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Abbiamo già trattato l’argomento, ci torno sopra perché –dopo gli ultimi aggiornamenti del software di Manage Engine– l’aspetto di ServiceDesk è decisamente cambiato (in meglio) e mi ha fatto nascere una nuova esigenza, in realtà nell’aria già da tempo. Si tratta della possibilità di fare un refresh manuale della pagina.

Nulla di particolare sotto al sole, sia chiaro, giusto un’aggiunta che può tornare utile avere a portata di clic oltre che di tastiera (in quel caso basta un F5). Ho scelto di inserire il nuovo pulsante subito prima del “Close“.

ServiceDesk: una toolbar personalizzata sempre in vista 1

Per lanciare un aggiornamento della pagina ho utilizzato un semplice window.location.reload(), che si integra quindi nel codice di un nuovo pulsante. Per poter far stare tutto su una sola riga, ho aumentato le dimensioni (larghezza) della toolbar, portando il valore a 310 pixel. Nello specifico, questo è il codice del nuovo pulsante:

// REFRESH
'<input type="button" title="Refresh" class="formStylebutton" style="width:auto;height:18" onclick="window.location.reload()" value="Refresh" name="refreshButton"> ' +

Ho rilasciato perciò una nuova versione del CustomScripts.js, disponibile come sempre su Gist, te la propongo qui di seguito per comodità:

Ne approfitto per ricordarti che lo script dovrà essere inserito in [TUOSERVERSDP]\ServiceDesk\custom\scripts, e che forzando un aggiornamento della pagina (del tuo HelpDesk) dovresti notare subito la novità, senza la necessità di riavviare il software.

Per commenti, nuove idee o suggerimenti riguardo possibili miglioramenti del codice attualmente proposto, l’area commenti è a tua totale disposizione!

G

Pillole

Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!

Non meriterebbe neanche un articolo ma so che potrebbe pur sempre tornare utile in futuro (a me, ma spero più a te che mi hai trovato e che mi stai leggendo).

Se anche tu sei costretto a tenere l’interfaccia di amministrazione di Office 365 in italiano, per scrivere documentazione o fornire riferimenti in lingua nostrana quando si salta sulla WebMail (tanto per fare un esempio di un prodotto legato alla lingua impostata nel profilo), ricorda che puoi sempre forzare il sito web di Microsoft a mostrarti ogni testo in lingua originale senza toccare nulla del tuo profilo, semplicemente passando un parametro da barra URL.

Office 365: forzare ECP a mostrarsi in inglese

Punta il browser (volendo prendere come esempio l’Exchange Control Panel, ECP per farla breve) all’indirizzo outlook.office365.com/ecp/?mkt=en-GB. Quel semplice ?mkt=en-GB ti mostrerà l’interfaccia in inglese nonostante la lingua del tuo profilo sia impostata a italiano.

È semplice e funziona.

Dopo il B50-50, ho messo mano su un Lenovo ThinkPad E560, portatile per PMI anch’esso da 15.6″ disponibile in più configurazioni (processore, scheda grafica, ecc.). Come per l’altra macchina, vi suggerisco di dare un’occhiata a scheda tecnica e prestazioni tenendo conto della panoramica, proprio per la varietà di configurazioni possibili. Ciò che ancora una volta mi interessa fare, è informarti, nel caso tu possegga questa macchina, riguardo i programmi inutili installati a bordo del sistema operativo. Si parla ancora una volta di un Windows 7 Professional OEM Lenovo.

Lenovo: pulire l’installazione di fabbrica di un ThinkPad E540

AlertVale la stessa regola dell’ultima volta: non posso supportare eventuali problemi della macchina nei commenti. Per questo tipo di cose esiste già il forum di supporto di Lenovo, posso solo dare qualche indicazione per il primo utilizzo e pulizia della personalizzazione prima di passare all’utilizzo quotidiano, per cercare di togliere quanta più sporcizia possibile, che di RAM e spazio libero su disco non ce n’è mai abbastanza.

I fondamentali: ripristino immagine

Contrariamente al solito, la chiave da 8GB non mi è bastata. Non avendo a disposizione quella da 16, sono dovuto ricorrere a qualche vecchio DVD-R ancora vergine (che tenevo come repertorio storico sulla scrivania). Un totale di 5 dischi utilizzati, di cui il primo (lo “zero”) masterizzato solo per contenere il necessario all’avvio dell’utility per il ripristino di fabbrica. Dopo di lui, 4 dischi contenenti i dati necessari per riportare allo stato originale il Lenovo E540. Ora i dischi possono andare a finire in magazzino per imperitura memoria.

L’utility per creare i dischi è già installata sul sistema, e parte semplicemente facendo clic sulla partizione di recupero “Lenovo_Recovery“, che dovrebbe corrispondere alla lettera Q visibile in “Computer” (su OS Windows 7). Questa partizione può essere eliminata (recuperando spazio disco) se il supporto di recupero immagine di fabbrica è stato creato e messo al sicuro.

Pulizia del sistema

Ora che sei partito con un sistema “pulito” (si fa per dire) puoi finalmente passare alla vera pulizia dello stesso, rimuovendo programmi inutili che occupano spazio e risorse che potresti investire in tutt’altra cosa, altri tipi di software, non imposti certo da fabbrica.

Parto come al solito con la lista di quelli che puoi pulire senza troppi pensieri. L’elenco non è in ordine alfabetico.

Cancellazione sicura

  • CyberLink PowerDVD 10: dovresti conoscerlo, in caso contrario puoi leggere tutte le informazioni sul prodotto all’indirizzo it.cyberlink.com/products/powerdvd-ultra/features_it_IT.html. Anche stavolta riporto l’alternativa data per il B50-50: ti va di dare un’occasione a VLC?
  • Lenovo Communications Utility: consente di modificare tutte le impostazioni di funzionalità integrate, quali videocamera, microfono e funzioni audio, in un’unica posizione, per ottimizzare l’esperienza relativa a video e VOIP (Voice over Internet). Informazioni disponibili all’indirizzo support.lenovo.com/it/it/downloads/ds028673.
  • REACHit (lenovo.com/us/en/apps/reachit) e SHAREit (shareit.lenovo.com) sono le due applicazioni Lenovo dedicate alla gestione e condivisione di file, in barba a sistemi ben più rodati e robusti come possono essere Google Drive o Dropbox. Cancellali se non li hai mai usati e non intendi farlo, tienili se hai già utilizzato questa tecnologia in passato.
  • Lenovo Warranty Information: poche informazioni (e pure confuse) sul sito ufficiale. Riporto direttamente da fonte esterna: “Lenovo Warranty Information is a program developed by Lenovo. The most used version is 1.0.0005.00, with over 98% of all installations currently using this version. The main program executable is WarrantyViewer.exe. The software installer includes 4 files and is usually about 799.93 KB (819,128 bytes). In comparison to the total number of users, most PCs are running the OS Windows 7 (SP1) as well as Windows 8.“. Esperti ricercatori stanno ancora cercando di capire il senso della sua esistenza, rimuovi in tranquillità.
  • Message Center Plus: ovvero, come ti sostituisco (o almeno ci provo) il Centro di Sicurezza di Windows, avvisandoti riguardo problemi che già il Sistema Operativo notifica abitualmente, tenendo attivo un processo in background che probabilmente non serve ad alcunché. Tutte le informazioni sul prodotto (e i download) sono disponibili all’indirizzo support.lenovo.com/it/it/downloads/ds000885.
  • Lenovo User Guide: facile intuire che si tratta dei manuali di utilizzo del laptop. Pensateci: come un CD driver (per le stampanti o più in generale per le periferiche acquistate presso i rivenditori), anche i manuali salvati in locale su un portatile nascono già obsoleti rispetto a quello che è possibile trovare online.
  • CyberLink PowerDVD Create: vale quanto detto per il B50-50 l’ultima volta. Se hai bisogno di un programma di masterizzazione, ti consiglio di passare a un’alternativa non a pagamento e decisamente più leggera, come InfraRecorder.
  • Lenovo Solution Center: il centro di controllo (pure troppo) dato in pasto a qualsiasi modello Lenovo. In azienda abbiamo deciso di rimuoverlo da ogni nostro portatile, ancora stiamo cercando un problema legato al non averlo a bordo macchina, sappi che non l’abbiamo trovato.
  • Lenovo QuickControl: “consente di controllare il computer in remoto utilizzando lo smartphone. Puoi controllare il cursore del mouse, modificare le impostazioni del secondo schermo e gestire le app e le finestre attive. Lenovo QuickControl richiede l’esecuzione di un’app dedicata sullo smartphone.“, come riportato nella scheda disponibile all’indirizzo support.lenovo.com/it/it/products/laptops-and-netbooks/thinkpad-w-series-laptops/thinkpad-w550s/downloads/ds035726.
  • Lenovo QuickDisplay: informazioni in merito pressoché inesistenti, si trova qualcosa all’indirizzo thinkwiki.org/wiki/Lenovo_QuickDisplay e si capisce che in realtà questo tool serve esclusivamente a sfruttare collegamenti senza fili per trasmettere verso accessori della stessa marca.
  • Lenovo Solutions for Small Business e Lenovo Solutions for Small Business Customizations: un set di utility pensate e sviluppate da Intel per Lenovo, inutile dire che fine gli ho fatto fare (qui puoi trovare maggiori informazioni: support.lenovo.com/it/it/downloads/ds030146#notes).
  • RapidBoot HDD Accelerator: riporto quanto trovato direttamente nel blog di Lenovo, che scrive “RapidBoot uses a collection of proprietary technologies and optimizations, which vary based on the EE 3 system. Smart defragmentation defragments the area of the hard disk drive that contains the boot files used to load Windows®. Defragmenting increases the speed that the data can be accessed and read. HDD accelerator uses system memory (RAM) as a cache for boot files, which allows faster performance.“, motivo per il quale ho scelto di disinstallare il prodotto, considerandolo assolutamente inutile, voglio essere io a deframmentare il disco se e quando necessario (se ne parla anche nel forum di Lenovo).
  • Lenovo Registration: non c’è nulla o quasi di documentato su questo singolo modulo, ma il nome è abbastanza parlante, qualcosa è possibile leggerla sul sito di Should I remove It?
  • Nitro Pro 9: nona versione della suite di lavorare e modificare file PDF (e non solo), tutte le informazioni sono disponibili sul sito web ufficiale. L’ho disinstallato esclusivamente perché non utile all’utente finale, dovrai essere tu a decidere se mantenerlo oppure no. Esistono diverse alternative gratuite, forse non complete come Nitro ma in ogni caso valide.

Quelli a metà strada

  • Microsoft Office: nel senso che sta a voi capire se tenerlo o meno. Si tratta della versione che è possibile attivare o provare per qualche tempo. Per chi ha già un abbonamento Office 365, basterà scaricare l’ultimo pacchetto disponibile dall’area personale, è possibile quindi eliminare questo Office pre-caricato e far spazio al proprio, o magari a OpenOffice.org (se lo utilizzi).
  • Lenovo Active Protection System: un software che dovrebbe proteggere la salute del tuo hard disk nel caso in cui questo riceva uno shock (da caduta, o da impatto), descritto all’indirizzo support.lenovo.com/it/it/documents/ht003517. Un software che diventa inutile nel caso in cui tu vada a montare un disco a stato solido (SSD), forse utile quando si tiene il disco meccanico previsto da fabbrica. Nulla potrà salvarti (per esperienza personale) da una botta imprevista e ben assestata, neanche un miracolo. Scegli quindi il destino di questo tool.
  • Norton Internet Security: un anno di abbonamento sfruttabile per un antivirus che io preferisco non utilizzare. A te la scelta. Puoi sfruttare l’annualità gratuitamente offerta, poi cambiare prodotto, oppure rimuoverlo immediatamente e scegliere la tua soluzione di protezione.

Quelli da non toccare

  • ThinkPad USB 3.0 Ethernet Adapter Driver: un driver che permette di installare all’occorrenza una nuova scheda di rete (e relativa porta) utilizzando una porta USB. Magari non la userai mai, ma è pur sempre un driver già a bordo macchina, puoi passare avanti e non rimuoverlo.
  • ThinkPad UltraNav Driver: tutto ciò che riguarda il touchpad.
  • ThinkPad OneLink Dock: i driver della Docking Station. Trattandosi di serie ThinkPad, può essere attaccato (tramite attacco pinza posta sulla parte bassa della scocca, sotto la tastiera) al suo replicatore di porte, per poter utilizzare agilmente il portatile con un monitor esterno, tastiera, mouse, ecc.
  • Lenovo Power Management Driver: profili di utilizzo energetico del portatile. Puoi lasciarli lì e verificare se possono (o meno) tornarti utili direttamente selezionandoli dal Pannello di Controllo del Sistema Operativo.

Ho citato 4 voci nella possibile installazione custom del tuo E560, in realtà ci sono però più voci, utili ai fini della corretta gestione del portatile. In generale, se non riportate nell’elenco delle disinstallazioni sicure, puoi lasciare vivere i software che trovi in giro nel Pannello di Controllo. Ti consiglio inoltre di tenere sempre aggiornati driver e applicazioni Lenovo sopravvissute tramite System Update (chiamato anche “Lenovo – Aggiornamento e driver“):

Lenovo: pulire l’installazione di fabbrica di un ThinkPad E560

In conclusione

Non dovrei aver dimenticato nulla. Il ThinkPad E540 dovrebbe ora aver recuperato un po’ di spazio disco e della RAM precedentemente utilizzata per tenere in piedi servizi e processi inutili per la quotidianità. Hai altri suggerimenti da integrare nell’articolo? L’area commenti è -come sempre- a tua totale disposizione.

Dopo aver pubblicato l’articolo che spiegava come utilizzare Irfanview per ridurre le dimensioni di un set di immagini, sono stato contattato da Mike, fondatore di Bits&Coffee e sviluppatore di BatchPhoto. Dovresti aver già capito di cosa si tratta, il nome è abbastanza “parlante“, si tratta di un programma completamente dedicato alla lavorazione delle immagini, con particolare attenzione a una serie di possibili manipolazioni tutte richiamabili in un’unica sessione di lavoro. Puoi poi salvare il profilo delle tue modifiche per evitare di dover re-impostare tutto una seconda volta, quando andrai a riutilizzare il software per lavorare ulteriori batch.

È un articolo di poche righe, anche perché non ne servono poi molte per descrivere BatchPhoto, è tutto racchiuso in poche schermate molto semplici da affrontare, localizzate tutto sommato bene anche in lingua nostrana, in cui caricare le immagini da lavorare, scegliere i filtri da applicare (attenzione, tra i filtri applicabili troverai anche il ridimensionamento delle immagini), in che cartella salvare l’output generato (specificando anche, se lo volete, la possibilità di sovrascrivere le immagini originali), arrivando poi a un quarto e ultimo passaggio per chiudere la fase di configurazione e lanciare l’operazione finale di lavorazione vera e propria.

Facile individuare pro e contro dopo qualche utilizzo del software. Si parla di un programma a pagamento (si può provare gratuitamente, esistono poi codici di attivazione Home ed Enteprise), che permette di lavorare batch di immagini, che in una logica di funzionamento standard si è portati a pensare come pesanti, grandi, di difficile digestione già su disco fisso, figurarsi sul web, altrimenti non ci sarebbe quasi la necessità di ritoccare alcunché, se non fosse per qualcosa di piccolo, un miglioramento, un logo da applicare.

Pensa al tuo quotidiano: sei abituato a dover affrontare ogni tipo di sorgente, dallo storico e ormai abbandonato BMP al più comune PNG, passando anche dal TIFF e dal più classico JPG, se necessario. È forse questo il tallone d’Achille di BatchPhoto, causato soprattutto dal fatto che il programma tenta di caricare le anteprime delle immagini originali, rendendo molto difficile la sua sopravvivenza, come catturato in quest’immagine di seguito:

BatchPhoto: una possibile alternativa a IrfanView? 6

20 cartelle, 275 file, 830 MB su disco, alcuni di quei 275 file erano particolarmente grandi, lo ammetto, ho volutamente utilizzato un batch di immagini associate a un comunicato stampa, uno di quelli che arrivano alla casella di redazione di Fuorigio.co. Ho riprodotto più volte il problema, anche su una diversa postazione (si parla di i5 di ultima generazione con 8 GB di RAM e disco SSD, non esattamente macchine da buttare via, ecco) usando le stesse sorgenti. Un problema simile può sempre accadere, è perdonabile, ma l’ho risolto proprio con Irfanview che delle anteprime un po’ se ne frega, e carica la lista delle immagini da lavorare in un elenco testuale che non ti permetterebbe di capire a cosa stai mettendo mano neanche pregando. Poco male, l’importante è il risultato.

Perché allora scegliere BatchPhoto? Perché con una licenza del software si può chiedere aiuto, segnalare problemi al supporto, e nel frattempo approfittare della moltitudine di configurazioni possibili del programma, che nasce apposta per fare questo nella sua vita. IrfanView è un visualizzatore di immagini che nel tempo libero permette anche di ritoccarle, magari senza tutta la vastità di filtri o di configurazioni avanzate, ma portando a termine il lavoro in maniera spartana, efficacemente, per chi può accontentarsi.

Good job Mike, credo però che resterò a bordo del programma gratuito, solo perché al momento faccio parte della schiera di quelli che si accontentano, tengo comunque cara la licenza che mi hai voluto regalare, il tuo programma potrebbe tornarmi utile in futuro :-)

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi i miei pensieri. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: come detto nell'articolo, il codice per sbloccare la versione "Enterprise" mi è stato fornito dallo sviluppatore del software.

Dopo il B50-50, ho messo mano su un Lenovo ThinkPad E560, portatile per PMI anch’esso da 15.6″ disponibile in più configurazioni (processore, scheda grafica, ecc.). Come per l’altra macchina, vi suggerisco di dare un’occhiata a scheda tecnica e prestazioni tenendo conto della panoramica, proprio per la varietà di configurazioni possibili. Ciò che ancora una volta mi interessa fare, è informarti, nel caso tu possegga questa macchina, riguardo i programmi inutili installati a bordo del sistema operativo. Si parla ancora una volta di un Windows 7 Professional OEM Lenovo.

Lenovo: pulire l’installazione di fabbrica di un E560

AlertVale la stessa regola dell’ultima volta: non posso supportare eventuali problemi della macchina nei commenti. Per questo tipo di cose esiste già il forum di supporto di Lenovo, posso solo dare qualche indicazione per il primo utilizzo e pulizia della personalizzazione prima di passare all’utilizzo quotidiano, per cercare di togliere quanta più sporcizia possibile, che di RAM e spazio libero su disco non ce n’è mai abbastanza.

I fondamentali: ripristino immagine

Se Windows è stato già attivato almeno una volta, procurati una chiave USB vuota da almeno 8GB (io ne ho utilizzata una da 16) sulla quale Lenovo, tramite una utility da loro rilasciata, creerà tutto ciò che occorre al ripristino del sistema allo stato di fabbrica. Ti basterà poi inserire la chiave in fase di boot, premere invio per entrare nel menu e premere F12 per selezionare una diversa periferica di avvio, il resto verrà da sé.

L’utility di cui parlo è Rescue and Recovery, è pre-installata sui sistemi Lenovo (da 7 in poi) e se ne parla molto (insieme agli altri metodi di ripristino ufficiali Lenovo) all’indirizzo support.lenovo.com/it/it/solutions/ht035659.

Pulizia del sistema

Ora che sei partito con un sistema “pulito” (si fa per dire) puoi finalmente passare alla vera pulizia dello stesso, rimuovendo programmi inutili che occupano spazio e risorse che potresti investire in tutt’altra cosa, altri tipi di software, non imposti certo da fabbrica.

Parto come al solito con la lista di quelli che puoi pulire senza troppi pensieri. L’elenco non è in ordine alfabetico.

Cancellazione sicura

  • CyberLink PowerDVD 12: dovresti conoscerlo, in caso contrario puoi leggere tutte le informazioni sul prodotto all’indirizzo it.cyberlink.com/products/powerdvd-ultra/features_it_IT.html. Anche stavolta riporto l’alternativa data per il B50-50: ti va di dare un’occasione a VLC?
  • CyberLink WaveEditor: ormai abbandonato, è il fratello minore di Audio Director, descritto sul sito ufficiale all’indirizzo it.cyberlink.com/products/audiodirector/features_it_IT.html. Software sorpassato, tienilo esclusivamente se credi di dover fare esperimenti con file audio registrati da una tua periferica, altrimenti opta per una rimozione immediata.
  • Lenovo Solution Center: il centro di controllo (pure troppo) dato in pasto a qualsiasi modello Lenovo. In azienda abbiamo deciso di rimuoverlo da ogni nostro portatile, ancora stiamo cercando un problema legato al non averlo a bordo macchina, sappi che non l’abbiamo trovato.
  • Lenovo Warranty Information: poche informazioni (e pure confuse) sul sito ufficiale. Riporto direttamente da fonte esterna: “Lenovo Warranty Information is a program developed by Lenovo. The most used version is 1.0.0005.00, with over 98% of all installations currently using this version. The main program executable is WarrantyViewer.exe. The software installer includes 4 files and is usually about 799.93 KB (819,128 bytes). In comparison to the total number of users, most PCs are running the OS Windows 7 (SP1) as well as Windows 8.“. Esperti ricercatori stanno ancora cercando di capire il senso della sua esistenza, rimuovi in tranquillità.
  • Message Center Plus: ovvero, come ti sostituisco (o almeno ci provo) il Centro di Sicurezza di Windows, avvisandoti riguardo problemi che già il Sistema Operativo notifica abitualmente, tenendo attivo un processo in background che probabilmente non serve ad alcunché. Tutte le informazioni sul prodotto (e i download) sono disponibili all’indirizzo support.lenovo.com/it/it/downloads/ds000885.
  • Lenovo User Guide: facile intuire che si tratta dei manuali di utilizzo del laptop. Pensateci: come un CD driver (per le stampanti o più in generale per le periferiche acquistate presso i rivenditori), anche i manuali salvati in locale su un portatile nascono già obsoleti rispetto a quello che è possibile trovare online.
  • REACHit (lenovo.com/us/en/apps/reachit) e SHAREit (shareit.lenovo.com) sono le due applicazioni Lenovo dedicate alla gestione e condivisione di file, in barba a sistemi ben più rodati e robusti come possono essere Google Drive o Dropbox. Cancellali se non li hai mai usati e non intendi farlo, tienili se hai già utilizzato questa tecnologia in passato.
  • Lenovo PowerENGAGE: non semplice reperire informazioni (una novità, a voler essere parecchio ironici), fortunatamente c’è un riferimento nel manuale PDF di un modello di ThinkCentre che abbiamo in azienda (gli M73), PowerENGAGE viene descritto come “programma che consente di registrare il computer con Lenovo“.
  • CyberLink PowerDVD Create: vale quanto detto per il B50-50 l’ultima volta. Se hai bisogno di un programma di masterizzazione, ti consiglio di passare a un’alternativa non a pagamento e decisamente più leggera, come InfraRecorder.
  • Lenovo Communications Utility: consente di modificare tutte le impostazioni di funzionalità integrate, quali videocamera, microfono e funzioni audio, in un’unica posizione, per ottimizzare l’esperienza relativa a video e VOIP (Voice over Internet). Informazioni disponibili all’indirizzo support.lenovo.com/it/it/downloads/ds028673.

Quelli a metà strada

  • Microsoft Office: nel senso che sta a voi capire se tenerlo o meno. Si tratta della versione che è possibile attivare o provare per qualche tempo. Per chi ha già un abbonamento Office 365, basterà scaricare l’ultimo pacchetto disponibile dall’area personale, è possibile quindi eliminare questo Office pre-caricato e far spazio al proprio, o magari a OpenOffice.org (se lo utilizzi).
  • Lenovo Active Protection System: un software che dovrebbe proteggere la salute del tuo hard disk nel caso in cui questo riceva uno shock (da caduta, o da impatto), descritto all’indirizzo support.lenovo.com/it/it/documents/ht003517. Un software che diventa inutile nel caso in cui tu vada a montare un disco a stato solido (SSD), forse utile quando si tiene il disco meccanico previsto da fabbrica. Nulla potrà salvarti (per esperienza personale) da una botta imprevista e ben assestata, neanche un miracolo. Scegli quindi il destino di questo tool.
  • McAfee LiveSafe – Internet Security: un anno di abbonamento sfruttabile per un antivirus che io preferisco non utilizzare. A te la scelta. Puoi sfruttare l’annualità gratuitamente offerta, poi cambiare prodotto, oppure rimuoverlo immediatamente e scegliere la tua soluzione di protezione.

Quelli da non toccare

  • ThinkPad USB 3.0 Ethernet Adapter Driver: un driver che permette di installare all’occorrenza una nuova scheda di rete (e relativa porta) utilizzando una porta USB. Magari non la userai mai, ma è pur sempre un driver già a bordo macchina, puoi passare avanti e non rimuoverlo.
  • ThinkPad UltraNav Driver: tutto ciò che riguarda il touchpad.
  • ThinkPad OneLink Dock: i driver della Docking Station. Trattandosi di serie ThinkPad, può essere attaccato (tramite attacco pinza posta sulla parte bassa della scocca, sotto la tastiera) al suo replicatore di porte, per poter utilizzare agilmente il portatile con un monitor esterno, tastiera, mouse, ecc.
  • Lenovo Power Management Driver: profili di utilizzo energetico del portatile. Puoi lasciarli lì e verificare se possono (o meno) tornarti utili direttamente selezionandoli dal Pannello di Controllo del Sistema Operativo.

Ho citato 4 voci nella possibile installazione custom del tuo E560, in realtà ci sono però più voci, utili ai fini della corretta gestione del portatile. In generale, se non riportate nell’elenco delle disinstallazioni sicure, puoi lasciare vivere i software che trovi in giro nel Pannello di Controllo. Ti consiglio inoltre di tenere sempre aggiornati driver e applicazioni Lenovo sopravvissute tramite System Update (chiamato anche “Lenovo – Aggiornamento e driver“):

Lenovo: pulire l’installazione di fabbrica di un ThinkPad E560

In conclusione

Non dovrei aver dimenticato nulla. Il ThinkPad E560 dovrebbe ora aver recuperato un po’ di spazio disco e della RAM precedentemente utilizzata per tenere in piedi servizi e processi inutili per la quotidianità. Hai altri suggerimenti da integrare nell’articolo? L’area commenti è -come sempre- a tua totale disposizione.