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Non so se ti è mai capitato di dover sostituire in un solo colpo tutti i riferimenti a un testo o un link ben preciso all’interno degli articoli del tuo blog. A me si, è arrivata la richiesta (non molto tempo fa a dirla tutta) di modificare i puntamenti verso un sito web che ha cambiato dominio, e che avevo citato in diverse occasioni qui nel mio blog. Si è trattata di una domanda lecita alla quale ho dato risposta portando a termine la modifica. Ho eseguito una semplice query MySQL via phpMyAdmin, ma ho voluto cercare un’alternativa nel caso in cui di fronte al monitor ci sia una persona che non si fida delle operazioni a cuore aperto sul database.

WordPress: suggerimenti sulla gestione delle immagini 2

L’alternativa che ho trovato e provato si chiama Better Search Replace, è gratuita e si trova nel repository ufficiale dei plugin di WordPress:

Better Search Replace
Developer: various
Price: Free

È un plugin molto utilizzato, perfettamente compatibile anche con le ultime versioni di WordPress e non fa altro che simulare il tuo intervento sul database MySQL, facilitando (e di molto) la costruzione di ciò che si vuole ritoccare, lasciando al codice sorgente ciò che potrebbe esserti più ostico da imparare e saper maneggiare. L’utilizzo è banale e può simulare l’operazione prima di lanciarla sul serio, così da permetterti di capire cosa il programma andrà a ritoccare nel tuo database dove le tabelle di WordPress potrebbero contenere il testo o i collegamenti da modificare.

Dalla dashboard del blog, ti basterà accedere a ToolsBetter Search Replace, da qui potrai vedere le tabelle contenute all’interno del database (box Select Tables), le quali saranno selezionabili proprio per permettere al plugin di effettuare la ricerca al loro interno, con eventuale successiva sostituzione testo. Nel box Search for andrà inserito il testo da ricercare all’interno delle tabelle, mentre in Replace with ciò che prenderà il suo posto. Se vuoi assicurarti che nulla andrà storto, seleziona l’opzione in corrispondenza di Run as dry run? (If checked, no changes will be made to the database, allowing you to check the results beforehand), ti permetterà di ottenere comunque un risultato a video (potrai anche leggerne il dettaglio come da seconda schermata nella galleria di seguito), ma senza effettuare realmente la modifica al database.

Tutto pronto? Sei tranquillo? Ok, lancia la modifica allora, non impiegherà poi tanto (a meno di voler sostituire mezzo contenuto dei database). Al termine ti verrà notificato e potrai -se vorrai- disattivare o disinstallare il plugin se non lo ritieni più utile.

Questo tipo di modifiche le ho operate in passato anche tramite Redirection, il plugin ben più complesso e ideato per altri motivi, ma che può tornare utile anche per questo mestiere. Se lo utilizzi già, sappi che ti basterà cercare parte dell’URL che vuoi sostituire e farlo anche tramite lui, è solo un pelo più macchinoso e forse lento.

Pillole

Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!

Ne ho avuto bisogno in ufficio, avevo la necessità di confrontare il contenuto di due colonne in uno stesso foglio Excel, possibilmente in maniera agile e immediatamente gestibile. Il metodo ovviamente esiste ed è semplice da replicare in pochi passaggi.

Evidenzia le colonne che ti interessa mettere a confronto, seleziona il pulsante di Formattazione condizionale (in Excel 2016 si trova nella ribbon Home), quindi Regole evidenziazione celle ed infine Altre regole

Excel: confrontare il contenuto di due colonne

A questo punto dovrai selezionare l’opzione Formatta solo i valori univoci o duplicati e fare clic su Formato. Nella finestra appena aperta spostati su Riempimento e seleziona un colore che ti permetterà immediatamente di riconoscere le celle che si ripetono nelle colonne selezionate (io ti suggerisco di usare un colore di riempimento, ma in realtà puoi modificare qualsiasi altro dettaglio del formato della singola cella, l’importante è che tu possa avere un impatto visivo immediato). Scelto il colore? Bene. Fai clic su Ok per confermare, tornerai così alla schermata riepilogativa precedente.

Non appena confermerai con un ulteriore clic su Ok, gli elementi nelle colonne verranno formattati come da te richiesto, permettendoti così di individuare i duplicati.

Excel: confrontare il contenuto di due colonne 4

La funzione può essere adattata all’esigenza e magari formattare diversamente i valori univoci anziché i duplicati, così come (già detto qualche riga più sopra) mostrare un diverso output estetico a video, la scelta è tutta tua, l’importante è arrivare al traguardo in maniera rapida e pulita :-)

Ho citato Faxalo in un precedente articolo di questo blog, ma non te ne ho mai parlato in maniera un pelo più approfondita, forse non ti servirà, ma sono certo che a qualcuno lì fuori potrebbe tornare ancora comodo, visti soprattutto gli avanzamenti tecnologici delle pubbliche amministrazioni, sempre troppo a rilento. La PEC è sicuramente una buona cosa, peccato che abbia dei costi per il privato cittadino che magari ne avrà necessità pochissime volte nel corso dei 365 giorni (è infatti richiesto un pagamento annuale per tenerla attiva). Il fax è vecchio, superato, lento, eppure legalmente valido per moltissime pratiche burocratiche.

Anche il fax ha un costo se vuoi farlo partire da una macchina della tabaccheria all’angolo (tanto per fare un esempio), spesso si ricorre a quel terminale nella segreteria di direzione del proprio ufficio o a quello dell’amico che ha lo studio, fortunatamente però esistono delle alternative gratuite che possono essere amministrate e utilizzate via internet, Faxalo è una di queste.

Come inviare fax gratuitamente: Faxalo 2

Sono registrato da un secolo e mezzo, ma fortunatamente ne ho avuto bisogno molte poche volte. Il servizio ha un’interfaccia estremamente basilare e semplice da utilizzare, l’account gratuito (che puoi registrare dalla home page del servizio) ti permette in seguito di autenticarti e accedere al tuo account personale, come spiegato nella guida ufficiale del servizio. Faxalo permette di spedire fax via web, via mail ma anche via stampante (virtuale) installabile su sistemi Vista e 7 (faxalo.it/download-faxalo-driver.php), anche se ti consiglio caldamente di evitare qualsivoglia installazione sulla tua macchina e utilizzare direttamente il sito web per portare a termine la tua spedizione.

I limiti dell’account gratuito sono chiari: tre fax al giorno per un massimo di 20 fax al mese. Sono limiti abbondanti per chi deve inviare fax solo per classiche pratiche burocratiche comunali e poco altro, per tutto il resto c’è Mastercard la casella di posta elettronica personale, generalmente accettata, soprattutto quando si allega una copia del proprio documento di identità f/r corredato di firma.

Per poter essere inviato, il documento dovrà essere salvato in formato PDF (consigliato) o TIFF, e andrà caricato via browser (dal disco locale a quello del server). Una volta che avrai indicato il numero di telefono del destinatario, potrai terminare l’opera, mettendo in coda il tuo fax:

Come inviare fax gratuitamente: Faxalo

Faxalo invierà contestualmente una mail di conferma all’indirizzo di posta associato all’account, notificando l’accettazione del documento e l’accodamento per la spedizione.

Come inviare fax gratuitamente: Faxalo 1

Sempre a mezzo mail (ma anche nel registro disponibile sul sito web, nda) comparirà l’esito della spedizione, permettendoti così di essere sicuro che il tuo documento sia arrivato a destinazione.Il servizio è gratuito e funziona molto bene, se hai ancora necessità di utilizzare questo metodo di comunicazione, potresti pensare di percorrere questo percorso :-)

In passato ho anche utilizzato Faxator (faxator.com), registrato nel 2006, l’ho abbandonato esclusivamente perché non permette null’altro se non l’invio di fax a mezzo mail (tramite certificato di sicurezza personale, da allegare insieme al documento da spedire realmente), meno comodo quando non si è a portata del proprio PC o di quel certificato, su Faxalo mi basta ricordare la mia utenza completa di password. Valida alternativa, gratuita anch’essa sotto un tetto massimo di spedizioni per lasso di tempo.

Come al solito, ovviamente, se conosci ulteriori alternative e vuoi proporle sei assolutamente il benvenuto, l’area commenti è a tua totale disposizione!

Aggiornamento 11/6/16: come previsto, ecco spuntare fuori la nuova versione di KeePass, che va a mettere a posto la falla descritta nell’articolo:

KeePass is a free open source password manager, which helps you to manage your passwords in a secure way. You can put all your passwords in one database, which is locked with one master password or a key file. So you only have to remember one single master password or select the key file to unlock the whole database. Databases are encrypted using a very secure encryption algorithm (AES/Rijndael).

KeePass 2.34 has been released and can be downloaded from:
http://ift.tt/K07IBs

Articolo originale

Tutto nasce da un attacco MitM (se non sai cos’è, fai clic qui) portato a termine e documentato da Florian Bogner. Protagonista non certo contento (né lui, né chi come me lo utilizza) è invece KeePass, popolare tool in grado di tenere al sicuro (?) le nostre coppie di credenziali (e non solo), disponibile per qualsiasi piattaforma (considerando i vari porting funzionanti, nda) ed estremamente diffuso come alternativa offline ai più giovani strumenti completamente disponibili e controllati / controllabili via web (LastPass è solo un esempio, tanto per dire).

Problemi di sicurezza per KeePass 2 (CVE-2016-5119) 1

L’articolo ha ormai qualche giorno (avrei voluto parlarne prima, in effetti) ma è ancora attuale, dato che la versione 2.34 di KeePass non è ancora stata rilasciata, lasciando così scoperto il canale che potrebbe essere sfruttato da un aggressore per proporti un pacchetto di aggiornamento falso, intercettando il tuo traffico all’interno di una rete che non è diretta verso internet (o che ospiti l’aggressore stesso sulla medesima):

CVE-2016-5119: MitM Attack against KeePass 2’s Update Check

Vista l’importanza e la delicatezza dell’argomento (si parla di accessi riservati ai siti web che sei solito frequentare, in fin dei conti) è sicuramente buona norma cercare di aggirare l’ostacolo e mitigare il possibile attacco. Per farlo ti basterà chiedere al tuo KeePass di non cercare aggiornamenti del programma all’avvio, cosa tutto sommato semplice considerando che esiste un’opzione dedicata all’interno di ToolsOptions Advanced → “Check for update at KeePass startup“:

Problemi di sicurezza per KeePass 2 (CVE-2016-5119)

Per evitare però di rimanere a bocca asciutta e perdere i prossimi aggiornamenti, hai due opzioni: seguire il feed RSS del sito web ufficiale, oppure aggiungere l’automatismo seguente al tuo account IFTTT (non usi IFTTT? Male!):

L’autore dell’applicazione (Dominik Reichl) ha già risposto ufficialmente a Bogner e agli utilizzatori tutti (qui la news per intero), ne estraggo solo un pezzo per farti notare che dalla prossima release, il problema verrà aggirato in modo “creativo“:

Resolution. In order to prevent a man in the middle from making KeePass display incorrect version information (even though this does not imply a successful attack, see above), the version information file is now digitally signed (using RSA-2048 and SHA-512). KeePass 2.34 and higher only accept such a digitally signed version information file. Furthermore, the version information file is now downloaded over HTTPS.

A noi non resta che attendere.

Ne ho parlato poco tempo fa, spesso capita di avere a che fare con problemi riguardanti iTunes. Il suo porting Windows è pesante, difficilmente gestibile, incline agli errori più di quanto non lo sia uno smemorato che dimentica ogni cosa, a dirla proprio tutta neanche l’applicazione originale su OS X brilla per robustezza e rapidità, ma è certamente più sopportabile (io tendo in ogni caso a girare alla larga, se posso). Lo scenario è sempre quello che vede un’installazione non andare a buon fine, insormontabile nonostante tu abbia già provato a cancellare tutto, pulire ogni cartella e registro di sistema, reinstallarlo da zero prendendo il pacchetto dal sito di Apple.

iTunes: Apple Mobile Device failed to start 1

Il consiglio giusto è arrivato da un lettore (grazie briviopc), che ha riportato la sua esperienza e suggerito di utilizzare un tool messo a disposizione da CopyTrans, società che già in passato ha sviluppato tool che ho personalmente trovato molto comodi e perfettamente funzionanti. Hanno realizzato un particolare prodotto che permette l’installazione dei soli driver che vengono installati generalmente da iTunes, per permetterne l’utilizzo anche su macchine che iTunes non ce l’hanno (e che non lo vogliono!). Si chiama CopyTrans Drivers Installer e trovi tutti i dettagli all’indirizzo shortn.cf/iOSDriver.

Una volta lanciato, verificherà la tua installazione iTunes mostrandoti a video quali prodotti risultano essere a bordo macchina, anche se l’installazione di iTunes non è andata a buon fine:

iTunes non si installa? Provato con il tool CopyTrans?

Ti basterà fare clic su Uninstall per procedere con una disinstallazione profonda, che include una totale pulizia di quanto lasciato da Apple. Il tool ti proporrà (al termine della pulizia) di procedere con l’installazione dei driver iTunes; salta il passaggio e chiudi direttamente l’applicazione. A quel punto potrai scaricare la versione più recente di iTunes all’indirizzo apple.com/it/itunes/download, quindi procedere con l’installazione che ora –si spera– non dovrebbe più farti alcuno scherzo.

I miei test sono stati effettuati su Windows 7 Sp1, il trucco dovrebbe funzionare anche su sistemi più recenti.

Buon lavoro!