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Proprio così. Amazon allarga il bouquet di servizi messi a disposizione degli utenti, introducendo il loro servizio di streaming video, Amazon Prime Video, ritagliandosi (ci prova, solo il tempo ci dirà se ci riuscirà o meno) il suo piccolo spazio tra i grandi player di settore, come Sky, Mediaset, Netflix ma non solo. Il tutto risponde all’URL primevideo.com.

Amazon Prime Video approda in Italia

Amazon Prime Video

Sbloccato per l’Italia e per ulteriori 199 paesi (noi facciamo parte dei 200 totali, tanto per dirla in altra maniera) solo qualche giorno prima di Natale, vanta serie televisive originali e film concessi in licenza. Interfaccia non ancora localizzata (è in inglese, nda), propone però sottotitoli e doppiaggio anche in italiano (per buona parte del catalogo, non ancora per tutto).

Come ogni servizio di streaming attualmente disponibile sul mercato, propone un periodo di prova gratuita (7 giorni, contrariamente al mese proposto da Netflix per esempio), un prezzo mensile di 5,99€ (ma per i primi 6 mesi di abbonamento potrai usufruire di uno sconto del 50% e pagare 2,99€), compreso invece (e quindi a costo zero, per il momento) per gli utenti Amazon Prime. Dubito fortissimamente possa rimanere tale per molto tempo, in America l’abbonamento Prime di Amazon include altri servizi e arriva a costare quasi 100$ all’anno (qui da noi si arriva a malapena ai 19,90€).

Cosa serve

Una connessione a banda larga da almeno 900 Kbit/s, anche se i contenuti in HD necessitano almeno di 3.5 Mbit/s. Servirà un tablet o uno smartphone, ma anche un televisore che possa sfruttare l’app scaricabile dal proprio store, o magari una console (e relativo store anche in quel caso, anche se su One non è ancora disponibile nello store Microsoft italiano e si è costretti a passare da un’alternativa, come quella US). È chiaro che l’obiettivo finale di Amazon (come è stato per i competitor in passato) è rendersi disponibile ovunque, su ogni dispositivo.

Amazon Prime Video approda in Italia 1

Di base si può utilizzare Amazon Prime Video su ogni browser: da Firefox a Chrome, passando per Internet Explorer e qualsiasi altra alternativa compatibile HTML5, o almeno in grado di eseguire Silverlight (5.1 o superiore). Su mobile è necessario almeno Android 4 o iOS 8, sono compatibili (manco a dirlo) i tablet Fire della stessa Amazon.

Amazon Prime Video
Developer: AMZN Mobile LLC
Price: Free
Amazon Prime Video
Price: Free

Se invece hai un televisore connesso a internet puoi pensare di scaricare direttamente su di lui l’applicazione (Samsung conferma la compatibilità con i modelli 2015 e quelli 2016 con sistema operativo Tizen. LG conferma la compatibilità con le serie G6, E6, C6, B6, UH9500, UH8500, UH7700, UH7500, UH 6500, UH 6300, UH 6100 con a bordo WebOS 3.0, e le serie EG960V, EF950V, EG920V, EG910V, UC9V, UB980V, UF950V, UG870V, UF8507, UF7787, UF7767, UF6807, UF6407, LF652V, LF630V, UF776V, UF850V del 2015 che sfruttano ancora WebOs 2.0).

Peccato che

Nonostante la compatibilità con così tanti dispositivi, non potrai utilizzare direttamente AppleTV o ChromeCast. Già solo questa pecca vale tutta la candela e abbassa drasticamente il giudizio finale del servizio, almeno per quanto mi riguarda.

Così facendo, viene completamente a meno la qualità video pensata per il servizio: si parte dalla qualità DVD di base (576p), che viene automaticamente alzata fino a 2160p (corrispondente all’UltraHD) e supporto HDR, ammesso che tu abbia a disposizione una connessione in grado di sopportare un carico di 15 MBit/s (nulla di inarrivabile per la fibra ottica, forse meno per chi sfrutta le classiche 20 Mbit/s in rame). In mezzo troverai anche la più abbordabile 1080p (Blu-Ray), anche con audio in multi canale 5.1 e non solo MPEG.

Limiti

Ti ho già parlato di cosa serve e cosa c’è che non va proprio. Torniamo a parlare di limiti (leciti): possono essere connessi (e avviare lo streaming, nda) all’account Prime Video fino a tre dispositivi contemporaneamente (niente male davvero, considerando che per Netflix serve l’account più costoso per averne fino a 4), ma solo uno può eseguire un determinato video, gli altri due dovranno guardare altro.

Devo abbonarmi?

Mah. In tutta onestà non c’è una risposta secca che sono in grado di darti. Più che altro valuterei le opzioni a disposizione:

Potrebbe valerne la pena perché

  • Il servizio funziona e propone già una buona quantità di contenuti, la localizzazione in italiano mancante e la forzatura all’inglese può non essere a portata di tutti, alcuni potrebbero ritenerla addirittura più fastidiosa del previsto, ma sono certo che Amazon risolverà questo problema entro breve.
  • Il fatto che il servizio venga offerto ai clienti Amazon Prime in maniera gratuita è sicuramente un plus (anche se ho paura che ciò farà lievitare quanto prima la cifra richiesta a fine anno a noi abbonati, spero si possa scegliere di staccare un determinato prodotto dal bouquet e scegliere di pagare la stessa cifra di oggi).

Potrebbe non valerne la pena perché

  • Un servizio già esistente in America deve poter arrivare preparato sui mercati restanti, soprattutto quando fa un lancio in “pompa magna” e lancia il guanto di sfida ai competitor già robusti e pronti a difendersi. Non puoi non avere già a disposizione l’applicazione su ogni store e la piena compatibilità con AppleTV e ChromeCast. Fare streaming del monitor del proprio smartphone fa schifo per questo tipo di contenuti, e onestamente l’applicazione scaricata dallo store USA su Xbox One non funziona ancora perfettamente.

Fai la tua valutazione, pensaci sopra. Sfrutta un abbonamento Prime già esistente o creane uno nuovo (ricorda di disattivare il rinnovo automatico, altrimenti pagherai l’abbonamento per intero già al secondo mese di attivazione), oppure prenditi quei 7 giorni senza account Prime, poi dimmi cosa ne pensi e se credi che valga la pena essere iscritto all’ennesimo servizio di streaming video.

Di certo, in tutto questo, c’è un pensiero comune di tanti, me compreso, che ha espresso Ciro giusto qualche giorno fa:

Perché se aggiungo anche Sky (la sua offerta satellitare per me e l’abbonamento online per i miei genitori) allora sì, la lotta alla pirateria ha vinto con le regole che il popolo del web suggeriva già tanti anni fa (che poi tanto i pirati continuano a esistere e continueranno in futuro, ma poco importa, una gran fetta è ormai stata resa acqua passata).

Dice bene Guido Meda che, nonostante la sua proverbiale imparzialità nei confronti dei campioni della MotoGP (si, sono ironico), riporta un’equazione esatta: i clienti di SKY pagano un servizio, quello che deve essere sempre all’altezza delle aspettative, quelle più complesse, quelle che non permettono il minimo errore, si pretende il massimo e anche ciò che ancora non si può sapere di desiderare. L’ho certamente condito con ulteriori mie osservazioni (da cliente), ma il succo della questione è proprio questo, discusso durante la conferenza stampa dedicata al lancio della nuova stagione motori tenutasi al circuito di Franciacorta lo scorso 29 febbraio, la #SKYMotoriStart. Questo doppio nastro di partenza non è però l’unica novità di marzo proposta dal colosso di Rogoredo, scopriamo insieme il ventaglio e ragioniamoci sopra.

SKY: a marzo c'è tanta carne al fuoco

Non ci saranno più le mezze stagioni

È ciò che recita la pubblicità che tappezza Milano. Nei cartelloni a scorrimento in mezzo alla strada (alle stazioni di attesa bus, nda), nella metropolitana, nei quotidiani. Di cosa si tratta? Di tempi maturi. Abbiamo Sky On Demand (da tempo, ormai), abbiamo Netflix, abbiamo diversi altri servizi che propongono streaming di buona qualità e che permettono di vedere ciò che si desidera, quando lo si desidera. È la TV che deve sottostare ai nostri orari, non noi ai suoi, non più ormai. Tempi maturi, si diceva, e ne parlavo giusto lunedì scorso con un amico che in Sky ci lavora sul serio. Le statistiche parlano loro in maniera chiara, e negli ultimi 18 mesi quelli che finalmente hanno capito che la fruizione dei contenuti può e deve essere controllata dal proprio telecomando (o altro device mobile), sono aumentati, hanno permesso di far nascere una tecnologia che già c’era, esisteva, dormiente, pronta per essere messa a disposizione di tutti ma non ancora giustificata.

Si chiama Sky Box Sets e va a completare un ventaglio diversamente non accessibile su piattaforme concorrenti: propone stagioni intere di serie televisive sotto licenza Sky.

SKY: a marzo c'è tanta carne al fuoco 1

Prendiamo colui che ho continuato a citare fino a ora come punto di riferimento. Sono cliente Sky, sono anche cliente Netflix (e si, ho anche un abbonamento Infinity perché a me questo mondo piace, assai, brutta piaga). Non si tratta della stessa cosa ed è difficile metterli al confronto, nascono diversi. Non c’è possibilità di accedere ai contenuti da più postazioni, non per il momento almeno (eccezione fatta per chi ha Sky Go già attivo). L’offerta è dedicata esclusivamente agli abbonati Sky, chi non lo è non accede, è molto semplice. Non c’è neanche un periodo di prova. È compreso nell’offerta HD o Famiglia, a pagamento per tutti gli altri che non hanno almeno una delle due opzioni. Non occorrerà registrarsi da nessuna parte, imparare alcunché, configurare chissà quale applicazione o dispositivo, è già tutto pronto, basterà il telecomando del proprio decoder.

Grazie agli accordi con HBO, Showtime e ABC Studios (tanto per citarne tre) e le produzioni originali Sky, Sky Box Sets approda sui televisori degli abbonati con 50 titoli, alcuni tra i quali hanno permesso al gruppo di Murdoch di conquistare la fiducia e la fedeltà di tanti nuovi clienti. Si arriverà a 100 titoli entro il primo anno di vita del servizio. Non è male, non è certo oro che cola. Ricordo ancora fin troppo bene le lamentele per un Netflix che è partito un po’ in sordina e con parte dei titoli non disponibili, alcuni facenti parte proprio del ventaglio di esclusive Sky. Non è stata presa bene dai puristi, si è cercata, imparata e utilizzata la soluzione VPN per aggirare l’ostacolo e accedere al catalogo completo. Come si reagirà a Sky Box Sets?

Ciò che davvero manca è un tetto unico, e mi rendo conto che sto chiedendo la Luna. Un servizio, uno solo, la possibilità di accedere a un catalogo talmente vasto da non farsi bastare una sola vita per vedere tutto ciò che ci interessa, a un prezzo onesto che possa essere sostenuto mensilmente. Ci siamo lamentati per anni e anni dell’abbonamento RAI (io mi lamento ancora, non guardo i loro programmi e non mi sembra giusto pagare, ma è obbligatorio), perché non ci si lamenta mai per la cifra in fondo a destra in un ipotetico foglio di calcolo a fine anno? Quella cifra è data dalla somma dei pagamenti mensili di ciascun servizio che si sfrutta. Se mensilmente non fanno certo paura, vedere quella somma un po’ lascia perplessi e ci si chiede se ne vale davvero la pena. Potranno nascere nuovi servizi, ogni giorno, lo stipendio non aumenta e neanche le ore che compongono la giornata e quel poco tempo libero che ci rimane a disposizione dopo aver assolto a ogni nostro dovere, trovate l’errore.

Mi piace Sky Box Sets? Si, perché funziona, e perché fa parte del mio abbonamento senza la necessità di dover sborsare ulteriori soldi, difficilmente sarei disposto a sopperire all’ulteriore spesa se così non fosse, rinunciando alla possibilità di recuperare puntate di stagioni che magari mi sono perso, e che nel frattempo sono scadute e non più reperibili nel normale On Demand. D’altronde il disco fisso presente nel decoder ha solo 500GB, bisogna fare i conti con la molteplicità di titoli che si è finiti per seguire! :-)

Non di solo serie

Si perché, escludendo gli introiti portati dal calcio, i motori sono quelli che attirano più l’attenzione e, di conseguenza, abbonamenti. Si parla della migliore stagione che si sia mai vista, ma suona un po’ come la pubblicità dell’iPhone di Apple, sempre migliore rispetto all’ultimo, come potrebbe essere altrimenti? Mi concedete una citazione? Nessuno scrittore resiste a una buona storia, così come un politico non resiste a far promesse che non può mantenere (no, tocca a voi capire o ricordare a chi sto facendo riferimento). Funziona così con tutti, Sky compreso, e questo esula dalla fiducia che un cliente può (o non) avere. Sarà molto difficile battere l’adrenalina che si è diffusa nel corpo durante l’ultima stagione di MotoGP, lo stesso Meda dovrebbe saperne qualcosa.

Facili ironie a parte, i numeri sventolati dal gruppo di entertainment parlano chiaro: 9 mesi di gare (si arriva alla fine di novembre), 39 GP rigorosamente in diretta e in alta definizione, 11 le esclusive in diretta per il canale F1 (21 le totali), 10 per il canale MotoGP (18 le totali). Non so se il gruppo sarà capace di battere i 7,1 milioni di spettatori unici raggiunti lo scorso anno (Sky Go ha contato 630.000 contatti e oltre 1 milione sull’interattività con i canali, per una crescita complessiva del 40% rispetto allo stesso risultato, immagino, del precedente anno) e quel tetto di 10 milioni raggiunto con la sola gara di Valencia, ma posso certamente augurarglielo. Con l’occasione, sono stati rinnovati anche i mosaici, che permetteranno di seguire costantemente tempi e on-board del proprio campione.

Condite il tutto con le voci e i volti di coloro che sull’argomento possono permettersi il lusso di parlare con cognizione di causa, senza inutili lamentele (ogni riferimento al commento gara F1 dello scorso anno quando la Ferrari non è stata inquadrata per lungo tempo è puramente casuale). Polemiche che fanno bene allo sport e alla discussione, le eterne sfide e sfottò da tifosi quando ci si ritrova con gli amici per una birra o un saluto su Facebook.

Dal 20 marzo prossimo non ce ne sarà più per nessuno, si partirà con la contemporaneità dei due mondiali ai nastri di partenza 2016, in Qatar (MotoGP) e in Australia (F1), fortunatamente in orari diversi, sfortunatamente con una levataccia necessaria (e una notte giovane). Che poi sapete che vi dico? Stimo Vettel, tantissimo, e adoro la Ferrari, ma proprio no, quel giorno per me ci sarà solo la MotoGP e un nuovo tentativo di andare a completare la decima, che io ci credo ancora, e sono pronto a perdere la voce saltando come un canguro sul divano (o forse no, che è nuovo e magari la compagna mi ammazza).

Scaldate i motori.

Giusto per la cronaca e per un mondo migliore: NON si tratta di un articolo sponsorizzato. Ho preso parte alla conferenza stampa di Sky, mi sono divertito e l’ho trovata molto interessante, mi è piaciuto poter dare un volto a quella che spesso è solo una voce. Ho inoltre provato Sky Box Sets direttamente tramite il mio decoder, sono un cliente pagante, nessun regalo da parte di nessuno, ho semplicemente espresso le mie opinioni e snocciolato qualche numero ottenuto in conferenza, per il puro piacere di parlare di questo tipo di argomento che mi appassionano.

Il primo mese è passato (quello della mia prova gratuita, nda) ed è tempo di tirare una riga e riportarvi qualche impressione riguardo Netflix, re incontrastato della nuova televisione, quella on-demand, sempre disponibile, sempre pronta a seguire le esigenze del cliente, approdato in Italia lo scorso 22 ottobre dopo anni di esperienza sulle spalle maturata negli USA.

Netflix: è tempo di nuovi competitor nel campo streaming

Gli ingredienti sono sempre gli stessi: un buon divano, un paio di ciotole di pop-corn che non vanno assolutamente condivisi con la propria signora (il mio tesssssoro, cit.) e il telecomando. Sì perché non serve nient’altro, non serve neanche preoccuparsi per capire come noi possiamo arrivare a Netflix, sarà Netflix ad arrivare a noi, questo grazie al suo essere disponibile per quasi ogni piattaforma esistente. Netflix in un solo colpo ha fatto ciò che altri hanno impiegato mesi a fare, merito di quanto già fatto in altre nazioni e che è stato semplicemente messo a disposizione anche degli IP italiani.

Smart TV, PlayStation, Xbox, Chromecast, Apple TV, lettori Blu-ray, smartphone, tablet e ovviamente PC (la lista è lunga, non ho riportato tutte le piattaforme), Netflix è la reincarnazione perfette dello slogan di un noto operatore telefonico, di qualche tempo fa: “è tutto intorno a te“.

Accordi commerciali, offerte personalizzate, mesi di prova gratuiti che si susseguono e che possono essere guadagnati; un nuovo competitor all’interno di questo mercato che anni fa potevamo solo ipotizzare e sperare di vivere (ancora sorrido pensando a quando ne parlavo con amici e conoscenti, io che cercavo costantemente fonti video alternative al tradizionale cavo dell’antenna utilizzando le prime versioni di VLC, nda) può solo far bene al cliente finale. Sono contento di poterlo vivere, contento di farne parte e ancora più contento di poter usufruire di contenuti originali, in diretta e storici che sono sotto il mio totale controllo (i miei orari, le mie pause, i miei gusti), a portata di telecomando, connessione e legalità che mi ha fatto quasi dimenticare come si usa Torrent.

Cosa cambia quindi per noi tutti? Vediamolo insieme.

Netflix

Bello, facile da usare, apprende costantemente da ciò che si guarda, propone e mette a disposizione un catalogo ricco di titoli originali e sotto licenza. Non è ancora perfetto per il mercato italiano perché perde alcuni dei titoli più interessanti che sono stati concessi in licenza a player già presenti sul nostro territorio da più anni (Sky e Mediaset), ma con una grande voglia di fare bene, crescere e giustificare il balzello mensile richiesto ai clienti, offrendo una qualità che altri possono ancora sognare. Ha dei pro e dei contro come ogni prodotto, che ho provato a raccogliere in un piccolo elenco:

  • Bello, comodo, facile da usare, anche insieme: non serve poi molto tempo per imparare a muoversi nell’ecosistema Netflix, l’ho già detto a inizio paragrafo e lo ribadisco. Si crea il proprio utente, si crea il proprio profilo (utile per poter condividere l’abbonamento, possibile dall’offerta media) e si parte con la visione dei contenuti basata sui propri gusti (vi verrà chiesto di selezionare qualche titolo che si ritiene potenzialmente interessante per stilare una prima lista). Il tutto anche tenendo due (o più) profili attivi contemporaneamente, ovvero il tallone d’Achille dei competitor che invece pretendono che un solo account possa essere utilizzato su un solo dispositivo alla volta. Io posso guardare un contenuto sul televisore, la mia compagna potrebbe fare lo stesso sull’iPad in un’altra camera di casa, tanto per dire, devo aggiungere altro riguardo questa killer-feature?
  • L’interfaccia controlla ogni cosa: cosa abbiamo visto e quando, stato di avanzamento della stagione (cosa dobbiamo quindi guardare: addio alle amnesie o alla necessità di tracciare ciò che si guarda, costantemente), a prescindere che si tratti di serie televisive o film. Da una puntata all’altra viene automaticamente rimossa l’eventuale sigla così da passare direttamente “alla ciccia“, noi potremo solo rifiutarci di continuare la visione della serie.
  • Sempre uguale: che venga acceduto tramite iPhone, Apple TV o console, Netflix è sempre lo stesso. Corrispondono le voci, corrisponde il contenuto, corrisponde ogni cosa. Magari l’interfaccia su Apple TV (3, quella sulla quale ho effettuato parte del test) è leggermente diversa per scelte dell’azienda di Cupertino, ma capirete immediatamente come muovervi, senza troppa fatica.
  • Non ho tempo ora, riprendo dopo: state guardando una puntata della vostra serie televisiva preferita ma dovete recarvi a un appuntamento, magari in metropolitana o bus. Fermate lo streaming, spegnete il televisore, chiudete casa. Ora che siete saliti sul mezzo di trasporto scelto, nessuno vi impedirà di prendere il telefono e continuare a fare ciò che stavate facendo prima. Giusto per rendere l’idea, questo è successo durante una delle code dell’ultimo giorno di Expo 2015:
  • Titoli originali: la punta di diamante dell’offerta. Serie televisive realizzate direttamente da Netflix, pubblicate in un solo colpo, dando così al cliente la possibilità di vedere gli episodi che compongono la stagione quando meglio crede. Da Daredevil a Jessica Jones passando per Narcos, il catalogo ne può vantare diverse, spesso molto valide (tutto dipende dai gusti, ovviamente).

Non tutto oro è, però, ciò che luccica. Se da una parte adoro Netflix perché fa esattamente ciò che gli viene chiesto ed è nato per esaudire i desideri di chi è appassionato di serie televisive e film, dall’altra ha qualche pecca che in tutta onestà non comprendo.

Adoro, a-do-ro la qualità in HD che può addirittura spingersi fino ai 4K nell’offerta più costosa e ricca del pacchetto (in termini di connessioni contemporanee), ma non riesco a comprendere il perché (tanto per fare un esempio banale) io debba dare le mie credenziali di accesso anche alla persona con la quale condivido l’abbonamento. Nel mio caso si tratta di mia sorella (io e Ilaria utilizziamo un solo profilo), d’accordo, nulla quindi di preoccupante. Ma se volessi dividere l’abbonamento con un amico e non volessi permettergli di modificare le preferenze dell’account? Entrando con quella coppia di credenziali non verrà posto alcun limite alla modifica di account e profili configurati. Mia sorella potrebbe tranquillamente disattivare l’abbonamento, eliminare il mio profilo (facendomi perdere tutto lo storico), ritoccare il metodo di pagamento o, “piccolezza“, modificare la password di accesso e fare il logout delle mie sessioni. Comodo, eh?

E se questo tipo di accesso fosse ipoteticamente alla portata di mio figlio, cosa gli impedirebbe di rimuovere ogni filtro di parental-control sul suo profilo? Un PIN numerico potrebbe mettervi al riparo da possibili problemi? Vi rispondo io: no, non basta.

Altra particolarità negativa: perché pensare a un sistema di attivazione delle sessioni tramite PIN temporaneo, se poi sono costretto a inserire la password su ogni dispositivo? Basterebbe generare un codice di accoppiamento sul nuovo dispositivo e farlo confermare da un altro già connesso, o magari da PC, tutto pur di non re-inserire ogni volta una password kilometrica che protegge l’accesso al mio account. Lo fanno già molti altri software, perché Netflix non lo permette ancora, nonostante tutta la sua esperienza nel campo? A quando un’eventuale autenticazione in 2-step (volendo continuare sulla falsa riga dell’argomento discusso)?

Netflix: è ora di passare alla videoteca americana?

Altri difetti clamorosi, in tutta onestà, non sono stato in grado di trovarne, fatta forse eccezione per la necessità di un plugin Silverlight (su Mozilla Firefox, utilizzato anche lui durante i test) per poter gestire i contenuti protetti da DRM, fastidioso e costoso in termini di risorse utilizzate dal PC, nonostante tutti i passi in avanti fatti con HTML5.

Come tenersi al passo con le novità?

Non è difficile, di siti web e comunità che tengono d’occhio Netflix ce ne sono tanti. Potreste tenere d’occhio le nuove pubblicazioni tramite whatsnewonnetflix.com/italy (in inglese, ma facilmente consultabile anche da chi non mastica la lingua straniera), tanto per fare un esempio. Oppure, se volete aggiungere una possibile fonte al vostro profilo Facebook (che tanto si è abituati a utilizzare forse più volte al giorno), potreste pensare di seguire la pagina “Nuove uscite Netflix Italia“, o farvi aggiungere al gruppo “Utenti Netflix Italia“. Si tratta di fonti che possono dare consigli, calendari sulle nuove uscite (programmate e non), uno spazio dove parlare, confrontarsi, magari chiedere supporto per qualcosa che non è ancora chiaro per voi.

Ho poi trovato, e vi segnalo, un articolo completo che parla di trucchi, estensioni e scorciatoie per l’utilizzo di Netflix, su SmartWorld.it: smartworld.it/audio-e-video/netflix-estensioni-app-sottotitoli-scorciatoie-e-siti-web.html.

Cosa cambia per i competitor?

Apparentemente nulla, qualcosa però c’è se si scende nei particolari. Sono cambiate le politiche sui periodi di prova, ora sono gratuiti i primi 30 giorni anche per Sky Online, per esempio. C’è poi la nuova stagione di The Big Bang Theory in contemporanea USA e rilasciata puntata dopo puntata su Infinity (c’era stata anche una prima stagione di The Musketeers rilasciata tutta in blocco, qualche tempo fa, sempre su piattaforma Mediaset) e dietro la regia si stanno facendo quei piccoli e grandi movimenti di marketing per mettere in risalto le proprie caratteristiche, come fosse una danza di accoppiamento per cercare la femmina adatta a procreare. Non c’è nulla di male, è giusto, bisogna però essere estremamente rispettosi e trasparenti nei confronti dei clienti, senza mai dimenticarsi che il proprio successo è determinato proprio da questi. È quindi necessario innovare, migliorarsi, sempre, senza mai fermarsi, bisogna farlo per sé stessi e per i clienti, sono loro che ne scoveranno altri per voi e sono sempre la migliore pubblicità, non di solo marketing è fatto il mondo.

Dare ascolto ai clienti ed essere sempre presenti è la chiave di volta.

Perché sceglierne più di uno?

Non c’è motivo alcuno, non sarò io certamente a dirvi perché abbonarvi o non abbonarvi a più servizi contemporaneamente. Io posso solo dirvi che ho scelto di essere un abbonato dei servizi in streaming che mi permettono di accedere a un catalogo pressoché infinito. Mi piacerebbe risparmiare qualche soldino? Certamente, impossibile metterlo in dubbio, ma sono soddisfatto e posso guardare qualsiasi cosa io voglia in qualunque momento, ciò mi basta, è lo stesso ragionamento alla base del mio abbonamento mensile di Spotify, considerando che ho abbattuto completamente la libreria di iTunes e tutti gli Mp3 che avevo nei miei dischi. Se oggi dovessi fare il conteggio delle possibili spese a fine anno (acquisto di musica e noleggio di contenuti video, cinema, ecc.) supererei abbondantemente la spesa totale generata da ogni abbonamento che pago mese dopo mese.

C’è un vincitore?

No, nessuno in particolare almeno. Ci sono buoni motivi per amare o odiare (un parolone, in realtà) ciascuno dei competitor. Si passa dal target più anziano a quello più giovane, cercando poi una via di mezzo che possa accontentare un po’ tutti. Prendete Sky Online, ha qualcosa che nessun altro ha almeno fino a ora: gli show. Sembrerà una sciocchezza, ma quando in casa ci si diverte insieme guardando e commentando una puntata di X Factor oppure Masterchef, è giusto riconoscere che sia Sky a realizzarla e trasmetterla, anche tramite la sua piattaforma Online.

Netflix: è tempo di nuovi competitor nel campo dello streaming

Certo questa ha delle pecche, un problema di banda di tanto in tanto (no, non è la linea di casa totalmente scarica, fidatevi) e un’interfaccia che diventa immediatamente “banale e piena di mancanze” quando si è abituati a usare poi quella di Netflix (e la stessa sorte tocca a Infinity, giusto per essere chiari) ma propone contenuti che altri non hanno, in diretta e on-demand. Ecco perché non rinuncerei a Sky Online. Il catalogo è giovane, le serie televisive di Fox sono quelle che seguo di più e AXN è forse l’unico che manca all’appello del bouquet (insieme ai canali Comedy, a dirla tutta). La speranza? Quella che anche Sky Online possa imparare da Netflix e non solo per il periodo di prova gratuito, ma anche per l’interfaccia e per dare ascolto ai suoi clienti, migliorando costantemente le offerte a disposizione così come i canali, sono quelli la vera forza della piattaforma, anche se spesso so che si tratta di problemi legati alle licenze.

E ora torno a guardarmi Jessica Jones, con permesso, e complimenti per essere arrivati a leggere fino a qui.

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi i miei pensieri. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: abbonamenti di Netflix e Sky di tasca mia. Per Infinity ho un abbonamento messo a disposizione da Mediaset.

Mettetevi comodi, questo è uno di quei pezzi lunghi. Una comparativa, una di quelle classiche. Ho due prodotti, vorrei capire perché tenerne uno o l’altro, cosa c’è da preferire, cosa da criticare, il bouquet su cui poggiare, la qualità nella loro complessità. Utilizzatori di Sky Online e Mediaset Infinity a me, cerchiamo insieme di capire cosa sia meglio consigliare a chi non ha mai avuto occasione di provare a fondo nessuno dei due servizi (o anche solo uno), io li ho entrambi, vi descrivo la mia esperienza.

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Di cosa si tratta?

Dei servizi tipicamente offerti sotto abbonamento ai propri clienti resi pubblici grazie a dei piccoli pacchetti prepagati che possono essere rinnovati o abbandonati in qualsiasi momento. Nessun impegno da ambo le parti, tutto funziona ed è fruibile solo fino a quando l’utente deciderà di pagare, poi amici come prima, in pratica si tratta della naturale evoluzione (che non esclude l’esistenza) di Premium Play di Mediaset o Sky Go per gli abbonati Sky. Un portale accessibile tramite qualsiasi (o quasi) piattaforma o applicazione dedicata che permette così da avere una raccolta di contenuti a propria disposizione, serie televisive o film, documentari, approfondimenti, potenzialmente qualsiasi cosa nel bouquet delle società in gioco.

È ciò che ci sarebbe dovuto essere da sempre e che spero possa prendere ancora più piede con l’aumentare della copertura ADSL (fibra o rame) in Italia (nel resto del mondo nella maggior parte dei casi sono già molto più avanti e non si parla certo di cose nuove per loro). È la possibilità di fruire dei contenuti che si desiderano nel preciso istante in cui li si desiderano passando dalla piattaforma che si ha a disposizione in quello specifico istante. Non ha importanza se per guardare un film utilizzerò il mio iPad, il mio PC portatile o la console, ha importanza solo la mia necessità, è la TV che deve potersi adattare a noi, non il contrario.

L’offerta

Due pacchetti disponibili per Sky Online, uno solo per Mediaset Infinity, quest’ultimo però non include costi aggiuntivi che sarà necessario tirare in ballo nel caso in cui si voglia accedere a particolari contenuti. Il primo prevede diversi canali in diretta in ambo i pacchetti (oltre il live necessario per gli eventi sportivi, separato dalle offerte standard), il secondo no. Il primo offre il meglio delle serie televisive targate FOX, il secondo insegue con le esclusive che si è accaparrato il colosso di Cologno Monzese. Si ma nello specifico?

skyonline

Sky Online prevede un ticket da 9,90€ al mese per accedere a tutto quello che è l’intrattenimento delle serie FOX e Sky Atlantic, oltre i canali live come Sky Uno con i programmi della prima serata (siano essi originali e realizzati per l’Italia o tradotti e importati dall’estero), il tutto disponibile anche in lingua originale per i puristi. Incluso nell’offerta (di base o più completa) c’è sempre Sky TG24 che ormai è disponibile in ogni lago e in ogni luogo. All’intrattenimento si può aggiungere il pacchetto cinema dal costo di 14,90€ al mese, questo vi darà accesso alla ricca libreria sotto licenza Sky, aggiornata frequentemente e rifornita con contenuti che solo qualche mese fa sono stati disponibili per il grande schermo. Così come per il pacchetto di base (intrattenimento) anche per il cinema viene dato accesso ad alcuni canali live, più numerosi stavolta, con l’ulteriore “bonus” del canale che ogni tanto Sky sceglie di dedicare a una particolare ricorrenza o serie (ad esempio in questi primi giorni del 2015 si ha accesso al canale dedicato ai film di Indiana Jones, ndr). La società garantisce 10 nuovi titoli alla settimana non specificando però se si tratta di novità o grandi classici. Anche in questo caso tutti i contenuti sono disponibili anche in lingua originale.

Una delle pecche che a fatica mando giù? La non disponibilità di alcuni titoli in diretta con il satellite. Potrebbe capitare (accade spesso, sia per l’intrattenimento che per il cinema) che un film mandato in onda su Sky Cinema 1 non possa essere acceduto da Sky Online. Questo sarà invece disponibile già dal secondo giorno,  in pratica il “Day 1” è dedicato all’abbonato con il classico decoder in salotto. Rivolgo quindi la domanda a Sky stessa (che cercherò poi di contattare per fargli leggere questo articolo): perché? Sono forse l’abbonato di serie B rispetto a quello che ha deciso di legarsi a voi con l’offerta classica? E se non avessi la possibilità di installare la parabola? O magari mi trovo fuori sede e voglio comunque accedere ad un qualcosa che ho pagato?

Per coloro che invece amano lo sport e vivono solo per quello Sky Online non riserva alcun ticket a forfait. Ogni evento va pagato singolarmente o si può scegliere di pagare una stagione intera se messa a disposizione da Sky stessa tra le selezionabili nella pagina dedicata: skyonline.it/sport/index.shtml. Qui il prezzo lievita e di parecchio, si fa leva sulla necessità del calcio dell’italiano medio, ma anche della Formula 1 o della MotoGP per chi le segue (sottoscritto compreso). Rispetto all’accessibilità della tariffa di intrattenimento il cinema è appena sopportabile, lo sport proprio no. Pensare di pagare un singolo evento sportivo quanto la metà di un abbonamento mensile di intrattenimento (e più in alcuni casi) fa rabbrividire al solo scriverlo, la convenienza (se di questa si può parlare) si piazza ovviamente sui bouquet multi-evento per un’intera stagione di Formula 1 o magari di una Champions League. Questi pacchetti spesso includono anche la più classica delle caramelle alla cassa del ristorante: un periodo “gratuito” di accesso all’offerta base (intrattenimento).

Eccezione fatta per lo sport, Sky Online è fratello gemello di uno Sky Go per gli abbonati tradizionali di Sky. Di certo non c’è la stessa quantità di canali live ma è comunque possibile accedere ai contenuti di Sky On Demand, anch’esso dedicato inizialmente ai soli abbonati alla TV satellitare e finalmente aperto anche a chi ha scelto (per volere o per impedimenti tecnici) di approfittare delle offerte tradizionali del big di Rogoredo. Un’ottima mossa che con il tempo non può fare altro che crescere arricchendosi e arricchendo chi sceglie di continuare a pagare uno o più pacchetti andando così a far “compagnia” agli altri abbonamenti mensili a basso costo, come già accade per Spotify ad esempio.

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Mediaset Infinity è l’alternativa meno costosa e la prima ad essere stata così accessibile (anche da console, anche se inizialmente si parlava solo di PlayStation 4). Per poter usufruire di (quasi) ogni suo contenuto richiede il pagamento di un ticket unico da 4,99€, da rinnovare mensilmente (ad oggi che l’articolo viene pubblicato, in teoria il prezzo pieno di listino sarebbe di 6,99€). Si, è nettamente inferiore alla somma dei due pacchetti di Sky Online (intrattenimento e cinema insieme costerebbero -di listino- 24,80€ mensili) e no, non è proprio così completo.

Infinity propone un bouquet di film, serie televisive e cartoni animati non indifferente, un archivio davvero molto molto esteso, qualcosa che è difficile da reperire diversamente ma che soprattutto farebbe invidia a quasi qualunque collezione privata di contenuti fisici e virtuali, sicuramente un vanto ma non certo per le novità. Infinity ha tutti i contenuti, anche quelli più recenti, previo pagamento del singolo noleggio. Entro, voglio farmi due risate, un film leggero, toh guarda è appena stato reso disponibile l’ultimo di Cameron Diaz, Sex Tape, oh fermo, è un contenuto a noleggio, poco male, vediamo di quanto si tratta:

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Oh bella, 4,49€ in offerta anziché a 5,50€ riservato ai clienti Infinity! Ora, vi prego parliamone: per poter vedere il contenuto bisogna essere clienti Infinity, non potrei neanche fornirvi il collegamento alla scheda del film perché il progetto Mediaset prevede una vetrina come quelle dei locali di massaggi cinesi all’interno dei quali non potete dare un’occhiata se non entrando perché completamente coperti da adesivi che descrivono l’attività (almeno quella ufficiale) e insegne luminose a corredo per convincervi ad entrare. Facciamo un rapido calcolo: pressoché tutte le novità di Infinity hanno un costo di noleggio che varia tra i 4 e i 6 euro circa, se siete come me che vi concedete più di due film al mese (ma facciamo due giusto per semplicità) la somma è presto fatta: 4,49€ (a voler mantenere l’offerta attuale) per due (8,98) che si vanno ad aggiungere alla quota fissa di ingresso mensile (4,99€ oggi, a listino pieno si parla di 6,99€) si arriva ad un totale che quasi raggiunge l’offerta di Sky Online (si parla davvero di un nulla a mantenere esclusivamente i prezzi in offerta) che però ha valenza per un intero mese (e per Sky si parla di listino pieno, senza alcuna promozione o sconto). Dal terzo film novità in poi avete automaticamente superato la cifra, perdendo la convenienza del ticket unico più basso per l’accesso a tutto ciò che è in libreria “compresa nella sottoscrizione“. L’alternativa è quella di perdersi nella sconfinata giungla di titoli già compresi a listino, sono tanti, tantissimi, grosso modo incontrano tutti i tipi di gusti.

Fortunatamente Infinity è fatto anche per gli amanti delle serie televisive e propone bei titoli a stagioni piene che potete quindi vedere in qualsiasi momento. A queste vanno aggiunte le fiction acquistate e localizzate (quindi trasmessi sui propri canali liberi) o direttamente prodotte, da Squadra Antimafia a L’Onore e il Rispetto passando per I Cesaroni, non mi metto a discutere gusti personali (questo è altro tipo di argomento piuttosto soggettivo). Al contrario di Sky Online spesso le licenze che permettono di tenere online intere stagioni sono decisamente meno restrittive, tanto per fare un esempio è ancora disponibile la quarta stagione di The Big Bang Theory che è molto vecchia e che su Sky Online non trovereste probabilmente più online da mesi, al contrario magari degli ultimi episodi della settima in attesa dell’inizio dell’ottava previsto tra qualche giorno:

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Grandi “giocatori” come –appunto– The Big Bang Theory, Breaking Bad o ancora Orange is the new black fanno parte già della sottoscrizione, al contrario molte altre serie di interesse più o meno alto non le troverete qui, no signori miei, quelle sono riservate a Mediaset Premium e Premium Play. Questo è per me uno sciocco errore del quale ovviamente non posso che ignorarne il motivo che sarà ovvio per i ragazzi di Mediaset (e molto meno per i comuni mortali, sarebbe bello saperne di più), ho lanciato una ricerca banale su Royal Pains, attualmente in onda su Premium, disponibile solo nell’area Play:

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Unica eccezione assolutamente gradita di questo periodo è la nuova “The Musketeers” che sta andando in onda in queste settimane su Italia 1 e che è stata pubblicata in blocco su Infinity lo scorso primo dicembre (con la speranza che non sia solo la prima e l’ultima ad ottenere questo trattamento).

Sui cartoni animati nulla da dire, non c’è competizione in quanto si tratta di un contenuto attualmente trattato dal solo Infinity. Una libreria sufficientemente ricca di titoli a disposizione immediata dell’utilizzatore, il Sacro Graal per i genitori che necessitano di tenere buoni il pargolo mentre preparano la cena o per godersi una serata alternativa permettendo ai più piccini di scegliere i programmi una volta tanto. Questo è l’unico punto che a differire da Sky Online e la stessa cosa vale per il competitor che offre la parte Sport (a gestione e pagamento separato come già sottolineato) qui non presente.

Per completezza di informazioni (prima di chiudere il paragrafo completamente dedicato a Infinity) vi dico che il servizio di Mediaset possiede una voce denominata “Cinema Live“, accessibile tramite interfaccia principale (io ho personalmente provato da PC, ndr) ma questa non propone alcuna informazione riguardo il video mandato “in diretta”, non si capisce a che canale di Mediaset faccia riferimento e non mi è stato quindi possibile approfondire più di tanto la questione. Forse un test? Una fase beta prima di un rilascio vero e proprio? Spero di poter aggiornare l’articolo in futuro :-)

Fruibilità dei contenuti, dubbi, assistenza

Entrambi i competitor hanno un cono d’ombra all’interno della propria offerta: vantaggi e svantaggi, limitazioni più o meno chiare e seccature perché a noi di fare le cose chiare e che diano accesso realmente a tutto evidentemente non piace. Questo è uno dei casi per i quali mi piacerebbe “imparare dall’America“, vedere l’episodio della serie che sto seguendo e che mi sono perso direttamente dal sito web del produttore, aprire Netflix e accedere a una videoteca in grado di far impallidire la vecchia Blockbuster e cose così e invece no, bisogna attendere ancora prima di poter arrivare a questo stadio.

Vediamo il bicchiere mezzo pieno, è un passo, un passo importante. Entrambi i siti web gestiscono correttamente una quantità di richieste molto alta, il primo (Sky Online) è fatto molto bene, è elegante, essenziale, si è in grado di trovare ciò che interessa in poco tempo, si va dritti al punto. Il secondo pecca un pelo di più a causa di una sua organizzazione per genere o tipo di raccolta che in qualche caso diventa superfluo e fa perdere più tempo del previsto. In entrambi i casi il campo di ricerca interno sarà la vostra ancora di salvezza per andare dritti al punto. La gestione dell’abbonamento, dei rinnovi e del proprio utente (con preferenze e opzioni) è fatta meglio ancora una volta su Sky Online ma Infinity ha comunque tutto ciò che ci serve. L’assistenza (che ho avuto modo di provare per entrambi) è sempre a disposizione e preparata, risponde puntualmente alle domande anche in orari “non di ufficio” e nel caso di Infinity ho potuto constatare una disponibilità e una gentilezza davvero lodevoli, non ho avuto bisogno (perché non ho riscontrato grossi problemi, quindi non posso essere così preciso) per ciò che riguarda Sky Online, nel loro caso mi sono limitato a sciogliere dubbi o mettere a posto codici che avevo riscattato senza però vedere variazioni nelle date di abbonamento al servizio, cose che oggi non capitano più con il crescere della piattaforma.

Quasi di pari passo le applicazioni. Anche qui le differenze ci sono e si vedono. Se Sky Online pecca forse di user-experience un po’ più scarsa su Xbox One ma si riprende su PC o iPad, Mediaset Infinity si mostra nello stesso modo ovunque anche se con differenze (minuscole). Una volta collegati con il vostro Gamertag (continuo a parlarvi dell’esperienza console, ndr) potrete fare login in entrambe le applicazioni e memorizzare le credenziali così da godere in futuro di tutti i contenuti messi a disposizione senza perdere ulteriore tempo. Sky Online propone il suo catalogo oltre i canali live separati per sezione, Mediaset Infinity cerca di organizzare alla stessa maniera del sito web il suo catalogo, concedendo inoltre l’utilizzo dei tag ma peccando parecchio sulla ricerca titolo tramite nome o altro dettaglio. Sky Online modifica la qualità dello streaming nel caso in cui la rete abbia qualche problema (molto comodo) ed esce addirittura dal flusso streaming e dall’applicazione mostrando un messaggio di errore nel caso in cui non possa più mostrare il video (molto molto scomodo, spesso si tratta di un errore temporaneo di Sky Online stessa e basta rientrare immediatamente nel canale o nel contenuto precedentemente in onda, peccato però aver perso secondi o minuti preziosi nel caso in cui si tratti di un canale in diretta).

Se poi non vogliamo parlare di console la lista è presto fatta. Sky Online è attualmente fruibile da PC, tablet, alcune SmartTV, PlayStation (sia 3 che 4) e Xbox (sia 360 che One). Mediaset Infinity aggiunge anche Chromecast di Google, oltre ad una serie di diversi tablet o SmartTV, tutti visibili nella pagina di Help dedicata, contrariamente a quanto affermato da quest’ultima vi confermo che l’applicazione è inoltre disponibile per Xbox.

La prova con un vantaggio in più

Entrambe le piattaforme permettono l’iscrizione con prova gratuita o quasi. Sky Online offre la possibilità di fruire di due settimane di ticket cinema e intrattenimento a solo un euro, Mediaset Infinity propone una prova completamente gratuita del suo ticket unico per le stesse due settimane. Ho scelto (ormai diversi mesi fa) di dare fiducia a Sky Online e contemporaneamente di provare Infinity. Sul primo ho seguito tutto X Factor (eccezione fatta per la finale seguita dal vivo, ndr) e continuo a seguire i miei programmi preferiti e i film, sul secondo ho potuto finalmente terminare di vedere (o allinearmi) con diverse serie televisive o ritrovare film del passato che ho voluto guardare ancora una volta con piacere.

Scopri-Infinity

Per entrambi, ancora per poco tempo, potrete inoltre approfittare di pacchetti pensati e realizzati per questo periodo di feste ormai quasi del tutto passato. Sky ha proposto il suo “Sky Online Magic App“, 90 giorni di ticket intrattenimento e cinema al prezzo di 39€ in totale, stiamo parlando di contenuti che diversamente arriverebbero a costare quasi 75€. Si tratta di un codice riscattabile sia per un nuovo utente che per uno già presente sul sistema. Si acquista fino al prossimo 8 gennaio dal sito di Sky Online oppure potete mettere il prodotto nel carrello del vostro account Amazon!

Occhio però: ogni codice acquistato (non da sito di Sky Online dove verrà applicato immediatamente al vostro utente) dovrà essere riscattato / attivato entro e non oltre il 30 giugno di quest’anno. Oltre Magic App, Sky Online propone altre offerte in collaborazione con i propri partner, generalmente raccolte in una pagina apposita del sito web.

Diverso invece il ragionamento alla base dell’Infinity Pass, l’equivalente di Magic App ma dedicato ovviamente a Mediaset Infinity, acquistabile per sempre (così da non dover utilizzare una carta di credito o un account PayPal sul sito web) e in promozione fino al prossimo 11 gennaio. Come spiegato nell’articolo sul sito ufficiale il punto di forza sta nel prezzo (come Sky) e nella possibilità di raddoppiare i mesi di visione acquistati (entro il termine dell’11/1): si passa quindi dal taglio 1/3/12 mesi a 2/6/18 mesi (si, l’ultimo cresce ma non raddoppia). Il prezzo va dai 9,99€ ai 79€. Potete acquistare le card anche da web (è un controsenso rispetto a quanto pensato da Mediaset, lo so, ma tant’è!): mygiftcard.it/infinity_pass_24_99 (potete sostituire il 24_99 nell’URL con 79 o 9_99 per accedere alle altre card, il mio era giusto un esempio).

C’è dell’altro?

Sky Online e Mediaset Infinity non possono competere, non del tutto almeno, sono l’arma combinata perfetta (e legale, non trascuriamo il dettaglio) per avere più o meno tutto quello che ha da offrire la nostra TV per come la conosciamo oggi. Ho trovato pro e contro in entrambe, entrambe hanno voglia di crescere e sicuramente lo faranno, correggeranno le pecche, arricchiranno le offerte, diversamente non si sopravvive all’interno dello stesso stagno. Per ciò che mi riguarda vanno a completarsi e fin quando potrò cercherò di tenerle attive entrambe, anche se per poco tempo e tenendo a preferire la prima tra le due per la ricchezza di contenuti FOX che personalmente adoro (e ribadisco il personalmente).

Non c’è molto altro da dire (e di non detto fino ad ora) ma le conclusioni dell’articolo stavolta dovete trarle voi. Ho cercato di mettervi a disposizione tutto ciò che dovrebbe servire per fare la giusta scelta, quella dettata dalle esigenze più che dai pro e contro della singola piattaforma

Nel caso in cui abbia omesso qualcosa, dimenticato, sbagliato o chissà cos’altro non esitate a segnalarmelo tramite l’area commenti. Fate domande, cercherò di dar loro risposta (se si tratta di qualcosa di poco chiaro, tanto per fare un esempio). Come già detto ho entrambe le piattaforme attualmente disponibili e sottoscritte, posso fare tutti i test che desiderate o quasi ;-)

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi i miei pensieri. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fatta eccezione per l'abbonamento Infinity, fornito da Mediaset, quello di Sky è a carico della mia tasca.