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Banco Prova: Sitecom Homeplug AV500 Gigabit (LN-519)

Ho contattato Barbara (fin troppo gentile come al solito) per una reale esigenza: mettere in connessione dei dispositivi troppo distanti dal doppio router che utilizzo in casa (ho sia quello di Fastweb che il mio personale con una configurazione tutta sua). Ho sempre tenuto in connessione la macchina nella camera da letto via WiFi ma come tutti sapete la velocità (nonostante router e antenna siano in N) e la stabilità sono direttamente proporzionali alla fortuna e al fatto che tutto vada sempre bene, quindi mai fidarsi di default! :-)

Dato che qualche tempo fa avevo già avuto a che fare con un test su strada di dispositivi powerline (Sitecom Homeplug Kit LN-515: fare rete con l’elettricità) ho deciso di “insistere” e farmi mandare un nuovo prodotto fatto apposta per soddisfare le esigenze di questo tipo: Homeplug AV500 Gigabit (questo combopack: sitecom.com/it/av500-gigabit-homeplug-plus-switch-combo-pack/ln-519/p/129).

Il pacco è composto da un dispositivo master e da uno slave che comunicheranno tra di loro, il primo dovrà avere un cavo di rete diretto al vostro router, l’altro potrà essere collegato in qualsiasi altra presa della casa e ad esso potrete collegare fino a 3 dispositivi tramite cavo di rete RJ45 che cominceranno così a navigare senza le necessità di stendere alcun cavo per casa (o peggio ancora vederli “volanti” sopra le porte o in mezzo ai mobili), una soluzione comoda, sufficientemente affidabile e indubbiamente pulita, elegante, funzionale.

Anche se questa viene spacciata come soluzione ideale per case disposte su più livelli, è particolarmente consigliata anche nel caso in cui doveste arrivare nella camera da letto (o qualsiasi altra stanza), magari ben distante dal salotto o dall’ingresso dove avete fatto installare la prima volta il modem / router del vostro operatore telefonico. Se l’impianto elettrico di casa è più o meno recente la qualità del segnale e -di conseguenza- la velocità di scambio dati saranno più elevate. Al contrario con un vecchio impianto potreste riscontrare qualche difficoltà ma nessuna perdita di dati, al massimo un sensibile calo delle prestazioni che vi permetterà in ogni caso di rimanere connessi alla rete a velocità accettabile, io ci ho visto un video in Full HD sul televisore senza avere problemi di buffering o interruzioni poco desiderate, tanto per dovere di cronaca.

Montaggio e installazione

Tolti i dispositivi dalla scatola il montaggio viene da se. Inserite entrambi nelle prese di corrente e collegate il primo al vostro router. Collegate ora il secondo al PC (o ad altre periferiche con attacco di rete standard). L’accoppiamento dovrebbe essere immediato e non dovrebbe servire il vostro intervento. Nel caso in cui non fosse così o aveste la necessità di toccare le poche opzioni a disposizione dovrete installare l’utility “HomePlug 200 Utility” contenuta nel CD che trovate all’interno della scatola. Questa rileverà all’interno della stessa rete altri adattatori (utile soprattutto per aggiungerne altri in futuro collegandoli a quelli già presenti permettendo così uno scambio dati tra molte più periferiche):

La password di ciascun homeplug – utile per poterlo gestire dall’utility- è stampata su delle etichette che vi consiglio di tenere in un luogo sicuro (se non voleste attaccarle ai dispositivi stessi).

Risultati e conclusioni

Come già detto mi sono trovato molto bene e la soluzione rete cablata e WiFi è quella che tutto sommato mi garantisce di non perdere mai la possibilità di connettermi alla macchina di casa (Fastweb permettendo!), contrariamente a qualche perdita di connessione WiFi dovuta a motivi più o meno validi, prima di tutto il fatto di avere l’antenna esterna collegata in USB alla macchina, troppo facile toccarla e magari disconnetterla parzialmente dal PC!

Trovate scheda del prodotto con relative specifiche e prezzo sulla pagina ufficiale del sito di Sitecom: sitecom.com/it/av500-gigabit-homeplug-plus-switch-combo-pack/ln-519/p/129

Se anche voi avete un’esigenza simile alla mia potete dare un’occhiata a questo video che vi aiuta a capire come funzionano gli Homeplug e come scegliere quelli più adatti alla vostra situazione:

Si chiude in bellezza la settimana, questo è l’articolo che vi lascio per il weekend, con l’occasione ringrazio Sitecom e Barbara ancora una volta per avermi supportato e permesso di provare questo prodotto! :-)

Dropbox 2-step: inserimento del numero di cellulare per il recupero dell’account

Vi avevo già parlato di sicurezza e verifica in due passaggi di Dropbox meno di un anno fa: gioxx.org/2012/08/28/dropbox-2stepverification, oggi voglio invitarvi a portare a termina un’operazione altrettanto importante che potrebbe esservi sfuggita: l’inserimento del vostro numero di cellulare sull’account per poter eventualmente recuperare un accesso perso alla propria area.

Modificate il vostro profilo

Una volta autenticati su Dropbox.com basterà andare a modificare le impostazioni del proprio profilo entrando nella scheda Sicurezza e inserite il vostro numero di telefono nel campo ad-hoc (la mia interfaccia è in inglese, in italiano cambia poco):

Salvate la modifica e dormite sonni tranquilli, nel caso in cui l’autenticazione a due fattori non funzioni correttamente o nel caso in cui doveste non avere a portata di mano l’authenticator (o una password di backup) potrete contare sul vostro numero di cellulare come ultima spiaggia per riprendere possesso del vostro account ;-)

Enjoy!

Copy è l’alternativa a Dropbox?

Da quando è nato Dropbox le soluzioni di personal-storage in cloud sono spuntate fuori come funghi nella notte, quasi come non ci fosse un domani. E’ il futuro, abbiamo la costante necessità di avere accesso ai nostri file ovunque ci sia una connessione alla rete, da qualsivoglia dispositivo. Piccole e grandi aziende hanno deciso di tuffarsi in questo mercato, Google e Microsoft non fanno alcuna eccezione e altre potrebbero arrivare prossimamente “su questi teleschermi“.

Oggi però vi parlo di Copy, ultimo arrivato che meriterebbe però di rimanere tra i primi in considerazione :-)

Di cosa si tratta?

Come detto, l’ennesima soluzione di storage (sia personale che business con offerta separata) che, dovendosi far spazio all’interno di un mare in costante espansione, offre sin da subito 15GB ai propri utenti. La registrazione è immediata e il client di Copy è disponibile già per Windows, OS X e Linux, non facendo sentire alcuna mancanza a chi già utilizza una soluzione alternativa.

Vi lascio l’URL per la registrazione che vi permetterà di ottenere subito 20GB al posto di 15 dato che il sottoscritto è già registrato e insieme a voi guadagnerà ulteriori 5 GB:

copy.com?r=vzndll

Gestione dei file (client)

Il punto di forza di questi servizi è tipicamente riposto nel client che va ad installarsi nel proprio sistema operativo, senza mai dimenticare eventuali app mobili che dovranno più o meno riprodurre fedelmente ciò che posso fare tramite PC.

Così come per Dropbox anche Copy sceglie per voi (e vi permette di cambiarla in fase di setup) la cartella dove andrà a tenere tutti i file sotto sincronizzazione e allo stesso modo permetterà di annullare cancellazioni, di selezionare le cartelle di sincronizzare per ciascuna macchina dove il client viene installato e collegato al vostro account e molto altro ancora.

Le opzioni riproducono grosso modo fedelmente ciò che lo stesso client di Dropbox propone, lasciando quindi la possibilità all’utente di limitare i consumi di banda, di spostare la propria cartella, di recuperare file cancellati per sbaglio, includendo inoltre delle chicche tutte sue come la possibilità di condividere cartelle in lettura / scrittura con altri utenti direttamente dal client (cosa che per Dropbox va invece fatta da sito web):

e la “chiccheria” (passatemi il termine finto-francese) di includere un pezzo di “Growl” (chi ha usato o usa ancora OS X sa di cosa parlo) permettendo la comparsa di notifiche sul Desktop in una delle aree disponibili da client:

così da essere avvisati ogni qual volta succede qualcosa di particolarmente rilevante all’account (una nuova cartella in sharing, una nuova quota GB in arrivo o altro ancora).

Copy sul web

Con un’interfaccia assolutamente semplice ed intuitiva da utilizzare, Copy eguaglia tranquillamente i competitor. Consente infatti di gestire e visualizzare i file navigando il suo File Manager compatibile con la maggior parte dei browser in circolazione:

Così come per Dropbox una volta arrivati a destinazione si potrà completamente gestire il file interessato,

lo si potrà condividere pubblicamente, scaricarlo, cancellarlo e conoscere il suo storico delle modifiche o più semplicemente spostarlo in un’altra cartella. Occhio però: Copy non prevede ancora il Drag’n'Drop.

Mobile

Se trovate che la gestione tramite interfaccia web sia molto comoda, sappiate che ritroverete il tutto anche sui vostri dispositivi mobili. Disponibile gratuitamente per iOS o Android, Copy si collegherà al vostro account proponendo il set di operazioni diversamente disponibili su client PC o browser.

Gli unici limiti vi vengono imposti dalla compatibilità dei contenuti caricati con il sistema utilizzato dal vostro smartphone o tablet :-)

A quanto l’applicazione per Windows Phone e Windows 8 che allo stato attuale mancano?

E i contro?

Dettati più che altro dalla gioventù del prodotto e dalla mancanza di una folta community di utenti e sviluppatori in grado di realizzare applicazioni che vanno ad integrarsi con il servizio (tutto sommato le due cose sono collegate tra di loro) fanno si che Dropbox goda di molta più versatilità e supporto. Ciò non vuol dire che il prodotto sia da scartare ma che occorrerà del tempo e della sana apertura mentale (e tecnica) da parte di chi sta dietro le quinte per permetterne una diffusione molto più capillare rispetto ad oggi.

Non so se definirlo un contro rispetto al suo principale concorrente, ma si potrebbe tirare dentro la questione “protezione dell’autenticazione“. Contrariamente a Dropbox e ad alcuni altri competitor Copy protegge i vostri file con la sola coppia di credenziali legata all’account registrato. Niente verifica in due passaggi che spero davvero possa arrivare in un futuro neanche troppo lontano.

Ultimo dei contro potrebbe essere il mancato dato riguardante i tempi di caricamento dei file. Dropbox infatti permette di sapere quanto manca alla fine di un upload (oltre che i MB anche i minuti o le ore necessarie) semplicemente portando il puntatore del mouse sull’icona nella tray di sistema, cosa che Copy non permette a meno di non fare clic con il tasto destro sulla sua icona e vedere quanti MB (o GB) mancano al termine dell’operazione (insieme alla velocità di caricamento). Si tratta di un’informazione forse superflua ma che può tornarvi comoda per fare previsioni su una determinata altra operazione da fare sulla vostra macchina nonostante il client continui a lavorare tranquillamente in background.

E il prezzo?

Fa parte dei suoi PRO ed è decisamente più a buon mercato di Dropbox. Allo stesso identico costo di un account PRO da 100GB su Dropbox otterrete 150GB in più su Copy.com, si parla infatti di $99 per 250GB fatturati annualmente, il costo per la stessa quota disco su Dropbox si attesta sui 199$ che con uno sconto attuale del 17% arriva a circa 150, il che è comunque superiore alla richiesta di Copy.

Potete dare un’occhiata ai tagli disponibili direttamente su copy.com/price.

In conclusione

Si tratta di un prodotto giovane ma già molto valido, solido, meritevole di fiducia. E’ attivo insieme a Dropbox sui miei PC e sto spostando parte dei dati che utilizzo di meno per capire quanto io possa realmente fidarmi e affidarmi magari a questa soluzione in futuro, risparmiando qualche soldino (che male non fa mai) e non rinunciando a niente di quanto fatto fino ad oggi.

Registratevi, installate il client sul PC (o provate quello su smartphone / tablet) e cominciate anche voi a mettere al sicuro i vostri dati, e magari ditemi cosa ne pensate qui nei commenti :-)

Sicurezza: la 2-step verification di Twitter

Annunciata sul blog ufficiale un paio di giorni fa circa (blog.twitter.com/2013/getting-started-login-verification) è finalmente disponibile anche in Italia la verifica in due passaggi di Twitter, e dato che in questo blog mi sono spesso occupato di questo metodo di protezione dei vostri account non vedo perché non aggiungere il social network più famoso e utilizzato (dopo Facebook) in catalogo ;-)

Prima di cominciare

Questo articolo sarebbe dovuto uscire ieri ma ho scoperto che Twitter non supporta il carrier telefonico 3 che in Italia è parecchio utilizzato, io stesso ho uno dei due telefoni con sim 3 e non ho potuto portare a termine l’operazione, ho scelto quindi di associare il numero di telefono aziendale che è un TIM pur di poter continuare.

Se non avete un operatore alternativo a 3, almeno per il momento, non riuscirete ad effettuare questa registrazione. Stento a credere che ad oggi non sia possibile un accordo con H3G ma evidentemente è proprio così.

Ok, facciamolo

Collegatevi a Twitter e dalle opzioni entrate nelle impostazioni del vostro profilo (io ho tenuto Twitter in inglese, i passaggi restano identici anche per chi lo ha in italiano):

Basterà semplicemente dare un colpo di scroll per arrivare alla nuova area dedicata all’opzione di protezione del profilo con verifica in due passaggi:

Spuntando l’opzione vi verrà richiesta una prima conferma a procedere, andiamo quindi avanti e attendiamo l’arrivo di un messaggio di testo sul cellulare, ammesso che la configurazione sia valida come giustamente ricordato da un messaggio a video:

Nel caso non arrivasse nulla (si, a me è successo) fate clic su NO e date un’occhiata alle impostazioni, probabilmente scoprirete che c’è un passaggio da fare e che avete sempre tralasciato!

Come già detto 3 non è ufficialmente supportato da Twitter, quindi dovrete configurare un numero di telefono di diverso operatore e inviare quel semplice “GO” (senza virgolette) tramite SMS verso il numero segnalato da Twitter, dovrebbe arrivare una conferma immediata:

Andando ora ad abilitare l’opzione e confermando la scelta (sarà richiesta nuovamente la vostra password di Twitter, ndr) sarà necessario -da ora in poi- attendere un messaggio contenente il codice temporaneo di login:

Il gioco è fatto.

In conclusione

Lieto che anche Twitter sia salito sul carrozzone della maggior sicurezza ma ho personalmente disabilitato l’opzione. Non dare la possibilità di lasciar generare al Google Authenticator il codice di verifica temporaneo è decisamente scomodo, così come dover dipendere dall’arrivo di un SMS che potrebbe tardare, potrebbe non arrivare per mancanza di rete o chissà cos’altro, non è inoltre possibile generare una password di backup che consenta di entrare nel proprio account nel caso in cui non abbiate a portata di mano il telefono.

Riprovaci ancora Twitter! ;-)

Active Directory: conteggio dei PC registrati (VBS)

Si tratta di uno script molto rapido, estremamente “sporco” e senza alcun controllo che permetta di evitare errori. Ora che vi ho detto i contro, posso parlarvi del semplice e unico PRO: contare in un solo colpo tutti i PC registrati in un dominio LDAP a prescindere dalla OU dove l’amministratore per ragioni di assegnazione policy o pura organizzazione logica ha deciso di spostare le macchine.

Il codice originale è farina del sacco del solito ScriptingGuy, un vecchio ma funzionante articolo del 2006: blogs.technet.com/b/heyscriptingguy/archive/2006/01/27/how-can-i-count-the-number-of-computers-in-a-domain.aspx

Io non ho fatto altro che sostituire i campi dichiarati in modo assoluto con due objArgs così che da un command si possa passare l’intero dominio (nel mio caso specifico ho molti domini nome.local / nome.it / nome.com):


set WshShell = CreateObject("WScript.Shell")
set objArgs = WScript.Arguments
if objArgs.Count < 1 Then
Messaggio = msgbox ("Utilizzo dello script da riga di comando:" & vbCrLf & "ContatorePC.vbs dominio tld " & vbCrLf & vbCrLf & "esempio: ContatorePC.vbs rossi local", vbInformation, "")
wscript.quit
else
On Error Resume Next
Const ADS_SCOPE_SUBTREE = 2
Set objConnection = CreateObject("ADODB.Connection")
Set objCommand =   CreateObject("ADODB.Command")
objConnection.Provider = "ADsDSOObject"
objConnection.Open "Active Directory Provider"
Set objCommand.ActiveConnection = objConnection
objCommand.Properties("Page Size") = 1000
objCommand.Properties("Searchscope") = ADS_SCOPE_SUBTREE
objCommand.CommandText = _
"SELECT Name FROM 'LDAP://dc=" & objArgs(0) &",dc=" & objArgs(1) &"' WHERE objectCategory='computer'"
Set objRecordSet = objCommand.Execute
Wscript.Echo objRecordSet.RecordCount
end if

L’utilizzo è quindi estremamente banale, dal prompt dei comandi richiamate lo script e subito dopo inserite dominio ed estensione, il risultato (a meno di errori) consisterà in un popup con il numero di PC calcolati, inutile dire che se il numero è 0 qualcosa è andato storto, vero? :-)

Ci sono miriadi di tool o script migliori e lo so bene, questo è letteralmente un “prendi e utilizza” a fini di conteggio puro e crudo nel caso in cui ce ne fosse bisogno.

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