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Milano Real Life (MRL) è il nome di una raccolta di articoli pubblicati sul mio blog, raccontano la vita di un "perfetto nessuno" che ha deciso di spostare abitudini e quotidianità in una differente città rispetto a quella di origine. Alla scoperta della caotica capitale lombarda mai tanto amata e odiata allo stesso tempo, per chi è nato qui e ancora oggi continua a viverci per volere o necessità, per le centinaia di persone che invece vengono da fuori e vedono Milano come una piacevole alternativa o una costrizione imposta dalla propria vita lavorativa. La rubrica "leggera" di approfondimento alla quale però non fare l'abitudine, non siamo mica così affidabili da queste parti!

L’ultimo aggiornamento sul mondo del Car Sharing porta la data del 10 ottobre scorso (se escludo la rapida nota sul Piaggio Mp3 di Enjoy andato in pensione). È passato quasi un anno da quando ti ho parlato di DriveNow e del suo arrivo a Milano. Di novità ce ne sono state tante, e molte altre arriveranno tra una manciata di ore ormai, in concomitanza con l’avvio del mese di settembre. Io ho iniziato a utilizzare un po’ meno il servizio, ma lo ritengo pur sempre una tra le comodità innegabili di questa grande città.

Car Sharing: bentornati sui banchi di scuola!

Crediti immagine: omniauto.it

Share’nGo

Nonostante l’immagine appena inserita in articolo (creata dai ragazzi di Omniauto, nda) raffiguri 3 player importanti, manca quel quarto apparentemente indifeso, quello che “o tutto elettrico, o nulla“, Share’nGo, che sta vedendo crescere sempre più il suo bacino d’utenza e che continua a investire per approdare anche in Europa, dopo aver popolato il suo bagaglio d’esperienza in Italia. È proprio di qualche giorno fa l’articolo di approfondimento de Il Foglio, pubblicato all’indirizzo ilfoglio.it/economia/2017/08/24/news/ecco-la-flotta-delle-piccole-elettriche-gialle-che-va-benone-in-italia-149583, che racconta com’è nato il progetto e che tipo di scelte sono state fatte (e perché).

Car Sharing: bentornati sui banchi di scuola! 1

La loro newsletter è una di quelle più puntuali, che racconta novità riguardanti il futuro della società e della sua flotta, con alcuni dettagli che già ci dicono cosa accadrà in questo mese di “restart” post-ferie estive: un nuovo restyling dell’applicazione (assolutamente necessario, è certamente la meno accattivante tra tutte quelle ufficiali), il completamento della manutenzione del parco auto (necessario anch’esso, considerando le condizioni in cui si trovano alcune delle vetture sparse per il territorio) e 300 nuovi quadricicli tra Roma e Milano.

Car2Go

Dopo la chiusura del programma “PrendiMi” del febbraio scorso, hanno cercato di farsi perdonare (?) con alcune novità, tra le quali forse la più importante riguardante la validazione della patente online, ora possibile tramite applicazione. Ah no, aspetta, non è proprio così. Te la racconto tutta.

Il programma PrendiMi ha messo una pezza (se così si può dire) al barbaro aumento di tariffa applicato a coloro che portavano la vettura in una zona “di periferia“, cosa che ho ben descritto in un articolo dedicato: Car Sharing: che combinano car2go ed Enjoy?, che ancora oggi cambia le carte in tavola rispetto a Enjoy e Share’nGo, perché DriveNow ha fatto la stessa identica scelta con la loro mappa di copertura del servizio. Chiuso, con ringraziamenti per coloro che fino all’ultimo giorno hanno scelto di “riportare in centro” i mezzi, null’altro, nessuna informazione più specifica.

Per fortuna però ecco arrivare la validazione online della patente, ora disponibile via applicazione! Contrariamente a DriveNow, Share’nGo o Enjoy –infatti– Car2Go ha sempre necessitato della validazione fisica presso un punto vendita. Il tutto viene descritto in un articolo del blog ufficiale che trovi qui: blog.car2go.com/it/2017/05/29/16146, peccato che la novità riguardi esclusivamente i nuovi iscritti, come da risposta fornita a un utente in attesa di validazione per la sua patente rinnovata, stessa condizione nella quale si trova Ilaria:

Come si risolve il problema? Facile, si va in un punto di validazione fisico, rispettando orari d’ufficio spesso identici a quelli di ciascuno di noi (un cane che si morde la coda, in pratica).

Prima di chiudere, l’ultima nota è dedicata alle modifiche contrattuali che entreranno in vigore dal 13 settembre prossimo, le quali riguardano un nuovo tariffario e diverse modifiche al contratto stipulato tra la società e chi utilizza le vetture sul territorio. Introdotti inoltre i nuovi pacchetti minuti che sarà possibile pagare in anticipo: 2, 4, 6 o 24 ore, a prezzi ovviamente più vantaggiosi. Rinnovo anche per la flotta attualmente presente in città, che vedrà equilibrarsi i due modelli di Smart a 2 e 4 porte, questi ultimi dovrebbero passare da 50 a 400.

Allego qui entrambi i PDF inviati ai clienti, che potrebbero esserti sfuggiti: car2go – 2017_09_13_IT_FeePolicy (tariffario) e car2go – 2017_09_13_IT_Terms-and-Conditions_markup (modifiche al contratto, ben evidenziate).

DriveNow

Programma PrendiMi che vai, Drive’n Save che trovi. Sì perché DriveNow ha introdotto ciò che Car2Go ha eliminato, permettendo il noleggio a prezzo inferiore (o che vanno a regalarti minuti che potrai utilizzare successivamente):

Car Sharing: bentornati sui banchi di scuola! 4

Con Drive’n Save potete guidare alcune delle nostre BMW e MINI ad un prezzo speciale, a partire da 20 ct/min.
Vi basta controllare sull’app le auto nella area operativa verde identificate con il simbolo di %. Aprendo i dettagli dell’auto vi verrà indicato il prezzo scontato per il vostro noleggio su quella vettura.
Troverete BMW e MINI al costo di 20 ct/min e altre al costo di 24 ct/min.
Il programma Drive’n Save aiuta a rendere il sistema di free-floating sempre più efficiente, permettendo a voi di guidare auto speciali ad un prezzo davvero speciale.

L’articolo completo è disponibile all’indirizzo drive-now.com/it/it/blog/Drivensave. Io nel frattempo ho provato le loro auto (diversi modelli) trovandomi maledettamente bene, ma pagando ogni volta il dazio della zona non centrale.

E Ubeeqo?

Te lo ricordi GuidaMi di ATM? È passato a miglior vita lasciando spazio a Ubeeqo. Più orientato verso il noleggio a medio / lungo termine (inteso sulla base oraria), copre diverse città, Milano compresa (ma va?): ubeeqo.com/it & ubeeqo.com/it/carsharing-milano.

Car Sharing: bentornati sui banchi di scuola! 5

La tariffa si compone in base a tipo di vettura, durata del noleggio e pacchetto chilometrico da far comprendere nel prezzo finale, da aggiungere a un canone mensile che potrai pagare per mantenere un basso prezzo di noleggio orario (2€ / mese il più economico), anche se puoi scegliere di tenere l’account gratuito (ma facendo aumentare il prezzo orario). Trovi una tabella più che esaustiva qui: ubeeqo.com/it/carsharing-milano/tariffe.

Mettiamola così: tenersi una macchina di piccole dimensioni per una giornata intera ti costa 50€ da abbonato, con 50 Km inclusi, oltre i quali dovrai pagarli extra. Carburante, area C e parcheggio su strisce blu e gialle sono invece compresi. La storia cambia nel caso in cui si voglia tenere la vettura per una settimana, che con il carburante compreso parte facilmente da 225€ per la categoria più economica, totale al quale aggiungere il costo del pacchetto chilometrico scelto.

Car Sharing: bentornati sui banchi di scuola! 6

Insomma, non certo un servizio da considerare alla pari di quelli a noleggio breve e “flottante“, perché la macchina andrà sempre riportata là dove l’hai presa, all’inizio del tuo noleggio.

Aggiornamenti costanti

Un rapido consiglio prima di terminare questo già abbondante articolo (e grazie a te che sei arrivato a leggere fino a qui). Oltre la mail c’è di più, e non sempre questi giocatori del mondo del Car Sharing inviano le comunicazioni e le curiosità tramite le loro newsletter.

Ricorda di seguire i blog delle rispettive società, e se usi Twitter, aggiungi alla tua lista l’account dell’applicazione Urbi, che pubblica spesso le novità del settore, raccogliendole dai vari protagonisti:

A me sembra che non manchi nulla. Per dubbi, anomalie o segnalazioni di errori, citofonare l’area commenti, come al solito! :-)

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Sono anni che mi diletto nel provare telecamere di sicurezza pensate e realizzate per la casa. Materiale certamente non professionale, senza unità centrale, che appoggia le registrazioni su scheda SD (o server FTP) e che viene collegata alla rete tramite cavo o WiFi, validi aiutanti per capire che succede in casa quando si è via, e salvare ogni fotogramma in caso di necessità.

Sempre da qualche anno, ho scelto D-Link come mia marca principale. Telecamere diverse, periodi diversi, software diversi (seppur molto simili tra loro), possibilità di controllarle tutte tramite IP Cam Viewer Pro su Android (e tutte configurate per scattare fotografie e registrare video salvando nel più breve tempo possibile altrove, dove tutto resta sempre accessibile a prescindere da loro). Oggi ti parlo dell’ultimo acquisto: la D-Link DCS-960L.

D-Link DCS-960L: una visione HD a 180°

Acquistata su Amazon, in occasione di un’offerta abbastanza conveniente, lo scorso maggio, ho aspettato a parlarne perché in un paio di occasioni mi ha fatto degli scherzi che sembravano voler sfociare in un recupero da parte del corriere con conseguente restituzione al magazzino del big dell’e-Commerce. A oggi la telecamera è però ancora in casa, funziona bene ma ha un piccolo particolare che è fastidioso e non risolto, ma te ne parlerò in seguito.

Punti di forza

Ho voluto mettere le mani su un prodotto Wide Eye 180° perché, contrariamente al solito, volevo provare a tenere d’occhio una stanza abbastanza grande senza la necessità di utilizzare due prodotti contemporaneamente, sbloccandone così uno che si sarebbe potuto dedicare ad altro (ed è quello che è successo, in effetti).

D-Link DCS-960L: una visione HD a 180° 1

La D-Link DCS-960L lo permette eccome. Posta più o meno al centro del salotto, è in grado di mostrarmelo per intero, con un’ottima resa dell’immagine (1280×720 px, 30 fps, 3 Mbps) e una fluidità eccezionale (coadiuvata ovviamente dalla connessione in fibra che verso l’esterno ha un buon upload, chiaro). Salvataggio dell’immagine (fino a 6 screenshot) e del video che potranno essere spediti via mail, tenuti su SD (inclusa nella confezione, da 16 GB) o caricati su uno spazio FTP. Alimentata tramite porta microUSB (posta sul retro della telecamera), può essere collegata alla corrente elettrica tramite adattatore e cavo forniti nella scatola del prodotto, o magari puoi allacciarti a qualcosa che sia costantemente alimentato nei pressi del posto dove hai intenzione di collocare la DCS-960L (la mia è collegata a una multipresa USB già presente vicino al televisore, tanto per dire).

La configurazione del prodotto è semplice e si può affrontare scaricando l’applicazione del vendor dallo store del proprio smartphone o tablet:

mydlink Lite
mydlink Lite
Price: Free
mydlink Lite
mydlink Lite
Price: Free
mydlink Lite
mydlink Lite
Developer: D-LINK CORPORATION.
Price: Free

Io, fatto lo stretto indispensabile con l’applicazione, ho poi portato a termine tutto il resto manualmente, impostando un IP riservato sul router, e aprendo la porta che mi serviva per il controllo da remoto quando mi trovo fuori casa.

Cosa non mi ha convinto

La scena si fa calda

In generale il prodotto si comporta molto bene ed è un piacere vederlo all’opera. Ciò che però mi ha convinto meno rispetto agli altri tipi di telecamere usate, è che questa scalda molto durante il corso della giornata, e con le temperature afose di una casa milanese a giugno e luglio (prima dell’arrivo e conseguente accensione del climatizzatore) ha causato un paio di KO tecnici. Telecamera non più raggiungibile, accesa ma completamente inerme, con obbligo di togliere e rimettere il cavo di alimentazione per farla ripartire (dopo qualche minuto però, così da farla raffreddare).

Sia chiaro, non sono proprio alle prime armi, non ho messo la telecamera in una posizione in cui non respira. Ha la giusta distanza da altri apparati, il ricircolo è abbastanza giusto, ma certamente soffre tanto quanto un decoder o un televisore che ne condividono la porzione di suolo occupata e la temperatura interna dell’appartamento (mai oltre i 34° con il climatizzatore spento).

Se in quei periodi bui io non avessi avuto altre telecamere in funzione o magari fossi stato in villeggiatura, mi sarei arrabbiato non poco (d’altronde voglio avere questo tipo di prodotti in casa per tenerla d’occhio di tanto in tanto, no?). Oltre però quei due casi, non ne ho avuti altri da riportare, motivo per il quale non ho neanche voluto richiamare in causa Amazon per un ritiro / sostituzione prodotto.

Una questione di notifiche

A questo aggiungo un ulteriore problema che si verifica anch’esso sulla “lunga distanza“, l’invio degli alert di movimento via posta elettronica. Le telecamere sparse nella casa avvisano il mio account di posta ogni volta che rivelano un movimento davanti al loro obiettivo, allegando inoltre 6 scatti presi a corto raggio l’uno dall’altro. La DCS-960L lo fa, almeno inizialmente, poi smette. Mi pongo relativamente il problema, uso un’applicazione che mi permette di tenerle d’occhio sempre sullo smartphone (con widget, te ne parlo dopo), ma è comunque parecchio fastidioso che un prodotto di così nuova generazione abbia così tante pecche rispetto agli altri più vecchi.

Inizialmente ho dato la colpa alla configurazione da me modificata. Poi sono passato al mail server (GMail), che probabilmente doveva gestirne troppe nell’arco di poco tempo (ci sono i limiti specificati qui, anche se non avevo alcuna mail di avviso da big G.). A quel punto ho fatto un paio di giochi sul pannello DNS di un dominio di test, ho girato il parametro MX verso l’IP di casa mia e ho avviato un nuovo Mail Server sul mio Synology (che funziona a meraviglia, sono estasiato da questo giocattolino), nessun limite imposto ma stesso risultato, per curiosità ci ho spostato sopra anche le altre telecamere, che inviano mail in maniera assolutamente regolare:

D-Link DCS-960L: una visione HD a 180° 2

Sto ancora giocando con la sua configurazione, prima di arrendermi definitivamente e contattare il supporto D-Link.

In linea un po’ più generica mi aspetto che il prezzo di questi apparati, abbastanza superiore rispetto alle sorelle “più standard“, ne certifichi anche una migliore costruzione e una maggiore affidabilità (nel tempo, chiaro, ma anche nell’immediato utilizzo), ma anche una robustezza software sulla quale poter contare.

Un occhio sempre vigile

L’interfaccia web di amministrazione dell’apparato propone un set di pagine ASP che controllano ogni dettaglio, dalla qualità dell’immagine (e del video) alle impostazioni dell’invio alert via mail, passando inoltre per una Live View e il Motion Detection. C’è sempre differenza tra una telecamera e l’altra, nonostante nasca dalle “stesse mani“, e un po’ fatico a comprendere questa cosa (opzioni sotto altre voci, voci che non corrispondono, ecc.).

Quello che è certo è che bisogna sempre tenere d’occhio i rilasci da parte del vendor, cosa che va portata a termine manualmente, passando dalla pagina web del prodotto (nel caso di D-Link DCS-960L, questa: dlink.com/it/it/products/dcs-960l-hd-180-panoramic-camera, scorri leggermente più in basso e spostati nella tab Download), quindi andandolo a caricare proprio in interfaccia di amministrazione (Maintenance → Firmware Upgrade).

IP Cam Viewer Pro

D-Link DCS-960L: una visione HD a 180° 3

Non uso myDlink, preferisco guardare lo streaming delle telecamere tramite l’applicazione (Android) IP Cam Viewer Pro. La uso da tanto tempo ormai, e credo valga tutti i 4€ circa richiesti (a oggi). Si tratta della versione a pagamento di IP Cam Viewer in versione Basic, completa, senza pubblicità, con possibilità di inserire il widget di una (o di tutte) telecamera su una delle schermate principali del proprio smartphone.

Con poca fatica potrai tenere sotto lo stesso tetto più prodotti di diversi vendor, pilotarli, vederli in schermata singola (così da avere una più completa panoramica), trovo che sia la vera alternativa all’applicazione ufficiale di D-Link, anni luce indietro:

IP Cam Viewer Pro
IP Cam Viewer Pro
Developer: Robert Chou
Price: 4,29 €

Nello specifico caso della DCS-960L, andrà selezionata la voce relativa alla versione DCS-960.

In conclusione

Mi ritengo abbastanza soddisfatto dell’acquisto. Non è stato economico certamente, ma ho approfittato di una buona offerta grazie al monitoraggio dei prezzi sul big del commercio elettronico, e io ero curioso di provare per la prima volta un prodotto casalingo con così ampio raggio di visione. Il prezzo pieno di oggi è di circa 120€ (su store alternativi si va a toccare anche quota 170/180€), in consegna immediata per i clienti Prime:

I difetti sono seccanti, lo ammetto candidamente, ma questo prodotto ha risolto un problema che mi si era posto e ha incontrato le mie esigenze di tutti i giorni. Mi piacerebbe (e spero di riuscirci) tornare ad avere le notifiche via mail con puntualità, mentre non ho avuto ulteriori segni di cedimento dovuti alle alte temperature raggiunte (e spero che continui così).

Se hai domande o dubbi, l’area commenti è a tua totale disposizione :-)

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi i miei pensieri. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: acquistato su Amazon.it di tasca mia. Nessuna collaborazione da parte di D-Link (nonostante io abbia più volte richiesto un sample dedicato alla stampa all'agenzia che se ne occupa in Italia).
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Non è affatto piccolo ma è elegante, con un suo peso specifico importante e dalla batteria che forse è meno capiente di quanto ci si aspettasse. Una buona qualità audio e la possibilità di collegarlo alla propria WiFi di casa per poterlo sfruttare come dispositivo Spotify Connect, magari collegato in bluetooth (contemporaneamente) al cellulare per rispondere alle telefonate. Questo è un po’ il sunto di quello che ho potuto notare nel continuo utilizzo di Libratone Zipp, prodotto di fascia medio-alta (almeno secondo ciò che dice il listino prezzi) dedicato a chi vuole ascoltare la musica in casa (e non solo) libero da cavi, come ormai permette la maggior parte dei prodotti presenti sul mercato.

Libratone Zipp

Muovere i primi passi con Libratone Zipp

All’apparenza, Libratone Zipp può sembrare l’ennesima cassa bluetooth attraverso la quale ascoltare la propria musica liberi da fili. In realtà questo utilizzo è permesso ma non è il consigliato, non è quello che permette di sfruttare completamente ciò che il produttore ha pensato, è un po’ come andare in Ferrari ma non accelerare mai, rimanendo nella modalità Fiat 500 con il 1.2 a benzina montato sotto al cofano. Ho reso l’idea?

Potrebbe essere una buona idea informarsi e dare un’occhiata al documento di quick start pensato e realizzato da Libratone, lo trovi in italiano all’indirizzo assets.libratone.com/wp-content/uploads/2016/05/Italiano.pdf.

Cosa posso dirti direttamente io?

Con un peso 1,5 Kg ti porti dietro un suono a 360° prodotto da un totale di 5 speaker, si tratta di un woofer da 4″, 2 tweeter e 2 medi a bassa frequenza. È tutto amplificato e protetto grazie a amplificatore DSP che dovrebbe riuscire a raggiungere il centinaio di watt in uscita (totali). Il tutto va moltiplicato (volendo) per 6, perché è il numero massimo di Libratone Zipp che si possono associare tra loro (per 8 se si sfrutta una rete WiFi nella quale farli collegare).

Libratone Zipp 1

Ovviamente c’è un microfono e una tecnologia in grado di ridurre il rumore di fondo, così da permetterti di rispondere al telefono anche quando il telefono è lontano da te. In input puoi sfruttare invece l’attacco AUX per un jack da 3,5 mm oppure la porta USB che all’occorrenza passa da USB play in a USB charge out per ricaricare la batteria di un tuo diverso dispositivo scalando così l’energia contenuta in Libratone Zipp (non è molto comoda come batteria tampone, me ne rendo conto, ma non si sa mai). Niente NFC, niente slot per schede di memoria.

C’è però, come ciliegina sulla torta, un controllo a ghiera posto sulla parte alta di Libratone Zipp. È completamente touch e permette di muoversi agilmente tra le funzioni disponibili. Puoi alzare (e abbassare) ovviamente il volume, puoi cambiare traccia, abbandonare Spotify passando su una Internet Radio (bella cosa, quest’ultima), zittire anche solo temporaneamente la cassa (basterà appoggiare il palmo della mano sul controllo touch).

Libratone Zipp: l'audio a 360 gradi

Trovi ulteriori specifiche tecniche nella scheda ufficiale disponibile sul sito web del produttore: libratone.com/it/products/zipp-speakers/zipp

Tutto nell’applicazione

Si, esiste un’applicazione per gestire al meglio Libratone Zipp, servirà alla sua prima configurazione, alla modifica delle stazioni radio preferite, a permetterti di sfruttare il prodotto nella modalità Spotify Connect (solo per utenti Premium del servizio di streaming, nda). Ovviamente l’applicazione è gratuita, la trovi su Play Store (Android) e App Store (iOS):

Libratone
Libratone
Developer: Libratone A/S
Price: Free
Libratone
Libratone
Developer: Libratone
Price: Free

Avviandola sarai costretto a creare un nuovo account, servirà a salvare la configurazione degli ambienti, le internet radio preferite e altro ancora:

Laddove non arriva la logica di utilizzo dell’applicazione, arriva la documentazione messa a disposizione dal produttore (in costante aggiornamento), molte delle risposte alle tue possibili domande si trovano infatti sul sito web support.libratone.com/hc/en-us, anche se mi è sembrato di capire che fino a ora non è possibile andare oltre l’inglese (parlo dei prodotti della serie Zipp, perché per cuffie e auricolari trovi anche la sezione in italiano), probabilmente arriverà in futuro dato che si tratta di un mercato nuovo per loro (quello italiano, intendo).

Qualcosa da mettere a posto c’è

Impossibile uscire sul mercato senza difetti, sarebbe troppo bello per essere vero. Qualcosa che non va proprio come te lo aspetti l’ho trovato. Secondo me sono due gli aspetti a cui fare particolare attenzione:

  • Risvegliare il proprio smartphone che -come anticipato in apertura articolo- è ancora connesso in bluetooth al dispositivo, farà verificare un fastidioso problema di blocco della traccia in ascolto. Verrà messa in pausa, questo perché evidentemente il telefono proverà a verificare che il Libratone Zipp è ancora a sua disposizione in caso di necessità (hai presente quando ti arriva una notifica e sei connesso in bluetooth all’autoradio? Stesso problema, la traccia subisce un attimo di stacco e poi -almeno quella- ricomincia ad andare in automatico).
  • Collegandoti in bluetooth al prodotto (anziché sfruttando il WiFi e l’ottimo Connect di Spotify o la funzione radio integrata), noterai che servirà alzare molto il volume per avere un buon riempimento della stanza in cui Libratone Zipp si trova. Non è un difetto legato al (giusto) limite imposto sul volume di Android (anche perché è facilmente aggirabile), si sente molto la differenza.

In conclusione, potrei tirare le somme e cercare di riepilogare utilizzando i soliti box:

Potrebbe valerne la pena perché

  • Qualità audio, Spotify Connect, touch per un più rapido controllo. Tutto sembra essere al suo posto, se posso rompere le scatole e trovargli una virgola fuori posto, non mi piace la posizione del pulsante di accensione, avrei preferito qualcosa più vicino alla ghiera (quel pulsante servirà anche a verificare lo stato di batteria, basterà premerlo una sola volta mentre è in funzione Libratone Zipp).
  • Mi piace il voler in ogni caso “offrire della musica“, se manca la sorgente audio, Libratone Zipp ti permette di avviare una Internet Radio (fino a 5 subito memorizzabili e selezionabili da apparecchio o da app). Ci sono praticamente tutti all’appello ma manca Radio Deejay, assurdo ma vero.
  • Contrariamente a molti, Libratone Zipp è compatibile con WiFi a 2,4 ma anche 5 GHz. E non dimentichiamoci di AirPlay (per iOS) e del fatto che ha un servizio DLNA sempre attivo.
  • Il packaging, curato e assolutamente perfetto per tenere al sicuro il prodotto, contiene parte della manualistica e il caricabatterie da muro.

Potrebbe non valerne la pena perché

  • Il prezzo non è certamente popolare. Portarsi a casa un Libratone Zipp come quello che mi è stato spedito ti costerà circa 300€. L’azienda però offre la modalità soddisfatti o rimborsati in 30 giorni, che ti permetterà di restituire il prodotto gratuitamente entro i 30 giorni dal tuo acquisto.
  • Posso dire che il difetto della connessione in bluetooth e Spotify Connect contemporanea è davvero seccante? Spotify lo lascio aperto sullo smartphone e lo uso come telecomando verso Libratone Zipp. Se voglio cambiare una traccia (perché la cassa è lontana e non posso usare il touch) tutto diventa improvvisamente scomodo.
  • Manca una sorgente che altri competitor offrono: uno slot microSD, adatto a chi non ha Spotify o tracce salvate nella memoria del telefono, che preferisce magari salvarle su una scheda di memoria. Manca inoltre la connessione rapida in NFC.

Credo di aver detto tutto. Per Libratone, quello italiano è un mercato nuovo e tutto da esplorare, spero che possano raccogliere commenti e migliorare ulteriormente il prodotto. Di certo la base di partenza è molto buona (sul serio). Se vuoi acquistare Libratone Zipp, puoi trovarlo anche su Amazon, il prezzo però non cambia: amzn.to/2hfs1nL (in alternativa puoi valutare l’acquisto di un prodotto di classe subito inferiore, come Libratone Zipp Mini, pur mettendo in gioco qualche compromesso).

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi i miei pensieri. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.

Prodotto: fornito dal produttore, ho potuto tenerlo al termine del test.
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Milano Real Life (MRL) è il nome di una raccolta di articoli pubblicati sul mio blog, raccontano la vita di un "perfetto nessuno" che ha deciso di spostare abitudini e quotidianità in una differente città rispetto a quella di origine. Alla scoperta della caotica capitale lombarda mai tanto amata e odiata allo stesso tempo, per chi è nato qui e ancora oggi continua a viverci per volere o necessità, per le centinaia di persone che invece vengono da fuori e vedono Milano come una piacevole alternativa o una costrizione imposta dalla propria vita lavorativa. La rubrica "leggera" di approfondimento alla quale però non fare l'abitudine, non siamo mica così affidabili da queste parti!

Era da qualche tempo che non si tornava a parlare di Car Sharing. Il mercato si è pressoché stabilizzato (ovviamente faccio sempre riferimento a Milano, città dove vivo) e sembra che la vita sorrida anche a Share’NGo (di cui ti parlerò presto, giusto per esprimere un paio di dubbi in merito). Car2Go ha appena rinnovato la sua flotta e introdotto anche la ForFour, lo scorso 1 ottobre, per accogliere più persone a bordo di una sola vettura, aumentando però i costi di noleggio al minuto per quest’ultima (dici che serve fare un articolo riepilogativo sulla situazione attuale?). Oggi però il protagonista vuole e deve essere BMW. Dopo un primo tentativo non andato in porto, pare che il grande marchio tedesco sia pronto per approdare a Milano. Dal prossimo 19 ottobre sarà infatti possibile salire a bordo di un parco auto molto interessante.

Car Sharing: BMW approda a Milano con DriveNow 2

Lo si definisce Car Sharing di lusso. Sicuramente il parco auto è diverso da quello al quale siamo un po’ tutti abituati. Si passa da macchine agili e piccole (Smart, Fiat 500 e le piccole elettriche ZD1 made in China, escludendo scooter e il servizio di ATM, nda) a BMW Serie 2 Active Tourer (anche Cabrio), MINI Clubman, MIINI 5 porte, la BMW Serie 1, BMW e MINI cabrio. Trasmissioni manuali e automatiche, un po’ in base alle esigenze, un po’ alla disponibilità sul territorio e alla richiesta degli utenti.

Allo stato attuale l’iscrizione è gratuita, e tramite questo link otterrai anche 20 minuti di bonus gratuito: drive-now.com/f/IT/NR3ZRI2EX8GJ. Passerà in seguito a 29€ una tantum.

Area di copertura del servizio

Funziona –ahimé e forse ahinoi– come con Car2Go. C’è una Milano di serie A e una di serie B, torna quindi in auge la mappa con doppia tariffazione, all’interno della quale un ulteriore balzello di 4,90€ verrà richiesto a coloro che abitano (o hanno necessità di arrivare) nell’area non centrale, quella considerata gialla:

Car Sharing: BMW approda a Milano con DriveNow 3

Saranno invece incentivati coloro che inizieranno il noleggio in area gialla e porteranno la vettura in area verde, mostrando una percentuale bonus sull’applicazione, nulla di nuovo quindi rispetto al servizio di “Car2Go Prendimi” del quale mi sono lamentato all’epoca del lancio e che –ancora oggi– continua a non convincere perché non ha dato –secondo me– i miglioramenti sperati in fase di valutazione e lancio (lo scopo era quello del permettere a tutti di trovare un’auto, in qualsiasi momento, nella maggior parte delle posizioni coperte dal servizio).

La mappa non è ancora molto dettagliata e non si vedono le piccole traverse che incrociano le principali, spero onestamente in una mappa più dettagliata o qualche chiarimento in più a partire dalla data di lancio del servizio, magari nell’articolo scritto e pubblicato in origine sul blog italiano del servizio.

Dalla registrazione all’area personale

Ho trovato la registrazione molto semplice. L’ho eseguita tramite PC (via drive-now.com/f/IT/NR3ZRI2EX8GJ) ma è fattibile anche via applicazione, ovviamente gratuita e disponibile per tutte le piattaforme:

DriveNow Carsharing
DriveNow Carsharing
DriveNow Carsharing
DriveNow Carsharing
Developer: DriveNow
Price: Free
DriveNow Car Sharing
DriveNow Car Sharing
Developer: DriveNow GmbH and Co. KG
Price: Free

Il tutto in attesa che gli sviluppatori terze parti, quelli delle applicazioni di gestione account Car Sharing (ti avevo parlato in passato di eVeryride e Bat Sharing, anche se nel frattempo hanno cambiato nome), aggiornino le loro creature per introdurre il parco vetture BMW e Sixt.

La registrazione ti chiederà tutti i classici dati fondamentali per sfruttare questo tipo di servizi. Dovrai riportare le tue generalità, i riferimenti della patente, e della carta di credito che verrà chiamata in causa per ciascun pagamento al termine del tuo noleggio. Ti verrà inviata una mail di conferma (occhio, finisce nello spam, dai un’occhiata e tirala fuori da lì) e contemporaneamente un SMS sul tuo cellulare. Servono entrambe le cose. Nella mail troverai un collegamento per aprire una pagina web che chiederà un codice numerico di 4 cifre, è quello che hai ricevuto via SMS.

Termina qui la fase di prima registrazione. Scarica ora l’applicazione (ti ho messo sopra i riferimenti rapidi) e avviala. Autenticati con il tuo account e potrai finalmente caricare i documenti necessari. Nessuna scansione, basta una fotografia. Il fronte e il retro della tua patente, il fronte e il retro di un tuo documento di identità (carta di identità o passaporto), e per finire un tuo selfie.

Quando avrai terminato di inviare le fotografie (inserendole negli appositi spazi dichiarati nell’applicazione e facendo partire l’upload, nda), dovrai attendere che lo staff di DriveNow effettui la sua verifica. Allo stato attuale sembra che il processo richieda fino a 48 ore, ma ti lascio immaginare quanti controlli saranno arrivati nel frattempo allo staff, porta pazienza, sono certo che prima della data di lancio tutto sarà pronto. Solo allora potrai considerare davvero conclusa la registrazione e iniziare così a utilizzare il servizio.

Costi e inizio del noleggio

Guidare una vettura del parco auto DriveNow costerà 31 centesimi di euro al minuto (non per tutte le vetture). Ho lavorato su un piccolo specchietto Excel per tracciare una rapida panoramica:

Iscrizione Al minuto Flat/h Km flat 24h Km extra Fuori Zona
Car2Go: ForTwo 9,00 € 0,24 € 13,90 € 200 59,00 € 0,29 € 4,90 €
Car2Go: ForFour 9,00 € 0,26 € 13,90 € 200 59,00 € 0,29 € 4,90 €
Enjoy: 500 / 500L 0,00 € 0,25 € 50 50,00 € 0,25 €
Enjoy: Mp3 0,00 € 0,35 € 50 60,00 € 0,35 €
Share’NGO 10,00 € 0,28 € 12,00 € 80 50,00 €
DriveNow: base 29,00 € 0,31 € 4,90 €
DriveNow: premium 29,00 € 0,34 € 4,90 €

Giusto qualche nota:

  • Car2Go ha tariffe promozionali fino al 31/12/16 (car2go.com/IT/it/milano/costs).
  • Ho inserito un 80 in corrispondenza dei Km “flat” di Share’NGO perché sono quelli che può fare con una carica massima delle batterie.
  • DriveNow “base” è per identificare BMW Serie 1, MNI, MINI Clubman.
  • DriveNow “premium” è per identificare BMW Serie 2 Active Tourer, BMW Serie 2 Cabrio, MINI Cabrio.

Ho caricato il file Excel sul mio Dropbox, lo trovi qui: dropbox.com/s/w3e3xnj1q7ta7s1/Prezzi%20Car%20Sharing%20Milano.xlsx?dl=0 (magari così facendo potrò aggiornarlo facilmente in futuro). Ti ricordo che il mio specchietto non include molti altri costi, come quelli relativi alle spese di gestione multe, ai danni, alle franchigie e molto altro ancora, quindi ti conviene sempre fare riferimenti ai listini disponibili sui siti web ufficiali (enjoy.eni.com/it/milano/tariffe, sharengo.it/pdf/Regolamento_Sharengo.pdf, it.drive-now.com/#!/rates, Car2Go l’ho già citato nelle note).

All’inizio del prossimo anno arriveranno pacchetti minuti per risparmiare qualche soldino e prevedere un noleggio più esteso, come già accade con i competitor. DriveNow prevede inoltre un quarto d’ora di prenotazione gratuito, oltre il quale cominceremo a pagare 15 centesimi di euro al minuto (fino a quando non comincerà il noleggio o al massimo per 8 ore successive). Una particolarità del servizio BMW prevede invece -sin da subito- qualcosa di molto simile alla reservation. Potrai tenere prenotata una vettura dalla mezzanotte fino alle 6:00 (weekend escluso) gratuitamente, come riportato nel blog ufficiale.

A proposito di inizio noleggio: al contrario dei servizi attualmente presenti e attivi in città, DriveNow darà inizio alla tariffazione / minuto solo alla pressione dell’avvio motore reale. Lodevole.

Così come Car2Go, anche DriveNow permette di sfruttare il servizio nelle altre città servite, in tutta Europa, una volta accettate le condizioni di utilizzo per il paese interessato, magari destinazione del tuo prossimo viaggio privato o di lavoro (vedi: blog.drive-now.it/2016/10/07/drivenow-in-tutto-il-mondo-roaming). In questo caso, è forse più conveniente richiedere la carta che va a sostituire il lavoro che fa l’applicazione, mi piacerebbe sapere come fare, ma le FAQ nel sito italiano non esistono ancora, probabilmente si può portare a termine l’operazione andando presso gli uffici italiani:

DriveNow Italy S.r.l.
Via Carlo Ottavio Cornaggia 16, 20123 Milano
tel: 02 94754881 mail: servizioclienti@drive-now.it

  • Domenica: chiuso
  • Sabato: chiuso
  • Lun. – Ven.: 09:00 – 18:00

Il tuo account

Non ho potuto provare poi molto dell’applicazione o dell’account tramite sito web ufficiale, ovvio. Bisognerà aspettare il prossimo 19 ottobre, trovare un’occasione per provare il servizio (anche solo per curiosità). Via PC Desktop potrai accedere all’account, visualizzare la mappa (e quindi le macchine disponibili sul territorio coperto), modificare i tuoi dati, scaricare le tue fatture e il solito set di altre cose necessarie.

Car Sharing: BMW approda a Milano con DriveNow 1

La vera novità è costituita da un paio di dettagli disponibili anche sull’applicazione. Quella più importante è la programmazione del tuo viaggio, molto utile per risparmiare minuti preziosi. Puoi prenotare l’auto, attendere il SMS di conferma e accedere così al “Configura viaggio“, così stabilirai da subito la destinazione e il navigatore della vettura si imposterà automaticamente una volta entrato in macchina. Comodo? Si, parecchio.

Car Sharing: BMW approda a Milano con DriveNow 6

Alla stessa maniera, a quanto pare, potrai salvare delle destinazioni preferite che il navigatore potrà leggere ogni volta che accedi alla vettura, così da facilitarti di parecchio la vita, ho già visto dove mettere le mani nelle impostazioni dell’account sul sito web. C’è da fidarsi? Non lo so. Probabilmente non salverei mai un indirizzo relativo a casa mia nel database del servizio, forse ci metterei quello dell’ufficio. Sicuramente è utile quando si deve raggiungere una destinazione a fini ludici (sabato sera con gli amici?), forse nulla più.

In conclusione

Non vedo l’ora di provare il servizio, come già successo per gli altri competitor.

Il Car Sharing è maledettamente comodo quando si ha una sola macchina in famiglia e magari ti serve andare in centro per un appuntamento dell’ultimo minuto, ovviamente pregando pegno in quanto a traffico e tempi di percorrenza, questo però succede già, il milanese imbruttito che è in ognuno di noi lo sa bene.

Benvenuta BMW :-)

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Copy è morto. Migrazione dati in cloud (da Copy a Dropbox) 7

As such, we have made the difficult decision to discontinue our Copy and CudaDrive services. We certainly do not take this lightly, and we appreciate the millions of customers who have used the service, as well as the hard work and dedication of our product team over the past 4+ years.

Comincia tutto così. Siamo fighi, siamo belli, abbiamo grandi progetti di conquista del mondo e quindi, già che ci siamo, chiudiamo un servizio di cloud storage che magari avete scelto di utilizzare come ancora di salvezza per tutti i vostri file che siete soliti tenere su un solo disco esterno, single point of failure da evitare come la peste bubbonica. Fortunatamente non è il mio caso (sono utente Dropbox Pro dalla notte dei tempi e spero di rimanere tale ancora per molto, nda), ma immagino tutti coloro che avevano provato e apprezzato Copy (di cui vi avevo parlato in questo articolo), scegliendolo come compagno di viaggio.

Copy è morto, lunga vita a Copy, ma adesso cosa si fa? Si trasferiscono i dati, se di questi non avete più un backup locale sulla vostra macchina. Si chiede al client di copiare tutto in un vostro disco fisso, o magari si sceglie di traslocare il materiale da Copy a Dropbox (o altro servizio di cloud storage) come nel mio caso. Su Copy ho conservato per molto tempo le ISO dei miei CD e DVD di installazione software. Da Windows a Office, passando per Acronis e molto altro ancora. Tutti file sacrificabili, che potrei ricostruire in poco tempo, ma che ovviamente vorrei poter migrare senza perdite ancora oggi che sono in tempo.

Mover

Semplice, pulito, gratuito. Mover è un’applicazione web che permette di eseguire un’operazione molto semplice e fondamentale in questi casi: copiare o spostare dati da un servizio all’altro. Sfrutta le API di Copy, di Dropbox, di molti altri servizi di cloud storage che siamo abituati a utilizzare quotidianamente, per account casalinghi o per quelli professionali (offerte business quindi, non le pro che vengono comunque riconosciute come fossero casalinghe in molti casi).

Copy è morto. Migrazione dati in cloud (da Copy a Dropbox) 3

Dalla sorgente alla destinazione, senza la necessità di utilizzare il proprio PC, la propria connessione, tempo e risorse che chiaramente diventerebbero troppo aleatorie e costose. Non occorrerà quindi installare alcunché, né tanto meno veder crollare la RAM a causa delle finestre del browser sempre aperte sui due servizi di storage che intendete mettere in trasfusione. Create un account gratuito su Mover.io e iniziate a selezionare la sorgente dati dalla quale copiare i file (Source). Date un nome alla prima connessione, autenticatevi e permettere a Mover di ottenere diritti di lettura e scrittura:

Fate lo stesso con la destinazione, arriverete così a poter mettere a confronto le due e scegliere quindi dove posizionare i vostri file:

Copy è morto. Migrazione dati in cloud (da Copy a Dropbox) 2

L’operazione di setup è talmente semplice che ho stentato a credere che bastassero così pochi clic, manco fosse un comando lanciato in un prompt di DOS. Una volta fatto attivato il pulsante Start Copy, si accederà alla schermata di attività (Activity Logs) che mostrerà l’operazione in corso, l’ora e la data di avvio, la sorgente, la destinazione e il progresso (comprensivo di quantità di MB o GB scaricati e caricati). Questa potrà essere aggiornata manualmente per verificare l’andamento della stessa, oppure potrete scegliere di chiudere la tab e attendere un risultato a mezzo posta elettronica.

Copy è morto. Migrazione dati in cloud (da Copy a Dropbox)

Già, a mezzo posta elettronica. Perché Mover, al termine dell’operazione richiesta, vi invierà un report sulla vostra casella e-mail includendo le informazioni di base della copia del file e l’esito, allegando eventualmente un log più dettagliato riguardo errori di copia (e possibilità quindi di individuare i file incriminati e rilanciarne lo spostamento), un po’ come successo a me:

Copy è morto. Migrazione dati in cloud (da Copy a Dropbox) 6

Ho lanciato l’operazione di copia dei file alle 14:42 del 2 febbraio, è arrivata la mail di conferma alle 02:59 del 3 febbraio. 11254 file portati su Dropbox, per un totale di 56,6GB. Non sono poi molti (i GB) ma si trattava per lo più di piccoli file (infatti il conteggio è abbastanza corposo), per questo motivo la copia è certamente durata più di quanto avessi previsto, ma volete mettere la comodità di lanciare un job da eseguire e dimenticarsene? La possibilità di lasciarlo andare a prescindere che ci sia o meno una macchina con i client di entrambi i servizi installati da lasciare accesa a scaricare per poi ricaricare online tutto? Una risposta presa dalla Knowledge Base del servizio calza a pennello:

That being said, by the time you’ve read this article, you could’ve moved more than a few gigabytes.

It can be difficult to predict how long a given transfer will take.  Depending on the number of directories, the number of files, and the size of those files, and the source/destination it can sometimes take longer than expected to move your data.

What may be surprising is how large of an impact factors other than the size of the data you are moving can have. For example, it is not uncommon for there to be 0.5-1 second of overhead per file being moved.  If you are trying to move 200,000 files, this would be 100,000 – 200,000 seconds, or up to two and a half days of overhead alone!

Regardless, Mover is going to be consistently faster than dragging and dropping or doing a transfer manually from your home. You also won’t need to keep the app or your browser open, or remain online for the transfers.

In grassetto ho voluto evidenziare il passaggio fondamentale. Non ha importanza quanto tempo impiegherà per voi Mover, è tutto tempo che voi non perderete.

Al termine dell’operazione, nel caso non vogliate lasciare aperta la porta del vostro servizio di cloud storage, potrete sempre rimuovere l’accesso a Mover (nell’immagine di seguito, l’esempio catturato nella scheda sicurezza del mio profilo Dropbox):

Copy è morto. Migrazione dati in cloud (a Dropbox o altro servizio)

Addio Copy, e grazie per tutto il pesce.

Disclaimer per un mondo più pulito
Gli articoli che appartengono al tag "Banco Prova" riportano la mia personale esperienza con prodotti generalmente forniti da chi li realizza. In alcuni casi il prodotto descritto rimane a me, in altri viene restituito. In altri casi ancora sono io ad acquistare il prodotto e decidere di pubblicare un articolo ad-hoc in seguito, solo per il piacere di farlo e condividere con voi i miei pensieri. Ogni articolo rispetta -come sempre- il mio standard: nessuna marchetta, solo il mio parere, riporto i fatti, a prescindere dal giudizio finale.
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