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Copy è l’alternativa a Dropbox?

Da quando è nato Dropbox le soluzioni di personal-storage in cloud sono spuntate fuori come funghi nella notte, quasi come non ci fosse un domani. E’ il futuro, abbiamo la costante necessità di avere accesso ai nostri file ovunque ci sia una connessione alla rete, da qualsivoglia dispositivo. Piccole e grandi aziende hanno deciso di tuffarsi in questo mercato, Google e Microsoft non fanno alcuna eccezione e altre potrebbero arrivare prossimamente “su questi teleschermi“.

Oggi però vi parlo di Copy, ultimo arrivato che meriterebbe però di rimanere tra i primi in considerazione :-)

Di cosa si tratta?

Come detto, l’ennesima soluzione di storage (sia personale che business con offerta separata) che, dovendosi far spazio all’interno di un mare in costante espansione, offre sin da subito 15GB ai propri utenti. La registrazione è immediata e il client di Copy è disponibile già per Windows, OS X e Linux, non facendo sentire alcuna mancanza a chi già utilizza una soluzione alternativa.

Vi lascio l’URL per la registrazione che vi permetterà di ottenere subito 20GB al posto di 15 dato che il sottoscritto è già registrato e insieme a voi guadagnerà ulteriori 5 GB:

copy.com?r=vzndll

Gestione dei file (client)

Il punto di forza di questi servizi è tipicamente riposto nel client che va ad installarsi nel proprio sistema operativo, senza mai dimenticare eventuali app mobili che dovranno più o meno riprodurre fedelmente ciò che posso fare tramite PC.

Così come per Dropbox anche Copy sceglie per voi (e vi permette di cambiarla in fase di setup) la cartella dove andrà a tenere tutti i file sotto sincronizzazione e allo stesso modo permetterà di annullare cancellazioni, di selezionare le cartelle di sincronizzare per ciascuna macchina dove il client viene installato e collegato al vostro account e molto altro ancora.

Le opzioni riproducono grosso modo fedelmente ciò che lo stesso client di Dropbox propone, lasciando quindi la possibilità all’utente di limitare i consumi di banda, di spostare la propria cartella, di recuperare file cancellati per sbaglio, includendo inoltre delle chicche tutte sue come la possibilità di condividere cartelle in lettura / scrittura con altri utenti direttamente dal client (cosa che per Dropbox va invece fatta da sito web):

e la “chiccheria” (passatemi il termine finto-francese) di includere un pezzo di “Growl” (chi ha usato o usa ancora OS X sa di cosa parlo) permettendo la comparsa di notifiche sul Desktop in una delle aree disponibili da client:

così da essere avvisati ogni qual volta succede qualcosa di particolarmente rilevante all’account (una nuova cartella in sharing, una nuova quota GB in arrivo o altro ancora).

Copy sul web

Con un’interfaccia assolutamente semplice ed intuitiva da utilizzare, Copy eguaglia tranquillamente i competitor. Consente infatti di gestire e visualizzare i file navigando il suo File Manager compatibile con la maggior parte dei browser in circolazione:

Così come per Dropbox una volta arrivati a destinazione si potrà completamente gestire il file interessato,

lo si potrà condividere pubblicamente, scaricarlo, cancellarlo e conoscere il suo storico delle modifiche o più semplicemente spostarlo in un’altra cartella. Occhio però: Copy non prevede ancora il Drag’n’Drop.

Mobile

Se trovate che la gestione tramite interfaccia web sia molto comoda, sappiate che ritroverete il tutto anche sui vostri dispositivi mobili. Disponibile gratuitamente per iOS o Android, Copy si collegherà al vostro account proponendo il set di operazioni diversamente disponibili su client PC o browser.

Gli unici limiti vi vengono imposti dalla compatibilità dei contenuti caricati con il sistema utilizzato dal vostro smartphone o tablet :-)

A quanto l’applicazione per Windows Phone e Windows 8 che allo stato attuale mancano?

E i contro?

Dettati più che altro dalla gioventù del prodotto e dalla mancanza di una folta community di utenti e sviluppatori in grado di realizzare applicazioni che vanno ad integrarsi con il servizio (tutto sommato le due cose sono collegate tra di loro) fanno si che Dropbox goda di molta più versatilità e supporto. Ciò non vuol dire che il prodotto sia da scartare ma che occorrerà del tempo e della sana apertura mentale (e tecnica) da parte di chi sta dietro le quinte per permetterne una diffusione molto più capillare rispetto ad oggi.

Non so se definirlo un contro rispetto al suo principale concorrente, ma si potrebbe tirare dentro la questione “protezione dell’autenticazione“. Contrariamente a Dropbox e ad alcuni altri competitor Copy protegge i vostri file con la sola coppia di credenziali legata all’account registrato. Niente verifica in due passaggi che spero davvero possa arrivare in un futuro neanche troppo lontano.

Ultimo dei contro potrebbe essere il mancato dato riguardante i tempi di caricamento dei file. Dropbox infatti permette di sapere quanto manca alla fine di un upload (oltre che i MB anche i minuti o le ore necessarie) semplicemente portando il puntatore del mouse sull’icona nella tray di sistema, cosa che Copy non permette a meno di non fare clic con il tasto destro sulla sua icona e vedere quanti MB (o GB) mancano al termine dell’operazione (insieme alla velocità di caricamento). Si tratta di un’informazione forse superflua ma che può tornarvi comoda per fare previsioni su una determinata altra operazione da fare sulla vostra macchina nonostante il client continui a lavorare tranquillamente in background.

E il prezzo?

Fa parte dei suoi PRO ed è decisamente più a buon mercato di Dropbox. Allo stesso identico costo di un account PRO da 100GB su Dropbox otterrete 150GB in più su Copy.com, si parla infatti di $99 per 250GB fatturati annualmente, il costo per la stessa quota disco su Dropbox si attesta sui 199$ che con uno sconto attuale del 17% arriva a circa 150, il che è comunque superiore alla richiesta di Copy.

Potete dare un’occhiata ai tagli disponibili direttamente su copy.com/price.

In conclusione

Si tratta di un prodotto giovane ma già molto valido, solido, meritevole di fiducia. E’ attivo insieme a Dropbox sui miei PC e sto spostando parte dei dati che utilizzo di meno per capire quanto io possa realmente fidarmi e affidarmi magari a questa soluzione in futuro, risparmiando qualche soldino (che male non fa mai) e non rinunciando a niente di quanto fatto fino ad oggi.

Registratevi, installate il client sul PC (o provate quello su smartphone / tablet) e cominciate anche voi a mettere al sicuro i vostri dati, e magari ditemi cosa ne pensate qui nei commenti :-)

GoDaddy.com: acquistare con lo sconto

Pillole

Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!

Chi lo ha detto che i coupon valgono solo al supermercato? Siamo circondati di offerte per qualsiasi tipo di servizio, non fa eccezione certo il mondo dell’hosting e della registrazione domini.

Dato che utilizzo GoDaddy per tenere registrati diversi nomi (con gestione DNS) ho trovato e già sfruttato più di una volta il sito web fatwallet.com/GoDaddy-coupons, che mette a disposizione diversi codici di sconto tra i quali è possibile trovare anche quelli del più famoso registrar al mondo.

GoDaddy: sconti e coupon

Bisogna solo avere un po’ di pazienza e cercare (quindi provare) i codici disponibili, solo così si riuscirà a ottenere un buono sconto sulla spesa finale, che male non fa!

Buon acquisto :-)

Un anno insieme a MClips

Questo mio vuole essere un post estremamente leggero, giusto per buttare giù un paio di riflessioni e magari strappare un sorriso, per trarre le somme di un anno passato a leggere il blog collaborativo di Microsoft. 68 professionisti raccolti sotto lo stesso tetto, ciascuno di loro con la sua storia, con il suo sapere, con la voglia di raccontare al vasto pubblico della rete quello che accade quotidianamente negli uffici della nota azienda informatica. Nessuna cadenza regolare, nessun argomento trattato in particolare. Generalista, con un linguaggio comprensibile, in grado quindi di essere percepito da chiunque.

MClips è bello, è vivace, raggiunge però in parte lo scopo che si è prefissato circa 365 giorni fa:

Da oggi prende vita MClips,  la nuova piattaforma di blogging per i colleghi di Microsoft Italia  che hanno mostrato e mostreranno interesse per il dialogo con la blogosfera. E’ un po’ come aprire le porte (anche se nel nostro caso sarebbe più opportuno dire le finestre) di casa Microsoft, per consentire a chiunque abbia piacere di commentare, discutere, dare feedback positivi o negativi su quanto le persone di Microsoft proporranno nei loro post in queste pagine. Io sono tra questi, e lo dico un po’ sentendomi un  “Ivo il tardivo”, un po’ con l’entusiasmo di chi parte per un viaggio.

Vedete? Si parla di un interesse per l’avvicinamento alla blogosfera italiana, cosa per la quale il team ha lavorato molto bene ed è riuscito come da previsione. Microsoft Italia, in più occasioni, ha incontrato i componenti della “sfera” approfondendo argomentazioni valide, parlando anche del più e del meno, sempre e comunque in perfetto stile collaborativo, documentato, aperto a tutti, come “buona tradizione vuole“.

Si parla inoltre di un’apertura completa alla discussione ed al confronto diretto con gli utenti, ed è proprio qui che ha parzialmente fallito il progetto. Vi chiedete perché? Semplice. Ciò che si diceva un anno fa è tranquillamente “copiancollabile” qui di seguito:

I commenti sono aperti, ma possono postare solo gli utenti registrati (serve lasciare nome e e-mail). Personalmente ritengo più pratico moderare i commenti (bloccando quelli offensivi, volgari o semplicemente off topic), piuttosto che imporre all’utente una registrazione peraltro facilmente aggirabile.

Ecco questo per me è un difetto, un non volersi confrontare realmente con una rete libera e nata anonima, fatta anche -appunto- di individui anonimi. E’ ciò che fino ad ora mi ha bloccato, il motivo per il quale non ho mai lasciato una traccia nonostante ci fosse tutta la voglia di farlo. Ciò non toglie che si tratta di un progetto davvero valido, un prodotto di qualità, un blog da seguire nei prossimi mesi e (speriamo) nei prossimi anni.

Certo è che se di tanto in tanto continuano a spuntare fuori post che raccontano la giornata tipo del dipendente Microsoft fatta solo ed esclusivamente di prodotti “della casa, l’utente potrebbe sbuffare e iniziare a pensare che da quelle parti li si tiri fuori (o li si faccia diventare in seguito) tutti cloni. Qualche pratico esempio?

  • Una mia giornata tipo
  • Un giorno da TSP

Dite la verità, quanto sconto vi fanno se decidete di comprate la console di casa MS al Duty-free shop che avete in sala relax anziché passare alla concorrenza? :mrgreen: ;)

Scherzi a parte, nonostante il ritardo di questo mio post, tanti auguri a voi di MClips ed in bocca al lupo per il futuro, con la speranza che possiate migliorare sempre più!

Fastweb: offerta telefonia mobile (voce e dati)

Sono cliente soddisfatto Fastweb da ormai due anni e mi sembra giusto approfondire la discussione riguardante il nuovo argomento “chiave dell’azienda” che assilla il consumatore con la pubblicità di “Vale e Yuri” (qui lo spot).

L’azienda milanese ha quindi deciso di entrare nella schiera dei provider in grado di coprire fonia e dati in mobilità, un pò come le altre principali concorrenti (in primis H3G e Vodafone). Si parla di 3 offerte principali, rivolte all’utente che necessita di stare parecchio al telefono e / o navigare ovunque si trovi.

FamigliaOvunque

L’offerta più economica richiede 5,90 euro da versare mensilmente, parecchio limitata, serve a chi ha necessità di chiamare spesso casa e /o ricevere chiamate da questa.

Caratteristiche principali:

  • 500 minuti di chiamate verso 5 cellulari Fastweb (dal telefono di casa Fastweb)
  • nessuno scatto alla risposta
  • 500 minuti di chiamate (e videochiamate) verso 4 cellulari Fastweb ed il numero di casa prescelto (anch’esso Fastweb) (dal cellulare Fastweb)

L’offerta è disponibile sia su abbonamento, sia con forma di pagamento ricaricabile. Nel caso in cui tutta la famiglia passi a Fastweb Mobile (scegliendo l’offerta FamigliaOvunque) si abbattono i costi tra i vari cellulari ed il numero di telefonia fissa.

Se si sfora dai 500 minuti a disposizione, inizia la tariffazione a consumo secondo i costi riportati in questa tabella:

lo scatto al minuto è inteso al raggiungimento dei 60 secondi (non in anticipo quindi).

Ci si può abbonare online risparmiando 25 euro e con il primo anno di canone gratis (solo con carta di credito o conto corrente bancario), solo fino al 30 di settembre.

NavigaMobile

Delle tre disponibili è l’offerta che mi incuriosisce di più. Si tratta della copia bella e buona dell’abbonamento H3G a 19 euro mensili per 5 GB di traffico dati incluso, solo con qualche modifica. Fastweb offre la connettività mobile con tecnologia HSDPA 7,2 Mbit/s facendo appoggio alla Internet Key della MOMO MD-@, la stessa della 3.

19,90 euro al mese (90 centesimi in più), 5 GB mensili inclusi, traffico consentito e coperto in UMTS / HSDPA, a consumo nel caso in cui si vada su GPRS, proprio come 3. Tariffazione a consumo anche in questo caso poco conveniente:

Giusto per fare un esempio pratico: se scaricassimo 1 MB fuori dalla copertura dati mensile ed in rete GPRS, pagheremmo 2,56 euro (quasi standard se si pensa ai 2 €/minuto di Tre), grazie per la spiegazione Oskar. pagheremmo 256 euro. Evidentemente in Fastweb fumano roba parecchio costosa ;) Io spero sinceramente che abbiano fatto un errore di inserimento tariffe sul sito web.

L’offerta è sottoscrivibile tramite abbonamento, 24 mesi da garantire (in caso di recessione anticipata c’è la penale da pagare), proprio come 3.

ParlaMobile

25 euro da versare mensilmente per avere la più “all inclusive” delle offerte Fastweb Mobile dedicate alla voce. Decade il limite della prima offerta in quanto qui non viene fatta distinzione (per 300 minuti al mese) tra cellulare Tim / Wind / Vodafone o 3.

Caratteristiche principali:

  • 300 minuti di chiamate verso qualsiasi cellulare e qualsiasi numero di telefonia fissa nazionale
  • 50 SMS al giorno verso qualsiasi cellulare (su territorio nazionale)
  • nessuno scatto alla risposta
  • minuti illimitati verso 4 cellulari Fastweb ed il numero di telefonia fissa prescelto (anch’esso Fastweb) per chiamate e videochiamate
  • minuti illimitati dal numero di telefonia fissa Fastweb verso il cellulare che attiva la tariffa ParlaMobile

L’offerta è disponibile solo su abbonamento. Se si sfora dai 500 minuti a disposizione, inizia la tariffazione a consumo secondo i costi riportati in questa tabella:

lo scatto al minuto è inteso anticipatamente ogni 60 secondi (si paga subito, si rischia di regalare soldi se si termina la telefonata prima che termini il minuto in corso).

Ci si può abbonare online risparmiando 25 euro e con la tassa di concessione governativa pagata per due anni (solo con carta di credito o conto corrente bancario), solo fino al 30 di settembre.

Altri dettagli

Per tutte e tre le offerte Fastweb mette a disposizione dei terminali “di ultima generazione” che agevolano il proprio lavoro. Sto parlando di telefoni in comodato d’uso che diventano “del proprietario” in modo definitivo solo dopo aver pagato parecchi extra sulla bolletta mensile. Prendo ad esempio l’ultimo di casa Nokia “Business“: E71.

Qui c’è la pagina dedicata ai telefoni:

fastweb.it/offerta/adsl/mobile-adsl/cellulari

Per l’E71 Fastweb chiede 199 euro una tantum e la scelta di un piano “GOLD” (da ottobre). In pratica si sceglie una delle tre nuove offerte ed a questa si aggiunge qualche euro per pagare “la rata del telefono“. Ecco quindi “FamigliaOvunque GOLD” a 10.30 euro / mese, “ParlaMobile GOLD” a 29.40 euro / mese e “ParlaOvunque GOLD” a 27.30 euro / mese.

Così come per la chiave Internet MOMO anche in questo caso si parla di un abbonamento garantito 24 mesi o una penale da pagare in caso di recesso anticipato rispetto alla data di scadenza del contratto.

In conclusione

Offerte che non hanno nulla di particolarmente rivoluzionario se non tariffe che Fastweb recepisce a prescindere dal traffico che viene generato dal cliente. I minuti non sono mai cumulabili ma si paga comunque la bolletta mensile che arriva a casa, soprattutto se si decide di farla “scalare dal proprio conto corrente in automatico“.

Sulla tariffa dati avrei parecchio da ridire, 90 centesimi in più al mese si trasformano in 10,8 euro in più ogni anno rispetto alla tariffa dati della 3. Il tutto senza considerare un “listino prezzi” al consumo parecchio costoso quando si passa su rete GPRS o si sfora anche solo dalla quota mensile in rete UMTS/HSDPA.

Valentino te la porto io la novità stavolta: in Italia, come sempre, si cerca di fregare il consumatore anziché venirgli incontro.

Stammi bene FW, continuerò ad utilizzarti solo ed esclusivamente a casa.

Camionisti e correttezza

Lo sciopero è terminato e io voglio dedicare due righe alla fase post-manifestazione. Non starò qui a giudicare chi ha fatto bene e chi ha fatto male. Una buona analisi del problema con considerazioni personali è già “bella e prontain casa di Giacomo. Volevo giusto buttarvi li l’esperienza di un mio cliente che con i camion “ci vive“.

E’ successa durante l’ultimo giorno di sciopero, quando tutto stava già per scemare…

Due camion freschi vengono fermati davanti la sede centrale di $cliente1. Gli autisti avevano deciso di non partecipare allo sciopero garantendo la consegna dei prodotti, sfortunatamente però alcuni simpatici manifestanti decidono di mettersi davanti l’ingresso bloccandoli. Un responsabile li raggiunge chiedendo spiegazioni: se quegli automezzi avessero tentato di “sfondare la barriera” avrebbero ottenuto un trattamento poco cordiale a colpi di martello e coltello (ad alcuni camion provenienti da Francia e Olanda sono state bucate le gomme, per esempio).

Solo due pattuglie di Carabinieri hanno potuto mettere fine alla pagliacciata scortando i camion all’interno dell’azienda. Gli stessi sono stati fatti sostare nel cortile (recintato e video-sorvegliato) fino alla fine della protesta per evitare ulteriori “equivoci“.

Contemporaneamente lo stesso trattamento è stato riservato ad un camion a Pradamano che ha deciso di non fermarsi davanti ad estremisti un pò troppo montati. I pistoni che permettono di alzare il cassone sono stati spaccati a colpi di mazzetta totalizzando una discreta cifra da sborsare per riparare i danni.

Cosa succede ora?

Succede che i fondamenti di calcolo & matematica regnano sovrani. Se maggiore è la domanda e minore l’offerta, i prezzi lievitano. Neanche il chirurgo di Victoria Beckham riuscirebbe a fare tanto in così poco tempo, provate a farvi un paio di calcoli. Succede anche che la qualità dei prodotti rimasti nei camion durante tutto lo sciopero è davvero bassissima, succede che alcuni gestori -intelligenti e responsabili fortunatamente- di catene di supermercati decidano di buttare via tutto con conseguente perdita economica notevole.

Succede che la prossima volta, i camionisti, fanno prima ad andare con i badili al governo piuttosto che farci rimettere il cittadino medio che arriva a fatica a fine mese e deve pure sopportare il rincaro dei prezzi nel periodo Natalizio (forse il peggiore dell’anno).

Succede che chiudo qui il post, finirei per scatenare inutili flames :)

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