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Ho scoperto da poco della nuova iniziativa “Canon Live Experience 2013” e purtroppo ho perso l’occasione di partecipare alla tappa milanese. La prossima tappa sarà a Bari il prossimo 22 novembre. L’iniziativa è l’evoluzione di “Fotografica” (organizzata sempre da Canon), un evento che permette di prendere parte ad un grande ritrovo di professionisti, appassionati o semplici curiosi del mondo della fotografia.

Si perché, a prescindere che vi sentiate esperti o neofiti, ci sarà sempre qualcuno “più bravo di voi”, qualcuno dal quale trarre ispirazione e preziosi consigli per migliorare sempre più. Da quando le macchine fotografiche reflex hanno raggiunto prezzi decisamente più accessibili rispetto agli esordi, è quasi diventato un must tecnologico da annoverare nel proprio arsenale al posto della più classica ed economica compatta che spesso non soddisfa i requisiti che ci si impone di raggiungere per un bello scatto. Canon mette a disposizione nome e location per rendere possibile questo scambio di esperienze e consente inoltre di partecipare a workshop, mostre e dibattiti sull’immagine digitale, gratuitamente, il che non è esattamente da sottovalutare visti i costi di qualsivoglia corso o breve esperienza in questo campo.

Per conoscere ogni dettaglio dell’iniziativa potete fare un salto sul sito web ufficiale che trovate all’indirizzo canon.it/For_Home/live-experience ed in particolare nella pagina delle iniziative o del calendario eventi. Nel caso in cui vogliate far esaminare il vostro Portfolio o il Digital Symposium sono aperte le iscrizioni, anche in questo caso non viene chiesto alcunché in cambio (se non la pura prenotazione che permetterà allo staff di organizzarsi per tempo). L’occasione è ghiotta e un salto si può fare sicuramente, amici baresi, accorrete numerosi! :-)

Per un mondo più trasparente vi informo che questo è un Articolo sponsorizzato.

Buon viaggio, Marco.

Gioxx  —  14/10/2013 — 1 Comment

Marco Zamperini

Mi si è stretto il cuore ma posso solo augurarti buon viaggio amico mio, tanti lì fuori non potranno mai capire che vuoto hai lasciato e quanto hai fatto bene alla rete che tutti noi oggi conosciamo e utilizziamo. Il mio più grande abbraccio va alla famiglia tutta.

Avevo già parlato di Twitter e della sua verifica in due passaggi e il colosso di San Francisco non ne era uscito così vincitore, a dirla tutta aveva fatto una magra figura rispetto alle altre società che fino ad oggi hanno scelto di includere questo ulteriore step di sicurezza nella fase di login ai propri servizi.

In conclusione del precedente articolo mi aspettavo anche una soluzione in tempi brevi che potesse accontentare proprio tutti funzionando correttamente anche laddove gli accordi societari con i carrier telefonici non erano arrivati. Con l’ultimo aggiornamento dell’applicazione che risale ad una manciata di giorni fa io (e tanti altri come me) sono stato accontentato!

Prima di cominciare

Ricordatevi che abilitando la verifica in due passaggi il vostro telefono si legherà all’account da proteggere. Nessun altro dispositivo (codice di backup di sicurezza a parte) potrà generare il codice o la richiesta di approvazione login. Se perdete il telefono o se lo dimenticate a casa sarete costretti ad utilizzare il codice di emergenza che verrà generato in fase di attivazione dell’autenticazione 2-step. La verifica in due passaggi  un’ottima soluzione per evitare che il vostro account venga acceduto da gente sconosciuta ma è pur sempre un’arma a doppio taglio che potrebbe chiudervi la porta in faccia, fate sempre molta attenzione ;-)

Ok, facciamolo

Ciò che vi servirà stavolta è il telefono. Aprendo l’applicazione di Twitter basterà andare nella propria scheda profilo e fare clic sull’icona che rappresenta l’ingranaggio per entrare nelle opzioni del programma, quindi selezionare Impostazioni

Profilo Utente Fare clic su Impostazioni

A questo punto bisognerà ovviamente selezionare le impostazioni di sicurezza dell’account desiderato (nella stessa schermata troverete tutti gli altri account gestiti tramite applicazione dell’iOS):

E abilitare la verifica dell’accesso:

Previa vostra conferma il nuovo sistema verrà abilitato e verrà così creato un codice di sicurezza univoco di backup che dovrete utilizzare per ottenere accesso al vostro account nel caso in cui smarriste il telefono o lo dimenticaste a casa (come da paragrafo precedente, nda). Non vi preoccupate: una volta utilizzato potrete crearne altri recuperando il telefono e la vostra applicazione:

Salvate quel codice in luogo sicuro (Keepass tanto per citarne uno che utilizzo quotidianamente e del quale vi ho già spesso parlato) e tornate indietro per avere conferma visiva dell’abilitazione dell’autenticazione in due passaggi:

Il gioco è fatto.

Per poter verificare che tutto funzioni basterà fare logout dal vostro account sul PC quindi provare a ricollegarvi. Se la password è giusta a video (del PC) vedrete una schermata di attesa accettazione login:

mentre sul telefono comparirà una notifica push (se abilitate per Twitter, occhio quindi ad abilitarle o dovrete manualmente aprire l’applicazione e andare a controllare le richieste di accesso!) che vi inviterà ad aprire l’applicazione per verificare la richiesta di un accesso (con tanto di identificazione GPS della posizione anche se parzialmente errata):

A questo punto non vi resta che fare clic sulla “V” e attendere che il browser ricarichi la pagina dandovi finalmente accesso alla vostra pagina Twitter!

Ora potrete nuovamente “twittare” il vostro stato d’animo o qualsiasi altra cosa desideriate :-)

In conclusione

Finalmente ci siamo. Un servizio per ora funzionante, intuitivo, veloce, facile da usare anche per l’utente che non ha mai “capito bene come funzionano queste cose” nonostante la mancanza del classico codice generato da un Authenticator (che personalmente adoro e preferisco, ma tant’è), ricorda per certi versi quell’autenticazione che Google stava testando qualche tempo fa (vedi l’articolo) ma che poi ha immediatamente ritirato. Aumenta (se volessi trovare un “contro”) l’importanza del tenere al sicuro e a portata di mano il proprio telefono in quanto “Single Point of Failure“.

Un altro servizio messo un po’ più al sicuro.

p.s. Se non dovessimo “leggerci più” prima del 15 agosto, buone ferie e buon ferragosto a tutti voi! :-)

Milano Real Life (MRL) è il nome di una piccolissima rubrica che nasce su questo blog, fatta di articoli che spiegano la quotidianità in una grande città, piccoli o grandi problemi (e non solo) che potrebbero capitare a chiunque.
Alla scoperta dunque della caotica capitale lombarda mai tanto amata e odiata allo stesso tempo, per chi è nato qui e ancora oggi continua a viverci per volere o necessità, per le centinaia di persone che invece vengono da fuori e vedono Milano come una piacevole alternativa o una costrizione imposta dalla propria vita lavorativa!

L’argomento torna in auge spesso e volentieri. Quando si parla di VoIP si parla di tutto e niente, le persone sono ancora molto confuse in merito, le compagnie telefoniche tentano di spingere la tecnologia per un risparmio da ambo le parti (cliente / fornitore), troppo spesso l’utente medio confonde la tecnologia per il prodotto (provate a domandare ai meno esperti che vi circondano, probabilmente vi risponderanno “Si conosco il VoIP, è Skype“.

MessagenetEppure la tecnologia è ormai vecchia (si fa per dire) e rodata, costantemente migliorata e ottimizzata ma soprattutto alla portata di tutti grazie a molteplici aziende che ci credono davvero, una tra queste è nel campo da tanti anni nonostante se ne sia parlato solo poco tempo fa in occasione dell’introduzione della chiamata gratuita VoIP offerta dall’applicazione Messenger di Facebook sugli smartphone di ultima generazione: Messagenet.

E’ un’azienda italiana (di Milano per la precisione) e sin dal 1999 offre servizi agli utenti partendo dal fax ed arrivando al singolo SMS passando proprio per il VoIP, una naturale evoluzione che ho seguito quasi passo-passo proprio perché sono partito con quel servizio fax gratuito (uno dei primi a registrare un account, a servizio ben lanciato è stato poi chiesto il giusto compenso) e una casella vocale con un numero telefonico di Milano (quando ancora non avevano a disposizione tutti gli altri prefissi d’Italia). In tutti questi anni l’azienda ha dato davvero pochissimi disservizi, mi sono sempre trovato benissimo e ancora oggi utilizzo i loro servizi VoIP per ricevere telefonate dove un telefono non c’è, non fisicamente almeno, e non come lo intendono la maggior parte delle offerte dei provider italiani. Ecco quindi come crearsi un numero di telefono con prefisso e numero nazionale e ricevere telefonate (gratuitamente) o farne (a pagamento, come funziona con il credito di Skype a tariffe molto vantaggiose).

Lode agli Smartphone

Una forte limitazione di questa tecnologia, almeno fino a qualche anno fa, era il dover dipendere da un hardware apposito o da un PC con un apposito software a bordo opportunamente configurato. Da quando Messagenet ha realizzato le applicazioni per i sistemi iOS e Android il salto di qualità è stato notevole e oggi è possibile far corrispondere quel numero di telefono nazionale al proprio cellulare, prendendo due piccioni con una fava e portando sempre con se quel “particolare cordless” che non dimentichiamo mai (almeno spero) a casa o in ufficio ;-)

Registrare un nuovo account gratuito è facile, lo si fa tramite la pagina messagenet.com/it/voip, l’offerta è la “freenumber” e vi darà la possibilità di creare un nuovo numero in ingresso italiano o inglese con un prefisso a vostra scelta, il quale potrà essere selezionato dalla prima schermata che vi si presenterà dopo aver scelto l’offerta:

A questo punto si potrà registrare un nuovo account Messagenet accettando il contratto e le loro condizioni, nella stessa schermata c’è un piccolo promemoria che vi invita a compilare un modulo e inviarlo allo staff nel caso in cui vogliate far comparire il vostro nuovo numero di telefono all’interno degli elenchi che vengono annualmente distribuiti sul territorio. A questo punto andrà specificato un indirizzo di posta elettronica ed un numero di telefono cellulare:

Proseguendo, l’azienda invierà una mail e un SMS ai recapiti da voi riportati. Dovrete fare clic sul collegamento contenuto nella mail e una volta aperta la pagina inserire il codice ricevuto via SMS:

ed il gioco è fatto. Proseguite compilando i dettagli richiesti riguardo la vostra persona e arrivate a confermare una via di riferimento all’interno della città della quale avete chiesto il prefisso telefonico. La procedura sarà così terminata e potrete immediatamente visualizzare il nuovo numero di telefono che vi è stato assegnato!

Quel numero potrà essere immediatamente contattato e potrà poi effettuare telefonate se deciderete di ricaricare il credito del vostro nuovo account Messagenet.

E ora si passa all’applicazione

Mano al vostro telefono, nel mio caso iPhone, e andate a scaricare l’applicazione di Messagenet dallo Store: itunes.apple.com/it/app/messagenet-talk-talk-text/id326418308?mt=8, ovviamente gratuita. Appena aperta occorrerà fare clic su Procedi, accettare l’invio di notifiche Push per non perdere nessuna telefonata o messaggio, quindi inserire il proprio numero di cellulare e l’email con la quale vi siete registrati:

quindi inserire il codice di attivazione che vi verrà immediatamente mandato tramite SMS:

A questo punto l’applicazione rileverà la presenza dell’account sul database aziendale e vi permetterà di selezionare l’account da utilizzare:

basterà dare ora l’autorizzazione all’utilizzo della propria rubrica contatti (per individuare chi tra gli amici e colleghi utilizza già Messagenet Talk e chiamarlo gratuitamente in qualsiasi momento) e magari iniziare ad usare immediatamente l’applicazione:

Si va in scena

Prendete un qualsiasi software VoIP in grado di fare una normale telefonata nazionale, un altro cellulare o un telefono fisso (magari in ufficio) e provate a comporre il numero di telefono che vi è stato appena assegnato, il risultato dovrebbe essere molto simile a questo:

e dalla schermata della chiamata in corso sarà possibile inoltre effettuare alcune operazioni “in diretta” ;-)

Insomma, un’applicazione ben funzionante che insieme ad un servizio assolutamente solido formano un’ottima coppia per avere un numero di telefono in casa anche nel caso in cui non vogliate averlo (e pagarlo) nella bolletta della vostra ADSL.

Si va in vacanza?

Vacanze in vista e zero voglia di rispondere alle telefonate? Nessun problema, Messagenet offre la possibilità di ottenere una segreteria telefonica verso la quale potrete deviare gratuitamente tutte le telefonate in ingresso, per raccogliere le richieste di chi vi contatterà durante il periodo di riposo assoluto, per poter ascoltare i messaggi e ricontattare le persone necessarie subito dopo il vostro rientro. Accedete alla vostra area sul sito di Messagenet e nello specifico all’URL messagenet.com/it/voip/numeri (bisogna autenticarsi inserendo la vostra e-mail e la password che Messagenet vi ha inviato sempre via posta elettronica).

A questo punto potrete scegliere di inoltrare le chiamate senza risposta in segreteria o qualsiasi chiamata in ingresso senza che il telefono si metta a squillare:

Tutti i messaggi arrivati in segreteria vi verranno inviati sulla casella di posta elettronica.

Cosa volete ancora? ;-)

Aggiornamento 27/08/14 17:00
Neanche a farlo apposta (dopo già diverso tempo che il mio conto corrente è stato chiuso e seguirà quello della compagna che andremo a chiudere entro questa settimana) in una mail di Altroconsumo mi ritrovo un collegamento ad una novità che riguarda proprio Poste Italiane e tutte le difficoltà sulla chiusura del loro conto corrente: nlnmac.altroconsumo.it/august-2-2014/showLandingPage?idEmail=53286865&modal=1&url=readMoreItem%3Fid%3D579908f8fe44e97e759b260fa4cbc963. A questo punto, dato l’ampio intervallo di tempo richiesto per la chiusura del mio conto, posso aspettarmi un rimborso delle trattenute di cui si parla? Ai posteri l’ardua sentenza, magari chiedo informazioni all’ufficio postale e aggiorno questo articolo per tutti coloro che si sono trovati nella stessa situazione ;-)

Dopo tanti anni di fiducia verso il gruppo Poste Italiane ho detto basta. I servizi funzionanti per metà, le “carte bancomat” che di bancomat hanno ben poco, le limitazioni, l’home banking con gli orari di chiusura notturni, ho molteplici motivi dietro questa scelta e stamattina avevo preso un appuntamento per la chiusura del mio conto corrente in Posta ma ovviamente non sono riuscito a portare a termine l’operazione, vi spiego il perché e cosa c’è da fare per portare a termine una crociata burocratica tutta italiana.

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Il mio parlare male delle Poste Italiane è un appuntamento quasi fisso in questo spazio, eppure non c’è altro modo di definire un gruppo para-statale che tutto chiede e poco da rispetto ad una crescente concorrenza che è sempre pronta ad offrire di meglio e ad un prezzo decisamente inferiore. Come forse qualcuno di voi saprà (ma credo tanti altri no, ne sono quasi certo) il vostro conto corrente postale non è pari ad un conto corrente bancario, non almeno per ciò che riguarda i circuiti usati e gli accordi tra le banche. Vi risparmierò la saccenza, l’arroganza e la presunzione delle due operatrici che ho incontrato stamani allo sportello cercando di filtrare le informazioni più utili al cliente finale che vorrebbe aprire un conto o che magari si trova nella mia stessa situazione e vorrebbe chiuderlo.

Cosa c’è da sapere?

  • La carta di debito o Postamat “BancoPosta” non è vero bancomat come vorranno farvi credere (e ci hanno provato anche stamattina quando volevano chiedermi di non chiudere il mio conto). Chi accetta solo carte bancomat respingerà la carta BancoPosta, i self-service delle pompe di benzina in primis, impossibile fare rifornimento in autonomia e senza contanti negli orari di chiusura a meno di non avere una carta di credito accettata. Negli ultimi tempi a Milano avevo trovato una pompa di benzina Q8 abilitata circuito Maestro, l’unico modo di usare quella carta.
  • E’ possibile che all’estero abbiate dei problemi nell’effettuare dei pagamenti, meno in Europa, più negli Stati Uniti e nel resto del mondo. Nonostante le insistenti affermazioni dell’operatrice allo sportello posso assicurarvelo sulla base della mia esperienza personale: Repubblica Ceca, Germania, Svizzera, Francia, Belgio, Canada e non finisce qui la lista dei paesi che ho avuto occasione di visitare, spesso sono stato costretto a pagare con la mia Mastercard e rimettere nel portafogli la BancoPosta.
  • Fidatevi della vostra intelligenza e chiedete consiglio ai vostri colleghi, amici e familiari quando decidete di cambiare conto corrente. Dopo un’attenta valutazione partita da più proposte e qualche chiacchierata tra colleghi di lavoro e amici ho scelto ING Direct per il mio conto corrente. Spese praticamente a zero se non per le extra (pagamenti di bollettini postali o bollo auto, tutta roba che ho sempre pagato attraverso il sito di Poste).
  • Tutto ciò che pagate in maniera schedulata andrà spostato manualmente. Quando si attiva un RID bancario e si vuole cambiare istituto, il passaggio dei RID aperti sul conto avviene ormai in maniera autonoma tra banche, non avviene invece nel caso in cui stiate passando da un conto corrente postale a uno bancario poiché i RID aperti sono postali e non bancari. Circuiti e gestione differente, le società che ricevono i vostri soldi dovranno quindi essere avvisate da voi e dovrete fare richiesta di cambio IBAN, si chiuderà il vecchio RID e si aprirà il nuovo (l’ho dovuto fare per il finanziamento dell’automobile, per la carta di credito aziendale, per la bolletta del telefono e per quella della ADSL di casa, ecc.). Tipicamente vi basterà un giro nei siti web di ciascuna società per trovare documenti ad hoc e indirizzi a cui mandarli per portare a termine questo cambio (vai al paragrafo Moduli da compilare se vuoi conoscere cosa ho utilizzato io, ndr).
  • Non rimpiangete l’area Home Banking così caruccia di Poste Italiane (sono ironico, ndr), quella che dalle 23:00 circa alle 6:00 del mattino successivo chiude manco fosse un ufficio o un negozio, solo perché i server di Poste Italiane non sono in grado di tenerla attiva durante le operazioni di ordinaria manutenzione, gli altri istituti bancari non chiudono mai quell’area a meno di operazioni di manutenzione straordinarie precedentemente annunciate e notificate ai clienti.
  • Contrariamente a molti istituti bancari, Poste Italiane considera la carta di credito come bene supplementare e a pagamento nel caso in cui un cliente lo necessiti. Inutile dire che chiederla costituirà un’ulteriore spesa mensile che verrà scalata dal vostro conto corrente. Allo stato attuale ING Direct mi offre una VISA Oro che non richiede alcun pagamento mensile, nessuna spesa di prelievo dagli sportelli bancomat in giro per il paese (e all’estero) e nessuna commissione carburante. Vi ricordo che prelevare denaro contante con la Postamat da sportelli che non siano Poste Italiane ha un costo variabile (Italia ed estero) che verrà anch’esso scalato dal vostro conto.

Moduli da utilizzare

Come detto nel primo paragrafo sarà necessario compilare alcune scartoffie prima di poter passare a RID bancari tutto ciò che è oggi RID postale.

Fortuna vuole che almeno 3 dei miei pagamenti mensili avvengano tramite addebito su carta di credito aziendale, ciò mi ha permesso in un solo colpo -previa comunicazione a Deutsche Bank del nuovo IBAN- di passare così da Poste Italiane a ING Direct, una gentilissima operatrice dall’altro lato del monitor mi ha confermato in 8 ore lavorative l’avvenuto cambio avvisandomi che l’ultimo addebito sarebbe andato a finire sul vecchio conto Poste Italiane prima di passare definitivamente a ING Direct poiché erano stati già effettuati calcoli e richieste di pagamento all’atto della ricezione della mia mail, poco male. Tutti i pagamenti schedulati su quella carta di credito non cesseranno e continueranno così ad essere erogati come se nulla fosse mai successo.

Ho spostato manualmente Fastweb, un finanziamento con Volkswagen Bank per l’automobile, l’accredito dello stipendio e il Telepass (che fa paragrafo a se a seguire).

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Nel primo caso è bastato scaricare e compilare direttamente da sito web un modulo già previsto per il cambio dell’addebito RID (vedi documento “Cambio metodo di pagamento” alla pagina fastweb.it/myfastpage/assistenza/guide/assistenza-amministrativa/il-mio-abbonamento/cambio-metodo-pagamento) disponibile nella propria area all’indirizzo fastweb.it/myfastpage/goto/?id=CMP&u=%2Fmyfastpage%2Fgoto%2Fmomi%2F%3Fid%3Dvar-cmp. A quel punto basterà scegliere l’opzione “Cambio estremi conto corrente bancario / conto banco posta“, inserire le informazioni richieste, scaricare il modulo PDF che verrà generato, stamparlo, firmarlo e inviarlo via fax (non ho trovato una casella di posta verso la quale indirizzare la richiesta) al numero che vi verrà indicato al termine della procedura. La modifica è pressoché immediata (tempi tecnici tra istituto bancario e l’amministrazione di Fastweb), la bolletta successiva sarà già scalata dal nuovo conto.

2014 World Green Car of the Year Finalists Photos (3)

Volkswagen Bank è l’istituto creditizio dell’omonima marca di automobili, a capo anche di Seat, Audi, Skoda, Lamborghini, Ducati e chi più ne ha più ne metta. Dato che il finanziamento della mia auto è ancora attivo (e lo sarà per molto altro tempo, ndr) ho chiaramente dovuto comunicare anche a loro il cambio. Recuperate il vostro codice contratto dai documenti di acquisto della vettura e preparate una nuova mail che indirizzerete alla casella clienti@vwfs.com:

Buonasera,
come da accordi telefonici invio le informazioni richieste per lo spostamento del RID per il pagamento del mio finanziamento

FINANZIARIA VOLKSWAGEN BANK – DELEGA N. RA0000XXXXXXXXXX per Seat Leon 2009 targa EX000XX.

Codice contratto XXXXXXX.

Il nuovo IBAN è il seguente: IT 57 I XXXXX XXXXX ecc. (ING Direct).

Attendo fiducioso una conferma.
Grazie mille e buon lavoro.

Chiaramente per voi non ci saranno precedenti accordi telefonici ma la sostanza può grosso modo rimanere la stessa, io ho inserito anche il codice di delega che è possibile leggere nel vostro estratto conto mensile, non si sa mai :-)

Probabilmente non vi arriverà conferma alcuna scritta -come nel mio caso- ma vedrete arrivare la richiesta di pagamento sul nuovo conto all’inizio (o alla fine, dipende dal vostro caso) del mese successivo, tutto funzionante quindi!

????

L’accredito dello stipendio è ovviamente fondamentale e va spostato da un istituto all’altro con la collaborazione del vostro datore di lavoro. Nel caso specifico di ING Direct viene fornito un modulo pre-compilato con i vostri dati direttamente nell’area cliente personale. Sarà sufficiente scaricarlo, terminare la compilazione con i dati dell’azienda, firmarlo e consegnarlo al proprio ufficio risorse umane (manualmente o via posta elettronica) per far si che dal mese successivo la cifra arrivi nella sua “nuova casa“, niente di più semplice. Nel caso in cui la vostra nuova banca non lo metta a disposizione basterà comunicare allo stesso ufficio il nuovo IBAN che è più che sufficiente per poter effettuare l’accredito di ciò che vi spetta, nessun altro tipo di fronzolo! ;-)

La questione Telepass

Perché un paragrafo dedicato? Perché far andare d’accordo diverse società tra di loro non è mai cosa facile e chi ci rimette è sempre il cliente finale, occhio quindi a fare le cose correttamente!

telepass-banner

Giusto perché sia chiaro sin dall’inizio: spostare il proprio contratto Telepass dal conto delle Poste Italiane a quello nuovo è impossibile. Dovrete aprire un secondo contratto su carta di credito o sul nuovo IBAN tramite il sito di Telepass (almeno nel caso in cui abbiate un conto ING Direct o di una banca già “compatibile” con Telepass.it). Io l’ho fatto molto rapidamente e ho ricevuto a casa il pacchetto contenente il nuovo Telepass e la documentazione da firmare e spedire indietro con busta con affrancatura a carico del destinatario (almeno questo!). Il Telepass potrà essere immediatamente attivato tramite sito web nonostante la documentazione non sia ancora stata spedita (fatelo comunque nel più breve tempo possibile).

Come sarebbe dovuta andare

Ho chiamato il call center del servizio clienti Telepass chiedendo quale fosse il metodo migliore per affrontare la questione. Mi è stato chiesto di andare presso la mia filiale Poste Italiane per chiudere completamente il conto corrente. Così facendo le Poste avrebbero dovuto notificare la chiusura di contratto alla società Telepass permettendomi poi di concludere l’operazione semplicemente riportando il vecchio apparato ad un qualsiasi Punto Blu presente sul territorio. Ultima fattura ad agosto, regolare pagamento dal vecchio conto che verrà comunque tenuto aperto dalle Poste per le ultime verifiche e fine del gioco.

Ho preso un appuntamento nella filiale di Poste Italiane per fare l’operazione e sono stato trattato con enorme superficialità e un po’ da cretino. Mi è stato detto che quanto affermato è sbagliato e che devo essere io a chiudere il contratto con Telepass prima di poter chiudere il conto alle Poste. Inutile dire che richiamando il call center mi è stato confermato che devono essere le Poste a farlo dato che la prima apertura contratto è stata fatta da loro (ricordate tutta la trafila fatta per l’apertura? Io si, ne avevo parlato qui). Su nuovo suggerimento del call center ieri sono passato a restituire il vecchio apparato e mi sono fatto rilasciare una ricevuta che presenterò all’ufficio postale per chiedere la chiusura del contratto Telepass, quindi la chiusura conto corrente appena possibile.

Come sta andando

Ho preso un nuovo appuntamento per sabato mattina, con la speranza che stavolta vada un pelo meglio dell’altra, mi dispiacerebbe davvero perdere ancora del tempo solo perché un operatore ha deciso che lavorare al sabato pesa e che quindi i clienti (tra poco ex, e non vedo l’ora davvero) possono essere trattati male.

Chiaramente aggiornerò l’articolo non appena avrò novità in merito.

Mi faccio da solo un ulteriore in bocca al lupo, certo che per rendere difficili queste cose l’Italia è sempre la prima della classe.

Aggiornamento 22/07/13 20:00
Venerdì scorso intorno alle 18:30 sono passato ancora una volta dall’ufficio postale nonostante avessi fissato l’appuntamento per il mattino dopo. Ho trovato una delle due operatrici che rispetto alla scorsa volta ha tirato fuori qualche sorriso, dimenticato la saccenza e l’arroganza a casa ed è arrivata insieme al sottoscritto a fine richiesta: ho consegnato il libretto di assegni, la carta e la ricevuta dell’apparato Telepass riconsegnato al Punto Blu qualche giorno prima (per la cronaca: vi basterà portarlo al Punto Blu, far presente che volete chiudere quel contratto, restituire quindi l’apparato e attendere che vi venga rilasciato un documento che attesti il tutto).L’accordo finale è: notificare la chiusura del contratto alla società Autostrade per l’Italia S.p.A. (dato che è proprio la vostra banca -in questo caso Poste Italiane- ad aprire il contratto la prima volta), attendere che arrivi l’ultima fattura che dovrà ovviamente essere scalata dal vecchio conto quindi procedere alla chiusura dello stesso con l’accredito sul nuovo conto di ciò che avanza (a meno che non abbiate spostato tutto tramite un precedente bonifico, ve lo sconsiglio comunque per sicurezza, dato che verranno calcolate le ultime spese del conto giusto prima di terminarlo definitivamente. Basterà pazientare un po’ dando la possibilità alle Poste di riaccreditarvi la cifra che vi spetta. A questo punto dato che il pagamento dell’ultima fattura dovrebbe arrivare ad agosto mi basterà attendere una decina di giorni per capire come andrà a finire (quindi migrare anche il conto di Ilaria, tanto per fare le cose per bene! :-D)

La brutta parentesi

Durante l’attesa nella sala d’aspetto della sala consulenza io e Ilaria abbiamo assistito ad una scena a dir poco triste, subdola, quasi a non volerci credere.

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Due coniugi, un conto Bancoposta da aprire. La dipendente dell’ufficio elenca le varie condizioni e arriva a toccare il punto “Telefonia“, chiedendo se la persona fosse interessata a passare all’operatore virtuale Poste Mobile. L’anziano risponde di no, che sta bene con la sua offerta TIM grazie alla quale può chiamare ad un costo contenuto anche la Tunisia (dove evidentemente alloggiano parenti o amici) e il discorso, anziché chiudersi, evolve nella maniera più brutta che potesse esserci: la dipendente inizia ad elencare gli enormi vantaggi dell’operatore Poste Mobile arrivando addirittura a dire che per sottoscrivere un nuovo conto corrente Bancoposta è necessario avere una SIM Poste Mobile, che in caso contrario il conto sarebbe difficile da gestire, che si potrebbe rimanere appiedati nel momento peggiore possibile e che senza i servizi offerti da quell’operatore non ci sarebbe nulla da fare se non passare dall’agenzia durante gli orari di apertura per poter accedere alle proprie finanze, “e se poi si trova in difficoltà durante il fine settimana, ma ci pensa? Senza Poste Mobile lei sarebbe completamente impossibilitato a fare qualsiasi operazione sul conto“.

Da quanto ricordo (e mi sono ri-documentato in seguito) la SIM Poste Mobile non è vincolante per l’apertura di un nuovo conto e nonostante offra servizi aggiuntivi ed espressamente dedicati ai correntisti è comunque meno vantaggiosa di altri operatori reali sul mercato, primo della lista H3G del quale sono cliente io stesso. Inutile dire che con delle premesse simili la moglie dell’anziano signore ancora prima di lui stesso, comunque entrambi visibilmente preoccupati da quanto affermato dalla signora dietro quella scrivania, ha spinto per mettere la parola fine alla SIM della TIM per passare ad una “vantaggiosissima” offerta Poste Mobile con ulteriore pacchetto dedicato alle chiamate per l’estero, senza però specificare alcuna cifra e rimandando entrambi i malcapitati clienti alla lettura di un opuscolo contenente dettagli e costi che sarebbe stato inserito nel fascicolo cliente del conto corrente.

Un comportamento simile è a dir poco vergognoso, fare del “terrorismo psicologico” sue due persone evidentemente poco informate sull’apertura del conto è da bastardi. Di certo entrambi i clienti avrebbero potuto rifiutare in ogni caso l’offerta chiedendo maggiori spiegazioni in merito ma posso capire che trovandosi li davanti e con le informazioni appena ricevute non sia così semplice reagire rapidamente volgendo a proprio favore la situazione.

Che schifo.