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Ne ho parlato poco tempo fa, spesso capita di avere a che fare con problemi riguardanti iTunes. Il suo porting Windows è pesante, difficilmente gestibile, incline agli errori più di quanto non lo sia uno smemorato che dimentica ogni cosa, a dirla proprio tutta neanche l’applicazione originale su OS X brilla per robustezza e rapidità, ma è certamente più sopportabile (io tendo in ogni caso a girare alla larga, se posso). Lo scenario è sempre quello che vede un’installazione non andare a buon fine, insormontabile nonostante tu abbia già provato a cancellare tutto, pulire ogni cartella e registro di sistema, reinstallarlo da zero prendendo il pacchetto dal sito di Apple.

iTunes: Apple Mobile Device failed to start 1

Il consiglio giusto è arrivato da un lettore (grazie briviopc), che ha riportato la sua esperienza e suggerito di utilizzare un tool messo a disposizione da CopyTrans, società che già in passato ha sviluppato tool che ho personalmente trovato molto comodi e perfettamente funzionanti. Hanno realizzato un particolare prodotto che permette l’installazione dei soli driver che vengono installati generalmente da iTunes, per permetterne l’utilizzo anche su macchine che iTunes non ce l’hanno (e che non lo vogliono!). Si chiama CopyTrans Drivers Installer e trovi tutti i dettagli all’indirizzo shortn.cf/iOSDriver.

Una volta lanciato, verificherà la tua installazione iTunes mostrandoti a video quali prodotti risultano essere a bordo macchina, anche se l’installazione di iTunes non è andata a buon fine:

iTunes non si installa? Provato con il tool CopyTrans?

Ti basterà fare clic su Uninstall per procedere con una disinstallazione profonda, che include una totale pulizia di quanto lasciato da Apple. Il tool ti proporrà (al termine della pulizia) di procedere con l’installazione dei driver iTunes; salta il passaggio e chiudi direttamente l’applicazione. A quel punto potrai scaricare la versione più recente di iTunes all’indirizzo apple.com/it/itunes/download, quindi procedere con l’installazione che ora –si spera– non dovrebbe più farti alcuno scherzo.

I miei test sono stati effettuati su Windows 7 Sp1, il trucco dovrebbe funzionare anche su sistemi più recenti.

Buon lavoro!

L’esigenza dalla quale è poi nato questo articolo è molto semplice. Per pubblicare tutte le ultime notizie (e non solo) di Fuorigio.co, utilizziamo un account Twitter comune. Buona abitudine (se ci si tiene, non obbligatorio in nessun caso) è quella di rilanciare i tweet dell’account comune utilizzando quello personale, di ciascun membro di redazione.

Twitter: replicare velocemente i cinguettii :-) 1

Le alternative sono due: si utilizza uno strumento (quello di cui ti parlerò è gratuito entro certi limiti) che possa fare questo mestiere al posto tuo, “non presidiato“, fidandoti ciecamente delle pubblicazioni dell’account comune, il secondo invece è parzialmente manuale, lasciandoti tutto il margine di scelta riguardo il rilancio, basterà avere a portata di mano l’applicazione ufficiale di Twitter per Android o iOS:

Twitter
Twitter
Developer: Twitter, Inc.
Price: Free
Twitter
Developer: Twitter, Inc.
Price: Free

Ora ti spiego come procedere, in maniera automatica con RoundTeam o manuale con il client di Twitter.

Automatico: RoundTeam

Si tratta di roundteam.co, è un sito web che sfrutta le API di Twitter e l’accesso al tuo utente per effettuare il retweet delle fonti che vuoi dargli in pasto. Nel mio caso ho scelto di creare una lista utenti popolata (oggi) dal solo account di @fuorigiocoit, il quale verrà rilanciato in maniera del tutto trasparente a intervalli di tempo regolari (ammesso che nel frattempo quell’account abbia pubblicato qualcosa, ovvio no?). Si procede in maniera molto semplice. Una volta registrati al sito web (ci si autentica con il proprio utente Twitter, nda) si potrà selezionare il metodo di RT, proprio come nell’immagine di seguito (dove, come anticipato, ho scelto la modalità di lettura da lista utenti pubblica):

Twitter: replicare velocemente i cinguettii :-)

Le impostazioni applicate sul metodo lista sono semplici: massimo 3 hashtag o menzioni all’interno del tweet e nessun rilancio di Retweet che vengono eseguiti dall’utente @fuorigiocoit, il tutto per un massimo di 10 rilanci all’ora (e mai RT doppi), il tutto come da immagine di seguito.

Twitter: replicare velocemente i cinguettii :-) 2

Da questo momento in poi potete anche dimenticarvi dell’automatismo, penserà a tutto lui, il vostro utente Twitter rilancerà i contenuti pubblicati dalla lista seguita, voi dovrete solo ricordarvi di averlo fatto nel caso in cui dobbiate disattivare il ponte ;-)

Manuale: Twitter App

Ormai da molto tempo, l’applicazione di Twitter offre la possibilità di monitorare determinati account, affinché si possa venir avvisati di nuove pubblicazioni in Timeline. Dalle Impostazioni dell’applicazione si potrà accedere a quelle del proprio account, quindi selezionare Notifiche → Notifiche su cellulare (iOS) o Notifiche push (Android) → Tweet, qui occorrerà inserire o togliere dalla lista gli utenti interessati.

Su Android e iOS i menu sono molti simili, cambiano giusto le voci come appena riportato. Per inserire o togliere qualcuno dalla lista delle notifiche ti basterà fare clic sull’icona ingranaggio dell’utente da seguire (da cui ricevere le notifiche di nuova pubblicazione) su iOS, altrimenti selezionare l’icona a forma di stella su Android. Inserisco qui alcune schermate catturate da iOS per renderti la vita un pelo più semplice e farti notare che, una volta selezionato l’utente da tenere d’occhio, dovrai andare in Impostazioni (di Twitter) AccountNotifiche sul cellulareTweet e abilitare qui le Push Notifications, facendo attenzione che sia abilitato l’utente precedentemente selezionato :-)

Così facendo, ogni volta che quell’utente in evidenza pubblicherà un nuovo contenuto, riceverai una notifica. Potrai rapidamente aprire il contenuto pubblicato e scegliere di rilanciarlo, citarlo o semplicemente “preferirlo” con l’icona a cuore del Social Network cinguettante. Una soluzione che ha costo zero, se non quello relativo alla fatica di aprire l’ennesima notifica a monitor dello smartphone o del tablet :-)

E tu lì fuori che leggi, hai altri suggerimenti per raggiungere lo stesso scopo? Si? Allora perché non ne parliamo insieme nell’area commenti? ;-)

Credo che VMWare ci prenda gusto a rendere più difficile la vita ai suoi utilizzatori (non sempre forse, ma qualche volta si, dai). Con l’avvento della release 5 del suo vCenter, ha introdotto la gestione tramite interfaccia web. Pesante, macchinosa, utilizzarla era tutto fuorché piacevole. Poco male però, il cliente vSphere per Windows ha continuato a resistere e io ho potuto utilizzarlo senza accorgermi di nulla. Con l’arrivo però del vCenter 6, l’azienda ha ben pensato di spingere ulteriormente l’acceleratore sul suo client di gestione web, andando a togliere funzionalità a quello tradizionale, come una delle tab che ho sempre adorato: quella della Storage View, che mi ha permesso vita natural durante di accedere rapidamente alla vista delle snapshot lasciate in giro.

vCenter 6: gestione Snapshot 3

Ora, tanto per chiarire, non sto parlando della nuova interfaccia web HTML5 che dobbiamo ancora tirare in piedi in ufficio (se ne parla qui: labs.vmware.com/flings/vsphere-html5-web-client#summary), ma di quella inizialmente pensata e rilasciata dall’azienda americana. Molto cambierà in futuro, ne sono certo, e spero di poter abbandonare a cuor leggero il vecchio software ormai considerato obsoleto. Nel frattempo il problema va risolto, perché è diventato pressoché impossibile vedere e filtrare in maniera chiara le macchine che hanno almeno una snapshot lì di fianco, a occupare spazio sullo storage, magari inutili perché create prima di un aggiornamento e poi dimenticate.

Riepilogo quello che VMWare chiede: PowerCLI (addon per la PowerShell in versione 3.0, adattata e pronta a collegarsi al vCenter di nuova generazione), un po’ di conoscenza del mondo PowerShell di Microsoft e buona volontà per mettersi in testa che no, nella vecchia maniera non puoi più filtrare le snapshot che hai seminato nel vCenter, traduco quindi in codice:

Connect-VIServer $INDIRIZZOVCENTER
Get-VM | Get-Snapshot | select VM,Name,@{Label="Size";Expression={"{0:N2} GB" -f ($_.SizeGB)}}

Ricerca e risultato in output (con relativa occupazione disco) sono merito di un thread preso su serverfault.com/questions/644132/getting-a-list-of-all-the-snapshots-in-vms-managed-by-vcenter (dove in realtà c’è anche più roba, ma non serve al mio scopo). Il risultato rispecchia perfettamente la richiesta iniziale:

vCenter 6: gestione snapshot

Il problema nasce però dal fatto che sulla stessa macchina io utilizzo PowerShell per altri lavori, soprattutto per gestire il server Exchange in cloud. La versione 3.0 del tool introduce alcune novità che vanno a far botte con i miei script PS1, cosa assai poco gradevole visto l’alto utilizzo degli stessi nell’arco della giornata (della settimana, del mese, ecc.). Ho quindi spostato la trousse dei necessari su una macchina virtuale, dove posso permettermi di dedicare (o quasi) la PowerShell a VMWare.

Esiste l’alternativa?

Fortunatamente si, e non porta la firma di VMWare, ma di una terza parte sotto la benedizione di Veeam Software. Si chiama RVTools, il suo sito web ufficiale è robware.net. Si occupa di raccogliere tutte le informazioni (ma proprio tutte) dell’installazione vCenter, comprese le snapshot che pascolano libere nello spazio disco, il tutto senza conoscere una riga di codice PowerCLI e senza la necessità di installare KB di Windows e altri prodotti VMWare. Tutti i dettagli sono disponibili all’indirizzo robware.net/index.php/5-sectionarticle/category/29-rvtools-home.

Ma funziona?

Funziona, e anche piuttosto bene. Mi sono collegato al vCenter tramite autenticazione passthrough di Windows (quindi non ho dovuto re-inserire le credenziali, ha utilizzato le mie di dominio), ho lasciato che l’applicazione raccogliesse le informazioni e ho potuto sfogliare il risultato come fosse un enorme catalogo ben organizzato tra le varie tab e colonne per ciascuna di esse, compresa una dedicata esclusivamente alle snapshot:

vCenter 6: gestione snapshot 1

L’elenco è consultabile, oltre che dall’applicazione, anche via Excel, perché RVTools permette l’esportazione in file XLS e CSV (dal menu File). Ogni voce di menu consentirà poi di esplorare le informazioni raccolte e organizzarle secondo le proprie esigenze. Comodo, intuitivo, veloce (una volta raccolte le informazioni però, la prima fase è tanto lunga quanto più sono le macchine gestite dal vostro vCenter). È poi possibile utilizzarlo tramite prompt dei comandi o batch perché accetta parametri da riga di comando.

Supponendo che il vostro utente di dominio sia amministratore del vCenter (se così non fosse, non potrete utilizzare il parametro -passthroughAuth nell’istruzione di seguito, ma sarete costretti al -u Administrator -p Password), questo è il comando che vi permetterà di lanciare un inventario e ottenere immediatamente l’elenco delle snapshot presenti sul vCenter:

rvtools -passthroughAuth -s $INDIRIZZOVCENTER -c ExportvSnapshot2xls -d C:\Temp -f vSnapshot.xls

Che potrà essere eseguito anche per esportare un file CSV, semplicemente modificando il tipo di chiamata e il nome del file di destinazione:

rvtools -passthroughAuth -s $INDIRIZZOVCENTER -c ExportvSnapshot2csv -d C:\Temp -f vSnapshot.csv

A tal proposito: il nome del file di destinazione non è obbligatorio. Omettendolo, il programma creerà autonomamente il file di output dandogli un nome di tipo standard, per esempio RVTools_export_all_yyyymmddhhmmss, ad indicare un export di tutte le informazioni, corredato poi dalla data odierna e dall’ora completa dell’avvio esportazione. In ogni caso, trovate tutti i tipi di chiamata diretta e informazioni aggiuntive nella documentazione ufficiale del programma, disponibile all’URL robware.net/download/RVTools.pdf.

Buon lavoro!

Non è una cosa inventata di sana pianta, non certo dal sottoscritto. È un’idea già vista, piaciuta in altri luoghi e altri laghi, che voglio provare a sperimentare per pubblicare alcuni consigli talmente rapidi da non riuscire neanche a occupare lo spazio di una pillola. Raccolgo qui di seguito le prime 4 pubblicazioni, le ho dedicate al mondo OS X, YouTube, Android e Mozilla (Firefox):

Potete trovare tutte le immagini sotto il mio account Instagram: @gioxx85 (rimbalzeranno su Twitter, utilizzando lo stesso tag, e le pubblicherò anche nella pagina Facebook di Gioxx’s Wall).

Fa schifo il carattere del testo? Molto probabile. Sono un grafico? Sicuramente no. Il consiglio ha fatto il suo dovere? Molto bene, tutto il resto è noia (TM). Volete pubblicarne di vostri? Ben vengano, lasciate un commento a questo articolo, cercherò di realizzare l’immagine e ovviamente riporterò il vostro nome nei credits (se avete un sito web, un profilo social, l’indirizzo di casa della vostra zia adorata, riportatelo, ci finirà anche quello, fatemelo conoscere!).

La cadenza di questa iniziativa? Non la conosco ancora, sto cercando di pubblicarne uno alla settimana, magari capiterà di vederne qualcuno in più nella stessa settimana o forse meno (in totale) nell’arco del mese. Non voglio promettere nulla. Ogni volta che avrò un consiglio ideale per questo format, sarà mia premura renderlo pubblico in questa maniera! :-)

Non credo di dovervi spiegare ancora una volta cos’è Telegram e perché dovreste usarlo, potete fare clic qui per dare un’occhiata ai precedenti articoli che ho raccolto sotto lo stesso tag. Oggi l’argomento riguarda nello specifico il client di messaggistica istantanea e la sua integrazione con WordPress, affinché i vostri utenti possano seguirvi anche via smartphone (e non solo), con la potenza delle notifiche push, il client di messaggistica istantanea preferito e la possibilità di fare clic su ciò che realmente interessa loro, un modo come un altro (rapido e gratuito) per rimanere costantemente aggiornati :-)

L’esperienza si basa su quanto scoperto, provato e portato più o meno sulla retta via, spero possa generare interesse e (magari, mi piacerebbe) una discussione in area commenti con alternative e proposte.

Telegram: bot father

Quasi certamente lo sapete già, su Telegram esistono molti bot (in caso contrario consiglio questa lettura per approfondire) che possono portare a termine una moltitudine di lavori e fornirvi informazioni ogni volta che lo desiderate. Chiunque può creare un bot. Lo scopo del gioco è quello di crearne uno che possa trasformare ogni entry del feed RSS in un nuovo messaggio per il vostro canale Telegram, in maniera del tutto automatica, con un evento scatenato dalla pubblicazione dello stesso articolo su WordPress.

Ho provato il metodo IFTTT (strumento che adoro), suggerito in un articolo pubblicato proprio sul sito web degli sviluppatori bot di Telegram (dev.storebot.me/t/use-ifttt-to-create-an-automated-broadcasting-bot-for-a-channel/490), tutto molto bello sulla carta, poco funzionale nella realtà a causa dei problemi del canale Maker (di IFTTT) e della poca reattività di lettura da feed RSS e pubblicazione nel canale, sconsigliato.

Ho quindi dato un’occhiata ad altri metodi e codici da far girare su Google Apps Engine, abbandonando anche quella via perché poco “maneggiabile” e personalizzabile, nonché complessa per chi alla fine avrebbe dovuto utilizzare la soluzione. Sono passato così all’esplorazione delle proposte native per WordPress, i plugin disponibili tramite repository ufficiale, che vedono una moltitudine di lavoro svolto da programmatori persiani (una vera curiosità che mi ha stupito), spesso interfacce di front-end che magari si appoggiano a servizi che permettono di fare ponte tra il blog e Telegram, un modo più semplice per approcciare la necessità finale, permettendo a chi deve utilizzarla di concentrarsi solo sul risultato che si vuole ottenere.

Bando alle ciance e diretti al risultato. Bocciati AUS Telegram Bot Notifier, Channeller Telegram Channel Admin e Telegram Bot & Channel. Tutti e 3 hanno pecche, in alcuni casi sono macchinosi, talvolta funzionano male o non funzionano affatto perché estremamente schizzinosi nei confronti di ciò che intendiamo fare sul nostro canale tramite bot.

Promosso invece Telegram for WordPress, plugin anch’esso disponibile tramite repository:

Telegram for WP
Developer: Amir Mousavi
Price: Free

Chiariamo: non è certo promosso a pieni voti, è migliorabile, ma è un plugin che funziona e mantiene le promesse che fa. Andiamo per step, creiamo insieme il bot e teniamo da parte i dati utili, quindi configuriamo insieme il plugin.

Creazione del bot

Aprite una nuova finestra di chat con @BotFather e lanciate il comando /newbot, quindi iniziate a rispondere alle domande che vi verranno poste:

  • scegliete il nome del vostro bot;
  • scegliete lo username del vostro bot;
  • prendete nota ora del token HTTP API che @BotFather vi rilascerà (si tratta di una lunga sequenza alfanumerica)

Da WordPress a Telegram: i vostri articoli nel vostro canale

I 3 passaggi fondamentali sono terminati. Potete lanciare altri comandi per arricchire ulteriormente i dettagli del vostro bot, per esempio:

  • /setdescription permetterà di specificare un messaggio da mostrare a chi per la prima volta proverà ad aprire una nuova finestra di chat con il vostro bot (inutile se si tratta di stabilire un semplice ponte WordPress → Telegram, ma è esteticamente più gradevole).
  • /setuserpic vi consentirà di caricare un’immagine (andrà inviata come immagine compressa, non come file immagine ad alta risoluzione, ndr) che diventerà l’avatar del bot.
  • /setabouttext andrà a completare il box “info” del profilo pubblico che è possibile visualizzare quando si consulta la scheda informazioni di un utente Telegram, come nell’immagine di seguito, per capirci:

Da WordPress a Telegram: i vostri articoli nel vostro canale 1

Ricordate che quel testo non deve superare i 120 caratteri. Salvo errori, tra una conferma e l’altra, il vostro lavoro su Telegram è terminato e si potrà ora passare alla configurazione del plugin WordPress.

Configurare Telegram for WordPress

Nulla di complicato neanche stavolta, sia chiaro. Bisognerà giusto fare attenzione a un paio di passaggi ma nulla più, vi spiego quali in questo passo-passo, dando per scontato che abbiate già installato e attivato il plugin nel vostro blog e che esista già un canale Telegram dove volete andare a pubblicare le notizie “in diretta” (se non sapete come creare un canale Telegram, date un’occhiata qui).

Prima di configurare il plugin dovrete:

  • Inserire il bot all’interno dei membri del canale.
  • Trasformare il bot da semplice utente ad Amministratore del canale (solo così gli verrà permesso di pubblicare messaggi che possano leggere tutti gli iscritti). Questo passaggio è fondamentale e spesso viene totalmente ignorato da chi intende raggiungere lo stesso obiettivo di questo articolo, perché si pensa che un bot non possa essere amministratore del proprio canale Telegram.

Ora si passa al plugin. La schermata di configurazione di Telegram for WordPress è estremamente semplice da capire e controllare. Ciò che a noi interessa è la seconda tab, quella dedicata ai canali (Post to Channel):

Da WordPress a Telegram: i vostri articoli nel vostro canale 2

Cosa c’è da sapere?

  • Occorrerà inserire il token HTTP API, precedentemente ottenuto da @BotFather, all’interno della riga Bot Token. Vi consiglio di fare poi clic su “Check bot token” per essere sicuri di non aver commesso errori (comparirà il nome del bot subito sotto, di seguito a “Bot info: “).
  • Inserite ora il nome del canale in “Channel Username“, completo di @ davanti al nome dello stesso (nell’immagine, @fuorigioco). Se il canale non è ancora “pubblico“, vi consiglio di fare clic su “Send now!” per inviare un messaggio di test, così da verificare che tutto funzioni correttamente.
  • Spuntate l’opzione “Send to Telegram Channel” per abilitare il plugin a rilanciare qualsiasi nuova pubblicazione nel canale Telegram. Potrete sempre togliere la spunta nel singolo articolo prima che venga pubblicato, ma il comportamento di default prevederà così che ogni nuovo articolo venga pubblicizzato anche su Telegram.
  • La parte relativa al “Message Pattern” è assolutamente soggettiva. Potrete decidere come comporre il messaggio di rilancio del vostro articolo. Potrete includere o escludere informazioni, riepilogo, link e molto altro ancora. Potrete persino scegliere di inserire emoticons all’interno del testo. In questa stessa area potrete scegliere se mostrare l’immagine “Featured” dell’articolo WordPress prima del testo di rilancio. Il risultato sarà molto simile a quello in immagine:

Da WordPress a Telegram: i vostri articoli nel vostro canale 3

  • Use Markdown in messages” è invece l’area che vi permetterà di stabilire come i messaggi verranno rilanciati nel canale WordPress, con possibilità di utilizzare alcuni marcatori HTML e non solo, sempre seguendo le linee guida dell’API del client di messaggistica istantanea, come spiegato all’indirizzo core.telegram.org/bots/api#formatting-options.
  • Infine l’opzione “Web page preview in messages“, che probabilmente avrei inserito in coda al Message Pattern, in quanto modifica li comportamento del messaggio, bloccando (se volete) l’anteprima del link allegato al messaggio. Ho personalmente scelto di non spuntarla e lasciare che Telegram carichi un’anteprima del link che riporterà all’articolo originale.

Salvate ora quello che avete scelto di modificare (Save Changes o un clic sull’icona a forma di floppy disk in alto a destra nella schermata di configurazione del plugin, nda) e provate a creare un nuovo articolo. All’interno della pagina della Dashboard troverete il nuovo blocco opzioni dedicate a Telegram for WordPress, dal quale potrete scegliere se modificare il comportamento del singolo rilancio articolo prima che questo venga pubblicato (o anche in seguito), poiché il plugin non fa differenza tra un articolo già rilanciato e uno nuovo (questa secondo me è una pecca da mettere a posto). In pratica uno stesso articolo potrebbe essere rilanciato anche più volte, tante quante saranno le modifiche dopo la pubblicazione.

Da WordPress a Telegram: i vostri articoli nel vostro canale 4

Occhio quindi anche ai Custom Type di WordPress, anche per loro il plugin propone il box pubblicazione e adotterà il metodo definito come default, occorrerà quindi ricordarsi di andare a togliere la spunta dall’opzione che manderà in rilancio automatico su Telegram ciò che andrete a salvare nel database del blog.

Lo avrete perciò capito: Telegram for WordPress è un buon plugin, svolge in maniera più che lineare il suo mestiere se correttamente configurato, ma ha ancora ampi margini di miglioramento. Ho personalmente fatto richiesta di iscrizione nella mailing list dello sviluppo e test così da poter provare eventuali novità in anteprima e suggerire strade alternative da percorrere, qualche piccola miglioria da operare per cercare di comportarsi nella migliore maniera possibile in base al contesto in cui ci si trova. La strada è lunga ma è già tracciata, voi siete pronti a sfruttare la potenza e la versatilità di Telegram? :-)