Tutta colpa del blog

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Qualche giorno fa leggevo il post di Alessio sul licenziamento di Jessica Zenner, ex-dipendente di Nintendo a causa del suo blog.

L’argomento della discordia sembra essere stato “una critica contro un collega” chiaramente avanzata in uno dei tanti post che compongono il suo diario virtuale, motivo per il quale uno dei responsabili Nintendo ha gentilmente accompagnato Jessica alla porta dandole il ben servito.

La giustificazione utilizzata dall’azienda è tanto semplice quanto stupida: “non vietiamo ai dipendenti di aprirsi un blog ma non li incitiamo a scrivere di certo“. A questo punto sorge spontanea la domanda: “Fino a che punto è colpa di Jessica e di Nintendo?“.

Io lavoro in un’azienda di una cinquantina di persone in tutto e seguo quotidianamente clienti con parecchi dipendenti. Non è quindi raro assistere a situazioni alquanto ridicole, simpatiche, tristi, raccapriccianti, ecc.ecc.ecc. Mi trovo nel bel mezzo di una miniera di assurde parole e comportamenti e –ogni tanto– ne scrivo sul blog senza risparmiare critiche e prese per i fondelli (per non dire altro).

Cosa succede se un domani un utente si accorge di essere il protagonista di un mio post? So per certo che alcuni responsabili informatici di tali clienti (quindi colleghi) conoscono quest’opera (si proprio tu Luca, e così come te svariati altri) e talvolta è anche successo che loro stessi facessero parte “del film” in qualità di “comparse“. Impossibile poi nascondersi, la mia faccia “da schiaffi” è costantemente esposta sulla barra laterale di questo blog e su Flickr lanciando una semplicissima ricerca sul nickname.

E’ quindi questo un valido motivo per evitare di parlare della mia vita in un minuscolo angolo dell’immenso web? Passo 8 ore (come minimo) della mia vita a stretto contatto con poltrona, portatile aziendale e clienti… senza contare straordinari, trasferte e quanto altro ancora. Se per tanti il blog è solo una buona piattaforma di divulgazione contenuti non personali, per me è un diario aggiornato della mia vita fatta di esperienze, relazioni sociali e passioni.

Censura a favore del proprio lavoro e della propria posizione o licenziamento a favore della propria libertà di espressione e parola? Voi cosa pensate?

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Attenzione

Tutta colpa del blog 1Questo post è stato scritto più di 5 mesi fa, potrebbe non essere aggiornato. Per qualsiasi dubbio ti invito a lasciare un commento per chiedere ulteriori informazioni! :-)

Gioxx's Wall

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