Archive - Ricerca e Sviluppo RSS Feed

BitTorrent Sync: spostare dati facilmente ed in sicurezza

Se ne fa tanto discutere in questi giorni e svariati blog italiani molto conosciuti puntano il dito su quello che è l’ultimo dei diversi esperimenti disponibili nei laboratori dove nasce BitTorrent, si chiama Sync e potete facilmente immaginare quale sia il suo scopo.

Tutte le informazioni ufficiali sul progetto sono contenute all’indirizzo labs.bittorrent.com/experiments/sync.html. Vediamo insieme di cosa stiamo parlando, come funzione e come si è comportato alla fine di un test durato qualche giorno e che ha visto come protagoniste una macchina Desktop a Ravenna e una a Milano.

Setup & Go

Scaricate gratuitamente il file di installazione da labs.bittorrent.com/experiments/sync.html (scegliendo il sistema operativo, BTSync è già compatibile anche con sistemi per NAS!) e scegliete una nuova installazione senza chiave alcuna.

Il funzionamento è molto banale e una volta compreso abbatterà ogni limite di quantità dati che possono essere scambiati tra device che possiedono la stessa chiave generata dal “server” (se così si può chiamare, in realtà è la macchina che per prima condividerà il materiale permettendo alle altre di scaricare ed in seguito caricare ulteriori dati se l’accesso è lettura e scrittura). La prima cartella “gentilmente offerta” all’atto dell’installazione verrà stabilita dall’utente, potrà essere una cartella già esistente o creata ad-hoc per BTSync, non ha nessuna importanza, potrete cancellarla subito dopo il termine dell’installazione proprio perché non vincolata in nessun caso alla sopravvivenza del client.

Si tratta di un esperimento ed in quanto tale il client è estremamente scarno di opzioni e di finezze grafiche ma poco importa, la sostanza è ciò che conta e l’importante è che tutto funzioni no? Appunto, funziona. Sfruttando la potenza della rete BitTorrent e la sicurezza della stessa (condita con un’ulteriore protezione dettata da una chiave a 256 bit associata ad una stringa random di ulteriori 20 byte o più se l’utente lo desidera per ciascuna cartella condivisa, ndr) BTSync permette di aprire l’accesso in lettura e scrittura (sta a voi scegliere) ad una o più cartelle dei vostri dischi fissi collegati al PC acceso e collegato ad internet.

Attraverso il pulsante “Add” all’interno della tab “Shared Folders” potrete ovviamente aggiungere tutte le cartelle che desiderate, per ciascuna potrete generare una chiave segreta e randomica che potrete incollare su un secondo device per cominciare la sincronizzazione dei dati tra le due (o più) parti. Facendo clic con il tasto destro su una singola cartella condivisa e scegliendo “Show folder preferences” potrete inoltre modificare le opzioni specifiche, compresa la possibilità di copiare una chiave segreta di sola lettura (così da non permettere agli altri device di modificare il contenuto della cartella) o addirittura generare una chiave “one-shot” che si auto-distruggerà dopo il primo utilizzo (nel corso delle 24 ore successive alla generazione) anch’essa regolabile in lettura e scrittura, consentendovi di dormire sonni tranquilli :-)

Entro anche io!

Rispetto ai concorrenti, Dropbox (senza il quale sarei perso, ndr) in primis, BTSync consente di sincronizzare qualsiasi cartella del sistema e con una moltitudine di device e utenti sparsi per la rete, senza necessità alcuna che le cartelle si trovino nello stesso posto, con la possibilità di renderle accessibili in sola lettura e non permetterne quindi la modifica, con un domani già segnato da interfacce più accessibili e applicazioni studiate e realizzate per device mobili (ormai necessarie per una sopravvivenza e forte crescita di questo tipo di servizi).

Così come per qualsiasi loro concorrente (anche se di vero concorrente non si può parlare poiché non esiste spazio alcuno sui loro server designato alla conservazione dei vostri dati) basterà dare una “leggera spintarella” per cominciare il processo di sincronizzazione unidirezionale o bidirezionale che sia. In questo specifico caso una seconda postazione con un client BTSync installato potrà inserire la chiave segreta e la cartella di destinazione, quindi attendere qualche secondo (al più un minuto) per veder partire il download o l’upload dei dati contenuti:

Ciò vuol dire che backup ed errori sono a vostro carico ma che nessuno nel mezzo riceverà quei dati per tenerne una copia. E’ un pro ed un contro allo stesso tempo, lascio a voi la valutazione. La velocità di trasferimento tra le macchine è anch’essa a vostro carico, che poi più che vostro è del provider scelto per collegare in internet le abitazioni (o l’ufficio), funziona allo stesso modo di Dropbox con l’unica differenza che l’upload corrisponderà grosso modo al download dall’altro lato proprio perché quest’ultimo è generalmente più “aperto” e riesce a stare al passo con la velocità di upload (anche in contemporanea con altre operazioni).

In un certo senso BTSync potrebbe essere messo alla stregua di una chiave USB (non considerando la velocità di trasferimento, ovviamente) per passare i dati da una macchina all’altra, ha il vantaggio di poter essere lasciato ad operare durante la notte se entrambe le macchine sono accese e connesse alla rete (e magari non avete neanche fretta di avere i vostri dati duplicati tra le due postazioni), il tutto mantenendo la massima sicurezza e la flessibilità dato che i dati che andrete a modificare torneranno a sincronizzarsi con quelli più vecchi sugli altri device aggiornandoli.

In conclusione

Il suo lavoro lo svolge già bene nonostante si tratti di un esperimento con ampi margini di miglioramento sia per correzione di eventuali bug (non ne ho trovati, più che altro una svista che non ti avvisa nel caso in cui il sync tra i device venga messo in pausa e non più modificato) che veri e propri ritocchi al reparto grafico e nelle opzioni aggiuntive. Il punto forse più scoperto e a sfavore di Dropbox (sincronizzazione di qualsiasi cartella all’interno del sistema, comunque facilmente aggirabile tramite work-around già spiegato in queste pagine) volge a favore di questa soluzione che -almeno per ora- voglio provare ad utilizzare per sincronizzare dati non importanti tra le postazioni delle due città, può tornare davvero molto comodo :-)

A voi la prova e l’area commenti per dire cosa ne pensate e come vi siete / vi state trovando!

Banco prova: Microsoft Surface

bx_MicrosoftSurface

Ho avuto tra le mani Microsoft Surface (in versione RT) per qualche tempo, il nuovo tablet di Microsoft che sfida re iPad e qualsiasi altro concorrente in un mercato già in forte espansione (soprattutto negli ultimi tempi) e che non ammette né errori né compromessi proprio perché gli utenti vogliono poter lavorare in mobilità senza la necessità di un PC portatile. Vediamo insieme com’è andata :-)

Ah, prima di partire metto in chiaro una cosa che sfugge ancora a molti: è solo un tablet come tanti, uno della già lunga lista (almeno nella sua versione RT) e come tutti avrà pro e contro che si cuciono addosso alle necessità dell’acquirente.

La prima occhiata

In realtà la prima occhiata l’avevo già data all’evento di presentazione che Microsoft aveva organizzato qualche tempo fa a Milano.

In ogni caso è sempre bene “approfondire“. Surface RT si presenta in una elegante scatola che contiene al suo interno il tablet e la ormai famosa tastiera che farà anche da cover.

A tal proposito, personalmente ho apprezzato molto più la Type Cover rispetto alla scelta originale Microsoft. Se non ho tasti che posso sentir battere contro la plastica classica della tastiera l’abitudine gioca brutti scherzi e induce a pensare di non aver premuto correttamente qualche lettera. Chiaramente al confronto la nuova Touch Cover di Microsoft dallo spessore pressoché inesistente vince in fatto di design, comodità e praticità, la Type Cover potrà comunque essere tenuta a casa (o in ufficio) pronta per essere collegata al tablet (magari con l’aletta posteriore aperta per farlo assomigliare ancora più ad un vero portatile).

La robusta scocca della quale va molto fiera Microsoft è fatta di magnesio scuro e quel satinato le dona parecchio. Peccato per il peso, nonostante l’impegno posso assicurarvi che reggerlo può dare davvero fastidio al polso, non è certo una piuma, pesa più dell’iPad 3 tanto per farvi un’idea (nel caso in cui abbiate avuto modo di tenerlo in mano). Alla lunga stanca e l’utilizzo sul divano o nel letto (tipico per chi sceglie di prendere un tablet) è un pelo ostico, soprattutto per la scelta del giusto posizionamento. In ogni caso la sensazione è quella di robustezza e buona scelta dei materiali, magari non sarà il tablet da tenere nella borsetta ma ci si può anche passare sopra se questo non vi preoccupa.

Brillante, wide, sempre in landscape

L’ho notato immediatamente: la brillantezza del monitor e il fatto di nascere in 16:9 aiuta e migliora di molto l’esperienza di navigazione, la visione di contenuti multimediali, la videochiamata tramite il “pupillo di casa” (Skype, ndr), certo avrei preferito utilizzare il mio Firefox con preferiti sincronizzati e componenti aggiuntivi ma di questo parlerò nel paragrafo successivo, anche Internet Explorer 10 (non potendo avere altro, ndr) è una valida alternativa, un po’ come il dover utilizzare Safari su iPad.

Perché Landscape? Perché contrariamente al solito iPad o ad un qualsiasi altro tablet Android, Microsoft propone il suo unico “tasto” (è una piccola area sensibile al tocco) fronte macchina sulla parte inferiore del tablet a patto che questo venga tenuto -appunto- in orizzontale e non in verticale, anche perché questo sarebbe fortemente antiestetico e scomodo anche da reggere. Al contrario poggiarlo sul tavolo o sulla scrivania utilizzando l’aletta posteriore che permette di tenerlo nella giusta inclinazione è tutta un’altra cosa.

La migliore esperienza me l’ha data il nuovo Skype per Windows 8 (versione quindi per la nuova interfaccia e non per Desktop) in fase di videochiamata, dove la qualità video e audio viene ottimizzata molto per ottenere il miglior risultato tra massima fluidità e ottima qualità del video, la fotografia non rende giustizia, posso assicurarvelo:

Mi perdonerà il mio “anziano” se lo rendo protagonista non retribuito di questo articolo (si arrabbierà soprattutto per il non retribuito ;-). Ho notato qualche pecca solo nell’amplificazione dell’audio in ricezione. Se la persona dall’altro lato non è proprio vicina al microfono l’alzare completamente il vostro volume potrebbe non bastare nel caso in cui ci fosse un minimo rumore di sottofondo. Al contrario (stranamente, ndr) la stessa applicazione su iPad o Desktop sa far di meglio, evidentemente anche grazie all’hardware di base.

Quella sensazione di parziale libertà

Ce n’è un’altra di sensazione oltre quella di bellezza e nitidezza data dallo Skype in full screen, ed è quella della parziale libertà. Sia chiaro: Microsoft Surface RT è solo un altro tablet tra tanti, come abbondantemente sottolineato ad inizio articolo, bisogna ripeterselo in testa più e più volte per evitare di prenderlo e lanciarlo dalla finestra quando il processore Tegra alla base della versione RT non permetterà di installare nessuna applicazione all’infuori di quelle proposte nello store di Windows.

Si perché è chiaro: l’essere cresciuti con Windows ci mette tutti nella condizione del “posso installare quello che mi pare” e doversi limitare su Surface RT non è affatto semplice, almeno una volta proverete stupidamente a scaricare un eseguibile da installare su Desktop, ottenendo così il popup di errore e di obbligo a passare dallo Store, il quale ovviamente conta si moltissime applicazioni, ma è ricco inoltre di grandi assenze in attesa che le aziende e gli sviluppatori indipendenti vadano a colmare questa grave lacuna.

Niente di irrisolvibile in ogni caso, l’importante è aspettare e pensare che anche gli altri big di settore hanno avuto lo stesso problema in fase di avvio. Tanto per capirci: durante la mia fase di test prodotto ho utilizzato (e l’ho trovato molto valido, ndr) MetroTweet, giusto una manciata di giorni dopo Twitter ha lanciato l’applicazione ufficiale anche su Windows 8! :-)

Installazione, aggiornamento e rimozione delle applicazioni sono operazioni banali e così come vale per Apple o Google anche Microsoft richiederà l’utilizzo di un ID, quello Live per l’esattezza, lo stesso che avrete utilizzato in passato per collegarvi a MSN o passare a Skype in questi giorni, lo stesso di Outlook.com e di una miriade di altri servizi Microsoft, niente di nuovo fortunatamente!

Connessione wireless, bluetooth e USB

E’ fuori di dubbio che questo sia un punto di forza. Oltre lo standard che è ormai minimo sindacale su qualsiasi dispositivo trasportabile, Surface offre una porta USB che può essere sfruttata per collegare penne USB, dischi esterni, macchine fotografiche e molto altro ancora con la facilità d’importazione contenuti tipica di Windows. E nel caso in cui questo non bastasse, lo slot MicroSD per l’espansione di memoria vi convincerà con i suoi ulteriori 64 GB di spazio riservato in qualsiasi momento, una tra le cose più comode e uniche rispetto alla concorrenza.

In conclusione

La macchina fa la sua buona figura ma in ogni caso non la comprerei. Nonostante la presenza di Office 2013 on-board (il che non è affatto da sottovalutare) preferirei investire qualche soldino in più pur di andare sulla versione PRO che combina le qualità complessive di Surface RT con un Windows 8 ed un processore Intel i5 che permettono di installare qualsiasi applicazione di terze parti avendo inoltre delle prestazioni indubbiamente superiori al fratello minore: microsoft.com/surface/it-IT/surface-with-windows-8-pro.

Surface RT almeno nel mio caso non è il tablet adatto alla quotidianità, è meno supportato e meno comune (almeno per ora) di un iPad o di un Galaxy Tab (a livello di applicazioni intendo) e ha molto meno mercato, non basta l’Office a bordo per convincermi, contrariamente (come già detto) ad una macchina PRO che potrebbe trasformarsi in postazione di lavoro o tablet semplicemente staccando e attaccando la tastiera (oltre che il mouse in bluetooth o connesso alla porta USB del tablet, ndr).

Prima dell’addio

Per gli amici: “Come formattare un Microsoft Surface“. Dato che potrebbe capitarvi di voler vendere o regalare Surface RT, vi spiego come riportarlo allo stato “di fabbrica” così da non lasciar scappare via i vostri dati. Microsoft ha chiaramente previsto anche questo. Dalle impostazioni del sistema occorrerà andare in Generali quindi selezionare l’avvio avanzato di sistema (le fotografie sono state scattate al RT provato da me e tenuto in lingua inglese, ndr).

Quando richiesto occorrerà selezionare “Troubleshoot” (eliminazione / correzione del problema):

e procedere con un Reset della macchina perdendo così impostazioni e dati utente:

Il reset si compone di due passaggi e occorrerà prima prendere visione di quello che potrebbe accadere, quindi scegliere il tipo di reset da effettuare. Inutile dire che nel mio caso si è trattato del secondo:

Restart: fase 1 Reset: fase 2

All ready to go guys, We can start the process” o per meglio dire: premi il pulsante rosso e attendi il termine dell’autodistruzione:

Microsoft Surface partirà da una condizione di fabbrica, pronto per essere configurato come fosse la sua prima volta fuori dalla scatola. Giusto il tempo di impostare la lingua e l’account come succede per un qualsiasi Windows anche antecedente all’ultimo arrivato.

That’s all folks

Penso di aver fatto una sufficiente panoramica di pro & contro trovati, la mia esperienza è stata istruttiva e spero possa tornare utile a chi sta valutando l’acquisto del suo prossimo tablet. Fabio ha voluto sottolineare l’aspetto ludico collegato allo strumento, ne ha scritto pochi giorni fa su fuorigio.co, dateci un’occhiata magari :-)

Già che ci sono vi segnalo altri due articoli dedicati a Surface, li ha scritti Andrea: qui il primo, qui il secondo.

Kaspersky PURE 3.0 Total Security: faccia a faccia con la sicurezza

Kaspersky PURE 3.0Tra una manciata di giorni la nota azienda di sicurezza russa Kaspersky Lab rilascerà ufficialmente quello che sarà il prodotto di punta dei prossimi mesi (e non solo): PURE 3.0 Total Security.

Molto più ricco e cattivo del più popolare Internet Security includerà una serie di nuovi tool e permetterà inoltre di controllare da un’unica console lo stato di sicurezze di tutte le macchine di casa, il tutto promettendo comunque di non appesantire troppo la vostra postazione di lavoro, da sempre uno dei talloni d’Achille del software (nota personale, sia chiaro). In primo piano la facilità d’utilizzo, PURE sarà a portata di chiunque, anche dell’utente meno preparato.

Inutile dire che -come tanti competitor e seguendo l’onda che va tanto di moda- anche PURE appoggia alcune sue funzioni alla tecnologia Cloud.

Cosa c’entri tu con PURE?

Alcuni blogger, giornalisti ed esperti del settore verranno coinvolti in un’iniziativa, pensata ed organizzata proprio da Kaspersky, che permetterà di testare il prodotto in anteprima e arrivare ad un incontro online durante il quale sarà possibile interagire con chi il prodotto l’ha realizzato così da porre domande, dubbi e qualsiasi altra cosa passi per la testa, consapevoli dell’efficienza del prodotto ma anche curiosi per eventuali mancanze o particolarità sul suo funzionamento.

  • 11 aprile, ore 17.00: in diretta e in streaming su Youtube (quindi anche sul profilo Google+ di Kaspersky) le persone coinvolte parteciperanno virtualmente alla tavola rotonda. Il link per la diretta su Youtube verrà reso noto a tutti sui canali social dell’azienda (twitter, facebook, google+) appena comincerà l’evento. Purtroppo non lo si può sapere in anticipo, ma solo nel momento in cui inizierà la diretta;
  • tutti coloro che vorranno interagire potranno farlo tramite i profili social di Kaspersky (live su twitter con hashtag ufficiale #pure3.0 e su Facebook). Sarà quindi possibile anche porre domande ai partecipanti attivi all’hangout;
  • Aldo del Bo, Managing Director KL Italia, Stefano Ortolani, Security Researcher di Kaspersky Lab Italia e Gianfranco Vinucci, Head of Support & Services di Kaspersky Lab Italia saranno a disposizione di tutti coloro che porranno le domande o avanzeranno dubbi riguardo il prodotto.

A prescindere dalla mia partecipazione alla tavola rotonda (in dubbio poiché in orario lavorativo, ndr) proverò sicuramente il prodotto così da poterne sapere di più e dire la mia, soprattutto vista la non facile convivenza con un software che mi sta molto a cuore (Firefox, ndr) da anni in disaccordo con l’invadenza della configurazione di default del noto ecosistema protettivo di terra russa.

In un comunicato stampa che sarà presto reso disponibile pubblicamente si parla di tutte le novità introdotte in Safe 3.0 TS. Nello stesso si fa riferimento al fatto che i PC (soprattutto portatili) siano diventati degli uffici ambulanti e che siano di conseguenza esposti a molti rischi costantemente, elogiando così le doti di un buon sistema di protezione a 360°. La prima domanda che mi verrebbe spontaneo porre è: è davvero così nell’era in cui si esce di casa “armati” di iPhone e iPad ancora prima di prendere la borsa con il portatile?

E voi, cosa ne pensate a tal proposito?

Windows Server: abilitare le sessioni multiple in RDP

Magari è una sciocchezza, ma può tornare utile quando sulla stessa macchina ci si connette in più persone abitualmente ed in contemporanea. Il comportamento predefinito di Windows Server consiste nell’offrire una sola connessione RDP per utente specifico. Se lo stesso utente tenta di entrare sulla macchina butterà fuori la persona che utilizza le stesse credenziali e che è attualmente collegata (sempre via RDP).

Tale comportamento è modificabile così da permettere a più persone di utilizzare le stesse credenziali e lavorare in sessioni RDP contemporanee ma separate tra di loro.

Il metodo che preferisco utilizzare sfrutta una modifica al registro di sistema ma ne esistono altri che qui vengono descritti minuziosamente.

Dalla macchina interessata o da una diversa macchina con accesso a quella interessata basterà aprire il registro di sistema e navigare fino a:

HKEY_LOCAL_MACHINE\SYSTEM\CurrentControlSet\Control\Terminal Server

quindi portare a 0 il valore DWORD di fSingleSessionPerUser:

Inutile dire che se le macchine sono più di una e magari connesse ad un dominio gestito la migliore soluzione consiste in una GPO che vada a modificare l’impostazione su tutte contemporaneamente ;-)

Buon lavoro!

Firefox: Adobe Flash va in crash quando il portatile non è alimentato

The FlashLo tenete aggiornato, lo tenete curato, sempre allineato, mai qualcosa fuori posto, eppure il vostro Adobe Flash non perderà occasione per tradirvi e andare in crash nel momento meno opportuno, soprattutto quando si utilizza la versione plugin per Firefox.

L’ho notato giusto ieri sera con il portatile non alimentato mentre navigavo su pagine ricche di embed Flash come non ci fosse un domani (no, non un sito porno, prevedibili!). Qualche secondo di attesa, qualcun altro di sofferenza ed ecco arrivare puntuale la schermata di richiesta blocco plugin con conseguente crash. Inutile aggiornare la pagina, il problema apparentemente non si risolve. Per veder tornare a posto la situazione sarà necessario collegare il portatile ad una fonte di alimentazione quindi seguire il consiglio di questa pagina: forums.adobe.com/thread/891337, ed in particolare quello relativo all’accelerazione hardware con Flash.

Per la cronaca: non c’entra nulla quella proposta da Firefox, sarà necessario disattivare anche quella specifica di Adobe. Per farlo basterà andare alla pagina helpx.adobe.com/flash-player/kb/find-version-flash-player.html#main_Find_Flash_Player_version_typ… e fare clic con il tasto destro in corrispondenza del secondo embed Flash, quello che riepiloga i dati di installazione, quindi scegliere Impostazioni, ecco servita l’accelerazione hardware da disabilitare:

Occorrerà riavviare il browser per rendere effettive le modifiche, in seguito non dovrebbe più essere necessario prendere il portatile e lanciarlo dalla finestra mentre si continua ad imprecare pesantemente contro un software nato male e che “dovrebbe morire ancora peggio” (cit.).

Buona navigazione!

Page 1 of 2212345»...Last »