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Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!

OS X: formattare un disco in FAT32 direttamente da Terminale 1

La schedulazione di ieri mattina è saltata, pubblico oggi il #tips che sarebbe dovuto andare online circa 24 ore fa.
Buon proseguimento di fine settimana! :-)

Non so quanto vi tocchi viaggiare per lavoro o per passione. Io fino a qualche tempo fa viaggiavo molto più di oggi (un po’ mi manca, lo ammetto), ero solito effettuare una rapida conversione di valuta prima della partenza, per capire “di che morte morire” presso il luogo di destinazione. Questo trucco vale ancora oggi per gli acquisti fatti all’estero, in valuta diversa dell’euro, generalmente utilizzo il servizio messo a disposizione da Yahoo, ma qualche tempo fa ho scoperto che Spotlight su OS X utilizza lo stesso servizio e restituisce immediatamente la risposta con una semplice ricerca.

OS X: conversione delle valute da Spotlight

L’immagine parla da sola e la chiave di ricerca è esattamente quella che potete vedere. Vi basterà inserire la quantità di denaro con relativo logo di valuta, per ottenere immediatamente la conversione in euro (in primo piano, ma anche in altre valute subito sotto). Non vi basta l’elenco fornito? Potete sempre aprire la pagina del servizio di Yahoo per effettuare conversioni in ogni altra valuta disponibile.

Trovate i precedenti 3 consigli su OS X filtrando il tag #OSXSaturday! :-)

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OS X: formattare un disco in FAT32 direttamente da Terminale 1Quante volte vi è capitato di notare sporadiche quanto inspiegabili disconnessioni del vostro Magic Mouse o del Magic Trackpad? O magari degli auricolari o della cassa audio bluetooth del salotto.

Capiamoci: roba di pochi istanti, quasi si fatica a notarla (non fosse perché la traccia che Spotify in quel momento sta mandando in output salta o perché il popup di disconnessione del mouse compare a video, proprio davanti ai vostri occhi). Lo sapete che con buona probabilità si tratta di un problema della vostra macchina e che lo si può risolvere abbastanza facilmente mettendo mano a un file di sistema? Vi spiego cosa fare, è semplice, vi basta seguire il passo-passo.

Primo passaggio: disconnettete ogni dispositivo precedentemente accoppiato tramite il pannello delle impostazioni dedicato al bluetooth:

OS X: risolvere i problemi di disconnessione bluetooth

(vi basterà fare clic sulla “X” che comparirà in corrispondenza di ogni dispositivo quando puntate sopra il cursore del mouse, nda). Al termine, come ultimo dispositivo, togliete di mezzo anche il Magic Mouse (o equivalente). A questo punto dovrete esplorare due cartelle del Finder, rispettivamente:

/Library/Preferences
~/Library/Preferences

Si, la tilde cambia tutto, quindi dovrete fare un giro in entrambe. Vi ricordo che per aprire direttamente una posizione in OS X potrete lanciare il comando “Vai alla cartella…” nel menu “Vai” di Findr, oppure utilizzare la combinazione di tastiera ⇧⌘G

OS X: risolvere i problemi di disconnessione bluetooth 3

A questo punto dovrete cercare e cancellare il file com.apple.Bluetooth.plist, spostandolo fisicamente nel cestino (lo troverete in entrambe le cartelle, salvo rari casi in cui si troverà solo in una delle due).

OS X: risolvere i problemi di disconnessione bluetooth 2

Svuotate il cestino, chiudete le applicazioni lasciate aperte e riavviate il vostro Mac.

OS X: risolvere i problemi di disconnessione bluetooth 1

Salvo errori, la cancellazione di entrambi i file plist costringerà OS X a ricrearli. Provate ora a riconnettere i vostri dispositivi abitualmente utilizzati e sperate che il problema non si ripresenti. Nel caso in cui non fosse così, allora consiglio una visita al più vicino centro Apple per parlarne con un esperto, a meno di non voler fare un giro nei caotici forum di supporto ufficiali della mela ;-)

Vi siete persi le altre pillole #OSXSaturday pubblicate nei precedenti due fine settimana? Poco male, le trovate qui!

OS X: bloccare l’apertura automatica di Foto

OS X: bisogno di Caffeina?

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OS X: formattare un disco in FAT32 direttamente da Terminale 1Uno di quei consigli che tengo qui come blocco appunti, un po’ come al solito. Foto si apre automaticamente ogni volta che inserite un supporto di memoria fotografico nel vostro MacBook? Poco male, esiste la possibilità di disattivare questa apertura non gradita. La modifica (manco a dirlo) si effettua da Terminale:

OS X: bloccare l'apertura automatica di Foto

defaults -currentHost write com.apple.ImageCapture disableHotPlug -bool true

Vi verrà richiesta la password di Amministratore del sistema. La modifica sarà immediata. Ovviamente per invertire la rotta vi basterà portare la variabile booleana a false (sostituite il -bool true con -bool false). Il trucco è stato testato con successo su un OS X 10.11.4 (El Capitan).

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Vi ricordate di Caffeine? Una di quelle applicazioni abusate in passato (approdata in Mac App Store nel 2010, nda), che svolgevano un unico lavoro, semplice, preciso, perfetto. Lo sapevate che la GUI proposta è tutto fuorché necessaria? Scopro che in tanti lì fuori non lo sanno, ed è un peccato perché nel caso in cui non ci sia connessione dati.

OS X: bisogno di Caffeina? 1

Chiunque con un Terminale può evitare che il MacBook vada in standby con un semplice comando:

OS X: bisogno di Caffeina?

caffeinate -di

Dove il -di si traduce con un tempo non definito, lo standby non partirà fino a quando il Terminale resterà attivo (fino al vostro CTRL+C, per capirci). Potete altrimenti specificare un diverso range di tempo tramite un -dt (in secondi) facilmente calcolabile (a mente o tramite una ricerca ad-hoc su Google), per esempio potreste lanciare un caffeinate -dt 600 per mandare in standby il Mac dopo 10 minuti. La riga di comando riporta:

usage: caffeinate [-disu] [-t timeout] [-w Process ID] [command arguments…]

Il trucco è stato testato con successo su un OS X 10.11.4 (El Capitan).

Mi hanno sottoposto un interessante caso di MacBook Pro Retina (Late 2013) completamente spaccato in fase di aggiornamento a El Capitan. Il risultato? Un sistema non più in grado di avviarsi né tanto meno di fare rollback a quando tutto funzionava correttamente con la precedente versione del SO. Parliamo di un prodotto che ha un costo medio-elevato, dal quale si pretende (giustamente) il massimo, non è accettabile avere a che fare con l’incapacità totale di reagire a un problema sopraggiunto durante un upgrade rilasciato direttamente dalla casa madre.

AppleFacepalm

È un po’ questa la sensazione che ho provato nei primi 30 minuti di inutili tentativi di rianimazione del Mac. Sensazione alimentata e inasprita ulteriormente dal fatto che sia io stesso possessore del medesimo notebook, fortunatamente funzionante e ancora vivo e vegeto dopo l’aggiornamento a El Capitan con relative patch pubblicate poi in seguito (mi tocco lo stesso, con permesso). Pensateci: magari è il vostro unico PC e qualcosa va storto rendendolo inutilizzabile, senza possibilità alcuna di reagire. Cosa fate? Lo lanciate fuori dalla finestra per sfogarvi e poi vi disperate perché non c’è più nulla da fare?

Se proprio non volete spendere degli ulteriori soldi per acquistare un NAS o un Time Capsule, pensate all’acquisto di un ormai comune Hard Disk esterno, USB 3, con almeno 500 GB di spazio. Costa molto meno e può salvarvi la vita (considerando l’importanza dei dati che quotidianamente maciniamo con i nostri PC e che spesso non vengono salvati neanche in cloud). È ciò che ha salvato capra e cavoli anche al proprietario di quel Mac, l’unica maniera con la quale sono riuscito a cavarmela, perché di risolvere questo simpatico errore in figura, il Mac proprio non ne ha avuto voglia.

L'importanza di Time Machine 1

Dopo averne fatto una copia DMG (così com’era, così da non peggiorare ulteriormente la situazione, nda) su un mio disco esterno, posso assicurarvi di averle provate tutte, consigliate e altamente sconsigliate (ma documentate, mah). Ho letto documenti ufficiali Apple, ho consultato forum, ho preso appuntamento con uno sciamano di quartiere, ho cercato soluzioni in ogni lago e in ogni luogo, senza mai riuscire a vedere la luce. Mi sono arreso 24 ore dopo, ho scelto di formattare completamente il portatile e, con l’aiuto di una chiave USB con a bordo una copia pulita di OS X, reinstallare El Capitan per poi riversare al suo interno i dati recuperati da un disco Time Machine fortunatamente recuperato a casa dell’utente, per poi montare in un secondo momento la mia immagine DMG su disco esterno e allineare i dati cambiati nel frangente tra l’ultimo backup di Time Machine e la distruzione di ogni cosa.

Cosa vi serve:

Scegliendo come disco di avvio la chiave USB, partirà il wizard di installazione del sistema operativo. Seguitelo, ignorando ogni passaggio non necessario, e solo quando questo sarà installato a bordo macchina, potrete dichiarare di possedere un backup Time Machine, quindi collegare il disco esterno, accenderlo e darlo in pasto al sistema per recuperarne ogni file e configurazione. Non preoccupatevi se in questo momento non potete eseguire questo step, c’è sempre l’Assistente di Migrazione che potrà essere richiamato in qualsiasi momento per ripristinare i dati in seguito.

L’operazione (che venga fatta ora o successivamente) potrebbe durare diverse ore. Tutto dipende dalla quantità di dati da recuperare e dalla velocità del disco che contiene il backup (e del collegamento al MacBook). In ogni caso nulla potrà essere comparato all’importanza del recupero di tutto ciò che costituisce il vostro quotidiano.

L'importanza di Time Machine 2

Al termine dell’operazione vi basterà montare il DMG dell’installazione danneggiata, precedentemente esportato su disco esterno, per recuperare quel delta costituito dai file modificati nel periodo di tempo intercorso tra l’ultimo backup e il tentativo fallito di aggiornamento del sistema operativo. Se sulla macchina avevate installato Dropbox o un’applicazione simile, sarà questa a permettervi di colmare il gap senza il vostro intervento, ulteriore benedizione che salverà capra, cavoli e soprattutto tempo, mai abbastanza nell’arco della giornata.

Lo avrete quindi capito. Non si tratta del solito articolo più tecnico che teorico (una volta tanto fa bene invertire la rotta, anche per me) ma di una prolissa raccomandazione a investire (poco) denaro e tempo per tenere sempre i vostri backup aggiornati, ma soprattutto non effettuare operazioni così importanti (come l’aggiornamento della versione del sistema operativo) prima di averne uno recente.

Io sono stato molto fortunato (in realtà l’utente, io avevo dato poche speranze già all’arrivo del MacBook così ridotto) e ho potuto restituire una macchina completamente aggiornata, fresca (quindi più veloce, avendo formattato e recuperato i dati) e con solo qualche “anno di vita perso” a causa dell’esito dell’operazione non chiaro fino all’ultimo momento.

Occhio, sempre.