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BIOS e riconoscimento USB lento

Da quando nei nuovi PC è stata introdotta la possibilità di effettuare il boot da una periferica USB la vita è nettamente migliorata, inutile negarlo. E’ possibile installare una live minima di Windows su una comoda chiavetta facilmente trasportabile ed ecco che il gioco è fatto.

Dove sta la fregatura? Elementare miei cari lettori: nelle periferiche USB perennemente collegate alla macchina. Durante la fase di riconoscimento periferiche iniziale vengono incluse tastiera & mouse ma, come nel mio caso, anche hard disk esterni, chiavi USB e qualsiasi altro dispositivo di memorizzazione non collegato con interfaccia IDE o $-ATA.

Fino a quando il dispositivo mette a disposizione poche centinaia di MB si può anche ragionare, la fase di riconoscimento dura qualche secondo in più ma nulla di preoccupante. Il problema vero e proprio nasce nel momento in cui si passa all’analisi di un WD MyBook da 1 TB già occupato per circa 600 GB. L’analisi dura troppo e costringe l’utilizzatore -dopo qualche minuto- a togliere alimentazione al dispositivo e resettare la macchina per far ripartire in successione il controllo BIOS ed il sistema operativo.

Così facendo sarà difficile gestire il PC da remoto, o almeno sarà improponibile effettuare un reboot nella speranza che questo torni operativo dopo pochi minuti. A questo punto ho provato a differenziare la ricerca dell’hardware senza i risultati sperati. Ecco quindi che si è costretti a fare una scelta: USB on Boot si o no?

Per il momento ho pensato di poterne tranquillamente fare a meno. Il backup del PC principale dove ho questo tipo di problema ha il proprio backup salvato su DVD auto-avviante. Nel caso in cui accada qualcosa si può sempre e comunque andare a modificare le impostazioni includendo il riconoscimento delle periferiche USB nella fase di controllo BIOS. Per capire dove andare a mettere le mani non occorre essere esperti. La soluzione è facilmente scovabile navigando nelle opzioni del proprio BIOS o andando a leggere qualche documento nei forum internazionali:

Fate attenzione a ciò che toccate, non è difficile ma dal BIOS potete comunque procurare danni alla vostra apparecchiatura.

ISO CD: Restore ME! 0.1

Per chi non dovesse conoscere Bart PE, una veloce infarinatura:

BartPE (Bart’s Preinstalled Environment) is a Live CD/ Live USB version of the Microsoft Windows XP or Windows Server 2003 32bit operating systems.BartPE allows a user to boot Windows XP/Windows Server 2003 from a CD-ROM, DVD or a flash disk, regardless of the condition of the installed operating systems on the internal hard drive. This means that the user can, for instance, recover data from an operating system installation that has failed due to either a software or physical hardware corruption.It can also be used to scan for and remove rootkits, viruses and spyware (that have infected boot files) and reset a lost administrator password.

A user can create his or her own installation of BartPE using an installation disk for either Windows XP or Windows Server 2003 operating system and the program PE Builder, programmed by Bart Lagerweij.

Sulla base di tutto questo oggi voglio parlarvi di Restore ME!, immagine ISO scaricabile e masterizzabile gratuitamente creata dal sottoscritto per poter avere sempre con se Drive Image XML, ottimo software di backup & restore ghost del proprio hard disk.

Il software è gratuito per uso personale (senza supporto) ed a pagamento per uso commerciale. Nella mia ISO potrete utilizzarlo liberamente per clonare il vostro hard disk (magari dopo una reinstallazione pulita del sistema) e ripristinare il clone nel caso in cui accada qualcosa “di irreversibile” (un virus?).

Attraverso uno script di avvio batch, Drive Image XML partirà automaticamente subito dopo il caricamento del sistema Live. Il funzionamento dell’applicativo è particolarmente intuitivo. Una volta scelta l’operazione da effettuare (Backup / Restore) sarà necessario indicare il disco / partizione sorgente (o destinazione per il restore) e procedere secondo le istruzioni a video. Tutto il software è in lingua inglese (anche il sistema). Se non doveste riuscire ad effettuare l’operazione desiderata non esitate a lasciare un commento ;)

Per scaricare Restore ME! 0.1 si può fare riferimento all’area Download di GxWare.org:

downloads.gxware.org/index.php?dir=iso/RestoreME

Una volta scaricata la ISO sarà necessario masterizzarla su un normale CD +R e inserirla nel PC in fase di boot, partirà automaticamente (sempre che come prima fonte del boot da BIOS sia indicato il lettore DVD / CD).

Vi spiegherò prossimamente (spero a breve, ndr) come modificare la ISO per includere l’immagine clone del vostro PC creata tramite Drive Image XML, così da poter realizzare un vero e proprio DVD di ripristino!

Buon lavoro :)

Windows Live Installer dietro proxy

In tanti conoscono Windows Live Writer, ottimo editor di testo che permette di preparare comodamente il proprio post offline e caricarlo sul blog al termine della stesura. Facile, veloce, una buona community di supporto (in inglese) alle spalle e svariati plugin disponibili, gratuito.

Praticamente tutto il mondo conosce Windows Live Messenger, sistema di messaggistica istantanea abusato e utilizzato su qualsiasi macchina, sia essa Windows o MacOS (nel mio caso i due sistemi che utilizzo). Insopportabile, lento come la morte quando non viene ottimizzato, ricco di pubblicità in ogni angolo possibile ma supportato e sopportato da tanti utenti.

Entrambi i programmi hanno una cosa in comune: per poterli installare bisogna passare dall’odioso Windows Live Installer, piccolo downloader Microsoft che permette di ottenere attraverso un’unica interfaccia diversi programmi MS che verranno poi installati sulla propria macchina.

No Proxy, Si Party

Apparentemente l’applicativo funziona a meraviglia se la connessione alla rete internet è diretta ma arranca parecchio nel caso in cui ci si trovi in ufficio e si utilizzi quindi un proxy server. Cosa assolutamente non vera conoscendo la soluzione del problema. Se le impostazioni di rete e connessione a internet dell’ufficio sono corrette, Windows Live Installer impiegherà diversi minuti per il controllo connettività e arriverà fino al timeout che mostrerà poi a video:

Tutto questo perché Windows non riesce a gestire correttamente le impostazioni del server Proxy e occorre dare una “spintarella” al tutto.

#1 Scarica il pacchetto completo!

Forse l’utenza non sa che Microsoft pubblica tutti i propri rilasci sotto un unico grande repository chiamato Microsoft Update Catalog. Tramite questo portale sarà possibile scegliere tutto ciò che desideriamo, “buttare nel carrello” i pacchetti desiderati e scaricare in una sola volta gli applicativi. Provando quindi a cercare Live Writer nel Catalog, si ottengono due file corposi che contengono il setup completo dell’applicativo:

catalog.update.microsoft.com/v7/site/Search.aspx?q=live%20writer

Scaricandolo ed installandolo sulla propria macchina sarà poi possibile utilizzare il programma specificando un proxy dal quale far passare i dati dalla e per la rete esterna. Inutile dire che il trucchetto vale per qualunque applicativo, sia esso un Live Writer o un Live Messenger.

#2 Spinga signora, spinga!

Perché non forzare il corretto utilizzo di una connessione via proxy affinché il Live Installer inizi a macinare decentemente? Il metodo esiste, è di facile applicazione e richiede solo una stringa da lanciare dal command e due secondi del vostro tempo.

Durante il controllo effettuato dal Live Installer, lanciare Start / Esegui / cmd e digitare proxycfg -U, come in figura:

premendo invio e attendendo un paio di secondi circa, il programma inizierà il download e l’installazione dell’applicativo!

Perché tutto ciò? Pare che Windows sia particolarmente restio a salvare correttamente le informazioni riguardanti il proxy all’interno di una chiave di registro. La discussione sul forum Microsoft è ricca di spunti e possibili altre risoluzioni, provate a dare una occhiata voi stessi:

microsoft.com/communities/newsgroups/en-us/default.aspx?dg=microsoft.public.windows.live.messenger&tid=862e19a2-8377-45d0-9c51-e827a86ee125&p=1

A questo punto potrete godervi le funzionalità dell’applicativo scelto, anche in ufficio o dietro qualsiasi altra connessione che passi da un proxy per filtrare ciò che non bisogna visitare:

A me non resta che augurarvi buon lavoro (o magari buona chat, per chi usa MSN Messenger… passare a Pidgin no? :P)

AVG 8: rimuovere la Notification Area Italiana

La novità in campo ormai la conoscono quasi tutti, una “non novità” gradita e che torna utile quando si vuole passare ad un antivirus sufficientemente affidabile, soprattutto tra le mura di casa. Sto parlando di AVG, ormai alla versione 8, anche in italiano. Dominio nuovo di pacca, localizzazione dei termini inglesi perfetta e completa.

AVG 8 viene ora pubblicizzato e reso disponibile da gratis.avg.it. Il download vero e proprio è invece ospitato da HTML.it e si trova al seguente indirizzo:

download.html.it/software/vedi/1806/avg-antivirus-free-edition

occupa circa 49 MB e richiede poi di essere aggiornato in quanto le ultime definizioni inserite nel pacchetto rilasciato risalgono ad Ottobre 2008. Passiamo però ai puri tecnicismi ;)

Rimuovere la Notification Area italiana

Qualche tempo fa avevo scritto un articolo in proposito trattando però la versione ufficiale in inglese:

gioxx.org/2008/09/12/avg-8-rimuovere-la-notification-area

Stavolta vi propongo il codice aggiornato per poter rimuovere la stessa area sulla versione italiana. Il post nasce dall’ottimo suggerimento dato dalla Curiosona che mi ha spinto poi a scaricare AVG 8 ITA sul PC della dolce metà (io mi ostino a tenere la versione inglese!) e rifare il trucco adattandolo a questo rilascio. L’unica cosa che cambia è il nome del file MHT dal quale AVG preleva i suggerimenti che inserisce poi in coda alla finestra principale dell’antivirus.

Il nuovo codice batch sarà quindi il seguente:

@echo off
ren avgmwdef_it.mht avgmwdef_it.mht.bak
ren avgresf.dll avgresf.dll.bak

nuovamente disponibile per il download in versione “Stop & Start” (StopNotification-ITA.bat & StartNotification-ITA.bat) nella stessa cartella su GxWare:

downloads.gxware.org/index.php?dir=articoli/avg8/archive

Vi ricordo che il file batch va sempre messo nella stessa cartella di installazione dell’AVG che è generalmente C:\Programmi\AVG\AVG8.

Grazie quindi alla Curiosona per aver realizzato l’integrazione per il mio articolo e buon lavoro a tutti voi :)

OpenVPN e Windows Vista

Maledetto il giorno in cui ho voluto entrare nella piccola famiglia di utilizzatore Vista: diversi problemi di incompatibilità, mancanza di alcuni vecchi driver, programmi che iniziavano a sbacchettare senza apparente motivo. Poi, pian piano, ho saputo addestrarlo come si deve, passo dopo passo. Ad oggi posso ritenermi abbastanza soddisfatto, utilizzatore di un sistema visto poi non tanto bene da Microsoft stessa.

Ho avuto un nuovo problema giusto poco tempo fa: per lavorare in reperibilità utilizzo il client OpenVPN GUI scaricabile gratuitamente da openvpn.se. Se non sapete di cosa sto parlando vi consiglio di dare una occhiata qui:

OpenVPN è un programma VPN scritto da James Yonan e rilasciato con licenza GPL. È usato per creare tunnel crittografati punto-punto fra i computer. Permette agli host di autenticarsi l’uno con l’altro per mezzo di chiavi private condivise, certificati digitali o credenziali utente/password. Usa in modo massiccio le librerie di cifratura OpenSSL e usa il protocollo SSLv3/TLSv1. È disponibile su GNU/Linux, xBSD, Mac OSX, Solaris e Windows 2000/XP. Offre un ricco insieme di caratteristiche per il controllo e la sicurezza. Non è una VPN con interfaccia web, e non è compatibile con IPsec o altri programmi VPN. L’intero programma è un singolo eseguibile binario usato per le connessioni sia dal lato server che dal lato client, da un file di configurazione opzionale, e da uno o più file contenenti le chiavi, in funzione del metodo di autenticazione usato.

it.wikipedia.org/wiki/OpenVPN

In pratica se si usa OpenVPN da Windows Vista con certificati regolari e tutta la configurazione “teoricamente in ordine” (nel mio caso tutto aziendale) potrebbe non funzionare il comando “ping” verso qualsiasi macchina, come se ci si trovasse in un limbo tra casa (o portatile in giro per altri uffici) e rete aziendale. Non si lavora, punto e a capo.

Ho scovato quindi la risoluzione trovando questo post:

smokinglinux.com/ita-web-news/massimo-casellicom/openvpn-e-windows-vista

si vanno semplicemente ad aggiungere due righe a fondo file di configurazione:


route-method exe
route-delay 2

ed ecco che tutto tornerà a funzionare correttamente come per magia. L’unica pecca è che la risoluzione DNS funziona a fatica, sto indagando anche per questo.

Che mondo sarebbe senza impazzire per i PC, no? :P

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