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Proprio così. Amazon allarga il bouquet di servizi messi a disposizione degli utenti, introducendo il loro servizio di streaming video, Amazon Prime Video, ritagliandosi (ci prova, solo il tempo ci dirà se ci riuscirà o meno) il suo piccolo spazio tra i grandi player di settore, come Sky, Mediaset, Netflix ma non solo. Il tutto risponde all’URL primevideo.com.

Amazon Prime Video approda in Italia

Amazon Prime Video

Sbloccato per l’Italia e per ulteriori 199 paesi (noi facciamo parte dei 200 totali, tanto per dirla in altra maniera) solo qualche giorno prima di Natale, vanta serie televisive originali e film concessi in licenza. Interfaccia non ancora localizzata (è in inglese, nda), propone però sottotitoli e doppiaggio anche in italiano (per buona parte del catalogo, non ancora per tutto).

Come ogni servizio di streaming attualmente disponibile sul mercato, propone un periodo di prova gratuita (7 giorni, contrariamente al mese proposto da Netflix per esempio), un prezzo mensile di 5,99€ (ma per i primi 6 mesi di abbonamento potrai usufruire di uno sconto del 50% e pagare 2,99€), compreso invece (e quindi a costo zero, per il momento) per gli utenti Amazon Prime. Dubito fortissimamente possa rimanere tale per molto tempo, in America l’abbonamento Prime di Amazon include altri servizi e arriva a costare quasi 100$ all’anno (qui da noi si arriva a malapena ai 19,90€).

Cosa serve

Una connessione a banda larga da almeno 900 Kbit/s, anche se i contenuti in HD necessitano almeno di 3.5 Mbit/s. Servirà un tablet o uno smartphone, ma anche un televisore che possa sfruttare l’app scaricabile dal proprio store, o magari una console (e relativo store anche in quel caso, anche se su One non è ancora disponibile nello store Microsoft italiano e si è costretti a passare da un’alternativa, come quella US). È chiaro che l’obiettivo finale di Amazon (come è stato per i competitor in passato) è rendersi disponibile ovunque, su ogni dispositivo.

Amazon Prime Video approda in Italia 1

Di base si può utilizzare Amazon Prime Video su ogni browser: da Firefox a Chrome, passando per Internet Explorer e qualsiasi altra alternativa compatibile HTML5, o almeno in grado di eseguire Silverlight (5.1 o superiore). Su mobile è necessario almeno Android 4 o iOS 8, sono compatibili (manco a dirlo) i tablet Fire della stessa Amazon.

Amazon Prime Video
Developer: AMZN Mobile LLC
Price: Free
Amazon Prime Video
Price: Free

Se invece hai un televisore connesso a internet puoi pensare di scaricare direttamente su di lui l’applicazione (Samsung conferma la compatibilità con i modelli 2015 e quelli 2016 con sistema operativo Tizen. LG conferma la compatibilità con le serie G6, E6, C6, B6, UH9500, UH8500, UH7700, UH7500, UH 6500, UH 6300, UH 6100 con a bordo WebOS 3.0, e le serie EG960V, EF950V, EG920V, EG910V, UC9V, UB980V, UF950V, UG870V, UF8507, UF7787, UF7767, UF6807, UF6407, LF652V, LF630V, UF776V, UF850V del 2015 che sfruttano ancora WebOs 2.0).

Peccato che

Nonostante la compatibilità con così tanti dispositivi, non potrai utilizzare direttamente AppleTV o ChromeCast. Già solo questa pecca vale tutta la candela e abbassa drasticamente il giudizio finale del servizio, almeno per quanto mi riguarda.

Così facendo, viene completamente a meno la qualità video pensata per il servizio: si parte dalla qualità DVD di base (576p), che viene automaticamente alzata fino a 2160p (corrispondente all’UltraHD) e supporto HDR, ammesso che tu abbia a disposizione una connessione in grado di sopportare un carico di 15 MBit/s (nulla di inarrivabile per la fibra ottica, forse meno per chi sfrutta le classiche 20 Mbit/s in rame). In mezzo troverai anche la più abbordabile 1080p (Blu-Ray), anche con audio in multi canale 5.1 e non solo MPEG.

Limiti

Ti ho già parlato di cosa serve e cosa c’è che non va proprio. Torniamo a parlare di limiti (leciti): possono essere connessi (e avviare lo streaming, nda) all’account Prime Video fino a tre dispositivi contemporaneamente (niente male davvero, considerando che per Netflix serve l’account più costoso per averne fino a 4), ma solo uno può eseguire un determinato video, gli altri due dovranno guardare altro.

Devo abbonarmi?

Mah. In tutta onestà non c’è una risposta secca che sono in grado di darti. Più che altro valuterei le opzioni a disposizione:

Potrebbe valerne la pena perché

  • Il servizio funziona e propone già una buona quantità di contenuti, la localizzazione in italiano mancante e la forzatura all’inglese può non essere a portata di tutti, alcuni potrebbero ritenerla addirittura più fastidiosa del previsto, ma sono certo che Amazon risolverà questo problema entro breve.
  • Il fatto che il servizio venga offerto ai clienti Amazon Prime in maniera gratuita è sicuramente un plus (anche se ho paura che ciò farà lievitare quanto prima la cifra richiesta a fine anno a noi abbonati, spero si possa scegliere di staccare un determinato prodotto dal bouquet e scegliere di pagare la stessa cifra di oggi).

Potrebbe non valerne la pena perché

  • Un servizio già esistente in America deve poter arrivare preparato sui mercati restanti, soprattutto quando fa un lancio in “pompa magna” e lancia il guanto di sfida ai competitor già robusti e pronti a difendersi. Non puoi non avere già a disposizione l’applicazione su ogni store e la piena compatibilità con AppleTV e ChromeCast. Fare streaming del monitor del proprio smartphone fa schifo per questo tipo di contenuti, e onestamente l’applicazione scaricata dallo store USA su Xbox One non funziona ancora perfettamente.

Fai la tua valutazione, pensaci sopra. Sfrutta un abbonamento Prime già esistente o creane uno nuovo (ricorda di disattivare il rinnovo automatico, altrimenti pagherai l’abbonamento per intero già al secondo mese di attivazione), oppure prenditi quei 7 giorni senza account Prime, poi dimmi cosa ne pensi e se credi che valga la pena essere iscritto all’ennesimo servizio di streaming video.

Di certo, in tutto questo, c’è un pensiero comune di tanti, me compreso, che ha espresso Ciro giusto qualche giorno fa:

Perché se aggiungo anche Sky (la sua offerta satellitare per me e l’abbonamento online per i miei genitori) allora sì, la lotta alla pirateria ha vinto con le regole che il popolo del web suggeriva già tanti anni fa (che poi tanto i pirati continuano a esistere e continueranno in futuro, ma poco importa, una gran fetta è ormai stata resa acqua passata).

Ricordo ancora il comunicato stampa di Sitecom di qualche tempo fa, annunciava la loro scesa nel campo della Home Security, presentando due piccoli dispositivi di ripresa (audio e video) per permettere di controllare casa propria anche a distanza, quando non ci troviamo fisicamente al suo interno e ci preoccupiamo che possa accadere qualcosa, o magari accontentare coloro che hanno l’esigenza di tenere sott’occhio il proprio animale domestico, perché no. Si tratta di WiFi Home Cam Mini e WiFi Home Cam Twist. Ho avuto la possibilità di mettere mano sulla prima delle due, la più piccola, vi racconto com’è andata.

Sitecom Wi-Fi Home Cam Mini (WLC-1000) 1

Di cosa si tratta

Di una WiFi Home Cam piccola (decisamente), in grado di registrare video fino a 720p (qualità HD, se la rete ne permette uno streaming fluido, cosa che comunque non riguarda la registrazione video su file, nda), che non mette a disposizione una porta di rete cablata, che ha un microfono ambientale (e uno speaker, per permettere una comunicazione da ambedue i lati, nda) e dei sensori notturni (a infrarossi) che permettono così di registrare gli eventi lungo l’arco delle 24 ore, senza preoccuparsi del buio e della gestione della memoria (microSD, inclusa nella confezione nel taglio da 4GB e supportata fino a un massimo di 32GB, nda) che verrà controllata e fatta girare direttamente dal software Sitecom.

Sitecom Wi-Fi Home Cam Mini (WLC-1000) 2

È un oggetto che, una volta tirato fuori dalla scatola, potrà essere avviato, configurato e messo in produzione entro qualche minuto al massimo, la facilità di configurazione è tutto sommato accettabile, ma di certo i meno esperti non impiegheranno quei pochi minuti riportati dall’azienda sulla confezione del prodotto, ve lo posso assicurare ;-)

In ogni caso, la procedura potrà arrivare a conclusione passando da smartphone e applicazioni per iOS e Android, disponibili gratuitamente:

MyCam
Price: Free
Sitecom MyCam
Price: Free

Com’è andata

Qualche difetto in realtà c’è, e credo sia dovuto più che altro alla gioventù del software e dell’idea alla base, la lamentela vera sulla quale baso questo mio articolo non viene avanzata verso l’hardware, tutto sommato più che accettabile considerando lo spazio che occupa il prodotto.

Ho creato un nuovo account Sitecom autenticandomi tramite quello di Google, così facendo ho notato che non è possibile salvare l’accesso né tanto meno tenerlo attivo per ogni volta che si entra nell’applicazione, costringendomi a fare autenticazione, seguita dal codice 2-step, per arrivare finalmente alla schermata di controllo dei miei dispositivi. Davvero troppo tempo. Tutto molto lento, la comunicazione con i server di Sitecom toglie secondi preziosi che magari vorremmo impiegare per verificare cosa WiFi Home Cam Mini sta vedendo e sentendo, soprattutto in seguito a una eventuale segnalazione (di movimento o audio).

Non ha una interfaccia gestibile via web (collegandosi al suo IP) ma è possibile accedere a un’area riservata sul sito di Sitecom che potrà gestire contemporaneamente più telecamere, permettendoci di fare zapping nel caso lo desiderassimo. Ho aperto quindi il mio browser predefinito su Windows (Firefox a 64 bit, nda) e ottenuto questo messaggio di errore:

Sitecom Wi-Fi Home Cam Mini (WLC-1000)

Un po’ stupito ho cambiato browser, ho fatto regolarmente accesso e ho notato una sommaria lentezza nell’esecuzione dell’applet Java, trasformatasi poi in un grande blocco verde dopo un paio di secondi. Audio perfetto, video in diretta inservibile, ciò che non accade quando si sceglie di visualizzare le proprie sorgenti tramite applicazione su smartphone. Giusto per fugare ogni dubbio: ho cambiato browser, ho cambiato Java Machine in uso, ho fatto diversi test che però hanno aggiunto ulteriore complessità al servizio e non mi hanno permesso di usufruirne in maniera semplice e immediata.

Per la cronaca: dato che si tratta di problemi software, quindi risolvibili, vorrei far notare che Sitecom (al contrario di altri produttori, offre l’accesso all’area personale sul loro sito in via del tutto gratuita. Sarà possibile visualizzare lo streaming in diretta oppure scegliere di accedere all’archivio su microSD e vedere un video precedentemente registrato, non da tutti, apprezzabile.

Abbandonata l’area personale sul sito di Sitecom mi sono quindi dedicato all’applicazione ufficiale. Smartphone personale, quindi Android, ho dato un’occhiata troppo rapida alla versione iOS per poterne parlare in maniera approfondita. Riepilogo rapidamente quella che è stata la mia esperienza dicendovi che l’applicazione funziona abbastanza bene, che sono stato costretto a rinunciare al login tramite account Google e passare a un account Sitecom che mi ha permesso di memorizzare le credenziali e fare un auto-login a ogni apertura (così facendo ho però dovuto dissociare la telecamera dall’account collegato tramite credenziali Google e riassociarla al nuovo creato, con ulteriore perdita di tempo e frustrazione per non averlo saputo prima, nda).

Le notifiche non sono sempre perfette e talvolta vengono segnalate un po’ troppo in ritardo, ma poco importa perché potremo facilmente accedere all’archivio delle registrazioni, l’integrazione con Google Drive proposta dalla fabbrica (esula dall’account Google precedentemente connesso, fortunatamente) funziona molto bene e produce i suoi frutti, senza contare una ulteriore (e favolosa) integrazione a catena con Google Foto che ne permette una gestione assolutamente perfetta. Nel caso in cui non vogliate fare uso del vostro spazio Google, nessun problema, c’è sempre la microSD, esplorabile anch’essa tramite applicazione (la qualità e velocità di streaming verso il vostro smartphone dipendono esclusivamente dalla velocità in upload della vostra connessione casalinga).

Sitecom Wi-Fi Home Cam Mini (WLC-1000) 3

Dalla stessa applicazione potrete modificare il nome della telecamera, la qualità del video, la sensibilità per allertarsi in caso di movimento o suono in ingresso (comprese le opzioni che escludono ambo le funzioni, nda), così come potrete rimuovere la singola WiFi Home Cam Mini dal vostro account, pronta per essere associata a un diverso proprietario. Come già detto: non c’è alcuna interfaccia di gestione web integrata tramite webserver: dimenticatevi quindi possibilità di essere notificati via mail (secondo me fondamentale, soprattutto per ottenere 3 o 4 rapidi scatti prima di accedere al video registrato o in streaming), di riportarla allo stato di fabbrica inteso come memory reset, modificare le impostazioni di rete (che quindi andranno regolate dal router, nda) o altro ancora. WiFi Home Cam Mini ha poche funzioni e molto del lavoro di regia viene gestito dal software Sitecom, se non vi sta bene, questo non è il prodotto che fa per voi.

Ah, prima di chiudere, un ulteriore spunto di discussione: ho notato che su Google Play ci sono alcuni utilizzatori che lamentano casi di mancata connessione allo streaming della telecamera. Vero, è capitato anche a me talvolta, ma ho aggirato l’ostacolo perché nel frattempo la WiFi Home Cam Mini aveva già registrato il video e fatto copia su Google Drive, quindi ho fatto accesso tramite l’applicazione di Google Foto. Ciò non giustifica certamente il problema e la scarsa ricezione del segnale quando tutto non fila esattamente liscio, sia chiaro, ma ancora una volta, in maniera del tutto logica, è possibile capire da soli che si tratta di problemi del software, quindi risolvibili (ammesso che l’azienda lo voglia), anche se allo stato attuale non c’è alcun aggiornamento disponibile per il prodotto, più volte verificato tramite applicazione con risposta sempre negativa.

Sitecom WiFi Home Cam Mini (WLC-1000)

Avanti Sitecom, so bene che si può far di meglio! ;-)

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi i miei pensieri. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito da Sitecom, tornato all'ovile.

Dice bene Guido Meda che, nonostante la sua proverbiale imparzialità nei confronti dei campioni della MotoGP (si, sono ironico), riporta un’equazione esatta: i clienti di SKY pagano un servizio, quello che deve essere sempre all’altezza delle aspettative, quelle più complesse, quelle che non permettono il minimo errore, si pretende il massimo e anche ciò che ancora non si può sapere di desiderare. L’ho certamente condito con ulteriori mie osservazioni (da cliente), ma il succo della questione è proprio questo, discusso durante la conferenza stampa dedicata al lancio della nuova stagione motori tenutasi al circuito di Franciacorta lo scorso 29 febbraio, la #SKYMotoriStart. Questo doppio nastro di partenza non è però l’unica novità di marzo proposta dal colosso di Rogoredo, scopriamo insieme il ventaglio e ragioniamoci sopra.

SKY: a marzo c'è tanta carne al fuoco

Non ci saranno più le mezze stagioni

È ciò che recita la pubblicità che tappezza Milano. Nei cartelloni a scorrimento in mezzo alla strada (alle stazioni di attesa bus, nda), nella metropolitana, nei quotidiani. Di cosa si tratta? Di tempi maturi. Abbiamo Sky On Demand (da tempo, ormai), abbiamo Netflix, abbiamo diversi altri servizi che propongono streaming di buona qualità e che permettono di vedere ciò che si desidera, quando lo si desidera. È la TV che deve sottostare ai nostri orari, non noi ai suoi, non più ormai. Tempi maturi, si diceva, e ne parlavo giusto lunedì scorso con un amico che in Sky ci lavora sul serio. Le statistiche parlano loro in maniera chiara, e negli ultimi 18 mesi quelli che finalmente hanno capito che la fruizione dei contenuti può e deve essere controllata dal proprio telecomando (o altro device mobile), sono aumentati, hanno permesso di far nascere una tecnologia che già c’era, esisteva, dormiente, pronta per essere messa a disposizione di tutti ma non ancora giustificata.

Si chiama Sky Box Sets e va a completare un ventaglio diversamente non accessibile su piattaforme concorrenti: propone stagioni intere di serie televisive sotto licenza Sky.

SKY: a marzo c'è tanta carne al fuoco 1

Prendiamo colui che ho continuato a citare fino a ora come punto di riferimento. Sono cliente Sky, sono anche cliente Netflix (e si, ho anche un abbonamento Infinity perché a me questo mondo piace, assai, brutta piaga). Non si tratta della stessa cosa ed è difficile metterli al confronto, nascono diversi. Non c’è possibilità di accedere ai contenuti da più postazioni, non per il momento almeno (eccezione fatta per chi ha Sky Go già attivo). L’offerta è dedicata esclusivamente agli abbonati Sky, chi non lo è non accede, è molto semplice. Non c’è neanche un periodo di prova. È compreso nell’offerta HD o Famiglia, a pagamento per tutti gli altri che non hanno almeno una delle due opzioni. Non occorrerà registrarsi da nessuna parte, imparare alcunché, configurare chissà quale applicazione o dispositivo, è già tutto pronto, basterà il telecomando del proprio decoder.

Grazie agli accordi con HBO, Showtime e ABC Studios (tanto per citarne tre) e le produzioni originali Sky, Sky Box Sets approda sui televisori degli abbonati con 50 titoli, alcuni tra i quali hanno permesso al gruppo di Murdoch di conquistare la fiducia e la fedeltà di tanti nuovi clienti. Si arriverà a 100 titoli entro il primo anno di vita del servizio. Non è male, non è certo oro che cola. Ricordo ancora fin troppo bene le lamentele per un Netflix che è partito un po’ in sordina e con parte dei titoli non disponibili, alcuni facenti parte proprio del ventaglio di esclusive Sky. Non è stata presa bene dai puristi, si è cercata, imparata e utilizzata la soluzione VPN per aggirare l’ostacolo e accedere al catalogo completo. Come si reagirà a Sky Box Sets?

Ciò che davvero manca è un tetto unico, e mi rendo conto che sto chiedendo la Luna. Un servizio, uno solo, la possibilità di accedere a un catalogo talmente vasto da non farsi bastare una sola vita per vedere tutto ciò che ci interessa, a un prezzo onesto che possa essere sostenuto mensilmente. Ci siamo lamentati per anni e anni dell’abbonamento RAI (io mi lamento ancora, non guardo i loro programmi e non mi sembra giusto pagare, ma è obbligatorio), perché non ci si lamenta mai per la cifra in fondo a destra in un ipotetico foglio di calcolo a fine anno? Quella cifra è data dalla somma dei pagamenti mensili di ciascun servizio che si sfrutta. Se mensilmente non fanno certo paura, vedere quella somma un po’ lascia perplessi e ci si chiede se ne vale davvero la pena. Potranno nascere nuovi servizi, ogni giorno, lo stipendio non aumenta e neanche le ore che compongono la giornata e quel poco tempo libero che ci rimane a disposizione dopo aver assolto a ogni nostro dovere, trovate l’errore.

Mi piace Sky Box Sets? Si, perché funziona, e perché fa parte del mio abbonamento senza la necessità di dover sborsare ulteriori soldi, difficilmente sarei disposto a sopperire all’ulteriore spesa se così non fosse, rinunciando alla possibilità di recuperare puntate di stagioni che magari mi sono perso, e che nel frattempo sono scadute e non più reperibili nel normale On Demand. D’altronde il disco fisso presente nel decoder ha solo 500GB, bisogna fare i conti con la molteplicità di titoli che si è finiti per seguire! :-)

Non di solo serie

Si perché, escludendo gli introiti portati dal calcio, i motori sono quelli che attirano più l’attenzione e, di conseguenza, abbonamenti. Si parla della migliore stagione che si sia mai vista, ma suona un po’ come la pubblicità dell’iPhone di Apple, sempre migliore rispetto all’ultimo, come potrebbe essere altrimenti? Mi concedete una citazione? Nessuno scrittore resiste a una buona storia, così come un politico non resiste a far promesse che non può mantenere (no, tocca a voi capire o ricordare a chi sto facendo riferimento). Funziona così con tutti, Sky compreso, e questo esula dalla fiducia che un cliente può (o non) avere. Sarà molto difficile battere l’adrenalina che si è diffusa nel corpo durante l’ultima stagione di MotoGP, lo stesso Meda dovrebbe saperne qualcosa.

Facili ironie a parte, i numeri sventolati dal gruppo di entertainment parlano chiaro: 9 mesi di gare (si arriva alla fine di novembre), 39 GP rigorosamente in diretta e in alta definizione, 11 le esclusive in diretta per il canale F1 (21 le totali), 10 per il canale MotoGP (18 le totali). Non so se il gruppo sarà capace di battere i 7,1 milioni di spettatori unici raggiunti lo scorso anno (Sky Go ha contato 630.000 contatti e oltre 1 milione sull’interattività con i canali, per una crescita complessiva del 40% rispetto allo stesso risultato, immagino, del precedente anno) e quel tetto di 10 milioni raggiunto con la sola gara di Valencia, ma posso certamente augurarglielo. Con l’occasione, sono stati rinnovati anche i mosaici, che permetteranno di seguire costantemente tempi e on-board del proprio campione.

Condite il tutto con le voci e i volti di coloro che sull’argomento possono permettersi il lusso di parlare con cognizione di causa, senza inutili lamentele (ogni riferimento al commento gara F1 dello scorso anno quando la Ferrari non è stata inquadrata per lungo tempo è puramente casuale). Polemiche che fanno bene allo sport e alla discussione, le eterne sfide e sfottò da tifosi quando ci si ritrova con gli amici per una birra o un saluto su Facebook.

Dal 20 marzo prossimo non ce ne sarà più per nessuno, si partirà con la contemporaneità dei due mondiali ai nastri di partenza 2016, in Qatar (MotoGP) e in Australia (F1), fortunatamente in orari diversi, sfortunatamente con una levataccia necessaria (e una notte giovane). Che poi sapete che vi dico? Stimo Vettel, tantissimo, e adoro la Ferrari, ma proprio no, quel giorno per me ci sarà solo la MotoGP e un nuovo tentativo di andare a completare la decima, che io ci credo ancora, e sono pronto a perdere la voce saltando come un canguro sul divano (o forse no, che è nuovo e magari la compagna mi ammazza).

Scaldate i motori.

Giusto per la cronaca e per un mondo migliore: NON si tratta di un articolo sponsorizzato. Ho preso parte alla conferenza stampa di Sky, mi sono divertito e l’ho trovata molto interessante, mi è piaciuto poter dare un volto a quella che spesso è solo una voce. Ho inoltre provato Sky Box Sets direttamente tramite il mio decoder, sono un cliente pagante, nessun regalo da parte di nessuno, ho semplicemente espresso le mie opinioni e snocciolato qualche numero ottenuto in conferenza, per il puro piacere di parlare di questo tipo di argomento che mi appassionano.

Volendolo definire con parole estremamente semplici, Sky Online TV Box è il bouquet dei canali Sky più main-stream che potete facilmente installare ovunque sia disponibile una connessione a internet. È Sky anche dove Sky non c’è, non con la sua offerta di punta con parabola, possibilità di registrazione dei programmi e servizi annessi ma pur sempre una buona parte dei programmi migliori sempre disponibili on-demand e l’aggiunta di canali live per seguire in diretta gli show più discussi e i film da poco usciti nelle grandi sale.

Potrete godere della comodità di Sky Online (che nel frattempo ha compiuto il suo primo anno di vita e del quale vi ho parlato in una mia comparativa per la migliore offerta in streaming) senza necessità di passare da console o smart-TV. Insieme all’applicazione presente su smartphone e tablet questa costituisce la terza soluzione “portabile” legata al proprio account.

SkyOnline-TVBox

Perché la necessità di un ulteriore device da collegare al proprio televisore? Perché così facendo chiunque può realmente sfruttare le potenzialità di Sky Online anche nel caso in cui non abbia a disposizione alcun apparato compatibile proiettabile sul televisore, io fino ad oggi ho sfruttato appieno il mio abbonamento passando per Xbox One e l’applicazione appositamente sviluppata, fermo restando che quest’ultima ha ancora qualche pecca e quell’instabilità che di tanto in tanto la rende “peggiore” di quella offerta sull’hardware Roku sul quale gira la sua versione ad-hoc sviluppata per il colosso di Rupert Murdoch.

A proposito di hardware: nessuno ha inventato nulla. Roku da tempo produce i suoi media player che sono parecchio conosciuti nel mondo, avevo avuto l’occasione di provarne uno qualche tempo fa. La possibilità di installare applicazioni (canali, ndr) come fosse uno smartphone (anche se in maniera più limitata, ovviamente) è sicuramente una gran comodità, quella sfruttata da Sky è quindi un’ottima opportunità di espansione che si spera non diventi soluzione blackbox nonostante tutti i dubbi leciti.

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Installazione tramite il contenuto della scatola acquistabile comodamente su Amazon (contenente già un mese di servizio gratuito con ticket intrattenimento e cinema ed un secondo mese a solo 1€, ndr), la creazione di un account sul sito del servizio (skyonline.it) e l’inserimento delle credenziali a video (sia per collegarsi alla WiFi di casa, sia per entrare nell’account di Sky Online). Nel frattempo il dispositivo rileverà un aggiornamento che dovrà chiaramente eseguire (sarà proprio quest’ultimo a personalizzarlo e permettergli di installare il canale di Sky Online).

Onestamente per l’ultima fase di autenticazione avrei preferito un codice di associazione. Riportare username e password tramite il telecomando è scomodo e lento oltre che ricco di possibilità di errore (con conseguente nervosismo dell’utente finale), sarebbe bastato generare un codice in grado di –una volta riportato nella propria pagina utente sul sito di Sky Online– associare il dispositivo all’account, dettaglio comunque trascurabile (è una procedura che non vi toccherà rifare) che non abbassa di molto la valutazione di Sky Online TV Box.

A questo punto il device è pronto per dar spettacolo. L’applicazione è ben realizzata, sufficientemente intuitiva nel controllo e nell’esplorazione di titoli e canali disponibili anche se in tutta onestà preferisco quella sviluppata per le console (forza dell’abitudine, evidentemente). Di pecche non ce ne sono, non di nuove almeno: il flusso video era ed è rimasto in definizione Standard, nulla a che vedere con la qualità dell’HD offerta nell’abbonamento con parabola. D’accordo l’upscale sul proprio televisore, ma è ormai stupido pensare che le nuove offerte in fibra non possano sopportare la quantità di dati da scaricare (ne è la dimostrazione la nuova offerta digitale siglata da TIM e Sky). Possibilità di rivedere ciò che si è perso o rivedere ciò che è particolarmente piaciuto è un pacchetto facente parte di quell’offerta “On Demand” ampiamente rodata, solida e più che soddisfacente, tutto il resto “è noia, chiacchiere e distintivo“.

Il prodotto viene venduto ad un prezzo più che prevedibile considerando che si ha da sempre l’abitudine di sostituire il simbolo dell’euro a quello del dollaro e che un media player di nuova generazione Roku costa proprio 49,99$ oltreoceano. In più si vanno a risparmiare quei (circa) 20€ tra ticket cinema e intrattenimento (se in passato avete già sfruttato dei periodi di prova a 0,99€). A questo punto le domande d’obbligo diventano sicuramente un paio (soprattutto perché noi arriviamo a questo tipo di soluzione dopo che la stessa è già approdata da tempo nel Regno Unito): a quando uno streaming in alta definizione liberamente selezionabile al posto dello standard utilizzato di default e -ancora più importante- la sicurezza che la soluzione non venga abbandonata (con un fermo firmware allo stato attuale) senza possibilità di accedere agli altri canali già selezionabili su Roku considerando inoltre che Netflix presto sbarcherà in Italia con un’offerta sicuramente competitiva (con l’unica paura relativa al catalogo titoli disponibili) e possibili altri device e applicazioni dedicate?

Il detto lo conoscono tutti: chi vivrà vedrà, nel frattempo ci godiamo ciò che il mercato ha da offrire, passando sempre per il competitor più preparato e avanzato tecnologicamente, lo stesso che però non riesce proprio a portare Sky Go sulle stesse periferiche dove Sky Online “pascola” tranquillamente senza alcun nemico facente parte della stessa casata, che il Multivision viene fatto pagare come opzione e “sia mai” che io quando sono fuori per lavoro riesca a godermi il mio abbonamento sul televisore dell’appartamento che mi ospita.

In ogni caso sono contento che si sia avverato quanto sperato e discusso così tanto anni e anni fa con amici, colleghi e parenti. Lo streaming è ormai una realtà consolidata che permette di godersi i propri programmi e film in piena libertà e senza più la necessità di fare della pirateria il proprio grido di battaglia contro gli orari e le condizioni imposte dai big della comunicazione del piccolo schermo.

Good job, guys.

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi i miei pensieri. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: il box è stato fornito da Sky, ho potuto tenerlo al termine del test. Abbonamento di Sky Online di tasca mia.

Si, Sky è quella nota azienda che tutti conosciamo e che in questo periodo ha deciso di correre come mai fatto prima in vita sua. E’ la stessa azienda che arriva forse un pelo più tardi su determinate innovazioni ma lo fa portando a termine vittoriosamente la partita a scacchi con i competitor.

Sky On Demand è solo l’ultima delle novità dedicata ai clienti affezionati, il servizio che vi permetterà di portare a casa vostra senza il minimo sforzo un’intera videoteca fatta di serie televisive, grandi film, cartoni animati per i più piccoli e documentari (e tanto altro ancora), il tutto collegando semplicemente un cavo di rete a ciò che già possedete (vi auguro).

Dedicato attualmente a coloro che sono clienti Sky da almeno un anno, l’On Demand è già supportato dal vostro decoder My Sky HD di ultima generazione. Per capire se siete già “abili e arruolati” vi basterà visitare la pagina ufficiale sky.it/offerta-sky/decoder-hd/sky-on-demand.html, selezionare il bottone “Scopri se sei pronto” e percorrere il percorso proposto da Sky per la verifica della fattibilità.

E’ la naturale evoluzione del My Sky HD, il tocco finale che permetterà a chiunque di dimenticarsi di registrare il proprio programma preferito. Sky On Demand (da ora SOD, per comodità) propone infatti i contenuti dei canali Live di Sky già dal primo minuto di messa in onda. Questo vi permetterà di avere in un solo colpo una registrazione del programma, una “differita” di pochi secondi o un canale personalizzato +1 /2 / 3 / ecc., come se ce ne fossero decine pronti a trasmettere lo stesso contenuto a distanza di un numero di ore da voi stabilito, pura comodità per chi vuole sfruttare al massimo il proprio abbonamento pur non riuscendo a rispettare gli orari di messa in onda stabiliti dal network, cosa comune imposta dalla vita frenetica di oggi.

Tutto questo è facilmente accessibile senza alcuna configurazione complessa o infiniti manuali di istruzioni. Il decoder prevede già l’opzione che andrà comunque abilitata tramite sito web e credenziali personali per vederla poi “arrivare a casa vostra” dopo circa 24 ore. Se il decoder è già collegato alla rete di casa vostra non c’è null’altro da fare. La voce On Demand comparirà all’interno del menu interattivo di Sky e sarà già pronta ad offrirvi tutti i suoi contenuti che -per ovvi motivi- rispetteranno quella che è l’offerta sottoscritta. Avrete accesso ai contenuti facenti parte del bouquet pagato, nient’altro, il tutto fino a quando Sky potrà concederlo (in base ai diritti pagati e alle date ‘di scadenza’ stabilite dai relativi proprietari).

La qualità dei contenuti scaricabili è –a dire di Sky– scelta obbligata per poter dare a tutti la possibilità di sfruttare appieno il servizio: SD, Standard Definition. Meglio di un qualsiasi DivX scaricato da un programma di file sharing ma peggio di un contenuto HD. Perché? Semplice per un addetto ai lavori o chi è abituato a tenersi informato: l’attuale disponibilità di banda e la diffusione dell’ADSL sul territorio italiano non permettono altro (sigh.). Chiunque si avvicini a SOD per la prima volta desidera indubbiamente provarlo, goderselo, sfruttarlo il più possibile. Se il tempo impiegato per il download di un contenuto dovesse essere proibitivo e non vi concedesse la visione più o meno immediata si rischierebbe di tirare fuori dalla finestra decoder completo di telecomando e documenti dell’abbonamento :-D

Questo non impedirà in ogni caso all’azienda di proporre il download di contenuti ad alta definizione per tutti coloro che non hanno fretta o che possiedono una connessione molto veloce, in fibra magari, semplicemente attraverso una scelta dalle opzioni del servizio, in un futuro neanche troppo lontano. Prima che me ne dimentichi: il download è di tipo progressivo. Ciò vuol dire che verrà scaricato un contenuto alla volta fino a finire la coda, a meno che non decidiate di mettere in pausa un download per lasciare “lo slot libero” ad un programma messo successivamente in scaletta. Questo consente di fruire del contenuto dopo pochi secondi e continuare lo scaricamento durante la visione stessa, fondamentale per l’attuale funzionamento della piattaforma.

600 e più film, diverse stagioni complete di serie televisive, programmi di approfondimento di tanti generi, sport compreso (calcio in prima linea, per “l’italiano comune” ;-p), numeri destinati a crescere durante l’anno in corso e nei successivi, sempre di più secondo le promesse del broadcaster.

Lontani dal router?

Dopo la proposta di inserire un pulsante per scaricare un’intera stagione senza passarsi tutti gli episodi (moltiplicate i clic sul telecomando), la possibilità di scaricare un contenuto On Demand da una semplice applicazione iOS (come già succede per il proprio decoder HD con disco integrato) o il maggiore taglio del disco interno per superare la soglia dei 300GB nei tempi del terabyte facile, ho parlato di connettività. Non tutti (anzi, tutto il contrario) non scelgono o non possono montare il router vicino la libreria o il carrello dedicato al televisore di sala.

Si è finiti inevitabilmente per parlare di connessione WiFi e adattatori che sul sito di Sky vengono suggeriti senza porre la giusta attenzione al prezzo. Il servizio è gratuito e la connessione via cavo è ciò che vi permette di andare “on-air” immediatamente. Cercare di allacciare il decoder al proprio router senza fili può costare caro se non si ha una precisa idea di ciò che serve:

Che tipo di dispositivi si possono usare per collegare il decoder My Sky HD in modalità Wi-Fi?

Per collegare il My Sky HD alla rete internet di casa in modalità Wi-Fi puoi utilizzare degli adattatori wireless facilmente reperibili in qualsiasi negozio di elettronica di consumo. Se preferisci, puoi acquistare direttamente da Sky la coppia di adattatori Wireless Netgear, una soluzione semplice e garantita: gli adattatori Wireless Netgear sono testati da Sky e ti assicurano la compatibilità con i decoder My Sky HD e un’elevata qualità di visione. Per maggiori informazioni sull’offerta consigliata, vai nella sezione Arricchisci Abbonamento dell’area Fai da te (offerta disponibile per i clienti con decoder My Sky HD compatibile).

da sky.it/abbonarsi/contenuti/popup/faq_ondemand.shtml

Il mio suggerimento è quello di sfruttare la marca “approvata da Sky” ma senza spendere troppi soldi: amazon.it/Netgear-Universal-Adattatore-Internet-Ethernet/dp/B003D0WZKC/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1341908034&sr=8-1. Con una spesa più che oculata è possibile acquistare un solo adattatore e sfruttare l’access point (ammesso che lo abbiate già in casa) senza acquistare null’altro, avere un figlio o un nipote “smanettone” può giocare a vostro favore ;-p

In conclusione

Un bel prodotto che va ad aggiungersi all’altra novità lanciata qualche mese fa (Sky Go) dalle grandi potenzialità non ancora sfruttate. Sono d’accordo sul voler limitarle per partire e raggiungere più clienti possibili, ma voglio augurarmi che questa non sia la scusa per rallentare quelli che sono i lavori di ampliamento dell’offerta o della qualità del servizio. C’è ancora tanto da fare.

Questo è tutto quello che posso dirvi da una prova fatta a metà tra gli uffici di Sky Italia a Milano e una seconda postazione (casa di un amico al quale ho abilitato subito l’offerta), dato che nell’appartamento di Milano non ho ancora sottoscritto alcunché, e non potrei comunque avere accesso alla piattaforma pur abbondandomi oggi! :-)

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Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi i miei pensieri. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.