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Il fatto di non doversi più stupire delle cazzate del governo italiano è cosa comune, ormai tutti lo sanno, potreste fermare un qualsiasi ragazzino per strada (o un anziano, o ancora un adulto qualsiasi) e otterreste la medesima risposta dalle parti coinvolte. Non che tutto questo sia per i nostri politici una giustificazione, chiaro ciò, semplicemente l’italiano medio è quello che –anziché reagire e andare a dar fuoco a tutti questi inutili stipendiati riscalda-poltroneabbassa la testa e cala le braghe.

Ministro S.Bondi - suo il decreto approvato dal Ministero dei beni Culturali

Quanto proposto dal Ministro Bondi (qui qualche cenno biografico se dovesse interessare) nel suo decreto riguardo l’estensione dell’equo compenso è azzardato ed ignorante quanto basta. Già da diverso tempo chiunque di noi acquisti supporti di memorizzazione comuni (come CD o DVD registrabili, vecchie musicassette o obsolete VHS, genericamente dispositivi elettronici in grado di riprodurre materiale coperto da copyright) sa che parte del prezzo dell’oggetto vola –come per magia– nelle casse della SIAE. A tutto ciò si vanno ora ad aggiungere apparati non precedentemente inclusi nel balzello … si parla di chiavette USB, hard disk, decoder, lettori mp3, console, cellulari.

Contrariamente alla precedente classificazione, qui si vanno ad intaccare le tecnologie, poco simpatico nei confronti di un consumatore già stanco delle scappatoie finanziare italiane inventate appositamente per riempire le casse altrui, alla salute di quelle tasse che dovevano abbassarsi e che invece aumentano prendendo letteralmente per i fondelli i cittadini di questa nazione.

Ehi Bondi … non so tu … ma fuori dall’area adibita alla sosta della tua poltrona che a sua volta regge il tuo regale culo rammollito da 110 e lode c’è gente che passa le ore della propria vita in un ufficio, gente che si prostituisce per l’economia italiana fatta di persone potenti alla costante ricerca di denaro facile, gente che torna distrutta a casa la sera e che guadagna 1000 euro al mese con i quali deve sopravvivere, pensare al bene della propria famiglia e cercare di costruirsi un futuro. Un futuro dubbio a dirla tutta, ne riparliamo tra una discreta manciata d’anni quando probabilmente la mia pensione non esisterà e si continuerà a lavorare fino a quando decideremo di passare dalla poltrona del nostro ufficio al comodo giaciglio acquistato dalle onoranze funebri cittadine.

Volendo seguire l’esempio di Giacomo Dotta provo a fare due conti e tirar fuori la spesa totale della postazione di casa (quindi evito di includere tanta roba):

  • HD interno da 500 GB
    15 euro di rincaro (0,03 € per ciascun GB superati i 5 GB totali).
  • HD esterno da 250 GB
    5 euro di rincaro (0,02 € per ciascun GB fino a 400 GB totali).
  • HD esterno da 1 TB (dati dei PC in casa)
    10 euro di rincaro (0,01 € per ciascun GB superati i 400 GB totali).
  • HD esterno da 2 TB (backup dei PC in casa)
    20 euro di rincaro (0,01 € per ciascun GB superati i 400 GB totali).
  • Chiavette USB (4 in casa) da 2, 4, 5 e 8 GB
    0,20 € di rincaro sulla 2 GB (0,10 € per ciascun GB fino a 4 GB). 0,36 € di rincaro sulla 4 GB,  0,45 € sulla 5 GB e 0,72 € sulla 8 GB (0,09 € per ciascun GB superati i 4 GB).
  • Masterizzatore
    5% su 40 € (acquistato da fornitore alcuni anni fa), quindi 2 €.

Alla lista non vado ad aggiungere le memorie SD che possiedo per le fotocamere di casa (la mia Nikon D60 che ne sfrutta 2 da 4 GB ciascuna, la Coolpix compatta che ne sfrutta una da 2 GB, la piccola Sony di mia sorella che ne sfrutta due da 1 GB ciascuna), il disco della Xbox 360, il disco esterno multimediale collegato al televisore e tanto altro ancora. Bastano e avanzano i 53 euro circa che vengono fuori semplicemente dai 9 elementi analizzati nell’elenco puntato.

Tanto per concludere in bellezza: quanti dei miei lettori possiedono un iPhone? Sappiate che –chi come me– ha acquistato il 3Gs da 32 GB pagherà in più 6,44 € all’atto dell’acquisto, 5,15 € per quelli che hanno il 16 GB. A chi volesse farsi lo stesso mio conto consiglio di dare una occhiata all’allegato tecnico ufficiale che riporta i prezzi per categoria:

users.gxware.org/gioxx/blog/documenti/equocompenso_1263481888506_d1.pdf

Per tutti coloro che ancora non hanno capito bene ciò a cui stiamo andando incontro e volessero approfondire il discorso suggerisco la lettura del post di PC Professionale:

pcprofessionale.it/2010/01/15/equo-compenso-ecco-il-decreto

Se questo deve essere il futuro dell’elettronica di consumo in Italia, aumenterà notevolmente il numero degli acquisti all’estero (personalmente ne faccio già diversi all’anno), tutta salute per il mercato italiano eh? :-)

Vogliamo discuterne in area commenti? Se avete dubbi in merito non esitate a proporli! ;)

Da quando ho acquistato l’iPhone il mio modem UMTS / HSDPA della Tre è diventato inutile, una spesa bimestrale in più, è quindi arrivato il momento di richiedere la disdetta del mio primo contratto dati in mobilità. Terrò ancora una volta un diario aggiornato delle attività usando questo mio blog, con la speranza che l’articolo possa tornare utile a qualcuno in futuro :)

Aggiornamenti:

# tutto ha inizio quando …

… ho deciso di mettere alla prova la Tre Italia contattando il servizio clienti tramite posta elettronica, dato che in ciascuna bolletta gli viene dedicato ampio spazio. La mail –contrariamente alla voce troppo spesso non registrata– rimane registrata, gelosamente custodita nello spazio che Google mi mette a disposizione. Questa la mia prima richiesta compilata e mandata velocissimamente dall’iPhone mentre ero fuori con gli amici:

Gentile servizio clienti Tre,
Sono un affezionato cliente passato giusto oggi ad iPhone con abbonamento. Possiedo inoltre una chiave HSDPA Huawei presa circa 2 anni fa con abbonamento / rid bancario per un totale di 5gb mensili di traffico disponibile. Avendo pero’ ora un piano tariffario che comprende 4gb mensili di dati (zero 6 top), vorrei poter chiudere il mio primo contratto dati mantenendo solo quello completo su iPhone.

Mi chiedevo quindi se fosse possibile ottenere il giusto modulo di disdetta con i riferimenti ai quali spedire il tutto una volta compilato. Specifico inoltre di aver versato una caparra iniziale di euro 70 come garanzia (quota di ingresso immagino) che desidererei ottenere indietro come promesso dal negozio 3 all’atto della stipula del contratto.

Ringraziando in anticipo per la risposta porgo cordiali saluti :-)

Buon lavoro.

La risposta è arrivata qualche giorno dopo, a voler essere precisi mentre mi trovavo al mare … (Sat, Aug 15, 2009 at 1:22 PM):

Gentile Cliente,
in riferimento alla sua richiesta del 11/08/2009, relativa alla sua richiesta, per poterle fornire informazioni esaurienti, sono necessari i riferimenti relativi alla sua anagrafica cliente.

In particolare, le chiediamo cortesemente di indicarci:
– il suo codice cliente o in alternativa nome e cognome/Ragione sociale, e C.F.
– il numero di cellulare al quale si riferisce la sua richiesta.

Siamo a disposizione per eventuali comunicazioni al numero 133 o all’indirizzo e-mail Servizioclienti@tre.it

Cordiali saluti,
Melania
Servizio Clienti 3
tre.it

Ho quindi fatto pervenire i dati richiesti e ho atteso una nuova risposta che è arrivata puntuale qualche ora dopo. E’ stato organizzato un appuntamento telefonico e sono stato contattato da Enza, operatrice Call Center 3 che ringrazio tutt’oggi per la gentilezza.

# riassumendo, che serve?

Incollo e spiego la mail “finale” di Enza, arrivata subito dopo la telefonata:

Gentile Sig. Solone ,
in riferimento alla sua mail del 19/08/2009 e a seguito della relativa telefonata intercorsa, riassumiamo di seguito quanto comunicato a voce:

– per recedere dal contratto sottoscritto occorre dare comunicazione a 3 mediante raccomandata con ricevuta di ritorno da inviare alla Casella Postale 133 Roma – Cinecitta’.
Le ricordiamo inoltre che sul Conto 3 verra’ considerato un corrispettivo per l’eventuale mancata restituzione del terminale, come previsto dal Regolamento di Servizio da lei sottoscritto.
– per richiedere la restituzione dell’anticipo conversazione e’ necessario inviare tramite fax, al numero verde 800.179600, l’apposito modulo, reperibile in un centro 3, e la copia fronte/retro di un documento di riconoscimento.

Siamo a disposizione per eventuali comunicazioni al numero 133 o all’indirizzo e-mail: Servizioclienti@tre.it

Cordiali saluti,
Enza
Servizio Clienti 3
tre.it

Ergo: messo in piedi il documento di disdetta tutto il resto lo si sbriga in una mattinata circa (quello che spero di riuscire a fare io giovedì approfittando di una giornata libera).

Modulo di disdetta

Per il modulo di disdetta non ho trovato nulla in rete, neanche sul fidato Moduli.it che utilizzo quando necessario. Ho quindi rimodellato un documento che avevo precedentemente utilizzato per una disdetta ADSL, inserendo i dettagli e le modifiche che meglio potessero adattarsi alla casistica chiavetta UMTS / HSDPA & Tre:

gfsolone.com/docs/public/disdetta.H3G.HSDPA_modello.doc

Occorre compilarlo in ogni sua parte e allegare copia di un documento di identità (io ho usato la mia patente di guida).

Restituzione dell’apparato

L’apparato deve essere restituito ad un Negozio 3 qualsiasi (tanto per dire, io ho stipulato il contratto a Milano ma posso restituirlo a Ravenna tranquillamente) che a sua volta vi consegnerà una ricevuta che andrà spedita via fax (per sicurezza) al numero 800 179600 entro 15 giorni dalla spedizione della raccomandata (vi consiglio di fare tutto insieme), anche stavolta con documento di identità e firma in allegato.

Vale quanto detto appena sopra a meno che non lo si voglia tenere investendo 30 euro che verranno scalati automaticamente dal proprio conto con fattura separata.

Richiesta di rimborso anticipo conversazioni

Se come me avete dovuto versare una caparra (l’anticipo conversazioni) all’atto della stipula del contratto (per un valore pari a € 75, ndr) sarà necessario chiedere al Negozio 3 un modulo chedebitamente compilato e consegnato al loro personalevi permetterà di ottenere indietro la cifra inizialmente messa da parte.

# in conclusione

Per quanto ho capito dalle parole di Luciano (si sempre lui, lo spacciatore di fiducia su Milano) servono circa 30 giorni dall’arrivo della raccomandata A/R per ottenere il “blocco” della propria SIM dati (quindi la chiusura del proprio contratto). Periodo durante il quale chiaramente vi invito a non connettervi (non con quella scheda almeno!).

Tutto il mio testo è stato stilato in base ad informazioni che mi sono state concesse da dipendenti H3G Italia. Nulla di quanto spiegato è ancora stato messo in pratica (eccezione fatta per il modulo che è compilato al 75%). Nei prossimi giorni aggiornerò il post, passo-passo con quello che accadrà alla mia pratica ;)

Cheers!

# aggiornamenti dell’articolo

01.10.2009 – Restituzione modem, perché mai?
Tanti auguri a me. Nel giorno del mio compleanno, libero dagli impegni di lavoro, ho deciso di andare in spedizione punitiva presso il Negozio 3 di Ravenna, in via Cavour, lo stesso nel quale ho firmato il contratto per ottenere l’iPhone ed il mio attuale abbonamento Zero 6 Top: ragazze gentili, carine, competenti. Dopo una veloce chiacchierata questo è il sunto:

  • la disdetta va mandata  a mezzo raccomandata A/R (e questo lo sapevate già) con –in allegato– la fotocopia del documento di identità e del codice fiscale;
  • il modulo per la richiesta di rimborso pagamento anticipo conversazioni mi è stato consegnato in forma cartacea, fresco di stampa laser, inutile speranza quello di ottenerlo via posta elettronica (ma su questo torneremo più tardi);
  • conviene –una volta compilato il modulo, subito prima o subito dopo aver inviato la raccomandata– mandare un Fax al numero 800 179 600 riproponendo il modulo di rimborso, la fotocopia di un documento di identità e del codice fiscale e lo scontrino dell’apparato (va bene anche la ricevuta consegnata dal negoziante all’atto della stipula del contratto), giusto per anticipare la nostra volontà;
  • H3G Italia impiegherà un massimo di 30 giorni per evadere la pratica (anche questo lo sapevate già);
  • non è necessario restituire l’apparato di collegamento perché dopo i 24 mesi di abbonamento (limite minimo per non incorrere in alcuna penale) questo può essere trattenuto dal cliente in godimento gratuito.

Sorrido, ringrazio, metto da parte il modulo che mi hanno consegnato, abbandono il negozio e mi preparo a terminare la mia richiesta di disdetta :)

02.10.2009 Mattina – Si parte, incrociamo le dita
E’ tutto pronto. Ho ulteriormente modificato il modulo di disdetta (si, ho caricato la nuova versione, stesso indirizzo di prima!) ed ora include tutto quello che c’è da far sapere a H3G e magari tutelare il cliente, che male non fa! Fax inviato (grazie alla morosa), raccomandata A/R idem (5 euro, grazie Poste Italiane, è sempre un piacere), ora sta a 3.

02.10.2009 Pomeriggio – Uh?
Chiamata dal Call Center della 3 Italia. Una gentile signorina della quale però non ricordo il nome (sigh!) mi informa che il fax mandato in mattinata è totalmente inutile e non gestibile allo stato attuale. Ovvero: i fax inviati al numero 800 179 600 vengono presi in gestione e risolti immediatamente” (si legga: prima possibile), come un vero e proprio HelpDesk. Essendo la mia utenza però ancora attiva, non potrà chiaramente essere effettuato il rimborso del terminale in mio possesso.

Chiedo a questo punto (giusto per ulteriore sicurezza) quale sarà l’iter di esecuzione della mia pratica. Riassumendo:

  • Mi sono stati confermati i 30 giorni massimi per l’evasione della mia pratica;
  • Entro 3 mesi dall’accettazione della richiesta di disdetta mi verrà rimborsato il pagamento dell’anticipo conversazioni (75 euro), direttamente sul conto corrente (lo stesso, manco a dirlo, dal quale prelevano i circa 38 euro mensili della bolletta);
  • Mi verrà rimborsato il consumo dati di ottobre avendo io richiesto disdetta ad inizio mese (1/10 per l’esattezza, fa fede la data riportata sulla spedizione) scalando quindi 19 euro circa dalla prossima bolletta bimestrale;
  • L’apparato di collegamento –secondo proceduraandrebbe restituito. La signorina mi segnala che questa è la procedura vera contrariamente a quanto affermato dai rivenditori che sostengono che il terminale possa essere trattenuto in godimento gratuito.

A questo punto ho chiesto ulteriori delucidazioni in merito alla restituzione dell’apparato, facendo ben presente che su 4 risposte ricevute (compresa quella di quest’ultima operatrice) il cliente potrebbe uscirne parecchio confuso: restituirlo o no? Secondo regolamento e procedura interna di 3 il modem andrebbe restituito. Questo finirebbe insieme a tanti altri apparati in magazzino e –dopo qualche mese– smaltito inesorabilmente. Chi non lo restituisce non subirà alcuna penale, semplicemente lo si tiene da parte a costo zero, H3G potrà chiederlo indietro in qualsiasi momento (no, non lo farà mai, sarebbe solo una perdita di tempo e denaro) ma l’utente non potrà utilizzarlo con nessuna SIM di altro operatore.

Ringrazio per le delucidazioni e chiudo la telefonata. Ora non resta che attendere la loro prossima mossa.

05.12.2009 – Ancora soldi?
Ho ricevuto una nuova fattura Tre Dati a 2 mesi dalla richiesta di disdetta, la stessa che le poste di Roma Cinecittà hanno visionato per delega di Tre Italia timbrando e rimandando indietro la mia raccomandata A/R giovedì 08.10.2009. Poca roba certo (meno di 4 euro) ma completamente ingiustificati, privi di senso, vanno ad aggiungersi ai soldi che ho anticipato per il mese di ottobre 2009 non sfruttato e per il quale devo chiaramente ottenere rimborso (confermato anche da mail ricevute dal supporto clienti di Tre). Ho quindi portato in primo piano la finestra di Thunderbird e, con tanta tanta buona pazienza, ho cercato le vecchie mail scambiate con il supporto rispondendo all’ultima. Ho incluso riferimenti alle fatture ricevute, a questi ultimi 4 euro circa assolutamente inutili, alla disdetta. Chiedo spiegazioni e –soprattuttoquando riuscirò a rivedere i miei soldi, sono passati ormai due mesi pieni dalla mia richiesta. La mail è stata spedita, ora incrocio le dita e aspetto una risposta :|

In relazione al voler valorizzare le città non del tutto aperte durante il mese di agosto stavolta si parla di Milano e dell’ottima iniziativa “Milano Aperta Agosto”: sito web realizzato per facilitare la vita del cittadino alla ricerca di un esercizio in particolare.

Chi resta quindi in città in compagnia del caldo torrido e dei pochi superstiti non ancora andati in ferie (o magari appena rientrati) sarà felice di avere a disposizione questa ulteriore carta da giocarsi per evitare brutte sorprese dell’ultimo minuto, tipiche scene da film con il personaggio che arriva davanti alla porta inesorabilmente chiusa con tanto di cartello “Siamo al mare, ci rivediamo il giorno $$“, particolarmente odioso e disprezzato :)

Milano Aperta ad Agosto è facilmente raggiungibile anche dalla home page del Comune di Milano, e porta a termine meravigliosamente il compito di focalizzare l’attenzione su macro-categorie che riporteranno poi a loro volta verso documenti PDF facilmente consultabili anche tramite browser.

Nel caso in cui questo non bastasse è stato messo a disposizione un numero di rete fissa da chiamare per conoscere immediatamente orari e giorni di apertura dell’attività interessata, forse non inclusa negli elenchi o non vista per distrazione ;) : 02 88460184.

Se poi voleste rimanere aggiornati riguardo eventi, mostre e quanto altro ancora possa occupare il vostro tempo libero, c’è un ulteriore collegamento ad una seconda pagina web che raccoglie –ancora una volta– documenti PDF dove tutto è organizzato per filo e per segno: la bella estate di Milano.

Perché tutte le città non organizzano simili pagine web? Basta poco sforzo per dare un grande servizio al cittadino …

Ricordate il lavoro che ho svolto un anno fa? Potrebbe sembrarvi un modo stupido per cominciare l’articolo ma in fondo non lo è neanche tanto :-P

Sto parlando del reperire attività aperte al pubblico durante i giorni più “caldi” (speriamo, una volta tanto) che stiamo vivendo giusto ora (10-21 agosto circa). Volendo fare un resoconto dei temi trattati si ottengono 3 soli articoli, 3 esperimenti che hanno portato a qualche commento e qualche visita da parte di sconosciuti fruitori di informazioni desiderosi di trovare risposte alla classica domanda “e ora? Dove vado a prendere il pane?” …

L’intenzione è quella di rinnovare la pubblicazione degli articoli già usciti, magari inserendone anche di nuovi che possano aiutarvi a passare nel migliore dei modi le prossime due settimane in città, soprattutto per chi non va in ferie (chi le ha già fatte, chi le farà, chi come me ha deciso di non prenderne).

Buona lettura quindi :)

Tra una manciata di ore dovrebbero entrare in vigore le nuove norme del Codice della strada nostrano, riporto e discuto l’ottimo articolo uscito su autoblog.it , magari perché non parlarne insieme nei commenti tra articolo e friendfeed? ;)

Narco-test
Introdotto in via sperimentale, poi verrà adottato su larga scala. L’esame tossicologico (“non invasivo”, si precisa) permetterà agli agenti di effettuare un esame anti-droghe senza accompagnare l’automobilista all’Asl. Inoltre, guidatori di mezzi pesanti dovranno esibire un certificato anti-droghe ed anti-alcol.

Alcol
Limite zero per neo-patentati nei primi tre anni e per gli autisti di professione. Resta il limite dello 0.5 – come in tutta Europa –, con sanzioni da 155 a 624 Euro; raddoppieranno in caso di incidente. Da 500 a 2.000 Euro di multa con tasso alcolemico compreso fra 0.5 e 0.8.

Chiesti a gran voce proprio dopo la miriade di incidenti causati dalle “magiche pasticche” e dai cocktail bevuti al bar sotto casa tanto o presso la discoteca della riviera, principali cause degli omicidi del sabato sera e –ormai, ahinoi– in qualsiasi altra sera della settimana lavorativa. Non so se “fidarmi dei media” e credere all’aumento spropositato degli extracomunitari assassini (per le stesse causa citate sopra) e –in ogni caso– dei giovani al volante, troppe volte ignari del pericolo che si corre per la propria persona e –soprattutto– per le altre in strada.

Limiti di velocità
Con presenza di Tutor, in autostrada sarà possibile raggiungere i 150 km/h. In caso di eccesso di velocità, aumentano le sanzioni pecuniarie ma diminuiscono i punti sottratti: da 500 a 2.000 Euro entro i 40 km/h, da 779 a 3.119 oltre i 60 km/h; 3 punti in meno (prima erano 5) per una velocità superiore compresa fra i 10 ed i 40 km/h, 5 in meno (prima 10) da 40 a 60 km/h, 10 in meno oltre i 60 km/h.

Inutile anche se gradita. Audi, BMW, Mercedes e macchine di grossa cilindrata continueranno a fare gare in terza corsia (ricordate questo post no?), cambia qualcosa per coloro che ci tengono a rispettare le norme. Bene quindi per i 150 Km/h (che si trasformeranno comunque in 160 perché leciti e previsti dall’errore al 5% dei velox misto tachimetri non correttamente bilanciati). Con parecchie tratte a 4 corsie il 130 / 140 Km/h era ormai diventato obsoleto, sarebbe fantastico se si potessero ritoccare anche le velocità in città, soprattutto nelle tratte a visibilità massima, corsia larga e limite ai 50 … patetico.

Foglio rosa
Disponibile a partire dai 17 anni, purché si venga accompagnati negli esercizi al volante da un patentato da almeno dieci anni. Previste “guide” in autostrada e notturne in preparazione all’esame pratico.

Controcorrente rispetto ad un qualsiasi ragionamento logico e responsabile IMHO. In strada si trovano 18enni appena patentati che non hanno neanche una mezza idea di cosa voglia dire realmente guidare un’automobile. Sono soggetti potenzialmente pericolosi con un’arma “distruttiva” sotto al fondo schiena. Figli “del papi” con un BMW M3 o anche meno, pronti a fare manovre particolarmente azzardate per “districarsi” nel traffico cittadino sono all’ordine del giorno, lo vedo già vivendo una Ravenna solitamente più tranquilla rispetto ad una Milano certamente più complessa e incasinata, ancora più propensa “all’infrazione facile“. Pienamente d’accordo nel permette il corso teorico (magari anche con esame) a quell’età, non certo il foglio rosa con il quale un pedale potrebbe sempre scappare … non basta vedere il modello americano con il 16enne alla guida per farsi un’idea di quanti danni si possano combinare sulla strada? :(

Tutela degli animali
Chi investe un animale, domestico o da lavoro, è obbligato a fermarsi e chiamare un veterinario. In caso opposto, le sanzioni sono comprese fra i 78 ed 1.559 Euro.

Si, si, si. Grassetto, sottolineato e magari a caratteri cubitali. Abbandonare un animale sulla strada è atto di assoluta inciviltà e di disprezzo per la vita di un essere sicuramente più umano di tanti umani, ucciderlo investendolo e non fermarsi per prestare soccorso è ancora peggio. E’ un dovere cercare aiuto nel caso in cui un essere così indifeso si trovi in una condizione di pericolo. Essere cafoni e menefreghisti non ha mai aiutato nessuno, tanto meno un gatto o un cane (tanto per citare i due più comuni) in serie difficoltà e con pochissime speranze di sopravvivenza. In autostrada vorrei ricordare che 113 (Polizia), 112 (Carabinieri) e 115 (Guardia di Finanza) sono sempre a vostra disposizione.

Autovelox
Dovranno essere collocati, in strade extra-urbane, oltre un chilometro dal segnale indicante il limite di velocità. I proventi andranno ai proprietari delle strade. Inoltre, gli autovelox non potranno più essere acquistati dai comuni con i ricavati della multe.

Autovelox e Comuni
Nelle strade extraurbane l’autovelox non potrà essere posizionato oltre 1 km dal segnale del limite di velocità. Ma il vero succo della riforma è altrove. «È finita l’epoca dei Comuni furbi che piazzano autovelox e macchinette ovunque per battere cassa—dice Valducci —. Per prima cosa, gli autovelox non potranno più essere comprati con le multe dei cittadini. Fino ad ora i produttori di macchinette dicevano ai Comuni: “Non dovete tirare fuori neppure un soldo, ci ripagherete con il 20-30 per cento delle multe incassate”. Tutto questo non sarà più possibile. Inoltre, le polizie locali potranno mettere gli autovelox dove vogliono ma i proventi andranno ai proprietari delle strade, se quindi sono strade extraurbane le multe non finiranno più nelle casse del Comune ma in quelle dell’Anas o della Provincia». Gli enti locali dovranno anche destinare il 50 per cento degli introiti alla sicurezza stradale secondo un rigido schema di ripartizione dei fondi che dovrà essere relazionato al ministero. Se non lo fanno lo Stato tratterrà il 3 per cento di tutti gli incassi annuali.

correzione: sicurauto.it/news.php?subaction=showfull&id=1247571686&archive=&start_from=&ucat=3&

Un pò dubbioso su questo passaggio, almeno in parte. Perfetta la decisione di chiudere la porta in faccia agli appalti di Velox taroccati come successo ultimamente, un pò meno chiara la posizione del macchinario. Si parla di oltre un Km rispetto al segnale con il limite da rispettare ma non si parla in alcun modo di cartelli che avvisino della presenza di Velox, che io sappia obbligatori in ogni caso, cosa cambia (o non cambia) per questo argomento? Le forze dell’0rdine continueranno a fare imboscate degne di criminali stile Lupin e soci nascondendosi dietro cespugli dai quali spunta giusto l’obbiettivo? La municipale continuerà a marciare sui pochi soldi dei cittadini elargendo multe onerose attraverso appostamenti assassini? Carabinieri e Polizia in autostrada continueranno a sfruttare stazioni di servizio per nascondersi subito prima dell’uscita così da non farsi vedere da chi arriva ma usare a più non posso la macchina fotografica demoniaca? Perché non si parla mai di “cosa aspettarsi sulle strade?

Targa
Sarà personale. Seguirà il proprietario, non più l’auto.

Così come per lo scooter, correggetemi se sbaglio. Non ci vedo nulla di sbagliato, tutto di guadagnato, conviene sicuramente perché a lungo andare le targhe finiscono (con la modalità doppia lettera, triplo numero, doppia lettera) ;)

Pedoni e ciclisti
Cresce la sanzione (8 punti) per chi impedisce l’attraversamento sulle strisce pedonali; non sono “risparmiati” nemmeno gli invalidi. I ciclisti, di notte e fuori da centri abitati, dovranno indossare giubbottino o bretelle retroriflettenti.

Mi sembra giusto. Avete mai provato a girare Milano da pedoni? Ora … tralasciando che serva come minimo una mascherina che protegga le vie respiratorie dallo smog eccessivo, è assolutamente impossibile riuscire ad attraversare la strada se non si aspetta il semaforo verde … o magari se si vuole approfittare di un giallo appena scattato. Gli automobilisti sono pronti sul piede di guerra, il motore grida pietà e lo scatto stile partenza di Formula 1 è assicurato. C’è un pedone in mezzo? Nulla da fare, sarà meglio per lui che si levi … no dico … stiamo scherzando?

Non che vada meglio per i ciclisti … l’occasione durante la quale la rabbia sale ed esce spontanea un’imprecazione (inutile negarlo, sarà capitato anche a voi!) è quando si operano cambi di corsia “dal nulla“, senza segnalare (bei tempi quando il braccio veniva usato come freccia), rischiando davvero la vita (loro e quella di chi guida investendoli) … o ancora quando si tende ad 0ccupare la corsia intera come se ci si trovasse su una macchina anziché su una fiammante due ruote a pedali

Giusto anche il provvedimento per chi non indossa il giubbettino riflettente, molto rischioso quando si guida di notte.

Pagamento rateale delle multe
Chi ha un reddito annuo inferiore ai 10.628 Euro, può chiedere la rateizzazione (fino a 60 rate) per le multe superiori ai 400 Euro.

Il punto che meno preferisco. Nonostante non abbia mai preso una multa da 400 o più euro, si tratta comunque di furto vero e proprio. Hai messo sotto qualcuno? Finisci in cella e ci rimani per un bel pò, magari a regime di pane e acqua senza troppi favoritismi … hai infranto un limite di velocità di molto? Perché non andare anche in questo caso nelle beghe? Quelle vere eh, niente multa da 5000 euro per risanare le casse del comune. Sarebbe davvero bello se nelle prigioni ci fossero più criminali e pirati della strada che ladri di mele …

a voi la palla signori … cosa ne pensate?