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Efficient Related Posts: darlo in pasto al proprio CSS

Avevo letto di Efficient Related Posts qualche tempo fa su uno dei tanti blog che seguo via Google Reader, motivo per il quale mi ero deciso ad installarlo su questo WordPress, notando però l’impossibilità di farlo digerire al file CSS del tema, o almeno non nativamente. Ho deciso quindi di effettuare una piccola modifica all’interno del file PHP principale del plugin per includerlo in un DIV controllato -appunto- dal CSS custom di Standard Theme, installato su questo blog.

Il plugin va a posizionare un elenco puntato a fine di ciascun articolo e -una volta attivo- questo screenshot dovrebbe assomigliare molto a ciò che vi si presenterà davanti:

Efficient Related Posts - Visualizzazione senza modifiche al CSS

Questo è ciò che ho voluto fare io. Inutile dire che potrete modificare questo codice a vostro piacimento, magari rispettando altre modifiche operate sullo stesso WordPress precedentemente. Il CSS “intercetta” il DIV chiamato “boxcorrelati” e lo presenta così:


/* BOX ARTICOLI CORRELATI NEI POST */
.boxcorrelati {
background:transparent url(images/correlati.png) no-repeat scroll right top;
border:1px solid;
border-color:000000;
margin:8px 0;
padding: 4px 6px 2px;
font-family: Tahoma, sans-serif;
font-size: 1em;
width:550px;
min-height: 120px;
}

Per poter completare l’opera, occorrerà però andare a ritoccare il file “efficient-related-posts.php” che si trova nella cartella del plugin.

Alla riga 317 (faccio riferimento all’attuale versione 0.3.8) dovreste trovare:


$output = "<ul class='related_post'>{$output}</ul>";

seguita poi dalla 320 che riporta:


$output = "<h3 class='related_post_title'>{$settings['title']}</h3>{$output}";

Per poter caricare il DIV dichiarato nel file CSS, basterà modificare di poco le due stringhe, ottenendo quindi:


$output = "<ul class='related_post'>{$output}</ul></div>";

per la riga 317, seguita poi dalla 320 con:


$output = "<div class='boxcorrelati'><h3 class='related_post_title'>{$settings['title']}</h3>{$output}";

Salvate ora i file e caricateli nel vostro spazio FTP sostituendo quelli già presenti. Con un F5 sulla pagina dovreste riuscire a godervi il risultato, simile (seguendo i miei stessi passaggi) a questo scatto:

Efficient Related Posts - Visualizzazione con modifiche fatte al CSS

Buon lavoro :)

iTunes: quando è necessario il downgrade?

In passato ho avuto modo di parlarvi di condivisione della propria libreria / accesso ad iPod e iPhone da più postazioni e di come sia possibile clonare le applicazioni tra le proprie postazioni facendo sempre vincere l’ultima configurazione valida sul proprio dispositivo. Oggi dedico spazio ad un terzo articolo della fortunata serie per spiegarvi quando diventa necessario tornare temporaneamente ad un vecchio iTunes, applicare la modifica di condivisione e aggiornare all’ultima versione.

Come si può verificare il problema?

Nuovo lavoro, nuovo portatile, nuova installazione di iTunes. Questa è la combinazione che mi ha permesso di riprodurre un problema del quale mi avevano parlato alcuni utenti in passato (e per il quale non ero ancora riuscito a spiegarmi il perché). Partendo dal presupposto che conosco a memoria la procedura di clonazione del Library ID spiegata nel mio primo articolo, dopo aver installato l’ultima versione di iTunes sul mio DELL e aver inserito l’iPhone in culla, è comparso il solito messaggio di inizializzazione della libreria musicale del telefono, prepotente e puntuale come le tasse.

Occhio: non confermate mai il messaggio che esce a video, questo causerebbe l’immediata rimozione di tutti i contenuti del telefono / iPod con imprecazioni al seguito e necessità di rifare il lavoro di sincronizzazione (senza considerare che da quel momento in poi non dovreste riuscire a sincronizzare il dispositivo con le altre vostre postazioni).

E ora cosa faccio?

Niente panico. Riuscire a sfruttare il vecchio trucco della libreria clonata è ancora possibile, a patto di non passare per l’ultima versione di iTunes. E’ necessario modificare i dati prima di installare la versione più recente del software Apple, motivo per il sarà necessario un downgrade (ed in seguito un nuovo upgrade).

ATTENZIONE: Prima di eseguire qualsiasi modifica ai vostri file e/o dispositivi siete pregati di effettuare un backup di questi. Solo così sarete capaci di tornare indietro riparando ad eventuali errori di distrazione. L’articolo e l’autore non possono essere ritenuti responsabili di alcun danno subito dalla vostra strumentazione. Buon lavoro.

Ho volutamente inserito il solito messaggio per il backup dei dati perché -prima di ogni vostra mossa- sarebbe opportuno salvare la cartellaiTunes” (generalmente presente nella cartella Musica del proprio profilo personale) in una posizione sicura (un disco esterno o più semplicemente un taglia/incolla verso una cartella differente dello stesso disco), quindi rimuoverla per effettuare in seguito un’installazione pulita.

Occorrerà ora disinstallare (se già presenti sulla macchina) tutti i software Apple aggiornati. Questa vista sulla mia Installazione Applicazioni potrebbe tornarvi comoda:

Lista software Apple installati (clicca per ingrandire)

Dopo aver riavviato il PC, potrete scaricare ed installare iTunes 9.2.1 (qui la versione a 64 bit). Al termine della fase di setup aprite l’applicativo (così da far creare i file di libreria), chiudete l’applicativo e seguite la documentazione che già dovreste conoscere:

gioxx.org/2009/08/27/iphone-gestirlo-con-due-o-piu-pc-itunes

A questo punto (e solo ora) potrete avviare l’Apple Software Update per cercare aggiornamenti del programma, scaricarli e installarli automaticamente. Inserendo l’iPhone nella culla (o semplicemente connettendolo al cavo) dovreste ora riuscire a impostare una sincronizzazione manuale dei contenuti senza ottenere il messaggio tanto odiato :)

Uno spazio dedicato a …

La mia minuscola guida si basa su un ben più dettagliato articolo di Apple Toolbox che mi ha aiutato a capire il da farsi: http://appletoolbox.com/2010/09/how-to-downgrade-itunes-10-to-itunes-9-2-1.

Lo stesso articolo propone il da farsi nel caso in cui vogliate mantenere la vostra attuale libreria pur con l’intenzione di effettuare un downgrade. Indica anche una procedura per tutti gli utilizzatori di Mac OS X.

Buon lavoro! :-)

Sitecom Wireless Mobile Router 300N WL-357: internet in mobilità

Premessa prima di cominciare:

state leggendo un post nato grazie alla collaborazione con aziende terze. Vi ricordo che le mie recensioni sono oggettive, in nessun modo contenenti baggianate gratuite solo perché qualcuno mi offre il gadget di ultima generazione o investe in questo piccolo blog. Leggete come sempre con fiducia, non mi risparmio per nessuno! ;)

Altro giro, altra corsa. Dopo la recensione dei Sitecom Homeplug Kit LN-515, Barbara mi ha procurato altro hardware con il quale giocare e portare a termine un nuovo test.

Si tratta del Sitecom Wireless Mobile Router 300N WL-357, che permette di soddisfare le esigenze di coloro che hanno necessità di essere costantemente connessi, in ogni luogo (e in ogni lago, cit.) e con il minimo sforzo possibile. Contrariamente ad un altro router “normale“, il WL-357 mette a disposizione una porta USB attraverso la quale sarà possibile propagare (e gestire) una connessione a internet tramite modem HSDPA / HSUPA (la “chiavetta internet”).

dove sta la novità?

Chi viaggia molto per lavoro è abituato ad avere una normale chiavetta con SIM integrata e abilitata alla navigazione, magari fornita dalla propria azienda. Quei lavoratori e -perché no- quegli studenti, sono gli stessi che oltre ad un computer portatile possiederanno molto probabilmente un telefono di nuova generazione, anch’esso costantemente collegato alla rete mobile per scaricare la posta elettronica e sfruttare le applicazioni installate. Perché non dare la possibilità di collegarsi a tutti i dispositivi sfruttando un unico canale dati?

E’ il ragionamento introdotto dalla Fonera 2.0N, della quale vi ho parlato pochissimo tempo fa, una opportunità molto comoda per tenere a bada le spese e dare la possibilità ad un gruppo di dispositivi di connettersi facilmente attraverso un unico punto di accesso configurabile, senza considerare che -nel caso in cui ci siano più computer a volersi connettere- si potranno scambiare più facilmente dati nella stessa rete interna.

Tutte le funzionalità di una LAN privata con un router dedicato, associate ad una connessione ad internet non tradizionale, fornita dalle reti mobili.

le caratteristiche

Le caratteristiche del router parlano chiaro, le riporto così come pubblicate nella pagina ufficiale:

  • Protocolli supportati:  802.11b/g/n
  • Velocità teorica massima 300 Mbps
  • Interfaccia di rete 10/100
  • Standard di sicurezza supportati: WEP 64 & 128 bit, WPA-TKIP, WPA-AES, WPA2, WPA-Radius
  • Connessione a internet: DHCP client, IP statico, PPPoE e PPTP
  • Doppia antenna interna
  • QoS, UPnP, ALG

Ho avuto modo di testare il dispositivo fuori città, la condizione ideale per provare a far entrare in rete il portatile, l’iPhone e il BlackBerry aziendale :)

configurazione, flessibilità, facilità d’utilizzo …

Avendo già provato due apparecchi Sitecom, posso tranquillamente affermare che si tratta di prodotti generalmente semplici da capire, configurare e utilizzare. Certo mi rendo conto che per un “non addetto ai lavori” la mia affermazione possa sembrare fuori luogo o azzardata, ma penso di non sbagliare di così tanto la valutazione. Così come per i precedenti due test, ho potuto mettere “in produzione” il sistema in pochi minuti. Il test è stato condotto con il mio vecchio modem Huawei E220 (la saponetta!), la connessione con la rete 3 è stata stabilita in pochi secondi e i computer che avevo già fatto accedere in WiFi al router, hanno potuto immediatamente navigare in internet.

Da qui in poi, sappiate che difficilmente la velocità limitata e le disconnessioni randomiche possono essere imputate al router. La posizione dalla quale vi state collegando gioca un ruolo fondamentale. Più la zona sarà coperta, migliore sarà la vostra esperienza di navigazione “collettiva“, inutile dire che tutto questo vale anche al contrario.

in conclusione

Si tratta di un prodotto valido e adatto a chi si sposta frequentemente o a tutti coloro che non sono raggiunti da una connessione ADSL tramite cavo / satellite, ormai tutti abbiamo necessità di essere collegati in internet, ancora meglio se si riesce a tenere sotto la stessa rete sia il proprio PC, sia il dispositivo mobile di turno (iPhone, iPad e chi più ne ha più ne metta). Ha parlato dello stesso prodotto anche Andrea, in una recensione che vi consiglio caldamente di leggere per avere un secondo parere.

Grazie ancora una volta a Barbara e Sitecom tutta :)

Cosa succede ai vostri account dopo la morte?

Su segnalazione di Luca di una manciata di giorni fa ho letto un post che lascia ben poco spazio alla teoria e vi mette davanti ad un interrogativo spesso non considerato (cosa fin troppo naturale, ndr): avete mai pensato a che fine faranno i vostri dati e i vostri account quando sarà arrivata l’ora di abbandonare questa vita terrena? (non c’è bisogno di toccarsi, dai!)

Secondo Digital Beyond svariati degli strumenti di comunicazioni attuali prevedono la possibilità e -di conseguenza- la necessità che la proprietà dell’account passi ad eredi e amici, come succede con gli oggetti fisici: thedigitalbeyond.com/2010/12/so-what-does-happen-to-your-digital-assets-after-you-die.

Ho voluto riprendere il post e localizzarlo parzialmente, rimandandovi alle documentazioni originali quando necessario. Buona lettura :)

GMail

Il più rapido e più semplice nello spiegare il da farsi. Google fornisce la risposta in questo documento ufficiale, in italiano: mail.google.com/support/bin/answer.py?hl=it&answer=14300

Nonostante i tempi di comunicazione possano essere non particolarmente veloci, è sicuramente necessario rispettare ciascun passaggio per riuscire ad ottenere accesso alla casella di posta del proprio defunto. Sono richiesti fino a 30 giorni per l’elaborazione della richiesta.

Twitter

E’ in grado di assistere la famiglia e i parenti più stretti affinché l’account interessato venga chiuso, fornisce inoltre un archivio di tutti i tweet pubblici della persona scomparsa, come descritto in questo documento (in inglese).

Così come per GMail anche Twitter necessiterà sicuramente di diversi giorni tra valutazione e messa in atto della modifica, anche se non specificato nella pagina pubblica.

Facebook

Facebook specifica alcuni termini di servizio (privacy) che prevedono la possibilità di scomparsa e quindi di trasformazione del proprio account in pagina commemorativa o cancellazione completa dei propri dati.

E’ inoltre possibile scaricare completamente i dati del proprio profilo attraverso uno strumento già presente su Facebook, così da poterli navigare offline sulla propria postazione (quindi chiedere -magari- la chiusura dell’account del defunto).

YouTube

Ancora una volta è Google a decidere come si risolve “il problema“, il documento ufficiale parla infatti di risoluzione di una problematica per membro di Youtube deceduto :mrgreen:, in italiano, all’indirizzo google.com/support/youtube/bin/answer.py?hl=it&answer=94458.

Inutile dirlo, vale quanto specificato per la prima casistica. Possono servire fino a 30 giorni per l’elaborazione della richiesta.

Yahoo!

Ultimo, ma non per importanza, è Yahoo!, società che possiede Flickr e -ancora per il momento- Delicious, due servizi parecchio utilizzati, in particolar modo il primo, che ci permette di tenere al sicuro gli scatti fotografici di una vita.

Nei termini di servizio della nota azienda non viene previsto alcun trasferimento di account ma è lecito inoltrare un certificato di morte per chiedere la chiusura dell’account, quindi la rimozione completa di tutti i dati salvati / caricati da quell’account:

No Right of Survivorship and Non-Transferability. You agree that your Yahoo! account is non-transferable and any rights to your Yahoo! ID or contents within your account terminate upon your death. Upon receipt of a copy of a death certificate, your account may be terminated and all contents therein permanently deleted.

Non viene specificata alcuna tempistica di evasione della pratica, tenete per buono che non può certamente essere minore di quella proposta da Google.

In conclusione

Un articolo da lasciare ai posteri molto probabilmente. Una volta si aveva a che fare “solo” con testamenti, proprietà fisiche e le eterne litigate tra parenti. Oggi vanno ad aggiungersi account di posta, di servizi e di qualunque altro accesso alla rete, dove la vita digitale prende sempre più tempo e sempre più possesso dei nostri dati. Sapere cosa fare in questi casi può sempre tornare utile.

Ora potete smettere di toccarvi! :P

Fonera 2.0N e Vodafone Key K4505

Attenzione: Post a moderato contenuto nerdico, si consiglia di girare al largo nel caso in cui l’argomento non interessi! :mrgreen:

Avere un amico e collega di lavoro che non conosce cosa voglia dire “arrendersipuò tornare maledettamente utile in casi estremi dove hardware e software pensano di non poter parlare tra di loro. Riavvolgo il nastro e vi porto a qualche mese fa quando -insieme ai colleghi trasfertisti- ho chiesto all’azienda una connessione più decente della vetusta ISDN che copriva l’appartamento ad Assago dove ci appoggiamo durante i viaggi di lavoro in quel di Milano e dintorni.

La richiesta è stata accolta, così come la scelta dell’hardware: una chiavetta dati del nostro attuale carrier telefonico aziendale (Vodafone, appunto) ed una Fonera 2.0N attraverso la quale saremmo riusciti a propagare il segnale via WiFi privata e contemporaneamente configurare altre chicche che possono sempre tornare utili (ivi compreso il canale OpenVPN verso l’azienda).

Sfortunatamente la Vodafone ci ha mandato (senza prima chiedere alcunché) un nuovo dongle K4505 che -a dar retta alla Wiki di FON- veniva dato come non compatibile con il loro router: wiki.fon.com/wiki/3G_compatibility.

Da oggi quel “non compatibile è cambiato“, grazie a Sergio :)

You need to flash your Fonera with the latest DEV image from download.fonosfera.org (latest is 2.3.6.1). This will allow you to access your Fonera on SSH.

Now connect via SSH to the Fonera. Username is root and password is the one you use to access web gui.

create /etc/usb-modeswitch.conf and write this inside:


########################################################
# Huawei K4505

DefaultVendor= 0x12d1
DefaultProduct=0x1521

TargetVendor=  0x12d1
TargetProduct= 0x1464

CheckSuccess=20

MessageContent=&quot;55534243123456780000000000000011060000000000000000000000000000&quot;

edit /etc/config/umtsd


config ‘umtsd’ ‘umtsd’
option  ’_country’  ’it’
option ‘apn’  ’web.omnitel.it’
option ‘dns’ ’83.224.65.134′
option ‘_provider’ ‘it_11′
config ‘umtsdstate’  ’umtsdstate’
 config ‘umtsdevice’  ’option12D11464′
 option ‘vendor’  ’Huawei’
 option ‘device’  ’K4505′

create /etc/init.d/activatek4505 with this inside:


/usr/bin/usb_modeswitch
echo “0x12d1 0×1464″ &gt;/sys/bus/usb-serial/drivers/option1/new_id

run:


ln -s /etc/init.d/activatek4505 /etc/rc.d/S40activatek4505

edit /Apps/umtsd.lua and change  *99***1# with *99#

finally we write changes issuing this command:


sync

reboot and it will work flawlessly.

Articolo originale: vipsnet.net/2010/fonera-2-0n-and-vodafone-k4505-key

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