Cinema: Giustizia Privata
ATTENZIONE: l’articolo contiene spoiler, roba particolarmente sgradita ai fanatici di cinema nella maggior parte dei casi, da qui in poi è tutto offerto “as-is“, fattazzi vostri se continuerete a leggere! ;-PTanta pubblicità -e troppo spesso- durante l’arco dell’intera giornata: sui teleschermi, per radio, sul web. Giustizia Privata arriva e prende posto nella vostra testa senza neanche chiedere permesso, uno di quei film che ancora prima dell’esito del botteghino “ha già fatto successo” a dar retta agli uffici marketing cinematografici.
Eppure non si tratta ne più ne meno che dell’ennesima americanata che prende come argomento principale la scarsa efficienza dei canali ordinari che permettono a noi essere umani di ottenere giustizia per eventi che subiamo improvvisi, involontari, impotenti.

Se lo scopo è quello di portare gente all’interno del cinema per guadagnare soldi, allora posso affermare con una discreta certezza che la pubblicità -nonostante tutto- funziona ancora. Giustizia Privata, volenti o nolenti, è un po’ sulla bocca di tutti e la curiosità di andare a vedere una pellicola che si mostra aggressiva e decisa nei trailer attira molto, me compreso, data soprattutto la passione per i film d’azione e thriller (come in questo caso).
La fregatura nasce però nel momento in cui si scopre che il trailer ha già detto tutto mostrando il meglio di cento e più minuti dedicati alla trama che già dal primo tempo comincia ad essere assolutamente comprensibile e sulla quale si azzarda un risultato finale con un buon 50% di probabilità di prenderci (per la cronaca: ho tirato ad indovinare come sarebbe finito, ci ho preso in pieno).
Uscito lo scorso anno negli Stati Uniti, approdato solo una manciata di giorni fa in terra nostrana, Giustizia Privata potrebbe essere considerato un mix neanche tanto esplosivo ottenuto mischiando tra loro film già visti. Uno su tanti? The Punisher, lo ricordate? La storia della famiglia distrutta con il sopravvissuto che si vendica di tutto e tutti è trita e ritrita, l’unica vera novità stavolta sta nel finale che vuole il protagonista come ultima vittima di se stesso.
Sicuramente buoni gli effetti speciali, buona anche la selezione degli attori, sufficientemente adatti ai ruoli ricoperti nel film (era da tanto che non vedevo Jamie Foxx sul grande schermo!), meno buona la trama -appunto- troppo prevedibile. Più o meno elaborate le morti scelte dallo stratega per le sue vittime, nota di merito però (anch’essa prevedibile ma comunque da applausi) per l’uccisione del giudice che aveva evidentemente mal sentenziato alla fine della causa di Clyde Shelton.
Un film da cinema quindi?
No, assolutamente, soprattutto se non avete a fianco qualcuno che apprezza realmente queste realizzazioni. Ha sicuramente più senso attendere che il film esca in DVD o in download digitale tramite canali convenzionali per poter pensare di noleggiarlo e goderselo in casa con la propria metà, vietati per ovvi motivi i più piccoli.
Buona visione!










