Prontuario di idiozia convulsiva

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In due giorni, due disgrazie. La prima fa la sua comparsa 3 giorni fa, il 26 giugno scorso. La seconda esce allo scoperto solo ieri. I protagonisti sono due, entrambi possessori di blog, entrambi muniti di menti diaboliche con la capacità di sfornare post in grado di generare una discreta polemica fatta di commenti davvero buoni (spunti di ragionamento e discussioni future), altri completamente fuori luogo messi li per occupare spazio sul database. Analizziamoli!

26.06.07 – Storie di vita e di Nokia

Domiziana Giordano, cadavere di sesso femminile (guardando la foto nel blog) spacciato per attrice romana con un curriculum da fare invidia alle raccolte di film a 9 euro e 90 del Carrefour, possiede un blog su Nova 100. Nel suo diario raccoglie storie di vita vissuta ed esperienze quotidiane tra le quali troviamo una vera chicca realizzata proprio martedì scorso. Si parla di una “panchetta” (che cazzo è?) scomoda e dei suoi dolori di ossa… davvero notevole ed imperdibile. In mezzo al suo stato di salute viene infilato un parere poco felice riguardante il suo nuovo fiammante Nokia appena acquistato che, per voleri divini, non riesce a fare tutto quello che le serve.

Chi ci va di mezzo? Roberto Dadda, blogger milanese conosciuto dal vivo e parecchio apprezzato dal sottoscritto, classe 1951, accusato (sempre dalla Giordano) di essere un “venduto” che difende a spada tratta la nota casa finlandese (Nokia). Complimenti per la confidenza presa nei suoi confronti. Dimmi Domiziana, siete andati a letto insieme?

Un consiglio a chi mi sta leggendo: godetevi i commenti inseriti subito dopo il post, sono davvero formidabili (sarebbe meglio se fossero scritti in italiano corretto, ma non si può chiedere tutto alla vita).

Primo premio a: “che io mi sono programmata interamente il mio sito e che sono presente in vari musei del mondo grazie alle mie capacità di mettere insieme tecnologia e arte.

28.06.07 – I blog italiani hanno fallito?

Un post davvero interessante che ha generato un ottimo dibattito tra blogger conosciuti e non. Sostanzialmente Stefano non scrive nulla di male e vuole solo generare quella polemica lecita per far si che tutti possano ragionare sullo stato attuale della blogosfera italiana, degli eventi, dell’influenza sui lettori.

Sorvolo sui vari commenti inseriti e le impressioni di chi ha partecipato, ma non posso fare a meno di analizzare quanto scritto da “Boh / Orientalia4All” (che mi sarebbe piaciuto conoscere a FemCamp, vabè):

E sai perché? perché troppi stanno attenti solo al ritorno pratico, usano questo potente medium per mettersi in mostra, diventare “ricco e famoso”, accattarsi un buon lavoro, e crearsi quella rete di consensi a ogni costo che davvero è tipica nostra. Interlink, refernzialità incrociate, sono sempre i soliti a bloggare, parlare, scrivere sui giornali, presenziare, andare ai cocktail, farsi intervistare, farsi riprendere da robin o altri, dire la propria (su che? su quasi niente).

brrrr… Brividi! Ho lasciato gli errori ortografici invariati, non è quella la cosa importante. Analizzo, basandomi sulle mie esperienze, in sequenza le parti evidenziate in rosso…

  • Ritorno pratico: fino ad ora non mi è “tornato nulla” da questo blog, forse prima o poi qualcuno/a mi regalerà un ceffone per quanto sono schietto e sincero anche nelle imprecazioni e nelle offese gratuite/giustificate verso terzi.
  • Ricco e famoso: sarò sfigato, ma fino ad ora non ho conosciuto nessuno in grado di dimostrare che “campa di rendita” con il proprio blog. A parole sono buoni tutti, a fatti un pò meno. Con lo stipendio medio di un lavoratore italiano si riesce grosso modo a “sopravvivere“.
  • Buon lavoro: faccio un lavoro infame per minimo 8 ore al giorno, molto spesso le supero e nessuno me le paga. C’è chi sta ancora peggio di me. Siamo proprio sicuri che il blog serva a darti posizioni dirigenziali?
  • Soliti a bloggare: il blog non è un applicativo esclusivo. Ci sono decine di piattaforme free / open-source installate su server di provider che offrono spazio e dominio di terzo livello gratuitamente. Mettere in piedi un proprio diario personale richiede 10 minuti della propria vita. Curarlo, aggiornarlo e scrivere è un optional, dipende dalle intenzioni di colui che sta seduto in regia.

Inutile specificare che sull’auto-referenzialità e sul brutto vizio di crearsi delle cerchie di conoscenze sono d’accordo. Questo bisogna riconoscerlo.

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