Un piccolo respiro
La domanda è semplice: “Come si fa?“… è quello che mi chiedo da stamattina.. da quando sono arrivato in ufficio… sono partito alle ore 6.55 dall’appartamento di Assago per raggiungere l’ufficio a Dalmine (sempre nel milanese chiaramente)… un totale di 67 km circa per un’ora e venti di macchina.
Sono riuscito a poggiare il mio portatile sulla scrivania alle ore 8.15 circa… cioè… come si fa a lavorare in una città come questa? L’ora e venti di cammino è stata causata da un incidente sull’autostrada per Venezia che ha bloccato gli automobilisti creando quasi 3 km di fila durante i quali si andava a 10 km/h (non sempre poi) … non puoi neanche aprire il finestrino per prendere una boccata d’aria perchè rischi un’immediata ulcera ai polmoni causata dai gas di scarico di centinaia di macchine che ti circondano… :-(
Caos, smog, stress, nervosismo… queste sono le uniche parole che mi vengono in mente guardandomi attorno… c’è seriamente da ridere (per non piangere) … guardo avanti e vedo un plotone di cyborg con l’auricolare sempre all’orecchio e gli occhi puntati sul monitor, nessuna pausa, nessuna smorfia, niente di niente… niente di “umano“! La stessa posizione per ore e la strana faccia che ti fanno quando, dopo qualche ora di lavoro, dici che vai a prendere una boccata d’aria… non avrete mica pensato che il vostro ufficio abbia finestre e aria “naturale” vero? :-) Penso che la parola “Bunker” sia quella più adatta per descrivere il posto! :-P
Bon, vi ho già annoiato abbastanza… at salut!



