. Sfruttando la potenza della rete BitTorrent e la sicurezza della stessa (condita con un’ulteriore protezione dettata da una chiave a 256 bit associata ad una stringa random di ulteriori 20 byte o più se l’utente lo desidera per ciascuna cartella condivisa, ndr) BTSync permette di aprire l’accesso in lettura e scrittura (sta a voi scegliere) ad una o più cartelle dei vostri dischi fissi collegati al PC acceso e collegato ad internet.

Attraverso il pulsante “Add” all’interno della tab “Shared Folders” potrete ovviamente aggiungere tutte le cartelle che desiderate, per ciascuna potrete generare una chiave segreta e randomica che potrete incollare su un secondo device per cominciare la sincronizzazione dei dati tra le due (o più) parti. Facendo clic con il tasto destro su una singola cartella condivisa e scegliendo “Show folder preferences” potrete inoltre modificare le opzioni specifiche, compresa la possibilità di copiare una chiave segreta di sola lettura (così da non permettere agli altri device di modificare il contenuto della cartella) o addirittura generare una chiave “one-shot” che si auto-distruggerà dopo il primo utilizzo (nel corso delle 24 ore successive alla generazione) anch’essa regolabile in lettura e scrittura, consentendovi di dormire sonni tranquilli :-)

Entro anche io!

Rispetto ai concorrenti, Dropbox (senza il quale sarei perso, ndr) in primis, BTSync consente di sincronizzare qualsiasi cartella del sistema e con una moltitudine di device e utenti sparsi per la rete, senza necessità alcuna che le cartelle si trovino nello stesso posto, con la possibilità di renderle accessibili in sola lettura e non permetterne quindi la modifica, con un domani già segnato da interfacce più accessibili e applicazioni studiate e realizzate per device mobili (ormai necessarie per una sopravvivenza e forte crescita di questo tipo di servizi).

Così come per qualsiasi loro concorrente (anche se di vero concorrente non si può parlare poiché non esiste spazio alcuno sui loro server designato alla conservazione dei vostri dati) basterà dare una “leggera spintarella” per cominciare il processo di sincronizzazione unidirezionale o bidirezionale che sia. In questo specifico caso una seconda postazione con un client BTSync installato potrà inserire la chiave segreta e la cartella di destinazione, quindi attendere qualche secondo (al più un minuto) per veder partire il download o l’upload dei dati contenuti:

Ciò vuol dire che backup ed errori sono a vostro carico ma che nessuno nel mezzo riceverà quei dati per tenerne una copia. E’ un pro ed un contro allo stesso tempo, lascio a voi la valutazione. La velocità di trasferimento tra le macchine è anch’essa a vostro carico, che poi più che vostro è del provider scelto per collegare in internet le abitazioni (o l’ufficio), funziona allo stesso modo di Dropbox con l’unica differenza che l’upload corrisponderà grosso modo al download dall’altro lato proprio perché quest’ultimo è generalmente più “aperto” e riesce a stare al passo con la velocità di upload (anche in contemporanea con altre operazioni).

In un certo senso BTSync potrebbe essere messo alla stregua di una chiave USB (non considerando la velocità di trasferimento, ovviamente) per passare i dati da una macchina all’altra, ha il vantaggio di poter essere lasciato ad operare durante la notte se entrambe le macchine sono accese e connesse alla rete (e magari non avete neanche fretta di avere i vostri dati duplicati tra le due postazioni), il tutto mantenendo la massima sicurezza e la flessibilità dato che i dati che andrete a modificare torneranno a sincronizzarsi con quelli più vecchi sugli altri device aggiornandoli.

In conclusione

Il suo lavoro lo svolge già bene nonostante si tratti di un esperimento con ampi margini di miglioramento sia per correzione di eventuali bug (non ne ho trovati, più che altro una svista che non ti avvisa nel caso in cui il sync tra i device venga messo in pausa e non più modificato) che veri e propri ritocchi al reparto grafico e nelle opzioni aggiuntive. Il punto forse più scoperto e a sfavore di Dropbox (sincronizzazione di qualsiasi cartella all’interno del sistema, comunque facilmente aggirabile tramite work-around già spiegato in queste pagine) volge a favore di questa soluzione che -almeno per ora- voglio provare ad utilizzare per sincronizzare dati non importanti tra le postazioni delle due città, può tornare davvero molto comodo :-)

A voi la prova e l’area commenti per dire cosa ne pensate e come vi siete / vi state trovando!

Nuova SEAT Leon: the Lion King is back!

E ora basta con i videogiochi e la realtà virtuale, parliamo di strada, di libertà di guida (tanto adorata quanto odiata in base a chi ti trovi nella corsia di fianco, ndr)! Ho avuto il piacere e l’onore di guidare una nuova SEAT Leon per una settimana, l’ho fatta correre sulle strade di Ravenna e Milano, l’ho mostrata ad amici e parenti raccogliendo approvazioni e critiche ma in ogni caso me la sono davvero goduta.

L’impegno e l’investimento del gruppo Volkswagen racchiusi nella nuova berlina che fa bella mostra di se anche al salone di Ginevra in questi giorni, nella sua nuova versione SC. Vediamo insieme com’è andata.

Nessuno ti conosce meglio di me

La proposta di mettere al volante della nuova Leon una serie di “interessati” è nata per caso al Motor Show di Bologna di qualche mese fa, la voglia di aiutare SEAT nel lancio di una macchina così importante per la casa è quasi d’obbligo quando fai parte dei club ufficialmente riconosciuti sul territorio italiano. Il sottoscritto è ancora parte integrante dell’ITC nonostante circa un anno fa abbia deciso di passare alla sorella maggiore: da Ibiza a Leon.

Uno dei punti salienti e vincenti della proposta è esattamente questo: chi meglio di un cliente può conoscere una SEAT? Il marchio spagnolo pesantemente influenzato dalla tecnologia e dall’esperienza tedesca è protagonista negli ultimi anni di realizzazioni fatte su misura di giovane (e non solo), segno distintivo che l’ha sempre fatta risaltare in mezzo a tante “giovani vecchie” . Quello che la nuova Leon fa è un po’ perdere quell’aggressività e design “diverso dal solito“, guadagnando però in altri dettagli e  caratteristiche che la rendono una vettura molto appetibile ad un prezzo assolutamente accessibile considerando che si tratta di una Golf ben mascherata, a tal proposito avevo tirato fuori qualche dubbio proprio poco tempo fa (ricordate questo articolo?).

La vettura

La vettura testata è la stessa che avevo avuto modo di provare in pista a Misano. Si tratta della versione 1.4 TSI ad iniezione diretta (benzina) con 122CV, Start/Stop e allestimento FR, il top di gamma in attesa dell’arrivo della versione Cupra non ancora annunciata (ma che tutti noi stiamo aspettando!), qui trovate il catalogo contenente anche le versioni disponibili: seat-italia.it/content/medialib/seat/it/models/nuova-leon/brochre/catalogo/_jcr_content/renditions/rendition.file/nuovaseatleon.pdf.

Certo in confronto alla mia FR 170CV CR con DSG è tutto un altro mondo, ma posso assicurarvi che anche questa “piccola” è abbastanza decisa e cattiva da divertire chi la guida, senza mai dimenticare la sicurezza ed il comfort.

Alla guida

Ho voluto viaggiare e segnare ogni particolare notato durante il tragitto, ogni dettaglio che potrebbe sfuggire durante il classico test da concessionario, la nuova Leon propone delle chicche che attualmente è difficile trovare su altre vetture della stessa categoria.

  • Volante: rinnovato per l’occasione rispetto a quello della serie subito precedente: comandi a pari delle plastiche laterali, sostituzione dei pulsanti volume e visualizzazioni funzioni nella strumentazione con gli scroll più precisi e comodi per un più rapido accesso alle risorse;
  • Cruise control: separato dall’asta frecce (posto subito sotto, ndr), così da potergli dedicare un suo spazio e qualche funzione in più per quello che riguarda la regolazione della velocità (basta tirarlo dolcemente verso il corpo per aumentare di 1km/h la velocità da tenere, dare un clic sul pulsante laterale per abbassare allo stesso modo, mandare l’asta verso l’alto per aumentare in un solo colpo di 10km/h o verso il basso per diminuire della stessa quantità), mandarlo completamente indietro per disattivare la funzione (per interromperla temporaneamente basta come al solito sfiorare il freno), un’idea molto valida. Quello che forse è un po’ meno valido è la velocità con la quale lo stesso Cruise è in grado di tornare alla velocità precedentemente stabilita quando la macchina è stata frenata (per traffico, semaforo rosso o chissà cos’altro), sono quasi certo che si tratti di una limitazione dovuta al motore della vettura provata, con qualche cavallo in più probabilmente il recupero è più rapido;
  • Lane Assist: forse la novità più discussa e apprezzata (ma allo stesso tempo temuta) da chi è entrato con me nella Leon. E’ il sistema di mantenimento della carreggiata, ben differente dal far tremare semplicemente il volante o il sedile guida, si tratta di un complesso meccanismo che permette di lasciare il volante e (se il sensore è in grado di rilevare correttamente la carreggiata) veder “guidare da sola” la vettura. La Leon infatti curverà da sola, si centrerà nella corsia, continuerà a procedere dritta in mancanza di impedimenti o cambi di direzione pre-annunciati (mettendo la freccia, per esempio):

  • Chiaramente più la strada è “in ordine”, meglio funzionerà il Lane Assist, la rapidità con la quale rileva la carreggiata e permette di “lasciare” il volante (avete una manciata di secondi prima che si attivi l’allarme e vi obblighi a rimettere le mani al loro posto) è molto superiore in autostrada e meno (se non addirittura assente) nelle strade di città o campagna, o per lo meno impiegherà più tempo per permettervi di sfruttarla. Mi premere segnalare che se -come me- siete abituati a tenere il volante con una sola mano e neanche troppo “pesante“, il Lane Assist potrebbe lamentarsi del fatto che queste non siano correttamente posizionate, come se non venissero rilevate, finirete probabilmente per disattivarlo nelle lunghe percorrenze;
  • Consumi: con i tempi che corrono, è chiaro che questo dettaglio assume particolare importanza nella valutazione complessiva dell’acquisto. La nuova Leon (almeno in questa versione) ha consumi accettabili se utilizzata in maniera corretta. Vengono dichiarati 6,5l per 100Km in ciclo urbano, 4,4 in extraurbano e 5,2 in combinato. Il mio risultato? Tra un viaggio in A1, diversi in città e qualche manovra rapida per divertirsi con la modalità sport non posso neanche lamentarmi così tanto:

  • Un totale di 640Km circa quasi a fondo serbatoio (calcolando ciò che rimaneva quando ho scattato la fotografia);
  • Profili di guida: si parlava di profili di guida proprio perché la nuova Leon permette di modificare il carattere e la risposta anche in corsa. Eco, Normale, Sport e Individuale, 4 le possibili scelte a disposizione del pilota. Se la Eco tende a preservare i consumi, la Sport lascia il guidatore libero di divertirsi come un bambino con il suo nuovo videogioco, si perché la colorazione dei led in portiera (solo nella versione FR) ricordano tanto un mezzo più da Fast & Furious che “sobrio Audi“:

  • Eppure fanno tanto “cosa figa” della quale vantarsi con chi sale e non capisce come mai “arriva quella luce dalla portiera“, un peccato poter apprezzare “la magia” solo alla sera :-)

Media & Tech

Forse la parte più interessante per chi è tutto “audio & video“. SEAT ha decisamente rinnovato l’intero “reparto“, il nuovo protagonista si chiama SEAT Sound System. 10 altoparlanti (8 nella versione FR, 6 nelle inferiori), schermo touch screen da 5,8″ a colori (nella versione FR, in B/N sulle versioni inferiori) con porta USB, AUX-in, Bluetooth Audio per lo streaming diretto della vostra musica da telefono o da iPod (Android / BlackBerry OS, ecc.), slot per SD Card e tanti formati pienamente compatibili. In questa versione “elitaria” da 10 altoparlanti è incluso il subwoofer che trova posto nel vano ruota di scorta nel baule.

Il risultato è una ricchezza e una precisione del suono che non vi aspettereste di certo su una macchina che esce dalla fabbrica, un lavoro degno di un installatore audio al quale chiedete un impianto che suoni “degnamente” senza troppo sforzo.

Lo stesso sistema include chiaramente navigazione, comandi vocali, radio e molto altro ancora. Qualche appunto veloce:

  • Calcolo dei percorsi: il nuovo sistema offre 3 diverse possibilità di percorso ogni volta che si sceglie una destinazione (le classiche: percorso più breve, più veloce o una via di mezzo). Questo calcolo impiega diverso tempo e nel caso in cui ci si trovi in emergenza con la necessità di sapere dove svoltare ecco, potreste non avere una risposta valida in tempi brevi. Rispetto al sistema di navigazione precedente la velocità si è ridotta sensibilmente, non è molto gradevole in corsa soprattutto se avete bisogno di un percorso alternativo in caso di traffico o incidente;
  • Aggiornamento delle mappe: non so perché (magari pura sfortuna) ma le mappe mi hanno tradito almeno in un paio di occasioni. Una volta imparato a scegliere il giusto percorso tra i 3 disponibili (il rosso vi è amico se avete necessità di velocità, ricordate questa frase) dovrete vedervela con le modifiche alla viabilità e ai sensi unici con conseguenti chiusure stradali. Nella zona di Valeggio (VR) avevo avuto giusto preavviso, a Lodi (MI) no, su altri percorsi invece nessun problema, calcoli sui tempi di arrivo molto puntuali e avvisi sul traffico abbastanza precisi, tutto come da copione se pensiamo agli attuali sistemi di navigazione. Decisamente ricco di informazioni su ciò che circonda l’auto in corsa, molto più che nelle vecchie versioni, può tornare sempre utile;
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  • Sensori di parcheggio e prossimità: posti sia davanti che dietro all’auto nella versione provata, tornano molto utili sia in fase di parcheggio che in prossimità di un ostacolo. L’attivazione è completamente automatica e le distanze compaiono immediatamente sul monitor per permettervi di capire fino a dove potete spingere l’automobile;
  • Ricezione radio / GPS: esteticamente molto valida la scelta di rimuovere l’antenna (generalmente ancora più grande se la macchina include il navigatore satellitare integrato), forse meno valida sul fronte ricezione. Dove la vecchia Leon riceve male alcune frequenze radio (zone non particolarmente coperte dal segnale), la nuova Leon salta a piè pari l’ostacolo, cambia stazione costringendo ad attendere che ritorni su quella corretta. Ho provato a riprodurre qualche volta l’errore riuscendoci sempre. Meno sensibile invece quella del navigatore, il rilevamento dell’automobile parte quasi immediatamente;
  • Comandi vocali: telefono, navigatore e altre funzioni dell’auto possono essere controllate tramite la voce e fin qui nulla di male e tutto di guadagnato. C’è un però. Una volta attivato il riconoscimento vocale da volante dovrete selezionare la funzione desiderata, quindi chiedere di eseguire l’azione, attendere che il computer di bordo chieda i dettagli e poi la conferma di esecuzione. Se questo dovesse tradursi in telefonata urgente senza però la possibilità di poter staccare le mani dal volante il risultato corrisponderebbe ad una grande perdita di tempo, quasi più che accostare, lanciare l’operazione direttamente da telefono e rimettersi in carreggiata sfruttando poi il sistema vivavoce. Sulla versione precedente dello stesso sistema tale azione impiega meno della metà del tempo.

Inutile dire che queste mie impressioni non corrispondono certo alla totalità dei casi. Fattori esterni e casualità varie giocano un discreto ruolo.

In conclusione

Una macchina che attira molto l’attenzione, non vi nascondo che in tanti si sono girati per osservare la bellezza di una fiammante FR rossa nuova di pacca, soprattutto con il suo gruppo ottico così particolare. Ah già, il gruppo ottico, quello Full Led, segno distintivo della berlina di punta di casa SEAT. Perché non ne ho voluto parlare fino ad ora? Perché ne parlano tutti, perché è forse il particolare più inflazionato insieme al sistema multimediale, perché non è un gruppo ottico -seppur così spettacolare- a fare una macchina, e poi perché per apprezzarlo davvero dovreste vederlo dal vivo, è un’emozione forte per chi adora le automobili :-)

Abbiamo dedicato all’intero progetto una pagina su Facebook che raccoglie tutto il materiale, le fotografie e le esperienze di chi ha potuto mettersi alla guida di questa brillante vettura: facebook.com/LeonSpecialAmbassadors. Visti i commenti, le approvazioni e il “rumore generato” posso dirmi (e penso di parlare a nome dell’intero club se non addirittura di tutti) di essere molto fiero di quanto realizzato e dei risultati ottenuti.

A me non resta che ringraziare tutti i partecipanti, Martina (gruppo VW Italia) che ci ha subito creduto e ci ha aiutato a mettere in piedi l’intera iniziativa, a SEAT tutta per la fiducia nei nostri confronti e la continua collaborazione, a tutti gli attuali e futuri clienti che vorranno avvicinarsi e scegliere di guidare una SEAT :-)

Grazie a voi lettori per essere arrivati a leggere fino a qua.

Mozilla Italia a Fa La Cosa Giusta 2013

Fa La Cosa GiustaRipubblico quanto mandato “live” ieri sera sul sito ufficiale di Mozilla Italia (mozillaitalia.org/home/2013/03/04/mozilla-italia-a-fa-la-cosa-giusta-2013):

Manchiamo in quel di Milano dall’ormai lontano 2009, dopo due anni di fiera a Firenze e un anno di totale assenza dalle scene fieristiche nazionali (eccezione fatta per qualche evento locale che ci ha fatto conoscere molti nuovi contatti e fedeli utilizzatori) Mozilla Italia torna a Fa La Cosa Giusta nel capoluogo lombardo per l’edizione 2013, dal 15 al 17 marzo prossimo!

Abbiamo ancora poche informazioni riguardo la posizione del nostro stand ma di sicuro ci saremo, pronti ad accogliere utenti di ieri e di domani (sperando di convincervi della bontà dei prodotti, perché no), semplici curiosi, tutti coloro che vogliono capire chi si nasconde dietro il team Mozilla Italia e parlare con noi del panorama Mozilla, del nuovo Firefox OS che potremo mostrarvi in azione su un telefono di test durante le giornate di sabato e domenica, filtri di navigazione per un web più pulito grazie a AdBlock e X Files o più semplicemente chiedere supporto per un problema che non riuscite a risolvere in autonomia.

Per tutte le informazioni sulla fiera, i costi di ingresso, gli orari, gli espositori, ecc. potete consultare il sito web ufficiale all’indirizzo falacosagiusta.terre.it. Noi aggiorneremo questo articolo per mettervi a conoscenza della nostra posizione non appena ci consegneranno le ultime informazioni logistiche. Durante la fiera potrete seguire i nostri aggiornamenti tramite il feed Twitter (twitter.com/mozillaitalia) o la pagina ufficiale su Facebook (facebook.com/mozillaitalia).

Questo è quanto. Tenete d’occhio questo articolo per conoscere gli aggiornamenti :-)

Ci vediamo in fiera!

Seguite l’articolo originale per tutti gli aggiornamenti! ;-)

Xbox 360: Call of Duty Black Ops 2

E’ un periodo talmente carico di nuove uscite che starci dietro diventa un’ardua impresa. Oggi tocca ad Activision ed alla sua nuova punta di diamante dei record: Call of Duty Black Ops 2, campione di incassi al Day-1 con oltre 500 milioni di dollari raccolti nel mondo.

A distanza di alcuni giorni dall’uscita (13 nov.) e dalle prime recensione dei network specializzati, ecco la prova su strada su Xbox 360, con un giocatore assolutamente inesperto ma pronto ad imbracciare le armi e iniziare a far saltare qualche testa, meglio ancora se appartenente a qualche non morto, ulteriore novità di questo capitolo.

La storia

Contrariamente al suo fratello ormai minore, COD BO2 porta il giocatore in una realtà ostile (e qui nulla cambia, fortunatamente per gli appassionati del titolo e del genere) e futuristica, ambientata nel corso di una guerra fredda del 2025. Non abbiate quindi paura, non avremo modo di riviverla davvero se i Maya non si sbagliano ;-) Ci possiamo “accontentare” di tutto ciò che è stato riprodotto in questo blockbuster dalle grandi aspettative e dalle potenzialità davvero devastanti.

Se non dovesse bastare, dato che ultimamente vanno molto di moda, Treyarch ha deciso di omaggiarci di appositi livelli in cui sarà possibile affrontare zombie. I più classici dei non morti, affamati del vostro sangue e in attesa che i proiettili finiscano o vi si inceppi un’arma, a loro basta poco per essere felici.

Questo è Call of Duty Black Ops 2, è arrivato il signore della guerra.

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Gameplay

Il più puro e affidabile tra gli FPS, la quintessenza del piombo portato sul “piccolo grande schermo di casa, il gameplay si conferma uno dei punti di forza massimo di questo titolo che attraversa la storia portandoci (come già anticipato nel paragrafo precedente, ndr) a cavallo tra le fine del ’70 e gli inizi degli anni ’80 per poi catapultarci nel 2025, la parte più bella e accattivante di questo gioco grazie soprattutto ad un’ottima sceneggiatura che contraddistingue Black Ops 2 da qualsiasi altro titolo di questo genere, compreso il se stesso di due anni fa.

Per evitare di perdere il contatto con la storia originale torneremo a vestire i panni di Alex Mason, che passerà poi le redini al figlio Alex. Panama, Singapore, Afghanistan e altre terre scrupolosamente riprodotte verranno continuamente attraversate, narrate e combattute all’ultimo proiettile, mantenendo quella differenziazione e possibile traguardo della storia lasciato alle gesta del singolo giocatore, alle sue scelte tattiche, al suo modo di guidare la squadra nella nuova modalità “Strike Force“.

Personalmente ho molto apprezzato questo voler essere dinamico e pronto a modificare l’evoluzione della storia in corsa, la possibilità di “uscire dal seminato” nei giochi come questo non è mai cosa facile e scontata, Treyarch non delude quindi le aspettative e passa a pieni voti quello che è il massimo valore raggiungibile per longevità, grazie anche alle modalità multiplayer online e offline e alla neonata “zombie” alla quale dedico un paragrafo poco più in la.

Multiplayer

Ed a proposito di multiplayer, quello online è cambiato “poco” rispetto al passato ma il motivo è pressoché ovvio: occorrono mappe non troppo grandi ma veloci per poter fare bene “questo sporco lavoro“. La community che si è costruita intorno a COD è molto grande e spazia per età e bravura lasciando comunque spazio al semplice curioso (vedi il sottoscritto), mettere a disposizione mappe rapide che accontentino tutti non è semplice eppure Black Ops 2 non delude neanche in questo caso. Di sicuro impatto è la novità del “pick 10“, i 10 spazi a vostra disposizione che permetteranno di selezionare la dotazione di partenza, una strategia che deciderà buona parte delle sorti del match ancora prima che scendiate in trincea. Occhio quindi a ciò che intendete portare con voi, anche se le abilità del giocatore e del personaggio scelto aiuteranno molto nell’impresa.

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Per i più esigenti che hanno chiesto a gran voce la modifica, in perfetto contrasto con il cecchinaggio e il respawn con killer poco professionisti dal grilletto e dal posto facile ecco comparire la modifica sul punteggio ottenuto in combattimento online: scorestreak in sostituzione del killstreak, per far si che gli aiuti e il punteggio puro e crudo aumentino solo in particolari condizioni di bravura e difesa del proprio territorio, mi dispiace quindi per chi ha sempre vissuto sul totale di uccisioni dalla distanza ben riparato dal fuoco nemico senza mai scendere in trincea :-)

Per gli amici: “Zombi

Magari mi ricorderò male eppure mi sembrava si dicesse / scrivesse zombies, ma chissenefrega! Ultima tra le modalità selezionabili da menu principale del gioco eppure degna di nota anch’essa. Un piccolo regalo di Treyarch che male certo non fa, dato che è tornato così tanto di moda ultimamente, e poi si tratta pur sempre di un “amarcord” considerando che la modalità sopravvivenza era protagonista anche del precedente capitolo.

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Insieme quindi alla vostra arma e a qualche giocatore connesso in rete (consigliato per non farsi “tutto in solitaria”) o alla stessa console (fino a 4 controller quindi), sarà possibile scendere a combattere i non morti. Zone distrutte e abbandonate, sommerse dalle fiamme e da strani occhi dal bagliore minaccioso che si avvicinano con un solo obiettivo: uccidervi. Affilate i coltelli e assicuratevi di aver inserito un caricatore pieno, vi servirà. La mappa conta una serie di fermate progressivamente più difficili, è molto complicato arrivare fino alla fine soprattutto a causa del capitale sempre meno importante che non ci permetterà cosi di acquistare armi e munizioni a sufficienza, personalmente mi sono sentito più volte una schiappa in questa modalità!

In conclusione

Ottima la grafica, che ha fatto passi importanti rispetto al precedente capitolo, così come l’impeccabile colonna che vede (anzi sente!) la presenza di Trent Reznor e i doppiaggi d’autore come quello del grandissimo Giancarlo Giannini (qui la news in merito). Il sudore e il sangue di Treyarch sono ben presenti all’interno del gioco, quasi li si sente e li si tocca provando sulla propria pelle quello che è il brivido per cotanto lavoro eseguito. A loro vanno i miei complimenti che valgono doppi se si pensa che io non amo particolarmente questo genere :-)

Insomma, un gioco da non far mancare alla collezione, men che meno se avete avuto l’occasione di giocare il capitolo precedente. Ottimo lavoro ragazzi, e ora scusate ma torno al mio fucile!

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