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ThinkingQuella che ti racconto oggi è una storia che si svolge e conclude subito prima del periodo di ferie, quello tipico delle chiusure aziendali estive a Milano, a metà tra uno sfogo e qualche consiglio pratico per chi ha “orecchie per intendere“, senza presunzione alcuna e con il pensiero che un cliente può farsi da questo lato della barricata.

Complice il caldo di questa estate che sta volgendo al termine, il mio fido Smart Ultra 6 ha deciso di cominciare a dare i numeri. Nessuna risposta dal touch dopo pochi minuti di attività, strane temperature raggiunte ma mai sentite prima, sistema completamente instabile, senza neanche la capacità di mantenerlo vivo e attivo utilizzando il launcher di Vodafone, estremamente semplice e leggero, sicuramente più di quanto non sia Nova. Scoprirò solo più tardi che sarebbe bastato un reset alle impostazioni di fabbrica, nel frattempo avevo già deciso di farmi il regalo di compleanno in anticipo e passare a un Android puro, possibilmente tenuto aggiornato in maniera diretta da Google.

Schermo grande, buona durata della batteria, SO il più aggiornato possibile, è per questo che ho ristretto immediatamente la ricerca alla linea Nexus, e ho saltato a piè pari la versione 5X proposta da LG, io volevo il 6P di Huawei.

Gli Stockisti hanno quel terminale, in versione bianca da 64GB, a un prezzo sicuramente interessante. Quando ho effettuato la prima ricerca, era fisso sui 429€, contrariamente a oggi (419).

Stockisti.com: una questione di tempi e Customer Care

Lo dovresti sapere già, se mi leggi da qualche tempo, non sono solito decidere di spendere più di 400€ per il mio terminale personale Android, ma per un 6P avrei tranquillamente fatto eccezione e proceduto con l’acquisto. È ciò che ho fatto, ahimè. Riepilogo brevemente quello che l’azienda garantisce: miglior prezzo (spesso, non sempre, ma va comunque benissimo), spedizione in 24h lavorative (occhio alla penna: con 8 ore lavorative al giorno, vuol dire che si parla di 3 giorni), consegna con corriere BRT entro uno o due giorni al massimo, salvo località disagiate come le isole.

Lo stesso banner sul loro sito web indica il 90% delle consegne effettuate nelle 24 ore lavorative, il 7% in 48 (sempre lavorative). Quel 3%, sempre a dir loro, costituisce una serie di ordini più difficili, che vengono probabilmente gestiti in più giorni, che si perdono, che spariscono, che chissà cosa accade tra il punto A e il punto B, escludendo ciò che può succedere tra Stockisti e BRT. Tutti i dati fanno riferimento (oggi) a Giugno 2016.

Stockisti.com: una questione di tempi e Customer Care 3

Non voglio sentenziare sui tempi di gestione e spedizione. Di Amazon ce n’è uno, tutti gli altri sono nessuno, ce n’è sempre più la conferma quotidiana e l’imbattibilità oggettiva sulle spedizioni rapide da un giorno all’altro per gli iscritti Prime. Poco male, avrei potuto attendere qualche giorno, l’ordine è stato infatti eseguito e pagato (occhio al pagato, è un dettaglio tutto sommato importante) venerdì 29 luglio, subito dopo pausa pranzo (quindi si parla delle 14:00 circa). È da questo orario e da questo giorno che parte la lavorazione delle 24 ore lavorative, conto alla rovescia e ordine “In elaborazione“, come riporta anche l’area riservata del loro sito web, dopo essermi collegato con le mie credenziali:

Nessuna fattura disponibile, ordine in elaborazione. Questo è stato lo scenario che per tutto il tempo ho avuto davanti, fino alla conclusione dell’ordine (con esito negativo, ho fatto rifiutare il pacco dopo più di 10 giorni di attesa).

Primo contatto: 2 agosto. Ho inviato una mail (per ore rimasta senza risposta), quindi un tweet, solo per chiedere informazioni, senza pressione alcuna.

Ricordi venerdì 29/7? Considerando che sabato è un giorno lavorativo e che c’è da aggiungere le ore del venerdì -dalle 14:00 al termine del turno d’ufficio- al monte totale, il 2 agosto segna il raggiungimento (forse superamento) delle 24 ore lavorative, quelle del passaggio del pacco dal venditore a Bartolini.

Secondo e terzo contatto partono il 3 agosto, si fanno spazio tra risposte “a tavolino” e slalom tra possibili nuove scuse:

Si passa dal contattare la mailbox dell’assistenza al finto sollecito per accelerare i tempi, puzzava di sorriso di cortesia e vaffanculo alle spalle lontano un miglio, so come funziona il lavoro dietro una scrivania con tastiera, monitor e mouse. Eppure ho voluto continuare ad insistere, per ottenere qualcosa di più tangibile di un semplice “solleciteremo“, nel frattempo ancora nessuna risposta alla mia mail verso l’assistenza. Ho salvato un piccolo screen che estrae solo una parte delle interazioni con l’account, e mostra la difficoltà di altri utenti nella mia stessa situazione.

Stockisti.com: una questione di tempi e Customer Care 4

Passano altre 24 (non lavorative!) ed ecco che finalmente salta fuori qualcosa di più veritiero, vista soprattutto la mia insistenza (voluta, non certo per alimentare il troll che può essere in ognuno di noi, quanto per capire che fine avesse fatto quel maledetto pacco mai affidato al corriere):

Da qui in poi, la discussione si sposta in posta elettronica, dove finalmente ottengo risposta. Peccato solo fosse quella sbagliata. Si perché nonostante l’apparente disponibilità da parte del gruppo Stockisti a farmi annullare l’ordine (su mia richiesta inviata il 4 agosto, con risposta da parte loro il giorno 5), il tutto si è poi trasformato in colpa del cliente. Andiamo con ordine, questa la mia mail (un ultimatum più che una mail, mi rendo conto):

Buongiorno.
Ci sono novità sull’ordine? Siamo ormai a giovedì, domani è l’ultimo giorno prima della partenza per le ferie, e onestamente credo che i famosi 3 giorni lavorativi che richiedete per “l’elaborazione dell’ordine” siano abbondantemente passati (ricordo che il pagamento è stato effettuato nel primo pomeriggio di venerdì della scorsa settimana), non mi pare normale attendere una spedizione di un telefono una settimana intera

Se non riuscite a spedire entro oggi il telefono (e quindi io a riceverlo domani), vorrei che mi forniste la procedura di annullamento e rimborso.

Grazie.

Seguita da questa risposta (il giorno dopo, nda):

Gentile cliente,
ci scusiamo per il ritardo e per l’eventuale disagio creato.
Desideriamo informarla che evadiamo gli ordini normalmente in un massimo di tre giorni lavorativi dalla ricezione del pagamento ma stiamo subendo un piccolo ritardo nelle spedizioni dovuto all’elevato numero di ordini da evadere.
Contiamo di spedire il suo ordine nel più breve tempo possibile.
Riceverà la tracciatura de suol pacco dal corriere BRT tra le 19:00 e le 21:00 tramite email la sera dell’evasione del suo ordine con la data e l’ora indicativa della sua consegna e vedrà lo stato del suo ordine passare da Elaborazione a Completo.
Bartolini consegna in uno o due giorno lavorativi (LUN/VEN) salvo Isole e zone disagiate anche in tre giorni lavorativi.

Ci conferma di voler annullare l’ordine?

Cordiali Saluti
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Elena

Seguita ancora da (dopo mia conferma):

Gentile cliente,

Non possiamo accogliere la sua richiesta di annullamento ordine in quanto evaso.
Qualora non intendesse ricevere il prodotto, la invitiamo a rifiutare il pacco alla consegna. Perfezioneremo il rimborso dell’intera somma corrisposta (esclusi 10.00 € di spese di rientro BRT) al rientro della merce presso i nostri magazzini entro 5/7 gg lavorativi.

È su questa risposta che ho ricostruito ancora una volta il calvario fornendo date, orari, immagini e interazioni (screenshot) catturati da canali social e mail. Non si trattava più dei 10€ che avrebbero voluto scalare dal rimborso, si trattava di pura e semplice trasparenza, onestà e responsabilità nei confronti di un cliente scontento, che in un contratto di compravendita ha rispettato i suoi doveri, senza però ottenere i diritti promessi.

Questa la mia risposta, dopo aver anche interpellato il call center (che non è possibile chiamare da cellulare, altro dettaglio stupido in proporzioni epiche, soprattutto oggi che i telefoni fissi sono sempre meno):

L’ordine è stato evaso dopo la mia richiesta di blocco e rimborso datata ieri (quando da sito risultava ancora in elaborazione, così come durante il mio ultimo controllo di stamattina, intorno alle 11 e come l’ultimo appena fatto, come da screenshot allegato).

Io sto per andare in ferie, chiederò di non accettare alcuna consegna Bartolini e porterò avanti la contestazione / reclamo su PayPal per il rimborso dell’intera cifra pagata, senza ottenere quanto acquistato nei giusti termini di consegna (da voi specificati).

L’errore è vostro, non mio, siete voi a dover riparare, mi sembra il minimo dopo il disagio causato, di certo non chiedendomi soldi senza nulla in cambio, anche fosse per 1 euro.

Confermo inoltre – come da telefonata appena intercorsa con il vostro call center per opportuna verifica- che l’errore è totalmente a vostro carico.

La persona dell’assistenza mi ha confermato che il pacco è stato imballato e affidato a Bartolini nel corso della mattinata, quando la mia richiesta di annullo ordine è datata ieri, sono quindi nel giusto.

Vi prego di provvedere quanto prima al rimborso per intero della somma pagata e di evitare di scalare i 10€ per il recupero merce dal corriere.

Sarà cura della Reception aziendale rimandare al mittente la vostra merce.

Saluti.

Seguita dalla loro:

Gentile cliente,
ci scusiamo per l’inonveniente e per la precedente email.
Il suo ordine per Huawei Nexus 6P 64GB White verrà rimborsato totalmente.
Perfezioneremo il rimborso dell’intera somma corrisposta al rientro della merce presso i nostri magazzini entro 5/7 gg lavorativi

A conferma del tutto, PayPal mi ha inviato una notifica push con la buona novella:

Stockisti.com: una questione di trasparenza e Customer Care

Ehi guarda mamma, c’è il pacco!

La mail da Bartolini alla fine l’ho ricevuta, è arrivata il 9 agosto a un quarto d’ora di distanza dall’una di notte (00:44). Mi avvisava che avevano preso in carico il pacco e che me lo avrebbero consegnato nella mattinata del 10 agosto. Io ero già in ferie, ho lasciato un avviso in Reception pregandoli di rifiutare la spedizione e così è stato. 29 luglio, 10 agosto, trova tu l’errore basandoti sui dati forniti da un gruppo che non è stato capace di mantenere una promessa scritta, vantandosi di statistiche che per quel 3% nascondono evidentemente casi come il mio, se non peggiori e con conclusioni differenti (come ad esempio il doverci rimettere dei soldi).

Ti chiedi ancora perché la generazione più anziana, quella dei nostri genitori (parlo da trentenne), sia così avulsa all’acquisto online? Mio padre, nonostante sappia muoversi egregiamente sul web, non sarebbe stato capace di star dietro al caso, e come lui chissà quanti altri. Se provo a moltiplicare i “10€ di rientro del corriere” per il potenziale numero di casi, mi viene da piangere. La sto ingigantendo, ne sono conscio, ma è comunque un’ipotesi che mi infastidisce alquanto.

Ritenta, sarai più fortunato

Lo farò. Ci sono moltissimi pareri positivi riguardo gli Stockisti. Ho fatto acquistare molti terminali ad amici e parenti, facendoli passare proprio da loro, tutti soddisfatti. Il mio è stato un caso sfortunato, anche se a riaprire oggi l’account Twitter del venditore, ancora vedo alcuni messaggi poco rassicuranti e molto simili a quelli che ho ricevuto anche io ad inizio agosto. Ritenterò, magari però guardandomi bene dal piazzare un ordine a ridosso di ferie estive, natalizie e festività varie.

Il mio consiglio, per i ragazzi degli Stockisti, è quello che credo si possa evincere dall’articolo. Maggiore trasparenza e massima correttezza nei confronti dei clienti. Ricordate che i nostri soldi sono buoni e spesso versati immediatamente, senza battere ciglio, ci aspettiamo che il servizio sia all’altezza e rispettoso dei propri doveri nei confronti della controparte. Chi rompe (in questo chi sbaglia) paga, i cocci sono i suoi, senza chiedere alcun contributo a chi non ha colpa.

Ne ho parlato poco tempo fa, spesso capita di avere a che fare con problemi riguardanti iTunes. Il suo porting Windows è pesante, difficilmente gestibile, incline agli errori più di quanto non lo sia uno smemorato che dimentica ogni cosa, a dirla proprio tutta neanche l’applicazione originale su OS X brilla per robustezza e rapidità, ma è certamente più sopportabile (io tendo in ogni caso a girare alla larga, se posso). Lo scenario è sempre quello che vede un’installazione non andare a buon fine, insormontabile nonostante tu abbia già provato a cancellare tutto, pulire ogni cartella e registro di sistema, reinstallarlo da zero prendendo il pacchetto dal sito di Apple.

iTunes: Apple Mobile Device failed to start 1

Il consiglio giusto è arrivato da un lettore (grazie briviopc), che ha riportato la sua esperienza e suggerito di utilizzare un tool messo a disposizione da CopyTrans, società che già in passato ha sviluppato tool che ho personalmente trovato molto comodi e perfettamente funzionanti. Hanno realizzato un particolare prodotto che permette l’installazione dei soli driver che vengono installati generalmente da iTunes, per permetterne l’utilizzo anche su macchine che iTunes non ce l’hanno (e che non lo vogliono!). Si chiama CopyTrans Drivers Installer e trovi tutti i dettagli all’indirizzo shortn.cf/iOSDriver.

Una volta lanciato, verificherà la tua installazione iTunes mostrandoti a video quali prodotti risultano essere a bordo macchina, anche se l’installazione di iTunes non è andata a buon fine:

iTunes non si installa? Provato con il tool CopyTrans?

Ti basterà fare clic su Uninstall per procedere con una disinstallazione profonda, che include una totale pulizia di quanto lasciato da Apple. Il tool ti proporrà (al termine della pulizia) di procedere con l’installazione dei driver iTunes; salta il passaggio e chiudi direttamente l’applicazione. A quel punto potrai scaricare la versione più recente di iTunes all’indirizzo apple.com/it/itunes/download, quindi procedere con l’installazione che ora –si spera– non dovrebbe più farti alcuno scherzo.

I miei test sono stati effettuati su Windows 7 Sp1, il trucco dovrebbe funzionare anche su sistemi più recenti.

Buon lavoro!

Il correttore ortografico è un componente fondamentale di ogni software di scrittura (sin dalla notte dei tempi), ma anche dei browser, che sempre più sostituiscono programmi che eravamo abituati a utilizzare ogni giorno per lavorare in offline. Blog, forum, aree di discussione più in generale. Un correttore ortografico è in grado di evitare (o almeno ci prova) che voi pubblichiate qualche strafalcione grammaticale ottenendo sicure perculate dall’altrui persona (e perculate è stato ovviamente segnalato dal mio stesso correttore).

Correttore ortografico di Firefox

Anche Firefox ha un suo correttore ortografico, e alcuni dei miei colleghi in Mozilla Italia hanno riportato ogni informazione necessaria nell’articolo di supporto disponibile sul sito ufficiale di Mozilla: support.mozilla.org/it/kb/Il correttore ortografico. L’informazione che a noi interessa riguarda il file del dizionario personale, quello popolato dai termini che non si trovano all’interno della selezione di base del browser, quelli che manualmente abbiamo selezionato e fatto imparare al programma, così da non essere più segnati come errori dalla successiva digitazione.

Quel file è prezioso poiché può essere facilmente copiato e portato sulle postazioni dove siamo soliti utilizzare Firefox, può essere modificato -inoltre- per eliminare una parola che abbiamo erroneamente segnalato come corretta. Il file in questione è il persdict.dat e lo si trova nella cartella del proprio profilo.

Individuare il profilo

Ormai è semplice. Vi basterà andare nel menu di Firefox (Menu Firefox), selezionare l’aiuto (?), Risoluzione dei problemi. A questo punto potrete fare clic sul pulsante “Mostra cartella” in corrispondenza di Cartella del profilo, verrete direttamente catapultati all’interno dei file che lo costituiscono, compreso il dizionario personale.

Modificare il file

Altrettanto semplice. Il file può essere aperto con qualsiasi editor di testo e ovviamente io vi suggerisco Notepad++. Al suo interno troverete una parola per ciascuna riga. Potete aggiungerne manualmente o cancellarne a patto che Firefox venga tenuto chiuso, così che il file non sia bloccato all’atto del salvataggio.

Passaggio tra profili

Non sarebbe neanche necessario dirlo ma lo si fa: copiate il file e sostituitelo a quello presente nei profili degli altri Firefox che siete soliti utilizzare. Così facendo avrete lo stesso dizionario ovunque. Potete pensare di appoggiarvi su Dropbox, creare un batch che svolga questo mestiere al posto vostro con un semplice doppio clic, qualsiasi cosa pur di automatizzare e rendere omogenea l’esperienza di utilizzo del vostro programma di navigazione preferito.

E ora godetevi il fine settimana! :-)

Pillole

Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!

Avevo bisogno di controllare lo stato di una porta del router dall’esterno della mia rete casalinga, ho quindi cercato un tool online che potesse darmi una mano rapidamente. L’ho trovato e lo condivido con voi: yougetsignal.com.

Porte aperte, whois e altri tool di rete

Offre svariate opzioni, tra le quali la possibilità di conoscere il vostro IP (dall’esterno), se una porta specifica è aperta sul router (ciò che mi è servito e motivo per il quale ho pubblicato questa pillola), posizionamento di una connessione su mappa partendo da un IP sorgente, whois di un dominio (ammesso che le informazioni siano pubblicamente accessibili) e altro ancora. È gratuito, rapido, funziona.

Buon proseguimento di serata! :-)

Apple-icon-BugSembra che oltre all’ormai superato bug di Safari nelle versioni 9.3 di iOS, ci sia qualcosa di “storto” anche nel file di installazione dell’ultimo iTunes, quello che introduce la compatibilità con iPhone SE e nuovo iPad Pro, la versione 12.3.3.17 (Current, al momento della stesura dell’articolo). Per la precisione il problema l’ho riscontrato su una macchina a 32 bit, con circa 4 anni di lavoro sulle spalle, e riguarda l’impossibilità di avviare il servizio Mobile Device dell’azienda di Cupertino.

iTunes: Apple Mobile Device failed to start

Le ho provate tutte. Qualsiasi tipo di installazione, da qualsiasi tipo di utente, partendo da pulito, senza più alcun software Apple a bordo macchina, nulla da fare. Cercando in giro ho scoperto di non essere l’unico ad avere problemi. In particolare si parla di pacchetti impossibili da installare su macchine a 64 bit con schede video superate, ma nessuna traccia di quelli che girano ancora con sistemi a 32. Un articolo che ho trovato molto interessante è quello scritto da Ruben Alamina:

Fix iTunes Apple Mobile Device failed to start

Io, in tutta onestà, mi sono limitato a fare una cosa tanto stupida quanto lineare. Ho cercato e tirato fuori dal cappello un articolo del 2014, pubblicato sempre su questi lidi:

iTunes 11.1.4: Apple Mobile Device failed to start, risolvere il problema

Risultato? Un buco nell’acqua. Non mi è rimasta che una sola via da percorrere. L’utente ha bisogno di gestire (e pure raramente) un iPhone 6, cosa che funziona perfettamente anche con la versione subito antecedente alla Current, la 12.3.2.35, rilasciata poco prima della fine dello scorso anno. Fortunatamente Apple rende disponibile i vecchi installer per Windows a 32 e 64 bit in una sola ricca pagina, raggiungibile da tutti all’indirizzo discussions.apple.com/docs/DOC-6562#versions. Che poi è in pratica una scorciatoia per un articolo che avevo già pubblicato in passato e che vi indirizzava verso il download del vecchio software Apple, più in generale:

iTunes: serve una vecchia versione?

E ora non resta che aspettare il prossimo aggiornamento, con la speranza che possa correggere l’anomalia.