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Sicurezza: la 2-step verification di Twitter

Annunciata sul blog ufficiale un paio di giorni fa circa (blog.twitter.com/2013/getting-started-login-verification) è finalmente disponibile anche in Italia la verifica in due passaggi di Twitter, e dato che in questo blog mi sono spesso occupato di questo metodo di protezione dei vostri account non vedo perché non aggiungere il social network più famoso e utilizzato (dopo Facebook) in catalogo ;-)

Prima di cominciare

Questo articolo sarebbe dovuto uscire ieri ma ho scoperto che Twitter non supporta il carrier telefonico 3 che in Italia è parecchio utilizzato, io stesso ho uno dei due telefoni con sim 3 e non ho potuto portare a termine l’operazione, ho scelto quindi di associare il numero di telefono aziendale che è un TIM pur di poter continuare.

Se non avete un operatore alternativo a 3, almeno per il momento, non riuscirete ad effettuare questa registrazione. Stento a credere che ad oggi non sia possibile un accordo con H3G ma evidentemente è proprio così.

Ok, facciamolo

Collegatevi a Twitter e dalle opzioni entrate nelle impostazioni del vostro profilo (io ho tenuto Twitter in inglese, i passaggi restano identici anche per chi lo ha in italiano):

Basterà semplicemente dare un colpo di scroll per arrivare alla nuova area dedicata all’opzione di protezione del profilo con verifica in due passaggi:

Spuntando l’opzione vi verrà richiesta una prima conferma a procedere, andiamo quindi avanti e attendiamo l’arrivo di un messaggio di testo sul cellulare, ammesso che la configurazione sia valida come giustamente ricordato da un messaggio a video:

Nel caso non arrivasse nulla (si, a me è successo) fate clic su NO e date un’occhiata alle impostazioni, probabilmente scoprirete che c’è un passaggio da fare e che avete sempre tralasciato!

Come già detto 3 non è ufficialmente supportato da Twitter, quindi dovrete configurare un numero di telefono di diverso operatore e inviare quel semplice “GO” (senza virgolette) tramite SMS verso il numero segnalato da Twitter, dovrebbe arrivare una conferma immediata:

Andando ora ad abilitare l’opzione e confermando la scelta (sarà richiesta nuovamente la vostra password di Twitter, ndr) sarà necessario -da ora in poi- attendere un messaggio contenente il codice temporaneo di login:

Il gioco è fatto.

In conclusione

Lieto che anche Twitter sia salito sul carrozzone della maggior sicurezza ma ho personalmente disabilitato l’opzione. Non dare la possibilità di lasciar generare al Google Authenticator il codice di verifica temporaneo è decisamente scomodo, così come dover dipendere dall’arrivo di un SMS che potrebbe tardare, potrebbe non arrivare per mancanza di rete o chissà cos’altro, non è inoltre possibile generare una password di backup che consenta di entrare nel proprio account nel caso in cui non abbiate a portata di mano il telefono.

Riprovaci ancora Twitter! ;-)

Firefox (21+) e i problemi con il plugin di Windows Media Player

Pillole

Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!

Magari non lo utilizza più nessuno ma alcuni vecchi siti web potrebbero proporre streaming di video che solo il plugin di Windows Media Player è in grado di visualizzare. A partire da Firefox 21 il plugin non viene più caricato correttamente a causa di una impostazione che blocca vecchi plugin non più supportati, come discusso in questo thread del forum: forum.mozillaitalia.org/index.php?topic=58475.0

La soluzione per aggirare il problema è estremamente semplice e legata alla configurazione dell’about:config (come sempre!), basterà andare a modificare un valore booleano in true:

proprio come spiegato all’interno dell’articolo in Knowledge Base: support.mozilla.org/it/kb/plugin-windows-media-non-funziona-dopo-aggiornamento

Active Directory: conteggio dei PC registrati (VBS)

Si tratta di uno script molto rapido, estremamente “sporco” e senza alcun controllo che permetta di evitare errori. Ora che vi ho detto i contro, posso parlarvi del semplice e unico PRO: contare in un solo colpo tutti i PC registrati in un dominio LDAP a prescindere dalla OU dove l’amministratore per ragioni di assegnazione policy o pura organizzazione logica ha deciso di spostare le macchine.

Il codice originale è farina del sacco del solito ScriptingGuy, un vecchio ma funzionante articolo del 2006: blogs.technet.com/b/heyscriptingguy/archive/2006/01/27/how-can-i-count-the-number-of-computers-in-a-domain.aspx

Io non ho fatto altro che sostituire i campi dichiarati in modo assoluto con due objArgs così che da un command si possa passare l’intero dominio (nel mio caso specifico ho molti domini nome.local / nome.it / nome.com):


set WshShell = CreateObject("WScript.Shell")
set objArgs = WScript.Arguments
if objArgs.Count < 1 Then
Messaggio = msgbox ("Utilizzo dello script da riga di comando:" & vbCrLf & "ContatorePC.vbs dominio tld " & vbCrLf & vbCrLf & "esempio: ContatorePC.vbs rossi local", vbInformation, "")
wscript.quit
else
On Error Resume Next
Const ADS_SCOPE_SUBTREE = 2
Set objConnection = CreateObject("ADODB.Connection")
Set objCommand =   CreateObject("ADODB.Command")
objConnection.Provider = "ADsDSOObject"
objConnection.Open "Active Directory Provider"
Set objCommand.ActiveConnection = objConnection
objCommand.Properties("Page Size") = 1000
objCommand.Properties("Searchscope") = ADS_SCOPE_SUBTREE
objCommand.CommandText = _
"SELECT Name FROM 'LDAP://dc=" & objArgs(0) &",dc=" & objArgs(1) &"' WHERE objectCategory='computer'"
Set objRecordSet = objCommand.Execute
Wscript.Echo objRecordSet.RecordCount
end if

L’utilizzo è quindi estremamente banale, dal prompt dei comandi richiamate lo script e subito dopo inserite dominio ed estensione, il risultato (a meno di errori) consisterà in un popup con il numero di PC calcolati, inutile dire che se il numero è 0 qualcosa è andato storto, vero? :-)

Ci sono miriadi di tool o script migliori e lo so bene, questo è letteralmente un “prendi e utilizza” a fini di conteggio puro e crudo nel caso in cui ce ne fosse bisogno.

Google Now: stop al servizio di localizzazione sempre attivo

Google Now è il nuovo servizio di Google che permette tra le altre cose di tenere traccia dei nostri percorsi, della posta, degli appuntamenti e dei dati che “ci circondano” (meteo, risultati sportivi, ecc.), una serie di servizi Google sempre a vostra disposizione, molto carino e già disponibile tramite applicazione “Google” per chi usa iOS.

Un problema comune a molti utilizzatori e lamentato immediatamente nonostante le rassicurazioni di chi lo ha sviluppato e testato. Su iPhone (in generali su dispositivi iOS che non abbiano la stessa capienza di batteria dell’iPad) tenere sempre attiva la localizzazione del telefono scarica rapidamente la batteria come se già non bastassero le mille notifiche sparse tra applicazioni, posta e chissà cos’altro.

Per questo motivo potrebbe esservi utile disabilitare la localizzazione costante ed in background di Google Now, lasciandola attiva solo quando utilizzate l’applicazione o comunque tenere l’interruttore su off fino a vostro nuovo ordine. Per farlo basterà semplicemente aprire l’applicazione Google, andare nelle Impostazioni (non nel Now, direttamente da applicazione principale), selezionare la voce “Privacy” e scorrere fino a vedere il paragrafo relativo alla Posizione, dove potrete cambiare lo stato di “Segnalazione posizione“:

Inutile ricordare che quello stato attivo consente all’applicazione di funzionare al meglio, ma se proprio siete in carenza di energia e non avete così necessità delle funzionalità di Now in quel preciso istante, questo potrebbe tornarvi utile.

eXtenZilla: Addio, e grazie per tutto il pesce

Di anni dall’apertura di eXtenZilla.org ne sono passati tanti, siamo cresciuti, ci siamo impegnati tanto e tanto abbiamo fatto per la comunità Mozilla italiana, per tutti coloro che ad oggi possono utilizzare software principali e componenti aggiuntivi nella nostra lingua, chi ci conosce lo sa bene.

Già dopo qualche anno dall’avvio del nostro progetto l’apertura e la conseguente localizzazione dei siti web ufficiali (AMO: Addons.Mozilla.org) i riflettori si sono lentamente e inesorabilmente spostati altrove, lasciando ad eXtenZilla il compito di conservare e pubblicare le versioni aggiornate di tutti i componenti aggiuntivi con un file di localizzazione nostrano al loro interno fino ad arrivare ad oggi: un archivio di estensioni (sono davvero tante) e un forum che è stato già da tempo chiuso (e rediretto proprio su Mozilla Italia) dopo essere stato bloccato e lasciato in sola consultazione.

Eccoci dunque: 2004-2013, eXtenZilla chiude definitivamente i battenti. Mozilla Italia continuerà a fornire assistenza tecnica per problemi legati ai componenti aggiuntivi, AMO (e non solo) continuerà a distribuire componenti aggiuntivi a livello internazionale.

Vai alla home page di Mozilla Italia o visita il nostro forum.

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