Cinema: Sherlock Holmes

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Mi permetto di cominciare questa modesta recensione con un complimento diretto a Guy Ritchie, regista del film “Sherlock Holmes“: bravo.

Cinema: Sherlock Holmes 1

L’idea, la rivisitazione, l’adattamento cinematografico, Sherlock Holmes è nelle sale italiane dal giorno di Natale 2009 ma –non volendo beccare in pieno la solita folla di ragazzini o appassionati del primo giorno– ho deciso di prendermela comoda e andare a vedere questa gran produzione giusto ieri sera. Non ho mai letto i libri di Sir Arthur Conan Doyle, non so esattamente il perché, sarà stata mancanza di voglia o di tempo, un pò me ne pento.

Con me Ilaria, uscita soddisfatta dal cinema tanto quanto il sottoscritto se non di più. La storia alla base della pellicola è apparentemente semplice, diventando poi più appassionante e “complicata” con lo scorrere dei minuti che –fortunatamente– abbondano rispetto ai soliti canoni cinematografici. Sherlock Holmes vi ruberà ben 128 minuti di vita, durante i quali vi allieterà con battute e scene sarcastiche, vi stupirà con una mente tanto brillante e capace di ragionare generando soluzioni in pochissimi secondi, vi appassionerà per alcuni personaggi ben studiati e interpretati, vi conquisterà con un cast di tutto rispetto che –contrariamente a qualsiasi logica applicata a film di questo genererende tutti protagonisti, nessuno escluso, perfino quel cane tanto torturato dagli esperimenti di Holmes è a modo suo “principale“.

Penso che Robert Downey Jr. (Sherlock) abbia una fantastica faccia da strafottente finto ingenuo che calza alla perfezione per parti come questa. Al suo fianco Jude Law (Watson), socio di avventure e mente altrettanto brillante seppur meno intuitiva, impossibile arrivare ai livelli di Holmes … vero, ma ci si riesce ad arrivare molto vicino, la classica coppia di componenti che si completano l’un con l’altro. Visto e appurato che un film non è nulla senza figure femminili, ecco arrivare Rachel McAdams (Irine, l’unica in grado di fuorviare la lucida mente di Holmes) –che avevo già particolarmente apprezzato in State of Play– e Kelly Reilly (Mary, futura moglie di Watson). La trama è semplice e lineare, ciò che conta sono le indagini, le intuizioni, la fotografia assolutamente spettacolare e le ambientazioni davvero bellissime.

Una breve sintesi del film viene proposta da Wikipedia, la riporto così com’è, è perfetta:

Il film inizia con Sherlock Holmes (Robert Downey Jr.), il più grande investigatore del Regno Unito, che interrompe un rito satanico durante il quale sarebbe dovuta essere sacrificata una ragazza. Il celebrante si scopre essere Lord Blackwood, che viene quindi imprigionato e condannato a morte per impiccagione. Sei mesi dopo lo stesso Lord Blackwood chiede come ultimo desiderio di incontrare Holmes. A tale incontro rivela il suo ritorno tra i vivi e il compimento del suo piano segreto al quale Holmes assisterà senza poter far nulla. Blackwood viene quindi impiccato e Watson ne constata il decesso. Subito dopo Irene, una ladra dalla bellezza sfolgorante, con la quale Holmes aveva già intrattenuto una relazione sentimentale, contatta il detective e lo induce a investigare su Blackwood. Effettivamente, Blackwood pare risorgere, cosa che inizia a gettare nel panico la città. E avvengono tre misteriosi omicidi, apparentemente avvenuti per cause magiche. Holmes risale a un libro di magia nera e ad alcuni elementi per praticarla, ma contemporaneamente perlustra un sudicio laboratorio, al quale era giunto per indizi successivi. Holmes rifiuta qualsiasi spiegazione magica, ma lega la simbologia della magia nera agli eventi accorsi per individuarne un filo logico. Al termine dei ragionamenti capisce come siano avvenute realmente le morti e che è in pericolo il Parlamento inglese e la vita dei parlamentari stessi. Raggiunge quindi il palazzo e individua un complesso marchingegno elettrico e chimico atto allo scopo sventando il piano di Lord Blackwood. Il film si conclude in modo ambiguo, anticipando l’entrata di un nuovo personaggio, il professor Moriarty, in un possibile sequel.

Al posto di “un possibile sequel” avrei però messo “un sicuro sequel” dato che la storia non si conclude ma lo stesso Holmes richiama all’ordine Watson per cominciare a lavorare nuovamente sul caso con la ferma intenzione di voler scoprire chi è davvero il professor Moriarty.

Io –davverospero che questo sequel arrivi presto. Mi sono molto divertito, ho adorato un Robert Downey Jr. fin troppo simile al Dr.House (e non ditemi che non avete mai ricollegato i due personaggi durante la proiezione della pellicola, non ci credo, sono due menti brillanti quasi identiche in alcuni ragionamenti e comportamenti) e un Jude Law che va –IMHO– a recuperare punti dopo la delusione Parnassus.

Un film assolutamente consigliato.

P.S. domani sera sarò nuovamente al Cinema City per Avatar, sarà la mia “prima volta in 3Dgrazie ai ragazzi di ScreenWeek. Ho dovuto rifiutare l’invito di Adobe ma avrò modo di rifarmi in grande stile e giocando una volta tanto in casa! :P

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Cinema: Sherlock Holmes 2 GWall

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