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È un problema che ho affrontato qualche tempo fa e che inizialmente mi ha dato un po’ di grattacapi, salvo poi trovare casi molti simili che mi hanno aiutato a risolvere l’anomalia. Il disco di un PC si satura e la colpa è della cartella C:\Windows\Temp, invasa da file senza estensione, dal nome che comincia sempre per cab_. Perché accade? Il problema viene generato da una installazione di alcuni aggiornamenti (da Windows Update) evidentemente non andata a buon fine, non del tutto almeno, nonostante la schermata preposta di Microsoft dica che tutto va bene.

Windows: l'invasione dei CBSPersist e dei cab_ (C:WindowsTemp)

Facendo un po’ più di attenzione, si scopre che in realtà di cartella che occupa spazio ce n’è un’altra. Teoricamente dovresti trovare anomala anche la C:\Windows\Logs\CBS, all’interno della quale dovresti trovare dei file CAB veri, e un file di log dalla dimensione decisamente robusta (CBS.log). L’anomalia parte proprio da qui. Partiamo con le opportune presentazioni (recuperate con una semplice ricerca):

CBS stands for “Component-Based Servicing” and it basically is the way components get installed and uninstalled during updates. It is the reason you see “Stage 1”, “Stage 2”, and “Stage 3” during the Service Pack 1 install (for example). “Stage 2” and “Stage 3” exists for the registry keys and files that are normally locked during regular operation.

Tutto chiaro? Un log in cui ogni aggiornamento di Microsoft va a scrivere e tiene traccia di ogni movimento. Un log destinato –per forza– a crescere, e che per un comportamento assolutamente standard va a ruotare, sospendendo la scrittura, finendo in un CAB che ne riduce (di parecchio) la dimensione, e infine ne prepara uno nuovo in cui tornare a scrivere, per poi ricominciare il giro ancora e ancora.

Se per qualsivoglia motivo questo procedimento non fila liscio, il CBS.log diventa più grande del previsto, ingestibile e –soprattutto– impossibile da mettere in un CAB nei tempi previsti. Il risultato? Cartella Temp di Windows piena di tentativi falliti di comprimere quel log, cartella CBS che si ingigantisce.

Diverse le fonti dove ho trovati informazioni in merito e persone capitate nello stesso vortice, ne ho selezionate tre che mi hanno aiutato:

Riepilogando, tutto questo può accadere in qualsiasi momento e -in base alla capacità del disco e lo spazio libero da poter sfruttare- potresti accorgertene a mesi (o forse anni) di distanza. Io ho scoperto di essere soggetto al problema solo perché un utente ha lamentato poco spazio libero e mi ha fatto scoprire l’anomalia. Le operazioni da affrontare per resettare il procedimento di scrittura e archiviazione del CBS.log è questo:

  • Fermare il servizio Windows Update.
  • Rinominare la cartella della Software Distribution (C:\Windows\SoftwareDistribution).
  • Cancellare ogni file in C:\Windows\Temp (ovviamente ignorando quelli in uso e che faranno comparire il classico errore a video di impossibilità di cancellazione, nda).
  • Riavviare il servizio di Windows Update.
  • Fermare il servizio Trusted Installer.
  • Cancellare ogni file in C:\Windows\Logs\CBS.
  • Riavviare il servizio Trusted Installer.
  • Forzare una ricerca aggiornamenti di Windows Update (direttamente via prompt).

Visto che questa cosa potrebbe capitare ad altri client in futuro, ho pensato di tradurla in codice batch, da dare in pasto anche al Kace di Dell (tanto per fare un esempio). Il tutto intervallando alcuni secondi di pausa prima di poter eseguire l’operazione successiva (dando così modo al client di non saltare alcun passaggio fondamentale):

sc stop wuauserv
ping 127.0.0.1 -n 7 > NUL
cd \Windows\
move SoftwareDistribution SoftwareDistribution_old
del /S C:\Windows\Temp\* /Q
FOR /D %%p IN ("C:\Windows\Temp\*.*") DO rmdir "%%p" /s /q
sc start wuauserv
rd /S /Q C:\Windows\SoftwareDistribution_old
sc stop TrustedInstaller
ping 127.0.0.1 -n 7 > NUL
del /S C:\Windows\Logs\CBS* /Q
sc start TrustedInstaller
ping 127.0.0.1 -n 5 > NUL
wuauclt.exe /detectnow

Così facendo ho risolto il problema e liberato spazio sul disco. Ho fatto queste modifiche al sistema mesi fa e il problema non si è più presentato (a me, ma anche ad altri utenti che nel frattempo ho rilevato nella nostra rete).

Facile (soprattutto se si ha un aiuto nella software distribution) fare un’analisi all’interno della rete aziendale e cercare le macchine che soffrono la stessa anomalia ma che ancora non hanno saturato il disco, basterà cercare nella cartella C:\Windows\Temp una forte presenza di cab_, così da portarsi avanti ed evitare che il problema si presenti agli occhi dell’utente.

Estote parati (cit.).

G

Pillole

Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!

Sulla falsa riga dell’articolo pubblicato lo scorso fine settimana, dedicato al download di immagini da video YouTube, stavolta tocca a Twitter. Sempre più ricco di video e GIF animate (welcome back, primi anni 2000 e siti web in HTML che levati), è fonte da sfruttare nel caso si voglia salvare qualcosa che ci ha particolarmente colpiti. Ho voluto pubblicare questa pillola in seguito a un tweet di Google Chrome, che suggeriva ai suoi utilizzatori di salvare la sessione di lavoro e riprenderla dopo aver spento il PC o semplicemente chiuso il browser, utile da far vedere agli utenti che usano il browser di Google in azienda.

Ecco quindi tornare utile Twitter-Gif-Download, sito web che si occupa gratuitamente del download semplice, senza avere alcuna conoscenza particolare o necessità di utilizzare gli strumenti di analisi contenuti in Chrome o Firefox. Il sito ha URL downloadtwittervideo.com/TwitterGif.php, si incolla il tweet che contiene ciò che ti interessa e si va:

Scaricare GIF e video da Twitter

Consiglio spassionato: difficile che su Twitter si vadano a caricare dei file Mp4 in HD, imposta quindi il formato di default in semplice Mp4, vivrai serenamente e riuscirai a scaricare tutto ciò che ti interessa. Tasto destro sul collegamento → Salva destinazione con nome, non serve null’altro (lo riconosci dalla stringa Please right click on this link ...).

 

Buon fine settimana! :-)

G

Pillole

Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!

È uno strumento che ormai utilizzo da un pezzo, ma non credo di avertelo mai suggerito. Si tratta di un sito web che cattura in una sola mossa uno screenshot di un video YouTube da te scelto.

Di default, lo strumento mette a disposizione l’immagine di copertina scelta da chi il video l’ha caricato, ma suggerisce altre possibilità qualità e tempi di cattura dell’immagine. In seguito all’ultimo aggiornamento del sito web (rilasciato diverso tempo fa) è stato introdotto un player attraverso il quale riprodurre il video, fermarlo nell’esatto momento desiderato e scattare una fotografia da poter eventualmente riutilizzare.

Catturare screenshot dai video YouTube

Lo trovi all’indirizzo youtubescreenshot.com e funziona piuttosto bene. In passato utilizzavo componenti aggiuntivi di Firefox (esistono anche per Chrome, nda) ai quali ho facilmente rinunciato. Inoltre posso evitare di dover mettere a tutto schermo il video e ritagliare il frame che mi interessa con la mia applicazione di cattura predefinita (utilizzo una vecchia versione di WinSnap gratuita, non ho sentito mai il bisogno di cambiare anche se ultimamente mi ha colpito positivamente una versione portable di Lightscreen).

Buon fine settimana! :-)

Facile la risposta per te che sei abituato a vivere di web, giusto? Un feed RSS ed ecco fatto, l’ostacolo è presto superato. E se il feed non fosse disponibile? Di certo ci sarà un piccolo modulo di iscrizione per una newsletter, giusto? No, non c’è neanche quello. Non un utente Twitter che dica ciò che ti interessa, neanche una pagina Facebook. Il vuoto pneumatico.

Ti stai chiedendo di cosa sto blaterando? Forse no, ma poco importa, te lo dico lo stesso: mi interessa rimanere aggiornato riguardo i rilasci di un software che utilizziamo in ufficio, il tutto tenendo d’occhio la pagina web dello sviluppatore.

Monitorare le modifiche di una pagina web

Qualche anno fa avrei utilizzato un’estensione del browser, oggi voglio evitare per non appesantirlo ulteriormente (il browser è quasi il centro di tutto il lavoro, considerando la quantità di applicazioni accessibili via web, sta aperto tutto il giorno e mangia già abbastanza RAM e CPU). Ho scelto quindi di provare un servizio gratuito (entro certi limiti) che mi è stato consigliato, io faccio lo stesso con te. Si tratta di VisualPing.

È tutto maledettamente semplice. Si da in pasto al tool una pagina web, così che lui possa scattarne una fotografia aggiornata al momento della richiesta di monitoraggio, e si attende che lo stesso tool segnali a mezzo posta elettronica una modifica comparsa dopo rispetto alla mia richiesta, il tutto senza perdita di tempo, puoi compilare già in Home Page ciò che serve:

Monitorare le modifiche di una pagina web 1

Dovrai solo confermare la validità dell’indirizzo email segnalato (dove riceverai le notifiche di VisualPing) per evitare di mandare in giro dello spam non richiesto. Le caratteristiche del tool sono abbastanza chiare e semplici da capire:

  • un intervallo di tempo (Check Interval) che va dai 5 minuti al mese (ogni quanto effettuare il check),
  • una “sensibilità” della segnalazione che permette di far partire l’avviso per qualsiasi virgola modificata nella pagina o solo per grandi stravolgimenti (email-trigger),
  • 62 check al mese gratuiti, poi si passa ai piani a pagamento. Questo vuol dire che potrai tenere monitorato un paio di pagine web, ogni giorno, per un mese intero fino al reset del contatore.

VisualPing mette a disposizione un feed RSS per ciascun job creato, così da poter seguire eventuali sviluppi anche tramite il tuo lettore feed preferito. Nella scheda del job, inoltre, potrai facilmente disattivarlo e riattivarlo secondo esigenze, vederne i check nella tabella dello storico, cambiare -se necessario- l’indirizzo email da notificare.

Nelle opzioni avanzate potrai dare un diverso nome al job, programmare l’invio di un report settimanale dei check, modificare lo scheduler per cambiare l’ora (o addirittura i giorni) del controllo (potrebbe non interessarti monitorare la pagina durante il fine settimana, per esempio) o ritoccare l’area da tenere d’occhio (da dove quindi verrà catturato lo screenshot), ottenere notifiche via istant messenger (come Slack, per esempio), e molto altro ancora.

È un tool molto ben sviluppato e davvero potente, a disposizione di chiunque, facile da utilizzare e piegare sufficientemente ai propri scopi.

Dopo aver pubblicato l’articolo che spiegava come utilizzare Irfanview per ridurre le dimensioni di un set di immagini, sono stato contattato da Mike, fondatore di Bits&Coffee e sviluppatore di BatchPhoto. Dovresti aver già capito di cosa si tratta, il nome è abbastanza “parlante“, si tratta di un programma completamente dedicato alla lavorazione delle immagini, con particolare attenzione a una serie di possibili manipolazioni tutte richiamabili in un’unica sessione di lavoro. Puoi poi salvare il profilo delle tue modifiche per evitare di dover re-impostare tutto una seconda volta, quando andrai a riutilizzare il software per lavorare ulteriori batch.

È un articolo di poche righe, anche perché non ne servono poi molte per descrivere BatchPhoto, è tutto racchiuso in poche schermate molto semplici da affrontare, localizzate tutto sommato bene anche in lingua nostrana, in cui caricare le immagini da lavorare, scegliere i filtri da applicare (attenzione, tra i filtri applicabili troverai anche il ridimensionamento delle immagini), in che cartella salvare l’output generato (specificando anche, se lo volete, la possibilità di sovrascrivere le immagini originali), arrivando poi a un quarto e ultimo passaggio per chiudere la fase di configurazione e lanciare l’operazione finale di lavorazione vera e propria.

Facile individuare pro e contro dopo qualche utilizzo del software. Si parla di un programma a pagamento (si può provare gratuitamente, esistono poi codici di attivazione Home ed Enteprise), che permette di lavorare batch di immagini, che in una logica di funzionamento standard si è portati a pensare come pesanti, grandi, di difficile digestione già su disco fisso, figurarsi sul web, altrimenti non ci sarebbe quasi la necessità di ritoccare alcunché, se non fosse per qualcosa di piccolo, un miglioramento, un logo da applicare.

Pensa al tuo quotidiano: sei abituato a dover affrontare ogni tipo di sorgente, dallo storico e ormai abbandonato BMP al più comune PNG, passando anche dal TIFF e dal più classico JPG, se necessario. È forse questo il tallone d’Achille di BatchPhoto, causato soprattutto dal fatto che il programma tenta di caricare le anteprime delle immagini originali, rendendo molto difficile la sua sopravvivenza, come catturato in quest’immagine di seguito:

BatchPhoto: una possibile alternativa a IrfanView? 6

20 cartelle, 275 file, 830 MB su disco, alcuni di quei 275 file erano particolarmente grandi, lo ammetto, ho volutamente utilizzato un batch di immagini associate a un comunicato stampa, uno di quelli che arrivano alla casella di redazione di Fuorigio.co. Ho riprodotto più volte il problema, anche su una diversa postazione (si parla di i5 di ultima generazione con 8 GB di RAM e disco SSD, non esattamente macchine da buttare via, ecco) usando le stesse sorgenti. Un problema simile può sempre accadere, è perdonabile, ma l’ho risolto proprio con Irfanview che delle anteprime un po’ se ne frega, e carica la lista delle immagini da lavorare in un elenco testuale che non ti permetterebbe di capire a cosa stai mettendo mano neanche pregando. Poco male, l’importante è il risultato.

Perché allora scegliere BatchPhoto? Perché con una licenza del software si può chiedere aiuto, segnalare problemi al supporto, e nel frattempo approfittare della moltitudine di configurazioni possibili del programma, che nasce apposta per fare questo nella sua vita. IrfanView è un visualizzatore di immagini che nel tempo libero permette anche di ritoccarle, magari senza tutta la vastità di filtri o di configurazioni avanzate, ma portando a termine il lavoro in maniera spartana, efficacemente, per chi può accontentarsi.

Good job Mike, credo però che resterò a bordo del programma gratuito, solo perché al momento faccio parte della schiera di quelli che si accontentano, tengo comunque cara la licenza che mi hai voluto regalare, il tuo programma potrebbe tornarmi utile in futuro :-)

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi i miei pensieri. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: come detto nell'articolo, il codice per sbloccare la versione "Enterprise" mi è stato fornito dallo sviluppatore del software.