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Oggi analizzo un argomento tanto delicato quanto differente per ciascuna società. Parlo di hosting provider, aziende che mettono a vostra disposizione spazio web, domini, database MySQL e chi più ne ha più ne metta, soluzioni adatte ad ospitare un blog realizzato con WordPress, la migliore scelta –IMHO– per la propria presenza online, sia essa a livello puramente personale o a livello aziendale (nel limite della fattibilità e della flessibilità del codice). Per quest’ultimo caso suggerisco la lettura del post di Francesco.

La casistica riguarda il trasferimento di due domini, due WordPress rimessi in sesto con l’occasione, rispettivamente irrisolta.it e mimijoy.net ospitati su Tophost (il primo) e Aruba (il secondo).

il trasferimento di un dominio .it

Trasferire un dominio italiano è diventata una cosa semplicissima e immediata. Questa talvolta resta pura teoria, ahimè. Dal 28 settembre dello scorso anno, il NIC ha finalmente dato il via libera alla registrazione sincrona dei domini .it. Ciò vuol dire basta LAR, basta fax, tutto in tempo reale con domini visibili entro qualche ora dopo la registrazione, qui di seguito un buon articolo di Michele Nasi (vecchia conoscenza per noi dello staff di Mozilla Italia, ndr):

ilsoftware.it/articoli.asp?id=5553

Non tutti gli hosting provider sono però capaci di sfruttare la modalità di registrazione sincrona, mandando avanti le pratiche con l’asincrona, Tophost è uno di quelli. Trasferire quindi un “.it” necessita di un fax verso due destinazioni: il primo per il NIC, il secondo per il nuovo provider che terrà in piedi il sito web. WebPerTe (dove ho spostato il dominio) mette a disposizione una valida documentazione per capire il da farsi:

kb.aziendeitalia.com/?View=entry&EntryID=123

Vedere procedura 2.

Richiesta e fax mandati il 23 febbraio, trasferimento ottenuto giorno 1 marzo. Una settimana per poter autorizzare un’operazione di spostamento.

il trasferimento di un .net

Trasferire un qualsiasi dominio che non sia un “.it” è sempre stata cosa semplice. Un Auth. Code (Register.it spiega di cosa si tratta, per chi non lo sapesse), il pagamento per un anno in compagnia del nuovo provider, una manciata di ore per il trasferimento sulla nuova macchina server e 24 ore circa per la propagazione dei DNS. Tutto tranquillo ad eccezione del fatto che mimijoy.net si trovasse su Aruba, destinazione WebPerTe anche per quest’ultimo. Richiesta dell’auth. code avanzata giorno 19 febbraio, codice arrivato sano e salvo a casa (la casella di posta di Myriam, ndr) la sera del 24 febbraio (dopo un sollecito della pratica tramite ticket aperto lo stesso pomeriggio).

Inutile dire che da li sono bastate una manciata di ore per poter vedere tutto spostato su WebPerTe. 7 giorni per consegnare un codice.

in conclusione

Mi piacerebbe sapere perché le aziende impiegano così tanto tempo per sbrigare una normale pratica che –nel loro caso– fa parte del pane quotidiano. Posso capire i tempi tecnici e burocratici per la ricezione e la verifica di un fax, ma faccio fatica a concepire 7 giorni di attesa per un codice che generalmente un provider dovrebbe poter comunicare al cliente immediatamente. Spezzo una lancia a favore di Tophost che in questo caso lo fornisce IMMEDIATAMENTE da pannello di controllo utente (verificato personalmente con supportoinformatico.org trasferito qualche giorno fa sullo stesso server di questo blog). Aruba non cambierà mai in questo senso, me ne convinco sempre di più con il passare dei giorni :-)

Ho mandato una mail riepilogativa a Myriam con qualche numero riguardante il trasferimento dei suoi domini:

ho fatto andare avanti in autonomia l’Akismet aggiornato sul “porting” di mimijoy.net (sul mio spazio web a Roma) per 48 ore. Ha riesaminato 6400 commenti in pending scovando 6375 commenti di spam messi chiaramente in coda per un ultimo mio riesame, ora cancellati. Ho approvato i rimanenti 25 commenti buoni ripescati da vecchie approvazioni mai date da parte tua.

lo stesso porting ha consumato in soli due giorni ( tra controlli fatti e materiale caricato / scaricato per poter lavorare al trasferimento) qualcosa come 2,5 GB di traffico dati.

ti ho generato backup SQL e dati per un totale di 160 MB / spazio disco attualmente tenuti dentro al mio Dropbox che quotidianamente replica i contenuti tra web e locale / server del servizio ( prevenire è meglio che curare no?).

Le mail tra me / te / hosting provider vari ammontano a circa una trentina, lo stesso vale ( circa) per le pagine di documentazione / modulistica spulciate per poter organizzare la burocrazia dei trasferimenti da un punto all’altro.

Tutti vissero felici e contenti, Beggi magari sarà grato per la pazienza risparmiata, ora la donzella è tornata a bloggare (parzialmente) appoggiando il tutto ad un provider indubbiamente affidabile, che ne dite di una visita ad entrambi i poli? :)

Dopo anni di evoluzione informatica talmente irrequieta da far perdere completamente la bussola a coloro nati in un’altra generazione, siamo arrivati ad un discreto numero di strumenti web che quotidianamente permettono di risparmiare tempo e risorse. Possiamo permetterci il lusso di non abbandonare il nostro ufficio o la nostra casa e movimentare soldi, tenere sott’occhio le quotazioni di borsa, pagare le assicurazioni auto e –argomento del mio articolo– pagare il bollo.

Fatto una manciata di giorni fa (venerdì 29 gennaio, a voler essere precisi) ho eseguito il calcolo dando come input la targa della mia vettura. I dati sono stati immagazzinati nel gennaio del 2009 (primo pagamento del bollo post-acquisto in concessionaria), quindi mi è bastato dare una veloce occhiata alla scheda riassuntiva per capire che “tutto era al suo posto“, si poteva quindi procedere al pagamento. Il totale riporta 162 euro, decido chiaramente di pagare con carta di credito. A distanza da tre anni dal primo utilizzo del servizio il sito web è cambiato di poco o nulla, in compenso è rimasto invariato il prezzo del servizio, ciò che occorre sganciare per poter stare “comodamente seduti in ufficio” a sudarsi lo stipendio: 4 euro.

Tanto per capirci, ciò che è uscito dalla mia banca –a conti fatti– ammonta a 166 euro e 6 centesimi. Giustamente tanti di voi criticheranno o diranno “e pagarlo in una qualsiasi tabaccheria no?” … giusto, avete ragione, mi spiegate però perché qualunque altro servizio costa decisamente meno di quanto applicato ad una tassa già di per se inutile e gravosa per il portafogli di qualsiasi automobilista?

La quattro ruote, cara ACI, non è un bene di lusso, pagare il bollo solo perché si possiede una vettura è secondo me fuori luogo, di tasse ne abbiamo già abbastanza, questa è l’ennesima inutile spesa che va a finire nelle tasche di qualcuno che non deve pensare come arrivare a fine mese senza soffocare, uno che probabilmente ha già pagato il mutuo con qualche anno di stipendio (e non con 30 anni di lavoro con pagamenti a cadenza mensile), uno che non guadagna certo 5 euro all’ora (netti) come il sottoscritto e come tanti altri lavoratori italiani che conoscono bene l’ora di ingresso in ufficio e molto meno bene quella d’uscita … mi spiegate il senso di ladrare (furto legalizzato, si, decisamente) ulteriori soldi sull’operazione? Non bastano quelli che intascate con il bollo e quelli che intasca la banca per l’operazione?

Prima di chiudere però vorrei spendere però un paio di parole rivolte ad un certo nano portatore di democrazia, non si era detto che questa tassa assolutamente inutile sarebbe sparita dalla circolazione?

ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2008/ElezioniPolitiche/documenti/berlusconi-abolizione-bollo-auto.shtml?uuid=eece85d8-0861-11dd-b8bf-00000e251029&DocRulesView=Libero

Anno 2010 cominciato “alla grande” (soprattutto se si somma l’assicurazione al bollo), ancora una volta portafogli decisamente poco contento.

Il fatto di non doversi più stupire delle cazzate del governo italiano è cosa comune, ormai tutti lo sanno, potreste fermare un qualsiasi ragazzino per strada (o un anziano, o ancora un adulto qualsiasi) e otterreste la medesima risposta dalle parti coinvolte. Non che tutto questo sia per i nostri politici una giustificazione, chiaro ciò, semplicemente l’italiano medio è quello che –anziché reagire e andare a dar fuoco a tutti questi inutili stipendiati riscalda-poltroneabbassa la testa e cala le braghe.

Ministro S.Bondi - suo il decreto approvato dal Ministero dei beni Culturali

Quanto proposto dal Ministro Bondi (qui qualche cenno biografico se dovesse interessare) nel suo decreto riguardo l’estensione dell’equo compenso è azzardato ed ignorante quanto basta. Già da diverso tempo chiunque di noi acquisti supporti di memorizzazione comuni (come CD o DVD registrabili, vecchie musicassette o obsolete VHS, genericamente dispositivi elettronici in grado di riprodurre materiale coperto da copyright) sa che parte del prezzo dell’oggetto vola –come per magia– nelle casse della SIAE. A tutto ciò si vanno ora ad aggiungere apparati non precedentemente inclusi nel balzello … si parla di chiavette USB, hard disk, decoder, lettori mp3, console, cellulari.

Contrariamente alla precedente classificazione, qui si vanno ad intaccare le tecnologie, poco simpatico nei confronti di un consumatore già stanco delle scappatoie finanziare italiane inventate appositamente per riempire le casse altrui, alla salute di quelle tasse che dovevano abbassarsi e che invece aumentano prendendo letteralmente per i fondelli i cittadini di questa nazione.

Ehi Bondi … non so tu … ma fuori dall’area adibita alla sosta della tua poltrona che a sua volta regge il tuo regale culo rammollito da 110 e lode c’è gente che passa le ore della propria vita in un ufficio, gente che si prostituisce per l’economia italiana fatta di persone potenti alla costante ricerca di denaro facile, gente che torna distrutta a casa la sera e che guadagna 1000 euro al mese con i quali deve sopravvivere, pensare al bene della propria famiglia e cercare di costruirsi un futuro. Un futuro dubbio a dirla tutta, ne riparliamo tra una discreta manciata d’anni quando probabilmente la mia pensione non esisterà e si continuerà a lavorare fino a quando decideremo di passare dalla poltrona del nostro ufficio al comodo giaciglio acquistato dalle onoranze funebri cittadine.

Volendo seguire l’esempio di Giacomo Dotta provo a fare due conti e tirar fuori la spesa totale della postazione di casa (quindi evito di includere tanta roba):

  • HD interno da 500 GB
    15 euro di rincaro (0,03 € per ciascun GB superati i 5 GB totali).
  • HD esterno da 250 GB
    5 euro di rincaro (0,02 € per ciascun GB fino a 400 GB totali).
  • HD esterno da 1 TB (dati dei PC in casa)
    10 euro di rincaro (0,01 € per ciascun GB superati i 400 GB totali).
  • HD esterno da 2 TB (backup dei PC in casa)
    20 euro di rincaro (0,01 € per ciascun GB superati i 400 GB totali).
  • Chiavette USB (4 in casa) da 2, 4, 5 e 8 GB
    0,20 € di rincaro sulla 2 GB (0,10 € per ciascun GB fino a 4 GB). 0,36 € di rincaro sulla 4 GB,  0,45 € sulla 5 GB e 0,72 € sulla 8 GB (0,09 € per ciascun GB superati i 4 GB).
  • Masterizzatore
    5% su 40 € (acquistato da fornitore alcuni anni fa), quindi 2 €.

Alla lista non vado ad aggiungere le memorie SD che possiedo per le fotocamere di casa (la mia Nikon D60 che ne sfrutta 2 da 4 GB ciascuna, la Coolpix compatta che ne sfrutta una da 2 GB, la piccola Sony di mia sorella che ne sfrutta due da 1 GB ciascuna), il disco della Xbox 360, il disco esterno multimediale collegato al televisore e tanto altro ancora. Bastano e avanzano i 53 euro circa che vengono fuori semplicemente dai 9 elementi analizzati nell’elenco puntato.

Tanto per concludere in bellezza: quanti dei miei lettori possiedono un iPhone? Sappiate che –chi come me– ha acquistato il 3Gs da 32 GB pagherà in più 6,44 € all’atto dell’acquisto, 5,15 € per quelli che hanno il 16 GB. A chi volesse farsi lo stesso mio conto consiglio di dare una occhiata all’allegato tecnico ufficiale che riporta i prezzi per categoria:

users.gxware.org/gioxx/blog/documenti/equocompenso_1263481888506_d1.pdf

Per tutti coloro che ancora non hanno capito bene ciò a cui stiamo andando incontro e volessero approfondire il discorso suggerisco la lettura del post di PC Professionale:

pcprofessionale.it/2010/01/15/equo-compenso-ecco-il-decreto

Se questo deve essere il futuro dell’elettronica di consumo in Italia, aumenterà notevolmente il numero degli acquisti all’estero (personalmente ne faccio già diversi all’anno), tutta salute per il mercato italiano eh? :-)

Vogliamo discuterne in area commenti? Se avete dubbi in merito non esitate a proporli! ;)

Da quando ho acquistato l’iPhone il mio modem UMTS / HSDPA della Tre è diventato inutile, una spesa bimestrale in più, è quindi arrivato il momento di richiedere la disdetta del mio primo contratto dati in mobilità. Terrò ancora una volta un diario aggiornato delle attività usando questo mio blog, con la speranza che l’articolo possa tornare utile a qualcuno in futuro :)

Aggiornamenti:

# tutto ha inizio quando …

… ho deciso di mettere alla prova la Tre Italia contattando il servizio clienti tramite posta elettronica, dato che in ciascuna bolletta gli viene dedicato ampio spazio. La mail –contrariamente alla voce troppo spesso non registrata– rimane registrata, gelosamente custodita nello spazio che Google mi mette a disposizione. Questa la mia prima richiesta compilata e mandata velocissimamente dall’iPhone mentre ero fuori con gli amici:

Gentile servizio clienti Tre,
Sono un affezionato cliente passato giusto oggi ad iPhone con abbonamento. Possiedo inoltre una chiave HSDPA Huawei presa circa 2 anni fa con abbonamento / rid bancario per un totale di 5gb mensili di traffico disponibile. Avendo pero’ ora un piano tariffario che comprende 4gb mensili di dati (zero 6 top), vorrei poter chiudere il mio primo contratto dati mantenendo solo quello completo su iPhone.

Mi chiedevo quindi se fosse possibile ottenere il giusto modulo di disdetta con i riferimenti ai quali spedire il tutto una volta compilato. Specifico inoltre di aver versato una caparra iniziale di euro 70 come garanzia (quota di ingresso immagino) che desidererei ottenere indietro come promesso dal negozio 3 all’atto della stipula del contratto.

Ringraziando in anticipo per la risposta porgo cordiali saluti :-)

Buon lavoro.

La risposta è arrivata qualche giorno dopo, a voler essere precisi mentre mi trovavo al mare … (Sat, Aug 15, 2009 at 1:22 PM):

Gentile Cliente,
in riferimento alla sua richiesta del 11/08/2009, relativa alla sua richiesta, per poterle fornire informazioni esaurienti, sono necessari i riferimenti relativi alla sua anagrafica cliente.

In particolare, le chiediamo cortesemente di indicarci:
– il suo codice cliente o in alternativa nome e cognome/Ragione sociale, e C.F.
– il numero di cellulare al quale si riferisce la sua richiesta.

Siamo a disposizione per eventuali comunicazioni al numero 133 o all’indirizzo e-mail Servizioclienti@tre.it

Cordiali saluti,
Melania
Servizio Clienti 3
tre.it

Ho quindi fatto pervenire i dati richiesti e ho atteso una nuova risposta che è arrivata puntuale qualche ora dopo. E’ stato organizzato un appuntamento telefonico e sono stato contattato da Enza, operatrice Call Center 3 che ringrazio tutt’oggi per la gentilezza.

# riassumendo, che serve?

Incollo e spiego la mail “finale” di Enza, arrivata subito dopo la telefonata:

Gentile Sig. Solone ,
in riferimento alla sua mail del 19/08/2009 e a seguito della relativa telefonata intercorsa, riassumiamo di seguito quanto comunicato a voce:

– per recedere dal contratto sottoscritto occorre dare comunicazione a 3 mediante raccomandata con ricevuta di ritorno da inviare alla Casella Postale 133 Roma – Cinecitta’.
Le ricordiamo inoltre che sul Conto 3 verra’ considerato un corrispettivo per l’eventuale mancata restituzione del terminale, come previsto dal Regolamento di Servizio da lei sottoscritto.
– per richiedere la restituzione dell’anticipo conversazione e’ necessario inviare tramite fax, al numero verde 800.179600, l’apposito modulo, reperibile in un centro 3, e la copia fronte/retro di un documento di riconoscimento.

Siamo a disposizione per eventuali comunicazioni al numero 133 o all’indirizzo e-mail: Servizioclienti@tre.it

Cordiali saluti,
Enza
Servizio Clienti 3
tre.it

Ergo: messo in piedi il documento di disdetta tutto il resto lo si sbriga in una mattinata circa (quello che spero di riuscire a fare io giovedì approfittando di una giornata libera).

Modulo di disdetta

Per il modulo di disdetta non ho trovato nulla in rete, neanche sul fidato Moduli.it che utilizzo quando necessario. Ho quindi rimodellato un documento che avevo precedentemente utilizzato per una disdetta ADSL, inserendo i dettagli e le modifiche che meglio potessero adattarsi alla casistica chiavetta UMTS / HSDPA & Tre:

gfsolone.com/docs/public/disdetta.H3G.HSDPA_modello.doc

Occorre compilarlo in ogni sua parte e allegare copia di un documento di identità (io ho usato la mia patente di guida).

Restituzione dell’apparato

L’apparato deve essere restituito ad un Negozio 3 qualsiasi (tanto per dire, io ho stipulato il contratto a Milano ma posso restituirlo a Ravenna tranquillamente) che a sua volta vi consegnerà una ricevuta che andrà spedita via fax (per sicurezza) al numero 800 179600 entro 15 giorni dalla spedizione della raccomandata (vi consiglio di fare tutto insieme), anche stavolta con documento di identità e firma in allegato.

Vale quanto detto appena sopra a meno che non lo si voglia tenere investendo 30 euro che verranno scalati automaticamente dal proprio conto con fattura separata.

Richiesta di rimborso anticipo conversazioni

Se come me avete dovuto versare una caparra (l’anticipo conversazioni) all’atto della stipula del contratto (per un valore pari a € 75, ndr) sarà necessario chiedere al Negozio 3 un modulo chedebitamente compilato e consegnato al loro personalevi permetterà di ottenere indietro la cifra inizialmente messa da parte.

# in conclusione

Per quanto ho capito dalle parole di Luciano (si sempre lui, lo spacciatore di fiducia su Milano) servono circa 30 giorni dall’arrivo della raccomandata A/R per ottenere il “blocco” della propria SIM dati (quindi la chiusura del proprio contratto). Periodo durante il quale chiaramente vi invito a non connettervi (non con quella scheda almeno!).

Tutto il mio testo è stato stilato in base ad informazioni che mi sono state concesse da dipendenti H3G Italia. Nulla di quanto spiegato è ancora stato messo in pratica (eccezione fatta per il modulo che è compilato al 75%). Nei prossimi giorni aggiornerò il post, passo-passo con quello che accadrà alla mia pratica ;)

Cheers!

# aggiornamenti dell’articolo

01.10.2009 – Restituzione modem, perché mai?
Tanti auguri a me. Nel giorno del mio compleanno, libero dagli impegni di lavoro, ho deciso di andare in spedizione punitiva presso il Negozio 3 di Ravenna, in via Cavour, lo stesso nel quale ho firmato il contratto per ottenere l’iPhone ed il mio attuale abbonamento Zero 6 Top: ragazze gentili, carine, competenti. Dopo una veloce chiacchierata questo è il sunto:

  • la disdetta va mandata  a mezzo raccomandata A/R (e questo lo sapevate già) con –in allegato– la fotocopia del documento di identità e del codice fiscale;
  • il modulo per la richiesta di rimborso pagamento anticipo conversazioni mi è stato consegnato in forma cartacea, fresco di stampa laser, inutile speranza quello di ottenerlo via posta elettronica (ma su questo torneremo più tardi);
  • conviene –una volta compilato il modulo, subito prima o subito dopo aver inviato la raccomandata– mandare un Fax al numero 800 179 600 riproponendo il modulo di rimborso, la fotocopia di un documento di identità e del codice fiscale e lo scontrino dell’apparato (va bene anche la ricevuta consegnata dal negoziante all’atto della stipula del contratto), giusto per anticipare la nostra volontà;
  • H3G Italia impiegherà un massimo di 30 giorni per evadere la pratica (anche questo lo sapevate già);
  • non è necessario restituire l’apparato di collegamento perché dopo i 24 mesi di abbonamento (limite minimo per non incorrere in alcuna penale) questo può essere trattenuto dal cliente in godimento gratuito.

Sorrido, ringrazio, metto da parte il modulo che mi hanno consegnato, abbandono il negozio e mi preparo a terminare la mia richiesta di disdetta :)

02.10.2009 Mattina – Si parte, incrociamo le dita
E’ tutto pronto. Ho ulteriormente modificato il modulo di disdetta (si, ho caricato la nuova versione, stesso indirizzo di prima!) ed ora include tutto quello che c’è da far sapere a H3G e magari tutelare il cliente, che male non fa! Fax inviato (grazie alla morosa), raccomandata A/R idem (5 euro, grazie Poste Italiane, è sempre un piacere), ora sta a 3.

02.10.2009 Pomeriggio – Uh?
Chiamata dal Call Center della 3 Italia. Una gentile signorina della quale però non ricordo il nome (sigh!) mi informa che il fax mandato in mattinata è totalmente inutile e non gestibile allo stato attuale. Ovvero: i fax inviati al numero 800 179 600 vengono presi in gestione e risolti immediatamente” (si legga: prima possibile), come un vero e proprio HelpDesk. Essendo la mia utenza però ancora attiva, non potrà chiaramente essere effettuato il rimborso del terminale in mio possesso.

Chiedo a questo punto (giusto per ulteriore sicurezza) quale sarà l’iter di esecuzione della mia pratica. Riassumendo:

  • Mi sono stati confermati i 30 giorni massimi per l’evasione della mia pratica;
  • Entro 3 mesi dall’accettazione della richiesta di disdetta mi verrà rimborsato il pagamento dell’anticipo conversazioni (75 euro), direttamente sul conto corrente (lo stesso, manco a dirlo, dal quale prelevano i circa 38 euro mensili della bolletta);
  • Mi verrà rimborsato il consumo dati di ottobre avendo io richiesto disdetta ad inizio mese (1/10 per l’esattezza, fa fede la data riportata sulla spedizione) scalando quindi 19 euro circa dalla prossima bolletta bimestrale;
  • L’apparato di collegamento –secondo proceduraandrebbe restituito. La signorina mi segnala che questa è la procedura vera contrariamente a quanto affermato dai rivenditori che sostengono che il terminale possa essere trattenuto in godimento gratuito.

A questo punto ho chiesto ulteriori delucidazioni in merito alla restituzione dell’apparato, facendo ben presente che su 4 risposte ricevute (compresa quella di quest’ultima operatrice) il cliente potrebbe uscirne parecchio confuso: restituirlo o no? Secondo regolamento e procedura interna di 3 il modem andrebbe restituito. Questo finirebbe insieme a tanti altri apparati in magazzino e –dopo qualche mese– smaltito inesorabilmente. Chi non lo restituisce non subirà alcuna penale, semplicemente lo si tiene da parte a costo zero, H3G potrà chiederlo indietro in qualsiasi momento (no, non lo farà mai, sarebbe solo una perdita di tempo e denaro) ma l’utente non potrà utilizzarlo con nessuna SIM di altro operatore.

Ringrazio per le delucidazioni e chiudo la telefonata. Ora non resta che attendere la loro prossima mossa.

05.12.2009 – Ancora soldi?
Ho ricevuto una nuova fattura Tre Dati a 2 mesi dalla richiesta di disdetta, la stessa che le poste di Roma Cinecittà hanno visionato per delega di Tre Italia timbrando e rimandando indietro la mia raccomandata A/R giovedì 08.10.2009. Poca roba certo (meno di 4 euro) ma completamente ingiustificati, privi di senso, vanno ad aggiungersi ai soldi che ho anticipato per il mese di ottobre 2009 non sfruttato e per il quale devo chiaramente ottenere rimborso (confermato anche da mail ricevute dal supporto clienti di Tre). Ho quindi portato in primo piano la finestra di Thunderbird e, con tanta tanta buona pazienza, ho cercato le vecchie mail scambiate con il supporto rispondendo all’ultima. Ho incluso riferimenti alle fatture ricevute, a questi ultimi 4 euro circa assolutamente inutili, alla disdetta. Chiedo spiegazioni e –soprattuttoquando riuscirò a rivedere i miei soldi, sono passati ormai due mesi pieni dalla mia richiesta. La mail è stata spedita, ora incrocio le dita e aspetto una risposta :|

In relazione al voler valorizzare le città non del tutto aperte durante il mese di agosto stavolta si parla di Milano e dell’ottima iniziativa “Milano Aperta Agosto”: sito web realizzato per facilitare la vita del cittadino alla ricerca di un esercizio in particolare.

Chi resta quindi in città in compagnia del caldo torrido e dei pochi superstiti non ancora andati in ferie (o magari appena rientrati) sarà felice di avere a disposizione questa ulteriore carta da giocarsi per evitare brutte sorprese dell’ultimo minuto, tipiche scene da film con il personaggio che arriva davanti alla porta inesorabilmente chiusa con tanto di cartello “Siamo al mare, ci rivediamo il giorno $$“, particolarmente odioso e disprezzato :)

Milano Aperta ad Agosto è facilmente raggiungibile anche dalla home page del Comune di Milano, e porta a termine meravigliosamente il compito di focalizzare l’attenzione su macro-categorie che riporteranno poi a loro volta verso documenti PDF facilmente consultabili anche tramite browser.

Nel caso in cui questo non bastasse è stato messo a disposizione un numero di rete fissa da chiamare per conoscere immediatamente orari e giorni di apertura dell’attività interessata, forse non inclusa negli elenchi o non vista per distrazione ;) : 02 88460184.

Se poi voleste rimanere aggiornati riguardo eventi, mostre e quanto altro ancora possa occupare il vostro tempo libero, c’è un ulteriore collegamento ad una seconda pagina web che raccoglie –ancora una volta– documenti PDF dove tutto è organizzato per filo e per segno: la bella estate di Milano.

Perché tutte le città non organizzano simili pagine web? Basta poco sforzo per dare un grande servizio al cittadino …