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WhatsApp su PC? Perché no! :-)

Avere a disposizione un po’ di tempo per portare a termine alcuni esperimenti che passano per la testa non è sempre un bene, potreste incappare in idee malate come quella che ho avuto qualche tempo fa: portare WhatsApp su Desktop. Di cosa stiamo parlando? Dite seriamente? WhatsApp è l’applicazione che ha fatto la felicità dei fanatici di SMS e la scontentezza degli operatori che tutt’oggi applicano tariffe non esattamente simpatiche sul singolo messaggio di puro testo inviato verso un numero telefonico mobile.

Quello che WhatsApp fa è molto semplice: inviare messaggi di testo, immagini, suoni e altro ancora ma via internet, utilizzando la sola connessione dati, non producendo quindi ulteriori costi per chi lo utilizza, a patto che dall’altro lato ci sia un telefono con lo stesso software installato, cosa decisamente comune oggigiorno (per fortuna, aggiungerei).

L’applicazione per chi ancora non lo sapesse è disponibile su tutte le piattaforme più comuni, a pagamento o gratuitamente (dipende proprio dalla piattaforma che si ha a disposizione).

L’idea

Quello che ho voluto fare è stato provare a farla girare su un Android emulato dato che possiedo solo telefoni iOS. Perché fare una cosa simile? Soprattutto curiosità, poi la comodità di poter usare la tastiera fisica estesa, un mouse ed un monitor dove tenere in primo piano lo scambio di messaggi tra me e gli amici :-)

Unica pecca: se intendete portare WhatsApp su Desktop, sappiate che il client installato sul telefono con la vostra SIM principale smetterà di funzionare. Può esistere un solo client WhatsApp collegato per numero di telefono. Scegliendo quello emulato sul Desktop, quello mobile non scaricherà più i messaggi, dando il ben servito con un semplice messaggio a video per errore di autenticazione, con necessità di ricollegare (quindi effettuare una nuova verifica) del numero di telefono tramite SMS o telefonata.

La fattibilità

Presto detto (e fatto). Contrariamente ad un passato fatto di macchine virtuali più o meno aggiornate e pronte per VMWare, oggi è possibile trovare software che permettono di mettere in piedi il tutto senza la benché minima conoscenza, sforzo ed eccessivo impiego di tempo. Quello che ho personalmente provato è YouWave: un Virtual PC (Microsoft) ben mascherato che permette di accedere ad un Gingerbread 2.3 e a qualsiasi applicazione liberamente scaricabile da Google Play.

YouWave è un software a pagamento (circa 15$, spesa effettivamente bassa considerando il cambio di moneta favorevole), ma potete scaricarlo e provarlo gratuitamente per 7 giorni.

Attenzione: Se avete già un Virtual PC installato sulla macchina potrebbe dare dei problemi, l’importante è che durante l’installazione questo non sia già aperto e in uso.

Inutile parlarvi dell’installazione, è un banale avanti-avanti-fine come da “migliore tradizione“. Quello che c’è da sapere è -una volta avviato l’Androide- che basterà aprire il browser, navigare sul sito di WhatsApp (www.whatsapp.com) quindi andare nella sezione Download e scegliere Android, o più semplicemente puntare direttamente al pacchetto di installazione disponibile su whatsapp.com/android/current/WhatsApp.apk!

A pacchetto installato vi verrà chiesto di inserire manualmente un numero di telefono così da poter verificarne la proprietà. Ovviamente non essendoci una SIM installata nel sistema virtuale non sarà possibile ricevere il SMS di conferma con il codice da inserire. Vi toccherà quindi attendere che il countdown arrivi al termine per far partire la telefonata che arriverà sul vostro vero cellulare e vi permetterà di ascoltare la voce automatica che vi “consegnerà” il codice da inserire a video.

Il risultato? Giudicate voi stessi! :-)

YouWave - WhatsApp su Desktop! (clicca per ingrandire)

Velocità di consegna e qualità del servizio identiche rispetto al client installato sul telefono, potete in ogni caso inviare e ricevere file multimediali e -ammesso che abbiate caricato la rubrica nel sistema virtuale- vedere e chattare anche con altre persone che usano già WhatsApp. Non avete a disposizione l0 storico delle chat (succede anche sul telefono fisico, ndr) e tutto quello che scrivete o ricevete durante questo esperimento NON sarà disponibile in seguito sul cellulare.

Attenzione: Ancora una volta occorre fare attenzione al fatto che il servizio consente una verifica ogni ora circa. Ciò vuol dire che se avviate e verificate il vostro client WhatsApp emulato su Android alle 15, non potrete farlo ripartire correttamente sul cellulare prima delle 16.00!

Insomma, si tratta di un esperimento tanto semplice quanto veloce da mettere in pratica. L’unico fastidioso difetto trovato è l’impossibilità di cambiare il layout della tastiera, l’italiano non compare tra le lingue disponibili, vi toccherà quindi ricordare di avere a che fare con una tastiera americana dove tutti gli accenti e parte della punteggiatura è in posti differenti a dove solitamente siete abituati a premere. Per farvi un’idea date un’occhiata alla scheda (e l’immagine della mappatura pulsanti) su Wikipedia: it.wikipedia.org/wiki/File:Computer_keyboard_US.svg. Non so (e non ho fatto ricerche in merito) se esiste la possibilità di aggiungere un pacchetto lingue in seguito (magari usate i commenti per farmelo sapere :-)) così da rendere assolutamente perfetto il software.

Solo ieri sono venuto a conoscenza che esiste un secondo software stile YouWave, ma gratuito e disponibile già in versione beta su bluestacks.com:

Mancano alcune feature ma ce ne sono delle altre niente male, soprattutto se possedete già un telefono Android e volete sincronizzare la “versione” Mobile con quella Desktop!

L’unico limite è la vostra fantasia e il tempo che deciderete di investire in questi strani esperimenti, che permettono però di avere il proprio mondo a portata di click ovunque voi siate, cosa che allo stato attuale con iOS desidererei tanto ma che non è possibile fare!

Buon divertimento!

Da zero a cento con Google Currents: come pubblicare la vostra opera

Dell’arrivo di Google Currents in Italia ne hanno già parlato in molti, uno fra tanti è NinjaMarketing che ha giustamente approfondito l’argomento in suo articolo. Quello che vorrei fare io invece è parlarvi (come al solito) di come mettervi rapidamente in pista per arricchire quello che è il panorama delle pubblicazioni italiane compatibili con il software di Mountain View, considerato uno dei migliori per Android lo scorso anno e disponibile anche per iOS e -soprattutto- in Italia.

Gioxx's Wall su Google Currents - gioxx.org/currents

Quello che ho personalmente fatto è stato mettere in piedi una versione di Gioxx’s Wall compatibile con Google Currents, il risultato del mio lavoro è già visibile sottoscrivendo l’edizione su gioxx.org/currents e presto rilascerò una nuova versione che metterà in primo piano più aree del blog, lasciando in secondo piano tutto il resto (Twitter, video & Co.). Già disponibile inoltre è una pubblicazione dedicata a X Files, potete sottoscriverla andando all’indirizzo mozilla.gfsolone.com/currents!

Attraverso questo articolo vorrei darvi qualche consiglio su come personalizzare l’header della tabella dei contenuti e delle sezioni, quindi quello degli articoli singoli, il tutto non accontentandosi dello stile di default proposto da Google (molto elegante, a dirla tutta).

Tutto comincia da qui

Per poter iniziare a pubblicare la vostra opera sarà necessario andare all’indirizzo google.com/producer, entrare con il vostro utente Google e accettare la licenza proposta. Unico obbligo è l’utilizzo di Google Chrome, grave pecca per chi come me preferisce usare sempre Mozilla, ma tant’è.

Scelto il nome della pubblicazione e la prima fonte dalla quale scaricare i dati (tipicamente il feed RSS del vostro blog), potrete inserire altre fonti e contenuti. Farlo è estremamente intuitivo e semplice, Google pensa grosso modo a tutto, non mi soffermerò molto su come procedere, lo lascio fare alla vostra curiosità e allo stesso Google (la parte relativa al motore di ricerca stavolta, ndr) se necessario ;-)

Tabella dei contenuti

Il cuore e la partenza di tutta la vostra testata “Currents-Ready“, da qui potrete pilotare l’utente verso le sezioni più specifiche o verso i canali esterni quali Facebook, Twitter, Youtube, Flickr e qualsiasi altro servizio vi riesca a mettere a disposizione più o meno facilmente un feed RSS sul quale poggiare il vostro lavoro di “conversione” al mobile.

La tabella dei contenuti viene composta automaticamente da Google Currents che seleziona le ultime novità presenti nei vostri feed, ne cattura un’immagine e la propone al lettore per una fruizione intelligente, immediatamente e molto semplice. Quello che è possibile fare è determinare la posizione dei feed in lista, affinché Currents vada a inserire in prima, seconda o terza pagina (potete continuare a vostro piacimento e necessità) i contenuti.

Un consiglio? Inutile dirlo, tenete in testa alla lista ciò che volete mostrare in prima pagina, in particolar modo le prime 3 posizioni che su uno smartphone la faranno da padrone, contrariamente al tablet che -per ovvi motivi- proporrà più box e contenuti nella stessa schermata grazie al monitor più grande.

E’ inoltre possibile ritoccare lo stile proposto di default, un custom si adatta meglio alle esigenze di comunque, soprattutto per mostrare un eventuale logo o personalizzare i colori che possono non piacere nonostante l’usabilità e la leggibilità siano assolutamente perfette così come proposte nativamente. Ciò che io ho fatto è stato integrare il logo di questo blog, modificando lo sfondo subito dietro (da grigio a nero), replicando poi il tutto sulle altre sezioni e pagine singole della testata.

Selezionando quindi “Custom” sotto la voce “Header Template” (in Sections), ho messo mano al CSS, caricando dapprima l’immagine desiderata tramite l’area “Media library“, quindi inserendo il collegamento diretto nel foglio di stile stesso. Ecco il risultato in codice:


<style>
.customHeader {
background-color: #000000;
background-image:url('https://producer.googleusercontent.com/producer/attachment/CAAqBwgKMKqJ4AEw8bcN-gioxx.org_headerText.png4');
background-repeat:no-repeat;
background-position:center;
display: -webkit-box;
height: 60px;
-webkit-box-flex: 0;
-webkit-box-orient: horizontal;
-webkit-box-pack: center;
}

.customHeader .editionName {
color: #FFFFFF;
font-family: 'Currents-Regular-Sans';
font-weight:normal;
margin: 0 10px 0 0;
max-width: 80%;
overflow: hidden;
text-align: right;
text-overflow: ellipsis;
text-transform: lowercase;
white-space: nowrap;
}
</style>

<g:if device='tablet'>
<style>
.customHeader { font-size: 36px; -webkit-box-align: end; }
</style>
</g:if>

<g:if device='phone'>
<style>
.customHeader { font-size: 28px; -webkit-box-align: center; }
</style>
</g:if>

<div class='customHeader'>
<div class='editionName'>
</div>
</div>

Avendo poi cura di andare a rimuovere la voce “<g:text textid=’editionName’></g:text>” nel DIV “editionName” così da non far comparire il testo scritto con il nome assegnato alla testata, lasciando spazio solo ed esclusivamente all’immagine.

La singola sezione

Contrariamente alla tabella dei contenuti, vostra home page appositamente realizzate per Currents, la singola sezione può proporre specifici contenuti per i quali è sempre bene ricordare “dove ci si trova” al lettore. Per questo motivo ho deciso non solo di inserire il logo del blog (anche in questo caso togliendo il puro testo dall’header), ma di lasciare il nome assegnato alla sezione subito dopo, in modalità “logo | nome della sezione”. Il codice ritoccato è quindi il seguente:


<style>
.customHeader {
background-color: #000000;
display: -webkit-box;
height: 60px;
line-height: 60px;
-webkit-box-flex: 0;
-webkit-box-orient: horizontal;
-webkit-box-pack: center;
}

.customHeader .editionName {
color: #333;
font-family: 'Currents-Regular-Sans';
font-weight: normal;
margin: 0 10px 0 0;
max-width: 50%;
overflow: hidden;
text-align: right;
text-overflow: ellipsis;
text-transform: lowercase;
white-space: nowrap;
}

.customHeader .sectionName {
color: #DEDEDE;
font-family: 'Currents-Light-Sans';
font-weight: 300;
margin: 0 0 0 10px;
max-width: 40%;
overflow: hidden;
text-align: left;
text-overflow: ellipsis;
text-transform: lowercase;
white-space: nowrap;
}

.customHeader .divider {
border-left: solid 1px #a3a3a3;
}
</style>

<g:if device='tablet'>
<style>
.customHeader { font-size: 30px; -webkit-box-align: end; }
.customHeader .divider { height: 30px; margin-bottom: 15px; }
</style>
</g:if>

<g:if device='phone'>
<style>
.customHeader { font-size: 22px; -webkit-box-align: center; }
.customHeader .divider { height: 22px; margin-top: 5px; }
</style>
</g:if>

<div class='customHeader'>
<div class='editionName'>
<img src="https://producer.googleusercontent.com/producer/attachment/CAAqBwgKMKqJ4AEw8bcN-gioxx.org_headerText.png4" />
</div>
<div class='divider'></div>
<div class='sectionName'>
<g:text textid='sectionName'></g:text>
</div>
</div>

Stavolta ho deciso di non usare il logo del blog come sfondo della testata, è stato infatti inserito nel DIV “editionName“, al posto del puro testo. Il nome della sezione specifica mantiene il suo posto, così come il DIV “divider”, che produce a video quella barra verticale che permette di separare gli altri due.

Personalizzare la sezione Twitter

Decidere di inserire Twitter tra i contenuti disponibili sull’edizione Currents può sembrare una sciocchezza prima di scoprire che il noto Social Network, già da diverso tempo, non distribuisce più pubblicamente il proprio stream tramite feed RSS come un tempo.

Quello che si può fare per aggirare l’ostacolo è andarsi a ricavare i propri tweet direttamente dalle API di Twitter, il modo è piuttosto semplice e il risultato sarà effettivamente “digeribile” come feed RSS partendo dall’indirizzo https://api.twitter.com/1/statuses/user_timeline.rss?screen_name=gioxx dove -ovviamente- al posto del mio nickname andrà indicato il vostro o quello di un utente generico che volete includere nella pubblicazione.

Occhio però alle richieste, più aumentano, più c’è possibilità che vi venga bloccata la richiesta alla fonte, da quando sono state introdotte le API di Twitter c’è infatti un limite posto proprio sulle request, una veloce lettura alla sezione Developers del Social Network vi schiarirà le idee. Questa sezione sparirà dalla prossima versione di Gioxx’s Wall per Currents ;-)

Nessuno vi vieta però di rimbalzare il feed di Twitter su uno strumento di terze parti che possa tenere memoria dei vostri cinguettii e non arrabbiarsi se il numero di richieste al feed stesso aumenta nel tempo. Per la sezione Twitter ho voluto modificare lo stile prendendo quello di una qualunque sezione e arricchendolo ulteriormente con l’icona “simbolo” dell’azienda :-)


<style>
.customHeader {
background-color: #000000;
display: -webkit-box;
height: 60px;
line-height: 60px;
-webkit-box-flex: 0;
-webkit-box-orient: horizontal;
-webkit-box-pack: center;
}

.customHeader .editionName {
color: #333;
font-family: 'Currents-Regular-Sans';
font-weight: normal;
margin: 0 10px 0 0;
max-width: 50%;
overflow: hidden;
text-align: right;
text-overflow: ellipsis;
text-transform: lowercase;
white-space: nowrap;
}

.customHeader .sectionName {
color: #DEDEDE;
font-family: 'Currents-Light-Sans';
font-weight: 300;
margin: 0 0 0 10px;
max-width: 40%;
overflow: hidden;
text-align: left;
text-overflow: ellipsis;
text-transform: lowercase;
white-space: nowrap;
}

.customHeader .divider {
border-left: solid 1px #a3a3a3;
}
</style>

<g:if device='tablet'>
<style>
.customHeader { font-size: 30px; -webkit-box-align: end; }
.customHeader .divider { height: 30px; margin-bottom: 15px; }
</style>
</g:if>

<g:if device='phone'>
<style>
.customHeader { font-size: 22px; -webkit-box-align: center; }
.customHeader .divider { height: 22px; margin-top: 5px; }
</style>
</g:if>

<div class='customHeader'>
<div class='editionName'>
<img src="https://producer.googleusercontent.com/producer/attachment/CAAqBwgKMKqJ4AEw8bcN-gioxx.org_headerText.png4" />
</div>
<div class='divider'></div>
<div class='sectionName'>
<img src="https://producer.googleusercontent.com/producer/attachment/CAAqBwgKMKqJ4AEw8bcN-twitter_newbird_white.png" style="width: 50px; float: left;" /><g:text textid='sectionName'></g:text>
</div>
</div>

Vale lo stesso per Facebook o Google Plus, quest’ultimo integrato e già disponibile tra le sezioni inseribili in testata. Per Facebook vi servirà qualche passaggio in più, neanche troppo difficile …

L’integrazione con Facebook

Un semplice servizio online ed un URL ben preciso è tutto ciò che vi serve per avere un feed RSS da dare in pasto a Currents e pubblicare i contenuti di una timeline Facebook di una vostra pagina direttamente su smartphone e tablet senza passare dal Social Network di Mark Zuckerberg o esservi iscritti.

Find My Facebook ID è quello di cui necessitate. Andate alla pagina findmyfacebookid.com e inserite l’URL completo della pagina / profilo Facebook, quindi con l’unico pulsante disponibile ottenete l’ID numerico della pagina, copiatelo ed andate a sostituirlo nell’URL seguente che rimarrà sempre lo stesso:

https://www.facebook.com/feeds/page.php?id=182682921817&format=rss20

Dove “182682921817″ è l’ID della mia pagina dedicata a ABP X Files. Avete appena ottenuto la fonte RSS attraverso la quale pubblicare i vostri contenuti Facebook su Currents :-)

Un template custom anche per gli articoli

Cosa resta da fare? Un piccolo ritocco all’aspetto della testata per gli articoli singoli prima di andare in onda :-)

Quello seguente propone la testata standard più sottile di quella delle sezioni o della tabella dei contenuti pur permettendomi di integrare ancora un logo (cosa che però ho preferito non fare, scegliendo il puro testo almeno stavolta) e il nome della sezione dalla quale stiamo attingendo le informazioni ora presenti sullo schermo del device, il tutto con un bianco e un grigio chiaro su sfondo nero:


<style>
a.seeOriginalLink {
background-color: #EDEDED;
border: 1px solid #DCDCDC;
color: #333;
cursor: pointer;
display: block;
font-family: 'Currents-Regular-Sans';
margin: 1em auto;
max-width: 330px;
padding: 0.5em;
text-align: center;
vertical-align: middle;
-webkit-tap-highlight-color: #DCDCDC;
}

a.seeOriginalLink:active {
background-color: #DCDCDC;
}
</style>

<g:header disablePages='splash'>
<style>
.customHeader {
background-color: #000000;
display: -webkit-box;
-webkit-box-flex: 0;
-webkit-box-orient: horizontal;
-webkit-box-pack: center;
}

.customHeader .editionName {
color: #FFFFFF;
font-family: 'Currents-Regular-Sans';
font-weight: normal;
margin: 0 10px 0 0;
max-width: 50%;
overflow: hidden;
text-align: right;
text-overflow: ellipsis;
text-transform: lowercase;
white-space: nowrap;
}

.customHeader .sectionName {
color: #DEDEDE;
font-family: 'Currents-Light-Sans';
font-weight: 300;
margin: 0 0 0 10px;
max-width: 40%;
overflow: hidden;
text-align: left;
text-overflow: ellipsis;
text-transform: lowercase;
white-space: nowrap;
}

.customHeader .divider {
border-left: solid 1px #a3a3a3;
color: #727271;
}
</style>

<g:if device='tablet'>
<style>
.customHeader { font-size: 22px; height: 40px; -webkit-box-align:
center; font-weight:bold; }
.customHeader .divider { height: 22px; margin-top: 3px; }

</style>
</g:if>

<g:if device='phone'>
<style>
.customHeader { font-size: 17px; height: 30px; -webkit-box-align:
center; font-weight:bold; }
.customHeader .divider { height: 17px; margin-top: 1px; }

</style>
</g:if>

<div class='customHeader'>
<div class='editionName'>
<g:text textid='editionName'>
</g:text>
</div>

<div class='divider'>
</div>

<div class='sectionName'>
<g:text textid='sectionName'>
</g:text>
</div>
</div>
</g:header>

<g:splash layout='spanColumns' spanHeight='fit' gravity='top'
pages='1'>
<style>
.articleTitle {
color: #000;
font-family: 'Currents-Condensed-Sans';
margin-top: 30px;
text-align: left;
}

.articleSubtitle,
.articleByline {
color: #666;
font-family: 'Currents-Regular-Sans';
line-height: 30px;
text-align: left;
}

.articleByline {
border-bottom: solid 1px #ccc;
border-top: solid 1px #ccc;
font-size: 14px;
line-height: 30px;
height: 30px;
margin: 15px 0 0 0;
}

.articleByline img {
height: 16px;
margin-right: 5px;
vertical-align: sub;
width: 16px;
}

.articleCreated {
color: #999;
}
</style>

<g:if device='tablet'>
<style>
.articleTitle { font-size: 42px; margin: 20px 0 5px 0;
line-height: 1.1em; }
.articleSubtitle { font-size: 26px;line-height: 1.1em; }

</style>
</g:if>

<g:if device='phone'>
<style>
.articleTitle { font-size: 30px; margin: 15px 0 5px 0;
line-height: 1.1em; }
.articleSubtitle { font-size: 22px;line-height: 1.1em; }

</style>
</g:if>

<div class='articleTitle'>
<g:field fieldId='title'>
</g:field>
</div>

<div class='articleSubtitle'>
<g:field fieldId='subtitle'>
</g:field>
</div>

<div class='articleByline'>
<span class='articleFavicon'>
<g:field fieldId='favicon' hideExpansion='true'>
</g:field>
</span>

<g:field fieldId='external_authorName'>
</g:field>

<span class='articleCreated'>
<g:field fieldId='external_created'>
</g:field>
</span>
</div>
</g:splash>

<g:include template='interstitialAd'>
</g:include>

<g:include template='leaderboardAd'>
</g:include>

<g:fieldgroup source='feed,discovered,user' type='' start='1'
max='1' slideshow='true'>
</g:fieldgroup>

<g:field fieldId='body'>
</g:field>

<g:fieldgroup source='feed,discovered,user' type='' start='2'
max='10' slideshow='true'>
</g:fieldgroup>

Estremamente pulito e semplice, anche sui tablet.

Articoli e template custom: Supporto Informatico

Partendo dal presupposto che tutto quello che c’era da dire è stato detto fino a due righe fa, dedico questo breve paragrafo all’integrazione che ho voluto eseguire tra il mio blog e SupportoInformatico.org, progetto personale nato qualche tempo fa che ancora oggi -statistiche alla mano- raccoglie il favore del pubblico più tecnico alla ricerca dell’URL semplice da ricordare e dire agli utenti che hanno ben poca confidenza con le macchine!

Quello che sono andato ad operare sui singoli articoli pescati da questo diverso feed è la semplice modifica dell’intestazione che ora non proporrà mai il nome della sezione ma manterrà semplicemente il testo “supporto informatico“, inserito a mano proprio nel codice qui di seguito:


<style>
a.seeOriginalLink {
background-color: #EDEDED;
border: 1px solid #DCDCDC;
color: #333;
cursor: pointer;
display: block;
font-family: 'Currents-Regular-Sans';
margin: 1em auto;
max-width: 330px;
padding: 0.5em;
text-align: center;
vertical-align: middle;
-webkit-tap-highlight-color: #DCDCDC;
}

a.seeOriginalLink:active {
background-color: #DCDCDC;
}
</style>

<g:header disablePages='splash'>
<style>
.customHeader {
background-color: #000000;
display: -webkit-box;
-webkit-box-flex: 0;
-webkit-box-orient: horizontal;
-webkit-box-pack: center;
}

.customHeader .editionName {
color: #FFFFFF;
font-family: 'Currents-Regular-Sans';
font-weight: normal;
margin: 0 10px 0 0;
max-width: 50%;
overflow: hidden;
text-align: right;
text-overflow: ellipsis;
text-transform: lowercase;
white-space: nowrap;
}

.customHeader .sectionName {
color: #DEDEDE;
font-family: 'Currents-Light-Sans';
font-weight: 300;
margin: 0 0 0 10px;
max-width: 40%;
overflow: hidden;
text-align: left;
text-overflow: ellipsis;
text-transform: lowercase;
white-space: nowrap;
}

.customHeader .divider {
border-left: solid 1px #a3a3a3;
color: #727271;
}
</style>

<g:if device='tablet'>
<style>
.customHeader { font-size: 22px; height: 40px; -webkit-box-align:
center; font-weight:bold; }
.customHeader .divider { height: 22px; margin-top: 3px; }

</style>
</g:if>

<g:if device='phone'>
<style>
.customHeader { font-size: 17px; height: 30px; -webkit-box-align:
center; font-weight:bold; }
.customHeader .divider { height: 17px; margin-top: 1px; }

</style>
</g:if>

<div class='customHeader'>
<div class='editionName'>
<!--<g:text textid='editionName'>-->
<g:text textid='sectionName'>
</g:text>
</div>

<!--<div class='divider'>
</div>-->

<div class='sectionName'>
<!--<g:text textid='sectionName'>-->
</g:text>
</div>
</div>
</g:header>

<g:splash layout='spanColumns' spanHeight='fit' gravity='top'
pages='1'>
<style>
.articleTitle {
color: #000;
font-family: 'Currents-Condensed-Sans';
margin-top: 30px;
text-align: left;
}

.articleSubtitle,
.articleByline {
color: #666;
font-family: 'Currents-Regular-Sans';
line-height: 30px;
text-align: left;
}

.articleByline {
border-bottom: solid 1px #ccc;
border-top: solid 1px #ccc;
font-size: 14px;
line-height: 30px;
height: 30px;
margin: 15px 0 0 0;
}

.articleByline img {
height: 16px;
margin-right: 5px;
vertical-align: sub;
width: 16px;
}

.articleCreated {
color: #999;
}
</style>

<g:if device='tablet'>
<style>
.articleTitle { font-size: 42px; margin: 20px 0 5px 0;
line-height: 1.1em; }
.articleSubtitle { font-size: 26px;line-height: 1.1em; }

</style>
</g:if>

<g:if device='phone'>
<style>
.articleTitle { font-size: 30px; margin: 15px 0 5px 0;
line-height: 1.1em; }
.articleSubtitle { font-size: 22px;line-height: 1.1em; }

</style>
</g:if>

<div class='articleTitle'>
<g:field fieldId='title'>
</g:field>
</div>

<div class='articleSubtitle'>
<g:field fieldId='subtitle'>
</g:field>
</div>

<div class='articleByline'>
<span class='articleFavicon'>
<g:field fieldId='favicon' hideExpansion='true'>
</g:field>
</span>

<g:field fieldId='external_authorName'>
</g:field>

<span class='articleCreated'>
<g:field fieldId='external_created'>
</g:field>
</span>
</div>
</g:splash>

<g:include template='interstitialAd'>
</g:include>

<g:include template='leaderboardAd'>
</g:include>

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Mentre la testata della sezione principale integra un logo completo che mostra il simbolo, il nome e l’URL del blog.

In conclusione

Currents è indubbiamente un bel progetto ed un ottimo strumento per sbarcare su smartphone e tablet con il minore sforzo possibile e la maggiore qualità disponibile allo stato attuale.

Ho avuto modo di metterlo alla prova anche sottoscrivendo importanti feed italiani e non e godendo di buona qualità di lettura e minore fatica nel destreggiarmi tra pubblicità e immagini che nulla hanno a che fare tipicamente durante la navigazione di una testata attraverso Safari (su iOS).

Sia questo blog che il progetto ABP X Files sono sbarcati sin dal primo momento su Currents, mi farebbe molto piacere se mi “portaste in giro con voi” ogni volta che potete! :-)

Gli URL diretti per sottoscrivere le edizioni sono rispettivamente gioxx.org/currents e mozilla.gfsolone.com/currents, ma potete tranquillamente puntare il vostro lettore di QR code subito qui sotto per evitare di utilizzare la tastiera!

Buona lettura! :-)

iOS: aggiungere la tastiera Emoji senza ulteriori applicazioni

Non capisco perché ancora oggi ci si ostini a cercare applicazioni che permettano di copiare e incollare le “Emoji” negli SMS o nei programmi di chat del proprio dispositivo iOS o Android, una manciata di inutili ma simpatiche faccine e icone per arricchire (?) la propria esperienza basata su iMessage e chat di Facebook (!).

Nel primo caso (iOS 5+) è previsto dal sistema e non posso che suggerirvi i 6 semplici passaggi che vi permetteranno di avere la tanto desiderata tastieraestesa” contenente una discreta quantità di facce, segnali, oggetti e chi più ne ha più ne metta.

  1. Selezionare Impostazioni;
  2. Scegliere Generali;
  3. Scorrere e fare clic su Tastiera;
  4. Accedere alla tastiere disponibili nel sistema da Tastiere internazionali;
  5. Aggiungerne una nuova da Aggiungi nuova tastiera;
  6. Individuare e scegliere Emoji tra quelle disponibili.

A questo punto potrete accedere all’estensione selezionando l’icona a forma di mondo, che andrà a comparire tra la barra spaziatrice e il pulsante che richiama il tastierino numerico / segni di punteggiatura.

Perché realizzare questo documento così banale? Perché ancora oggi quando mando messaggi contenenti anche solo una di quelle faccine alcuni dei miei contatti corrono a scoprire quale applicazione sto usando, ignorando alla grande che persino Apple ha rilasciato un documento pubblico che spiega quanto appena detto :-)

http://support.apple.com/kb/HT4976?viewlocale=it_IT

E speriamo sia la volta buona che quelle schifezze che promettono faville in AppStore affondino inesorabilmente, ADV compresi nel prezzo!

iTunes: recuperare lo spazio “Altro” del proprio dispositivo

Oggi vorrei proporvi un articolo che spero possa tornare utile per altri che come me hanno dovuto affrontare (o affronteranno) un passaggio ad un diverso dispositivo Apple, magari ad un iPhone 4S abbandonando il proprio 3GS (eccomi, presente!).

Oggi si parla di una delle aree più “inspiegabili” della propria memoria (non più) libera è quella assegnata alla voce “Altro“, che iTunes mostra nella barra di occupazione posta in basso nella finestra principale dedicata al telefono quando connesso:

E se l’immagine qui sopra è pescata direttamente dalle fauci del buon Google, qui di seguito mostro invece quella scattata al mio iTunes, il giorno dopo l’acquisto del mio iPhone 4S e -di conseguenza- della migrazione dei dati operata dapprima da iCloud, poi da iTunes, premettendo e ribadendo il concetto (che tanti ancora ignorano o non credono possibile) che il ripristino da iCloud non rimette le vostre vecchie canzoni nel nuovo iPhone, per quello serve necessariamente iTunes armato della vostra libreria musicale:

Ben 14 GB diAltro” non meglio specificato ma soprattutto non accessibile, inconcepibile dato che mancano all’appello ancora parte delle applicazioni e tutta la mia musica.

Con un po’ di pazienza, qualche ricerca sul web e il mio dispositivo come cavia, ho trovato un metodo funzionante che permette di rimettere a posto le cose, azzerando inizialmente la fetta di memoria dedicata ad “Altro” (che si ripopolerà poi in seguito, in quanto porzione di memoria dedicata ai salvataggi delle applicazioni e non solo).

Prima di partire …

… vi servirà scaricare ed installare un software gratuito: iExplorer, disponibile sul sito web ufficiale macroplant.com/iexplorer. Il software è disponibile sia per Windows che per OS X, il mio articolo è quindi “applicabile” ad entrambi i sistemi operativi, dato che quello che spiegherò d’ora in poi è fattibile a prescindere dall’OS ;-)

Il disclaimer è come sempre d’obbligo, occhio a quello che fate!

ATTENZIONE: Prima di eseguire qualsiasi modifica ai vostri file e/o dispositivi siete pregati di effettuare un backup di questi. Solo così sarete capaci di tornare indietro ponendo rimedio ad eventuali errori di distrazione. L’articolo e l’autore non possono essere ritenuti responsabili di alcun danno subito dalla vostra strumentazione. Buon lavoro.

Con l’iPhone collegato al PC, aprite iTunes e disabilitate momentaneamente la sincronizzazione della vostra musica. Se questa viene gestita manualmente e non avete ancora cominciato il trasferimento, tanto meglio!

A questo punto chiudete iTunes e avviate iExplorer, che avrete precedentemente installato. Basterà navigare fino a Media/iTunes_Control/Music per trovare decine di cartelle al suo interno, tutte con nome F seguito da due o tre numeri. Occorrerà selezionarle tutte e cancellarle (confermando ogni cancellazione, ndr), come in immagine:

iExplorer: Music Folder

Ora potrete chiudere iExplorer e riaprire iTunes, continuando a tenere disattivata la sincronizzazione della vostra musica. Lanciate una sincronizzazione per far si che l’iPhone rimuova ogni traccia residua di quanto appena portato a termine da iExplorer, il risultato dovrebbe essere già più accettabile e decisamente più positivo rispetto a prima :-)

Disconnettete il vostro telefono e riavviatelo, quindi ricollegatelo ad iTunes e riabilitate la sincronizzazione della vostra musica se non volete gestirla manualmente. Lanciando una nuova sincronizzazione dovreste finalmente vedere le tracce andare in copia verso il telefono e la porzione di memoria “Altro” non popolarsi senza una buona ragione!

Ho trovato questa procedura a questo indirizzo, nel caso in cui vogliate leggere l’articolo originale ;)

apple.stackexchange.com/questions/8456/how-can-i-clean-up-other-storage-on-iphone-3g

Buon divertimento!

iOS 5.0.1: rimuovere le fotografie dal Photo Stream

E mentre Apple lavora sul prossimo sistema operativo per i suoi dispositivi portatili, molti utenti hanno difficoltà nel capire come è possibile rimuovere gli scatti dal (non più) nuovo Photo Stream offerto da iCloud, il ‘ponte‘  attraverso il quale è possibile mandare le nostre fotografie su tutti i dispositivi che utilizzano la stessa tecnologia. Lo stesso Ciro ha scritto un articolo in merito circa un mese fa, facendo presente che iOS 5.1 dovrebbe offrire la possibilità di cancellare direttamente da iPhone le fotografie, a discrezione dell’utilizzatore: melamorsicata.it/mela/2011/12/13/ios-5-1-permettera-di-cancellare-le-foto-dallo-streaming-di-icloud.

Nel frattempo qualche tempo fa ho risposto ad un utente su FriendFeed in difficoltà proprio con la cancellazione delle fotografie dello stream, non fattibile attualmente da dispositivo ma facilmente raggiungibile tramite il proprio account di iTunes Store e il sito web di iCloud.

Basta infatti collegarsi su iCloud.com con il proprio utente e “selezionarsi” in alto a destra, quindi dalle Avanzate chiedere di reimpostare il Photo Stream (che cancella le fotografie caricate precedentemente online):

Non temete: le fotografie della vostra libreria (salvate quindi su iPhone) non verranno assolutamente toccate.

Buon lavoro!

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