Scoprire l’acqua calda, a scoppio ritardato

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Scoprire l'acqua calda, a scoppio ritardato 1Da anni sono un fedele ascoltatore di Radio 105, nota emittente milanese che grazie a programmi ‘di punta‘ (Tutto Esaurito, Lo Zoo di 105, Music & Cars) raccoglie parecchi consensi tra gli ascoltatori. Da qualche tempo nel palinsesto radiofonico compaiono diverse figure che parlano di quanto siano belli e potenti gli strumenti messi a disposizione dalla rete. Si parla di Twitter, di Facebook, di ricerche mirate sul web per arrivare ad un obiettivo prefissato, più in generale si parla di generazione internet.

Ora, partendo dal presupposto del “meglio tardi che mai“, s0rrido ascoltando questi giovani e meno giovani parlare di strumenti che sono nati –da menti geniali, ndr– diversi anni fa e che scoprono solo oggi, di quale importanza sociale possano avere, di quanto sia bello utilizzarli nel giusto modo e rendersi conto che la fuori c’è un’intera comunità pronta ad interagire, a dire la propria, a entrare nella vita di queste persone e –perché no– a migliorarla anche un po’. Non venitemi a dire che un complimento o una critica costruttiva non vi fanno piacere, non ci crederei!

Il fatto che diversi protagonisti dell’etere oggi abbiano deciso di crearsi un account per cinguettare la loro quotidianità può far solo piacere al loro pubblico e ha un ritorno mediatico non indifferente. Sentirsi vicino al proprio idolo o alla persona che ascoltiamo ogni giorno nel tratto casa-ufficio-casa è davvero bello, in un certo qual modo ci fa sentire protagonisti di quei dieci secondi durante i quali (se fortunati) vi darà retta rispondendo ad un vostro tweet. Ciò che già accade da qualche tempo con Facebook, dove però è tutto molto più amplificato e dispersivo, dove si possono incollare testi mastodontici facendo perdere l’orientamento a chiunque, Facebook non è Twitter, non potrà mai esserlo e tanto meno sostituirlo, è uno strumento tanto “inutile” (a dire di tanti che evidentemente non lo hanno mai usato a dovere) quanto bello e coinvolgente.

Giusto ieri sera, facendo zapping tra l’inutile quantitativo di programmi mandati in onda in TV, ho seguito un’oretta di MTV News, programma di approfondimento che studia ogni volta un tema differente. Ieri sera è toccato a “Nerd è figo“. Ora, tolto di mezzo l’inesatto utilizzo della parola nerd (abusata negli anni, un po’ come hacker), mi ha fatto piacere stare ad ascoltare le storie di questi ragazzi che dopo critiche ed esclusioni ‘dal gruppo‘ (cosa molto comune nelle scuole, dove lo standard che regna è quello del belloccio ignorante ma seguito da tutto e tutti) hanno scelto come valvola di sfogo la rete, trovando un loro spazio, approvazioni e qualche ‘follower‘.

Tutto sommato è quello che è successo a tutti coloro che si sono lanciati a capofitto (e lo fanno tutt’oggi) nell’occhio del ciclone del nuovo concetto di socialità sul web, quella che a dire delle persone più anziane ci fa rimanere incollati ad una poltrona con la scusa del non uscire perché ‘gli amici li sentiamo via internet‘, una ‘generazione rovinata dall’uso dei computer‘. Un concetto tanto stupido quanto diffuso: lo strumento in se è eccezionale, dalle risorse e dalle possibilità pressoché infinite, sta solo ed esclusivamente a noi sapere utilizzarlo con moderazione e con la giusta attenzione (dettaglio che troppo spesso manca all’appello).

E fa un piacere immenso aver avuto l’occhio lungo sul futuro tanti anni fa, quando eravamo giusto ‘5 pirla sul social network di turno‘ … non certo i 50 milioni di Google+ di oggi.

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Scoprire l'acqua calda, a scoppio ritardato 2Questo post è stato scritto più di 5 mesi fa, potrebbe non essere aggiornato. Per qualsiasi dubbio ti invito a lasciare un commento per chiedere ulteriori informazioni! :-)

Gioxx's Wall

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