Queste sono le classiche situazioni nelle quali si fatica sempre a trovare le giuste parole, e dire che chi mi conosce sa bene che ho in testa un discreto quantitativo di lemmi adatti a ciascuna occasione! :mrgreen:
Signora maestra, ho una giustificazione per questa assenza abbastanza prolungata dal blog (oltre “il solito”).
Volendola fare breve potrei dirvi che qualche anno fa avevo pensato che la mia vita sarebbe potuta girare intorno a Milano e che tutto si è fermato quando ho conosciuto Ilaria, potrei dirvi che Ravenna è bella da vivere e che ho provato a costruirci un futuro, potrei dirvi che si stava meglio quando si stava peggio e che chi si ferma è perduto (le frasi fatte ci stanno sempre bene, no?).
Posso però dirvi con una certa soddisfazione (che spero duri nel tempo) che ho accettato una nuova proposta di lavoro e che a partire da martedì 1 febbraio il sottoscritto farà le valigie e si trasferirà a Milano. Assago sarà la mia nuova sede di lavoro, gli amici e i nuovi colleghi di lavoro la mia “famiglia adottiva“. Per qualche mese cercherò di ambientarmi, conoscere per quanto possibile il territorio fermo restando che durante il fine settimana si torna in patria così da stare vicino ad Ilaria (che mi seguirà in un secondo momento) e alla famiglia.
Ho già ringraziato i miei attuali colleghi e i clienti che per tanti anni ho supportato e sopportato, sono quelli che mi hanno dato tanto, che mi hanno permesso di imparare e bestemmiare contemporaneamente, in quantità industriale. Mi immedesimo nel Franco Neri di turno e per la seconda volta in vita mia do il via ad un nuovo “Start“, un cambiamento radicale, stavolta con le mie sole forze, ne dovrei avere a sufficienza, sono un bimbo grande.
Fatemi il vostro migliore in bocca al lupo, mi servirà. Arrivederci è la parola più adatta per tutti coloro che lascio, presto potrò stare più a contatto con i conoscenti che vivono nella capitale lombarda e con i quali mi sento quotidianamente via internet. Potrò riavvicinarmi a persone care che vivono li e con le quali magari ci si vedeva troppo raramente (vero Gianluca?), partecipare più facilmente alla vita così detta “social” che vede in Milano e Roma i suoi epicentri.
Attenzione: Post a moderato contenuto nerdico, si consiglia di girare al largo nel caso in cui l’argomento non interessi! :mrgreen:
Avere un amico e collega di lavoro che non conosce cosa voglia dire “arrendersi” può tornare maledettamente utile in casi estremi dove hardware e software pensano di non poter parlare tra di loro. Riavvolgo il nastro e vi porto a qualche mese fa quando -insieme ai colleghi trasfertisti- ho chiesto all’azienda una connessione più decente della vetusta ISDN che copriva l’appartamento ad Assago dove ci appoggiamo durante i viaggi di lavoro in quel di Milano e dintorni.
La richiesta è stata accolta, così come la scelta dell’hardware: una chiavetta dati del nostro attuale carrier telefonico aziendale (Vodafone, appunto) ed una Fonera 2.0N attraverso la quale saremmo riusciti a propagare il segnale via WiFi privata e contemporaneamente configurare altre chicche che possono sempre tornare utili (ivi compreso il canale OpenVPN verso l’azienda).
Sfortunatamente la Vodafone ci ha mandato (senza prima chiedere alcunché) un nuovo dongle K4505 che -a dar retta alla Wiki di FON- veniva dato come non compatibile con il loro router: wiki.fon.com/wiki/3G_compatibility.
Da oggi quel “non compatibile è cambiato“, grazie a Sergio :)
You need to flash your Fonera with the latest DEV image from download.fonosfera.org (latest is 2.3.6.1). This will allow you to access your Fonera on SSH.
Now connect via SSH to the Fonera. Username is root and password is the one you use to access web gui.
create /etc/usb-modeswitch.conf and write this inside:
state leggendo un post nato grazie alla collaborazione con aziende terze. Vi ricordo che le mie recensioni sono oggettive, in nessun modo contenenti baggianate gratuite solo perché qualcuno mi offre il gadget di ultima generazione o investe in questo piccolo blog. Leggete come sempre con fiducia, non mi risparmio per nessuno! ;)
Un articolo scritto a più riprese, cercando di curare ogni dettaglio e ogni problematica legata al telefono che ho avuto modo di provare grazie a Microsoft e Hagakure, come già detto in questo precedente post.
Voglio attraversare con voi questa avventura, un test fatto di passo-passo e nuove scoperte, partendo dal nulla e dalle speranze che nutrivo nell’intervista che mi ha visto protagonista insieme a Marco la sera della consegna:
Ciao!
E’ la prima parola detta al telefono una volta sveglio :mrgreen:
Si, l’ho davvero connesso al mio account Xbox Live come prima operazione, non c’è un motivo ben preciso, sarà stata sicuramente colpa della vicinanza alle diverse Xbox 360 con Kinect della Kinect House! L’avventura comincia, tra social network, collegamento costante alle proprie risorse e telefonia standard (ormai l’ultima citata quando si parla di smartphone simili).
Mettetevi comodi e godetevi il viaggio. Nell’articolo ho voluto analizzare tutto ciò che mi ha colpito -positivamente e non- del dispositivo, non pretendo di pubblicare la recensione più tecnica o più completa. Questa è la mia serie di impressioni e esperienza con Windows Phone 7, ciò che probabilmente vorrei trovare in qualche blog che seguo (o che riesco a individuare con Google sul momento) prima di effettuare un acquisto.
Perdere l’orientamento?
La diversa dashboard è l’elemento che per primo salta all’occhio. Gli utilizzatori Symbian, iOS e Android potrebbero non vedere di buon occhio questo volersi distinguere dalla massa ma -personalmente- ho trovato l’idea di un desktop diverso dal solito accattivante e funzionale. La schermata home di Windows Phone 7 ha un semplice sfondo nero, icone monocolore differenziate dal testo e dall’immagine contenuta, forme quadrate e rettangolari più o meno irregolari (dipende dalla loro funzione).
Il mosaico scelto per rappresentare ciò che più serve nel quotidiano ha uno stile assolutamente minimalista, talvolta forse troppo per chi si aspetta qualcosa di diverso (magari già collaudato?) e una maggiore possibilità di personalizzazione. Eppure, a patto che la scelta sia ponderata e bilanciata rispetto a ciò che può servire, questa non è così azzardata. Non c’è possibilità di “perdersi“. Qualunque applicazione sia considerata secondaria troverà posto nel riepilogo globale delle installazioni accessibile semplicemente trascinando il dito la schermata verso sinistra, senza andare ad invadere prezioso terreno nella propria home.
L’utilizzatore potrà in qualunque momento decidere cosa tenere e cosa togliere con una facilità estrema. Il funzionamento è lo stesso di iOS, basterà tenere il dito puntato su un’icona per poterla rimuovere dalla home e riorganizzare lo spazio a disposizione.
Vorrei proporvi degli screenshot della mia attuale dashboard ma sono impossibilitato. Contrariamente all’iOS anche di prima generazione, Windows Phone 7 non prevede la possibilità di scattare istantanee del monitor, mi auguro davvero che Microsoft implementi la feature in un prossimo aggiornamento di sistema, una manna dal cielo per chi -come me- scrive articoli riguardo questo mondo e vorrebbe magari mostrarvi dei passo-passo anche grafici per mettere in pratica trucchi e personalizzazioni del proprio dispositivo.
Accedere al mio mondo
Il mondo di ciascun utente medio che fa uso di questo tipo di smartphone è fatto -con molta probabilità- di diverse caselle di posta elettronica, uno o più calendari da tenere d’occhio (e aggiornare quando necessario), dei feed da leggere ogni qual volta si può, telefonate e sms in entrata e uscita senza troppo soffermarsi sul contatore, la possibilità di gestire i propri documenti in mobilità, senza la costante necessità di avere un PC a portata di mano. Ecco, nel mio mondo questo si riassume quasi del tutto con “Google“, così come per tanti altri utenti sul web. Collegare Windows Phone 7 al mondo Google è semplice ogni oltre misura.
Ho aperto il client di posta elettronica “tanto per dare una occhiata” e come prima cosa ho ricevuto una richiesta a video: “Che tipo di account usi?” … specificando Google e inserendo il mio username e la mia password è bastato attendere due o tre minuti per vedere comparire le mie mail, il mio calendario, i miei contatti! Due o tre minuti che me ne hanno fatto risparmiare tanti, quelli che avrei dovuto magari utilizzare per inserire manualmente i dettagli di collegamento, le porte, la configurazione del cosa avere e cosa no.
Se Google non dovesse bastare, dalle impostazioni del telefono sarà possibile andare ad aggiungere altri servizi da tenere d’occhio: un account Exchange (presente -tipicamente- in ambienti aziendali), uno su Vodafone Mail (se siete già clienti Vodafone e scegliete di tenere questo carrier per dare connettività al vostro dispositivo) o addirittura Facebook, che vi consentirà di importare in rubrica tutti i vostri contatti pescati con tanto di fotografia e dettagli dal più noto social network attualmente esistente.
Il Marketplace
E’ diventato ormai il punto cardine per il successo di un nuovo sistema operativo per smartphone. E’ successo con l’iPhone, è successo con i telefoni basati su Android, sta succedendo anche con Windows Phone 7. Sia chiaro: la scelta a disposizione dell’utilizzatore iOS o Android è parecchio più ampia rispetto all’early-adopter del dispositivo Microsoft, è una cosa logica e dipende strettamente dagli sviluppatori, dalla loro quantità e dalla loro voglia di portare le applicazioni sul sistema operativo di Redmond.
Ho provato tutto ciò che c’era di disponibile gratuitamente nel Marketplace cercando di sfruttare Windows Phone 7 per gestire la mia presenza online (Twitter, Facebook, Foursquare, tanto per citare i primi tre che mi vengono in mente). Manca un’applicazione dedicata a Friendfeed (buco che spero Cristiano possa tappare presto con una sua realizzazione).
Grave pecca dell’applicazione Marketplace del telefono è la mancanza totale di un campo di ricerca che possa aiutare ad individuare più facilmente ciò che si desidera. O io non sono stato capace di trovare la funzionalità (grave anche questo, vorrebbe dire mancanza di immediatezza e posizione sbagliata della feature) oppure Microsoft ha scelto di non inserirla nativamente in questa versione del sistema operativo. Mi è toccato infatti esplorare le varie categorie per individuare ciò di cui potevo avere necessità. La storia cambia se si accede al Marketplace via Zune, solo non capisco perché questa differenziazione e questa necessità di doversi appoggiare ad un PC e ad un’applicazione ben specifica per poter cercare ciò che si vuole scaricare e installare.
UPDATE
Come mi hanno giustamente fatto notare nei commenti, il campo di ricerca non esiste ma si può lanciare una ricerca nel Marketplace (o in qualunque altra applicazione) partendo dal tasto Lente di ingrandimento presente sul telefono. Giusto, avevo dimenticato di specificarlo, mea culpa. Quello che volevo far notare è che non c’è un campo di ricerca a video, come invece “capita” (da sempre) con l’AppStore di Apple (tanto per citarne uno).
Nota di merito va invece alla facilità di installazione, all’aggiornamento e al limite imposto al download tramite rete 3G / UMTS per evitare che l’utente sfori senza volerlo le soglie previste dalla propria tariffa, costringendo l’utente ad utilizzare una connessione wireless (ammesso che la si abbia a casa o almeno in azienda) o un’installazione tramite cavo e Marketplace via Zune, come succede già da tempo su iPhone e iTunes (non so se accade la stessa cosa su Android).
Da non dimenticare che -per il momento- pur essendo il telefono provvisto di GPS, non c’è alcuna applicazione in grado di far da navigatore. Le mappe di Bing non possono certo sostituire Google Maps nativamente previsto da iOS e Android o qualunque altro navigatore punto-punto come TomTom, Navigon o altri della categoria, si spera che gli sviluppatori colmino questa lacuna nel più breve tempo possibile, anche perché sarebbe un peccato non sfruttare un monitor come quell0 dell’E900.
Hardware
Come da titolo, ho potuto provare questo nuovo sistema operativo mobile sfruttando un LG E900, uno dei primissimi modelli che sono nati sul mercato già provvisti di Windows Phone 7. Monitor davvero molto grande e luminoso, touchscreen capacitivo con una sensibilità al tocco straordinaria tanto quanto quella dell’iPhone, batteria più che accettabile in condizioni di utilizzo medio-basse e sufficiente (appena, ndr) sfruttando parecchio il dispositivo, tenendo magari accese le connessioni wireless e bluetooth per un corretto utilizzo in automobile tramite vivavoce.
Scocca robusta, peso forse eccessivo rispetto ad altri telefoni della stessa categoria (tutti coloro che hanno potuto toccare con mano il telefono durante il mio test lo hanno confermato), elegante e minimale, mi sembra un ottimo sunto dell’aspetto esteriore del telefono di LG.
Fa bella mostra di se il logo “Windows Phone” sulla copertura posteriore, la stessa che ospita l’ottica della fotocamera a 5 Mpixel con led ad alta luminosità sfruttato come flash. La lamiera è antigraffio e antiscivolo, se come me indossate un anello (o più), vi sembrerà di graffiarla ogni volta che fate scorrere in mano il telefono!
Qui di seguito voglio proporvi uno dei video che ho girato durante la presentazione ufficiale di Kinect a Milano lo scorso 9 novembre in condizioni di buio, audio abbastanza elevato nella stanza e quarta fila dal palco (non esattamente le migliori):
La batteria -come già detto- è sicuramente valida e usando il dispositivo al pari di quanto si possa fare con un iPhone, ha una durata un pelo superiore alla creazione di Cupertino, nonostante si faccia comunque fatica ad arrivare a fine giornata senza mai attaccarlo ad una presa USB del proprio PC o ad una presa a muro tramite il comodo caricabatterie. La storia cambia se di tanto in tanto si riesce a lasciare in pace l’apparato o -se non strettamente necessario- se si decide di tenere staccato il push delle posta elettronica, la connessione wireless o quella bluetooth (in questo caso i consumi tornano ad essere più che sopportabili).
La scatola del dispositivo è estremamente contenuta ma riesce a portare con se diversi accessori: il telefono con la sua batteria, auricolari, caricabatterie classico e un secondo con collegamento USB (come quello dell’iPhone), cavo USB per poter collegare il telefono al proprio PC e diversi piccoli manuali.
L’ufficio a portata di mano
Laddove un Google Docs arriva facilmente a colmare la lacuna, Windows Phone 7 propone nativamente un’installazione “base” di Microsoft Office 2010. Un bel passo in avanti per chi intende lavorare con il proprio telefono e impiegare poco tempo e fatica per l’apertura di documenti che possono essere comodamente ricevuti via posta elettronica, da consultare all’occorrenza.
Ho potuto provare Microsoft Word, Excel e Powerpoint all’opera rispettivamente con un documento (abbastanza corposo a dirla tutta), un foglio di calcolo semplice e una presentazione presa tra le tante messe a disposizione da siti web di umorismo (BastardiDentro, per la cronaca :mrgreen:) senza notare particolari rallentamenti o difficoltà nell’apertura / utilizzo. Non ho avuto modo di giocare più di tanto con la modifica dei file e la comodità (o meno) di una tastiera qwerty a video, quel poco che ho fatto non mi è sembrato tutto sommato male.
Le applicazioni non sono limitate alle 3 più conosciute. Office “mobile” integra anche OneNote e Sharepoint, come è possibile vedere nella scheda riepilogativa sul sito di Microsoft: microsoft.com/windowsphone/it-it/apps/office.aspx.
Difendere il brand
Chi possiede un iPod o un iPhone, nel 90% dei casi avrà una versione qualsiasi di iTunes installato sulla propria macchina, fatta eccezione per coloro che -con qualche ricerca andata a buon fine- si affidano ad applicativi gratuiti di terzi, molto spesso più leggeri della bestiola Apple che -nonostante funzioni benissimo- fa sentire il suo peso sulle risorse di sistema. Microsoft sembra non voler fare eccezione, Zune ne è la prova, sarete “costretti” a scaricarlo ed installarlo.
Il software vi permetterà di accedere ai contenuti multimediali salvati sul telefono e -chiaramente- di caricarne di nuovi partendo dalla vostra libreria. Non apprezzo particolarmente la scelta “obbligata“ (vale anche per Apple) e ho deciso quindi di seguire questo suggerimento per trasformare il telefono in un normale dispositivo USB sul quale poter operare tramite il solito Esplora Risorse di Windows:
Inutile dire che Zune resta la via da percorrere per poter accedere alle altre risorse: Marketplace musica e applicazioni, gestione della libreria musicale del proprio computer, ecc.
Dubbi e perplessità
Ho letto diverse recensioni sul web e ciascuna di queste evidenzia pro & contro secondo un punto di vista a metà tra l’oggettivo e il soggettivo. Recensioni di persone che stimo e che seguo abitualmente. Tra le varie ne ho pescate due che riassumono piuttosto bene le caratteristiche di questo nuovo sistema operativo e “completano” questo mio articolo già sufficientemente lungo: aovestdipaperino.com/posts/nubi-grigie-su-wp7.aspx e malditech.corriere.it/2010/12/windows_phone_7_su_lg_optimus.html.
In particolare mancano (e si nota parecchio) le funzionalità che altri telefoni hanno già o possono acquisire tramite applicazioni di terze parti: niente tethering (fondamentale oggigiorno per chi lavora con il proprio telefono e necessita di una connessione per il proprio portatile), niente copia-incolla (come successe nelle prime versioni di iOS, poi corretto in seguito), niente multitasking (feature introdotta relativamente da poco tempo anche nell’iPhone) e niente Flash nella versione mobile di Internet Explorer (il male minore per come la penso io).
Manca inoltre lo scambio dei file via Bluetooth (abbastanza limitato anche negli iPhone) e la possibilità di allacciarsi a reti wireless che non pubblichino il proprio SSID (grave se si pensa alle reti aziendali che preferiscono tenere nascoste le proprie connessioni senza fili).
In conclusione
A metà tra fretta di arrivare sul mercato (perché poi? Ormai il boom è passato e Windows Phone 7 poteva attendere ancora un po’ prima di fare il suo esordio ufficiale in pista …) e voglia di dire la propria, Windows Phone 7 è un nuovo modo di intendere il lavoro e la mobilità in compagnia del proprio smartphone.
Ha difetti di gioventù come qualsiasi altra piattaforma appena uscita sul mercato ma ha anche a disposizione ampi margini di miglioramento che saranno sicuramente suggeriti dall’utenza che adotterà (o che ha già adottato) la piattaforma e dall’utilizzo continuo degli sviluppatori che stanno dietro al progetto.
Il telefono è già passato in mano a Stefano da pochi giorni, con la speranza che possa scovare ulteriori novità e fornire una sua recensione evidenziando i pro & contro secondo il suo punto di vista.
Per chi ancora non lo sapesse, lo scorso 4 novembre sono entrato in possesso di un E900 con Windows 7 a bordo. In prova per 15 giorni per gentile concessione di Microsoft aiutata da Hagakure nel recupero delle persone scelte per testare le funzionalità di questo nuovo gioiellino di casa LG, uno dei primi a nascere con il nuovo Windows 7 dedicato alla telefonia.
Appena preso sono scattati subito due messaggisu Twitter. Entrambi grosso modo con la stessa domanda: “Com’è?“. A primo utilizzo (appena acceso) noti l’interfaccia diversa dal solito, l’eleganza e la robustezza di un buon terminale LG, quanto possa essere “stiloso” (linguaggio giovane per giovani, ndr) e curato nei dettagli, con la sua fotocamera da 5 MPixel e il suo led ad alta luminosità, i tasti in rilievo sulla parte frontale con il logo di Windows in bella vista.
Può non piacere (com’è successo con alcuni colleghi di lavoro), io personalmente lo trovo un buon punto di partenza in un mercato che oggigiorno vede padroni iOS e Android lasciando il BlackBerry a chi ancora pensa di doverlo necessariamente prendere come compagno di lavoro. Inseguito sin dall’inizio (da quando se n’è cominciato a parlare) sono riuscito finalmente ad ottenerlo grazie a Marco che me lo ha consegnato in “staffetta“, toccherà poi a me scegliere “l’erede” al termine del test (a tal proposito vi invito a leggere il paragrafo successivo).
Lo sto mettendo alla prova, sotto sforzo, cercando di farlo assomigliare (per quanto possibile) al mio attuale compagno di sventure (iPhone 3Gs con iOS 4.1). Ha un suo marketplace con diverse applicazioni già disponibili (gratuitamente e non) e una fetta di sistema operativo già ben dedicata a ciascuno “spicchio” della propria giornata lavorativa e privata. Mi sono tolto l’immediato sfizio di collegare il telefono alla rete 3G (grazie a Vodafone che ha messo a disposizione le SIM con traffico dati non limitato) e allacciarlo in successione al mio account Live ed all’account GMail principale dove ho contatti, calendario e posta elettronica.
La facilità di configurazione è disarmante, bisogna ammetterlo. Primo avvio dell’icona della posta elettronica (vergine fino alla prima configurazione) con richiesta del sistema da utilizzare (GMail, uno dei tanti proposti dal sistema), username e password. Appena inseriti e confermati il telefono chiederà cosa tenere sotto sincronizzazione (nel mio caso tutto) ed ecco fatto. Primo download (un paio di minuti) e ho a disposizione sul telefono (anche se offline) posta elettronica, contatti provvisti di fotografia e la mia agenda appuntamenti, senza necessità di fare altro. Un solo gesto per accedere alla propria quotidianità.
Ecco. Questa è la mia prima impressione, nell’attesa di poter valutare meglio tutti gli aspetti di questa nuova avventura Microsoft che arriva a due anni e mezzo circa di distanza da quella Apple che già ha “privatizzato” il mercato nostrano insieme ad un Androide che ultimamente prende sempre più piede tra gli addetti ai lavori :)
La ricerca dell’erede
Si accettano pagamenti con carta di credito o bonifico bancarioVorrei poter offrire la possibilità di provare il Windows Phone 7 a qualcuno di realmente interessato, qualcuno che produca articoli pertinenti con la propria esperienza, magari arricchiti da suggerimenti di utilizzo del telefono, delle applicazioni pubblicate nel Marketplace o -perché no- che potrebbe sviluppare lui stesso. Cristiano (che consideravo un papabile) è stato già raggiunto da Paolo nella staffetta della scorsa settimana.
Trovare un degno “sostituto” della mia prima idea non è sicuramente semplice. Per questo motivo chiedo a voi chi vorrebbe partecipare, chi sarebbe in grado di fare un salto a Milano in occasione della prossima staffetta (il giorno non è ancora stato deciso ma è momentaneamente secondario), chi si occupa -anche sporadicamente- di tecnologia sul proprio blog (o come co-autore su un blog collettivo magari) e sarebbe interessato a mettere le mani su questo telefono. Bastano un paio di righe via posta elettronica, il mio indirizzo è sempre quello: giovanni AT solone DOT it. Sarà mia cura leggere e valutare, quindi decidere a poca distanza dalla data di restituzione (a meno che non siate talmente bravi da catturare immediatamente la mia attenzione :mrgreen:), ricordate di inserire anche un link al vostro blog o a vostri articoli pubblicati in giro per la rete :)
Chiedo venia e correggo immediatamente questo paragrafo, errata corrige (fortunatamente arrivata in modo tempestivo, grazie ancora Ambra):
UPDATE
Un’errata corrige, però: la staffetta si chiude con voi, il prossimo evento sarà di chiusura dell’iniziativa, per la riconsegna a Microsoft dei device (appena avremo il planning pronto ti facciamo sapere dove e quando): non vorrei si diffondessero troppe speranze fra i tuoi follower!
Kinect: benvenuto!
Ieri sera ho preso parte al lancio di Kinect, in grande stile, a metà tra lo spettacolo offerto alla platea dai VocaPeople e la speranza dello staff di Microsoft (non solo quello italiano) di trovare spazio nel nostro mercato videoludico “controller-free” e nelle case delle famiglie che popolano lo stivale.
Ho raccolto impressioni e idee che mi passavano per la testa in un piccolo articolo pubblicato su XboxWay:
Chi ha ancora la fortuna di avere un padre ed un madre al proprio fianco (o magari un nonno ed una nonna), almeno una volta nella vita avrà avuto “il piacere e l’onore” di sentirsi dire che i tempi sono cambiati, che si stava meglio quando si stava peggio, che non c’è più pudore, ecc. ecc. ecc.
Frasi fatte, quelle alle quali diamo importanza meno che zero troppo spesso, lo abbiamo fatto tutti, procrastinando riflessioni ed esperienze a quando sarebbe arrivato il nostro momento, a quando saremmo cresciuti, quando la vita si sarebbe fatta più complicata, accantonando il tutto e godendoci il presente quanto più possibile.
Quel rispetto per l’anzianità e l’adulto con il sudore di una giornata di lavoro sulla fronte, quel voler andare un po’ più lenti godendosi ogni momento della giornata, quel non dover essere schiavo del lavoro come è per tutti -o quasi- oggi, la possibilità di scendere in strada e prendere una boccata d’aria tra un calcio al pallone ed una corsa verso il dopolavoro ferroviario. A parlare è un venticinquenne, spinto evidentemente dalla nostalgia degli anni 80 e 90 “nei quali è cresciuto“, il tutto a base di tranquillità, spensieratezza, niente iCazzilli e pensieri troppo pesanti per la testa, la maggiore preoccupazione era il numero di Goleador da acquistare la domenica mattina dopo aver partecipato alla messa delle 10.
Mi trovavo in metro giusto ieri, capita ogni volta che salgo a Milano. I tempi corrono e continueranno a farlo sempre più, la situazione è ormai la stessa, facilmente prevedibile: un mucchio di gente che tenta di entrare a tutti i costi, anche con i vagoni strapieni e i continui arrivi di nuovi convogli, gli adulti e anziani di turno che pur di accaparrarsi un posto ti saltano addosso (come capitato ieri per l’ennesima volta), i ragazzi più giovani che con il minimo sforzo e l’istinto di sopravvivenza di un giaguaro arrivano prima e riescono a sedersi fregandosene di tutto e tutti, stando li con i loro auricolari e lo sguardo perso nel vuoto.
Nel frattempo la stessa signora che è andata addosso ad un ragazzo all’ingresso nella metro è arrivata addosso a me, spinta da una brusca frenata del macchinista, chiede scusa, nessun problema. Io generalmente preferisco stare in piedi nonostante tutto, così da lasciare gli eventuali posti liberi a chi ne ha davvero necessità. “Bella zio, minchia se spacca, c’è la sorella del Beppe che tuona di un bel po’” e la sua “cumpa” sono tranquillamente seduti nella fila di seggiolini, la signora li guarda uno ad uno speranzosa che qualcuno di questi si alzi, inutile dire che il risultato è dei peggiori. Fermata S.Agostino, finalmente si libera un posto. La signora mi pesta un piede pur di riuscire a passare e andare a sedersi, nessun problema, sono contento per lei.
Entra nello stesso momento un signore sulla quarantina, un discreto armadio a due ante con il quale preferiresti non averci a che fare quando è di malumore, tanto per capirci. Di fianco a lui una ragazza dai lineamenti orientali, indubbiamente “più italiana di me” (nata e cresciuta in patria nostrana), legge un libro e ascolta la sua musica con gli auricolari “comodamente” seduta. Il signore le chiede se può prendere il suo posto ma la richiesta va a vuoto. Al secondo tentativo la ragazza accenna uno sguardo, chiede perché mai dovrebbe lasciare il suo posto, con la massima educazione le viene risposto che quella persona che chiede il posto è invalida civile e nonostante ciò non capisce ed esita ad alzarsi. La signora al suo fianco (anche lei adulta) si alza e lascia il suo posto. A quel punto si alza anche la ragazza.
Lui si siede, io mi stupisco un po’, qualche tempo fa (a non voler esagerare) qualcuno si sarebbe alzato da li senza neanche fiatare, senza neanche la necessità che qualcuno dovesse chiedere il posto.
Avere a disposizione un po’ di tempo per portare a termine alcuni esperimenti che passano per la testa non è sempre un bene, potreste incappare in idee malate come quella che ho avuto qualche tempo fa: portare WhatsApp su Desktop. Di cosa stiamo parlando? Dite seriamente? WhatsApp è l’applicazione che ha fatto la felicità dei [...]
Pur non riponendo in MCC tutta la stima di questo mondo (parere squisitamente personale, ndr), bisogna ammettere che il polverone alzato è notevole e la discussione che occupa oggi le prime pagine delle testate giornalistiche online è interessante seppur esagerata. Tutto sommato non ha fatto altro che rispolverare cose sapute, come la scoperta dell’acqua calda [...]
Nessuno di noi ha passato un buon fine settimana, su questo nutro pochi dubbi. Nonostante i tifosi napoletani abbiano avuto di che essere contenti durante la notte (così come i tifosi del Torino e del Pescara o del buon Valentino Rossi finalmente sul podio dopo così tanto tempo, o altri accadimenti sportivi più o meno [...]
I computer sono incredibilmente veloci, accurati e stupidi. Gli uomini sono incredibilmente lenti, inaccurati e intelligenti. Insieme sono una forza che supera l'immaginazione. (Albert Einstein)
Chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola. (Giovanni Falcone)