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Loro però ti cambiano le spazzole “gratuitamente”

Da diversi giorni (e molto probabilmente fino a fine mese data la promozione) sta passando in TV questa pubblicità:

Il video fa riferimento alla promozione dello scorso anno ma sostanzialmente è tutto rimasto invariato con la scadenza al maggio di quest’anno. Carglass è forse una delle aziende più conosciute vista la grande mole di pubblicità che viene trasmessa continuamente nel mainstream (radio, televisione, siti web specializzati e social network) oltre che per la diffusione delle sue filiali sul territorio.

Un paio di settimane fa ho trovato “un regalo” sulla mia auto: una crepa mica da ridere che non mi ha permesso alcuna riparazione, la sostituzione è stata obbligatoria e nonostante la mia polizza cristalli mi permetta di avere zero franchigia e 400€ di massimale ho deciso di fare un giro di telefonate per cercare di spendere meno possibile ottenendo comunque un buon servizio.

E dove sta il problema?

Ho chiamato per prima proprio Carglass che -nonostante l’aver specificato da subito l’intenzione di chiedere il prezzo prima di fissare qualsivoglia appuntamento- si è mostrata un pelo stizzita per non essere stata immediatamente scelta lasciandomi a bocca aperta con il prezzo del lavoro finito, chiavi nuovamente in mano: €682 iva inclusa, dato che possiedo una polizza cristalli (si, il prezzo cambia se non la si ha, si dovrebbe spendere di meno in teoria). Stiamo parlando del parabrezza della mia Seat Leon penultima serie, corredato di sensore luci / pioggia e senza bandella superiore parasole. Specifico che: il preventivo è stato fatto telefonicamente con una operatrice che mi ha comunicato il prezzo giusto o sbagliato che sia in base alle mie informazioni (come è successo per tutte le altre telefonate e gli altri operatori dall’altro lato della cornetta, ndr).

Fate bene attenzione alla cifra, perché ovviamente il giro telefonate si è fatto immediatamente necessario (in ogni caso non avrei voluto coprire la differenza tra 400€ di polizza cristalli a i 682 chiesti da loro) e i risultati sono stati molto simpatici oltre che inaspettati. Per la cronaca: i due migliori su Milano (l’ho sostituito dato che non c’era in previsione di scendere a Ravenna) sono stati Vetrocar (che ha diverse sedi sul territorio) e Cova Vetri in via Tortona. Quest’ultimo ha preventivato telefonicamente un lavoro da € 326 iva inclusa, chiavi riconsegnate al proprietario e pacca sulla spalla augurandosi (da ambo le parti) che da li a breve non ci si riveda. Vetri della Saint Gobain che -per la cronaca- la Seat ha utilizzato anche per il lunotto posteriore.

Si tratta di un prezzo più basso della metà del primo, eseguito in meno di due ore (ci sono andato il lunedì mattino successivo aver avuto il problema al venerdì precedente) con estrema cura del dettaglio e dell’automobile, con la giusta attenzione a ogni possibile difetto e con il vetro che ora ha anche la banda parasole superiore perché mi è stato offerto allo stesso prezzo di quello senza. Mario, il ragazzo che si è occupato del lavoro, mi ha spiegato ogni singolo passaggio (si, sono un noto scassaballe) senza mai perdere di vista però ciò che c’era da fare. Lavoro terminato, pagato, e ora non resta che attendere il rimborso dalla mia compagnia assicurativa che spero possa apprezzare anche il mio voler evitare di arrivare al massimale.

Sento di consigliarvi lo stesso tipo di ricerca in caso di danno (nella vostra città) o addirittura di andare a colpo sicuro da Cova Vetri se vi trovate a Milano? Assolutamente si. Mi è stata consigliata da un collega di lavoro che si era già trovato bene e personalmente mi sono trovato a meraviglia. Giusto per completezza e correttezza cito Vetrocar perché arrivata seconda di poco, il prezzo del preventivo si discostava molto poco da quello di Cova, da tenere quindi in considerazioni dato che possiedono diverse filiali sparse sul territorio: vetrocar.it/sito/it/ricercacentrimappa

Non so, non capisco e non penso neanche di voler sapere il perché determinate aziende applichino un tariffario decisamente fuori dalla portata delle nostre attuali tasche. Di sicuro c’è che diverse compagnie assicurative si associano a determinati partner costringendo il cliente finale a rivolgersi a questi per la sostituzione dei vetri della propria auto per ottenere il rimborso parziale o totale del danno, mettendo letteralmente “il coltello dalla parte del manico” a queste persone e i loro tariffari (un po’ come succede con il cartello della benzina).

Loro però ti cambiano le spazzole gratuitamente, ecco questo Cova non me lo ha offerto, che brutta gente ;-)

GoDaddy.com: acquistare con lo sconto

Pillole

Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!

Chi lo ha detto che i coupon valgono solo al supermercato? Siamo circondati di offerte per qualsiasi tipo di servizio, non fa eccezione certo il mondo dell’hosting e della registrazione domini.

Dato che utilizzo GoDaddy per tenere registrati diversi nomi (con gestione DNS) ho trovato e già sfruttato più di una volta il sito web fatwallet.com/GoDaddy-coupons, che mette a disposizione diversi codici di sconto tra i quali è possibile trovare anche quelli del più famoso registrar al mondo.

GoDaddy: sconti e coupon

Bisogna solo avere un po’ di pazienza e cercare (quindi provare) i codici disponibili, solo così si riuscirà a ottenere un buono sconto sulla spesa finale, che male non fa!

Buon acquisto :-)

Assicurazioni: tacito rinnovo e quindici giorni di copertura nel 2013

Pillole

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Luigi

Solitamente questo non è uno degli argomenti di discussione di questo blog, eppure dato che ci si sta avvicinando ad una delle scadenze critiche per molti nell’anno (gennario 2013, assicurazione e bollo auto per sottoscritto e moltissimi altri) vorrei dare spazio a queste due notizie riguardanti rispettivamente due novità nel campo assicurativo.

Questa è la fonte: lineadipartenza.dmgroup.it/dicembre_2012/articolo4.htm

Dal 2013 si cambia!

Fra le tante novità del settore assicurativo contenute nel Decreto Sviluppo, ce n’è una che farà dire addio al “tacito rinnovo”.

COSA SIGNIFICA?

La clausola di tacito rinnovo, quando presente nei contratti assicurativi, impone l’obbligo di disdetta preventiva della polizza da parte dell’assicurato entro i limiti di tempo previsti dalle condizioni contrattuali. In sostanza, con molte Compagnie, per le polizze RCAuto, vi è la necessità di dare disdetta almeno 15 giorni prima della scadenza, pena il rinnovo automatico del contratto per un altro anno.

COSA CAMBIA?

Per quanto riguarda la RCAuto, ogni assicurato dall’1 gennaio 2013 sarà libero di rinnovare la propria polizza rivolgendosi alla Compagnia che preferisce, senza obblighi verso la Compagnia che intende lasciare.

La Compagnia è tenuta a far pervenire all’assicurato l’Attestato di Rischio (documento vincolante per la stipula di un nuovo contratto) almeno 30 giorni prima della scadenza della polizza.

I 15 GIORNI DI COPERTURA OLTRE LA SCADENZA DEL CONTRATTO

Sarà discrezione delle varie Compagnie decidere se mantenere o meno attivi i 15 giorni di tolleranza alla scadenza annuale della polizza e garantire la copertura aggiuntiva entro la quale l’assicurato può effettuare il pagamento del premio.

In mancanza dei 15 giorni di tolleranza, il cliente dovrà quindi pagare entro la data di scadenza della polizza, se non lo farà la polizza decorrerà dalla data di pagamento e il veicolo rimarrà scoperto nel periodo che intercorre tra la scadenza della polizza vecchia e la decorrenza della nuova.

Un articolo che spero possa servire per chiarire un attimo la situazione, molto in dubbio anche per il sottoscritto fino a qualche ora fa ;-)

Sicurezza: la 2-step verification di Google

Sarà il periodo poco fortunato per dei big nel campo tecnologico, sarà la sempre più forte pressione del dover tenere in sicurezza assoluta i propri dati, eppure durante questi giorni ho ricominciato a leggere e sentire della 2-step verification, una policy a disposizione di tutti gli utenti della grande G che personalmente utilizzo da circa un anno e che l’azienda sembra voler spingere sempre più per una diffusione capillare in questi giorni.

Di cosa si tratta?

Il concetto è semplice: per accedere al proprio account Google (collegato a sua volta a tutti i servizi offerti dalla stessa azienda o da terze parti che si appoggiano alla loro autenticazione oauth) potrà terminare con esito positivo solo utilizzando la password scelta dall’utente ed un codice a scadenza (breve) generato da Google tramite applicazione specifica, SMS o telefonata, o utilizzando uno tra i 10 codici di sblocco one-shot (moriranno subito dopo il loro utilizzo) generati per casi di emergenza.

Dove sta l’inghippo?

Detta così sembra molto semplice (e lo è, posso assicurarvelo, basta solo entrare nell’ottica di questo servizio). L’unica “complicazione” nasce dal fatto che sarà necessario creare accessi secondari per ciascuna applicazione che utilizza un account Google.

Cerco di spiegarmi meglio: Google Talk, Chrome Sync, Picasa Uploader e tantissime altre applicazioni anche di terze parti che fanno accesso ai dati salvati sui server Google hanno bisogno di una username (tipicamente ciò che precede @gmail.com) e la password (quella che avete scelto voi). Attivando la 2-step verification smetteranno di funzionare (errore di autenticazione fallita, ndr) e sarà necessario creare nel proprio pannello di sicurezza Google delle nuove password random che dovranno essere date in pasto a ciascun programma voi necessitiate. Stesso username, password sempre diversa (o unica, se volete generarne una che darete in pasto a tutti, ma lo sconsiglio fortemente).

Google 2-step verification: una parte degli account specifici creati.

Il vero vantaggio in questo specifico caso è che potreste creare una password di accesso ad un software che utilizza l’account Google e sfruttarla in posti “non sicuri” (internet cafè?) per poi distruggerla in un secondo momento. Questo impedirà al programma di continuare a funzionare anche se vi siete dimenticati di effettuare il logout. In caso di furto, ci sarà sempre la via d’uscita facile :-)

Fa parte dello stesso “circoletto” anche Mail su iOS, bisognerà quindi generare una password specifica da inserire nelle impostazioni dell’account di posta configurato sul vostro iPhone o iPad, occhio quindi alla facile distrazione ;-)

Si, lo voglio

Titolo del paragrafo stupido a parte, abilitare la 2-step verification richiede pochi minuti, un altro po’ di tempo verrà impiegato per rimettere a posto i programmi che necessitano di un accesso con password specifica.

Dalla propria pagina di Google (accounts.google.com) selezionare la voce “Sicurezza” sulla sinistra, quindi “Verifica in due passaggi” (il pulsante Modifica, ndr) per attivarla. Partirà una configurazione guidata che richiederà un numero di telefono valido per procedere (dove ricevere i codici di sicurezza ed effettuare la prima verifica):

Google 2-step verification: numero di telefono di riferimento

Una volta ricevuto il messaggio con il codice di conferma basterà inserirlo e procedere, tenendo spuntata l’opzione per rendere “attendibile” il PC dal quale state lavorando. Ciò permetterà di non richiedere il codice di verifica per i successivi 30gg (togliete il segno di spunta se non state utilizzando il vostro computer). A questo punto sarà sufficiente un’ultima conferma per attivare la verifica in due passaggi:

Google 2-step verification: configurazione completata, pronta all’attivazione!

Il lavoro è terminato per quello che riguarda il tipo di autenticazione ai servizi principali di Google. Serve ora creare accessi secondari per le applicazioni che utilizzano lo stesso account.

Le porte di servizio

Tutto quello che è collegato al vostro account Google (servizi di terze parti che hanno usato o continuano a utilizzare oauth) viene riepilogato nella stessa pagina dove sarà possibile creare gli accessi (le password, ndr) dedicati alle applicazioni installate sul vostro PC (e non solo): google.com/accounts/b/0/IssuedAuthSubTokens. Potete raggiungere la pagina sempre dal menu di sinistra (in Google Accounts) tramite “Sicurezza” ed in seguito il tasto Modifica in corrispondenza di “Autorizzazione di applicazioni e siti“. Vi verrà richiesta nuovamente la vostra password, quindi (se corretta) vi verrà mostrata la schermata riepilogativa.

Tanto per farvi un’idea, questa è parte della mia:

Google 2-step verification: tokens attivi

Scorrendo la schermata verso il basso troverete l’area dedicata alle “ Password specifiche per le applicazioni“, che vi ho mostrato nell’immagine poco dopo l’inizio dell’articolo. Un video girato proprio da Google spiega il perché della loro esistenza (e necessità) (fare clic qui per andare direttamente alla parte interessata):

Per poterne creare una basterà inserire il nome dell’applicazione o del servizio (o qualsiasi altra cosa possa essere facilmente ricordata) nel box apposito, quindi fare clic su “Genera password” per ottenerla:

Google 2-step verification: crea la nuova password

La password appena mostrata sarà visibile fino alla pressione del pulsante Fine o la chiusura della finestra. Non sarà successivamente consultabile e la si potrà solo revocare, quindi fate attenzione e non abbiate fretta di nasconderla, inseritela nel dispositivo o nella pagina web che ne fa richiesta e poi dimenticatela con tutta tranquillità, farete sempre in tempo a crearne una nuova:

Google 2-step verification: nuovo token

Si, ho già revocato quella che vedete in figura :-D

Non mi sembra poi così difficile, voi cosa ne pensate? :-)

E il codice come lo genero?

In diversi modi, ma quello più comodo (almeno nel mio caso) è far lavorare l’applicazione iOS / Android (gratuita, disponibile su AppStore: itunes.apple.com/it/app/google-authenticator/id388497605?mt=8 o su Play Store: play.google.com/store/apps/details?id=com.google.android.apps.authenticator2) alla quale ho fatto (solo la prima volta) scansionare il codice QR per collegarla al mio account.

Mi basta quindi avviarla ogni volta che ne ho bisogno per sfruttare un codice appena generato (con scadenza a circa un minuto) per poter effettuare il login a doppia verifica su Google.

Qui c’è un documento che spiega come funziona: support.google.com/a/bin/answer.py?hl=en&answer=1037451, e come associarlo al proprio account: support.google.com/accounts/bin/answer.py?hl=en&answer=1066447.

In conclusione

L’ennesimo servizio volto alla maggiore sicurezza dell’utente, fino ad ora non mi ha mai giocato brutti scherzi e sembra essere affidabile al punto giusto.

Se anche voi volete proteggere un’identità digitale sempre più “preziosa“, basata su un account Google magari connesso a molteplici servizi e applicazioni (e -perché no- anche al telefono, soprattutto quando decidete di farlo diventare fonte principale di contatti, calendari e posta elettronica, ndr) sfruttare la verifica a doppio passaggio può avere senso.

Attivarla richiede (come descritto sopra) pochi minuti e sfruttarla nel tempo ancora meno, ci si fa presto l’abitudine, e nel caso dimenticaste il telefono a casa avete sempre a disposizione i 10 codici di emergenza che Google vi farà arrivare tramite posta, da stampare e portare con se.

Enjoy!

Navigazione dei minori: come proteggere i propri figli dal web con Procon

Pare che l’iniziativa di ospitare un “Guest blogger” su Gioxx’s Wall sia piaciuta in passato, riproporla di tanto in tanto mi sembra quindi giusto. Oggi l’argomento è particolarmente delicato ed interessante: proteggere la navigazione dei minori. Nonostante l’argomento sia “trito e ritrito” a parlarne è un “esperto“, diventato tale proprio per necessità. Ci sono ottimi spunti di riflessione e suggerimenti che potranno aiutarvi nella scelta per raggiungere un unico obiettivo: proteggere i più piccoli da quello che il web può “tirare fuori dal cappello“, buona lettura :-)

Sul forum di Mozilla Italia, nel topic Navigazione protetta dei  minori, troverete una guida per utilizzare l’estensione ProCon Latte di Firefox che permette di bloccare siti di contenuto esplicito per adulti.

Vi siete mai chiesti, però, perché uno degli autori di quel tutorial (io) ha utilizzato proprio quell’estensione e non un altro sistema?

Internet pullula di soluzioni per proteggere i nostri piccoli dalle insidie di Internet stessa, ma non c’è una guida univoca che analizzi tutte le soluzioni proposte e che alla fine decreti la soluzione migliore: in questo blog ho tentato di farlo io, quindi iniziamo subito a confrontare le varie proposte.

Router

La prima soluzione, a monte, è quella di filtrare i contenuti direttamente dal router, cioè da quell’apparecchio – posto tra la presa telefonica della linea ADSL e la presa ethernet del PC  – che permette il collegamento ad Internet.

Sembra un’ottima soluzione, ma non lo è, per me presenta troppi svantaggi e troppe limitazioni anche se talvolta si tratta di filtri accurati, proposti direttamente dai grandi costruttori di router (D-Link, Netgear, eccetera). E poi io non sono uno che ama mettere le mani in un programma non proprio user friendly come la gestione del proprio router… basta un nonnulla per bloccare chissà che cosa e addio connessione…

Riepilogo quindi i vantaggi (pochi) e gli svantaggi  (per me tanti) di questa soluzione.

Vantaggi: filtro totale (ma potrebbe essere uno svantaggio per gli adulti), filtro permanente (anche questo potrebbe essere uno svantaggio per gli adulti), non comporta costi aggiuntivi.

Svantaggi: impostazioni non semplici se non si è esperti di software del router, disattivazione del filtro non immediata (bisogna daccapo entrare nelle impostazioni del router), limita la navigazione degli adulti, le impostazioni non sono migrabili ad un altro router (a meno che non si utilizzi lo stesso identico modello), le impostazioni si possono perdere in caso di cambio del router (ad esempio, cambiando un gestore telefonico con un altro che obbliga a utilizzare un proprio router).

DNS (Domaine Name System)

La seconda soluzione, a monte, è quella di filtrare i contenuti direttamente dai DNS, cioè – perdonatemi la descrizione grossolana e approssimativa – da quei database di connessione che permettono il dialogo tra il router e il nostro PC e quindi il collegamento ad Internet.

Utilizzare dei DNS “sicuri” (cioè forniti da società specializzate nella sicurezza come ad esempio Comodo) è una garanzia di aggiornamenti e accuratezza dei contenuti; inoltre esistono persino DNS dedicati allo specifico problema della salvaguardia dei minori sul Web, come ad esempio i DNS di ScrubIt.

Sembra anche questa un’ottima soluzione, ma non lo è, per me presenta ancora troppi svantaggi e troppe limitazioni anche se si tratti di DNS “robusti”. Prima di tutto anche qui bisogna mettere le mani in un programma non proprio user friendly come la gestione dei propri DNS (via sistema operativo o via o router); insomma basta un piccolo errore di trascrizione di un numero, ad esempio, per causare blocchi indesiderati, anche se porvi rimedio è molto semplice (bisogna sovrascrivere i dati numerici e confermare).

Vantaggi: filtro totale, filtro permanente, non comporta costi aggiuntivi.

Svantaggi: impostazioni non proprio semplici se non si è almeno volenterosi  nel gestire il software del sistema operativo,  disattivazione del filtro non immediata (bisogna daccapo entrare nelle impostazioni del sistema operativo), limita la navigazione degli adulti, le impostazioni non sono migrabili ad un altro PC (anche se si fa parte di una rete).

Sistema operativo: controllo parentale

La terza soluzione, a monte, è quella di affidarsi agli strumenti che il proprio sistema operativo mette a disposizione.

All’epoca della mia ricerca, sei anni fa, non c’era un sistema operativo che fosse realmente efficace nel filtrare determinati contenuti (il problema non è tanto filtrare i contenuti illeciti… quanto non fare bloccare i contenuti leciti!). Poco tempo fa ho letto qualcosa dei controlli parentali del nuovo sistema operativo di Microsoft, il successore di Windows 7 (forse si chiamerà Windows 8). Orbene, sono stato impressionato favorevolmente, sembra tutto un altro pianeta rispetto ai Linux Mint o ai Windows XP che utilizzo attualmente, ma ovviamente è troppo presto per presentarvi i vantaggi e gli svantaggi di questa soluzione.

A proposito: un utente con Tiger (Mac OS X) mi ha scritto tempo fa che  comunque la soluzione Firefox + ProCon Latte è di gran lunga migliore della funzione “Controlli Censura” del suo sistema operativo e questo è molto significativo.

Programmi dedicati

La quarta soluzione – ed entriamo nell’area dei programmi “a valle” -  è quella di utilizzare programmi dedicati al blocco della navigazione su determinati siti web.

Qui si apre un mondo quasi infinito: programmi di controllo parentale inclusi nelle varie suite di sicurezza (Avast, Norton, eccetera), programmi che permettono di controllare quello che viene eseguito sui PC in rete (casa o, meglio, ufficio), programmi che prevengono la navigazione su siti pericolosi o per adulti, programmi che limitano il tempo di navigazione o impediscono solo la connessione a determinati siti (Facebook, YouTube, eBay, chat varie…), programmi che agiscono a livello di hosts, eccetera.

Tanti programmi sono freeware, ma tanti sono anche a pagamento (ed in più disponibili solo in inglese). Alcuni programmi di controllo dei bambini, poi, si comportano come keylogger e quindi provocano falsi positivi negli allarmi degli antivirus.

Esempi: AnyWebLock, Cyberpatrol, Cybersitter, K9 Web Protection (per molti il migliore), KidLoggerInternet Security Controller, Limity PC, Net Nanny, PGsurfer, PicBlock (software molto particolare poiché possiede una funzione di sfocatura automatica di foto con contenuti per adulti) e altri.

Ovviamente, data la mia secolare antipatia per le toolbar, ho volutamente omesso queste ultime da ogni considerazione.

Vantaggi: filtro totale (ma potrebbe essere uno svantaggio per gli adulti),  filtro permanente (ma potrebbe essere uno svantaggio per gli adulti), facilità (relativa) di utilizzo.

Svantaggi: alcuni software (ad esempio il celebre Naomi, del quale non ho più un link valido) non vengono più aggiornati nel tempo oppure sono in un “limbo” di incertezza dello sviluppo (SurfWatch), molti software free sono solo in inglese, alcuni software rallentano la navigazione, generalmente questi software non sono multipiattaforma (funzionano cioè su un determinato sistema operativo e se si cambia sistema operativo bisogna trovare un software simile poiché lo stesso di prima non esiste), i software non distinguono nel bloccare la navigazioni dei vari browser o dei vari profili, generalmente questi software non sono freeware, questi software possono essere attaccati da virus in ambiente Windows, non sono software portatili e pertanto le impostazioni non sono migrabili ad un altro PC, codice chiuso (per cui un determinato software, se abbandonato, anche se è valido non può essere sviluppato da nessun’altra persona).

Browser dedicato: la soluzione migliore

La quinta soluzione, per me la migliore, è quella di utilizzare un browser dedicato al blocco della navigazione su determinati siti web.

Mi sembra logico, infatti, che se lo strumento per navigare è un browser allora è proprio quello (il browser) che bisogna utilizzare e non altri escamotage…

Ovviamente per la mia scelta non ho preso in considerazione browser insicuri, dall’incerto sviluppo, in inglese, non multipiattaforma. Quindi il candidato n° 1 non può che essere Firefox con l’estensione ProCon Latte e la lista Miele, comunque voglio descrivervi anche una soluzione alternativa, visto che in questo campo occorre essere obiettivi e non sempre di parte (seguo l’assistenza di Firefox e quindi non posso che parlarne bene).

L’alternativa italiana è un browser di nome Il Veliero, che si basa sul concetto di navigazione guidata esclusivamente tra un elenco di siti selezionati e catalogati.

Credo che sia un buon prodotto, tanto che nonostante tanto tempo esiste ancora, creato da  una onlus che fornisce anche un filtro che opera sulla connessione escludendo l’accesso a siti inadatti e sconvenienti, Davide. Tuttavia non è open source, è a pagamento (ma è un’inezia: 24 € per un anno, come dire 2 euro al mese…) ma soprattutto è un browser che opera solo su Windows.

Per la navigazione dei più piccoli è forse da preferire a Firefox con ProCon, ma parliamoci chiaro: quando i nostri bambini hanno da 3 a 6-7 anni, secondo me, la loro navigazione deve essere sempre assistita da un adulto, non c’è filtro, browser o altro che tenga… I rischi di una navigazione senza l’assistenza di un adulto vanno da un eccessivo tempo di navigazione (per la gioia degli ottici infantili…) a un possibile attacco di crisi epilettica (il PC diventa davvero un ossessione per i più piccoli). Quindi, riepilogo fino ad annoiarvi, per me, Davide sarà pure un ottimo strumento, ma senza la presenza di un adulto non dovrebbe mai essere utilizzato se si hanno bambini da 3 a 6-7 anni.

Tornando quindi alla premessa iniziale (la guida per utilizzare ProCon latte di Firefox che permette di bloccare siti di contenuto esplicito per adulti) ecco che quindi siamo arrivati al motivo razionale di tale scelta.

Firefox + ProCon Latte significa avere un browser sicuro, dallo sviluppo costante , in italiano, multipiattaforma e per di più dalle caratteristiche facilmente esportabili su un altro PC e addirittura su un altro sistema operativo!

Vantaggi: filtro (profilo di navigazione) dedicato ad un determinato utente,  relativa facilità di utilizzo, filtro personalizzabile, multipiattaforma (nel caso di Firefox), non comporta costi aggiuntivi (nel caso di estensioni di Firefox), aggiornamento costante e futuro (il codice è aperto),  le impostazioni sono migrabili ad un altro PC (con qualunque sistema operativo).

Svantaggi: i browser possono essere attaccati da virus in ambiente Windows, impostazioni iniziali non immediatamente facili.

Dopo avere capito i motivi che ci spingono alla scelta finale, eccovi delle varie considerazioni.

  • L’uso di PICS (Platform for Internet Content Selection) consiste in protocolli in linea creati da diverse organizzazioni (religiose, civili e educative) che catalogano il materiale presente sulla rete, segnalandone la maggiore o minore affidabilità e adeguatezza alla consultazione da parte dei minori. Questo servizio non è stato preso però da me in considerazione perché è attualmente in una fase di sperimentazione.
  • La lista Miele è una specie di  lista X-Files per l’estensione AdBlock Plus, cioè è una lista italiana pensata per i bambini italiani che navigano in prevalenza su siti italiani. Non è una lista infallibile, miracolosa, onnisciente, ma la sto utilizzando da sei anni con successo. Potrete partire da questa lista per crearne una vostra personalizzata, eventualmente da mettere in una chiavetta USB e da utilizzare su PC di altri amici del vostro bimbo.
  • La lista Miele è adatta per bambini da 7 anni fino a 14 anni circa. Perché questa impostazione? Sia perché è questa la fascia attuale dei miei bambini e sia perché prima dei 7 anni occorre sempre la presenza di un genitore durante la navigazione, mentre dopo il filtro inizia ad essere troppo rigido in determinate attività del bambino (si pensi a ricerche scolastiche o a letture di quotidiani online). Ah, non dovrei dirlo, ma ci sono bambini scaltri che a 14 anni riescono a scavalcare qualsiasi filtro… per fortuna che a scuola oggi determinati argomenti non sono più vietati e vengono quindi discussi con i professori, rendendo i ragazzi più consapevoli. Aggiungo, con mio sommo dispiacere, che a 14 anni è quasi impossibile riuscire a frenare il proprio figliuolo a iscriversi ad un social network, con tutto il materiale che ne consegue; quindi il profilo della lista Miele rischia di essere bypassato (leggasi  inutilizzato) dal minore smanioso di apparire sul suo social network preferito… Che poi io sia riuscito a frenare i miei figli da questo “bisogno impellente” è tutto un altro discorso…
  • So perfettamente che non bisognerebbe mai lasciare i propri figli davanti al PC, poiché il PC non è una baby-sitter coscienziosa. Ma so anche perfettamente che è molto difficile fare coincidere gli orari di navigazione dei bambini con il tempo libero dei genitori che lavorano.
  • Non scrivete per dirci: “Ho letto la guida di ProCon Latte su Mozilla Italia, ma è troppo difficile per me, non sono esperto di PC, mi date una mano?”. Io vi risponderei così: “Caro genitore di uno sfortunato minore, sappi che la guida è scritta nella maniera più semplice possibile del mondo! Se non vuoi sbatterti un po’ per tuo figlio, perché magari sei impegnato a rimbambire con i programmi televisivi del digitale terrestre o a caricare le tue stupidissime foto delle vacanze su Facebook, allora fai una cosa: spegni il PC e lascia che tuo figlio diventi un ignorante informatico quanto vuoi esserlo tu!”. Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire: nell’articolo sono spiegate – in maniera semplice e completa – tante cose utili che non fanno mai male conoscere (creazione di un nuovo account del sistema operativo, creazione di un profilo, trasformare un determinato profilo creato in un profilo predefinito, inibizione degli altri profili ad aprire file .html).

È tutto dal vostro “blogger nomade“…

gfsolone.Com ospita una pagina dedicata alla lista Miele, con le specifiche e il collegamento diretto alla sottoscrizione:

mozilla.gfsolone.com/procon

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