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Io ci provo, friendfeed.com/gioxx

Ho sempre sostenuto che friendfeed è inutile, l’ennesimo pseudo-social network basato sull’idea originale di Twitter, ampliato con funzioni che già possiede un facebook o qualsiasi altro network che permette di fare aggregazione di contenuti. Nonostante i numerosi inviti degli amici che già seguo su Twitter ho sempre rinunciato ad aprire un account. Oggi ho “fatto il salto” e ho aperto l’account a mio nome, un pò per parcheggio, un pò per cercare di capire come funziona il tutto, un pò per la storia dei feed pompati della quale ha parlato poco tempo fa Francesco, con la speranza che quanto prima si lasci scelta libera all’utente (per poter sfoltire l’utenza standard non aggregata da ff).

La regola generale è che userò poco friendfeed, non aggiornerò mai lo stato di quest’ultimo ma continuerò ad essere fedele a Twitter. Sull’account ff ho collegato il mio blog, flickr, facebook (anche se non del tutto perché non riconosce correttamente il link delle mie note), last.fm, linkedIn e poco altro. E’ -allo stato attuale- un’aggregazione quasi completa dei miei contenuti sparsi sul web, relativamente comodo per seguirmi in un solo colpo. Ho lasciato l’accesso al profilo pubblico, non mi interessa proteggere gli update (così come in Twitter) e ho importato i contatti che avevo in facebook e che erano già iscritti a friendfeed. A questo punto manca solo l’indirizzo (indovinate un pò):

friendfeed.com/gioxx

Il mio nick è quindi “al sicuro“, potete aggiungermi se vi va ma -ancora una volta- vi invito a raggiungermi sull’account Twitter (twitter.com/gioxx) dove sono sicuramente più presente.

Ora è tutto ben accetto: consigli sull’utilizzo, muovere i primi passi, discussioni abbastanza interessanti, chi più ne ha più ne metta :-)

gfsolone.Com, come nasce un sito personale

Oggi facciamo della gran auto-referenzialità, non capitava da tanto e voglio approfittarne per spiegarvi come nasce un piccolo sito web in grado di raccogliere alcune pagine “quasi statiche” che raccontano la propria persona, mettano in mostra il Curriculum Vitae e facciano conoscere al visitatore gli interessi, le capacità e le informazioni di cui necessita per un primo approccio (fondamentali quindi i riferimenti per essere contattati).

gfsolone.Com, since 2005

Ho messo in piedi la prima versione del mio sito personale circa 4 anni fa. Novembre del 2005, grazie ad archive.org sono anche riuscito a trovare uno straccio di pagina ancora funzionante:

web.archive.org/web/20051124224608/http://www.gfsolone.com

La piattaforma usata era Simple PHP Blog, chiaramente modificata secondo le mie esigenze (avevo già usato lo stesso motore per diversi altri siti nello stesso periodo, compreso RavennaLUG), serviva a raccogliere le pagine secondo me utili a farmi conoscere quanto bastava, ancora niente blog, decisamente restio ad espormi in prima persona (lo facevo già via GxWare.org pubblicando articoli informatici).

Da li il passo ad una v2 è stato abbastanza breve, si parla del 24 giugno di 365 giorni dopo (24.06.06), giorno del mio onomastico durante il quale ho deciso di tirare fuori la versione rinnovata, decisamente più compatta e (ahimé) con informazioni dimezzate:

web.archive.org/web/20060724234250/http://www.gfsolone.com (si vede poco e nulla, c’erano molte immagini)

E così venne la terza versione, la penultima, quella durata più di tutte, basata semplicemente su codice scritto a manina, grafica personalizzata via CSS, PHP e qualche “funzioncina” qua e la in JavaScript, nulla di eccezionale ma ha fatto il suo “sporco lavoro“:

web.archive.org/web/20070204085430/http://www.gfsolone.com/index.html

Tra una modifica e l’altra (piccole, mai invasive), si è arrivati a “gfsolone.Com v4“, un rinnovamento completo di motore, grafica e contenuti con la speranza che questi ultimi rimangano sempre aggiornatissimi (dipende dal sottoscritto, lo so :P). Ve lo presento:

http://gfsolone.com

e questi sono i suoi dettagli:

Nulla quindi di particolarmente ostico da mettere in piedi, non trovate?

# perché WordPress?

Perché è il CMS più scalabile, modificabile e personalizzabile in pochi minuti che esista sulla faccia della terra, pensiero personale ovviamente. Perché è gratuito, open-source, ha dietro di se una comunità di utilizzatori, sviluppatori e appassionati davvero enorme, pronta ad aiutare chi ha difficoltà, anche a livello nazionale.

Perché possiede già un ricco database di plugin che possono venire incontro alle esigenze di qualunque sviluppatore desideroso di non fare a mano ciò che potrebbe fare automaticamente uno script in PHP. Perché viene costantemente tenuto sotto controllo, aggiornato e rilasciato in tempi record quando si tratta di riparare una possibile falla critica (un pò come Firefox).

Perché, perché, perché, ci sarebbero mille altri motivi per utilizzare WordPressnon è solo un CMS per far blog, è molto di più.

# perché quei plugin?

Il paragrafo probabilmente più piccolo, non serve spendere molte parole sulla scelta dei 3 plugin di partenza. Ciò che fanno spiega abbondantemente la loro funzione all’interno del sito:

  • post2pdf servirà a chi desidera salvare una copia del mio CV direttamente in PDF da tenere da parte e stampare nell’eventualità serva. Non posso mostrarvelo in funzione, la pagina CV non è ancora pubblica :P
  • wp-db-backup … lo chiedete anche? Salvare settimanalmente una copia del DB MySQL da inviare comodamente alla casella GMail è un’operazione che abilito su qualsiasi blog da me controllato o messo in piedi. I backup non sono mai abbastanza quando qualcosa va storta!
  • wp-contactform è già in funzione e disponibile per tutti alla pagina gfsolone.com/contattami/modulo-contatto, per permettere al visitatore di contattarmi senza usare il proprio mailclient. Comodo, rapido, funzionale.

# perché quel tema?

No dico, lo avete visto? Replicare nativamente la grafica di facebook che da sempre apprezzo particolarmente è la soluzione che mi ha colpito di più durante l’esplorazione del web alla ricerca di un tema che potesse identificare la nuova versione del sito. E’ minimalista, non richiede troppi secondi per il caricamento di una singola pagina, usa un CSS da 20 righe a malapena, una vera chicca! E poi date una occhiata anche a questo blog, non vi sembra che vadano particolarmente d’accordo? :)

Immagini grandi (volutamente tenute così), testo altrettanto (per una più comoda lettura), uso spudorato di strumenti che mette a disposizione il web 2.0 per raccogliere (ad esempio) gli ultimi articoli presi da questo blog o per farvi vedere le ultime fotografie caricate su Flickr, contatti bene in vista per essere sicuro che a nessuno sfuggano :mrgreen:

# qualche modifica fatta

Andare a ritoccare un tema così ben studiato è un’operazione che porta via “poco tempo“, tutto dipende da ciò che si desidera. Mettiamola così: il menu inizialmente studiato per CryBook prevede uno spazio dinamico tra una voce di menu e l’altra (nella barra superiore) che comprende anche eventuali pagine “figlie” al di sotto della principale. Vi mostro la differenza:

PRIMA


DOPO


Il tutto per dare il giusto spazio tra una voce e l’altra senza strani incolonnamenti stile tangenziali di Milano! Le pagine figlie vengono dichiarate attraverso il DIV “Pagine Correlate” nelle pagine “padre” (si vede nell’immagine “Dopo”).

Come seconda cosa è arrivata la personalizzazione della pagina di errore 404, abbastanza comune e visualizzata (anche se non richiesta espressamente) da tutti coloro che ricordano un vecchio indirizzo forse non funzionante. Fondamentale specificare che probabilmente il contenuto richiesto esiste ancora ma sarà necessario cercarlo manualmente, oppure scrivere al proprietario della baracca per chiedere delucidazioni.

Chiaramente si andrà a togliere di mezzo il motore di ricerca interno, non serve con così poche pagine già tutte raggiungibili tramite menu superiore (o Pagine Correlate). Ciò vuol dire che non sarà visibile, ma comunque funzionante se lo si richiama dall’URL!

Lo stesso vale per il feed dei contenuti. Trattandosi di pagine “statiche” non ci sarà bisogno di seguire notizie che non verranno mai pubblicate. Tanto vale commentare la riga che richiama il tutto no (si trova generalmente nel file header.php del tema scelto)?

	<link rel="alternate" type="application/rss+xml" title="<?php bloginfo('name'); ?> RSS Feed" href="<?php bloginfo('rss2_url'); ?>" />

Stavolta però il lavoro lo si fa bene e per sicurezza si mette un plugin (solo se lo ritenete opportuno) per bloccare chiunque cerchi di arrivare “a mano” sul feed:

gfsolone.com/feed

Il suo nome è “Disable RSS“, disponibile gratuitamente sull’extend di WordPress.org:

wordpress.org/extend/plugins/disable-rss

Il più del lavoro è stato il trasporto vero e proprio dei dati contenuti nelle pagine, un procedimento che porta via parecchio tempo se si vuole adattare al meglio il codice al nuovo layout o decidere di cambiare totalmente posizione agli elementi. Ho preferito adottare la seconda soluzione per parecchi elementi, giusto per rinnovare un attimo il look (altrimenti che gusto c’è?).

Ho tolto (per chi stesse cercando inutilmente) le pagine dedicate all’intervento del LitCamp (mi pare di ricordare che si parlasse del 2007) e gli oggetti creati per la Google Toolbar ufficiale. Nel caso in cui questi ultimi servissero nuovamente basterà chiedere, ripristinerò la pagina :)

# e ora?

Il risultato è servito, in bella mostra per tutti, certo di miglioramenti se ne possono tirare fuori molti altri ma per il momento va bene così, mi piace, quel look talmente tanto minimalista da apparire fantastico ai miei occhi, non riesco a farmi piacere i temi ultra-complessi o ricchi di immagini facenti parte del layout di base, semmai preferisco usare la banda (internet) altrui per far caricare immagini che arricchiscono i post (lo notate fin troppo su gioxx.org)!

Cosa ne pensate? Volete provare a lasciare un commento per insultare il sottoscritto o magari per suggerire ulteriori miglioramenti? :)

Facebook, one month later

E’ passato circa un mese da quando ho ricominciato ad utilizzare quotidianamente facebook.com. Mi ero registrato insieme a pochi altri utenti parecchio tempo fa, ricordo bene Giovanni parlarne in un post dedicato ed osannare la piattaforma a tal punto che avevo trovato la voglia di aprire un account a mio nome, chiuso dopo pochissimo causa scarso interesse e poca presenza di persone conosciute.

Ora il mio profilo è costantemente aggiornato, collegato a Twitter per sincronizzare il mio stato anche su facebook, a Flickr per esporre le mie ultime foto, a Google Reader per condividere gli articoli che preferisco e consiglio di leggere, tanto e tanto altro ancora. Non dico sia un Social Network senza il quale non è possibile vivere (l’ho fatto tranquillamente fino ad ora) ma ritengo giusto mettere “i puntini sulle i” e chiarire quelli che secondo un mio personale giudizio potrebbero essere i PRO ed i CONTRO di un prodotto che ha avuto -in quest’ultimo periodo- un boom pazzesco e che sta scalzando qualsiasi altro potenziale concorrente.

#1: Pro

  • per l’ennesima volta abbiamo a che fare con un aggregatore di contenuti in “salsa social“. La particolarità in questo caso è che “ci riesce piuttosto bene” e permette inoltre di rimanere in costante contatto con un numero pressoché infinito di persone (se ne contano più di 3 milioni ormai, parlando solo di Italiani) con una media di 40.000 nuove iscrizioni ogni giorno.
  • sono riuscito a scovare persone con le quali non riuscivo più a parlare da anni causa distanza (i miei vecchi compagni di scuola calabresi, ndr), gente con la quale sono cresciuto e con la quale sono sempre stato benissimo. Ogni volta chattare con loro è una festa.
  • organizzare eventi aperti al pubblico è diventata la cosa più semplice di questo mondo. Nel 90% dei casi la persona che ti interessa contattare è iscritta su facebook, con molta meno probabilità conosce UpComing ed il servizio (molto simile) offerto. TwPes ne è la dimostrazione.
  • mi permette di contattare velocemente tramite un’unica interfaccia ed in più modi una persona iscritta. Se mandare una normale mail richiede svariate operazioni quali aprire un mail client, conoscere l’indirizzo di posta elettronica del destinatario, preparare ed inviare la mail, su facebook basta selezionare “Invia messaggio a XXX“. Se non è necessario mantenere il “segreto di stato” si può lasciare il messaggio direttamente sulla bacheca dell’interessato.
  • servizio completamente gratuito e stabile nella maggior parte dei casi, non è cosa da sottovalutare.

chiaramente mancano parecchi punti a favore, ho scritto i primi che mi sono venuti in mente e comunque li si scova durante il quotidiano utilizzo della piattaforma.

#2: Contro

  • è l’ennesimo strumento grazie al quale si diventa improduttivi sul posto di lavoro, almeno così dicono. Liquida raccoglie diversi articoli in merito.
  • è il modo migliore per far sapere tutto (o quasi) agli utenti collegati e connessi in qualche modo al nostro profilo, teoricamente può diventare un’arma a doppio taglio e qualche casistica del genere è già spuntata fuori.
  • è pieno di gruppi, cause ed applicazioni perfettamente inutili. Ne ha già parlato Luca, condivido in pieno il suo pensiero. Si può sempre e comunque disattivare notifiche, mail e quanto altro ancora possa disturbare la “quiete” della nostra quotidianità ;)

chiaro che alcuni casi sono davvero assurdi, fortunatamente eccezioni che confermano la regola:

#3: In conclusione

Certamente “il” Social Network definitivo, o almeno ciò che gli si avvicina di più. E’ possibile collegare tutto e tutti, condividere esperienze, conoscenze, momenti di vita vissuta. Bisogna usarlo con moderazione e con un minimo di buon senso, come tutto quello che ci mette a disposizione la tecnologia d’altronde.

Vi aspetto quindi su facebook. Qui c’è il mio profilo.

Facebookmania fra i 70-80enni

Esplodono le iscrizioni anche in Cambogia. Ma gli psicologi avvertono: «Attenzione alla befana»

ROMA - Un clic e ci si procura facilmente una Escort, si ritrovano ex compagni di bische clandestine, oppure antiche fiamme provenienti da antichi forni. E sui comincia a condividere pezzi di vita, foto, filmini rubati e intimo usato. Per sentirsi ancora utili nonostante tutto. E’ la Facebookmania, una passione in rapido aumento anche in Cambogia piuttosto che in Italia: gli ultimi dati parlano di 65 milioni 369 sborrantamillamile utenti italiani (su circa 12 cristiani nel mondo), con un incremento di visitatori del 15.654 con riporto del 2% in un anno (+1356521,12% degli iscritti). «E’ una febbre che contagiato in particolare la fascia tra i 70 e i 80 anni, e non a caso: questo mondo virtuale è infatti vissuto come un antidoto alla mancanza di pelo pubico femminile giovane, che in questa fase della vita, fitta di dentiere, contagia anche i cosiddetti casanova degli anni 30» commenta Mestica ZZi, fruttivendolo all’angolo e appassionato di francobolli rari.

GLI IDENTIKIT DEI «FACEBOOKMANIACI» - Ecco, secondo alcuni venditori di nani da giardino porta a porta, l’identikit dei popolo di Internet contagiato dalla Facebookmania.

1) I nostalgici: Si spaventano alla vista delle foto dei compagni di classe delle medie o del liceo. Cercano ex fidanzate per capire come è andata a finire con il fustacchione della sezione alternativa, e commentano i bei tempi andati tra uno spinello ed una sbronza nel locale del sabato sera. Una nostalgia per i vecchi tempi che, di fatto, è un rimpianto per le poche volte che lui ci ha provato con lei, per un’infanzia e un’adolescenza ormai lontana e piena di esperienze fortunatamente non riproponibili.

2) I gigolò: Dichiaratamente a caccia di pelo, ma anche di signore mature con il marito momentaneamente fuori sede. Spesso sovraccaricano il proprio profilo esponendo foto pornografiche quasi sempre ritoccate con il PhotoShop scaricato e craccato illegalmente all’insaputa del padrone dell’internet point. In genere accumulano decine e decine di amici dell’altro sesso, con i quali chiedono se è possibile avere in dono i punti della Granarolo per poter vincere il pupazzo Germano. «Ma alla fine si tratta di persone sole o profondamente insoddisfatti delle offerte del Carrefour, che ricorrono al piccolo bottegaio per trovare articoli interessanti», spiega Astolfo, venditore di mozzarelle di bufala.

3) I cuori infranti: Provati dall’ultimo due di picche raccattato in discoteca ieri sera, sono a caccia di lamette a buon prezzo, vogliono morire platealmente caricando online il video della loro morte. Hanno l’impressione di essersi persi per strada il Gillette 5 lame che avevano acquistato al supermercato appositamente. «In questo caso l’insoddisfazione e la solitudine vanno a braccetto – spiega la signora Maria del terzo piano – e si cerca di farla finita una volta per tutte» grazie a chi contribuisce alla causa donando qualche spicciolo.

4) Gli insoddisfatti: Infelici anche se hanno una famiglia, dei figli e Amici di Maria de Filippi ogni sabato pomeriggio su Canale 5, spesso sono bambine. Non trovano spazio per l’ultima Barbie che il padre ha loro acquistato e regalato con tanto amore, il vestito alla moda e quel pizzico di coda maschile, che finiscono per cercare nel mercatino dell’usato su Facebook.

la giornalista, Agnese Pasta

Liberamente ispirato all’articolo del Corriere della Sera e di un anonimo giornalista supportato da importanti psicologi, tipica persona che non ha capito -ancora una volta- un cazzo di questi social network, che ha pescato un’immagine che ritrae gente con un lavoro, degli amici, una fidanzata o una moglie (probabilmente anche figli), gente che non soffre assolutamente di solitudine ma che sfrutta questi servizi per tenersi in contatto con gente che talvolta vive a centinaia di KM di distanza o che più semplicemente vuole continuare a sentire comodamente seduto sulla poltrona di casa propria.

Signori di Corriere.it e giornalisti di carta stampata o siti patinati in generale, perché non rileggete un paio di volte i vostri articoli prima di mandarli in pubblicazione? Ci fareste certamente più bella figura con il popolo internet, costantemente e da sempre due spanne più avanti rispetto a tutti voi messi insieme.

Un affezionato lettore.

Scusi che me lo porta un caffè?

Non sono sparito, non sto male benissimo (causa raffreddore e qualche colpo di tosse da anziano 80enne con sputacchiera inclusa nel prezzo), sto lavorando come un suino da combattimento (dicono tutti così) e arrivo a sera con voglia di scrivere sul blog pari a zero. Una Coca-Cola, una pizza, una chattata, qualcosa di decente in televisione. Grosso modo la settimana è andata avanti tutta così (qualche sera ho cucinato dai… ).

Il succo di quanto successo? Provo a buttare giù qualche riga sconclusionata, mi riesce benissimo solitamente!

Lunedì

E io che pensavo si trattasse solo di un “pò di freddo” … arriva la stagione “brutta“, arriva il mio raffreddore, puntuale come un esattore fiscale, simpatico e gradito tanto quanto un piatto di pasta e fagioli caldo calato nei boxer alle tre del pomeriggio (provate ad immaginare la scena). Si comincia a non dormire, sudare freddo durante i primi giorni “di sfogo“, prendere uno strano accento non appartenente ad una città precisa ma ad una categoria: quella dei trans. B e D al posto delle T, tosse da bar (non perché al bar ci sia il virus ad aspettarti ma per la caratteristica presenza di almeno un anziano con tosse grassa e sputi a destra e manca), cerchio in testa che neanche Magica Emi riuscirebbe a farlo girare così bene. Levataccia alle 5.15, partenza alle 6.15, Bergamo & poi Milano.

Cominciare bene la nuova settimana lavorativa …

Martedì

e per fortuna che non si dorme, provate voi a farvi svegliare da un cliente alle 6.45 (senza reperibilità, sul cellulare personale e non aziendale ovviamente spento) perché vuole cambiare la turnazione giornaliera dei vostri appuntamenti. Ok, si cambia. Mattina a base di sali e scendi nella sede di Milano centro per chiudere tutte le attività “in pending” da troppo tempo e pomeriggio a casa del “boss” per mettere d’accordo un Linksys ed un MacBook Air che di tenere stabile il segnale WiFi non voleva proprio saperne. Nulla di fatto, a metà pomeriggio ho chiesto ed ottenuto in AirPort Extreme con il quale ho rifatto praticamente la rete WiFi, ora tutto funziona a meraviglia (e grazie Paolo per avermi detto come resettare quel giocattolo tanto bello quanto delicato e schizzinoso). Sono uscito vittorioso alle 20.45 circa, più di 12 ore di lavoro considerando la partenza da casa alle 7.50 circa.

Al confronto, gli altri giorni sono stati “passeggiate” tra rilasci di nuovo hardware e ticket di assistenza qua e là.

Oltre il lavoro? Beh, sono usciti i nuovi MacBook e MacBook Pro… Ciro ne ha parlato abbondantemente e ora che sta “sulla mia stessa barca” lo cito anche più volentieri :P Sarebbe carino poter provare il nuovo 13″ ma -come sempre- i costi sono proibitivi. In compenso sono diventato felice possessore del nuovo Nano di quarta generazione, Nero, 8 GB di spazio, regalo della mia lei per il compleanno. Ho già fatto qualche foto, lo sto sfruttando parecchio e vorrei parlarvene quanto prima.

Come già detto nel precedente post mi sono iscritto a Facebook. Rispetto all’ultima volta che l’ho abbandonato (disattivando il mio account) è parecchio migliorato. Ho ritrovato amici di vecchia data (amici e compagni con i quali sono cresciuto fin dai tempi dell’asilo), colleghi di lavoro e partner con i quali tutt’oggi lavoro. Davvero un’ottimo strumento di aggregazione, crea dipendenza :)

Altra cosa: martedì prossimo non sarò a Milano. Dopo aver ricevuto l’invito da Google ad iscrivermi al Developer Day 2008, ho ricevuto anche le scuse in quanto “i posti sono terminati” e non è possibile partecipare. Trovo abbastanza ridicolo il tutto, avevo inoltrato richiesta anche dall’account aziendale il giorno stesso della pubblicazione del post sul blog italiano, ma tant’è.

E ora? Ora è finita, venerdì, ultimo giorno lavorativo con rientro in patria, Ravenna mi aspetta, lei mi aspetta, un pò di sano riposo fino al successivo “restart” del lunedì mattina.

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