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Il browser in cassaforte: Mozilla Plugin Check

Di Mozilla Plugin Check se ne era già parlato qualche tempo fa, un tool web nato per cercare di arginare il problema dei plugin installati sul browser e mai più aggiornati, falle di sicurezza che permettono a malintenzionati di mandare in crash il browser facendoci perdere del tempo e mettendo a rischio il lavoro aperto (e magari non salvato). Uno strumento semplice da utilizzare e alla portata di chiunque.

A partire dal 11 maggio Mozilla ha deciso di dare a tutti gli utilizzatori del web la possibilità di effettuare un pit-stop e controllare che sotto al cofano i plugin siano in ordine e godano di buona salute, per una migliore e più sicura navigazione nella miriade di siti web che ciascun navigatore può raggiungere comodamente da casa, dall’ufficio, in mobilità.

L’articolo è stato pubblicato su Wired.it, ormai una seconda casa dove parlare di tecnologia alla portata di tutti :-)

wired.it/news/archivio/2010-05/14/mozilla-plugin-check-browser-sempre-aggiornato.aspx

Buona lettura!

Chrome & ChromePlus: l’approdo di ABP X Files

Avete presente quel browser di Google tanto bello, tanto veloce, tanto fico ultimamente? Parlo chiaramente di Chrome, quello che -seppur senza estensioni serie (almeno per il momento)- sta pian piano guadagnando terreno “rubando” statistiche a Internet Explorer, Firefox e quel poco che c’è in giro di Opera. Iscrivendovi al canale sviluppatori, riuscirete a ottenere aggiornamenti di release che permetteranno di installare piccole estensioni che migliorano la qualità della navigazione, come succede già da diverso tempo con Mozilla Firefox.

Ho avuto modo di mettere le mani sull’estensione AdBlock che -dopo un primo periodo a porte chiuse- ora permette di modificare le sottoscrizioni a liste pubbliche di blocco pubblicità. Inutile dire che finalmente ABP X Files può lavorare correttamente anche con Google Chrome quindi! :)

Approfitterò dell’articolo anche per parlarvi di ChromePlus, un Google Chrome modificato e migliorato, rilasciato gratuitamente.

ABP X Files su Google Chrome

Per poter portare la mia lista su Google Chrome, sarà necessario sottoscrivere il canale sviluppatori (come già detto prima). Farlo è semplice. Scaricate l’installer di Google Chrome che si appoggia al canale interessato, installate, vivete felici!

google.com/chrome/eula.html?extra=devchannel

Una volta terminata l’installazione potrete visitare la pagina dedicata al plugin AdBlock e installarlo:

chrome.google.com/extensions/detail/gighmmpiobklfepjocnamgkkbiglidom

A questo punto basterà selezionare il pulsante Personalizza e scegliere la voce Estensioni. Selezionare quindi Opzioni in corrispondenza di AdBlock e aggiungere la lista pubblica nell’URL personalizzato:

Inserisci l'URL personalizzato e seleziona Subscribe!

L’indirizzo è sempre quello: http://mozilla.gfsolone.com/filtri.txt

Potreste togliere in tutta tranquillità “Chrome AdBlock custom filters” e “EasyList” per evitare di rallentare troppo l’elaborazione delle informazioni (con conseguente blocco della pubblicità) durante la navigazione, a voi la scelta :)

Dubbi? Perplessità? Malfunzionamenti? Area commenti e ticket di assistenza sono a vostra disposizione!

ABP X Files su ChromePlus

ChromePlus è un derivato del progetto Chromium, integra alcune funzionalità in più non previste nel canale stabile dell’applicativo originale di Google, almeno per il momento:

ChromePlus has all the functionalities that Google Chrome has. More, ChromePlus added some useful features such as Mouse gesture, Super drag, IE tab, etc. Meanwhile, ChromePlus is free with no function limitation and you can use ChromePlus to surf the internet in any case.

ChromePlus

L’installer (e lo Zip per chi non vuole o non può installarlo sul disco fisso) è disponibile gratuitamente all’indirizzo:

chromeplus.org/download.html

Da qualche tempo (dall’inizio dello scorso mese) lo sviluppatore a capo del progetto ha incluso ABP X Files nelle possibili sottoscrizioni AdBlock del suo browser grazie al suggerimento di un utente del suo forum: forum.chromeplus.org/viewtopic.php?f=2&t=455

Così ora -semplicemente installando ChromePlus- si potrà avere a disposizione la X Files costantemente aggiornata, con il minimo sforzo dell’utente finale! :)

Per poter sottoscrivere ABP X Files bastano due semplici operazioni. Dal pulsante Personalizza del browser scegliere ChromePlus Options Page:

Opzioni di ChromePlus

selezionare quindi la voce Adblock Options sulla sinistra e scegliere poi la sottoscrizione “Italian list + EasyList” nel box Subscriptions:

ABP X Files su ChromePlus

La EasyList -nonostante venga citata nella voce di sottoscrizione- non è inclusa in ABP X Files. Non temete, su Firefox è esclusa allo stesso modo. Bastano e avanzano i filtri proposti da X Files per ottenere una navigazione pulita e gradevole. Nel caso in cui manchi qualcosa o notaste dei malfunzionamenti potete aprire un ticket di assistenza o usare l’area commenti di questo post :)

Mi pare ci sia tutto, a questo punto toccherà a voi scegliere il browser da utilizzare :)

Buon lavoro!

Google Chrome: setup offline

Ad alcuni di voi potrebbe tornare maledettamente utile come è successo a me stamane: dovendo scaricare Google Chrome 3 dal sito ufficiale su un PC con proxy aziendale particolarmente blindato, ho avuto serie difficoltà durante l’utilizzo del “downloader“, il piccolo client attraverso il quale viene scaricata la “parte restante del software“.

Visto che non voleva saperne di collaborare ho cercato un installer offline che potesse farmi saltare la fase che non piaceva ai filtri aziendali. Potete fare lo stesso con questo link diretto, attualmente funzionante:

dl.google.com/chrome/install/195.21/chrome_installer.exe

Se non dovesse funzionare trovate Chrome 3.0.195.21 anche su GxWare:

downloads.gxware.org/index.php?dir=google/&file=chrome_installer.exe

Buon download e buona navigazione :)

Google Chrome: Focus

Si parte linkando questo, questo e anche questo, magari inserendo anche questi due. Si tratta di puntamenti a BlogBabel e Wikio riguardanti le discussioni su Chrome nella blogosfera, sono tantissime. Io sono solo una delle ultime ruote del carro che ha preferito (così come altri “colleghi”) testare la piattaforma, cercare di capirne bene il funzionamento per poi buttare giù qualche impressione. Focus quindi su Google Chrome, ultimo tra i browser, non per validità ma per anno di nascita.

Cos’è

In questo caso torna parecchio utile il blog italiano di Google, dove è stato da poco pubblicato un articolo tradotto dall’ufficiale americano:

Da un punto di vista estetico, abbiamo progettato una finestra di navigazione dal look semplice e lineare. Per molti, infatti, il browser è soltanto uno strumento per accedere a ciò che conta davvero: le pagine, i siti e le applicazioni che costituiscono l’essenza del Web. Proprio come la classica home page di Google, Chrome è veloce ed essenziale. Non intralcia l’esperienza di navigazione e ti porta esattamente dove vuoi andare.

Da un punto di vista tecnico, siamo riusciti a gettare le fondamenta di un browser in grado di eseguire le più avanzate applicazioni web in modo ottimale. Mantenendo le schede in ambienti isolati, abbiamo fatto in modo che qualsiasi anomalia all’interno di una scheda non pregiudicasse il funzionamento delle altre, e siamo riusciti a fornire una protezione più efficace contro i siti pericolosi. Abbiamo aumentato la velocità e la rapidità di risposta su tutti i fronti. Inoltre, abbiamo realizzato un potente motore JavaScript, denominato V8, in grado di far funzionare le applicazioni web di prossima generazione, impossibili da eseguire con gli attuali browser.

Ma questo è solo l’inizio: Google Chrome è tutt’altro che un progetto terminato. Abbiamo rilasciato questa versione beta per Windows con l’intento di allargare la discussione e ricevere i commenti e le opinioni degli utenti il prima possibile. Stiamo lavorando per realizzare le versioni per Mac e Linux e continueremo a lavorare per rendere il browser sempre più veloce e stabile.

Come lo si ottiene

Gratuitamente, disponibile -almeno per ora- solo per sistemi Windows. L’installer parte in automatico (se il sistema di base è XP) o si scarica manualmente sulla macchina (con Vista) facendo visita alla pagina (e confermando a video la scelta) google.com/chrome.

L’installer occupa circa 400 KB ma a sua volta scarica tutto il necessario dai server Google arrivando a sfruttare circa 40 MB di spazio su disco. Allo stato attuale il setup completo si trova su un server di Google Video, così come per Google Gears (Wireshark aiuta in questi casi) ma l’installer fa richiesta di dati (in fase di avvio) agli indirizzi tools.google.com/service/update2 & cr-tools.clients.google.com/service/check2, molto probabilmente per verificare che ci siano versioni aggiornate.

Installazione e primo avvio

L’installazione viene effettuata automaticamente e non c’è bisogno di interazione alcuna. Al primo avvio la schermata si presenterà grosso modo come quella “catturata” nei miei screenshots:


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Contrariamente ad una qualsiasi installazione standard, Google Chrome andrà a prendere possesso della cartella:

“C:\Documents and Settings\UTENTE\Impostazioni locali\Dati applicazioni\Google\Chrome\Application\”

Nella stessa cartella sarà possibile trovare i dizionari utilizzati, i plugin e dll utilizzate dal programma. Salendo di un livello si scopre la cartella User Data, contenente il profilo dell’utilizzatore dell’applicativo:


Directory di C:\Documents and Settings\Administrator\Impostazioni locali\Dati applicazioni\Google\Chrome\User Data\Default

03/09/2008  11.46    <DIR>          .
03/09/2008  11.46    <DIR>          ..
03/09/2008  11.02            49.152 Archived History
03/09/2008  11.06    <DIR>          Cache
03/09/2008  11.43             8.192 Cookies
03/09/2008  11.46             4.229 Current Session
03/09/2008  11.42            98.304 History
03/09/2008  11.02            36.864 History Index 2008-06
03/09/2008  11.42            90.112 History Index 2008-09
03/09/2008  11.22             3.323 Last Session
03/09/2008  11.02    <DIR>          Plugin Data
03/09/2008  11.46               873 Preferences
03/09/2008  11.35            45.056 Thumbnails
03/09/2008  11.46           131.072 Visited Links
03/09/2008  11.04            36.864 Web Data
11 File        504.041 byte

Ipoteticamente parlando è possibile quindi andare a creare nuovi profili o, nel caso in cui si danneggi l’attuale, cancellare la cartella e farne ricreare una nuova a Google Chrome come succede con Firefox.

La macchina utilizzata

Ho fatto tutti i test su una piccola macchina virtuale Windows XP Professional SP2, tenuta aggiornata (via Microsoft Update), protetta da AVG Free 8. Queste le caratteristiche:

  • CPU 1.86 GHz Intel Celeron
  • RAM 600 MB dedicati
  • Disco C da 2 GB, disco D (dati) da 4 GB. Chrome si è installato su C:

Erede della comodità

Chrome cerca di prendere solo il meglio offerto dagli altri browser già da tempo disponibili sul mercato. Impossibile quindi non accorgersi di una gestione di plugin aggiuntivi e voci di menu pressoché identica a quella di Firefox, uno stile estremamente minimale da tempo incluso in Internet Explorer e qualche piccola comodità concessa dall’interfaccia di Opera. Safari protagonista solo ed esclusivamente per il motore di rendering utilizzato: WebKit.


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Il dover confermare con un solo click l’installazione del plugin resta una tra le comodità più apprezzate del browser di casa Mozilla, la pagina viene chiaramente ricaricata in modo automatico a fine installazione. Nella terza schermata è possibile notare come le voci di menu siano quasi del tutto identiche a Firefox.


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Se l’utilizzo del browser diventa intensivo, questo impara a conoscere il proprio “padrone” e proporgli ciò che più -ipoteticamente- gli fa piacere. Aprendo infatti una nuova scheda (sia essa accorpata ad una precedente o meno) verrà proposto “un limbo” di strumenti e collegamenti che potrebbero aiutare l’utente a muoversi nel web: una ricerca con Google, i segnalibri, i siti più visitati.

Spostandosi poi nella cronologia completa si ottiene un elenco puntato molto ben strutturato che ci ricorda (anche visivamente per mezzo delle favicon) a cosa abbiamo fatto visita giorno per giorno. Nel caso in cui si tratti di una installazione pulita del browser, la cronologia apparterrà ad un altro browser precedentemente installato sulla macchina. Nel mio caso ho effettuato l’importazione da Firefox.

Ultimo piccolo dettaglio da non sottovalutare mai: la possibilità di aprire una nuova scheda “clonandola” da una qualsiasi altra già aperta nel programma. In Firefox, giusto per completezza di informazione, sarebbe necessario installare un’apposita estensione che propone la funzione basterebbe tenere premuto CTRL e trascinare la scheda (nella barra delle tab, grazie Sandro!).

Configurazione minimale

Sarà forse a causa della sua prematura uscita, sarà forse perché il web non necessita di troppi giri “di parole e configurazioni“, Google Chrome riduce al minimo la parte dedicata alle preferenze impostabili / modificabili dall’utente finale. Selezionando infatti il piccolo pulsante raffigurante una chiave inglese e subito dopo “Opzioni“, si entrerà nello spartano pannello di controllo dell’applicazione. Voci che riprendono parte del pannello di Firefox, molta poca roba davvero editabile, utilizzo di un linguaggio “ggiovane, come piace a noi” (da leggere con marcato accento romano). Se non sei nerd non toccare nulla, potresti scottarti:


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La cosa strana e da non tralasciare è il fatto che Chrome si appoggi completamente alle “Opzioni internet” di Windows non consentendo di fatto una modifica manuale della configurazione proxy, esclusioni e altro ancora. Questo può essere particolarmente comodo quando si decide di utilizzarlo come browser principale del sistema, ma nel caso in cui io debba utilizzare differenti impostazioni?

Sicurezza e privacy

Così come per Internet Explorer 8 (ancora in beta 2, a breve la recensione) anche Chrome integra una particolare modalità di funzionamento chiamata “Navigazione in incognito” attraverso la quale sarà possibile distruggere cronologia, password utilizzate e cookie semplicemente chiudendo la finestra tenuta aperta durante “la permanenza sul web“. Nel caso in cui non ci si ricordi di utilizzare tale modalità, sarà sempre possibile andare a modificare i dati conservati dal browser o cancellarli tutti dall’apposita voce di menu.


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Indubbiamente una feature comoda facilmente emulabile in altri browser (e prendo ad esempio costante Mozilla Firefox) abilitando la cancellazione dei contenuti salvati all’atto della chiusura del browser, come tanti già fanno.

Primi incidenti di percorso

E’ di ieri mattina la notizia che Google Chrome è vittima dello stesso identico tipo di problema che afflisse Safari qualche tempo fa. A far da eco, sempre tra i siti di informazione italiana, WebNews (blog di HTML.it) che poche ore dopo pubblica qualche dettaglio in più: Chrome, ed è subito vulnerabilità.

Da li a tirare fuori una stupida stringa di exploit ci vuole davvero poco: milw0rm.com/exploits/6355

Effettivo risparmio di memoria?

In parte vero, in parte no. Teoricamente Google Chrome gestisce ogni scheda come se fosse un processo separato (basta lanciare il Task Manager e dare una occhiata a quanti chrome.exe sono aperti e funzionanti), strategia per la quale è sempre possibile (secondo Google) chiudere una eventuale scheda bloccata senza intaccare il corretto funzionamento del programma e la stabilità delle altre schede.


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Ottima pensata, ottimo spunto -magari- per un Firefox che gestisca al meglio la memoria RAM della macchina che lo ospita, non sempre vantaggioso per l’hardware utilizzato. Lo stesso Matteo, durante i suoi test, ha misurato un maggior quantitativo di ram utilizzata da Chrome rispetto a Firefox con lo stesso numero di tab aperte. Giovy lo segue a ruota con le sue ottime FAQ dove ribadisce il concetto: Hai provato ad aprire più schede e vedere QUANTI processi chrome.exe hai in memoria e fare la somma? No? Male….

Tra sviluppo & Apps

Indubbiamente Chrome, nato per “la migliore integrazione tra web apps e browser“, è veloce nell’esecuzione di codice JavaScript, perfetto per WordPress e altre applicazioni web grazie all’utilizzo (nativo) di Google Gears, lo stesso plugin attraverso il quale si vivrà un’ottima esperienza anche con Google Docs e altre applicazioni di Big G.


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Basandosi poi sull’ottimo riscontro che Firefox ha raccolto grazie all’estensione Firebug, molto nota tra gli sviluppatori Web, Chrome integra un piccolo debugger raggiungibile dal menu Pagina (primo dei due bottoni laterali sulla destra), Opzioni per sviluppatori, Console JavaScript. Ancora immaturo rispetto al fratello più grande, chiaro, ma occorre ricordare che si tratta di un rilascio ancora beta.

In conclusione

Beta, non c’è molto da aggiungere. Sicuramente migliorabile, ha futuro (avrei detto “potrebbe avere” ma visto il marchio e tutto ciò che farà per “spingerlo” …) per l’estrema semplicità della sua interfaccia grafica adatta anche a chi non sa muoversi nel web e / o non può vantare esperienza nell’utilizzo del PC. Forse non troppo azzeccata la scelta del logo (concordo con Alessandro in questo caso), una licenza che lascia ampio spazio a dubbi, perplessità e facce sconvolte gratuite. Dema segnala poi un’anomalia alquanto ridicola: non supporta i feed RSS, proprio Google che ha tra i prodotti di punta il suo Reader!

Per il momento non è assolutamente in grado di sostituire nessuno tra i browser più conosciuti. Un domani, molto probabilmente, lo troveremo tra le prime posizioni dei prodotti che vogliono togliere fette di mercato a Internet Explorer sul territorio Windows (e Safari su Apple), ottimo magari come secondo browser affiancato al panda … :)

Cheers.

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