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Apple-icon-BugSembra che oltre all’ormai superato bug di Safari nelle versioni 9.3 di iOS, ci sia qualcosa di “storto” anche nel file di installazione dell’ultimo iTunes, quello che introduce la compatibilità con iPhone SE e nuovo iPad Pro, la versione 12.3.3.17 (Current, al momento della stesura dell’articolo). Per la precisione il problema l’ho riscontrato su una macchina a 32 bit, con circa 4 anni di lavoro sulle spalle, e riguarda l’impossibilità di avviare il servizio Mobile Device dell’azienda di Cupertino.

iTunes: Apple Mobile Device failed to start

Le ho provate tutte. Qualsiasi tipo di installazione, da qualsiasi tipo di utente, partendo da pulito, senza più alcun software Apple a bordo macchina, nulla da fare. Cercando in giro ho scoperto di non essere l’unico ad avere problemi. In particolare si parla di pacchetti impossibili da installare su macchine a 64 bit con schede video superate, ma nessuna traccia di quelli che girano ancora con sistemi a 32. Un articolo che ho trovato molto interessante è quello scritto da Ruben Alamina:

Fix iTunes Apple Mobile Device failed to start

Io, in tutta onestà, mi sono limitato a fare una cosa tanto stupida quanto lineare. Ho cercato e tirato fuori dal cappello un articolo del 2014, pubblicato sempre su questi lidi:

iTunes 11.1.4: Apple Mobile Device failed to start, risolvere il problema

Risultato? Un buco nell’acqua. Non mi è rimasta che una sola via da percorrere. L’utente ha bisogno di gestire (e pure raramente) un iPhone 6, cosa che funziona perfettamente anche con la versione subito antecedente alla Current, la 12.3.2.35, rilasciata poco prima della fine dello scorso anno. Fortunatamente Apple rende disponibile i vecchi installer per Windows a 32 e 64 bit in una sola ricca pagina, raggiungibile da tutti all’indirizzo discussions.apple.com/docs/DOC-6562#versions. Che poi è in pratica una scorciatoia per un articolo che avevo già pubblicato in passato e che vi indirizzava verso il download del vecchio software Apple, più in generale:

iTunes: serve una vecchia versione?

E ora non resta che aspettare il prossimo aggiornamento, con la speranza che possa correggere l’anomalia.

Colpa di Carlo e di un suo messaggio su Facebook di qualche tempo fa. Mi ha presentato Franz.

Non so ancora se mi piace, di certo c’è che lo sto provando da un paio di settimane e ho eliminato un po’ di carico di lavoro su Firefox (vuoi sapere di cosa sto parlando? Leggi in coda a questo articolo!) disattivando le estensioni dedicate ai pannelli di Whatsapp e Facebook Messenger. Franz è un client che porta sotto lo stesso tetto molti dei servizi di messaggistica istantanea che vengono quotidianamente utilizzati da miliardi di persone, disponibile gratuitamente sul sito web ufficiale meetfranz.com, compatibile con i 3 sistemi operativi più comuni (Windows, OS X, Linux).

Franz: un'app per Facebook, Whatsapp, Telegram, ecc. 3

Provato su ambo i sistemi che utilizzo quotidianamente, Franz utilizza il motore di Google Chrome e le versioni mobile dei siti web dei servizi di messaggistica istantanea. Per questo motivo, contrariamente a Whatsapp e Facebook Messenger (parlo dei servizi che ho relamente messo alla prova e per i quali posso quindi esprimere un parere decente), la parte relativa a Telegram resta anni luce indietro rispetto al client Desktop rilasciato tramite sito web ufficiale (desktop.telegram.org). Ho preferito quindi affiancarlo al client Telegram (sia su Windows che OS X) e tenerlo attivo per evitare di dover mettere mano al cellulare (Whatsapp) o aprire quel mastodonte fatto pagina web (Facebook, che poi in realtà preferisco passare da messenger.com, decisamente più leggero e fluido).

L’interfaccia principale di Franz permette di controllare, aggiungere o rimuovere i servizi di cui avete necessità. Ciascuna tab caricata sotto Franz, avrà poi necessità di login specifico per il servizio, con eventuale autenticazione a due fattori (come succede per Facebook Messenger, ammesso che l’abbiate attivata). Circa 150 i MB occupati in memoria (OS X, dove i compressi raggiungono i 50 circa). Su Windows, essendo in fase beta, tutto è sempre molto variabile, si attende una release più stabile per poterne parlare con cognizione di causa.

Mi piace l’utilizzo di Chrome? Lo sopporto. Mi piace come gestisce i servizi e le notifiche? Decisamente migliorabile, credetemi. Il progetto è giovane ed è giusto che faccia esperienza sul campo, parte con un bagaglio molto interessante sul fronte della compatibilità con i servizi di terze parti. Il bouquet iniziale propone Slack, WhatsApp, WeChat, HipChat, Facebook Messenger, Telegram, Google Hangouts, GroupMe, Skype (molto interessante questo, dato che l’interfaccia web inizia a sostituire egregiamente il pesante client Desktop originale) e Grape. Su Windows non esiste la possibilità di ridurre il programma a icona nella tray di sistema, dovrete quindi tenerlo semplicemente ridotto nella barra di Start. Impossibile avviarlo nascosto. Su OS X è sempre possibile chiudere la finestra principale (⌘ W) ma anche in questo caso si può fare molto di più per le notifiche (passano inosservate facilmente, IMHO) e per tenere il programma ridotto a icona nella barra superiore.

Insomma, lo avrete capito. La buona volontà c’è, la strada tracciata idem, bisogna solo perseverare nello sviluppare un’applicazione che ha certamente del potenziale, che può fare bene con i giusti suggerimenti da parte degli utilizzatori e che si spera possa raggiungere molti utenti lì fuori, alle prese ormai con mille servizi di messaggistica che devono essere tenuti a bada, in qualche maniera!

Good Job Franz, continua così! :-)

A proposito di Firefox, Whatsapp e Messenger

Vi avevo parlato di alcune estensioni che permettono di gestire servizi di messaggistica istantanea, come Whatsapp e Facebook Messenger, direttamente tramite il browser Mozilla. Vi ripropongo gli articoli precedentemente pubblicati su questo blog:

Firefox per “il Social”: WhatsApp Panel

Firefox per “il Social”: Facebook Messenger

Mi hanno sottoposto un interessante caso di MacBook Pro Retina (Late 2013) completamente spaccato in fase di aggiornamento a El Capitan. Il risultato? Un sistema non più in grado di avviarsi né tanto meno di fare rollback a quando tutto funzionava correttamente con la precedente versione del SO. Parliamo di un prodotto che ha un costo medio-elevato, dal quale si pretende (giustamente) il massimo, non è accettabile avere a che fare con l’incapacità totale di reagire a un problema sopraggiunto durante un upgrade rilasciato direttamente dalla casa madre.

AppleFacepalm

È un po’ questa la sensazione che ho provato nei primi 30 minuti di inutili tentativi di rianimazione del Mac. Sensazione alimentata e inasprita ulteriormente dal fatto che sia io stesso possessore del medesimo notebook, fortunatamente funzionante e ancora vivo e vegeto dopo l’aggiornamento a El Capitan con relative patch pubblicate poi in seguito (mi tocco lo stesso, con permesso). Pensateci: magari è il vostro unico PC e qualcosa va storto rendendolo inutilizzabile, senza possibilità alcuna di reagire. Cosa fate? Lo lanciate fuori dalla finestra per sfogarvi e poi vi disperate perché non c’è più nulla da fare?

Se proprio non volete spendere degli ulteriori soldi per acquistare un NAS o un Time Capsule, pensate all’acquisto di un ormai comune Hard Disk esterno, USB 3, con almeno 500 GB di spazio. Costa molto meno e può salvarvi la vita (considerando l’importanza dei dati che quotidianamente maciniamo con i nostri PC e che spesso non vengono salvati neanche in cloud). È ciò che ha salvato capra e cavoli anche al proprietario di quel Mac, l’unica maniera con la quale sono riuscito a cavarmela, perché di risolvere questo simpatico errore in figura, il Mac proprio non ne ha avuto voglia.

L'importanza di Time Machine 1

Dopo averne fatto una copia DMG (così com’era, così da non peggiorare ulteriormente la situazione, nda) su un mio disco esterno, posso assicurarvi di averle provate tutte, consigliate e altamente sconsigliate (ma documentate, mah). Ho letto documenti ufficiali Apple, ho consultato forum, ho preso appuntamento con uno sciamano di quartiere, ho cercato soluzioni in ogni lago e in ogni luogo, senza mai riuscire a vedere la luce. Mi sono arreso 24 ore dopo, ho scelto di formattare completamente il portatile e, con l’aiuto di una chiave USB con a bordo una copia pulita di OS X, reinstallare El Capitan per poi riversare al suo interno i dati recuperati da un disco Time Machine fortunatamente recuperato a casa dell’utente, per poi montare in un secondo momento la mia immagine DMG su disco esterno e allineare i dati cambiati nel frangente tra l’ultimo backup di Time Machine e la distruzione di ogni cosa.

Cosa vi serve:

Scegliendo come disco di avvio la chiave USB, partirà il wizard di installazione del sistema operativo. Seguitelo, ignorando ogni passaggio non necessario, e solo quando questo sarà installato a bordo macchina, potrete dichiarare di possedere un backup Time Machine, quindi collegare il disco esterno, accenderlo e darlo in pasto al sistema per recuperarne ogni file e configurazione. Non preoccupatevi se in questo momento non potete eseguire questo step, c’è sempre l’Assistente di Migrazione che potrà essere richiamato in qualsiasi momento per ripristinare i dati in seguito.

L’operazione (che venga fatta ora o successivamente) potrebbe durare diverse ore. Tutto dipende dalla quantità di dati da recuperare e dalla velocità del disco che contiene il backup (e del collegamento al MacBook). In ogni caso nulla potrà essere comparato all’importanza del recupero di tutto ciò che costituisce il vostro quotidiano.

L'importanza di Time Machine 2

Al termine dell’operazione vi basterà montare il DMG dell’installazione danneggiata, precedentemente esportato su disco esterno, per recuperare quel delta costituito dai file modificati nel periodo di tempo intercorso tra l’ultimo backup e il tentativo fallito di aggiornamento del sistema operativo. Se sulla macchina avevate installato Dropbox o un’applicazione simile, sarà questa a permettervi di colmare il gap senza il vostro intervento, ulteriore benedizione che salverà capra, cavoli e soprattutto tempo, mai abbastanza nell’arco della giornata.

Lo avrete quindi capito. Non si tratta del solito articolo più tecnico che teorico (una volta tanto fa bene invertire la rotta, anche per me) ma di una prolissa raccomandazione a investire (poco) denaro e tempo per tenere sempre i vostri backup aggiornati, ma soprattutto non effettuare operazioni così importanti (come l’aggiornamento della versione del sistema operativo) prima di averne uno recente.

Io sono stato molto fortunato (in realtà l’utente, io avevo dato poche speranze già all’arrivo del MacBook così ridotto) e ho potuto restituire una macchina completamente aggiornata, fresca (quindi più veloce, avendo formattato e recuperato i dati) e con solo qualche “anno di vita perso” a causa dell’esito dell’operazione non chiaro fino all’ultimo momento.

Occhio, sempre.

Office 2013, 2016, 365 ProPlus, download diretti

Capita talvolta di avere la necessità di scaricare la suite completa di Office e di non avere a portata di mano la propria chiave USB dove si è soliti tenerla salvata per futuri utilizzi, che si fa? Si scarica da zero, ammesso che si sappia da quali link passare per evitare inutili perdite di tempo o chissà quali passaggi tra codici di autenticazione e utenze registrate delle quali si dimentica troppo spesso la password.

Voglio raccogliere in questo piccolo articolo i riferimenti diretti per il download delle immagini complete di Office 2013, 2016 o le versioni C2R del 365 ProPlus (a sottoscrizione).

Office 2013

Sorpassato dalla versione 2016, Office 2013 è stato acquistato da molti con una chiave di licenza singola, per questo può sempre tornare utile avere a disposizione le immagini masterizzabili da conservare in luogo sicuro per future reinstallazioni. Occhio: le immagini differiscono per sistemi a 32 o 64 bit.

Entrambi i link puntano direttamente ai server Microsoft, così da andare sul sicuro ;-)

Office 2016

Contrariamente alla disponibilità dei link della versione 2013, la 2016 viene proposta esclusivamente sotto l’area download di un abbonamento MSDN oppure via C2R (Click 2 Run) agli utenti abbonati Office 365. Per questo motivo non è difficile trovare persone che hanno eseguito il download della ISO via MSDN per poi caricare quel file su servizi di cloud sparsi per il globo. In particolare c’è uno spazio web russo che propone il download di tutte le immagini ISO (in qualsiasi lingua) che sembra funzionare bene ancora oggi.

Potete trovare la ISO in italiano (sia per sistemi a 32 che a 64 bit) facendo clic qui. Potete invece visualizzare voi stessi tutte le ISO disponibili navigando verso l’indirizzo cloud.mail.ru/public/MuWJ/iHJ47CZNS/MSDN_OFFICE 2016 RETAIL/Microsoft Office 2016  Professional Plus (MSDN)/.

Office 365 ProPlus, Click2Run

Il metodo di installazione e distribuzione ormai più diffuso per le installazioni di Office sotto abbonamento 365, sia privato che aziendale. Ne avevo già parlato in un altro articolo, dedicato a un problema riscontrato in una vecchia versione di Excel, e posso dirvi che il metodo non è certamente cambiato. Andrà scaricato il pacchetto di Deploy per Office 2016, disponibile all’indirizzo microsoft.com/en-us/download/confirmation.aspx?id=49117, quindi modificare il file XML di configurazione contenuto all’interno della cartella che il software andrà a creare.

Il default proposto è questo (a oggi):

<!-- Office 365 client configuration file sample. To be used for Office 365 ProPlus 2016 apps, Office 365 Business 2016 apps, Project Pro for Office 365 and Visio Pro for Office 365.

For detailed information regarding configuration options visit: http://aka.ms/ODT. To use the configuration file be sure to remove the comments

For Office 365 client apps (version 2013) you will need to use the 2013 version of the Office Deployment Tool which can be downloaded from http://aka.ms/ODT2013

The following sample allows you to download and install Office 365 ProPlus 2016 apps and Visio Pro for Office 365 directly from the Office CDN using the Current Branch settings  -->

<Configuration>
 <Add OfficeClientEdition="32" Branch="Current">
  <Product ID="O365ProPlusRetail">
   <Language ID="en-us" />
  </Product>
  <Product ID="VisioProRetail">
   <Language ID="en-us" />
  </Product>
 </Add>

 <!--  <Updates Enabled="TRUE" Branch="Current" /> -->
 <!--  <Display Level="None" AcceptEULA="TRUE" />  -->
 <!--  <Property Name="AUTOACTIVATE" Value="1" />  -->

</Configuration>

Che andrà modificato per scaricare (e in seguito installare) la versione desiderata. Noi in ufficio utilizziamo una versione in italiano e 64 bit, quindi il nostro XML di configurazione diventa:

<Configuration>

 <Add OfficeClientEdition="64" Branch="Current">
  <Product ID="O365ProPlusRetail">
   <Language ID="it-it" />
  </Product>
 </Add>

 <Updates Enabled="TRUE" Branch="Current" />
 <Display Level="None" AcceptEULA="TRUE" />
 <Property Name="AUTOACTIVATE" Value="1" />

</Configuration>

Contrariamente alla versione 2013, la 2016 prevede la possibilità di scaricare sempre l’ultima versione del pacchetto disponibile sui server Microsoft, semplicemente lasciando la variabile “Branch” a “Current“. Una volta salvato il file XML, basterà lanciare un prompt dei comandi e andare a lanciare il download utilizzando il file eseguibile di Setup:

C:\temp\Office-2016-C2R-Deploy>setup.exe /download

A download completato, comparirà una nuova riga nel prompt dei comandi, controllando ora la cartella dovreste notare qualcosa di molto simile a:

C:\>dir /s /b "C:\temp\Office-2016-C2R-Deploy"
C:\temp\Office-2016-C2R-Deploy\configuration.xml
C:\temp\Office-2016-C2R-Deploy\setup.exe
C:\temp\Office-2016-C2R-Deploy\Office
C:\temp\Office-2016-C2R-Deploy\Office\Data
C:\temp\Office-2016-C2R-Deploy\Office\Data\v64.cab
C:\temp\Office-2016-C2R-Deploy\Office\Data\v64_16.0.6568.2025.cab
C:\temp\Office-2016-C2R-Deploy\Office\Data\16.0.6568.2025
C:\temp\Office-2016-C2R-Deploy\Office\Data\16.0.6568.2025\i640.cab
C:\temp\Office-2016-C2R-Deploy\Office\Data\16.0.6568.2025\i641040.cab
C:\temp\Office-2016-C2R-Deploy\Office\Data\16.0.6568.2025\s640.cab
C:\temp\Office-2016-C2R-Deploy\Office\Data\16.0.6568.2025\s641040.cab
C:\temp\Office-2016-C2R-Deploy\Office\Data\16.0.6568.2025\stream.x64.it-it.dat
C:\temp\Office-2016-C2R-Deploy\Office\Data\16.0.6568.2025\stream.x64.x-none.dat

Dove ovviamente il numero di versione sarà diverso (in base al giorno in cui effettuerete il download dei dati dai server Microsoft, manco a dirlo). Per installare il pacchetto appena scaricato in offline (quindi trasportabile e conservabile in un vostro spazio disco, per futuri utilizzi), potrete lanciare il comando di configure, al posto di quello di download precedentemente utilizzato:

C:\temp\Office-2016-C2R-Deploy>setup.exe /configure

Ricordate: anche conservando una vecchia versione del pacchetto di installazione in offline, Office sarà poi capace di recuperare l’ultimo aggiornamento disponibile sui server di Microsoft su vostra richiesta, dalla GUI, da uno qualsiasi dei programmi facenti parte della suite. Ricordate inoltre che il software scaricato e installato tramite C2R è di tipo ProPlus, realizzato per gli abbonati al servizio Office 365. Attivare poi Office con una Product Key potrebbe far comparire un messaggio di versione non adatta a quel tipo di licenza, costringendovi (verrà fatto automaticamente, niente paura) ad attendere che venga scaricato il prodotto giusto sul vostro disco, facendovi perdere ulteriore tempo.

Per tutte le informazioni riguardo l’installazione C2R e il canale di aggiornamento (branch) vi rimando alla documentazione Microsoft ufficiale: technet.microsoft.com/en-us/library/mt455210.aspx. Anche in questo caso, come per la versione 2013 e procedura scritta qualche tempo fa, sarà possibile saltare di versione se lo desiderate, via prompt, utilizzando officec2rclient, che nel frattempo ha cambiato posizione, altrimenti si potrà sempre ricorrere alle GPO di dominio, ma entrambi faranno parte di un prossimo articolo a loro dedicato.

Per ogni dubbio o domanda (ammesso che io conosca la risposta), l’area commenti è a vostra totale disposizione, come sempre :-)

Si dai, un po’ mi è mancato questo momento. Il #FirefoxSaturday è quell’appuntamento che di tanto in tanto bisogna per forza rispolverare, fa bene alla salute degli utilizzatori del browser Mozilla e torna sempre utile come blocco appunti rapido da proporre ad amici e colleghi quando necessario ;-)

Torniamo sull’argomento Flash e Sicurezza. Già tempo fa vi avevo parlato di Click to Play, invitandovi a fare lo stesso per le vostre installazioni. Ancora oggi utilizzo questa modalità di attivazione plugin, e mi sono totalmente abituato alla richiesta che compare di tanto in tanto nella barra superiore del browser. Se per la maggior parte dei siti web vale tenere quella richiesta attiva (ignorare è molto più comodo che chiudere, ve lo assicuro), per alcuni potete sempre decidere di far eseguire il plugin di Flash senza ulteriori autorizzazioni.

Per modificare il comportamento di default, fate clic su “Consenti sempre” quando disponibile, oppure entrare nelle opzioni del singolo sito web e andare a modificare i Permessi, come in figura:

Firefox flash controllo singolo sito

Per accedere a questa schermata vi basterà fare clic con il tasto destro (in qualsiasi punto della pagina) e selezionare Visualizza informazioni pagina, oppure dalla barra dei menu selezionare Strumenti / Informazioni sulla pagina.

Facile e veloce, ma occhio sempre cosa o chi autorizzate a eseguire un vostro plugin :-)

Buon fine settimana!