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Ricevo quasi quotidianamente dei comunicati stampa di Codacons, l’associazione nata nel 1986 per difendere l’ambiente e i diritti dei consumatori. Si tratta per lo più di concentrati di parole che mi portano alla mente forconi e caccia alle streghe, ma questo è esclusivamente un parere soggettivo basato su quei testi, perché in realtà credo che associazioni come questa possano avere una loro utilità, soprattutto quando il cittadino e cliente finale, quello piccolo che “non conta nulla” per le grandi aziende, si trova in difficoltà e senza arma alcuna per far valere i propri diritti di consumatore.

Codacons: qui nessuno è esperto.

La regola è sempre la stessa: io guadagno uno stipendio con sudore e dedizione al lavoro, perché dovrei tacere di fronte ad abusi, scarso potere d’acquisto e truffe ben mascherate da aziende forti? Il Codacons (e non solo lui) ha un ruolo in tutto questo. Nota bene: sto sorvolando su nomi precisi e su “accuse” ridicole come quelle relative a Pokémon GO di qualche tempo fa.

Tolto il dovuto cappello per mettere a tacere eventuali troll della prima ora, voglio proporti parte del testo ricevuto una manciata di giorni fa:

Il Codacons mette in guardia tutti gli utenti dalle truffe online: “tutti i giorni siamo bersagliati da un numero incredibile di mail spam e truffaldine che ci raggiungono tramite indirizzo e-mail – afferma il Presidente Marco Maria Donzelli del Codaconse da cui dobbiamo ben guardarci per evitare di cadere vittima di malfattori che ci sottraggono i nostri dati personali.”  Ecco il decalogo anti-truffa del Codacons:

1) Mai diffondere il proprio indirizzo e-mail principale su forum, blog, messaggi o altri siti internet.
2) Evitare di iscriversi col proprio indirizzo e-mail ai siti web sconosciuti.
3) Utilizzare uno dei migliori servizi di posta ossia Gmail, Yahoo Mail ecc.
4) Nel caso di invio di e-mail a più persone, spedirle sempre con gli indirizzi dei destinatari in chiaro, ma nascosti in CCN, per evitare di entrare in mailing list o catene di sant’Antonio molto fastidiose.
5)  Con tutte le e-mail di spam che si ricevono, andare a difendersi facendo denunce per ciascuna di esse, potrebbe essere un lavoro davvero impegnativo e, probabilmente, senza risultati.
Difficilmente infatti la polizia postale darà retta a queste denunce che, per la maggior parte dei casi, rimarranno solo un numero statistico.
6) Non rispondere mai alle e-mail di spam perché esse provengono da indirizzi fasulli.
7) Dotarsi di un antivirus sicuro e che svolga automaticamente un controllo dei contenuti del computer, per evitare che esse venga infettato nel caso di apertura di e-mail di spam.
8) Prestare la massima attenzione e non cliccare su pop-up che vengono visualizzati quando apriamo una mail o una pagina internet.
9) Navigare sempre su siti internet sicuri e con connessione protetta. Non andare su siti identificati come pericolosi.
10) Non inserire mai i propri dati personali se non si è del tutto certi della pagina che abbiamo aperto.

Ho letto la mail e ho riso su un paio di punti, in particolar modo sul terzo, in seguito al quale lanciato un tweet un po’ da pirla (lo ammetto):

Pentito a corto raggio dell’aver messo online una polemica abbastanza sterile senza spiegare in alcun modo il perché del mio ridere, ho aggiunto informazioni in coda al primo tweet, senza aspettarmi una risposta da Codacons, o per lo meno aspettandomene forse una più politicamente corretta:

È chiaro che io abbia fatto un primo gesto errato, ma non è servito a nulla aggiungere informazioni, se non a prendersi una risposta al limite del “ti vedo dall’alto verso il basso“. Ora, dato che non mi piacciono le polemiche sterili e lasciate un po’ a metà, vorrei chiedere a Codacons di mettersi nei panni dell’utente finale, spesso molto ignorante in materia informatica, e provare a mettere in pratica quello che suggeriscono nel decalogo stilato da chissà quale esperto in sicurezza informatica probabilmente assunto nei loro uffici. Vorrei poter rispondere (nonostante io non mi definisca certo un esperto, pur svolgendo un mestiere che mi porta a rimanere particolarmente informato) punto per punto, dove necessario, per confrontarmi con l’esperto dall’altro lato del monitor:

  1. Chiedere di non diffondere l’indirizzo e-mail “principale” all’utente è alquanto improbabile. Moduli delle carte fedeltà del supermercato sotto casa, whois su un dominio registrato per la propria attività, una scuola, un progetto personale, iscrizione a Facebook, rubriche di amici e parenti e chissà cos’altro. In passato (e succederà ancora in futuro) alcuni dei provider che mettono a disposizione il servizio di mailbox gratuita sono i primi a vendere quegli indirizzi a chi lo spam lo mangia e invia a colazione (parliamo di email.it, Hotmail, o magari Libero e compari vari). Là fuori è pieno di persone che non hanno neanche un indirizzo di posta elettronica (e non lo vogliono), figurarsi un master e uno slave.
  2. Ogni sito web è potenzialmente sconosciuto. Fatta eccezione per Google, Amazon e altri nomi altisonanti che più o meno tutti conoscono, il resto è sconosciuto per definizione. L’utente medio non ha idea di chi ci sia dall’altro lato, i suoi dati sono sempre e comunque in “pericolo“, vale anche per i “big“.
  3. Migliori servizi di posta. È quello che mi ha fatto più ridere. Viene citato Yahoo. Davvero non leggete cosa succede su internet? Qui trovate l’articolo scritto da Graham Cluley: grahamcluley.com/yahoo-confirms-500-million-accounts-hacked-2014-data-breach, basta lanciare una ricerca Google per trovare tutti gli altri.
  4. Prima di inviare una mail, soprattutto con molti destinatari (ciò che succede soprattutto quando si parla di newsletter e simili) è bene controllare possibili errori di battitura. Qui si tratta solo di banalità: si consiglia di mettere gli indirizzi di più destinatari in chiaro, poi si corregge il tiro parlando della copia carbone nascosta. Le catene di S.Antonio non piacciono a nessuno, peccato che ancora oggi ne saltino fuori parecchie, alcune volta causate anche da finti esperti.
  5. Tutto corretto. Inutile far perdere tempo alle forze dell’ordine.
  6. Difficile. Gli spammer sono sempre più furbi e i sistemi automatici di invio delle mail pubblicitarie (e non solo, qui c’è di mezzo anche il phishing) sempre più validi. I più classici errori dovuti a un italiano errato iniziano a diventare sempre meno. Le mail che arrivano agli utenti finali sono tutto sommato corrette, possono trarre in inganno. Combatto ogni giorno con quelle mail, cerco più e più volte di formare gli utenti, qualcuno scappa sempre, qualcuno apre quelle bollette dalle cifre spropositate che si rivelano poi essere tentativi di infezione (fortunatamente bloccati da buoni antivirus e sistemi di protezione perimetrale), un po’ quello che dice il punto 7. Non esiste nulla che possa bloccare il 100% di queste mail, esiste solo il buon senso e la generica sfiducia, con conseguente telefonata al reparto IT o all’amico che ha il figlio diplomato o laureato in informatica.
  7. Hai letto il punto 6?
  8. Auguri. I siti web non invasi dalla pubblicità e dai pop-up aperti a tradimento si possono contare sulle dita di una mano. Ci sono soluzioni alternative, si parte dall’utilizzo di browser che non vengano sviluppati da Microsoft all’utilizzo di componenti aggiuntivi come Adblock e simili. Nel mio piccolo –da non esperto– posso solo mantenere la lista X Files, compatibile con i browser più comunemente utilizzati.
  9. Impossibile. L’italiano medio è quello che cerca l’ultimo film uscito al cinema su internet, neanche due ore dopo dalla messa in onda della prima, in italiano, in qualità BluRay, con audio Dolby. Chiaramente quel file non esiste, ma lo cercherà e scaricherà qualsiasi schifezza esistente sulla faccia della terra, probabilmente infettandosi, probabilmente in barba a un buon antivirus sempre aggiornato, probabilmente regalando accesso al suo indirizzo di posta principale aggirando quindi l’ostacolo mentalmente posto dal punto 1. Il problema dell’utente poco informato e inesperto è sempre lo stesso, sta tra la tastiera e la poltrona, è se stesso.
  10. Si rifà un po’ al punto 2.

Ora credo di aver dettagliato il mio punto di vista, per quello che vale. Nessuno qui è esperto, al massimo ci si permette di dare dei consigli, per evitare che informazione certamente non falsa, ma neanche correttamente dettagliata, possa finire in giro per il web, che ne è già sufficientemente pieno. Magari, ammesso ci siano fondi spendibili, perché non investirne qualcuno per pagare un esperto che metta in scacco tutti e ci salvi dalla infezione eterna?

Ora posso tornare nel mio loculo.

Cheers.

È uno di quegli articoli che ogni tanto tocca riproporre perché torna utile tanto quanto la Nutella a colazione. Vi ricordate quando tempo fa avevo aggiornato l’articolo originale dicendo che Libero aveva finalmente rinunciato alle limitazioni imposte alla connessione per scaricare la posta elettronica da qualsiasi client e provider? Pare proprio che questo roll-out sia ancora in corso, è lento, non tutti ne possono usufruire e chi prova a configurare la propria casella di Libero su GMail ottiene spesso e volentieri un errore che non permette di andare avanti con il catch delle mail. Il metodo per aggirare l’ostacolo c’è in ogni caso e ve ne avevo già parlato, serve un ritocchino qua e la ma ce la possiamo fare, ecco di cosa si tratta!

Libero-logo

Ve la faccio breve e con un passo-passo contenente anche immagini che vi permetteranno di capire rapidamente il da farsi rispetto alla vecchia casella di posta e ad un interfaccia arcaica fortunatamente non più utilizzata dal provider.

Una volta fatto accesso alla vostra casella di posta dal sito web di Libero dovrete andare nelle Impostazioni della stessa:

LiberoWebMail_Impostazioni

Spostatevi in Filtri, createne uno nuovo e compilatelo così come in figura avendo cura di sostituire “vostramail@libero.it” con il vostro vero indirizzo di posta elettronica Libero e “mario.rossi@gmail.com” con il vostro vero indirizzo di GMail:

LiberoWebMail_Filtro

Facendo clic su Salva, Libero farà partire un controllo sul campo dedicato alla casella che dovrebbe ricevere l’inoltro automatico della vostra corrispondenza dicendovi che non potete scegliere nulla di diverso da una casella di posta @libero.it. Ce la si prende in saccoccia? Tutt’altro. Ci sono degli script / componenti aggiuntivi che se installati sul vostro browser permetteranno di rimuovere questa limitazione, scegliete in base al vostro browser:

A questo punto –riavviate il browser se necessario– dovrete aggiungere uno script realizzato ad-hoc per permettervi di superare la limitazione imposta da Libero, collegatevi all’indirizzo greasyfork.org/it/scripts/2830-libero-mail-forward-to-any-address e installate lo script tramite il pulsante “Installa questo script“. Una volta fatto tornate sulla pagina di Libero (la vostra WebMail) e riprovate a salvare il filtro. Se continuate a ricevere l’errore chiudete la pagina, rientrate e ripetete la procedura sopra spiegata, non dovreste più notare il messaggio di errore nel popup e finalmente riuscirete ad effettuare il forward della posta verso la casella che ritenete debba essere la principale per il vostro quotidiano scambio di comunicazioni.

Occhio però: ad oggi questo metodo è perfettamente funzionante e la limitazione imposta da Libero è banalmente aggirabile tramite lo script sopra descritto, domani potrebbe smettere di funzionare, zero preavviso, “no-excuses“, spero possiate leggere questo articolo e approfittarne prima che sia tardi ;-)

 

Sembra una banalità e molto spesso tendo a dare per scontato cose apparentemente elementari nonostante esistano persone che continuano a chiedere una mano per configurare le proprie caselle di posta elettronica sotto lo stesso tetto, magari quello offerto da GMail (o da un qualsiasi altro competitor, Outlook.com compreso).

Un passato basato su caselle di posta contenenti nickname strani, un presente / futuro verso l’ormai classico e sicuramente più elegante nome.cognome@gmail.com (o @propriodominio.com, opportunamente “nascosto” dietro il servizio di posta di big G.), vediamo insieme come fare, un articolo leggero dedicato davvero a chiunque, giusto per questi ultimi giorni d’estate così per come la conosciamo un po’ tutti!

Gmail-Banner

Quando si parla di caselle di posta gratuite di vecchia generazione si parla di Virgilio, Tiscali, Libero e chi più ne ha più ne metta, me potremmo anche parlare di qualcosa di più nuovo o di personalizzato: un dominio personale o di lavoro con un nome particolare. Tutto può essere portato, amministrato e utilizzato quotidianamente nella casella di Google. Un unico concentratore, una sola password, più identità per ricevere e inviare posta elettronica. Saltando in tronco quella che è la semplice registrazione di un nuovo account GMail (cominciate da qui, nda), andiamo a catturare tramite GMail tutto quello che è presente in una casella di posta già esistente su un diverso server.

Impostare la ricezione da GMail

Se avete a disposizione una casella POP3 / SMTP potete farla gestire a GMail così che tutte le vecchie e nuove e-mail vengano prelevate dal servizio. Per farlo basterà accedere alle Opzioni di GMail (icona a forma di ingranaggio in alto a destra nella schermata) quindi selezionare la voce Impostazioni:

gmail-Impostazioni

A questo punto occorrerà spostarsi nella tab “Account” ed in corrispondenza di “Controlla la posta da altri account (utilizzando POP3)” fare clic su “Aggiungi un tuo account di posta POP3“:

gmail-AddAccountPOP3

Si aprirà a questo punto un popup per chiedere i dettagli della casella, prima di tutti l’indirizzo di posta elettronica per provare a rilevare così i dettagli del server di posta:

gmail-popupPOP1

Tutto ciò che non viene automaticamente rilevato verrà richiesto, compreso il nome utente (spesso l’indirizzo di posta completo di chiocciola e dominio o semplicemente la parte prima della chiocciola) e la password:

gmail-popupPOP2

Sarà possibile –dalla stessa finestra– specificare se lasciare una copia dei messaggi sul server (tipicamente la risposta sarà no, dato che utilizzerete da ora in poi GMail per gestire il tutto), se usare una connessione protetta (questo varia da provider a provider ed è solitamente specificato nei documenti di configurazione della casella di posta che vi vengono messi a disposizione, non è bloccante, potete lasciare l’opzione così com’è) e se applicare una particolare etichetta alle mail che riceverete su quell’indirizzo così da riconoscerle immediatamente a prima vista (vi consiglio di farlo per questioni di praticità se avete molte caselle da far gestire a GMail).

A questo punto vi verrà richiesto (se tutto è andato a buon fine) se intendete mandare messaggi di posta elettronica tramite il nuovo indirizzo importato, ovviamente a voi la scelta (per me è generalmente un si):

gmail-popupPOP3

Se si procede occorrerà confermare a GMail l’identità della persona, l’indirizzo di posta da utilizzare come mittente e se si tratta o meno di alias (qui i dettagli sulla differenza tra alias e non). Eventualmente è possibile specificare un diverso indirizzo per le risposte, affinché il client dall’altro lato sia “forzato” a rispondere ad un indirizzo di posta elettronica diverso da quello appena importato (utile quando con più caselle di posta elettronica volete cominciare a convogliare tutta la corrispondenza verso un solo indirizzo di posta elettronica considerato definitivo).

gmail-popupPOP4

Andrà ora fatta la scelta riguardo il server SMTP. E’ possibile scegliere di utilizzare direttamente GMail per la consegna della vostra posta a destinazione o continuare ad utilizzare il server SMTP del vostro provider o fornitore di servizio. Nel caso in cui sceglieste Google vi basterebbe confermare e saltare il prossimo passaggio descritto:

gmail-popupPOP5

In caso contrario si potrà specificare ogni dettaglio riguardo il server SMTP un po’ come fatto con quello POP3. Anche in questo caso andranno inseriti il nome utente, la password ed eventuali preferenze di protezione della connessione e dettagli tipicamente specificati nei documenti di configurazione del gestore del servizio:

gmail-popupPOP6

Manca l’ultimo passaggio: una mail verrà inviata al vostro “vecchio” indirizzo di posta elettronica per confermare la vostra identità e la possibilità di inviare mail a nome di quell’indirizzo (appunto, scusate la ripetizione!). Potete chiudere tranquillamente questa finestra e attendere che arrivi la mail, questa conterrà infatti un collegamento diretto alla conferma:

gmail-popupPOP7

Una volta arrivata la mail fate clic sul collegamento contenuto al suo interno:

gmail-CodiceConfermaAlias

a questo punto avrete confermato la proprietà dell’indirizzo e la possibilità di utilizzarlo per inviare posta elettronica verso l’esterno!

gmail-ConfermaAliasRiuscita

Un’ultima verifica nelle Impostazioni della vostra nuova casella GMail confermerà la corretta configurazione dell’indirizzo di posta elettronica importato. Più è ricco il vostro archivio di posta da importare, più tempo occorrerà per effettuare l’operazione. Non vi preoccupate più di nulla: l’importazione è completamente automatica, verrà effettuata da Google e terminerà con la dovuta calma spesso imposta da chi offre la casella di posta “vecchia” (un limite di mail scaricabili per volta, nda):

gmail-VerificaRicezionePOP3SMTPAlias

Il gioco è fatto, potrete ora ricevere e inviare posta non solo dall’account GMail ma anche da quello appena importato rimanendo però nella stessa interfaccia.

Dove trovo i parametri di connessione della mia casella?

All’atto della registrazione di una nuova casella di posta elettronica gratuita (ma vale anche per quelle con dominio personalizzato) dovreste ricevere una documentazione (o un collegamento a una guida online) contenente tutti i dettagli di collegamento. In caso contrario potete cercare i dettagli di connessione sul web, con una semplice ricerca in Google. Tra i servizi più utilizzati ci sono certamente Tiscali (qui i dettagli), Virgilio (qui i dettagli) o Libero (qui i dettagli), almeno per l’Italia.

Tipicamente vi basterà andare su Google e digitare “nomeprovider configurazione posta” (esempio: virgilio configurazione posta) per ottenere già nei primi risultati dei collegamenti validi per imparare a configurare la vostra casella di posta elettronica su un apposito programma o su GMail (è la stessa identica cosa).

E se volessi gestire il tutto da Mobile?

GMailNessun problema. Per chi possiede uno smartphone Android o iOS Google ha reso da tempo disponibile l’applicazione GMail liberamente scaricabile (è gratuita) che vi permetterà di leggere e inviare la posta elettronica sfruttando ogni vostro indirizzo. La trovate su Play Store (per i device Google) e AppStore (per i device Apple).

Aggiornamento 18/08/2014 08:30
Durante questi pochi giorni di ferie ho avuto modo di leggere le ultime notizie dai feed di blog e siti web che seguo. Nicola ha riportato nel giorno di ferragosto la lieta novella riguardante il fatto che Libero abbia finalmente deciso di smettere di tenere blindati i propri server di posta permettendo di fatto di accedere alla propria casella di posta elettronica anche da connessioni non Libero / Wind. Trovate articolo e dati di configurazione all’URL koolinus.net/blog/2014/08/inviare-e-scaricare-la-posta-con-libero-it-aggiornamento-agosto-2014, non servono più work-around! :-)
Aggiornamento 06/09/2012 12:12
Tanti di voi segnalano problemi con la nuova versione di Thunderbird ed il componente aggiuntivo WebMail.So bene che TB 15 sembra aver perso la capacità di utilizzare l’estensione per scaricare la vostra posta ma sfortunatamente non posso farci nulla. Ne stiamo discutendo nel forum di Mozilla Italia all’indirizzo forum.mozillaitalia.org/index.php?topic=56137.0, in attesa che l’autore rilasci la nuova versione. Portate pazienza!
Aggiornamento 02/02/2012 17.00
Alcuni utenti mi segnalano l’impossibilità di spedire messaggi di posta attraverso il componente Libero di WebMail. In pratica funziona correttamente la ricezione ma per l’invio non basta una “spinta” alla configurazione come suggerito nel mio articolo. Per aggirare il problema si potrà utilizzare il server SMTP del proprio provider, che in ogni caso accetterà connessioni e spedizioni di posta provenienti dalla vostra connessione casalinga (o dell’ufficio, ndr).Per fare questo basterà semplicemente andare ad aggiungere (se non è stato precedentemente fatto) il server alla lista di quelli disponibili per l’invio di posta, ed in seguito assegnarlo all’account di Libero configurato nel vostro Thunderbird. Da Strumenti / Impostazioni account andate alla voce “Server in uscita (SMTP)”, quindi “Aggiungi“. A questo punto qui andrà specificato il server SMTP messo a disposizione del vostro provider, tipicamente disponibile come voce di contratto o sul sito web ufficiale dell’azienda (nell’esempio qui di seguito io uso quello di GMail):Ed infine andare a ritoccare il server SMTP utilizzato dal vostro account Libero, semplicemente evidenziando il nome dell’account e modificando la scelta, come da immagine qui di seguito:Così facendo non dovreste più riscontrare alcun problema nell’inviare la posta elettronica.

Qualche giorno fa un utente del forum di MozillaItalia ha fatto presente una difficoltà nell’utilizzo dell’estensione WebMail per Thunderbird. Quest’ultimo come forse saprete completa autonomamente i server di entrata e uscita della posta rendendo di fatto impossibile (o per lo meno poco accessibile) modificare la configurazione che permette di allacciarsi ad una casella di posta nata per non essere gestita da un client da una connessione “non riconosciuta” (vedi Libero con reti che non siano le sue).

Proprio di Libero si parla. WebMail ha tra i suoi moduli aggiuntivi proprio quello per scaricare la posta dal noto provider italiano di connettività e servizi. Nonostante il componente aggiuntivo (con relativo modulo) non siano compatibili con le ultime versioni di Thunderbird, basta molto poco per poterli installare, il metodo più semplice e veloce è installare “Add-on Compatibility Reporter” (che abiliterà l’installazione di componenti aggiuntivi non compatibili in modo nativo con la vostra release di Thunderbird).

Salto completamente la procedura relativa all’installazione del componente aggiuntivo (eventualmente questo thread è a vostra disposizione) e vi guido passo-passo alla configurazione.

Il tutto è stato testato con successo su Earlybird versione 10.0a2, la versione non ancora stabile del client di posta Mozilla.

Blocca l’analisi!

I dati di base sono chiaramente prevedibili ed estremamente semplici, basterà inserire il vostro nome completo, l’indirizzo email completo di dominio e la password:

WebMail Libero su Thunderbird: si comincia a configurare

Quindi occorre procedere e bloccare l’analisi autonoma di Thunderbird (selezionando Configurazione manuale in basso nella finestra), così che si possa mettere mano ai dati di connessione, riportando il server locale come POP3 e SMTP con porte standard, come suggerito nella pagina ufficiale dell’estensione (webmail.mozdev.org/serversettings.html)!

Libero: configurazione manuale del server di posta

La configurazione è terminata, è possibile fare clic su Crea un account e accettare il fatto che il server locale non abbia alcun tipo di cifratura.

WebMail: cifratura mancante, procedere come da figura

E ora, buona lettura!

Verrà configurata la casella di posta passando da WebMail anziché dal normale server POP3 di Libero, una connessione alla loro posta elettronica via client, ma senza la necessità di una loro connessione alla base.

WebMail: Libero configurata e pronta per la lettura

Buon lavoro! :-)

Partito come richiesta nel gruppo iPhone Italia su Friendfeed, mi rendo conto che potrebbe risultare molto comodo per tanti utenti che sfruttano l’ADSL di Libero in casa propria e vorrebbero leggere la posta elettronica anche su iPhone, soprattutto quando si è fuori dalla portata del proprio doppino ;)

Con un articolo passo-passo vi guido quindi alla configurazione della vostra posta Libero su GMail (e quindi su iPhone).

Per poter procedere occorre avere un account GMail a disposizione. Potete utilizzare quello che sfruttate già quotidianamente o registrarne uno nuovo, non ha importanza.

#1 – il forward da Libero

Per prima cosa occorre far accesso alla propria casella di posta dall’interfaccia Web. Sfruttando la nuova WebMail (in fase beta), noterete la voce “Opzioni” sulla sinistra, un box che una volta espanso mostrerà anche la voce “Posta” tra quelle disponibili:

Libero.it - Opzioni Posta - Filtri Posta

Come potete vedere da immagine, esiste un’area dedicata ai filtri da applicare alla vostra posta. Cliccando quindi su “Aggiungi” si aprirà una nuova finestra nella quale inserire i dettagli del filtro:

Libero Mail - Aggiungi filtro

I dati da inserire saranno:

  • Stato: Attiva il filtro
  • Nome filtro: Forward GMail (o quello che vi pare)
  • Descrizione: Tutta la posta verso GMail / iPhone (o quello che vi pare)
  • Campo di ricerca: Qualsiasi destinatario
  • Parola chiave: NOMEUTENTE@libero.it
  • Opzioni: Qualsiasi destinatario contiene NOMEUTENTE@libero.it
  • Azione / Inoltra a: NOMEUTENTE@gmail.com

Per meglio comprendere qui potrete trovare un’immagine che riporta la configurazione del filtro:

gxware.org/apple/iphone/liberomail/libero.CostruzioneFiltro.png

Vi consiglio inoltre di spuntare l’opzione “Se un messaggio corrisponde a questo filtro, conservarlo“, vi permetterà di avere una copia del messaggio su GMail senza però rimuovere quella presente sui server di Libero. Potete invece non spuntare l’opzione se non vorrete occupare spazio sulla casella di Libero e far girare tutto solo su GMail.

Fatto ciò, la vostra posta girerà in modo del tutto automatico sull’account di posta GMail.

#2 – scrivere dalla casella di Libero

Una funziona particolarmente comoda offerta da GMail è la possibilità di mandare mail con l’indirizzo di un diverso provider. Potremo quindi aggiungere l’indirizzo di Libero tra i mittenti gestiti dalla propria casella GMail, così poi da poterlo sfruttare anche su iPhone.

Per farlo basterà andare nelle Impostazioni e scegliere la voce “Account e importazione“, quindi selezionare il pulsante “Invia la posta da un altro indirizzo” nel box “Invia messaggio come“, inserendo come prima cosa nome completo desiderato e indirizzo differente:

GMail - Specificare un diverso indirizzo mittente

Proseguire confermando l’utilizzo del server SMTP di GMail (non riuscireste ad utilizzare quello di Libero), attendete che il codice di verifica venga inviato alla vostra casella di posta elettronica e confermate cliccando il link che viene generato automaticamente, il gioco è fatto!

GMail - Conferma nuovo indirizzo mittente

La configurazione lato Libero / GMail è completa. Si passa ora alla parte dedicata all’iPhone.

#3 – mettere mano all’iPhone

Il vostro iPhone è già configurato per ricevere la posta da GMail ma vi piacerebbe poter spedire con il vostro indirizzo di posta Libero? Niente di più semplice, a patto di aver completato il paragrafo 2.

Da Impostazioni / E-mail, contatti, calendari aprite la configurazione della casella di posta GMail, selezionate il campo “Indirizzo” (subito sotto il nome completo, prima della descrizione, generalmente la terza riga partendo dall’alto) e modificate il contenuto inserendo NOMEUTENTE@libero.it (cambiate NOMEUTENTE mettendo il vostro nick di Libero).

Lasciate invariato tutto il resto. Chi riceverà –da ora in poi– la vostra posta scritta e inviata tramite iPhone, vedrà comparire nel campo mittente l’indirizzo di Libero, chiaramente con la nota “inviato da: nomeutente@gmail.com“.

Se invece non sapete configurare la posta di GMail su iPhone vi consiglio di dare uno sguardo a questa guida scritta da Google:

mail.google.com/support/bin/answer.py?hl=it&answer=77702

Se dovessero esserci punti non troppo chiari o non doveste riuscire a fare qualche operazione, potrete lasciare un commento a questo articolo o chiedere assistenza ai ragazzi di iPhone-Italia su Friendfeed.

UPDATE 24/11/2011
Visto che la guida di configurazione GMail su iPhone non permette di “giocare” con il mittente differente dallo username, vi spiego brevemente il da farsi, come chiesto a gran voce nei commenti, ultimo dei quali di Mimmo@1che ringrazio.Per configurare GMail sul vostro iPhone e mettere in atto quanto specificato sopra seguite questi semplici passaggi (mi baso su iOS 5.0.1, anche se i passaggi su sistemi antecedenti è molto simile):

  • Da Impostazioni selezionare Posta, contatti, calendari;
  • Selezionare Aggiungi account… quindi Altro;
  • Selezionare Aggiungi account Mail subito sotto la voce Posta (la prima, ndr);
  • Compilare il Nome, l’Indirizzo, la Password e la Descrizione (magari quest’ultima con un semplice “Posta GMail Libero”). In questo caso dovete compilare i campi specificando i dettagli della vostra caselle di posta GMail, non Libero! Procedere con Avanti.
  • Compilare tutto quello che vi viene richiesto, inserendo i dati IMAP e SMTP di GMail con il vostro nome utente (l’indirizzo di posta completo, ndr) e la password. A completamento effettuato selezionate Avanti (in alto a dx) per far verificare la correttezza dei dati del vostro account, quindi scegliete se tenere nel telefono Posta e Note (o anche solo Posta, se desiderate) e procedere per completare la configurazione.

Quello che potete ritoccare come spiegato nell’articolo originale è il campo “Indirizzo” (in alto nella schermata di configurazione, tra il Nome e la Descrizione):

A regime, questo è il risultato :-)

#4 – varie & eventuali

Se siete iscritti a Mailing List e simili, probabilmente non riceverete più alcuna comunicazione dopo aver adottato il sistema sopra descritto. Per poter risolvere l’inghippo si potrà costruire un secondo filtro (sempre nella WebMail di Libero) che riporterà come Opzione di verifica la condizione “Qualsiasi destinatario non contiene NOMEUTENTE@libero.it“.

Così facendo anche le mail non indirizzate direttamente all’indirizzo NOMEUTENTE@libero.it verranno rigirate automaticamente su GMail ;-)

Sembra esserci proprio tutto. Nel caso in cui notaste anomalie segnalatelo in area commenti, cercherò di correggere chiedendo nuovamente collaborazione al collega che mi ha messo a disposizione la sua casella di posta :mrgreen:

Buon lavoro.