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Di quel sabato al My Special Car

L’articolo è disponibile anche su Wired all’indirizzo gadget.wired.it/foto/2011/04/26/my-special-car.html, fateci un salto! :-)

Ormai è un appuntamento fisso, ogni anno tra la fine di marzo e i primi giorni di aprile prende vita il più conosciuto ritrovo dedicato a tutti gli appassionati di tuning in Italia: il My Special Car di Rimini. Grazie all’ampio spazio messo a disposizione dalla fiera di Rimini, i padiglioni sono in grado di tenere sotto lo stesso tetto migliaia di macchine personalizzate (chi più, chi meno) o più semplicemente “nate diverse da tutte le altre“, rarità che pochi possono permettersi o vetture importate direttamente dall’America, magari mai approdate nel vecchio continente. A questo vanno aggiunti gli spettacoli nell’arena esterna, l’intrattenimento del solito Pepe Nero di Riccione e la musica di m2o, anche quest’ultimo diventato ormai partner fisso dell’evento.

Quale migliore occasione per fare “qualche” scatto fotografico? :-)

MSC11: My Special Car 2011

MSC11: My Special Car 2011 MSC11: My Special Car 2011

Appassionati, aziende, semplici curiosi e ragazzini con alle spalle una marea di ore passate a vedere e rivedere gli episodi di Fast & Furious (che ha dato il via nel 2001 alla moda dell’elaborazione automobilistica accessibile per chiunque), al My Special Car prende parte chiunque, ogni anno con numeri rispettabili, nonostante le voci di qualche tempo fa che lo davano ormai in declino.

MSC11: My Special Car 2011

MSC11: My Special Car 2011 MSC11: My Special Car 2011

Certo bisogna ammettere che rispetto all’edizione del 2004 (la prima alla quale ho partecipato, la ricordo come se fosse ieri) tante cose sono cambiate, c’era meno spazio dedicato all’audio (ora abbondante e abusato, il mal di testa è assicurato se rimanete più di 10 minuti nello stesso padiglione) e agli spettacoli che pubblicizzano un night club fin troppo conosciuto. C’erano più espositori, più aziende, più voglia di avvicinarsi al cliente finale e proporgli valide idee per personalizzare il proprio mezzo, un po’ più simile a quello che è il Motor Show degli ultimi anni (escludendo quello del 2009, facente parte dell’albo nero dell’esposizione bolognese).

MSC11: My Special Car 2011

MSC11: My Special Car 2011 MSC11: My Special Car 2011

Nonostante questo la voglia di farsi vedere e riconoscere c’è ancora, in barba alle leggi mancanti richieste a gran voce ad un governo che continua a tentennare molto sulla questione.

Per dare una occhiata alla galleria completa, fate un salto su Flickr!

flickr.com/gioxxswall/sets/72157626297205215

Digitale Terrestre: cosa c’è da sapere (for dummies)

Mi è stato chiesto di scrivere un articolo estremamente generico sull’argomento Digitale Terrestre, con annessi vantaggi & svantaggi. Dato che l’articolo non andrà in pubblicazione per scelta editoriale, decido di rilasciarlo qui nel blog con la speranza che possa tornare utile a qualcuno, magari al ragazzo di turno che non riesce a spiegare al proprio anziano parente di cosa si tratta, ammesso che quest’ultimo abbia voglia di stare ad ascoltarvi o leggere quanto riportato qui di seguito. In ogni caso, buona lettura! Se ci sono giudizi / critiche / correzioni da fare, non esitate a segnalarlo in area commenti!

Ancora oggi, a distanza di 7 anni dalla legge Gasparri per il riordino del sistema televisivo italiano, si parla di Digitale Terrestre come sistema ostico per la maggior parte delle famiglie della nostra nazione. A causa dei rinvii da parte del governo (2006, 2008, 2012) ancora oggi non tutte le regioni sono state migrate completamente al nuovo sistema, con tutti i problemi che ne conseguono. In questo articolo cercheremo di affrontare l’argomento nel modo più generico possibile, evitando di scendere troppo spesso in tecnicismi ma avendo cura di inserire dettagli e riferimenti nel caso in cui si riscontrino difficoltà durante l’installazione e l’utilizzo del proprio decoder.

Cosa c’è da sapere

Lo scopo del Digitale Terrestre è fornire un segnale televisivo che permetta una diffusione più capillare dei contenuti suddivisa in un maggior numero di canali a disposizione dello spettatore, grazie ad una maggiore compressione dei dati. Volendo provare a fare un esempio, laddove era possibile occupare una specifica banda di frequenza e trasmettere un solo canale televisivo, oggi si arriva a trasmetterne 5 contemporaneamente, attraverso specifiche tecniche di codifica di canale.

Tra i vantaggi tangibili di questo nuovo sistema è possibile trovare quindi una qualità audio e video notevolmente più alta (con possibilità anche di trasmissioni in alta definizione e/o 3D), un bouquet di canali decisamente più ampio con possibilità di essere focalizzato sulla posizione dell’apparecchio rispetto al territorio, l’interazione con i programmi trasmessi dall’emittente e -ultimo ma non per importanza- un minore inquinamento elettromagnetico dovuto alla minore potenza di trasmissione del segnale sorgente.

Di contro si riscontra una maggiore sensibilità alle interferenze di segnale (con l’analogico, seppur disturbato, si poteva in qualche modo distinguere a video i contenuti e provare a sentire l’audio) che oltre una certa soglia non permetterà una corretta decodifica e -di conseguenza- potrebbe non visualizzare nulla a video.

La copertura

Chi intende sfruttare la ricezione del Digitale Terrestre deve sapere che non sarà necessario cambiare la propria antenna e che non necessiterà di una parabola contrariamente a quanto accade se si sceglie di utilizzare i servizi di SKY. Il segnale può essere ricevuto dalla normale antenna, sarà poi cura del decoder interpretarlo e trasformarlo in ciò che vedrete. E’ chiaro che andrebbe escluso dal discorso un impianto particolarmente datato che potrebbe avere problemi di ricezione e che necessiterebbe di opere di revisione / ammodernamento da parte di un tecnico specializzato.

L’intera nazione è attualmente coperta da un segnale DTT con una quantità di canali e qualità di trasmissione che varia da regione a regione. Lo switch-off ultimo imposto dall’Unione Europea è fissato per il 2012, anno entro e non oltre il quale tutti dovranno appoggiarsi solo ed esclusivamente al segnale digitale.

Per soccorrere il cittadino posso suggerire il sito web dgtvi.it, per la precisione la pagina “Copertura“, dove sarà possibile selezionare la propria regione per sapere se è disponibile il segnale digitale e quando è previsto lo switch-off della propria zona. Anche la RAI mette a disposizione un sito web che raccoglie domande e risposte riguardo l’argomento e che può tornare utile per tenere sott’occhio la copertura e lo switch-off dei canali radiotelevisivi di stato: raiway.rai.it.

Domande & Risposte

In questa fase di transizione possono tornare molto utili tutti coloro che in qualche modo sanno mettere mano agli apparecchi televisivi, consigliato soprattutto per tutti quelli che non si sentono in grado di collegare e configurare in autonomia un decoder (nel caso in cui il televisore non sia di nuova generazione, quindi sprovvisto di ricevitore integrato), non abbiate paura di chiedere una mano. Sono a vostra disposizione i rivenditori, i siti web specializzati (e non), i parenti. La stessa RAI ha dedicato un numero verde per l’assistenza al passaggio: 800 111 555. Per chi è avvezzo al telefono esiste anche la possibilità di inoltrare le proprie domande all’indirizzo di posta elettronica Raiway@rai.it.

Per tutti coloro che hanno in programma l’acquisto di un decoder, potrebbe tornare molto utile una pagina che raccoglie la lista di tutti i dispositivi soggetti a contributo economico da parte dello Stato, disponibile all’indirizzo: decoder.comunicazioni.it/decoder/decoder.jsp.

All’interno dello stesso sito web è disponibile (e aggiornato raramente) un documento PDF che spiega come avviare la sintonizzazione dei canali del Digitale Terrestre sul proprio decoder. La lista è nutrita e non dovreste avere particolari difficoltà nel reperire anche il vostro (o quello che vorrete andare ad acquistare), anche se la procedura di sintonizzazione automatica è generalmente molto semplice e rimane pressoché identica su ogni dispositivo: decoder.comunicazioni.it/ProcedureSintonia.pdf.

In conclusione

L’argomento Digitale Terrestre è decisamente più complesso ma la descrizione sommaria termina qui, dopo aver abbracciato gli aspetti fondamentali. Chi vuole approfondire i diversi argomenti riguardo tecnologia, novità introdotte e possibili problemi, potrà fare riferimento ai diversi siti web costantemente aggiornati quali dgtvi.it, digitaleterrestre.it, digitaleterrestre.rai.it e tanti altri ancora, basta una semplice ricerca su Google :-)

Xbox 360 – Tron: Evolution

Pubblicato in anteprima su Wired due giorni fa, dedico spazio a Tron: Evolution anche sulle mie pagine, provato per voi su Xbox 360, un sunto di questa recensione sarà pubblicato anche su XboxWay tra una manciata di giorni, giusto il tempo che la redazione torni operativa, ammesso che le feste non riducano Sergio al tappeto :mrgreen:

Buona lettura!

L’uscita di un nuovo film con annesso la massiccia produzione e pubblicizzazione del merchandising a tema è una cosa scontata, ormai da sempre. Se però nell’oggettistica compare anche un videogioco che ricalca la trama e le scene che potremo goderci comodamente accomodati in poltrona al cinema, non sempre l’impresa riesce.

Non è cosa semplice da spiegare, ancora meno da realizzare. Si chiamano “tie-in” e sono -appunto- i prodotti commerciali che nascono come opere secondarie e sono per antonomasia limitati, poco ricchi in fatto di dettagli e costringono il giocatore a seguire l’esatta trama della pellicola. Tron: Evolution nasce dalla nuova realizzazione DisneyTron Legacy” -nei cinema dal prossimo 29 dicembre- e sfortunatamente non fa eccezione.

Come quelli della mia generazione sapranno, il primo “Tron” è nato nel 1982 ed è uno dei film considerati “di culto” per le idee, tecnologie ed effetti speciali utilizzati all’epoca, qualcosa di assolutamente fuori dal normale, straordinario e inarrivabile per qualsivoglia altra produzione del tempo (si parla di primi tentativi riusciti di computer-grafica). Sono passati 28 anni da allora e la nuova tecnologia 3D ha permesso la realizzazione di Tron Legacy, che riproporrà quel mondo virtuale che Kevin Flynn aveva contribuito a realizzare e popolare, collocando il titolo videoludico a metà tra le due pellicole.

In Tron: Evolution assumeremo quindi le sembianze di “Anon” (Anonymous), software di controllo realizzato da Kevin per investigare sulla cospirazione all’interno di Tron.

Sistema di controllo e nemici

Forse la più grande pecca del gioco. Senza perdere troppo tempo descrivendo le ambientazioni tutto sommato ben riprodotte nonostante la poca cura del dettaglio rispetto a titoli che riproducono panorami simili (mai visto Halo durante una partita online multiplayer?), controllare Anon potrebbe non essere subito facile o potrebbe portarvi talvolta (nonostante l’esperienza maturata dopo una manciata di ore di gioco) a trattare poco bene controller, console e DVD del gioco. Salti sbagliati, scatti mai cominciati, attacchi assolutamente banali verso i nemici, un solo pulsante premuto ripetutamente per qualche minuto (senza neanche cercare la combo particolarmente complessa o spettacolare) vi permettono di raggiungere lo scopo prefisso per guadagnare il prossimo checkpoint.

La cosa più fastidiosa con la quale potreste essere costretti a far l’abitudine è l’irritante sequenza audio-video di recupero backup Anon dopo una mossa sbagliata o un’energia portata a zero tra tentativi di sopravvivenza ai nemici e salti acrobatici tra un muro e l’altro in stile Matrix. Da non sottovalutare (anch’esso soggetto a ripetute bestemmie da parte del giocatore) è il sistema di inquadramento del giocatore, le telecamere decidono in completa autonomia -talvolta, fortunatamente- di puntare ciò che avete davanti nel peggior modo possibile, giusto per complicarvi la vita e obbligarvi al repentino aggiustamento tramite il secondo joystick del vostro controller X360.

Queste poche righe permettono di capire quello che vi offre il sistema di controllo di Tron: Evolution, non c’è appello alcuno.

Riempire il vuoto

Ciò che dovrebbe concedere del valore aggiunto al titolo è proprio l’esser la via di mezzo tra il primo ed il secondo capitolo cinematografico, permettendo al giocatore spettatore di colmare quelle lacune che potrebbero sorgere andando a vedere Tron: Legacy. Le sequenze video sono marchiate Bink e sono fruibili ad inizio gioco e -chiaramente- tra un checkin e l’altro nel caso in cui ci sia qualche “evento particolare” o si arrivi al completamento del capitolo che porta inesorabilmente al combattimento con un nemico sempre più “potente e preparato” a sfidare Anon.

Mi sembra di essere tornato alla ripetitività e alla strana sensazione di già visto, già giocato, noioso. La stessa sensazione che ho avuto quando giocavo il primo episodio di Assassin’s Creed, almeno quello si faceva perdonare di gran lunga per ambientazioni, possibilità di esplorare (seppur ancora limitata) e novità.

A completare il quadretto c’è la possibilità di andare online per giocare in multiplayer. Le modalità sono le classiche DM (anche a squadre) o CTF, sono le uniche due che ho voluto provare per verificare la qualità del titolo e l’eventuale ritardo nei comandi. Daranno un po’ più di longevità al titolo in “carriera singola” con la speranza che non stanchi talmente presto da cominciare a trovare dei server sempre più vuoti dove organizzare sfide.

In conclusione

Certo ci si aspetterebbe di più da chi sfrutta un titolo tanto atteso ed una casa di produzione tutto sommato robusta, un motore Unreal alla base della grafica, la speranza che ciascun giocatore nutre nei confronti dei tie-in che spesso però deludono… eppure eccoci qui. In attesa di vedere la pellicola in 3D che probabilmente riserverà maggiori sorprese e soddisfazioni, archivio il gioco e ringrazio la Disney e la Propaganda Games per “averci provato“.

Una rivisitazione del mio articolo è stata pubblicata anche su XboxWay.com. Ai più curiosi segnalo il collegamento diretto alla recensione, disponibile dal 16 gennaio 2011: xboxway.com/recensioni/archive/2011/01/16/recensione_tron_evolution_xbox_360.aspx

Xbox 360 tra abbonamenti Gold e giochi: il risparmio è possibile!

A due giorni di distanza dall’articolo scritto e comparso in origine su Wired.it (gadget.wired.it/news/videogiochi/acquistare-videogiochi-all-estero.html) vi ripropongo una riflessione a metà tra idea personale e provocazione riguardo il mercato videoludico estero messo al confronto con quello italiano fatto di tasse e corse ai rialzi, forse una manna dal cielo per i rivenditori, sicuramente meno per il cliente finale …

Chi possiede una console in casa (o in ufficio, data la sempre maggiore presenza in sala / angolo relax) probabilmente conoscerà già l’argomento, ma è bene provare a diffonderlo maggiormente per poter capire come risparmiare qualche soldino quando si tratta di metter mano al portafogli, tipicamente in concomitanza con l’uscita di un nuovo gioco o del rinnovo del proprio abbonamento al network di gioco di appartenenza (PSN, XBox Live).

GameStop, BlockBuster e i più piccoli rivenditori italiani hanno tariffe di vendita al pubblico sempre più improponibili. Acquistare un gioco vuol dire investire circa 60 euro (più o meno) per poi -magari- trovarsi di fronte a 5 ore di intrattenimento single-player o poco più. Federico ha analizzato già l’argomento durata e difficoltà oggigiorno, nettamente modificatosi rispetto agli standard di qualche tempo fa. Condivido quasi del tutto le sue motivazioni ma se provo a pensarla da cliente e rapportare il costo del titolo a ciò che offre, i conti non tornano.

Per questo motivo, chi ha possibilità di farlo e chi lo ha già fatto in passato, oggi acquista i propri giochi all’estero, tipicamente in Inghilterra, dove il costo finale del prodotto è sensibilmente inferiore.

Fatti alla mano signori: ho ordinato personalmente Assassin’s Creed: Brotherhood il 16 giugno 2010 (non appena è stata data la possibilità del pre-ordine) per un costo totale di £39.94 che -al cambio di oggi- equivalgono a € 47, comprensivi di costi di spedizione pari a una sterlina. Lo stesso titolo, uscito sui nostri scaffali lo scorso 18 novembre, costa € 69,90, prendendo come esempio lo store di Multiplayer.com. Matematica permettendo, mi sembra che il risparmio ci sia e che questa raggiunga la modica cifra di 22 euro circa.

La teoria mi piace, ma la pratica?

La pratica è presto fatta. Esistono diversi store inglesi che vendono giochi e accessori tramite comode interfacce web che permettono di gestire il proprio carrello dall’inizio alla fine dello shopping. La consegna viene generalmente evasa in pochi giorni lavorativi, un pacchetto dall’Inghilterra impiega un massimo di 10 giorni per arrivare comodamente a casa.

Alcuni esempi molto conosciuti sono: Zavvi.com, Play.com, BlahDVD.com. Tre siti web che permettono di accedere ad una serie di offerte “al ribasso” ogni qual volta esce sul mercato un nuovo titolo. La fatica più grande che l’utente è costretto a portare a termine è quella di verificare chi fornisce il miglior prezzo e mettere ciò che desidera nel carrello, quindi pagare e attendere la consegna.

Può tornarvi utile -e per questo lo segnalo- un convertitore di valute come quello proposto gratuitamente da Yahoo: it.finance.yahoo.com/valute/convertitore.

Tutta questione di lingua

La maggiore preoccupazione per chi acquista all’estero è chiaramente la lingua dei testi e del parlato contenuta nel gioco. Lecito, ma non bloccante. C’è chi apprezza poter mettere le mani su un gioco in lingua originale, chi proprio non riesce a fare a meno della localizzazione. In ogni caso -e per ogni esigenza- si può sperare e ci si può informare preventivamente riguardo la lingua contenuta nel titolo che si andrà ad acquistare.

Diversi forum di settore dedicano interi thread sulle versioni internazionali dei giochi, discutendo -appunto- di lingue contenute nelle versioni disponibili in giro per il globo, stando sempre attenti a evitare le versioni NTSC dedicate solo ed esclusivamente al mercato americano (l’Europa tutta, Italia compresa, usa la codifica PAL). Da poco tempo è stato inoltre aperto un sito web totalmente dedicato allo shop d’oltremare con consigli, prezzi più bassi e lingua contenuta: GamePal.it. A voler prendere spunto ancora una volta da “ACB” (Assassin’s Creed: Brotherhood, ndr), questa è la conferma di lingua italiana contenuta nel disco del gioco per Xbox 360: gamepal.it/archives/2128 (qui la conferma per PS3), una certezza in più per chi intende acquistare fuori porta risparmiando i 20 euro dei quali vi ho parlato ad inizio articolo.

E per giocare online?

Possessori di Xbox Live Silver unitevi, l’abbonamento Gold a prezzo ridotto aspetta solo voi! Microsoft rende disponibili abbonamenti alla piattaforma con tagli da 3 e 12 mesi, a prezzi che variano dai 30 ai 60 euro (date una occhiata a questa lista generata da Twenga). Esistono diversi siti web (o lo stesso eBay attraverso le sue aste) che permettono di ottenere card di abbonamento in modo facile e veloce. Basta selezionare il taglio mesi scelto, pagare tramite un ormai comune account PayPal (vita facile anche per i possessori di carta PostePay quindi) e attendere la scansione della propria card via posta elettronica, il tutto entro pochi minuti, massimo un’ora.

Fino ad ora ho avuto una buona esperienza con 360XboxLiveCode che però risulta da tempo in “Sold Out” su tutta la linea. Nella stanza Xbox 360 Gamers su Friendfeed ho dato personalmente origine ad una discussione con l’intento di raccogliere riferimenti e siti web affidabili per l’acquisto di codici XBox Live Gold 12 mesi (e non solo) a prezzi più bassi. Anche in questo caso si parla di un risparmio che può variare dai 10 ai 20 euro per abbonamento da 12 mesi (diversa è la proporzione per minori mesi o per l’acquisto di Microsoft Points), il che -se sommato ai precedenti 20 risparmiati per titolo a prezzi italiani attuali- costituisce una buona alternativa al mercato ordinario facendo pendere l’ago della bilancia verso “l’e-shopping” che può portare diverse soddisfazioni.

In ogni caso è d’obbligo ricordare di informarsi bene prima di fare acquisti e spendere i propri soldi. Fare errori è semplice e può capitare a chiunque, bisogna solo perdere qualche minuto in più prima di dare in giro i propri dati. Occhio sempre alla vostra carta di credito, se potete utilizzate sempre carte prepagate (PostePay andrà benissimo).

Divertitevi, le alternative ci sono, possono essere sfruttate da chiunque, basta volerlo! :-)

AppStore/ AllertaSoglie TRE

Torna l’appuntamento decisamente sporadico e non prevedibile con AppStore/ e l’analisi di oggi è dedicata ad una utilità per tutti i clienti 3 Italia, davvero tanti stando a quanto si sente dire in giro o si legge tra social network vari e siti web / blog personali :-)

Protagonista dell’articolo è AllertaSoglie TRE, realizzato da iPhoneSmartApps.org e disponibile in AppStore all’accessibile prezzo di 0,79€, la stessa società che personalmente ringrazio per aver messo a disposizione un codice per il test dell’applicazione. Trovate questa recensione anche su Wired.it, sempre pubblicata dal sottoscritto! ;)

AllertaSoglie TRE - Home Page del sito web

L’applicazione in breve

Tra i prerequisiti dell’applicazione c’è ovviamente l’essere clienti H3G Italia e far parte della schiera di clienti che sfruttano le offerte:

  • Power800, Power1600, Power3000;
  • Zero6, Zero7, Zero8;
  • TOP400, TOP800, TOP1600, TOP3000;

Per i quali la stessa Tre riserva un’area clienti utile per tenere sotto costante controllo le proprie soglie, così che si possa evitare di sforare e pagare di più trovando la poca gradita sorpresa nella bolletta bimestrale che i clienti ricevono.

Il funzionamento dell’applicazione è estremamente semplice e permette inoltre (per chi lo volesse) di “sostituire” le app telefono e SMS native dell’iPhone poiché integra al suo interno la rubrica completa di foto dei propri contatti, la possibilità di inviare SMS e controllare il registro delle telefonate recenti.

Attraverso la tab Recenti dell’applicazione sarà possibile visualizzare anche i minuti di telefonate verso operatore 3 e verso gli altri operatori (cumulativo TIM, Vodafone, Wind, ecc.). Una ulteriore comodità è offerta dalla possibilità di utilizzare l’applicazione anche senza connettività grazie al salvataggio dei dati in locale, sarà infatti suo compito tenere traccia dell’ultimo aggiornamento mostrato a video e aggiornarlo poi appena possibile (una volta connessa ad internet tramite rete 3G o WiFi).

Maggiori informazioni sull’applicazione sono disponibili nella pagina ufficiale all’indirizzo:

iphonesmartapps.org/products/AllertaSoglie

Vinci AllertaSoglie TRE!

In collaborazione con iPhoneSmartApps.org sto organizzando il concorso che presto permetterà a voi utenti di vincere ben 5 licenze per poter scaricare gratuitamente AllertaSoglie TRE. Come al solito vi invito a seguire il mio account Twitter (twitter.com/gioxx) tramite il quale pubblicherò i codici redeem da utilizzare, chi primo arriva meglio alloggia!

I codici potranno essere utilizzati solo tramite un account iTunes USA. Per poterne registrare uno gratuitamente date una occhiata a questa guida:

gioxx.org/2009/09/22/itunes-creare-un-account-usa-gratuito-senza-carta-di-credito

In bocca al lupo.

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