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Milano Real Life (MRL) è il nome di una raccolta di articoli pubblicati sul mio blog, raccontano la vita di un "perfetto nessuno" che ha deciso di spostare abitudini e quotidianità in una differente città rispetto a quella di origine. Alla scoperta della caotica capitale lombarda mai tanto amata e odiata allo stesso tempo, per chi è nato qui e ancora oggi continua a viverci per volere o necessità, per le centinaia di persone che invece vengono da fuori e vedono Milano come una piacevole alternativa o una costrizione imposta dalla propria vita lavorativa. La rubrica "leggera" di approfondimento alla quale però non fare l'abitudine, non siamo mica così affidabili da queste parti!

Oggi niente prodotti sul banco prova, come avrete certamente notato, ma un omaggio (prima che termini la giornata) alla città che ha adottato me e Ilaria e che festeggia il suo Santo Patrono, sant’Ambrogio:

Aurelio Ambrogio (Aurelius Ambrosius), meglio conosciuto come sant’Ambrogio (Treviri, incerto 339340Milano, 397) è stato un vescovo, scrittore e santoromano, una delle personalità più importanti nella Chiesa del IV secolo. È venerato come santo da tutte le Chiese cristiane che prevedono il culto dei santi; in particolare, la Chiesa cattolica lo annovera tra i quattro massimi dottori della Chiesa d’Occidente, insieme a san Girolamo, sant’Agostino e san Gregorio I papa.

Conosciuto anche come Ambrogio di Treviri, per il luogo di nascita, o più comunemente come Ambrogio di Milano, la città di cui assieme a san Carlo Borromeo e san Galdino è patrono e della quale fu vescovo dal 374 fino alla morte, nella quale è presente la basilica a lui dedicata che ne conserva le spoglie.

it.wikipedia.org/wiki/Sant’Ambrogio

Questa è una composizione fotografica realizzata da scatti catturati qualche giorno fa tra Piazza del Duomo e la Galleria Vittorio Emanuele II, ora che la città splende di quella luce che solo poche occasioni, come il Natale, sono in grado di regalarle:

Una foto pubblicata da Giovanni F. Solone (@gioxx85) in data:

Fatevi un regalo se potete, prendetevi un fine settimana libero da altri impegni e venite ad ammirare le bellezze che questa città ha da offrire anche ora che l’Expo è terminato, non ve ne pentirete sicuramente.

Buona cena a tutti!

Milano Real Life (MRL) è il nome di una raccolta di articoli pubblicati sul mio blog, raccontano la vita di un "perfetto nessuno" che ha deciso di spostare abitudini e quotidianità in una differente città rispetto a quella di origine. Alla scoperta della caotica capitale lombarda mai tanto amata e odiata allo stesso tempo, per chi è nato qui e ancora oggi continua a viverci per volere o necessità, per le centinaia di persone che invece vengono da fuori e vedono Milano come una piacevole alternativa o una costrizione imposta dalla propria vita lavorativa. La rubrica "leggera" di approfondimento alla quale però non fare l'abitudine, non siamo mica così affidabili da queste parti!

Il detto recita che sono sempre i migliori ad andarsene per primi. Twist non era certo il migliore in assoluto, ma per molti versi era la mia scelta migliore e sempre preferita. La mail mandata a tutti i clienti mi ha quindi lasciato spiazzato. Nessun margine, fredda, falsamente vicina al cliente:

Gentili Clienti,
Vi informiamo, con grande dispiacere, che, con effetto immediato ci vediamo costretti
a sospendere momentaneamente il nostro servizio di car sharing.
Ringraziamo i Clienti che ci hanno accordato la loro fiducia, i fornitori che ci hanno
seguito in questa sfida e i nostri dipendenti che hanno profuso in tutto il periodo un
eccezionale impegno, e contiamo di comunicarVi al più presto la riattivazione del
servizio.

Cordialissimi saluti.
Twistcar S.r.l.

Twist: "Ne danno il triste annuncio" (cit.)

Tutte le macchine sparite in un solo colpo dall’applicazione (e da qualsiasi altra generica come Bat Sharing o eVeryride), il sito web ufficiale modificato per includere lo stesso comunicato, così come per la pagina Facebook, all’interno della quale ovviamente si sprecano commenti di ogni tipo: dal dispiaciuto alla lamentela di chi –come me e tanti altri clienti– aveva dovuto lasciare una caparra per potersi iscrivere al servizio (insieme ai classici commenti di polemica gratuita o convenienza per attrarre utenti verso il proprio profilo o pagina personale, ma di stupidi con accesso ai Social Network ne è pieno il mondo, ormai ci abbiamo fatto il callo):

Sfortunatamente però ci si ferma qui. Nessun particolare trapelato, nessuna spiegazione alla clientela, si chiede di attendere aggiornamenti in merito e si spera che questi arrivino sul serio. Dispiace soprattutto per chi aveva concluso l’iscrizione pochi giorni fa e magari non aveva ancora utilizzato il servizio. Dispiace anche per coloro che hanno lamentato problemi nell’utilizzo dei mezzi a disposizione. La mia personale esperienza d’utilizzo di Twist (l’ho usata parecchio, nda) si ferma a una sola anomalia, risolta in breve tempo dal supporto utenti (con l’unica eccezione di un’attesa un pelo lunga per essere richiamato da un operatore sul mio telefono cellulare), poi mai più nulla. Tutto liscio, sempre, escludendo ovviamente il comportamento errato dei clienti. I fumatori, i mangiatori seriali di cibo cinese o pizza con discarica nei sedili posteriori, gli scappati di casa che consumavano un rapporto sessuale chiusi in macchina e appartati chissà in quale via, quelli che dimenticano la spesa nel baule o le chiavi di casa nel porta-oggetti, quelli che trovano la multa sul parabrezza e neanche avvisano l’assistenza. Tutti (ma proprio tutti) problemi di cui abbiamo già sentito parlare anche per Enjoy e Car2Go.

Twist ha per prima rotto gli schemi arrivando a servire un hinterland diversamente abbandonato, tra pro e contro di una scelta coraggiosa. Car2Go se ne è vista bene dal fare una mossa simile (e anzi, ha anche tagliato fuori parte della città di Milano), Enjoy ha reagito con una certa calma, senza fare mosse troppo azzardate. Il Comune, tramite le parole dell’assessore Maran, si dice dispiaciuto per quanto accaduto e spera che la società possa riattivare quanto prima il servizio, senza però specificare null’altro riguardo i possibili motivi di quanto accaduto:

Come voi tutti, anche io non conosco i motivi di questa scelta obbligata, e spero in tutta sincerità che la situazione possa tornare alla normalità che tutti conosciamo. I dati delle carte di credito e riguardanti le persone iscritte, non dovrebbero essere in pericolo (lo afferma la stessa gestione della pagina Facebook di Twist), così come le automobili (che alcuni vorrebbero acquistare, addirittura).

Bisognerà solo attendere che vengano date maggiori informazioni in merito all’accaduto e –se possibile– come recuperare il denaro speso nel caso in cui non si voglia rischiare di veder scomparire la società con la cassa e nessuna spiegazione aggiuntiva. Ancora siete così convinti che Enjoy abbia fatto la scelta più sbagliata a non avere alcuna fee di ingresso? :-)

Immagine: jenusdinazareth.com

Dopo mille finte “annunciazionipare che finalmente questa sia la volta buona. Possiamo dire definitivamente addio al superato tagliando cartaceo dell’assicurazione da esporre sul nostro parabrezza per il quale bisognava spesso penare con le agenzie assicurative quando non arrivava per tempo, senza considerare che chiedere una scansione “in anticipo” era più o meno al pari di un’eresia con la rincorsa a singola gamba saltellante. Si passa al controllo telematico della targa che diventa così sempre più la carta di identità del mezzo di trasporto, facilmente riconoscibile dall’umano e dalla macchina (autovelox, tutor, ecc.).

Addio al tagliando dell'assicurazione (ma io aspetto lo stesso)

Lo scriveva anche Salvatore una manciata di giorni fa, e tipicamente quel ragazzo non è abituato a pubblicare senza informarsi (Salvatò, la birra la prossima volta ti tocca di offrirla, che queste robe non le scrivo proprio per tutti). Io in ogni caso aspetterò qualche tempo prima di adattarmi e non certo per colpa della novità. Quella è molto bella e ben gradita, era ora che si scegliesse di sprecare meno carta e dare origine a minori e inutili perdite di tempo per il cliente finale oltre che per l’agenzia.

Addio al tagliando dell'assicurazione (ma io aspetto lo stesso) 1Il problema, secondo me, nascerà nel controllo. Terminali che faticheranno a connettersi, database che per qualche motivo non saranno aggiornati (nonostante l’obbligo dell’esserlo già dal minuto zero in seguito all’acquisto della polizza), pattuglie non allineate o chissà cos’altro ancora, non fatico a immaginare l’adorabile vecchina che passando per strada noterà la mancanza del contrassegno sul parabrezza e deciderà di chiamare quei bravi giovanotti della municipale. No, grazie. Posso aspettare almeno gennaio, prossima scadenza della mia copertura assicurativa, per fare un po’ di sana pulizia sul parabrezza della mia vettura e rimuovere il porta-assicurazione lasciando, quando necessario, il disco orario e il tagliando di pagamento di Telepass Pyng appoggiati sul cruscotto. Sono certo che almeno nel primo periodo leggeremo in giro di multe assegnate in maniera ingiusta e infinite perdite di tempo (e soldi) degli automobilisti che hanno solo rispettato la legge, dovendosi poi rivolgere a un Giudice di Pace. E se fino ad oggi si è fatto di tutto per combattere chi illegalmente ha fatto uso di tagliandi falsi stampati in autonomia (o da società truffaldine), ci si prepari a spostare il campo di battaglia tra la poltrona e la tastiera, dove partirà la sfida a chi per primo riuscirà a intrufolarsi nei database contenenti tutti i dati degli assicurati, carpendo (o peggio, modificando) le informazioni.

Spero davvero di sbagliarmi.

Non sono qui per parlarvi dello scandalo Made in USA firmato Volkswagen, una quantità spropositata di testate giornalistiche e siti web specializzati (e non) lo ha già fatto nelle scorse settimane, una ricerca Google vi aiuterà a saperne qualcosa di più (anche se spesso il sensazionalismo alla base di articoli diversamente validi e ricchi di boiate un tanto al kg ha superato di gran lunga i dettagli di quanto accaduto in maniera oggettiva, conseguenze europee comprese). Lo scandalo esiste, è serio, il cliente finale ha acquistato un bene con l’inganno e il grande marchio tedesco dovrà sicuramente pagarne tutte le conseguenze.

Anche io, come tanti, possiedo una vettura del gruppo Volkswagen (una Seat Leon del 2011, per la precisione) e per questo motivo mi sono informato, ho fatto ricerche e ho aderito alla Class Action contro la nota azienda automobilistica che Altroconsumo.it ha messo nel mirino: altroconsumo.it/auto-e-moto/automobili/news/altroconusmo-contro-volkswagen.

Dieselgate Volkswagen: verifica del telaio (Audi, Seat, Skoda)

Cosa potete fare oggi? Capire se fate parte o meno di quel gruppo di clienti “truffati” (ed eventualmente unirvi nella Class Action, se lo ritenete opportuno), fermo restando che il problema riguarda esclusivamente i motori Diesel di categoria Euro 5 (il codice del motore è EA189), dormite quindi sonni tranquilli se possedete una macchina del gruppo alimentata però a benzina. È possibile effettuare il controllo in totale autonomia inserendo il proprio numero di telaio in una delle quattro pagine web messe a disposizione dall’azienda, selezionando quindi il vostro marchio di appartenenza:

Il numero di telaio è quello che trovate in corrispondenza del campo (E) nel vostro libretto di circolazione, come in immagine (occhio, nell’esempio qui di seguito ho inserito il libretto di una Subaru, non c’entra nulla, è giusto per farvi capire dove leggere!):

Dieselgate Volkswagen: verifica del telaio (VW, Audi, Seat, Skoda)

Ed è così che si può arrivare alla crudele verità (si vede la lacrimuccia scendere sul viso?):

Gentile Cliente

Siamo spiacenti di informarti che la tua vettura è interessata dal problema. SEAT S.A. conferma che il tuo veicolo è tecnicamente sicuro e adatto alla circolazione su strada.

Il Gruppo Volkswagen sta lavorando a pieno ritmo per implementare le opportune misure tecniche che potrebbero essere necessarie e sosterrà il costo di tutti gli eventuali interventi.

Il tuo Concessionario SEAT ti contatterà il prima possibile per informarti in merito alle misure che devono essere intraprese. Qualora non avessi i contatti di un Concessionario SEAT puoi consultare l’apposita sezione su questo sito web.

Cosa cambia? Allo stato attuale assolutamente nulla. Occorrerà attendere di essere contattati da uno dei centri che trattano il vostro marchio specifico e capire il da farsi (a carico del gruppo Volkswagen, ovviamente) sulla vettura.

Keep Calm (e prima o poi aggiornerò questo articolo con gli sviluppi sulla questione).