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Parlare di un prodotto antivirus non è mai cosa semplice. La sicurezza del client oggi non si limita al semplice “programma antivirus“, l’utente medio-basso è potenzialmente esposto a mille rischi più o meno riconoscibili “dall’odore” e un buon prodotto dovrebbe poter prevedere e prevenire ogni possibile tipo di attacco, nel 99% dei casi oggi giorno proveniente dalla rete (navigazione, posta elettronica, reti locali in azienda), nonostante le chiavi USB, i dischi esterni e supporti di memoria un pelo più vecchi mantengano sufficientemente alta la loro statistica.

Qualche giorno fa vi ho parlato di Kaspersky PURE 3.0, la nuova versione della suite russa che intende dedicare all’utente un intero ecosistema di protezione che spazia dal “semplice” antivirus al controllo dello stato di sicurezza della casa passando per la protezione degli acquisti online e la reazione più o meno immediata contro qualsiasi malware proveniente dalla rete.

In realtà la lista completa prevede le più avanzate tecnologie di “Internet Security“, il “Parental Control“, backup e ripristino dei dati delle proprie macchine (funzionalità non certo nativa dei prodotti antivirus ma offerta, un punto sicuramente a favore), un Password Manager per tenere al sicuro le proprie password e per poterle facilmente richiamare tramite browser, moduli di criptaggio dei dati, ottimizzazione del PC e -come già detto- la gestione centralizzata dei PC della rete domestica.

Installazione e prestazioni

Forse quello che i più dimenticano è la possibilità di rimanere costantemente aggiornati e protetti anche se non si ha a disposizione l’ultimo ritrovato della tecnologia. Per l’appunto, ho voluto installare PURE 3.0 su una macchina virtuale XP (più resistente di un albero sempreverde) con soli 512MB di RAM e senza alcuna limitazione disco (libero sciacallaggio delle risorse del mio portatile). Lo scopo è dimostrare che un prodotto ben studiato e “garantito” anche su macchine datate sia davvero in grado di girare senza alcun problema:

Ho già detto che la macchina di base aveva a sua disposizione solo 512MB di RAM vero? Certo è difficile trovare macchine così in giro ma ne ho viste tante in passato e continuano ad essercene ancora molte. Chiaramente in questa condizione si rende difficile la convivenza con il resto del software a bordo della stessa macchina, non tanto per l’occupazione disco quanto per la possibilità di convivere ed essere eseguito in contemporanea con Pure. Una volta installato e attivato il prodotto ho lanciato immediatamente il primo corposo aggiornamento che ha impiegato molto tempo per scaricarsi (dipende dalla vostra linea ADSL e dall’occupazione dei server di aggiornamento prodotto) e al primo riavvio per l’applicazione delle modifiche la macchina si è addirittura bloccata costringendomi al riavvio forzato. Non è affatto un buon inizio.

Console, comandi, integrazione

Console molto intuitiva e accessibile per ogni tipo di utente, funzioni di aggiornamento automatiche con la solita possibilità di forzarne l’avvio e una marea di opzioni aggiuntive che potrebbero sfuggire al controllo.

PURE 3.0 come ogni altro software Kaspersky installa all’interno dei browser dei componenti aggiuntivi che vanno ad integrare così alcune funzionalità proprie della suite. Chi utilizza come me una versione di Firefox non ancora Stabile (io sono sul canale Aurora, due release più avanti rispetto all’attuale Firefox rilasciato pubblicamente) non potrà utilizzare questi componenti aggiuntivi in quanto non ufficialmente supportati e non compatibili con la versione del browser, cosa che chiaramente non accade per Google Chrome o Internet Explorer (installati anche loro sulla stessa macchina virtuale.

Una perdita? Forse no. La tastiera virtuale, l’integrazione con il Password Manager o le funzioni di verifica dell’URL che si vuole andare a visitare hanno le loro alternative native e non (c’è persino un Anti-Banner che potrebbe sostituire AdBlock e simili, ndr). Tanto per capirci: la tastiera virtuale è fatta per evitare possibili Keylogger residenti sulla macchina che però dovrebbero essere intercettati dall’antivirus Kaspersky stesso, per il Password Manager esiste Keepass con i suoi componenti aggiuntivi o con le funzionalità integrate per l’auto-compilazione dei campi (nativa, senza alcuna installazione di ulteriore materiale) e per il controllo dei siti web vi ricordo che Firefox si appoggia al Safe Browsing di Google con un database molto più che aggiornato.

Parental Control

Una delle funzioni che ho preferito in questo software probabilmente. Senza star li a d inventarsi soluzioni home-made o cercare soluzioni alternative spesso complicate (ma delle quali comunque parlerò quanto prima, ndr) Kaspersky offre filtri di Parental Control già preconfezionati e la possibilità di realizzarne di propri per personalizzare al massimo l’utilizzo della macchina da parte dei membri della famiglia:

La password impostata per il Parental Control può essere immediatamente impostata anche ad altre porzioni del software, compresa la sua disinstallazione, a prova di figlio che decide di mettere fine alla presenza del prodotto sulla macchina (ammesso che gli abbiate lasciato un utente amministratore della macchina, ndr).

Social Network, applicazioni, file da scaricare o bloccare e molte altre informazioni che è possibile inserire / modificare / ritoccare rispetti ai profili suggeriti dal prodotto, il tutto assegnabile ad uno specifico utente della macchina. Molto comoda la possibilità di limitare l’utilizzo della macchina e di internet per ore totali, giorni e orari:

Bravi, molto ben realizzata, semplice da impostare ed immediatamente efficace, il rapporto che potrà essere visualizzato dall’amministratore completa un quadro già ben realizzato.

Gestione centralizzata della rete domestica

Quello che succede con le console di gestione centralizzata dell’antivirus nelle grandi aziende, in piccolo però:

L’idea di fondo è la stessa ed è chiaramente vincente. Se una sola macchina è in grado di monitorare e permettermi di accedere alla gestione della parte security delle altre perdo la metà del mio tempo e posso risolvere eventuali problemi con un paio di clic e senza le necessità di collegarmi da remoto (o fisicamente con monitor, tastiera e mouse) alla macchina interessata. Molto rapido nella ricerca (nell’immagine qui sopra si vede chiaramente la sola macchina virtuale ma ho avuto modo di provarlo anche in una rete con più macchine protette) e altrettanto nella reportistica / ricezione stato degli altri PC ed eventuali adeguamenti a decisioni della console centrale. Qualsiasi Pure 3.0 con la giusta password amministrativa può fare da ponte verso gli altri.

Strumenti aggiuntivi

Ovvero il coltellino svizzero in caso di necessità:

Impostazioni del browser (integrazione dei componenti, ecc.), Rescue Disk per avviare la macchina anche nel caso in cui ci sia qualche infezione che non permette il corretto avvio del sistema operativo (creando un apposito CD/DVD o chiavetta USB di boot), Risoluzione dei problemi post-infezione (per rimuovere ogni traccia) ed Eliminazione definitiva dei file (con più passaggi proprio per evitare che programmi appositi possano recuperare facilmente dati che si intendono cancellare definitivamente).

Costi e conclusioni

La licenza per un solo PC costa circa 60 euro (59,95), passando a quasi 80 (79,95) per 3 PC e 100 (99,95) per 5. Il pacchetto è acquistabile direttamente da kaspersky.com/it/pure. Senza infamia e senza lode ha i suoi pro e i suoi contro come per qualsiasi altro prodotto sul mercato.

Di sicuro Kaspersky offre maggiori strumenti che permettono all’utente di non passare da soluzioni alternative facendo risparmiare tempo e denaro, un punto a loro vantaggio, con una buona configurazione l’ho trovato persino accettabile e neanche troppo esoso ma ho preferito continuare a tenere bloccate le pesanti “infiltrazioni” all’interno di software terzi (come i browser) per evitare di appesantire ulteriormente sistema e navigazione, cosa mai buona per chi lavora tutto il giorno con quel tipo di strumenti, quasi a voler fare una “doppia scansione di tutto“.

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi i miei pensieri. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da Kaspersky. Ho potuto tenere la licenza fino al completamento dell'anno di abbonamento.

Ho avuto tra le mani Microsoft Surface (in versione RT) per qualche tempo, il nuovo tablet di Microsoft che sfida re iPad e qualsiasi altro concorrente in un mercato già in forte espansione (soprattutto negli ultimi tempi) e che non ammette né errori né compromessi proprio perché gli utenti vogliono poter lavorare in mobilità senza la necessità di un PC portatile. Vediamo insieme com’è andata :-)

Ah, prima di partire metto in chiaro una cosa che sfugge ancora a molti: è solo un tablet come tanti, uno della già lunga lista (almeno nella sua versione RT) e come tutti avrà pro e contro che si cuciono addosso alle necessità dell’acquirente.

La prima occhiata

In realtà la prima occhiata l’avevo già data all’evento di presentazione che Microsoft aveva organizzato qualche tempo fa a Milano.

In ogni caso è sempre bene “approfondire“. Surface RT si presenta in una elegante scatola che contiene al suo interno il tablet e la ormai famosa tastiera che farà anche da cover.

A tal proposito, personalmente ho apprezzato molto più la Type Cover rispetto alla scelta originale Microsoft. Se non ho tasti che posso sentir battere contro la plastica classica della tastiera l’abitudine gioca brutti scherzi e induce a pensare di non aver premuto correttamente qualche lettera. Chiaramente al confronto la nuova Touch Cover di Microsoft dallo spessore pressoché inesistente vince in fatto di design, comodità e praticità, la Type Cover potrà comunque essere tenuta a casa (o in ufficio) pronta per essere collegata al tablet (magari con l’aletta posteriore aperta per farlo assomigliare ancora più ad un vero portatile).

La robusta scocca della quale va molto fiera Microsoft è fatta di magnesio scuro e quel satinato le dona parecchio. Peccato per il peso, nonostante l’impegno posso assicurarvi che reggerlo può dare davvero fastidio al polso, non è certo una piuma, pesa più dell’iPad 3 tanto per farvi un’idea (nel caso in cui abbiate avuto modo di tenerlo in mano). Alla lunga stanca e l’utilizzo sul divano o nel letto (tipico per chi sceglie di prendere un tablet) è un pelo ostico, soprattutto per la scelta del giusto posizionamento. In ogni caso la sensazione è quella di robustezza e buona scelta dei materiali, magari non sarà il tablet da tenere nella borsetta ma ci si può anche passare sopra se questo non vi preoccupa.

Brillante, wide, sempre in landscape

L’ho notato immediatamente: la brillantezza del monitor e il fatto di nascere in 16:9 aiuta e migliora di molto l’esperienza di navigazione, la visione di contenuti multimediali, la videochiamata tramite il “pupillo di casa” (Skype, ndr), certo avrei preferito utilizzare il mio Firefox con preferiti sincronizzati e componenti aggiuntivi ma di questo parlerò nel paragrafo successivo, anche Internet Explorer 10 (non potendo avere altro, ndr) è una valida alternativa, un po’ come il dover utilizzare Safari su iPad.

Perché Landscape? Perché contrariamente al solito iPad o ad un qualsiasi altro tablet Android, Microsoft propone il suo unico “tasto” (è una piccola area sensibile al tocco) fronte macchina sulla parte inferiore del tablet a patto che questo venga tenuto –appunto– in orizzontale e non in verticale, anche perché questo sarebbe fortemente antiestetico e scomodo anche da reggere. Al contrario poggiarlo sul tavolo o sulla scrivania utilizzando l’aletta posteriore che permette di tenerlo nella giusta inclinazione è tutta un’altra cosa.

La migliore esperienza me l’ha data il nuovo Skype per Windows 8 (versione quindi per la nuova interfaccia e non per Desktop) in fase di videochiamata, dove la qualità video e audio viene ottimizzata molto per ottenere il miglior risultato tra massima fluidità e ottima qualità del video, la fotografia non rende giustizia, posso assicurarvelo:

Mi perdonerà il mio “anziano” se lo rendo protagonista non retribuito di questo articolo (si arrabbierà soprattutto per il non retribuito ;-). Ho notato qualche pecca solo nell’amplificazione dell’audio in ricezione. Se la persona dall’altro lato non è proprio vicina al microfono l’alzare completamente il vostro volume potrebbe non bastare nel caso in cui ci fosse un minimo rumore di sottofondo. Al contrario (stranamente, ndr) la stessa applicazione su iPad o Desktop sa far di meglio, evidentemente anche grazie all’hardware di base.

Quella sensazione di parziale libertà

Ce n’è un’altra di sensazione oltre quella di bellezza e nitidezza data dallo Skype in full screen, ed è quella della parziale libertà. Sia chiaro: Microsoft Surface RT è solo un altro tablet tra tanti, come abbondantemente sottolineato ad inizio articolo, bisogna ripeterselo in testa più e più volte per evitare di prenderlo e lanciarlo dalla finestra quando il processore Tegra alla base della versione RT non permetterà di installare nessuna applicazione all’infuori di quelle proposte nello store di Windows.

Si perché è chiaro: l’essere cresciuti con Windows ci mette tutti nella condizione del “posso installare quello che mi pare” e doversi limitare su Surface RT non è affatto semplice, almeno una volta proverete stupidamente a scaricare un eseguibile da installare su Desktop, ottenendo così il popup di errore e di obbligo a passare dallo Store, il quale ovviamente conta si moltissime applicazioni, ma è ricco inoltre di grandi assenze in attesa che le aziende e gli sviluppatori indipendenti vadano a colmare questa grave lacuna.

Niente di irrisolvibile in ogni caso, l’importante è aspettare e pensare che anche gli altri big di settore hanno avuto lo stesso problema in fase di avvio. Tanto per capirci: durante la mia fase di test prodotto ho utilizzato (e l’ho trovato molto valido, ndr) MetroTweet, giusto una manciata di giorni dopo Twitter ha lanciato l’applicazione ufficiale anche su Windows 8! :-)

Installazione, aggiornamento e rimozione delle applicazioni sono operazioni banali e così come vale per Apple o Google anche Microsoft richiederà l’utilizzo di un ID, quello Live per l’esattezza, lo stesso che avrete utilizzato in passato per collegarvi a MSN o passare a Skype in questi giorni, lo stesso di Outlook.com e di una miriade di altri servizi Microsoft, niente di nuovo fortunatamente!

Connessione wireless, bluetooth e USB

E’ fuori di dubbio che questo sia un punto di forza. Oltre lo standard che è ormai minimo sindacale su qualsiasi dispositivo trasportabile, Surface offre una porta USB che può essere sfruttata per collegare penne USB, dischi esterni, macchine fotografiche e molto altro ancora con la facilità d’importazione contenuti tipica di Windows. E nel caso in cui questo non bastasse, lo slot MicroSD per l’espansione di memoria vi convincerà con i suoi ulteriori 64 GB di spazio riservato in qualsiasi momento, una tra le cose più comode e uniche rispetto alla concorrenza.

In conclusione

La macchina fa la sua buona figura ma in ogni caso non la comprerei. Nonostante la presenza di Office 2013 on-board (il che non è affatto da sottovalutare) preferirei investire qualche soldino in più pur di andare sulla versione PRO che combina le qualità complessive di Surface RT con un Windows 8 ed un processore Intel i5 che permettono di installare qualsiasi applicazione di terze parti avendo inoltre delle prestazioni indubbiamente superiori al fratello minore: microsoft.com/surface/it-IT/surface-with-windows-8-pro.

Surface RT almeno nel mio caso non è il tablet adatto alla quotidianità, è meno supportato e meno comune (almeno per ora) di un iPad o di un Galaxy Tab (a livello di applicazioni intendo) e ha molto meno mercato, non basta l’Office a bordo per convincermi, contrariamente (come già detto) ad una macchina PRO che potrebbe trasformarsi in postazione di lavoro o tablet semplicemente staccando e attaccando la tastiera (oltre che il mouse in bluetooth o connesso alla porta USB del tablet, ndr).

Prima dell’addio

Per gli amici: “Come formattare un Microsoft Surface“. Dato che potrebbe capitarvi di voler vendere o regalare Surface RT, vi spiego come riportarlo allo stato “di fabbrica” così da non lasciar scappare via i vostri dati. Microsoft ha chiaramente previsto anche questo. Dalle impostazioni del sistema occorrerà andare in Generali quindi selezionare l’avvio avanzato di sistema (le fotografie sono state scattate al RT provato da me e tenuto in lingua inglese, ndr).

Quando richiesto occorrerà selezionare “Troubleshoot” (eliminazione / correzione del problema):

e procedere con un Reset della macchina perdendo così impostazioni e dati utente:

Il reset si compone di due passaggi e occorrerà prima prendere visione di quello che potrebbe accadere, quindi scegliere il tipo di reset da effettuare. Inutile dire che nel mio caso si è trattato del secondo:

Restart: fase 1 Reset: fase 2

All ready to go guys, We can start the process” o per meglio dire: premi il pulsante rosso e attendi il termine dell’autodistruzione:

Microsoft Surface partirà da una condizione di fabbrica, pronto per essere configurato come fosse la sua prima volta fuori dalla scatola. Giusto il tempo di impostare la lingua e l’account come succede per un qualsiasi Windows anche antecedente all’ultimo arrivato.

That’s all folks

Penso di aver fatto una sufficiente panoramica di pro & contro trovati, la mia esperienza è stata istruttiva e spero possa tornare utile a chi sta valutando l’acquisto del suo prossimo tablet. Fabio ha voluto sottolineare l’aspetto ludico collegato allo strumento, ne ha scritto pochi giorni fa su fuorigio.co, dateci un’occhiata magari :-)

Già che ci sono vi segnalo altri due articoli dedicati a Surface, li ha scritti Andrea: qui il primo, qui il secondo.

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi i miei pensieri. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da Microsoft. Tornato all'ovile.

Da quando ho cambiato disco fisso nel mio portatile di lavoro ho anche cambiato “vita“. Tutto più veloce, più immediato, più sopportabile quando si ha a che fare con molti programmi aperte e la continua necessità di accedere a dati nel disco.

Nerdlife

Il processo di spostamento dei dati dal vecchio disco SATA meccanico a quello a stato solido è stato estremamente semplice e sicuro, è un’operazione che spesso spaventa senza un preciso motivo perché si tende a pensare che i propri dati verranno persi. Dato però che avete in mano sia il vecchio che il nuovo disco questo pensiero dovrebbe automaticamente sparire, a meno di non gettare a terra l’attuale disco con tanta violenza e voglia di saltargli addosso per vendicarsi di tutte quelle volte che avete atteso i suoi comodi.

Preparazione al salto

Il vecchio disco ancora montato nel portatile (o nel PC fisso, perché no), una culla esterna collegata alla macchina in USB3 o e-Sata (o anche solo USB2) nella quale inserire il nuovo disco vergine o un box esterno che svolga lo stesso compito, l’importante è avere collegato entrambi i dischi alla stessa macchina contemporaneamente. Infine un Acronis che parta da CD o chiave che possa fare da mediatore dei dati tra le due parti, vi ho già parlato poco tempo fa di questo software.

portatile-culla

Riavviate la macchina facendola partire con Acronis True Image e selezionate la voce relativa alla clonazione dei dati. Potrebbe leggermente cambiare in base alla versione di CD (quindi di Acronis) utilizzata, ma tutto sommato il senso è sempre lo stesso (Clone Disk, ndr). Una volta confermata la sorgente e la destinazione dalla quale (e dove poi) copiare i dati fate partire il processo e portate pazienza, il tempo che impiegherà l’operazione è dettato dalla velocità di trasferimento dal primo al secondo disco, soprattutto per quello che riguarda il tipo di collegamento del secondo (in e-Sata ha impiegato poco meno di 20 minuti!):

acronis-clonazione

A processo terminato potrete smontare il vecchio disco e montare il nuovo come nulla fosse, avviando Windows questo funzionerà perfettamente, forse riconoscendo la presenza di un hardware differente (a me è capitato con l’utility di protezione disco di Intel, ndr) ma è un’operazione banale che verrà gestita automaticamente dal sistema e che potrebbe richiedere –nel peggiore dei casi– un riavvio della macchina.

Il risultato sarà immediatamente chiaro ai vostri occhi, un benchmark delle prestazioni disco vi chiarirà forse più le idee, la mia scelta è ricaduta su un Corsair Force 3 SSD da 240GB, questo è quanto:

Platform = Windows
 Version =
 Sub Version = Service Pack 1
 CPU = Intel(R) Core(TM) i5 CPU       M 520  @ 2.40GHz
 CPUArchitecture = X86
 Memory = 3509 MB
 Vendor = Corsair
 Model = Force 3 SSD
 Revision = 5.02
 Serial Number = 21029740000041596083
 Interface = RAID
 Cylinders = 29185
 Tracks/cylinder = 255
 Sectors/track = 63
 Bytes/sector = 512
 Capacity = 240054796800 (Bytes) = 223 (Gb)
 position   0.0 GB, speed    118.3 MB/s, seek time  0.858
 position   1.7 GB, speed    113.1 MB/s, seek time  1.107
 position   3.5 GB, speed    111.4 MB/s, seek time  1.133
 position   5.2 GB, speed    106.2 MB/s, seek time  1.114
 position   7.0 GB, speed    112.8 MB/s, seek time  1.050
 position   8.7 GB, speed    111.6 MB/s, seek time  1.160
 position  10.5 GB, speed    120.2 MB/s, seek time  1.133
 position  12.2 GB, speed    112.6 MB/s, seek time  1.027
 position  14.0 GB, speed    112.7 MB/s, seek time  1.027
 position  15.7 GB, speed    115.5 MB/s, seek time  1.030
 position  17.5 GB, speed    105.3 MB/s, seek time  1.047
 position  19.2 GB, speed    120.3 MB/s, seek time  1.067
 position  21.0 GB, speed    110.7 MB/s, seek time  0.966
 position  22.7 GB, speed    107.5 MB/s, seek time  0.959
 position  24.5 GB, speed    106.7 MB/s, seek time  1.203
 position  26.2 GB, speed    107.9 MB/s, seek time  1.052
 position  27.9 GB, speed    106.0 MB/s, seek time  0.956
 position  29.7 GB, speed    107.3 MB/s, seek time  0.831
 position  31.4 GB, speed    106.2 MB/s, seek time  0.820
 position  33.2 GB, speed    110.3 MB/s, seek time  1.020
 position  34.9 GB, speed    106.5 MB/s, seek time  1.036
 position  36.7 GB, speed    108.1 MB/s, seek time  1.119
 position  38.4 GB, speed    106.7 MB/s, seek time  1.084
 position  40.2 GB, speed    101.5 MB/s, seek time  1.088
 position  41.9 GB, speed    105.6 MB/s, seek time  1.162
 position  43.7 GB, speed    104.4 MB/s, seek time  1.129
 position  45.4 GB, speed    100.7 MB/s, seek time  1.088
 position  47.2 GB, speed    105.8 MB/s, seek time  1.134
 position  48.9 GB, speed    102.0 MB/s, seek time  1.150
 position  50.6 GB, speed    101.2 MB/s, seek time  1.010
 position  52.4 GB, speed    102.6 MB/s, seek time  1.089
 position  54.1 GB, speed     99.9 MB/s, seek time  1.075
 position  55.9 GB, speed    106.6 MB/s, seek time  0.969
 position  57.6 GB, speed    105.2 MB/s, seek time  1.118
 position  59.4 GB, speed    106.2 MB/s, seek time  1.049
 position  61.1 GB, speed    114.5 MB/s, seek time  0.760
 position  62.9 GB, speed    114.2 MB/s, seek time  1.082
 position  64.6 GB, speed    116.8 MB/s, seek time  1.077
 position  66.4 GB, speed    115.3 MB/s, seek time  1.008
 position  68.1 GB, speed    109.8 MB/s, seek time  1.023
 position  69.9 GB, speed    109.5 MB/s, seek time  0.863
 position  71.6 GB, speed    116.1 MB/s, seek time  0.995
 position  73.4 GB, speed    118.3 MB/s, seek time  1.111
 position  75.1 GB, speed    131.7 MB/s, seek time  0.766
 position  76.8 GB, speed    125.0 MB/s, seek time  0.827
 position  78.6 GB, speed    109.2 MB/s, seek time  1.024
 position  80.3 GB, speed    102.3 MB/s, seek time  1.086
 position  82.1 GB, speed    101.0 MB/s, seek time  1.185
 position  83.8 GB, speed    119.8 MB/s, seek time  1.071
 position  85.6 GB, speed    107.6 MB/s, seek time  0.798
 position  87.3 GB, speed    100.0 MB/s, seek time  1.420
 position  89.1 GB, speed    101.2 MB/s, seek time  1.059
 position  90.8 GB, speed    108.4 MB/s, seek time  1.116
 position  92.6 GB, speed    115.2 MB/s, seek time  1.062
 position  94.3 GB, speed    114.0 MB/s, seek time  1.061
 position  96.1 GB, speed    100.2 MB/s, seek time  1.042
 position  97.8 GB, speed    107.8 MB/s, seek time  1.067
 position  99.6 GB, speed    101.2 MB/s, seek time  1.053
 position 101.3 GB, speed    105.4 MB/s, seek time  0.983
 position 103.0 GB, speed    118.8 MB/s, seek time  0.850
 position 104.8 GB, speed    100.9 MB/s, seek time  1.050
 position 106.5 GB, speed    120.3 MB/s, seek time  1.189
 position 108.3 GB, speed    118.2 MB/s, seek time  1.246
 position 110.0 GB, speed    113.5 MB/s, seek time  1.097
 position 111.8 GB, speed    118.7 MB/s, seek time  0.905
 position 113.5 GB, speed    131.8 MB/s, seek time  0.759
 position 115.3 GB, speed    131.8 MB/s, seek time  0.712
 position 117.0 GB, speed    125.8 MB/s, seek time  0.888
 position 118.8 GB, speed    132.3 MB/s, seek time  0.992
 position 120.5 GB, speed    132.5 MB/s, seek time  1.067
 position 122.3 GB, speed    131.6 MB/s, seek time  0.784
 position 124.0 GB, speed    131.3 MB/s, seek time  0.860
 position 125.7 GB, speed    127.2 MB/s, seek time  0.856
 position 127.5 GB, speed    134.3 MB/s, seek time  0.861
 position 129.2 GB, speed    128.1 MB/s, seek time  0.574
 position 131.0 GB, speed    130.8 MB/s, seek time  0.855
 position 132.7 GB, speed    134.4 MB/s, seek time  0.750
 position 134.5 GB, speed    127.6 MB/s, seek time  0.798
 position 136.2 GB, speed    130.6 MB/s, seek time  0.774
 position 138.0 GB, speed    136.3 MB/s, seek time  0.817
 position 139.7 GB, speed    129.9 MB/s, seek time  0.765
 position 141.5 GB, speed    126.2 MB/s, seek time  0.962
 position 143.2 GB, speed    132.2 MB/s, seek time  1.110
 position 145.0 GB, speed    135.9 MB/s, seek time  0.864
 position 146.7 GB, speed    131.6 MB/s, seek time  0.883
 position 148.5 GB, speed    130.2 MB/s, seek time  0.809
 position 150.2 GB, speed    133.3 MB/s, seek time  0.828
 position 151.9 GB, speed    131.4 MB/s, seek time  0.588
 position 153.7 GB, speed    126.2 MB/s, seek time  0.840
 position 155.4 GB, speed    129.2 MB/s, seek time  1.035
 position 157.2 GB, speed    127.6 MB/s, seek time  0.900
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 position 221.8 GB, speed    132.2 MB/s, seek time  0.757
 ReadPerSecondAvg: 119.239 MB/s
RandomSeekTimeAvg:  0.938 ms

Non riuscirei a tornare al vecchio disco per nulla al mondo, farete presto l’abitudine alla novità e non vi accontenterete di meno pretendendo sempre la stabilità e la rapidità che avete appena guadagnato con un investimento più che giustificato.

Effetti collaterali

Come ogni medaglia anche questa ha una seconda faccia e potreste incorrere in alcuni effetti collaterali. Nessun dato perso, solo un paio di seccature che appunto qui:

  • iTunes: ho dovuto autorizzare nuovamente la macchina ad effettuare il download dei dati (musica e applicazioni) con il mio account. Cambiando Hardware-ID è evidente che il software di Apple abbia voluto far pesare la cosa, problema risolto in meno di un minuto;
  • FlashFXP (client FTP): ha perso il codice di registrazione che avevo precedentemente immesso ed attivato. Ho cercato nuovamente la chiave nella mia posta elettronica, copiata e incollata nel box apposito, il programma è tornato a funzionare perfettamente. Problema risolto in meno di due minuti.

Due (e sottolineo due) soli problemi su un intero sistema ricco di personalizzazioni e applicazioni, risolti entrambi in meno di cinque minuti, pensate possa essere sufficientemente sopportabile per voi? :-)

Buon lavoro!

BlackBerry 6Lo so che è uscito BlackBerry 10 e che ormai i vecchi dispositivi della società sono acqua passata, eppure li fuori ci sono tanti utenti che desidererebbero aggiornare il proprio dispositivo almeno all’OS 6, ultimo disponibile per la serie Bold 9700 di cui vi ho parlato anche in passato.

Nel mio precedente articolo manca però una possibile procedura di aggiornamento, quella “forzata“, necessaria per tutti coloro che non sono associati ad un server BES o non hanno alcuna sottoscrizione presso il proprio carrier telefonico. Difficile trovarne ma ce ne sono e hanno tutti lo stesso problema: non possono aggiornare il sistema tramite software ufficiale proprio perché non associati all’abbonamento.

Il mio caso? Un BlackBerry ex-aziendale del quale l’utente non ricordava più la password e dissociato dal server BES. Unica soluzione? La formattazione completa del dispositivo che una volta “vergine” avrebbe potuto ospitare un sistema 6 pulito, ecco quindi come fare.

Download del sistema

Dalla pagina na.blackberry.com/eng/support/downloads/download_sites.jsp occorrerà selezionare l’operatore quindi il dispositivo dove installarlo. A quel punto nella pagina comparirà l’elenco delle versioni disponibili. Inutile dire che conviene prendere l’ultima rilasciata e attendere che il download termini.

Backup & Go

ATTENZIONE: Prima di cominciare vi ricordo che è importante effettuare un backup del vostro dispositivo per scongiurare qualsiasi perdita di dati non voluta. Utilizzate il Desktop Manager di BlackBerry per portare a termine l’operazione.

Installate ora il pacchetto precedentemente scaricato, basta il classico doppio clic seguito poi dall’avanti-avanti fino alla fine ;-)

Ora va scaricato un piccolo tool gratuito che permette di effettuare diverse operazioni sui BlackBerry, tra le quali un paio che servono per portare a termine questo lavoro: BBSAK BlackBerry Swiss Army Knife (bbsak.org/download.php). Installatelo e tenete connesso il vostro BlackBerry, all’avvio vi verrà chiesta la password di blocco tastiera (ammesso che ci sia, lasciate il campo vuoto se non ne usate una).

La prima operazione da fare sarà quella di rimozione completa del sistema operativo (Wipe Device), seguita a ruota dal caricamento del nuovo OS (Load OS) che avete precedentemente scaricato e installato sul vostro Windows, come da immagini:

BBSAK: Wipe del dispositivo BBSAK: Load OS Image

La prima operazione richiederà del tempo, portate pazienza fino alla fine, al termine il BlackBerry vi mostrerà la classica schermata bianca di errore perché non riuscirà più a trovare il sistema operativo a bordo:

BlackBerry Bold 9700: Nessun OS a bordo

La seconda farà partire a video una richiesta per individuare il sistema da caricare all’interno del dispositivo. Dovrebbe trovarne giusto uno, quello che avete precedentemente scaricato e installato:

BBSAK: OS da caricare

Non resta quindi che confermare con “Load OS” per far partire le schermate di scelta moduli e installazione ufficiali BlackBerry, nelle quali dovreste inserire la configurazione che più preferite.

BlackBerry OS 6: scelta moduli di installazione

Questa la mia: Sistema, Applicazioni principali, supporto input per l’italiano, elenchi di parole supplementari in italiano, BlackBerry App World, BlackBerry Application Center, BlackBerry Maps, Email Setup, Facebook, Feed sociali, Google Talk, Twitter, YouTube, Documents To Go. Ho rimosso BlackBerry Podcasts, Windows Live Messenger e Yahoo Messenger.

BlackBerry OS 6: conferma della scelta BlackBerry OS 6: installazione

Alla fine del lavoro il BlackBerry verrà riavviato e potrete utilizzare il nuovo sistema.

BlackBerry 9700: OS 6 caricato.

Buon lavoro! :-)