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Pillole

Le pillole sono articoli di veloce lettura dedicati a notizie, script o qualsiasi altra cosa possa essere "divorata e messa in pratica" con poco. Uno spazio del blog riservato ai post "a bruciapelo"!

Vi ricordate di Caffeine? Una di quelle applicazioni abusate in passato (approdata in Mac App Store nel 2010, nda), che svolgevano un unico lavoro, semplice, preciso, perfetto. Lo sapevate che la GUI proposta è tutto fuorché necessaria? Scopro che in tanti lì fuori non lo sanno, ed è un peccato perché nel caso in cui non ci sia connessione dati.

OS X: bisogno di Caffeina? 1

Chiunque con un Terminale può evitare che il MacBook vada in standby con un semplice comando:

OS X: bisogno di Caffeina?

caffeinate -di

Dove il -di si traduce con un tempo non definito, lo standby non partirà fino a quando il Terminale resterà attivo (fino al vostro CTRL+C, per capirci). Potete altrimenti specificare un diverso range di tempo tramite un -dt (in secondi) facilmente calcolabile (a mente o tramite una ricerca ad-hoc su Google), per esempio potreste lanciare un caffeinate -dt 600 per mandare in standby il Mac dopo 10 minuti. La riga di comando riporta:

usage: caffeinate [-disu] [-t timeout] [-w Process ID] [command arguments…]

Il trucco è stato testato con successo su un OS X 10.11.4 (El Capitan).

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Negli ultimi tempi sto mettendo mano a macchine OS X trattate alla “meno peggio“, che mostrano anomalie poco simpatiche da trattare e risolvere. Una di queste ha coinvolto il MAS (Mac App Store) in fase di post-aggiornamento al Capitano. In fase di download di un aggiornamento per un programma presente sul disco ho ottenuto un errore 503 per servizio non disponibile:

MAS (Mac App Store): Errore 503 (plist)

Sono cose che possono succedere, a chiunque. Per questo motivo ho deciso prima di fare un salto a verificare lo stato di salute dei servizi di Apple (apple.com/it/support/systemstatus), perdendomi però in una landa verde che lasciava ben poca speranza al fatto che potesse trattarsi di un problema relativo a loro e non al MacBook sotto le mie mani. Lo avevo già sospettato, quando c’è un problema sui servizi erogati da Apple compaiono decine di notifiche feedly sul mio Firefox in pochi minuti, un tam-tam di “breaking news” di minori e maggiori siti di informazione sul mondo di Cupertino, lo avrei visto subito.

C’è un apposito richiamo in documentazione Apple che riguarda i problemi che MAS può dare (apple.com/it/support/mac/app-store/troubleshooting), ma nessuno ha sortito il risultato cercato. Nonostante ne abbia provate molte, tutte le applicazioni messe in download continuavano a dare il messaggio di errore 503. Ho quindi cercato un’alternativa nel forum di supporto e ho trovato una discussione che mi ha portato fuori dal tunnel: discussions.apple.com/thread/7317860?start=0&tstart=0.

Riepilogo quanto fatto per maggiore rapidità e comodità.

Ho chiuso App Store e ho aperto Monitoraggio Attività e ho terminato i seguenti processi (mettendoli in ordine alfabetico, altrimenti l’altalenarsi di richieste di risorse ve li farà perdere facilmente di vista!):

Storeuid
Storelegacy
Storedownload
Storeassetd
Storeaccount

Sono tutti processi legati al vostro account Apple e al MAS. Sono certamente fondamentali per la macchina ma non la manderanno in crash se terminati con un’uscita forzata.

Una volta chiusi, ho lanciato un Terminale e ho fatto piazza pulita di questi file e contenuto delle cartelle:

~Library/ApplicationSupport/AppStore/updatedjurnal.plist
~Library/Caches *
~Library/LaunchAgents **
~Library/Saved Application State ***

Attenzione agli asterischi, hanno chiaramente un significato molto preciso. Ho evitato scrupolosamente di fare il “talebano” cancellando ogni contenuto delle cartelle riportate. Ho infatti lanciato un ls -la per esplodere il contenuto di ciascuna e andare così a eliminare esclusivamente ciò che potesse essere legato al MAS e al mio problema (rm -r di una intera cartella o semplice rm di un singolo file). Giusto per rendere l’idea, questa l’ho catturata durante l’opera:

MAS (Mac App Store): Errore 503 (plist) 1

Al termine sarà necessario riavviare il MacBook senza l’opzione di riapertura delle applicazioni lasciate aperte precedentemente (così da partire completamente puliti). Provate ora a riaprire Mac App Store e scaricare l’aggiornamento disponibile, dovreste riuscire a centrare l’obiettivo. Se così non dovesse essere (già capitato ad altre persone), cancellate dal disco della macchina l’applicazione che segnala la disponibilità di un aggiornamento, quindi fate partire un download pulito da MAS, stavolta non dovrebbe più avere scuse ;-)

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Avete già installato El Capitan sulla vostra macchina, tutto è andato bene e siete tutto sommato contenti del nuovo sistema operativo di casa Apple. Ne avete un’altra però (di macchina), magari di un vostro conoscente o un amico che, con una connessione più lenta di una lumaca, vi chiede la cortesia di organizzare l’upgrade, possibilmente portando tutto già “da casa, pronto per essere installato“.

Dato che da qualche anno ormai, Apple non fornisce più i DVD di installazione / reinstallazione del proprio sistema, vi basterà avere il pacchetto di installazione dell’OS scaricato da App Store e una chiave USB da 8GB, il resto è molto semplice e richiederà un minimo sforzo.

El Capitan: creare una chiave USB per installare il sistema 1

Il pacchetto di installazione di OS X El Capitan è disponibile gratuitamente su Mac App Store (ammesso che abbiate una macchina compatibile), potete arrivarci anche tramite questo badge:

The app was not found in the store. :-(

DiskMaker X è invece una utility gratuita (gli sviluppatori accettano donazioni, nda) che vi permetterà di preparare in maniera del tutto automatica la chiave USB così che possa diventare un supporto di installazione di El Capitan per qualsiasi macchina Apple compatibile. La si scarica direttamente dalla pagina ufficiale diskmakerx.com, o facendo clic qui (versione 5.0.1 al giorno di pubblicazione di questo articolo).

El Capitan: creare una chiave USB per installare il sistema

Perfettamente compatibile con El Capitan, DiskMaker X permette di arrivare alla meta con un wizard a portata di chiunque. Se il pacchetto di installazione di El Capitan si troverà all’interno delle Applicazioni, lui lo troverà e vi chiederà dove copiare i file per generare il supporto avviabile di installazione:

Da qui in poi l’operazione durerà diversi minuti, in base a quanto veloce è la chiave USB scelta. Portate pazienza e inserite la password dell’account amministratore quando richiesta, servirà a lanciare un AppleScript con privilegi elevati, si occuperà lui di eseguire i comandi necessari come da documentazione ufficiale di Apple.

Il processo, nel mio caso, ha richiesto circa 15 minuti.

L’alternativa

Si chiama El Capitan USB e si scarica gratuitamente da elcapitanusb.com/it. È un’applicazione italiana, ben venga quindi l’utilizzarla al posto di DiskMaker X. Questo nel caso in cui non vi interessi preparare un supporto USB avviabile che abbia un sistema operativo alternativo a El Capitan.

Anche in questo caso l’utilizzo è banale (più di quanto non lo sia con DiskMaker X) e necessiterà di una chiave USB da almeno 8GB. Una volta inserita, sarà il programma stesso a formattarla e prepararla. Anche stavolta il processo avrà durata in base alla velocità della chiave e richiederà la password di amministratore della macchina, il mio ultimo test è arrivato a circa 10 minuti di lavoro (meno di DiskMaker X, nda).

El Capitan: creare una chiave USB per installare il sistema 10

Partenza da chiave

Inserite la chiave USB nel PC che intendete aggiornare, a sistema spento. Accendetelo e iniziate a tenere premuto il tasto Option così da accedere allo Startup Manager della macchina.

Il tutto è spiegato nel documento ufficiale di Apple che trovate all’indirizzo support.apple.com/it-it/HT201663, oppure potete fare riferimento alle scorciatoie da tastiera disponibili nel documento all’indirizzo support.apple.com/it-it/HT201255.

Buon aggiornamento :-)

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Siate sinceri: ci avete mai pensato? Spesso diverse applicazioni che abbiamo precedentemente scaricato da Mac AppStore (o trovato pre-installate nel sistema) finiscono nel dimenticatoio e continuano a occupare spazio inutile nel disco del nostro Mac, quando in realtà le si potrebbe tranquillamente disinstallare eliminando anche le cartelle contenenti configurazioni, dati e altro ancora.

OS X: rimuovere GarageBand, iMovie, iPhoto, ecc. 1

Torniamo indietro nel tempo, neanche tanto a dirla tutta, a quando “Foto” (Photos.app) ha sostituito il caro vecchio iPhoto. Tutto molto bello ma, senza che probabilmente qualcuno se ne sia accorto, l’utilizzatore medio ha ignorato (e forse ignora tutt’ora) che iPhoto continua a essere presente nella cartella “Applicazioni” (/Applications), impossibile da avviare perché non più compatibile con il sistema (dapprima Yosemite, oggi El Capitan).

Prima di partire vi do un consiglio: seguite l’articolo che ho scritto poco tempo fa e installate Trend Micro Dr. Cleaner, vi servirà per fare una maggiore pulizia automatizzata. Ah, un’altra cosa: prima di muovere qualsiasi vostra pedina, io effettuerei un backup con Time Machine così da evitare ogni possibile errore.

Ora possiamo partire sul serio. Io ho cancellato iPhoto, GarageBand e una vecchia versione di iMovie. Il metodo è sempre lo stesso in due sole operazioni:

  • Cancellate l’applicazione tramite metodo tradizionale (trascinandola nel Cestino oppure fn + ←)
  • Svuotate il Cestino

Se Trend Micro Dr. Cleaner è stato precedentemente installato, il messaggio nell’immagine qui di seguito comparirà sul vostro Desktop come notifica. Inutile dire che il clic da fare è quello su “Deeply Uninstall“, che andrà autonomamente a rimuovere file e cartelle residue del programma (nell’esempio: iPhoto).

OS X: rimuovere GarageBand, iMovie, iPhoto, ecc.

Un’alternativa all’applicazione di Trend Micro? Esiste, si chiama AppCleaner, gratuito e perfettamente compatibile con il neonato El Capitan. In questo caso il metodo cambia. La disinstallazione verrà effettuata da quest’ultimo e sarete voi a doverci trascinare dentro l’applicazione che intendete rimuovere (una volta avviato il software, ovviamente):

OS X: rimuovere GarageBand, iMovie, iPhoto, ecc. 2

La particolarità (positiva) di AppCleaner, è che vi permette di avere una immediata visualizzazione di ciò che l’applicazione andrà a rimuovere, con un conteggio preciso dei MB risparmiati (che verranno quindi liberati su disco) e le posizioni di file e cartelle utilizzate dalle applicazioni che intendete rimuovere.

Al termine del trascinamento delle applicazioni potrete procedere con l’eliminazione facendo clic su “Remove” (sarà necessaria la password da Amministratore della macchina, ammesso che l’abbiate settata). Così facendo ho eliminato il vecchio Messenger di Microsoft, Numbers, Pages e molto altro inutilizzato e “stantio” nel mio disco.

Entrambi i metodi vanno più che bene, in linea di massima il secondo è quello che vi consiglio per avere la massima trasparenza di ciò che state realmente andando ad eliminare quando si tratta di rimuovere un’applicazione (l’app di Trend Micro continuerà a rimanere perfetta per la quotidiana gestione di memoria e file di troppo).

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OS X: Trend Micro Dr. CleanerAvete presente il coltellino svizzero che vorremmo sempre avere a portata di mano in casi di emergenza? No? Neanche io, ma questo non cambia le cose. Sono passati diversi mesi da quando ho cominciato ad utilizzare un’applicazione gratuita sviluppata e pubblicata da Trend Micro su Mac App Store, è parecchio conosciuta, si chiama Dr. Cleaner e permette di tenere in ordine disco e memoria del Mac quando più ne avete bisogno.

Dr. Cleaner: Disco, memoria, System Optimizer
Dr. Cleaner: Disco, memoria, System Optimizer
Developer: Trend Micro
Price: Free

Brevemente: file di cache, applicazioni disinstallate ma che lasciano file e cartelle nella /Library e molto altro ancora, tutta una serie di dati che difficilmente vengono rimossi automaticamente o a mano, solitamente li si lascia lì fino a quando non si decide di preparare da zero la macchina con l’ultima versione del sistema operativo pulita e un restore dei dati da Time Machine (magari). Prendete una delle tante applicazioni di questo tipo già presenti sul mercato Windows, snellitela, pulitela e sviluppatela come si deve, togliendo tutta quell’invasività spesso tipica di grandi nomi che non starò a elencare qui, il risultato dovrebbe corrispondere a Dr. Cleaner.

Facile da impostare, facile da utilizzare, l’interfaccia mostrata all’utente che decide di tenere l’icona del programma nella barra dei menu permette di ottimizzare la memoria RAM con un solo clic, e fa lo stesso per la pulizia dei file di troppo trovati sul disco (mai vostri documenti, immagini o altro di questo tipo, sia chiaro):

OS X: Trend Micro Dr. Cleaner 1

Sarà sempre lui a proporvi, da ora in poi, la rimozione di questi file in maniera del tutto automatica quando andrete a disinstallare applicazioni precedentemente caricate nel sistema. Sempre lui a dirvi chi sta consumando troppa memoria in tempo pressoché reale, senza la necessità di conoscere e utilizzare il Monitoraggio Risorse di OS X, occhio però che non è detto che il programma mangia-memoria lo stia facendo contro la vostra volontà o per un suo problema, non pensate di dover star lì e impazzire nella costante ricerca del risparmio della memoria allocata.

Accedendo poi alla funzione “Deep Disk Clean” (dall’icona Impostazioni del software) sarà possibile lanciare una scansione più approfondita che potrà farvi risparmiare ulteriore spazio su disco, da usare però con massima cautela e consapevolezza perché potrebbe andare ad impattare su file di applicazioni ancora installate (quindi evitate di utilizzarla se non sapete cosa state facendo, come sempre):

OS X: Trend Micro Dr. Cleaner 2

Dalla stessa finestra, inoltre, potrete lanciare una ricerca che andrà ad individuare i file più robusti all’interno del disco fisso (Big Files), pura informazione nel caso abbiate dimenticato di cancellare il file ISO già masterizzato su supporto ottico o il video delle vacanze già caricato nel Cloud di casa (tanto per fare degli esempi).

Lo avrete capito. Dr. Cleaner è una di quelle applicazioni must-have sul proprio Mac, è adatta a tutti (soprattutto nella sua versione “Light” da voce di menu) e può essere utilizzata per tenere d’occhio ciò che solitamente sfugge all’occhio dell’utilizzatore medio (ma anche esperto) di OS X.

Voi utilizzate già applicazioni di questo tipo ma di diverso produttore? Se si, quali? Il confronto qui è sempre il benvenuto, l’area commenti è a vostra totale disposizione!

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