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Milano Real Life (MRL) è il nome di una raccolta di articoli pubblicati sul mio blog, raccontano la vita di un "perfetto nessuno" che ha deciso di spostare abitudini e quotidianità in una differente città rispetto a quella di origine. Alla scoperta della caotica capitale lombarda mai tanto amata e odiata allo stesso tempo, per chi è nato qui e ancora oggi continua a viverci per volere o necessità, per le centinaia di persone che invece vengono da fuori e vedono Milano come una piacevole alternativa o una costrizione imposta dalla propria vita lavorativa. La rubrica "leggera" di approfondimento alla quale però non fare l'abitudine, non siamo mica così affidabili da queste parti!

Un articolo per la serie cazzenger, lo scrivo solo perché ho visto alcune cifre che, rispetto al solito, non sono abituato a vedere. Dopo una doppia tappa all’Artigiano in Fiera, una in Darsena e Navigli (compreso quello Pavese per la festa del cioccolato), fiera degli Oh bej Oh bej nel ponte di S. Ambrogio e dell’Immacolata, Duomo, San Babila, e chi più ne ha più ne metta (siamo stati in casa pochissimo), ho potuto mettere alla prova piedi e Mi Band 2 (oltre che i miei piedi e una schiena pressoché schifosa a causa del lavoro che svolgo), questo il risultato (considerando i primi due giorni della settimana lavorativi che mi hanno zavorrato, lasciando l’arduo compito ai restanti in “libera uscita“):

Non ricordavo passeggiate così lunghe da molto tempo a questa parte (mi mettevo più sotto torchio quando si andava in Virgin quasi ogni giorno), mi mancava, si sta bene, di sicuro meglio rispetto ai vari dolori dovuti a una postura certamente sbagliata, che per lunghe ore davanti al monitor non cambia mai o quasi, salvo qualche pausa di tanto in tanto. Qui non si arriva neanche ai 40 anni e già mi sento da rottamare manco fossi una Fiat Panda.

Approfittane anche tu, basta un giro su Google per renderti conto di quanti eventi ci siano su Milano (alcuni passati, altri in corso, altri ancora che dovranno partire). Io ti posso segnalare un ulteriore post su MilanoToday riguardo gli eventi di Natale e Capodanno, ma ne saltano fuori di nuovi ogni giorno, spesso li rilancio anche sul mio account Twitter, seguimi! :-)

Milano Real Life (MRL) è il nome di una raccolta di articoli pubblicati sul mio blog, raccontano la vita di un "perfetto nessuno" che ha deciso di spostare abitudini e quotidianità in una differente città rispetto a quella di origine. Alla scoperta della caotica capitale lombarda mai tanto amata e odiata allo stesso tempo, per chi è nato qui e ancora oggi continua a viverci per volere o necessità, per le centinaia di persone che invece vengono da fuori e vedono Milano come una piacevole alternativa o una costrizione imposta dalla propria vita lavorativa. La rubrica "leggera" di approfondimento alla quale però non fare l'abitudine, non siamo mica così affidabili da queste parti!

Ho pagato il bollo della mia auto (ti passo quel “esticazzi” che hai sicuramente pensato ma non detto, magari lo hai anche detto). Migrata dall’Emilia Romagna alla Lombardia, anche qui avrei potuto sfruttare il servizio online di ACI, oppure pagare direttamente tramite il sito web della Regione.

La domanda però è “perché pagare di più?“. Sfruttando questi servizi occorre aggiungere sempre il balzello destinato a chi ti permette di non fare code kilometriche chilometriche alle Poste, o magari in tabaccheria, o direttamente in ACI (ammesso che tu riesca a raggiungere uno degli uffici preposti in orario a te comodo). Ho avuto problemi di pagamento tramite il sito della mia banca (ING Direct) per targa non presente nel database (sigh), ovviamente segnalato ma con tempi di lavorazione che non sarebbero rientrati nei limiti del pagamento (avrei sforato il mese di settembre).

Seguendo un consiglio sul forum dei clienti, ho scoperto che la Banca Popolare di Sondrio permette il pagamento con carta di debito (V-Pay) presso ogni suo sportello Bancomat, a costo zero:

Bollo auto Lombardia: zero spese con Banca Popolare di Sondrio

Ci ho provato, ci sono riuscito, inaspettato ma ben felice di non aver dovuto versare ulteriori denari su quanto già richiesto (continuo a considerare il bollo auto –oggi– una tassa senza alcun senso).

Bollo auto Lombardia: zero spese con Banca Popolare di Sondrio 1

Speriamo che duri anche in futuro (a meno che la banca non metta a posto quanto promesso).

Milano Real Life (MRL) è il nome di una raccolta di articoli pubblicati sul mio blog, raccontano la vita di un "perfetto nessuno" che ha deciso di spostare abitudini e quotidianità in una differente città rispetto a quella di origine. Alla scoperta della caotica capitale lombarda mai tanto amata e odiata allo stesso tempo, per chi è nato qui e ancora oggi continua a viverci per volere o necessità, per le centinaia di persone che invece vengono da fuori e vedono Milano come una piacevole alternativa o una costrizione imposta dalla propria vita lavorativa. La rubrica "leggera" di approfondimento alla quale però non fare l'abitudine, non siamo mica così affidabili da queste parti!

Avrei voluto aprire la mia Dashboard quella sera, scrivere di getto. Ho tentennato un po’. La apro ora e tutto sommato non credo sia cambiato nulla rispetto alla sensazione strana che ho provato dopo aver appreso da Twitter che Bernardo Caprotti, classe 1925, è scomparso qualche giorno prima del suo 91esimo compleanno. Non è uno di quegli articoli che solitamente trovi in questo blog, è diverso, lo so bene, probabilmente non ti piacerà, potresti pensare che porto a casa visite sulla pelle altrui, ti sbagli ma poco mi importa, questa è casa mia, faccio un po’ quello che voglio e tutti sono i benvenuti, critiche costruttive comprese nel prezzo.

Non so bene come chiamarla, signor Caprotti. Dottore, patron, fondatore o chissà quale altro titolo guadagnato a ragion veduta, o semplicemente per rispetto della sua persona. Non ho mai avuto occasione di conoscerla, neanche di vederla dal vivo, credo sia meglio così perché non avrei avuto parole sufficientemente intelligenti e brillanti per stupire una persona come lei. Io mi limito a ringraziarla. Non sono un suo dipendente, né tanto meno un parente. Sono uno di chissà quanti clienti sparsi nella nostra penisola, uno di quelli che ha conosciuto Esselunga solo dopo aver messo piede a Milano, perché a Ravenna (dove ho trascorso buona parte della mia vita) il suo marchio non è mai arrivato. Qui in Romagna (e non solo) è tutto territorio di Coop e io, nonostante mille cose scritte a proposito della sua persona e del suo pensare, non voglio entrare nel merito né a difesa, né all’attacco di lavoratori della GDO di qualsivoglia sponda, anche perché la politica (almeno attuale) mi fa tutta un po’ schifo. Ho messo piede in uno dei suoi store perché in Lombardia sono ovunque, io che ero abituato a Conad, Carrefour e altri player del settore, io che per diversi anni ho lavorato anche nell’ambiente (seppur nell’ala IT) del gruppo Lombardini Holding.

Ho trovato un ambiente sereno, dipendenti disponibili, sorrisi anche quando probabilmente la giornata era andata storta e da sorridere -quindi- non c’era proprio nulla. Marchi conosciuti e non (compresi quelli rimarchiati con la sua catena), buona selezione e preparazione ai banchi del pesce, della carne e del pane / pasticceria. Sono diventato cliente fisso, attento alle novità felice di poter fare la spesa battendo tutto in autonomia e perdendo pochissimo così pochissimo tempo, componendo mano-mano le buste pronte già per essere infilate nel baule dell’automobile. Lei, e la sua catena fatta di moltissimi lavoratori, mi avete fatto abituare a una spesa differente, una spesa che mi piace, con le giuste offerte (e sconti) che non mancano ormai tra le tappe di una normale settimana lavorativa. Non so come ha fatto a mettere in piedi tutto questo, io posso solo apprezzarne oggi i risultati (di quella fatica) e ringraziarla davvero. Non mi importa se ogni tanto capita un disguido, non mi importa se ogni tanto posso incrociare un lavoratore con la luna storta (siamo umani, è normale che possa starci la giornata negativa), sento voci contrastanti e persone che disprezzano per un qualsivoglia motivo la sua creatura ma io no, io sono un cliente felice.

Ora non lo so ciò che succederà. Spero solo che questo gruppo, così ben avviato e oliato da molti anni ormai, continui a crescere per cercare di rimanere dalla parte del cliente, oltre che da quella di chi ci deve in qualche maniera guadagnare per pagare gli stipendi e gli mettere da parte gli utili. Dispiacerebbe veder tramontare una così bella storia italiana.

Sit tibi terra levis, Bernardo.

Di cosa si tratta?

4 settimane per 4 app: Moovit4 settimane per 4 app (#4WeekendApps) è la classica iniziativa a tempo che ti propone un articolo leggero, adatto al sabato, alle tue letture da viaggio, senza l’abuso di quel povero neurone messo sotto torchio durante i giorni feriali passati in ufficio (o altrove, ma pur sempre #PerLavoro!).

Perché Android? Perché è il sistema operativo che utilizza il mio smartphone personale, che sfrutto principalmente, perché lo preferisco spesso a iOS. Questo non vuol dire che le applicazioni di cui ti parlo esistono solo su Play Store (anzi, tutto il contrario), vuol solo dire che riferimenti e immagini sono stati catturati da Android, #Gomblottoh!

Oggi vi parlo di: Moovit

Inauguro la rubrica con una delle killer-app che preferisco. Perché killer? Perché averla a portata di tasca, in città dove il servizio pubblico offerto si muove su qualsiasi tipo di binario (in tutti i sensi) è ciò che può fare la differenza, soprattutto quando ci si deve spostare senza conoscere chi o cosa potrà portarti facilmente da un punto A a un punto B. Moovit, applicazione nata in Israele e ora presente su molteplici mercati, nazioni, città, vicoli e porti di mare dopo un’evoluzione costante, si propone come personal-assistant del viaggio, quello che occupa spesso una parte importante della giornata, che è bene fare in tranquillità e senza brutte sorprese dell’ultimo minuto, possibilmente con un’alternativa sempre pronta a sostituire un eventuale ritardo, un’anomalia ovviamente imprevedibile.

Orari costantemente aggiornati e, nelle città metropolitane (come Milano) o dove i sistemi lo consentono, anche in diretta grazie all’utilizzo del GPS, così da poter conoscere in qualsiasi momento dove si trova il tram di cui si ha necessità, ti permetterà così di ottimizzare tutte le tue schedulazioni ed evitare di perdere inutilmente tempo, ti sembra poco? L’applicazione è disponibile su Android, ma anche su iOS e Windows Phone.

Moovit: Autobus, Metro e Treni
Developer: Moovit
Price: Free

Il sistema dei punti poco conta, serve più che altro come gamification e piccola gratificazione (virtuale) quando si segnalano problemi, percorsi alternativi papabili, informazioni, tutto costantemente sincronizzato con il vostro account (Google o Facebook), niente di serio. Il vero punto di forza di questa applicazione è il saper convogliare sotto uno stesso tetto tutto ciò che c’è da sapere per utilizzare al meglio i servizi pubblici, cosa mai banale considerando che ognuno tira l’acqua al proprio mulino, magari creando l’applicazione brandizzata, esperienze d’uso sempre diverse (così come le interfacce), informazioni mai complete (sul serio). Grazie al contributo della community e delle amministrazioni comunali, Moovit resta l’alternativa all-in-one da me preferita (anche rispetto a competitor che svolgono lo stesso mestiere, nati in seguito o talvolta anche prima ma poi abbandonati).

E tu? Ne hai provate di diverse con le quali ti trovi molto bene? Me ne vuoi parlare nell’area commenti? :-)

Buon fine settimana!

Milano Real Life (MRL) è il nome di una raccolta di articoli pubblicati sul mio blog, raccontano la vita di un "perfetto nessuno" che ha deciso di spostare abitudini e quotidianità in una differente città rispetto a quella di origine. Alla scoperta della caotica capitale lombarda mai tanto amata e odiata allo stesso tempo, per chi è nato qui e ancora oggi continua a viverci per volere o necessità, per le centinaia di persone che invece vengono da fuori e vedono Milano come una piacevole alternativa o una costrizione imposta dalla propria vita lavorativa. La rubrica "leggera" di approfondimento alla quale però non fare l'abitudine, non siamo mica così affidabili da queste parti!

Articolo evidentemente rivolto a chi, come l’autore di questo articolo, me medesimo (e compagna, mica dimenticarla), sta affrontando step-by-step un cambio di residenza dopo aver scelto Milano come nuova casa adottiva, sia mai che vi faccio mancare qualche piccola pillola per la serie “lo sapevi che?“.

Il Comune di Milano permette di accedere a una grande quantità di servizi e dati direttamente tramite sito web ufficiale. Il PIN è ciò che separa una registrazione autonoma (può farla chiunque) da un accesso più completo e realmente autenticato, riconosciuto.

PIN sito web Comune Milano

Riporto quanto pubblicato alla pagina comune.milano.it/wps/portal/ist/it/extra/others/extra/Aiuto_registrazione:

Gli utenti con profilo completo hanno un “alto livello di identificazione”. I servizi a loro riservati (indicati con lucchetto rosso) richiedono una identificazione certa dell’utente. Per questa ragione la procedura di registrazione richiede più dati di quella “base” e necessita di PIN, codice contribuente o carta regionale dei servizi (CRS) della Regione Lombardia o carta nazionale dei servizi (CNS).

Dato che di tempo non ce n’è mai (soprattutto in orari lavorativi), avevo già escluso la possibilità di passare all’ufficio anagrafe. Da escludere anche la carta regionale dei servizi, non ho ancora ricevuto il documento originale a casa (impiega molto tempo e occorre prima richiedere l’assegnazione del medico di base all’ufficio ASL competente), ho scelto la via che più rappresenta la fotografia scelta per questo articolo, il pezzo da museo, il fax. La mail, se non è PEC, non vale, peccato, soprattutto perché durante la registrazione del cambio di residenza io, il mio indirizzo di posta elettronica, l’ho dichiarato e fatto riportare anche sulla richiesta registrata presso l’ufficio competente di zona.

Mi arrendo, trovo e compilo il modulo, disponibile all’indirizzo allegati.comune.milano.it/Comunicazione/Registrazione/mod_richiesta_PIN.pdf (altrimenti potete trovarne una copia su questo spazio). Un suggerimento? Provate a evitare almeno la compilazione manuale, lasciate che sia solo la vostra firma a essere posta in originale sul documento stampato. Scaricate una copia di PDF-XChange Viewer (io ho utilizzato la Portable che non necessita di installazione), avviate il programma, caricate il modulo PDF scaricato poco prima e compilatelo tramite l’inserimento testo disponibile in PDF-XChange Viewer:

Comune di Milano: passare al profilo completo (PIN)

Al termine salvate il file PDF, stampatelo, firmatelo, procuratevi (o realizzate) e stampate una scansione di un vostro documento di identità in corso di validità e occhio, serve sia il fronte che il retro. Inviate ora il fax completo (modulo di richiesta e documento di identità) al numero indicato nel piè di pagina del modulo, assicurandovi prima che il numero risponda con il classico fischio da fax prima di dare lo start all’invio (io mi sono cuccato un paio di tentativi a vuoto per numero occupato / fuori posto). Non avete un fax a disposizione? Neanche in ufficio? Poco male. L’alternativa c’è sempre.

Un fax virtuale Pedro, por favor!

Avete già un PDF contenente una scansione fronte-retro del vostro documento di identità? Bene. Non l’avete? È il momento giusto per prendere il vostro documento e fare una scansione (occhio: fronte e retro). Potete scegliere l’immagine come formato di output, aprire un nuovo documento di Microsoft Word, incollare sia il fronte che il retro nello stesso documento, quindi salvare il documento in PDF, il gioco è fatto.

Ricordate l’articolo che ho dedicato a Smallpdf? No? Eccolo: gioxx.org/2016/01/04/smallpdf. È arrivato il momento di chiamarlo in gioco. Potrete selezionare la funzione di Merge, caricare entrambi i PDF (il documento firmato e pronto per il Comune di Milano e il vostro documento di identità in corso di validità) sul sito web, quindi scaricare l’unico file PDF risultante, che ovviamente includerà entrambi i documenti.

Ora passiamo al fax. Avete mai usato Faxalo? Io si, molto tempo fa (ho ancora un account correttamente funzionante, ma tanto non ve ne fregherà nulla, giustamente), mai un problema. Unica pecca? La scarsa rapidità di invio del fax, ma in tutta onestà non ho mai considerato questa pecca come bloccante e penalizzante, non c’è fretta, basta arrivare a destinazione.

Registrate un account gratuito per ottenere 3 invii gratuiti al giorno (20 al massimo in un mese) e seguite ciò che vi viene richiesto nel form, come spiegato fin troppo bene alla pagina faxalo.it/invia-fax-web-gratis.php. Vi verrà recapitata una conferma di invio (ammesso che tutto fili liscio, in caso contrario vi verrà notificato un errore) così che possiate considerare tutta l’operazione completa.

Pur modificando un paio di passaggi rispetto a quanto suggerito in questo mio articolo (diverso servizio di Fax, ma a pagamento, quindi non usufruibile da chiunque, e diverso metodo di merge, fatto direttamente con un programma in locale sul mio PC), avete portato a termine la vostra missione evitando code e richieste di permessi in ufficio. Ho ricevuto il PIN nella mia casella di posta elettronica una manciata di giorni dopo l’invio del fax (meno di una settimana lavorativa, giusto per la cronaca).

Game, set, match.