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Comunicazione di servizio: pare che dal 24/7 la TIM abbia problemi nel processare le ricariche telefoniche acquistate online, non ha importanza il metodo di pagamento (carta di credito o PayPal), fallisce in ogni caso e i soldi non vengono prelevati dalla carta di credito, in compenso su PayPal vengono messi in “Pending” e per poter sbloccare i soldi serviranno 10 giorni dalla data di pagamento. All’undicesimo giorno sarà possibile mandare una mail tramite la pagina di assistenza all’indirizzo paypal.com/it/webapps/helpcenter/helphub/home.

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Quello che dice il 119

Ho chiamato stamattina il 119 per segnalare che le due ricariche fatte da me e pagate tramite PayPal non sono mai arrivate a destinazione. L’operatore mi ha informato riguardo i problemi nel sistema di ricarica e non ha potuto trovare alcuna giustificazione nel momento in cui ho chiesto il perché non avessero pensato di inserire un messaggio di avviso ai clienti proprio sulla pagina web di ricarica. Il problema c’è, sull’intero circuito -secondo lui- che porta quindi con se anche le ricariche effettuate tramite banca / sportello bancomat e simili (oltre che per la pagina ufficiale del sito di TIM, ovviamente). Il consiglio di TIM? Recarsi presso un negozio TIM (o autorizzato) oppure acquistare la vecchia Ricaricard presso un Sale e Tabacchi e chiamare per effettuare telefonicamente la ricarica, quello che tutti facevano qualcosa come 10 anni fa.

Quello che dice PayPal

Il servizio di assistenza telefonica è gentilissimo e informa immediatamente che il problema è lato TIM e che sono loro a dover sbloccare i pagamenti ma –come già detto inizialmente– il cliente può richiedere lo sblocco delle voci pending dopo 10 giorni dalla data di pagamento, vi ho già segnalato sopra l’indirizzo del modulo da utilizzare nel quale specificare i codici dei pagamenti e chiederne quindi lo sblocco.

ATTENZIONE: ho peccato di poca completezza per quello che riguarda il rimborso PayPal e voglio rimediare per fare maggiore chiarezza. Dovete ricordare che PayPal è un “proxy” verso la vostra carta di credito, non si sostituisce in nessun caso al vostro istituto bancario e per questo motivo, a meno che non abbiate fondi all’interno del vostro account PayPal, i soldi scalati dalla carta di credito non possono essere rimborsati da PayPal, neanche dopo i 10 giorni di cui vi ho parlato. Nel mio caso il denaro è stato bloccato sul mio account e non sulla mia carta (utilizzo PayPal e ci tengo sempre un po’ di denaro a bordo per gli acquisti rapidi) ed è per questo motivo che posso richiederne lo sblocco dopo 10 giorni dal mancato reale prelievo di TIM.

Mi preme inoltre farvi notare che spesso capita di pensare che i soldi siano stati realmente scalati dalla carta perché il sito di TIM conferma il buon esito dell’operazione ma non è davvero così, TIM non effettua il prelievo nonostante la notifica. Accedete alla vostra area personale e verificate l’estratto conto della carta, probabilmente noterete che i soldi sono al loro posto. In caso contrario occorrerà contattare il proprio istituto bancario per procedere con una richiesta di rimborso.

Aggiornamenti

  • 01/08 14:00 Ho chiesto di effettuare due ricariche (una per me, una per Ilaria) ad un centro TIM autorizzato in pausa pranzo. Sono passato, scelto il taglio della ricarica e pagato. Sto ancora attendendo che la ricarica arrivi, ad ora non è successo alcunché nonostante l’operatore del negozio mi abbia detto che la ricarica arriva sul telefono in 10 minuti circa.
  • 01/08 17:30: È arrivata la ricarica fatta dal centro TIM, decisamente in ritardo rispetto ai 10 minuti promessi ma almeno è arrivata, a dimostrazione che almeno loro ce la possono fare, evitandomi così di dover andare a comprare una Ricaricard (ammesso che esistano ancora), grattare e fare la solita telefonata con inserimento poi del codice per riscattare quanto pagato.
  • 02/08 10:30: Su affermazione di Matteo ho voluto provare a fare una ricarica da applicazione della TIM passando però da carta di credito. Un’attesa di circa un’ora ma la ricarica di 10€ è arrivata a destinazione. Ok i problemi ed i ritardi di TIM ma a questo punto il problema si presenta solo passando dalla ricarica fatta tramite PayPal, contrariamente a quanto detto dal supporto 119. Di sicuro non farò un nuovo test perché con 31€ di credito “faccio anche basta” per adesso. Se qualcuno riscontrasse delle difficoltà può lasciare un commento a questo articolo così da capire quanto è esteso il problema, ve ne saranno sicuramente grati tutti gli utilizzatori di ricaricabili dell’operatore italiano ;-)
  • 18/8 08:30: dopo una settimana di ferie che ho cercato di passare il più possibile lontano da un computer, ho fatto nuovamente accesso al mio account PayPal e scoperto che senza iniziare alcuna azione di richiesta sblocco denaro come descritto nel mio articolo, mi sono stati sbloccati i pagamenti verso TIM e i soldi sono tornati quindi disponibili nel mio conto PayPal (occhio, nel conto PayPal, come già detto nell’aggiornamento del paragrafo precedente non ho mai intaccato i fondi della carta di credito, non sono mai passato dal mio istituto bancario). Tutto è bene quel che finisce bene? A quanto pare si, chiedo a voi che avete avuto le mie stesse difficoltà se siete riusciti a risolvere il problema e come, è importante rimanere sempre informati quando accadono queste anomalie :-)
Milano Real Life (MRL) è il nome di una raccolta di articoli pubblicati sul mio blog, raccontano la vita di un "perfetto nessuno" che ha deciso di spostare abitudini e quotidianità in una differente città rispetto a quella di origine. Alla scoperta della caotica capitale lombarda mai tanto amata e odiata allo stesso tempo, per chi è nato qui e ancora oggi continua a viverci per volere o necessità, per le centinaia di persone che invece vengono da fuori e vedono Milano come una piacevole alternativa o una costrizione imposta dalla propria vita lavorativa. La rubrica "leggera" di approfondimento alla quale però non fare l'abitudine, non siamo mica così affidabili da queste parti!

Milano ha tutto, questo chi ci vive tutti i giorni lo sa, lo sanno anche i “forestieri” come me. I servizi di Car Sharing negli ultimi tempi sono nati come funghi durante la notte e si sono espansi sempre più con flotte di macchine sparse per i bastioni della città, sempre pronte ad essere noleggiate in tempi rapidissimi tramite un’applicazione su telefono o una card apposita alla fermata della metro, del tram, sotto casa. Avrei voluto scriverne già tempo fa ma in fondo non ho mai avuto occasione di approfondire e provare i servizi sul serio come successo un paio di sabati fa.

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Complice l’idea malsana di alcuni amici si è deciso di lasciare a casa le vetture personali e affidarsi ai tre servizi principali che Milano mette a disposizione: Car2Go (Mercedes Smart Fortwo), Enjoy (FIAT 500 e 500L) ed il neonato Twist (Volkswagen Up). Ben più di 1000 automobili in totale sul territorio, chi più chi meno ma tutte abbastanza piccole e agili nel traffico cittadino. Ma quali sono i pro ed i contro di questi servizi? Cosa li accomuna? Cosa li mette in difficoltà (più che loro il cliente finale, direi)? Io sono iscritto a tutti e tre ma sono attualmente abilitato solo ai primi due citati (in attesa di poter andare a ritirare la tessera per sfruttare il terzo).

Accessibilità

Ancora prima di parlare di prezzi credo sia doveroso parlare di semplicità nello sfruttare questo tipo di servizi. Ciò comprende la registrazione, l’uso della flotta automobilistica, la possibilità di avere supporto tramite telefono o social network e cose così. Sia chiaro: le nuove generazioni (i ragazzi dai 35 anni circa in giù) sono decisamente avvantaggiate, tutti i servizi hanno un loro sito web attraverso il quale iscriversi, si parte dalle proprie generalità per arrivare a specificare i dati della carta di credito dalla quale pretendere i pagamenti al termine di ciascun noleggio. A condire il tutto il vostro numero di telefono cellulare e la casella di posta elettronica, tutto fa brodo, tutto è utile per contattarvi, mandarvi una fattura, una notifica, fino ad oggi non ho ricevuto comunicazioni puramente pubblicitarie al di fuori della loro area di competenza. Nel caso di Car2Go come Twist ci si può invece rivolgere ad uffici fisicamente presenti sul territorio dove staff preparato può creare la vostra tessera e la vostra utenza anche se non andate molto d’accordo con la registrazione via web.

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L’immagine del sito di Enjoy immediatamente qui sopra non è stata messa a caso. Per me è il migliore tra i tre servizi provati per ciò che riguarda l’accessibilità. Perché? Nel mondo della cucina (ma non solo) si dice che non conta come si parte, ma come si finisce. Il loro sito web è partito male (in realtà non era partito affatto nel giorno della conferenza stampa sul lancio, ndr) ma oggi, una volta inseriti tutti i dati richiesti, ci si può semplicemente collegare tramite la loro applicazioni (iOS e Android allo stato attuale, assenza ingiustificata per Windows Phone nonostante la sua diffusione), cercare una macchina e prenotarla, aprirla una volta arrivati nelle dirette vicinanze, nessuna ulteriore tessera ad occupare spazio nel portafogli, una cosa che personalmente adoro. Anche Car2Go non ha una propria applicazione per Windows Phone, Twist segue a ruota. Capisco i tempi tecnici per la realizzazione di queste applicazioni ma ormai lo sanno anche i sassi: di Windows Lumia ne sono stati venduti tanti, bisognerebbe partire già “armati e carichi“: sito web, applicazioni su ogni sistema (mancherebbe anche BlackBerry, a dirla tutta) e servizio clienti raggiungibile con metodi tradizionali e non (telefono e social network, per l’appunto) sono requisiti minimi.

Un altro consiglio? Eliminate la tessera. Capisco possa essere comoda ma se c’è riuscita ENI credo che anche le altre possano organizzarsi e permettere l’apertura delle vetture direttamente dall’applicazione. Il telefono è sempre con me, occupa lo stesso spazio fisico a prescindere dalla quantità di applicazioni installate, una tessera richiede un suo piccolo spazio all’interno del portafogli (come già detto). Tra bancomat, carta di credito, patente e carta di identità, tesserà della raccolta punti Esselunga e mille altre tessere fedeltà ormai i contanti hanno chiesto asilo politico al portamonete di mia nonna, non parliamo di eventuali scontrini o appunti o biglietti da visita.

Le seccature

Un modo diverso per chiamare i “contro” chiaramente immancabili in qualsivoglia servizio o soluzione. Se la tessera la fa da padrone e ha quindi guadagnato molte delle righe del paragrafo precedente, occorre sfortunatamente includere altre “piccole voci” all’elenco che passano in secondo piano (non sempre). La prima credo sia il controllo dell’utente e il conseguente sblocco delle serrature della vettura. Due servizi su tre richiedono almeno 30 secondi prima di aprire le portiere dell’auto: Car2Go e Enjoy. Il primo partirà subito dopo aver avvicinato la tessera personale al lettore che si trova sul parabrezza, il secondo dopo aver richiesto lo sblocco portiere dall’applicazione. E’ come se quell’interrogazione al database utenti necessitasse di un criceto che deve correre da un punto A ad un punto B neanche troppo vicini tra di loro. Chi ne esce meglio nella lotta all’apertura delle portiere dell’auto è Twist: avvicinando la tessera al lettore l’apertura è immediata.

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Direte voi: e che problema c’è? Non puoi aspettare 30 secondi? Qui l’apertura delle portiere di Enjoy aiuta. Potete lanciarla poco prima di arrivare alla vettura dall’applicazione, il GPS del vostro telefono confermerà ai server che vi trovate nelle immediate vicinanze del veicolo, partirà così la verifica e dopo qualche passo vi troverete davvero davanti all’automobile e potrete entrare entro breve, problema risolto. Provate ad immaginare invece di farlo con Car2Go e la necessità di passare la tessera sul lettore e attendere la verifica mentre fuori sta diluviando a dirotto, fa freddo, non avete un ombrello e avete urgenza di recuperare una macchina per raggiungere un amico, un collega di lavoro o magari un futuro capo che vi aspetta per il colloquio. Salve buongiorno mi presento, sono il pulcino Pio, tutto bagnato fradicio perché ho atteso che i server Car2Go mi aprissero la portiera dell’auto. Vale anche con Enjoy nel caso in cui non sfruttiate il trucco dell’apertura un attimo prima di arrivare all’auto. Ho reso l’idea? Oh sia chiaro, il problema sussiste anche con la ragazza rimasta sola alle due di notte in un quartiere che non conosce e dal quale vorrebbe allontanarsi rapidamente, ma ve l’ho fatta meno noir.

Nulla da dire riguardo la questione rifornimento, pulizia dell’auto (interna ed esterna), danni durante precedenti noleggi, durata della prenotazione. Per ognuna di queste voci tutte le società sono ben organizzate e nel caso in cui qualcosa tocchi all’utilizzatore finale (vedi rifornimento di carburante in caso di serbatoio quasi vuoto e mancato intervento da parte dello staff del servizio) ci sono minuti gratuiti per sfruttare le loro auto, scarichi di responsabilità, ecc. La prenotazione della vettura più vicina dura 30 minuti per tutti, di tempo per raggiungere il vostro mezzo di trasporto a noleggio ce n’è abbastanza e durante il conto alla rovescia potete annullare la prenotazione a costo zero.

Ma quanto mi costi?

Ho voluto fare una (si suol dire) “botta di conti” sull’arco dell’intera serata. Il totale è di 19,18 €. Quel totale è dato da un viaggio di andata a bordo di car2go all’ora dell’aperitivo, uno spostamento in Enjoy per andare a cena, ancora una volta Enjoy per spostarsi in zona Navigli per un ultimo cocktail e qualche chiacchiera ed infine ancora lei (Enjoy) per rientrare a casa.

Il viaggio più costoso è stato quello del dopocena, nonostante le dimensioni estremamente contenute della 500 e la praticità della stessa vi sfido a trovare un parcheggio in quella zona di Milano dopo le 23:30, improbabile al primo colpo almeno quanto trovare Belen per strada e prendersi da lei un bacio in bocca alla francese (reso l’idea? No, non mi chiamo Stefano per la cronaca): 7 euro. Il tutto si basa su circa 28 minuti di utilizzo per 6 Km percorsi ai soliti 25 centesimi di euro al minuto. In questo caso posso affermare che avere a disposizione una Smart e non una 500 aiuta parecchio, grazie alle dimensioni della piccola di casa Mercedes ci si riesce ad infilare davvero ovunque, o per lo meno in qualsiasi posto non sfruttabile da una qualsiasi altra macchina più grande anche di pochi centimetri. Di poco più grande (e qui i centimetri contano, oh se contano!) è la Up di Volkswagen che però avendo 5 porte permette un più rapid0 e comodo accesso ai sedili posteriori, una buona seconda classificata in questo senso.

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A seguire nella scaletta della spesa ancora Enjoy con 4,50 € per 5 Km percorsi in circa 18 minuti di guida, quindi car2go con 4,04 € per 5 Km percorsi in 17 minuti circa (con una tariffa al minuto di 27 centesimi di euro) ed infine 2,75 € per 4 Km percorsi in 11 minuti circa.

Potreste pensare che spendere poco meno di 20 € nell’arco di una serata per i soli spostamenti siano pura follia. Posso provare quasi a scommettere che vi troviate a vivere fuori Milano o che non abbiate mai avuto a che fare con la vostra automobile nel traffico di questa grande metropoli del fine settimana. Sia chiaro: ciò che ho fatto e di cui vi sto parlando è un esperimento, un approfondimento su uno dei servizi (il Car Sharing in generale, ndr) più in voga negli ultimi tempi (e più comodo, aggiungerei), dovete tenere fuori i mezzi pubblici o lo scooter o magari la bicicletta. All’interno del cerchio non ho inserito ATM perché non ho mai provato i loro mezzi a noleggio (probabilmente lo farò in futuro per pura curiosità ma l’impossibilità di poter lasciare quei mezzi ovunque io voglia è una pecca grandissima e un disagio soprattutto quando si ha fretta).

Spendere poco meno di 20 euro per l’intera serata (considerando anche il tardo pomeriggio) non è molto. Non serve pagare il parcheggio, ammesso di riuscire a trovarlo per strada (gratuito oltre un certo orario) ma soprattutto ammesso che si riesca a trovarlo. Se ho in quel momento la mia vettura e lo spazio a disposizione è quello su un marciapiede o in una curva pericolosa preferisco andarla a parcheggiare in una rimessa a pagamento. Occorrerà moltiplicare questa scelta per il numero di spostamenti effettuati ed il tempo di permanenza. In una sola sera fuori in zona Parco Sempione sono arrivato a spendere 24 € di parcheggio per una singola (prolungata) sosta e solo perché ho raggiunto il tetto massimo oltre il quale la rimessa non aggiungeva ulteriori euro al conto finale. Certo ci sono zone e rimesse meno costose ma non potete saperlo fino a quando non vi trovate “a ballare” in zona e se non volete proprio scegliere quella più costosa vi toccherà gironzolare alla ricerca di quella più economica, spesso ben distante da dove poi volete andare a trascorrere il vostro tempo.

La possibilità di poter parcheggiare una car2go, una Enjoy o una Twist all’interno delle righe blu o di quelle gialle (dedicate ai residenti) aiuta parecchio in questo caso e rendere la vita decisamente più facile. Se a questo aggiungete la possibilità di poter entrare in Area C senza pagare ulteriori balzelli (durante la settimana lavorativa ovviamente, non vale durante il fine settimana durante il quale Area C non è in funzione) beh, il vantaggio aumenta. Un’arma a doppio taglio se si vanno a vestire i panni del lavoratore che arrivando a casa trova più macchine a noleggio che personali nei già pochissimi parcheggi disponibili, spesso capita anche nella mia zona, si passa quindi a posteggi “creativi” che mettono frequentemente in difficoltà i pedoni (togli da una parte, metti dall’altra, è una coperta sempre troppo corta).

Quanto ci teniamo?

Tanto se si rompe non è mia. Assicurazione, scarichi di responsabilità, fuochi d’artificio e bombe a mano. È un po’ come la storia che si ripete. Sia chiaro: fino ad ora non ho trovato vetture con grandi danni ed in ogni caso il servizio di assistenza alla base di ciascuna di queste aziende interviene nel caso in cui un’automobile non sia al massimo della sua “forma fisica” permettendo così agli utilizzatori di avere a disposizione quattroruote che non li abbandonino per strada. Certo la classica botta di sfiga può capitare ma si tratta di episodi isolati e che possono essere risolti con l’assistenza al telefono, nel peggiore dei casi sarà necessario andare a recuperare la macchina più vicina a quella danneggiata ed inutilizzabile (tipo nel caso in cui una gomma si fori, ndr).

Il servizio di assistenza funziona, esiste, lotta con noi e nonostante io non ne abbia avuto alcuna necessità durante la mia prova ho cercato in rete informazioni in merito che tra alti e bassi hanno comunque dato un risultato tutto sommato positivo in merito. In ogni caso, escludendo danni casuali alla macchina o incidenti particolarmente complessi, bisogna ricordare che prendere in prestito cose altrui vuol dire (nella normalità forse non più esistente ai giorni nostri e con i giovanissimi che avanzano più tamarri e maleducati che mai) trattarle meglio di come tratteremmo le nostre, almeno questa dovrebbe essere l’educazione ricevuta dai genitori. Poi si sa, tra il dire e il fare c’è di mezzo il ma morto della speranza, ma questo è un altro argomento che richiederebbe kilometri di righe scritte.

In conclusione

Ho brillantemente evitato l’argomento Uber e ne vado tutto sommato fiero, quella è roba che scotta e i miei pensieri sono stati già più volte espressi tramite i miei canali sociali, con tweet nati da zero o rilanci di cinguettii altrui che dovrebbero avervi permesso di capire che io non sto dalla parte dei tassisti. Porto massimo rispetto per la categoria e per le loro motivazioni ma non per il modo di fare (come ciò che è accaduto in occasione del Wired Next Fest 2014 o delle decine di altre storie ricercabili su Wired). Il car sharing sembra godere -almeno per il momento- della benedizione di professionisti e cittadini, forestieri, utilizzatori occasionali, turisti (soprattutto ora che car2go ha aperto la possibilità di guidare con la stessa Member Card anche nelle altre nazioni dove è presente il servizio) e la cosa ovviamente non può che fare bene a tutti, è il progresso, è in costante movimento, non va fermato ma regolamentato e sfruttato al meglio per portare giovamento a chiunque. Tutto questo apre le porte a ulteriori discussioni, sgravi fiscali per il libero professionista con partita iva, possibilità di valutare l’abbandono del proprio mezzo (magari anziano e inquinante) per passare ad un utilizzo più intensivo del car sharing (ammesso di abitare e lavorare in città, ovviamente) e chissà quanti altri dettagli ancora.

Il mio approfondimento termina qui, con un ringraziamento a coloro che hanno permesso tutto questo ma con l’invito di migliorare sempre più ciò che ci è stato già messo a disposizione, di aggiungere nuove città anche se apparentemente meno interessanti e appetibili, di cercare di fornire condizioni più vantaggiose e meno postille in Verdana 2 a fondo contratto. Ah si un’ultima cosa: Massarotto (Hagakure) ha calcato la mano sul fatto che attraverso l’applicazione di Enjoy (per la quale la sua agenzia ha seguito il lancio) è possibile prenotare e prendere la vettura senza ulteriori pezzi di plastica, l’ho già detto almeno cento volte nell’articolo che la tessera è solo un ulteriore rallentamento inutile per il cliente finale e peso sprecato all’interno del portafogli? ;-)

Ho dimenticato qualcosa? Siete arrivati fin qui? Bravi! Chiedete e vi sarà dato risposto (nei limiti della mia conoscenza, ovviamente) :-)

E’ una delle frasi probabilmente più utilizzate tra colleghi, amici, familiari. Viene spesso detta con leggerezza, data per scontata, praticamente inflazionata, come se tutto dovesse necessariamente filare liscio, senza alcuna alternativa, senza mai pensare al peggio. Stasera lascio squillare il cellulare, a malapena guardo qualcosa in TV, mi sento ancora più solo davanti al monitor e alla tastiera perché quando l’alternativa c’è e c’è pure quel “peggio“, un altro amico ti abbandona. Un amico della rete in realtà, di noi tutti, questo era Donato Carriero, a distanza neanche troppo elevata dallo stesso viaggio intrapreso da Marco.

Ci avete mai realmente pensato? Progetti, idee, lavoro, amicizie, famiglia, la vita è troppo breve per non godersela al meglio delle proprie possibilità, nulla va tralasciato, nessuno merita meno attenzione di altri, ciò che ci è stato dato è troppo importante e ogni momento è sacro. Scommetto che anche Donato aveva salutato tutti i ragazzi in Hagakure la sera prima dicendo “ci vediamo domani”, sono certo che un domani ci vedremo sul serio, ancora una volta, un abbraccio, uno sfottò su quella che è stata la sua eterna lotta alla diffusione di Hangout in Italia (con me sempre pronto a smontare tutto il suo castello da bravo stronzo), una risata.

Siamo tutti nati per morire, è il nostro destino ed è l’unica (e sottolineo unica) certezza che abbiamo dal momento in cui portiamo a termine il nostro primo respiro in completa autonomia, staccati da quell’angelo che ci ha messo al mondo e ci ha dato tutto (e magari continua a farlo tutt’oggi). Di altrettanto certo c’è ancora una volta il fatto che ad andarsene sono sempre i migliori. Tanti non hanno avuto occasione di conoscerti e magari ignoreranno bellamente questo mio ritaglio, molti altri hanno invece avuto questa fortuna, magari anche solo per un incontro di sfuggita ad un evento, per due chiacchiere banali.

Ciao ‘Don‘, che tu possa fare un buon viaggio, ci rivedremo prima o poi o per lo meno me lo auguro, ancora una volta sarò lì a parlarti di quanto sia assurdo pensare di poter cambiare il mondo a colpi di Hangout e tu a sorridere e tra i denti un “va a cagare pirla” che non mi hai mai detto in faccia.

O non almeno in senso stretto a meno di passioni del singolo associato! Si perché andare ad un evento dell’ItLUG potrebbe portare chiunque a pensare che si tratti dell’ennesimo ritrovo nerd dove scambiarsi trucchi e consigli, è così, ma l’informatica non c’entra poi granché, al massimo vi fa gioco la tecnologia alla base del mattoncino più amato da grandi e piccini sparsi per il mondo, questo per capirci:

ItLUG Assago 2014

Sabato e domenica (quelli appena passati, si) alcuni dei ragazzi dell’associazione si sono ritrovati ad Assago per un evento all’insegna delle idee trasformate in capolavori ad alto contenuto di fantasia, pazienza, talvolta pazzia, realizzati da zero grazie a tutto quello che compone l’infinito mondo LEGO, una di quelle droghe multi-generazionali che danno tanti benefici e con pressoché nessun effetto collaterale (conto in rosso in banca a parte, se non date un limite agli acquisti, ndr). Era da tanto che non tiravo fuori la macchina fotografica (complice anche la brutta stagione che non mi porta granché ispirazione), ho pensato fosse il caso di tirarla fuori dall’armadio e cominciare a riscaldarla con qualche scatto per un’occasione che mi è davvero piaciuta tantissimo e mi auguro possa ingrandirsi nel percorso previsto.

ItLUG Assago 2014

ItLUG Assago 2014 ItLUG Assago 2014

Complimenti ragazzi, sono molto invidioso per la vostra bravura, divertito e fiero che ci siano iniziative simili, non si è mai troppo grandi per giocare con secchi pieni di LEGO, chissà i miei che fine hanno fatto! Potete trovare gli scatti della visita nel set dedicato all’indirizzo flickr.com/photos/gioxxswall/sets/72157643910973785 (e scusate se ci ho perso un pelo la mano, mi sento arrugginito).

Con questo fanno in tutto 6. Tra alti, bassi, lontananza, mille discussioni affrontate e problemi risolti (ma molti altri ancora da risolvere, manco fossimo gli enigmisti) siamo arrivati al nostro giro di boa annuale, auguri tesoro mio.

Ok, l’ho fatto. Volendo ora dare un taglio alle smancerie rivolgo a tutti voi la fatidica domanda: qualcuno ha da prestarmi il manuale all’uso del settimo anno? No perché almeno mi metto subito l’anima in pace! Come dite? Vale solo nel matrimonio? Riparliamone il 15/4/15, vedremo chi avrà avuto ragione!