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Non so se ti è mai capitato di dover sostituire in un solo colpo tutti i riferimenti a un testo o un link ben preciso all’interno degli articoli del tuo blog. A me si, è arrivata la richiesta (non molto tempo fa a dirla tutta) di modificare i puntamenti verso un sito web che ha cambiato dominio, e che avevo citato in diverse occasioni qui nel mio blog. Si è trattata di una domanda lecita alla quale ho dato risposta portando a termine la modifica. Ho eseguito una semplice query MySQL via phpMyAdmin, ma ho voluto cercare un’alternativa nel caso in cui di fronte al monitor ci sia una persona che non si fida delle operazioni a cuore aperto sul database.

WordPress: suggerimenti sulla gestione delle immagini 2

L’alternativa che ho trovato e provato si chiama Better Search Replace, è gratuita e si trova nel repository ufficiale dei plugin di WordPress:

Better Search Replace
Developer: various
Price: Free

È un plugin molto utilizzato, perfettamente compatibile anche con le ultime versioni di WordPress e non fa altro che simulare il tuo intervento sul database MySQL, facilitando (e di molto) la costruzione di ciò che si vuole ritoccare, lasciando al codice sorgente ciò che potrebbe esserti più ostico da imparare e saper maneggiare. L’utilizzo è banale e può simulare l’operazione prima di lanciarla sul serio, così da permetterti di capire cosa il programma andrà a ritoccare nel tuo database dove le tabelle di WordPress potrebbero contenere il testo o i collegamenti da modificare.

Dalla dashboard del blog, ti basterà accedere a ToolsBetter Search Replace, da qui potrai vedere le tabelle contenute all’interno del database (box Select Tables), le quali saranno selezionabili proprio per permettere al plugin di effettuare la ricerca al loro interno, con eventuale successiva sostituzione testo. Nel box Search for andrà inserito il testo da ricercare all’interno delle tabelle, mentre in Replace with ciò che prenderà il suo posto. Se vuoi assicurarti che nulla andrà storto, seleziona l’opzione in corrispondenza di Run as dry run? (If checked, no changes will be made to the database, allowing you to check the results beforehand), ti permetterà di ottenere comunque un risultato a video (potrai anche leggerne il dettaglio come da seconda schermata nella galleria di seguito), ma senza effettuare realmente la modifica al database.

Tutto pronto? Sei tranquillo? Ok, lancia la modifica allora, non impiegherà poi tanto (a meno di voler sostituire mezzo contenuto dei database). Al termine ti verrà notificato e potrai -se vorrai- disattivare o disinstallare il plugin se non lo ritieni più utile.

Questo tipo di modifiche le ho operate in passato anche tramite Redirection, il plugin ben più complesso e ideato per altri motivi, ma che può tornare utile anche per questo mestiere. Se lo utilizzi già, sappi che ti basterà cercare parte dell’URL che vuoi sostituire e farlo anche tramite lui, è solo un pelo più macchinoso e forse lento.

Ricordi l’articolo dedicato all’ottimizzazione delle immagini del tuo WordPress? (se non lo ricordi, dagli un’occhiata adesso!). Sono stato contattato poco dopo da Alex Florescu, fa parte del team di ShortPixel, sito web e nome del prodotto che ho avuto modo di provare su questa installazione WordPress (Gioxx’s Wall).

È questo prodotto che si occupa dell’ottimizzazione delle immagini al posto tuo, che le recupera, modifica e ricarica sostituendo le originali decisamente più esose di spazio e spesso ricche di informazioni non utili ai fini del tuo articolo, mettendo al riparo lo spazio disco e la banda che sarà necessario utilizzare per fornire i contenuti ai tuoi lettori, il tutto aggiungendo un ulteriore strato di sicurezza, tenendo un backup delle immagini originali (che potrai poi cancellare quando sarai sicuro che tutto è a posto, nulla di perso). Ti racconto com’è andata :-)

WordPress: ShortPixel Image Optimizer

Installazione, attivazione, registrazione al sito web per ottenere la chiave API personale e collegare il blog al servizio, senza la quale non lo si potrà utilizzare. Se ti registri utilizzando questo collegamento, otterrai 100 ottimizzazioni in più rispetto al piano base (andando così a 200, altrimenti ne avrai solo 100 gratuite al mese, altrimenti dovrai scegliere le offerte premium). Il plugin funziona in maniera assolutamente intuitiva, permetterà una ottimizzazione in bulk (tutte le immagini, un processo di ottimizzazione unico che dura dall’inizio alla fine) oppure una selezione di ciò che ti interessa, in maniera decisamente più specifica. Ti proporrà infatti una colonna nuova all’interno della schermata Media, dalla quale potrai lanciare ogni singola ottimizzazione, dell’immagine principale così come dei rimpicciolimenti (thumbnails):

WordPress: ShortPixel Image Optimizer 10

Io ho scelto di effettuare un unico processo escludendo solo i rimpicciolimenti (per il momento), per capire che tipo di lavoro ho fatto fino ad oggi, scegliendo immagini già parzialmente ottimizzate, mai esagerate troppo oltre la risoluzione massima che posso ospitare io nel corpo articolo del blog. Ho atteso circa 6 ore per far digerire al servizio circa 3700 immagini, e pensa che su questa installazione ho meno di duemila articoli (fai i tuoi conti: su fuorigio.co, cavia del mio precedente articolo, ce ne sono 4400, che fanno uso di circa 23000 immagini!).

Per poter far avanzare il processo di ottimizzazione, sarà necessario tenere attiva una tab del proprio browser, puntata (come prevedibile) all’indirizzo dell’area amministrativa del plugin di ShortPixel, la quale ti mostrerà sempre l’ultima immagine ottimizzata (a rotazione) con relativa percentuale di spazio salvato su disco. Potrai ovviamente chiudere questa tab, ma il processo si fermerà fino a quando non ci tornerai su. La tua “prima volta” sarà completamente guidata, sarà infatti ShortPixel a dirti quante immagini ha trovato nella tua installazione WordPress e quante potrà quindi ottimizzarne, tu dovrai solo scegliere qualche impostazione e capire se vuoi (o no) includere le thumbnails. Sei pronto? Fai partire il bulk! Ora porta pazienza (tanta) e se puoi lascia una finestra del tuo browser preferito aperta, anche ridotta a icona, poco importa, l’importante è che quella sessione venga tenuta viva. Ti accorgerai del lavoro in background di ShortPixel perché un’icona del software si piazzerà nella barra amministrativa del tuo WordPress, facendo comparire inoltre una gif di “loading” sopra di essa.

Ho terminato!

Bravo, ora che hai terminato il processo di ottimizzazione potrai vederne le relative statistiche, renderti conto dello spazio che sei riuscito a salvare di quello a te riservato, quanta banda risparmierai da ora in poi, traducendola in tempi più rapidi nel caricamento della pagina web sui browser dei tuoi lettori, importantissimo ai fini del SEO ma soprattutto a quelli della pazienza del visitatore, che potrà così accedere ai tuoi contenuti immediatamente, senza rinunciare a nulla!

WordPress: ShortPixel Image Optimizer 9

Ricorda che in questo momento hai ancora una cartella di backup all’interno della quale ShortPixel ha salvato tutte le tue immagini in originale, potrai sempre decidere di fare pulizia dopo qualche tempo, quando sarai sicuro e in pace con te stesso (ommioddio, non voglio perdere le mie immagini!) ;-)

ShortPixel è un ottimo plugin che può sostituire quello realizzato da TinyPNG (con buona pace della vostra anima e della poca pazienza nei confronti dei bug non ancora chiusi, ne so qualcosa, soprattutto perché credono che l’anomalia da me segnalata possa essere settata come “risolta” nel loro forum di supporto, vabè). Sono molto inferiori le ottimizzazioni gratuite mensili, ma il servizio sembra essere decisamente più robusto e ben funzionante, in scioltezza, senza troppi pensieri per la testa (è una scatola chiusa che fa il mestiere che promette). Sono rimasto estremamente soddisfatto e ringrazio Alex per avermi proposto questo test. Il plugin, ovviamente, è disponibile nel repository ufficiale di WordPress.org:

ShortPixel Image Optimizer
Developer: AlexSP
Price: Free

Prima di concludere, ti ricordo che utilizzando questo collegamento potrai ottenere 100 ottimizzazioni mensili in più, gratuite, stai pensando di dargli una possibilità? Faresti bene :-)

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi i miei pensieri. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: tutti i crediti ottimizzazione utili ai fini del test, sono stati forniti da ShortPixel.

Dalla nostra “arma di pubblicazione di massa” (tipicamente un PC, ma anche un tablet o altro mezzo più maneggevole) ai browser dei lettori, il passo è generalmente breve. Casa nostra, le nostre pattine, le nostre regole. Ma avete mai pensato al fatto che in realtà, nella maggior parte dei casi, le regole sono quelle che può (giustamente) imporre chi vi ospita al giusto prezzo? Molti blog là fuori (questo che state leggendo non fa eccezione) sfruttano offerte di hosting condiviso che offrono un pacchetto prestazionale corredato di spazio e banda entro un certo limite (ben dichiarato). Fare i conti con siti web ricchi di immagini e contenuti multimediali più in generale è d’obbligo, almeno dopo un primo giro di boa passato a fregarsene di ciò che si dà in pasto alla piattaforma (sbagliato, ma basta correggersi in corsa).

WordPress: suggerimenti sulla gestione delle immagini 3

Ho fatto i conti con Fuorigio.co, un contenitore fatto più da contenuti multimediali che da testi (o quasi). Si tratta di circa 16GB di installazione WordPress che certamente non tenderà a calare nel corso del futuro, in realtà tutto il contrario. Per questo motivo ho scelto di affidarmi ad alcuni metodi e plugin che ho potuto provare nel corso del tempo, oggi sono un po’ più pronto a parlarvene e realizzare un buon approfondimento per cominciare bene la settimana lavorativa.

La base di partenza

Sapete quanto occupa la vostra installazione WordPress? Ne avete una copia in locale per qualsiasi evenienza? Sono domande alle quali dovete poter dare una risposta abbastanza rapida, soprattutto in caso di problemi. Parliamo del mio caso. Circa 16 i GB sui quali ho cominciato a mettere le mani, da ottimizzare, GB sui quali (se possibile) fare un po’ di margine, guadagnare un po’ di spazio da poter utilizzare in seguito.

WordPress: suggerimenti sulla gestione delle immagini

Il problema? Presto detto: non possono esistere divari di occupazione disco tra le immagini proposte dal blog. Provo a rendere l’idea:

WordPress: suggerimenti sulla gestione delle immagini 1

39 MB per un singolo file immagine, magari proposto nella sua versione “Large” da 640px, non sono accettabili, è un totale spreco di risorse che ovviamente diventano sempre più preziose contestualmente al crescere del progetto. Una delle regole di base, una di quelle che si imparano già quando si muovono i primi passi, è quella di non effettuare upload di file multimediali che poi non vengono realmente utilizzati, sfruttati. Bisogna limitarsi nelle dimensioni (sia in fatto di pixel, sia in fatto di occupazione fisica). È una regola che occorre seguire e non sottovalutare, credetemi.

Cominciamo a rispondere alle prime domande, partendo dal presupposto che:

  • non bisognerà mettere in “pericolo” i file immagine precedentemente caricati, quasi certamente utilizzati all’interno dei vostri articoli,
  • prendere coscienza del fatto che difficilmente si potranno recuperare i file immagine caricati in origine, ma che se per caso li aveste, forse sarebbe il caso di ottimizzarli offline, ricaricarli su WordPress e sostituirli a quelli precedentemente caricati (quindi richiamarli negli articoli che ne facevano uso),
  • occorrerà sempre ridimensionare i file, cercando di non perdere la qualità (diversi sono gli strumenti a vostra disposizione).

Le soluzioni adottate

Il primo passo, fondamentale, è quello di avere una visione chiara e capire quali immagini occupano più spazio sul disco del server. Per farlo ho scelto il primo plugin di questo articolo, Media Files Tools, che tra le sue funzioni riporta un utilissimo “Add columns in Media Library: The new columns are File Size and MIME Type. The File Size column is sortable so you can find the files with the bigger size in an easy way.

Media Files Tools
Developer: Jose Conti
Price: Free

Cosa c’è da sapere: il plugin non calcola in real-time l’occupazione dei file immagine su disco, dovrete eseguire voi manualmente l’operazione (Dashboard → Media → File Tools → Get Files Size) e attendere pazientemente che termini (il tempo varia in base al numero di immagini presenti nell’installazione e RAM a disposizione sul server), verrà così popolata la colonna che riporta il valore di occupazione, per quello che mi riguarda, potete anche eliminare la colonna del MIME Type.

WordPress: suggerimenti sulla gestione delle immagini 4

Potrete ora mettere in ordine la colonna “File Size” per rendervi conto di chi occupa più spazio, così da iniziare a isolare i file sui quali occorrerà lavorare. Avrete quasi certamente notato (nell’immagine poco sopra) che ci sono due ulteriori colonne riguardanti lo spazio disco, più precisamente la compressione di ogni singolo file immagine. Si tratta della combinazione di due ulteriori plugin per il noto CMS, di cui uno a pagamento (dopo un certo numero di compressioni effettuate). Si tratta rispettivamente di “Compress JPEG & PNG images” e “EWWW Image Optimizer“:

Compress JPEG & PNG images
Developer: TinyPNG
Price: Free
EWWW Image Optimizer
Developer: nosilver4u
Price: Free

La compressione è uno step molto importante nel caso in cui a lavorare in Dashboard non sia una sola persona. Metodi di lavori differenti, abitudini differenti, un buon comportamento dovrebbe imporre di fare un giro di compressione in offline prima di procedere con l’upload su WordPress, spesso non accade, oppure accade ma non basta mai. Io utilizzo un paio di strumenti / metodi in base all’OS che utilizzo nello specifico momento, uno dei quali ve l’ho spiegato qualche tempo fa.

Brevemente, vi posso dire che:

  • Compress JPEG & PNG images è gratuito ma vi consente di effettuare 500 compressioni al mese, oltre le quali occorrerà pagare una piccola cifra per il numero di immagini compresse (oltre le 500), per esempio per 2000 immagini compresse si andrà a sborsare una cifra intorno ai 13$.
  • Compress JPEG & PNG images interviene durante l’upload dell’immagine nella Media Library. Si allungano i tempi di caricamento ma si accorciano quelli dei passaggi da eseguire, senza considerare lo spazio disco risparmiato. Nel caso in cui un’immagine non sia stata ottimizzata (per qualsivoglia problema), potrete intervenire direttamente dalla Media Library. Il plugin si integra infatti (come fa Media Files Tool) con le colonne proposte di default dal CMS.
  • Compress JPEG & PNG images permette il ridimensionamento dell’intera Libreria (un enorme bulk) o di un gruppo più ristretto di immagini, selezionabile dalla stessa Media Library di WordPress. Ci sono alcuni problemi, non è tutto rose e fiori, ho ancora un problema aperto con il supporto ma il software funziona bene, soprattutto se si vuole evitare di fare molti più passaggi, utilizzando manualmente il box di upload proposto sul sito web ufficiale (tinypng.com). Il loro algoritmo di ottimizzazione è molto buono, lo spazio che riescono a risparmiare senza rinunciare alla qualità è notevole.

e

  • EWWW Image Optimizer è gratuito, senza alcun limite di utilizzo. Permette di ottimizzare qualsiasi tipo di immagine e trasformare PNG in JPG (e viceversa). Si integra con NextGEN Gallery e GRAND FlAGallery. Utilizza algoritmi jpegtran, optipng/pngout e gifsicle. Lavorano bene, funzionano bene, il plugin svolge il suo lavoro ma non raggiunge gli ottimi risultati di TinyPNG.
  • Come per Media Files Tools, anche EWWW Image Optimizer si integra nelle colonne della Media Library di WordPress, permettendovi di ottimizzare la singola immagine, scegliere un bulk ristretto oppure mandare in ottimizzazione l’intera Media Library. Occhio però, quest’ultima scelta causerà quasi certamente il logoff forzato dalla Dashboard di WordPress, poiché l’hosting potrebbe prenderla male e pensare che si tratti di un’azione non lecita visto l’alto carico di lavoro per CPU e RAM.

Risparmiare spazio su disco e organizzare al meglio le immagini è un lavoro duro, che andrebbe portato avanti quotidianamente, un metodo da fare proprio più che altro. Prendere in mano le redini di un progetto mangia-spazio e riportarlo sui giusti binari è faticoso, ve lo assicuro. Ho salvato circa 6 GB di spazio disco che ovviamente verranno utilizzati in futuro, preziosissimi (pensate cosa vorrebbe dire un trasferimento su diverso provider o un backup full settimanale da FTP a dischi locali, cosa che già accade per la cronaca).

E se qualcosa dovesse cambiare?

Immaginate di aver inserito in campo un nuovo ridimensionamento immagini. Magari avete scelto di inserire una miniatura più piccola rispetto al passato, ulteriore spazio che è possibile salvare, non credete? E cosa si fa per ottenere tutti i nuovi ridimensionamenti? Ci si affida a Regenerate Thumbnails, plugin storico, ancora perfettamente funzionante:

Non vi preoccupate per la compatibilità, è ancora garantita nonostante nessuno lo dica su WordPress.org. Ancora una volta potrete scegliere di effettuare il ridimensionamento della singola immagine, del gruppo o dell’intera libreria:

WordPress: suggerimenti sulla gestione delle immagini 5

La velocità dell’operazione fa coppia con quanto detto già una manciata di righe fa: tutto dipende dalla quantità di immagini da cui ottenere le miniature, CPU e RAM a disposizione. Portate pazienza.

Tutto finito? Affatto, ho ancora un consiglio, questo è dedicato a coloro che rischiano di caricare mille volte le stesse immagini perché non trovano quelle desiderate tramite ricerca interna di WordPress. Succede spesso, soprattutto quando si tende a caricare file con nomi “non parlanti” (si suol dire così, per identificare immagini con sigle al posto di nomi facilmente ricercabili). Esiste un buon plugin anche in questo caso, si tratta di YoImages, che tra le varie sue funzioni di base riporta “images are important for SEO but are never optimized enough. With YoImages you can automatically optimize images for Search Engines. No more alt tag missing or non informative titles or file names. Google can’t see the image (yet) but, can read its attributes.“, andando così a mettere una pezza a un problema di tante installazioni, correggendo nomi non utili ai fini della ricerca (interna, ma anche da web, Google Images è solo un esempio), compilando automaticamente i tag di titolo e testo alternativo.

YoImages
Developer: various
Price: Free

L’altra sua funzione principale (e fantastica, lasciatemelo dire) è quella di permettere un crop manuale delle immagini caricate, andando così a sostituire ciò che WordPress taglia di default e senza nostro consiglio o senso estetico: “no more images cropped wrong, you can choose now what to display and even replace the entire image for a specific crop size if the orginal image doesn’t fit. Crop at a lower quality to speed up page loading. Create croppings in retina format too.“. Potrete scegliere ogni singolo ridimensionamento, ottenendo crop in alta e bassa qualità per ogni utilizzo. Ha una terza funzione, forse meno importante (io l’ho personalmente disabilitata) ma pur sempre disponibile, e permette di ricercare immagini gratuite tramite splashbase.co e unsplash.com, caricarle nel nostro spazio disco e utilizzarle nell’editor di testo del proprio WordPress. È un plugin che funziona, lo fa molto bene. Non posso che consigliarlo.

Cosa manca?

L’ottimizzazione delle immagini fa parte di un più ampio lavoro, occorre rendere WordPress snello, rapido, deve poter rispondere in fretta e possibilmente senza sovraccaricare le risorse della macchina, database compreso. Anni fa ServerPlan aveva pubblicato un articolo che ritengo molto valido ancora oggi, basato sulla coppia DB Cache Reloaded Fix e WP Super Cache, questo l’articolo:

WordPress – Ottimizzazione, cache e moduli con problemi

Tocca a voi

Come gestite il vostro WordPress e i vostri contenuti multimediali? Avete consigli, suggerimenti o possibili correzioni rispetto alla mia esperienza? Siete i benvenuti, l’area commenti è a vostra totale disposizione, sarò felice di parlarne insieme :-)

Non credo di dovervi spiegare ancora una volta cos’è Telegram e perché dovreste usarlo, potete fare clic qui per dare un’occhiata ai precedenti articoli che ho raccolto sotto lo stesso tag. Oggi l’argomento riguarda nello specifico il client di messaggistica istantanea e la sua integrazione con WordPress, affinché i vostri utenti possano seguirvi anche via smartphone (e non solo), con la potenza delle notifiche push, il client di messaggistica istantanea preferito e la possibilità di fare clic su ciò che realmente interessa loro, un modo come un altro (rapido e gratuito) per rimanere costantemente aggiornati :-)

L’esperienza si basa su quanto scoperto, provato e portato più o meno sulla retta via, spero possa generare interesse e (magari, mi piacerebbe) una discussione in area commenti con alternative e proposte.

Telegram: bot father

Quasi certamente lo sapete già, su Telegram esistono molti bot (in caso contrario consiglio questa lettura per approfondire) che possono portare a termine una moltitudine di lavori e fornirvi informazioni ogni volta che lo desiderate. Chiunque può creare un bot. Lo scopo del gioco è quello di crearne uno che possa trasformare ogni entry del feed RSS in un nuovo messaggio per il vostro canale Telegram, in maniera del tutto automatica, con un evento scatenato dalla pubblicazione dello stesso articolo su WordPress.

Ho provato il metodo IFTTT (strumento che adoro), suggerito in un articolo pubblicato proprio sul sito web degli sviluppatori bot di Telegram (dev.storebot.me/t/use-ifttt-to-create-an-automated-broadcasting-bot-for-a-channel/490), tutto molto bello sulla carta, poco funzionale nella realtà a causa dei problemi del canale Maker (di IFTTT) e della poca reattività di lettura da feed RSS e pubblicazione nel canale, sconsigliato.

Ho quindi dato un’occhiata ad altri metodi e codici da far girare su Google Apps Engine, abbandonando anche quella via perché poco “maneggiabile” e personalizzabile, nonché complessa per chi alla fine avrebbe dovuto utilizzare la soluzione. Sono passato così all’esplorazione delle proposte native per WordPress, i plugin disponibili tramite repository ufficiale, che vedono una moltitudine di lavoro svolto da programmatori persiani (una vera curiosità che mi ha stupito), spesso interfacce di front-end che magari si appoggiano a servizi che permettono di fare ponte tra il blog e Telegram, un modo più semplice per approcciare la necessità finale, permettendo a chi deve utilizzarla di concentrarsi solo sul risultato che si vuole ottenere.

Bando alle ciance e diretti al risultato. Bocciati AUS Telegram Bot Notifier, Channeller Telegram Channel Admin e Telegram Bot & Channel. Tutti e 3 hanno pecche, in alcuni casi sono macchinosi, talvolta funzionano male o non funzionano affatto perché estremamente schizzinosi nei confronti di ciò che intendiamo fare sul nostro canale tramite bot.

Promosso invece Telegram for WordPress, plugin anch’esso disponibile tramite repository:

Telegram for WP
Developer: Amir Mousavi
Price: Free

Chiariamo: non è certo promosso a pieni voti, è migliorabile, ma è un plugin che funziona e mantiene le promesse che fa. Andiamo per step, creiamo insieme il bot e teniamo da parte i dati utili, quindi configuriamo insieme il plugin.

Creazione del bot

Aprite una nuova finestra di chat con @BotFather e lanciate il comando /newbot, quindi iniziate a rispondere alle domande che vi verranno poste:

  • scegliete il nome del vostro bot;
  • scegliete lo username del vostro bot;
  • prendete nota ora del token HTTP API che @BotFather vi rilascerà (si tratta di una lunga sequenza alfanumerica)

Da WordPress a Telegram: i vostri articoli nel vostro canale

I 3 passaggi fondamentali sono terminati. Potete lanciare altri comandi per arricchire ulteriormente i dettagli del vostro bot, per esempio:

  • /setdescription permetterà di specificare un messaggio da mostrare a chi per la prima volta proverà ad aprire una nuova finestra di chat con il vostro bot (inutile se si tratta di stabilire un semplice ponte WordPress → Telegram, ma è esteticamente più gradevole).
  • /setuserpic vi consentirà di caricare un’immagine (andrà inviata come immagine compressa, non come file immagine ad alta risoluzione, ndr) che diventerà l’avatar del bot.
  • /setabouttext andrà a completare il box “info” del profilo pubblico che è possibile visualizzare quando si consulta la scheda informazioni di un utente Telegram, come nell’immagine di seguito, per capirci:

Da WordPress a Telegram: i vostri articoli nel vostro canale 1

Ricordate che quel testo non deve superare i 120 caratteri. Salvo errori, tra una conferma e l’altra, il vostro lavoro su Telegram è terminato e si potrà ora passare alla configurazione del plugin WordPress.

Configurare Telegram for WordPress

Nulla di complicato neanche stavolta, sia chiaro. Bisognerà giusto fare attenzione a un paio di passaggi ma nulla più, vi spiego quali in questo passo-passo, dando per scontato che abbiate già installato e attivato il plugin nel vostro blog e che esista già un canale Telegram dove volete andare a pubblicare le notizie “in diretta” (se non sapete come creare un canale Telegram, date un’occhiata qui).

Prima di configurare il plugin dovrete:

  • Inserire il bot all’interno dei membri del canale.
  • Trasformare il bot da semplice utente ad Amministratore del canale (solo così gli verrà permesso di pubblicare messaggi che possano leggere tutti gli iscritti). Questo passaggio è fondamentale e spesso viene totalmente ignorato da chi intende raggiungere lo stesso obiettivo di questo articolo, perché si pensa che un bot non possa essere amministratore del proprio canale Telegram.

Ora si passa al plugin. La schermata di configurazione di Telegram for WordPress è estremamente semplice da capire e controllare. Ciò che a noi interessa è la seconda tab, quella dedicata ai canali (Post to Channel):

Da WordPress a Telegram: i vostri articoli nel vostro canale 2

Cosa c’è da sapere?

  • Occorrerà inserire il token HTTP API, precedentemente ottenuto da @BotFather, all’interno della riga Bot Token. Vi consiglio di fare poi clic su “Check bot token” per essere sicuri di non aver commesso errori (comparirà il nome del bot subito sotto, di seguito a “Bot info: “).
  • Inserite ora il nome del canale in “Channel Username“, completo di @ davanti al nome dello stesso (nell’immagine, @fuorigioco). Se il canale non è ancora “pubblico“, vi consiglio di fare clic su “Send now!” per inviare un messaggio di test, così da verificare che tutto funzioni correttamente.
  • Spuntate l’opzione “Send to Telegram Channel” per abilitare il plugin a rilanciare qualsiasi nuova pubblicazione nel canale Telegram. Potrete sempre togliere la spunta nel singolo articolo prima che venga pubblicato, ma il comportamento di default prevederà così che ogni nuovo articolo venga pubblicizzato anche su Telegram.
  • La parte relativa al “Message Pattern” è assolutamente soggettiva. Potrete decidere come comporre il messaggio di rilancio del vostro articolo. Potrete includere o escludere informazioni, riepilogo, link e molto altro ancora. Potrete persino scegliere di inserire emoticons all’interno del testo. In questa stessa area potrete scegliere se mostrare l’immagine “Featured” dell’articolo WordPress prima del testo di rilancio. Il risultato sarà molto simile a quello in immagine:

Da WordPress a Telegram: i vostri articoli nel vostro canale 3

  • Use Markdown in messages” è invece l’area che vi permetterà di stabilire come i messaggi verranno rilanciati nel canale WordPress, con possibilità di utilizzare alcuni marcatori HTML e non solo, sempre seguendo le linee guida dell’API del client di messaggistica istantanea, come spiegato all’indirizzo core.telegram.org/bots/api#formatting-options.
  • Infine l’opzione “Web page preview in messages“, che probabilmente avrei inserito in coda al Message Pattern, in quanto modifica li comportamento del messaggio, bloccando (se volete) l’anteprima del link allegato al messaggio. Ho personalmente scelto di non spuntarla e lasciare che Telegram carichi un’anteprima del link che riporterà all’articolo originale.

Salvate ora quello che avete scelto di modificare (Save Changes o un clic sull’icona a forma di floppy disk in alto a destra nella schermata di configurazione del plugin, nda) e provate a creare un nuovo articolo. All’interno della pagina della Dashboard troverete il nuovo blocco opzioni dedicate a Telegram for WordPress, dal quale potrete scegliere se modificare il comportamento del singolo rilancio articolo prima che questo venga pubblicato (o anche in seguito), poiché il plugin non fa differenza tra un articolo già rilanciato e uno nuovo (questa secondo me è una pecca da mettere a posto). In pratica uno stesso articolo potrebbe essere rilanciato anche più volte, tante quante saranno le modifiche dopo la pubblicazione.

Da WordPress a Telegram: i vostri articoli nel vostro canale 4

Occhio quindi anche ai Custom Type di WordPress, anche per loro il plugin propone il box pubblicazione e adotterà il metodo definito come default, occorrerà quindi ricordarsi di andare a togliere la spunta dall’opzione che manderà in rilancio automatico su Telegram ciò che andrete a salvare nel database del blog.

Lo avrete perciò capito: Telegram for WordPress è un buon plugin, svolge in maniera più che lineare il suo mestiere se correttamente configurato, ma ha ancora ampi margini di miglioramento. Ho personalmente fatto richiesta di iscrizione nella mailing list dello sviluppo e test così da poter provare eventuali novità in anteprima e suggerire strade alternative da percorrere, qualche piccola miglioria da operare per cercare di comportarsi nella migliore maniera possibile in base al contesto in cui ci si trova. La strada è lunga ma è già tracciata, voi siete pronti a sfruttare la potenza e la versatilità di Telegram? :-)

Pillole

Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!

Un errore partorito nella versione 3.6.0 di BackUpWordPress, non permette di gestire correttamente il numero di backup da conservare nel caso in cui il plugin non sia in grado di ottenere lo spazio libero sul disco del server, un po’ come mostrato in questa immagine catturata da una mia installazione:

Unable to modify 'Free space' and number of backups to store #1050

Cosa cambia? Assolutamente nulla. I backup continueranno a essere regolari, non potrete però modificarne la quantità da conservare. Si tratta di un bug che ho segnalato immediatamente al supporto (wordpress.org/support/topic/cant-get-free-disk-space-cant-modify-number-of-backups-to-store?replies=3#post-8223635), il quale ha verificato e riconosciuto l’anomalia, che verrà corretta nella prossima 3.6.1 (come da bug aperto su GitHub: github.com/humanmade/backupwordpress/issues/1050).

Giusto per la cronaca: non c’è modo di variare da configurazione WordPress il numero di quei backup, a meno di mettere mani direttamente al database, cosa che vi sconsiglio caldamente di fare.

Buon lavoro!