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Pillole

Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!

Consigli pratici di sopravvivenza: si tratta di una modifica (del documento) dello scorso agosto ma che ancora oggi miete vittime abbastanza facilmente. Si tratta dei tempi di Recovery per la posta elettronica eliminata dal cestino di Outlook, quella ancora recuperabile da server, tramite apposito “Recupera posta eliminata“. Se ti stai chiedendo quanti giorni hai a disposizione in questa fase, probabilmente la risposta è 14, e non ti piacerà.

Change how long permanently deleted items are kept for an Exchange Online mailbox

La più classica delle ricerche in Google suggerisce un come fare, per l’esattezza “Change how long permanently deleted items are kept for an Exchange Online mailbox“, ed è così che si finisce in Technet a leggere ciò che Microsoft spiega a tal proposito. Secondo l’ultimo ritocco, i giorni di Recovery di una mailbox (predefiniti) sono 14, pochissimi considerando che una persona ha (sempre di default) una policy che pulisce automaticamente il cestino dopo 30 giorni, ma che non gli impedisce di pulirlo autonomamente all’uscita dal client, per esempio. Ciò vuol dire che si hanno, nella peggiore delle ipotesi, al massimo 14 giorni per accorgersi di aver fatto una stupidata, oltre i quali diventa definitiva.

Ho voluto modificare questo comportamento, ritoccando la policy di pulizia del Cestino (ECP → Compliance Management → Retention Tags → Deleted Items) e portandola a 60 giorni, quindi facendo girare un’istruzione PowerShell per portare i 14 giorni di Recovery a 30, il massimo offerto da Office 365:

Get-Mailbox -ResultSize unlimited | Set-Mailbox -RetainDeletedItemsFor 30

L’istruzione modificherà il comportamento di ogni casella attualmente presente su Exchange in cloud. Il problema però te l’ho appena riportato tra le righe. Così facendo modificherai il periodo di retention delle caselle fino a ora presenti sul server, non lo farai per quelle future, dovrai quindi prevedere un automatismo che lo faccia anche per le prossime caselle di posta che andrai a creare, oppure dovrai ricordarti ogni volta di lanciare lo stesso comando via PowerShell (io, avendo già uno script PowerShell che rifinisce un utente appena creato, ho aggiunto l’istruzione a quelle solitamente eseguite).

A quel punto, per recuperare qualcosa di apparentemente perso, basterà mettere in pratica quanto suggerito da Microsoft stessa:

Buon lavoro.

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Rapida pillola del giorno dedicata a Windows 10, e in particolare a Groove Musica, una delle applicazioni che sono già installate nel sistema e che apparentemente non sono eliminabili con il semplice clic destro → Disinstalla. Si tratta di ciò che resiste di Zune (te lo ricordi?) e più che altro del servizio di accesso alla musica (previo abbonamento) di Microsoft. Non sempre però l’applicazione pre-installata torna utile, quindi perché non toglierla di mezzo?

Disinstallare Groove Musica da Windows 10

immagine: ArsTechnica

ATTENZIONE: Prima di partire, il solito consiglio: occhio sempre a quello che tocchi e che rimuovi, effettua dei backup del tuo sistema per sicurezza, così potrai agilmente tornare indietro in caso di problemi.

Ancora una volta puoi centrare l’obiettivo passando da PowerShell, e nello specifico utilizzerai il comando Get-AppxPackage, cercando di filtrare ciò che riporta “Zune” nel nome (in caso contrario, otterrai una nutrita lista di pacchetti installati, di difficile consultazione immediata):

Get-AppxPackage –AllUsers | where {$_.Name -like "*zune*"}

Il risultato dovrebbe portarti a qualcosa di simile alla schermata seguente:

Rimuovere Groove Musica da Windows 10

Copia il valore in corrispondenza di PackageFullName (ti basta evidenziarlo con il mouse e poi fare un solo clic con il tasto destro, nda), quindi lancia il comando di rimozione:

remove-AppxPackage Microsoft.ZuneMusic_3.6.12711.0_x64__8wekyb3d8bbwe

Ovviamente Microsoft.ZuneMusic_3.6.12711.0_x64__8wekyb3d8bbwe dovrà essere sostituito con il valore precedentemente copiato, anche se in realtà dovrebbe risultati essere identico.

Rimuovere Groove Musica da Windows 10 1

Lo stesso identico metodo vale anche con altre applicazioni pre-installate nel sistema, “Xbox” compresa (occhio però, nel suo specifico caso ti consiglio di non andare oltre la rimozione di Microsoft.XboxApp, che dovrebbe corrispondere al pacchetto Microsoft.XboxApp_11.13.6008.0_x64__8wekyb3d8bbwe) ;-)

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Microsoft permette di scaricare Windows 10 tramite un tool proprietario che funziona molto bene e che ti permette di aggiornare il sistema locale o di preparare un supporto per un diverso PC (qui trovi maggiori informazioni). Appurato questo, io oggi ho scelto di passare da una diversa strada, giusto per non dimenticare “come si fa“, ho scaricato la ISO e preparato una chiave USB avviabile tramite Rufus, “manualmente“.

Windows 10: preparare una chiave avviabile (no-Media Tool Microsoft) 3

Naviga verso microsoft.com/en-us/software-download/windows10ISO, scegli la versione dell’ultimo sistema operativo di casa Microsoft, scegli la lingua, fai partire il download. Troppo semplice? Lo so, ma è esattamente ciò che dovrai fare:

Per preparare la chiave USB, ho scelto Rufus, alternativa a WinSetupFromUSB che uso da sempre (ne avevo parlato qui). Anche Rufus è gratuito, disponibile inoltre in versione portable (quindi comodo tanto quanto l’altro), lo trovi su rufus.akeo.ie.

Una volta avviato, ti basterà dargli in pasto una chiave USB che possa tenere i file necessari per l’installazione del sistema (4GB bastano, nda) e mantenere le impostazioni suggerite, lo “Schema partizione MBR per BIOS o UEFI-CSM” è perfetto anche per macchine nuove che non accettano chiavi USB multi-boot (quelle contenenti diverse ISO) all’avvio del sistema, il motivo principale per il quale si impazzisce e non si esce dal loop.

Windows 10: preparare una chiave avviabile (no-Media Tool Microsoft) 2

Un clic su Avvia e il gioco è fatto. Dovrai solo attendere che il programma termini di preparare il supporto. Potrai in seguito rimuoverlo dal PC, inserirlo in quello su cui vuoi installare Windows 10 e scegliere quella chiave USB come periferica di partenza, accederai così alla solita procedura di preparazione installazione del sistema operativo.

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La registrazione di caratteri in Windows è sempre stata cosa assai semplice. Un clic destro sul file interessato e uno su Installa, nulla più. Ma se ti dovesse capitare di essere collegato a una macchina con un utente limitato (standard user) e l’impossibilità di fare un semplice “Cambia utente” o “Disconnetti“? Il Run-as è la strada più rapida, e la PowerShell può aiutare a completare più rapidamente l’operazione.

PowerShell: registrazione di font in Windows

Un articolo che puoi archiviare tra quelli che servono giusto a fornirti lo snippet da utilizzare, uno di quelli che un domani potrebbe tornarti utile e forse ti ricordi di passare a trovarmi. Due le righe di codice (corte pure, quasi non le vedi):

$fonts = (New-Object -ComObject Shell.Application).Namespace(0x14)
dir *.ttf | %{ $fonts.CopyHere($_.fullname) }

Non serve salvarle su un file ps1 apposito (a meno di volerlo tenere da parte per futuro utilizzo). Ti basta aprire un prompt PowerShell con diritti elevati, navigare in una cartella contenente i font che vuoi installare e lanciare entrambe le righe, a quel punto ti partiranno a video le richieste di conferma registrazione dei tipi di font trovati. Comodo, rapido, perfetto per lo scopo.

Cheers!

basato su: windowsitpro.com/scripting/trick-installing-fonts-vbscript-or-powershell-script

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Per la serie “sbagliando si impara“, anche se in realtà vale anche quella che dice che l’errore davanti ai propri occhi è anche quello che continua a sfuggire pure alla centesima rilettura, oggi prendo appunti su PowerShell e ordinamento dei risultati richiesti.

Nello specifico volevo ottenere una lista di contatti con un preciso dominio impostato nel PrimarySMTPAddress (WindowsEmailAddress), ho pensato bene quindi di lanciare un comando semplice (il Get-MailContact), filtrare in output solo ciò che mi interessava e pretendere di ordinare l’output dopo averlo già generato:

PS C:\PS1\PS1> Get-MailContact -ResultSize unlimited | where {$_.WindowsEmailAddress -like "*@contoso.com"} | ft name,Alias,WindowsEmailAddress | sort name
out-lineoutput : L'oggetto di tipo "Microsoft.PowerShell.Commands.Internal.Format.FormatEntryData" non è valido oppure non è stato specificato nella sequenza corretta. L'errore dipende probabilmente da un comando "format-*" specificato dall'utente in conflitto con la formattazione predefinita.
    + CategoryInfo          : InvalidData: (:) [out-lineoutput], InvalidOperationException
    + FullyQualifiedErrorId : ConsoleLineOutputOutOfSequencePacket,Microsoft.PowerShell.Commands.OutLineOutputCommand

Per una illogica del mio unico neurone alla ricerca di aria fresca, mi ostinavo a chiedere un sort in seguito alla formattazione della tabella in output, quando in realtà il sort va chiesto prima di preparare i risultati da mostrare a video (cosa abbastanza normale a pensarci a sangue freddo, non trovi?). Il modo giusto per chiederlo è quindi anteporlo al Format-Table:

Get-MailContact -ResultSize unlimited | where {$_.WindowsEmailAddress -like "*@contoso.com"} | sort name | ft name,Alias,WindowsEmailAddress

Che produce un risultato a video assolutamente preciso, secondo richiesta impartita:

Sbagliando si impara: PowerShell, Sort e Format-Table

Metto da parte, lezione imparata, nel frattempo mi bastono da solo.

G